In attesa del Corso
sulle salse della settimana prossima, eccovi il resoconto
del Corso
sui coltelli e sfilettare il pesce di lunedì. Dopo
una breve parte teorica, in cui Francesco de Francesco, cuoco e docente, ha
spiegato gli aspetti igienici, la contaminazione crociata e l'importanza di avere un buon coltello,
ossidabile e non acciaio inox per poterlo riaffilare
personalmente, gli allievi si sono messi all'opera con il primo
esercizio.
Per prendere confidenza con il coltello ed imparare ad eseguire il movimento corretto durante il taglio, gli allievi hanno tagliato a vuoto sul tagliere per una decina di minuti. L'importante, infatti, è eseguire il movimento in modo che non si schiacci l'alimento, ma che si tagli, per non far rimanere tutto l'umore sul tagliere anziché nel piatto.
Dopodiché si
è passati al taglio dell'insalata.
Operazione che sembra banale, ma vi assicuro che non lo è
affatto. Durante questo esercizio gli allievi devono eseguire
correttamente il movimento e le dita della mano che non impugna il
coltello devono essere attaccate alla lama in modo che, anche se si sta
guardando da un'altra parte, non ci si possa far male.
Il prossimo esercizio
è leggermente più difficile. Gli allievi si
cimentano nello sminuzzamento del prezzemolo. La
mezza luna non serve, il trinciante esegue egregiamente il lavoro. Dopo
aver tagliato grossolanamente il prezzemolo, si passa a sminuzzarlo
tenendo con le dita la punta della lama del coltello e facendo il
movimento sempre dall'esterno verso l'interno. L'importante
è cercare di non far rimanere troppo umore sul tagliere
perchè altrimenti nel nostro piatto metteremo solo la fibra
del prezzemolo. Gli allievi se la sono cavata molto bene.
Adesso tocca alla cipolla.
I nostri poveri allievi avranno un bel da fare visto che queste cipolle
sono davvero forti. Francesco mostra come la cipolla vada prima
tagliata a metà, poi fatti alcuni taglietti verso il basso e
uno lateralmente ed infine sminuzzata. Anche in questo caso, tra le
lacrime, i nostri allievi se la sono cavata egregiamente. Dopo la
cipolla, conviene disinfettare tagliere e coltelli, lo hanno fatto con
una soluzione formata da metà acqua e metà alcool
denaturato.
I coltelli vanno riaffilati
a mano personalmente, non dovrebbero mai essere mandati
dall'arrotino. Dopo aver lasciato a
mollo nell'acqua per una decina di minuti le pietre in ceramica,
Francesco mostra agli allievi il movimento corretto per riaffilare la
lama del coltello. In Giappone vi sono due scuole di pensiero sul
movimento di affilatura del coltello, Francesco mostra entrambe agli
allievi, ma si sofferma su quella che pare essere la più
facile, veloce e ugualmente soddisfacente. Gli allievi non si tirano
indietro neppure questa volta e riaffilano le lame, verificando l'affilatura con il
taglio del pomodorino, che si sa avere una buccia molto resistente.
Ultimo, ma non ultimo, lo sfilettamento
del pesce. Ogni allievo deve sfilettare, spinare e pareggiare
un branzino, nella foto li vedete all'opera. L'operazione non
è delle più semplici e anche in questa occasione
gli allievi hanno dimostrato di essere all'altezza. Bravi
Cosa ne
facciamo dei filetti? Ovviamente li cuciniamo e consigliamo agli
allievi una ricetta sfiziosa, filetto di branzino allo zenzero.
A breve pubblicheremo questa
ricetta, nel frattempo la trovate nella dispensa che
può essere scaricata nel gruppo
degli allievi di Facebook. Agli allievi che non si fossero ancora
iscritti, consiglio vivamente di farlo, la stiamo aggiornando
continuamente ed è un peccato perdersi le novità.
Alla prossima 
Tag: | corso coltelli | sfilettare pesce |
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Copertina75, grazie per il resoconto e le foto.
Devo dire che il corso sui coltelli è uno dei miei preferiti perché lo considero una base importante per chi ama la cucina e vuol farlo al meglio.
Sono in gioco la sicurezza dell'operatore, l'igiene e la contaminazione, la presentazione finale nel piatto, la cottura omogenea ed il mantenimento di un investimento patrimoniale del ristorante in cui si lavora o di quello personale (per appassionati e cuochi a domicilio).
Tutto questo dipende dai coltelli che si impiegano e da come si usano.
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