I liquori, escludendo la mattina per ovvi motivi, si possono bere in qualunque momento della giornata, dopo pranzo o durante il pomeriggio, dopo cena. Ogni liquore richiede il “suo” bicchiere che ci consente di gustarne al meglio le sue caratteristiche.
In commercio si trovano due categorie di liquori, quelli secchi e i liquori dolci.
Fanno parte della prima categoria i distillati di vino (brandy e cognac), essi possono essere serviti a temperatura ambiente dopo pranzo, dopo cena, oppure nel tardo pomeriggio, e i distillati di cereali (whisky, vodka, gin) che vanno consumati dopo cena.
Come vi avevo anticipato nel post Dedicato a chi ad agosto resterà in città, vi confermo che da domani iniziamo la rubrica giornaliera, per tutto il mese.
Ogni mattino pubblicheremo una proposta per la cena e un’idea di svago, per passare la serata.
Le ricette saranno semplici, fresche e realizzabili con prodotti reperibili nei supermercati.
Per le idee di svago, invece, ci siamo già accertati coi rispettivi titolari che i locali siano aperti nelle ore e nei giorni in cui ve li suggeriamo.
Naturalmente, tutto ciò anche sabato e domenica.
No, stavolta la forchetta non si usa. Sembra strano, ma è così.
Il galateo della tavola, prevede che il formaggio si tagli con il coltello, senza l’uso della forchetta. Un piccolo pezzo si poggia, sempre con il coltello, su un pezzetto di pane e con questo si porta alla bocca.
Nel caso si tratti di formaggio molle, a maggior ragione, si spalma sul pane.
Da
sempre sono un appassionato del barricato, dell'antico, dell'annata, di quel vino, insomma, che immaginiamo aver
riposato per cento anni per essere bevuto oggi col rispetto che si deve ad un dio che si concede a noi per amore.
Da qualche tempo, però, come in altri aspetti della mia vita, ho voglia di nuovo, di cosmopolita, di dinamico, di evoluto, di mutante. Vorrei guardare nel futuro e trovarvi una risposta ad una pulsione che sento e che riesco ad riassumere con una sola parola. Diverso.
Una cena all’aperto ? Una buona idea soprattutto in estate, spesso ci rinunciamo per la paura di fare una brutta figura o peggio ancora perchè non sappiamo come organizzarci, e pensare che basta veramente poco per realizzarla !
A mio avviso dovrebbe essere un’occasione informale per invitare gli amici e come tale dovrebbe essere all’insegna della semplicità.
A cominciare dalla preparazione della tavola che dovrà riflettere il tono informale della serata. Se la moglie brontola perchè alla fine della serata avrà tovaglie e tovaglioli da lavare, consigliatele una tovaglia in carta ( nelle cartolerie e nei migliori supermercati se ne trovano di veramente originali ), scegliendo questa soluzioni potrete trovare tranquillamente anche i tovaglioli coordinati, vi consiglio di sceglierli in funzione dei colori di piatti e bicchieri, quelli in vetro sono ideali.
Sì, proprio così. Alcuni di noi andranno alla Blog Mania del 24 settembre 2006, evento nell’evento previsto per la manifestazione Squisito, che dal 23 al 25 settembre si terrà a San Patrignano.
Per maggiori informazioni, leggete il sito dell’organizzazione Squisito 2006.
Navigando per blog mi sono imbattuta per caso nel sito della COOP Firenze. Il concorso indetto dalla sezione soci Coop Firenze sud, “La ricetta raccontata”, mi è piaciuta molto e mi ha dato l’idea per la nostra ricetta del venerdì.
Si sentiva sudata e le vesti appiccicate addosso non le davano tregua. Ormai, però, ci era abituata. Erano passati molti anni da quando, dopo l’ultimo rifugio nelle dolci braccia della madre, aveva preso l’aereo che l’avrebbe portata in quel luogo caldo, umido ma soprattutto sconosciuto. Amava immensamente l’uomo per cui aveva fatto, per molti suoi vicini di casa, quella strana pazzia, ma non se n’era assolutamente pentita. I suoceri le volevano bene e l’avevano accolta come una figlia ma, non riuscivano a sostituire quella sensazione di calore e di protezione che solo sua madre le donava. In effetti, lasciarla era stata la cosa più dura di quel lungo viaggio. Dopo la morte del padre, lei e i suoi fratelli le erano stati molto vicini e il pensiero che loro non l'avrebbero mai lasciata sola, la faceva sentire molto meglio.
"La qualità di un coltello si vede al momento di affilarlo" - mi diceva qualche tempo fa Sergio Piccerillo, Amministratore dell'azienda Noon S.r.l., importatore italiano
dei coltelli Chroma Type 301 che qualche tempo fa ho acquistato.
Naturalmente aveva ragione ed ho potuto sperimentarlo personalmente.
In questo articolo, dopo avervi già scritto in precedenza della Manutenzione dei coltelli professionali, vi descrivo l'affilatura di uno dei miei coltelli preferiti e più usato, quello di nome utility.
Per dare un tocco in più ad una tavola già apparecchiata in modo perfetto o semplicemente per rendere più carina una preparazione più spartana con le tovagliette americane.
Piegare i tovaglioli in modo creativo mi è sempre piaciuto. Penso sia una forma d’arte in cui ogn'uno di noi facilmente si può cimentare.
Allora ecco alcuni consigli per trasformare un semplice tovagliolo, seppur bello, in qualcosa di più elegante o simpatico, questo dipende da voi e dall’occasione che vi si presenta.
Oltre
ai premi offerti dalle aziende GBianchi
e Inari per il Candle
Trophy, al maisazi party avremo
la presenza di una pittrice che ci presterà le sue opere per dare un tocco artistico al contesto in cui si
svolge la festa.
