Vai alla home di maisazi.com, il blog enogastronomico.

Perchè non resisto ai dolci?

scritto da copertina75

Leggevo nell'articolo - "Mangio quel che sono" – influenze psico-sociali sul comportamento alimentare - che l'organismo reagisce al sapore dolce con un marcato rilassamento dei muscoli del volto e pensavo a tutte le volte in cui non resito alla tentazione di mangiare o assaggiare una torta, un pasticcino o qualsiasi altro cibo dolce, pur sapendo che sarebbe meglio non farlo. Sarà perchè sono stressata o nervosa?

Sono golosa e questo è un dato di fatto, ma quando il mangiar dolci diventa conseguenza di un bisogno fisico o psicologico? Nell'articolo che ho citato sopra, si legge che la ricettività innata verso la dolcezza torna utile dal punto di vista evolutivo nell'assicurare l'immediato riconoscimento delle fonti nutritive dall'apporto calorico maggiore. Probabilmente questo era vero un tempo, quando le fonti nutritive scarseggiavano e quindi riconoscere i cibi maggiormente calorici contribuiva alla sopravvivenza dell'uomo. Oggi, ovviamente le cose sono ben diverse, abbiamo a disposizione così tanti alimenti che dobbiamo stare attenti a quali mangiamo e a come lo facciamo.

Se mettiamo assieme le sensazioni piacevoli date dal cibo dolce e questa recettività innata (se ancora esiste) direi che siamo spacciati Come fare a resistere alla fetta di torta, alla brioche al cioccolato, alla panna cotta e a qualsiasi altra leccornia del genere? I nutrizionisti dicono che l'importante è non esagerare e concedersi di tanto in tanto, anche quando si è a dieta, un dolce perchè psicologicamente aiuta a restare in carreggiata.

In realtà, l'attrazione verso qualcosa di dolce potrebbe avere una causa diversa di volta in volta, per esempio perchè si è giù di morale, si è stressati, l'aver bisogno di colmare qualcosa che non si ha, l'essere affamati, l'essere annoiati ecc. e questo in effetti complica alquanto le cose. Non è un caso che l'equilibrio alimentare spesso va di pari passo con un equilibrio della propria vita, quando l'appagamento non giunge solo da fonti esterne, come appunto il cibo (soprattutto quello dolce), ma da uno stato di benessere interiore che ci riempie la vita e ci fa cadere molto meno spesso in tentazione.

Vi sono certamente le eccezioni, come ad esempio i golosi cronici, ma c'è da chiedersi se si siano mai gurdati dentro e siano veramente felici della vita che stanno conducendo. Non voglio dire che chi è goloso ha qualche problema o non è appagato dalla propria vita, ma a volte le cause stanno molto più a fondo di quello che si crede, il problema è che di solito, è più facile mangiarci sopra, soprattutto se si tratta di una buona fetta di torta

Commenti

Avere amor proprio e volersi bene. Questo dovrebbe essere l’imperativo di tutti. E grazie a questo si riuscirà meglio a voler bene anche agli altri e a farsi voler bene. Senza per questo diventare egocentrici o presuntuosi. Il cibo deve essere "buon cibo". E per essere “buon cibo”, deve essere ”volersi bene”. Se diventa rimorso, depressione, problemi di salute, difficoltà di relazionarsi allora vuol dire che non è buon cibo.
Se cedere ad una tentazione ci aiuta a volerci bene perché non farlo?
Condivido in pieno quello che dici …
Il degenerare, secondo me, poco ha a che vedere con il buon cibo. È un altro problema, di natura forse medica, che non in cucina, ma in altre sedi, va discusso e affrontato. Sono certo che il “goloso cronico”, almeno in parte, non si ama come dovrebbe e come vorrebbe e, senza neanche rendersene conto, si crede amante del buon cibo senza esserlo di fatto.
Soprattutto il dolce, ma non solo, certamente aiuta a vivere meglio e a volersi più bene ... almeno per me è stato sempre così! Considerazioni scientifiche a parte, a me, per esempio la cioccolata in ogni sua forma, ha sempre fatto del bene. Come sostegno quando sono stato molto male nello spirito e nel fisico, ma anche per esaltare i miei momenti felici. (Quando è nato mio figlio e sono rimasto solo la sera tardi, ho festeggiato con una scatola di Domori misti … ne avrò fatti fuori almeno 250 grammi in una notte!!!) ;o)

Scritto da:  Luigi   | 15.10.08 14:39
---------------------------------------

Anche io credo che a volte il richiamo del dolce sia più forte nei momenti di forte pathos.