Qualche tempo fa nel post Spuntino all'enoteca La Cantina, vi scrivevo di alcuni quadri che ci erano piaciuti molto. Si trattava di visi realizzati da Giuditta di Milano, che ieri abbiamo contatto.
Scopo?
Venerdì pomeriggio, sono ancora in ufficio per preparare un progetto per un nuovo cliente. Squilla il telefono e dal numero capisco essere un carissimo amico. "Ciao Pietro, ti disturbo?" - "Ciao, per nulla figurati. Dimmi pure". "Sono in un negozio per acquistare una bottiglia di olio extravergine" - mi dice l'amico - "e siccome leggo sull'etichetta di un olio dolce la dicitura mandorlato mi chiedevo come fosse possibile in quanto il sapore della mandorla è amaro. Cosa mi puoi dire al riguardo?".
Uhm... un olio extravergine dolce dal gusto mandorlato? Ma certo che è possibile. Tranquillizzo l'amico sulla bontà e veridicità dell'etichetta e consiglio, in alternativa, un olio extravergine dal gusto fruttato.
Facciamo però chiarezza su questi aspetti dell'olio extravergine di oliva.
Così come abbiamo pensato a chi resta in città, approfitteremo del periodo estivo per completare alcuni progetti che vedranno la luce subito al rientro dalle ferie.
Oltre al maisazi party di cui già sapete e del concomitante Candle Trophy, stiamo organizzando due eventi interessanti per chi ama la cucina e l’eno-gastronomia. Il primo vuol approfondire la conoscenza dei tartufi, il secondo quello dell’ olio extra vergine di oliva.
Sappiamo che molti dei nostri visitatori, per loro fortuna, nel mese di agosto se ne andranno chi al mare, chi in montagna, chi all’estero. Lo vediamo anche dalle nostre statistiche di accesso che registrano una naturale flessione delle visite.
Lungi dal diminuire la frequenza dei nostri post, abbiamo deciso di restare vicini a chi, invece, si ferma in città, per lavoro o per altri impegni. Lo faremo per tutto il mese di agosto con due appuntamenti giornalieri, che vogliono fornire alcuni spunti per trascorrere meglio la giornata.
Per la buona riuscita dei crostini e delle barchette è importante usare un tipo di pane con delle caratteristiche adatte con le diverse creme che si utilizzano. Il Pane di Altamura è tra i miei preferiti come lo sono i crostini tiramisù.
La preparazione è molto semplice, questi sono gli ingredienti per 4 persone.
8 fette di pane tipo Altamura, 8 cucchiai di olio extra vergine d’oliva, 350 grammi di fagioli lessati ( anche in scatola ), 4 filetti di acciuga sott’olio, un cucchiaio di senape piccante, 1 spicco d’aglio, 1 ciuffo di prezzemolo, 1 pizzico di peperoncino, 3 cucchiai di salsa Worchester.
Il tovagliolo, questo sconosciuto. È lì sul tavolo, sappiamo che serve a pulirsi le labbra, ma per il resto, non sappiamo esattamente come usarlo e spesso ci limitiamo a copiare quello che fanno gli altri (che ovviamente, a loro volta, stanno tentando di copiare da noi).
Prima cosa, il tovagliolo una volta che ci siamo seduti, deve sparire dal tavolo e finire sulle nostre gambe. Non è una possibilità, bensì un obbligo. Facendolo, il tovagliolo, a dispetto di ciò che molti credono, non deve essere aperto, ma restare chiuso. Concesso l’aprirne un lembo, non di più. L’errore di molti è credere che il tovagliolo si metta sulle gambe per proteggersi, quando invece la motivazione è completamente diversa. Il tovagliolo non deve stare sul tavolo per non infastidire con la sua vista il vicino. Molti, infatti, non provano piacere vedendo il tovagliolo sporco di un commensale. Mettere il tovagliolo sulle gambe, quindi, è un gesto di cortesia che si fa alle persone con cui si sta mangiando. Quando si è soli, quindi, si sarebbe autorizzati a lasciarlo sulla tavola.
Uno degli ingredienti principali di ogni ricetta e cucina è proprio l'acqua, anche se non se ne parla quasi mai, per questo motivo vorrei approfondire l'argomento e esaminare anche questo elemento cosi importante e dargli il giusto peso. In questo argomento mi rendo conto di essere un privilegiato, vivendo in un paesino dell'Appennino Toscano e godendo di una buona abbondanza di sorgenti dove l'acqua si può bere dappertutto senza problemi e anche l'acquedotto comunale, che viene comunque depurato con l'aggiunta di cloro, non ne avrebbe quasi alcun bisogno.
Spesso al supermercato ci ritroviamo a dover scegliere un taglio di carne da acquistare per una ricetta, senza trovare quello indicato dalla stessa. Ci assale il dubbio, a questo punto, di cosa comprare in sostituzione.
Dove c’è un macellaio, si risolve tutto con una domanda, ma in presenza di confezioni pronte, il non conoscere le singole parti ci potrà creare seri problemi.
Come vi avevo accennato nel post Carne: distinguere le parti, con questo articolo inizio l’esplorazione di questo mondo, con l’obiettivo di aiutarvi nei vostri acquisti e, se vi piace inventare ricette, nello scegliere il taglio più corretto per il vostro obiettivo finale.
Il 25 luglio ed il 3 agosto 2006, a Cannobio in provincia di Verbania, si potranno assaggiare i vini di parecchi produttori nella splendida cornice del Lago Maggiore.