Io ho deciso di non resistere, però ho fatto una scelta di qualità. I dolci li mangio, tento di mangiarne meno, ma di mangiarli più buoni.

Scritto da:  fradefra   | 15.10.08 17:43
---------------------------------------

Io non ho una grande attrazzione per i dolci, dopo poco mi stancano e francamente non ne sento mai una necessità impellente, adoro di più le pietanze salate... ma ho notato che specialmente le ragazze hanno a volte l'improvvisa voglia di mettere sotto i denti qualcosa di dolce...bhà...

Scritto da:  Agriturismo Abruzzo   | 02.01.09 12:38
---------------------------------------

@Agriturismo Abruzzo
Sarà perchè siamo più dolci? :P

A parte la battuta, la voglia di dolci, aldilà delle preferenze e dei gusti personali, può essere legata, a volte, al bisogno di sentirsi meglio. Soprattutto se parliamo di cioccolata, che contiene endorfine, stimolatrici di stati di benessere. La dolcezza gratifica e spesso colma qualche mancanza, anche piccolissima, per esmpio la noia o qualche piccolo fastidio o delusione.

Ovviamente parlo di stati normali, quando, invece, si arriva ad abbuffarsi per motivi legati alla sfera psicologica ed emotiva, si tratta di patologia.

Scritto da:  copertina75   | 02.01.09 13:10
---------------------------------------

Ho letto in qualche articolo,(forse Focus) del lavoro di alcuni ricercatori di una università americana(quelle dove viene finanziata qualsiasi ricerca, ma 'ndo li trovano tutti sti soldi?)che consisteva nel registrare le reazioni del cervello tramite elettrodi particolari, durante l'assunzione di vari cibi da parte di un elevatissimo gruppo di "pazienti" di tutte le età e di vari posti del mondo.
Per farla breve, questi scienziati, riconducevano il fatto che al 98 e rotti % dei pazienti il gusto dolce provocasse piacere, al fatto che il lattosio e altri zuccheri ramificati sono presenti nel latte materno e che quindi siamo "geneticamente propensi" ad apprezzarlo e ricercarlo nell'alimentazione.
E' come dire che c'è un po' di Nutella in tutti noi italiani....
Ciao.

Scritto da:  kingofknife   | 07.01.09 00:09
---------------------------------------

@kingofknife
Di studi e ricerche in questo ambito se ne fanno molte e spesso tutte concordano, in un senso o nell'altro, che l'essere umano prova piacere mangiando un alimento dolce. Possono esserci varie spiegazioni: biologiche , fisiologiche, genetiche, antropologiche e psicologiche, tutte con un loro senso :)

Gazie per il contrubuto, bon 2009 e benvenuto/a sul blog.

Scritto da:  copertina75   | 12.01.09 09:50
---------------------------------------
Inserisci un commento

(non verrà visualizzata)



Scuola di cucina maisazi
Via Scortegagna 12 - 36045 - Lonigo (VI)
P. IVA IT03441480245

In evidenza

Il Corso per Executive Chef per chi vuol aumentare le probabilità di successo del proprio ristorante, il Percorso Cuoco: 3 giorni al mese distribuiti sull'arco di quasi un anno, il Corso Cuochi Mensile ed il Corso cuochi di 5 giorni, sono i nostri corsi di cucina professionale per chi vuole avvicinarsi alla ristorazione. 9 ore giornaliere per imparare le tecniche di questo lavoro, con una giacca professionale in dotazione.

Nel Calendario dei Corsi di Cucina trovate gli altri corsi per cuochi e serali per appassionati.

Iscriviti alla newsletter
Info sulla newsletter