Dalle 17, previo l'acquisto di un bicchiere di cristallo per le degustazioni, l'occasione è buona per assaggiare altri prodotti eno-gastronomici e far due chiacchiere con gli amici.
Per maggiori informazioni, visitate il sito ufficiale della manifestazione Galà del gusto.
Più noto sul Web come Must, ho conosciuto Stefano Gorgoni un paio di anni addietro frequentando i due più importanti forum italiani sul web marketing e posizionamento sui motori di ricerca.
Come al solito, parlando di motori fissiamo su questi le nostre attenzioni, scordando che esiste una vita reale, in cui facciamo magari tutt’altro. Lui, appunto gestisce assieme al suo socio il suo negozio (spesso si definisce scherzosamente un salumiere).
Come
vi scrivevo in Acquistare
d'impulso una bottiglia di vino, qualche giorno fa ho comprato uno syrah australiano. Si tratta, per l'esattezza,
dello Shiraz Stonehaven prodotto dall'azienda omonima
nel 2004.
Vinificato in purezza, ha un profumo meno fruttato di quanto mi aspetto solitamente da uno syrah, ma in compenso si avvertono note nuove e gradevoli. Un vago sentore di legno (l'etichetta parla di rovere) e la moderata presenza di spezie, gli conferiscono un aspetto più vicino ai vini d'annata.
Al palato questo Shiraz australiano si rivela di buon equilibrio in tutte le sue componenti. Acidità, alcolicità, persistenza, tannino e glicerina sembrano in quelle proporzioni che portano il vino a non risultare sgradito a nessuno, col beneficio dei gusti di ognuno, ovviamente.
Le
cosce di pollo alla maisazi sono veloci da preparare e piaceranno a chi ama abbinare la carne con la frutta.
Assieme ad un paio di pomodorini ed i funghi, vi troviamo l'uva le ciliegie e l'arancia.
Se volete, potete provare anche altra frutta, purché non sia di gusto troppo presente, onde evitare di coprire
eccessivamente il pollo. Potrebbero andare bene delle albicocche (assaggiatele prima, però) o dei pezzetti
di pera.
Come si vede dalla foto, ho lasciato le cosce leggermente bianche, per averle più morbide e sentirne maggiormente
il sapore. Se volete, potete rosolarle di più, per scurirle un po'.
Buon week-end 
Ingredienti per due persone:
Stiamo vivendo un’estate molto calda e il gelato come sempre in questa stagione la fa da padrone !
Artigianale o industriale, il gelato fa gola agli italiani, grandi e piccini. L’Italia è la patria del gelato, nelle nostre città sono ormai diventate tantissime le gelaterie artigianali, e fanno a gara per proporre alla clientela prodotti con grande appeal. È un alimento sano ! In particolare ne hanno sottolineato le pregievoli caratteristiche nutrizionali dei dietologi e questa posizione ha aiutato ad incrementarne sensibilmente i consumi.
L’altra sera ho fatto una cosa che non pensavo mi fosse possibile. Da Blockbuster ho comprato una bottiglia di vino. Per l’esattezza, uno Shiraz australiano, di cui in un altro post vi dirò.
Si tratta di un esempio perfetto di quello che normalmente definiamo un acquisto d’impulso. Certo non ero entrato per comprare del vino! Eppure vedendolo lì, affianco alla cassa, il pensiero m’è andato ad un Syrah (è il nome dello stesso vitigno, nella versione italiana ed occidentale) che avevo bevuto poco tempo fa e di cui avevo dato qualche indicazione nel post Vino Sire Nero Syrah di Rapitalà.
Simone, in risposta al mio post sul pollo all’ananas, mi ha dato spunto per parlare della cucina flambé.
Questo particolare tipo di cucina comprende piatti che vengono direttamente cucinati al tavolo, davanti ai commensali, con l’impiego della lampada, un fornello di piccole dimensioni alimentato a gas od ad alcool.
Spesso, il flambé, dà motivo ai maitre di poter esibire la propria arte davanti ai clienti. Devo dire che la cucina flambé mi ha sempre affascinato, la trovo elegante e coinvolgente. E’ per me un forte richiamo primordiale al fuoco e quindi alla passione.
Ci pensavo stasera, dopo aver letto Ora gli Ziliani in Rete sono due e Dedo = Cento di Tombolini, che leggo da anni in giro sul Web. Su maisazi.com posso ogni tanto scrivere di fatti e cose personali o devo trattare solo di vino, ricette, ristoranti e simili?
Il ferro da stiro, sì, stavo stirando, andava avanti e indietro come la mia mente ed immaginavo tanti post senza null’altro che degustazioni asettiche e locali dove non succedeva niente se non l’assaggio dei piatti.
Molti non sanno che il galateo esplicitamente lo vieta. Se siamo invitati a cena, non si portano pasticcini.
Si parte dal presupposto, infatti, che chi organizza una cena pensi a tutto il pranzo. L’arrivo imprevisto di pasticcini può rompere la magia di un percorso studiato nei dettagli.
Il “presente” che si porta ai padroni di casa, inoltre, dovrebbe essere per loro, non per gli invitati e tanto meno per noi. I pasticcini, invece, creano una situazione difficilmente gestibile. Per galateo, i padroni di casa non devono offrire quanto appena portato (per non far pensare che la cosa non sia gradita e che non la ritengono personale), mentre per altri aspetti gli altri potrebbero aspettarselo.
Arrivo
prestissimo, parcheggio, esco, faccio qualche foto all'esterno del Ristorante
Passone di Montevecchia, scrivo il post Inizia
la mia giornata, nella cucina di un ristorante, un giro sui blog degli amici, preparo il piano di lavoro. Intanto
si fanno le 9 del mattino. Entro. Si inizia. Il programma ve l'ho raccontato nell'articolo Una
giornata nella cucina di un ristorante.
Parte dello staff è già sul posto e quando entro, vista l'ora, capiscono immediatamente chi sono. Seguono una veloce presentazione, qualche battuta, un caffé, un saluto a Fabrizio Cogliati, uno dei fratelli titolari del ristorante, ed eccomi diretto verso la cucina, da cui uscirò solo intorno alle 23.
Tra un progetto e un altro, cerco di ritagliare il tempo che merita questo blog e mi accingo a scrivere un nuovo articolo. Mi viene in mente una discussione avuta qualche giorno fa con degli amici rispetto alla questione "favorevoli o contrari alle catene fast-food come McDonald's?". Uhm... interessante. Può essere l'idea di un post.
Vi sottopongo la mia personale opinione quale "favorevole ai McDonald's e affini".
Nel
nostro articolo sul Candle
Trophy 2006, tra le aziende che hanno offerto un premio trovate la Giuseppe
Bianchi S.p.A, un cash & carry all'ingrosso di prodotti agroalimentari ed enogastronomici. Ovviamente
non si tratta di un caso.
La Gbianchi (così ormai molti la chiamano) è la società in cui lavora Fabio
Dell'Orto, un'impresa con un secolo di storia alle spalle, che ho avuto modo di conoscere quattro anni fa, se
non ricordo male.
L'occasione fu un mio incontro con Fabio, organizzato per chiacchierare di posizionamento sui motori di ricerca.
Fabio e la Gbianchi sono molto attivi su questo fronte e nell'occasione dovevamo parlare di metodi di ottimizzazione
pensati prevalentemente per il settore enogastronomico.
Cari amici voglio cominciare questo post con una affermazione che a molti potrebbe sembrare forte,ma che in effetti pensandoci bene non lo è assolutamente. Il vino è la bevanda ideale, la più opportuna e sana, da promuovere e valorizzare tra i giovani ! Avevo ragione o no ?
Un consiglio da parte di Guido Cogliati, chef del Ristorante Passone a Montevecchia.
Prima di passare alla piastra la carne (tagliate, costate, ecc), battetela un po' con un batticarne. Serve a snervarla e spezzare le fibre. Sarà più tenera, al momento di mangiarla.
Come alcuni di voi sanno, da ormai qualche anno mi occupo di marketing per il settore agroalimentare, con una particolare specializzazione per i mercati internazionali e in principal modo mi sono occupato di strategie per produttori di olio extravergine e vino qui in Puglia.
Leggo proprio oggi con grande piacere sul blog marketingdelvino.it questo interessante articolo sull'efficacia delle strategie delle aziende italiane del settore "vino" in Inghilterra. L'articolo si intitola Analisi del mercato britannico: risultati interessanti per il vino italiano.
Facciamo alcune valutazioni insieme.
Come vi avevo anticipato col post Una giornata nella cucina di un ristorante, sono appena arrivato al Ristorante Passone a Montevecchia. Ho parcheggiato, ho fatto alcune foto all'esterno ed alla collina ed ho acceso il pc per pubblicare un post sul blog. Alle 9, orario d'apertura della cucina, si inizia.
Buon sabato a tutti ed a rileggerci presto.
Oggi vi faccio una confidenza... esattamente trentadue anni fa dopo gli esami di terza media, decisi di iscrivermi alla scuola alberghiera.
Un’esperienza che putroppo durò solo un anno, ma di cui oggi nutro un buon ricordo. Le ragioni che mi spinsero ad abbandonare gli studi alberghieri, visti con il senno di poi, sono veramente ridicoli e siccome amo confidarmi con gli amici e su questo blog lo siamo, vero ? Ora vi spiego quali furono.
Gli studenti dell’istituto alberghiero a fine anno durante le vacanze dovevano partecipare a degli stage presso degli hotels in Italia e in giro per L’Europa. A me l’idea di stare lontano dalla mia famiglia non piaceva e alla fine della prima estate, decisi di passare ad un altro tipo di istituto. All’alberghiera fino a fine giugno studiavo per diventare cameriere, a ottobre, allora si ricominciava tassivamente il primo giorno del mese, iniziai gli studi di perito meccanico ( scusatemi se poco ).
Mentre
entravo nell'Hotel Villa Torretta, ieri, riflettevo sul fatto che non vi abbia ancora scritto dell' ADICO,
l'Associazione Italiana per il Marketing, le Vendite e la Comunicazione di cui sono socio.
L'ADICO raccoglie un buon numero di direttori e responsabili commerciali e marketing dell'economia italiana, coprendo
i principali settori.
Senza fini di lucro, scopo dell'associazione è promuovere le relazioni tra i soci, offrire servizi e diffondere
cultura su temi emergenti.
Per quanto mi riguarda, sono socio per vari motivi: possibilità di seguire interessanti seminari, organizzare eventi per la mia azienda. L'essere a contatto con persone che fanno il mio stesso lavoro, sono Direttore Clienti di un'azienda che si occupa di web marketing, mi apre spesso nuove opportunità commerciali, di partnership e, varie volte è successo, di buona conoscenza.
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Ottimo e semplice piatto estivo, economico perchè consente di riutilizzare il pane
avanzato, quindi più secco è meglio è. Preferibilmente usare pane toscano tipo "pagnotta" da 1 kg, in quanto non essendo salato fa meglio da base, non vanno bene quindi panini o rosette o altri tipi di pane.

In occasione del Maisazi Party, la festa che maisazi.com offrirà sabato 30 settembre ai suoi visitatori, avrà luogo il Candle Trophy 2006, che vedrà confrontarsi le candele più belle della serata.
Le candele portate dai partecipanti alla festa saranno valutate da una giuria che, a proprio insindacabile giudizio, premierà le più belle, in base ai seguenti criteri:
- originalità;
- simpatia;
- estetica.
Bastano pochi ingredienti per preparare appetizer adatti ad accompagnare un cocktail. Ecco l’abbinamento tra un classico aperitivo e un formaggio povero, affinato da una leggera copertura di miele.
L’aperitivo è L’Americano, semplice da preparare lo si può fare direttamente in un bicchiere old fashioned, con ghiaccio e uno spruzzo di soda aggiunti a 5/10 di Vermouth rosso e 5/10 di Bitter.
E’ un aperitivo tanto semplice quanto buono, io amo berlo per il fascino del suo colore rosso rubino e per il profumo fine di agrumi di sicilia, erbe alpine e spezie d’oriente.
Il dolce del Vermouth e l’amaro del Bitter si fondono, donandogli un gusto equilibrato e armonioso che accompagnano il palato a lungo.
Prosegue la creazione di nuove ricette per la rubrica DiVino Eros in Cucina, scritta in collaborazione con DiVino Scrivere.
Sushi-no è il nome di questa proposta, di cui vi invito a leggere la ricetta, sul thread omonimo.
L'ingrediente principale, oltre al riso ed all'alga giapponese, è la tua fantasia. Prova mille combinazioni e poi, se ti va, vieni a raccontarci i risultati. Ciao 
Periodo
di matrimoni, questo, stavolta si sposa Gianna, carissima amica di copertina75.
Al Ristorante Dai Gelosi ci arriviamo in macchina dopo una decina di minuti di viaggio dalla chiesetta dove s'è svolta la funzione. Il locale mi appare subito elegante e curato. Un ampio parcheggio ha posto per tutte le macchine, un piccolo parco è predisposto con i giochi per i bambini, un bar depandance di quello interno consente di prendere fuori l'aperitivo, cosa che ovviamente facciamo.
E' quasi mezzanotte, sono con il mio amico fraterno Max e abbiamo appena finito di lavorare. Siamo in trasferta tra Pesaro e Bologna per seguire un evento calcistico.
La fame si fa sentire dopo quasi 24 ore senza toccare cibo. Siamo sulla statale direzione Cattolica alla ricerca di un bel posto dove cenare.
Grazie al navigatore riusciamo a districarci in vie a noi sconosciute quando ad un tratto un'insegna ci indica Osteria del Brigante. Come sarà? Si mangerà bene? Non importa. È tardi, la fame è tanta. Ci fermiamo.
Ricordarsi di versare il vino ai commensali vicini non è tutto, anzi a volte è sbagliato.
Una donna non serve mai il vino ad un uomo, salvo che quest'ultimo non sia un anziano (ed attente, un anziano signore della vecchia leva potrebbe sentirsi offeso) o una persona molto importante (un Nunzio Apostolico, un Presidente della Repubblica, ecc.) Alcuni uomini, anche importanti, ci tengono a versare loro il vino. Beh, la donna sarà contenta ed apprezzerà.
Servendo il vino alla donna, l'uomo ne verserà prima un goccio nel proprio bicchiere, poi versa nel calice altrui, quindi, per ultimo, nel proprio. Il versare il primo goccio nel proprio bicchiere è una cortesia che si fa agli altri. Così, infatti, si prende l'eventuale residuo del tappo e si pulisce il collo della bottiglia. Anche se la cosa è stata già fatta da un cameriere, a tavola si ripete come pro-forma.
Informo tutti i visitatori che ci seguono via feed rss 2, che ho fatto una variazione al feed stesso.
Con la precedente versione, pubblicavamo nel feed il testo completo degli articoli, ora invece inseriamo solo l'abstract.
La modifica è dettata da una migliore aderenza al protocollo previsto da RSS 2 ed inoltre dal desiderio di venire incontro a chi, giustamente, usa i feedreader per avere una versione veloce e compatta delle novità, decidendo poi autonomamente quali post andare a leggere per esteso.
Chi ha già inserito il feed nei propri programmi, vedrà la modifica coi nuovi post. Per vederla sui vecchi post, basta cancellare il feed e reinserirlo.
Ci auguriamo, con questo, di migliorare la vostra esperienza di visita del nostro blog.
Al mattino solitamente prendo una tazzina di caffè bevuta in fretta, a volte mentra ancora mi sto vestendo, quello che mi consola che questa è la colazione italiana più diffusa. Poi tiro fino alle 13, l’ora del pranzo che spesso si risolve in una insalata, oppure un piatto di bresaola accompagnato da un paio di bicchiere d’acqua. Nel corso della mattinata quasi sempre ci scappa un secondo caffè, in buona sostanza comincio; come credo molti di voi con un digiuno che dura dalla sera precedente, per un totale di 12-14 ore.
Sabrina
Mossetto di Buta Stupa aveva ragione. "Alcuni ristoratori pensano che per loro sia più conveniente tenersi
il vino rimasto a tavola..." - mi diceva qualche settimana fa al telefono. A me pareva strana, una cosa simile,
invece mi è stata detta giusto qualche giorno fa da un ristoratore.
Se siete nel settore enologico probabilmente conoscete già il progetto Buta Stupa, per gli altri riassumo brevemente. Si tratta di un servizio offerto al ristoratore, che gli permette di avere quanto necessario perché voi bevendo una bottiglia di vino di cui avanzate una quota significativa, possiate chiuderla e portarvela via in un elegante sacchetto. Copertina75 ne ha scritto nel post Ecco a lei la sua Buta Stupa.
Il ristoratore può aderire a questo servizio mediante il pagamento di una cifra modestissima e disporre di locandine, adesivi e materiale che gli consente di far sapere ai propri clienti che l'acquisto di una bottiglia non comporterà il fatto che l'avanzo andrà perduto.
Spesso quando si parla di diete la prima cosa che viene in mente è la perdita di peso.
Troppo poco invece si pensa a dieta come alla possibilità di alimentarsi in modo corretto, con una prospettiva volta verso la salute e la prevenzione di malattie.
La dieta a zona la si può definire una “tecnologia alimentare”, creata nel 1995 dal dr. Barry Sears con l’intento iniziale, preventivo e in alcuni casi curativo, delle malattie cardiovascolari.
Il fulcro della ricerca del dr. Sears risiede nel riuscire a promuovere, attraverso un preciso regime alimentare, la produzione di eicosanoidi “buoni”, mediatori ormonali che favoriscono la pulizia delle arterie dagli accumuli di grasso. L’equilibro tra eicosanoidi “buoni” e “cattivi”, dato dalla dieta a zona, agisce su fattori di rischio tipo: l’iperinsulimia, l’ipertensione, il colesterolo, l’obesità, il diabete di tipo II, la trombosi e l’ arteriosclerosi, eliminandoli o attenuandone gli effetti negativi.
" PAPA’ HO PAURA " Ma il PADRE non c'è.
Chi è rimasto orfano da piccolo conosce il disagio di questo vuoto.
Fatevi raccontare dai vostri figli i loro sogni dopo il delitto di
Manhattan dell' 11 settembre 2001. I bambini hanno avuto paura.
Hanno visto. Le immagini hanno fatto irruzione nei loro spettacoli
pomeridiani con l'edizione straordinaria dei telegiornali.
Poi hanno avuto bisogno di essere rassicurati.
Ma in famiglia il padre è il personaggio più assente.
Nella fragilità psicologica di quei momenti serve anche la voce
di un uomo accanto alle parole INTELLIGENTI e AFFETTUOSE
di una DONNA.
Fra le 10 barriques della vendemmia 2001, questa ho la sensazione
che sia la più........ non so.... forse la più buona.
Gradazione alcolica 14,20%
Estratto secco totale 32,90 g/litro
Acidità totale 5,85/1000
Il segreto delle orecchiette - pasta di semola di grano duro - è da ritrovarsi negli squisiti e genuini ingredienti offerti dalla terra di Puglia e dall'abilità delle pastaie pugliesi, che ancora oggi ritroviamo in tutta la regione. Le orecchiette condite con le cime di rapa sono le più celebri, ma sono molto apprezzate pure quelle condite con cavolfiore e ricotta marzolina grattugiata, o con funghi cardoncelli e salsiccia, quest'ultima ricetta tipica di Altamura.
Dicevamo orecchiette con le cime di rapa. Il piatto tipico della tradizione culinaria pugliese, famoso in tutto il mondo e segno tipico della cucina barese. Vi racconto la ricetta tradizionale.
L'e-magazine Enotime.it organizza un corso di degustazione del vino.
A partire da giovedì 28 settembre 2006, per 5 sere, a Milano gli iscritti acquisiranno la conoscenza su come degustare, riconoscere le caratteristiche e valutare un vino.
Alle serate interverranno nomi importanti del mondo enologico italiano.
Siamo in luglio con giugno e agosto i tre mesi tradizionalmente più caldi e in cui si beve di più. Questo è il periodo dell’anno in cui si bevono più bibite gasate. Alla categoria appartengono tutte le bevande addizionate con un gas e più precisamente l’anidride carbonica, che produce le caratteristiche bollicine che a me piacciono tantissimo.
Sono tutte bevande analcoliche quindi senza alcol, oppure se presente per legge non deve superare l’1 per cento. Il composto di base è sempre costituito da acqua minerale e zucchero, a cui vengono aggiunti aromi, coloranti e altre sostanze che rendono queste bevande diverse fra loro.
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Durante la serata di ieri, descritta col post Al ristorante Passone a Montevecchia, di scena i vini, ho chiesto di poter trascorrere un giorno nella loro cucina.
L'obiettivo è osservare e raccontarvi come si lavora nel retro-bottega di un ristorante importante, quali sono le emozioni, le fatiche e le soddisfazioni.
Per complicarci la vita, abbiamo scelto un giorno pesante. Sabato 15 luglio, giornata densa di attività, per i cuochi del Passone.
Ringrazio anticipatamente Fabrizio Cogliati per questa splendida opportunità e comincio già a ricaricare di inchiostro la mia stilografica, per prendere gli appunti 
Ritengo
che un buon vino sia una delle motivazioni per vivere e la cucina creativa mi ha sempre affascinato.
Ci sono situazioni, però, in cui si va oltre. Oltre il vino e la cucina. Sono situazioni in cui emerge l'Uomo.
Il vino non è solo mosto fermentato, maturato in botte ed affinato in barrique. Il vino è la somma
del sudore degli uomini che sorvegliano la crescita della vite, dell'amore dell'enotecnico che seleziona il filare
giusto, della disperazione del contadino che tenta di proteggere le sue piante quando la grandine falcia impietosa
ogni macchia verde.
Siamo riuniti nel ristorante Passone, a Montevecchia e Fabrizio, uno dei fratelli Cogliati proprietari del locale, ci sta chiedendo cosa vogliamo mangiare. L'ha già chiesto varie volte, ma noi siamo intenti ad assaggiare l'affascinante risultato di un esperimento di Gianluigi Orsini. Il Lieto Romore è un moscato secco del 2003, maturato in barrique sino ad esaurire lo zucchero, mescolato e rimesso in barrique per l'ultimo affinamento. Vellutato e spesso, dal profumo di un gentile e dolce formaggio, a lungo persistente e leggermente acido.
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Come promesso, eccomi qui a proporvi un dolcetto sfizioso, perfetto per il dopo cena e ottimo a colazione. Se vi capita all’ultimo momento un ospite a cena e non potete passare al super o se volete preparare una sorpresina dolce al vostro patner, i fagottini alle pere sono l’ideale. Facili, veloci, buoni! Ingredienti per 4 fagottini:
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Come vi avevo anticipato in Eros, cibo e vino - una rubrica con DiVino Scrivere, ho pubblicato la prima ricetta. Si tratta di un dolce di nome Follia notturna e potete vedere come si prepara su questo articolo. Puntuale, Barbara ha dato il suo contributo con una proposta di vini d'accompagnamento.
Commenti, lancio di pomodori, insulti....
Hai mai sentito parlare di carpione ? E’ una preparazione a base di carne, pesce, uova o verdure, insaporita con una salsa preparata con aceto, vino, zucchero, cipolle, carote, sedano, alloro e altri aromi.
Dalle mie parti in estate, nelle cucine dei ristoranti ma perchè no anche in quelle delle famiglie con una certa tradizione gastronomica , si moltiplicano i piatti preparati con questo sistema, soprattutto utilizzando il pesce di lago. In futuro vi prometto di insegnarvi come preparare le arborelle in carpione, sono dei deliziosi pesciolini di acqua dolce, un piatto “diverso” e molto buono, oggi però voglio mostrarvi come mettere in carpione le uova sode. Vi servirà la solita mezzoretta per la preparazione, mentre per la cottura una cinquantina di minuti. Cominciamo dagli ingredienti:
Quattro uova, 600 gr di cipolle, 4 cucchiai di olio d’oliva, ½ bicchiere di aceto, 1 bicchiere di vino bianco, 1 cucchiaio di zucchero, 2 spicchi d’aglio, 1 rametto di prezzemolo, pepe, sale fino.
Non ci sono ancora andato, a questo Festival Latinoamericando, ma presto mi presenterò al DatchForum di Assago ad acquistare il biglietto.
Tappa fissa dell’estate milanese (si organizza, comunque, anche in altre città italiane), non si può mancare a questo momento di vita sociale. Carne alla griglia in quantità industriali, cilena,brasiliana, peruviana, cubana e venezuelano tanto per citare le principali, sono accompagnate da birre, cocktail caraibici e musica, portate a Milano dalla comunità sudamericana.
Nei chioschetti, inoltre, si possono comprare prodotti gastronomici e di artigianato latinoamericano, sigari cubani, rum (o ron o rhum, a seconda di come preferite chiamarlo).
Che invidia! Leggendo il post di fiordizucca devo ammettere di aver provato invidia per lei. Sì, perché ho scoperto che attraverso il sito di Riverford, un’ azienda agricola locale (lei vive in Inghilterra) situata a circa 40 minuti da Torquay, riesce farsi arrivare a casa ogni settimana frutta e verdura biologica, raccolta il giorno prima e senza neppure pagare le spese di spedizone. L’azienda coltiva piú di 85 specie diverse di frutta e verdura che vengono raccolte il giorno prima di essere consegnate, suddivise, a scelta, in cassetta medie, piccole, grandi o extra large.
Non dover recarsi spesso al supermercato o dal fruttivendolo a comprare la verdura e la frutta fresca credo sia un’ottima comodità, senza contare la superiorità della qualità del prodotto.
Sarebbe bello che anche in Italia ci fossero aziende che riuscissero a dare lo stesso servizio.
Cosa ne pensate, vorreste anche voi la vostra cassettina di frutta e verdura sulla porta di casa ogni settimana?
Qualche giorno di relax o, perché no, una vera e propria vacanza a Montalcino, tra il 12 ed il 23 luglio potrebbero diventare un momento di cultura, musica e vino.
Un fitto programma jazz in uno dei più importanti siti enologici del mondo, fonde due mondi da sempre vicini. Vino e jazz, da lungo tempo ottimi amici, ci hanno regalato e ci regaleranno ancora momenti di relazione, sensazioni e voglia di stare assieme. Oltre il semplice gusto, oltre la semplice musica.
Per maggiori informazione ed il programma, visitate la pagina su DiVino Scrivere pubblicata da Barbara, che ringrazio per la segnalazione.
Il calcio in tv, nel bene o nel male, è una questione di passione. Figuriamoci durante questo periodo di Mondiali. E dalla passione dipende direttamente tutta la tensione che si accumula durante le partite della propria squadra del cuore. Patatine, coca cola, birra e pop corn, cioè tutto il cibo che viene sgranocchiato nervosamente, permettono alla tensione di venir fuori, diventando in questo modo alimenti indispensabili per la preparazione di una vera serata da tifo. Ma se da un lato ne beneficia la passione, dall'altro il nostro fegato non ci apprezzerà.
E quale occasione migliore delle partite dell'Italia ai Mondiali in Germania per imparare a capire cosa è meglio per noi?
Questa sera, alle 21, l'Italia si gioca l'accesso alla finalissima di Berlino contro i padroni di casa tedeschi. Per gli esperti, nel decidere cosa mangiare, è meglio affidarsi al "gran libro" della dieta mediterranea. Via libera quindi a frise col pomodoro, verdura, caroselli, cocomeri e frutta fresca. Oppure a succulenti insalate di pasta o riso, con un cucchiaio di olio extravergine di oliva. Divieto per pop corn, coca cola, fritti e dolci.
Viva l'Italia ai Mondiali, dunque, ma con un occhio alla sana alimentazione.
Legandomi al post di copertina75 "La serata del formaggio", vi presento un formaggio tipico della Puglia, ormai da diversi anni annoverato tra i Presìdi Slow Food, il caciocavallo podolico del Gargano.
Il caciocavallo podolico prende il nome dalla varietà di vacche dal cui latte è prodotto, le vacche podoliche. Ho avuto il grande privilegio di ammirare una mandria di vacche podoliche al pascolo sul Gargano: uno spettacolo che credo non dimenticherò facilmente. A guardarle, le vacche si presentano con il loro profilo rettilineo, gli occhi vispi come quelli dei bambini e il grigio mantello che fa da contraltare alla fitta macchia mediterranea pugliese. Dalle larghe corna, ispirano un senso di tranquilla maestosità.
Continua il percorso cooperativo di maisazi.com. A settembre inizieremo una collaborazione con Enotime, per una rubrica che settimanalmente presenterà un prodotto di stagione. Caratteristiche, varietà, metodi di conservazione, uso e qualche consiglio.
Un piccolo team si sta creando per redigere gli articoli, che seppur a mia firma, saranno il risultato del lavoro congiunto di più persone, per la ricerca delle informazioni, la verifica della loro attendibilità e la gestione dei fornitori dei prodotti.
Enotime è un e-magazine del settore enologico, con frequenti trattazioni di argomenti della gastronomia. La rivista è collegata ad una struttura che da anni eroga corsi di degustazione in tutta l’Italia. Questa rubrica sarà un ulteriore servizio informativo per le migliaia di lettori che mensilmente la leggono.
Un grazie a Fabrizio Penna ed Elisabetta Fezzi per aver voluto avviare con noi questa iniziativa.
Dopo aver letto un articolo pubblicato su Gentleman in cui vengono recensite alcune birre artigianali, spinto dal desiderio di provare gusti ancora poco conosciuti, ho acquistato in un negozio specializzato le tre diverse birre segnalate nell'articolo. E il mio palato ne è rimasto piacevolmente sorpreso.
In questi giorni il buon Marco ci ha molto parlato di funghi; e giustamente aggiungo io in quanto ci stiamo avvicinando alla “stagione”.
In montagna si colgono i primi fioroni, il mio babbo chiamava in questo modo i primi funghi di stagione !
Ricordo ancora quando arrivava a casa con i pochi frutti della sua raccolta nel cestino di vimini e ci cucinava il pane ripieno con i funghi, amici vi garantisco un’autentica delizia, se volete sapere come si prepara sappiate però che servono circa trenta minuti per la preparazione, un’ora bona di cottura e se siete a dieta vi aspettano 500 calorie ogni 100 grammi di squisitezza !
Maisazi inizia una collaborazione con il forum DiVino Scrivere, in cui s'è aperta la sezione DiVino Eros in Cucina, con la mia moderazione.
Si tratta di una rubrica settimanale in cui presenteremo una ricetta abbinata ad un vino, con chiara ispirazione di coppia.
Mia sarà la creazione del piatto, mentre Barbara, Sommelier AIS di Modena, si occuperà del vino, scegliendo quello può adatto per la proposta della settimana.
Ovviamente ci farà piacere se passarete a trovarci anche da quella parte, con consigli, richieste e critiche, dove ritenete che debbano essercene.
Ciò non diminuisce il mio impegno su questo blog, dato che si tratta di una vera e propria collaborazione tra i due siti e relative organizzazioni, in quello spirito di apertura che contraddistingue il web e che maisazi.com ha come linea guida.
Per ora vi saluto. Vado a scrivere il primo pezzo introduttivo per il nuovo forum.
Ho appena finito di leggere il post Indisciplinare di Luca Risso sul fatto che la disciplinare di molti vini è effettivamente standardizzata al punto che tutti i vini potrebbero sembrare uguali, leggendola.
Vorrei continuare il discorso, su come l'appiattimento, purtroppo, vada anche sul gusto. Troppo spesso mi capita di sentire commenti negativi su vini (e non solo vini) perché hanno qualcosa di non riconosciuto. Peggio ancora "Ottimo quell'arrosto di agnello. Il sapore di agnello, per fortuna, si sentiva pochissimo" - beh, giudicate voi.
A dispetto di quello che molti credono, in occasioni importanti man mano che si viene serviti si inizia subito a mangiare, senza attendere. Anche a pranzi in casa, se si è invitati per qualche occasione, non si aspetta.
La cosa può sembrare strana, ma non lo è considerando il fatto che in tali situazioni i padroni di casa vengono serviti prima degli altri ed iniziano subito proprio per dare agli ospiti la possibilità di non attenderli.
Anche tra amici, iniziare subito consente al padrone che magari s'è attardato, di non sentirsi in imbarazzo.
L'uso d'aspettare s'è diffuso, probabilmente, per la regola che vorrebbe che l'uomo, in occasione di un incontro a due, aspetti la donna. Cosa, stavolta, giustissima.
La versione definitiva del testo fondamentale e di riferimento in materia di diritti dei consumatori è stato pubblicato on-line dal Ministero dello Sviluppo.
I consumatori sono finalmente tutelati da un documento che dà chiare indicazioni di diritti e doveri della parti coinvolte nelle negoziazioni e transazioni di natura commerciale.
Se volete, potete scaricare qui il testo integrale del Codice del Consumo.
Ringrazio Elisabetta Fezzi di Enotime per l'informazione.
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Creatività nella presentazione dei piatti del 10 maggio ad Orgiano (VI).
Non si tratta solo di un fatto estetico. La digestione, ad esempio, inizia già con la salivazione. La stimolazione visiva, quindi, è fondamentale. Un bel piatto, inoltre, predispone il buonumore dei bambini, facilita il ricordo del ristorante, ecc.