Vai alla home di maisazi.com, il blog enogastronomico.
Giugno 2006: archivio degli articoli


scritto da FabioDellOrto il 30.06.06

In queste caldissime giornate di inizio estate, come tutti gli anni; chi come me vive in una zona particolarmente umida boccheggia. Stanchezza fisica e mentale sono due tra le conseguenze: Mia moglie Lorenza quando la morsa del caldo arriva al punto di rendere veramente difficile la giornata solitamente “perde la testa” mettendosi inconsapevolmente a fare piccoli danni.

Che Scema sono ! Ha esclamato ieri sera aprendo la porta del frigorifero, ho tolto le uova dalla confezione per metterle nell’apposito comparto e ora non mi ricordo più la scadenza, le dovrò buttare !

Nooo; le ho risposto possiamo ugualmente sapere se sono ancora buone da consumare. Per farlo esistono diversi metodi, puoi per esempio accostarle all’orecchio e scuoterle leggermente: se avverti il rumore tipico di un liquido che si muove le uova non sono più commestibili. Oppure ci sono altri sistemi, per esempio quello di metterle in una bacinella di acqua: se sono fresche devono andare a fondo. Il metodo migliore resta quello che mi insegnò la mia povera nonnina, per tanti anni “aiuto” di cucina in un circolo aristocratico in Savoia. Romperle in un piatto prima di utilizzarle: il tuorlo deve apparire lucido e compatto, senza scepolature; l’albume non deve essere liquido e allargarsi troppo nel piatto, ma restare vicino al tuorlo in una massa gelatinosa.

scritto da shiftzero il 30.06.06

"Amore, domani per il tuo onomastico ti regalo una bella visita dal dietologo!". Con queste parole Antonella mi ha svegliato alle 6 e 15 minuti di questa mattina. Una visita dal dietologo? Ma non ne ho bisogno! Preso comunque dalla spasmodica voglia di conoscenza, tra una pausa caffè e l'altra, mi sono addentrato in questo splendido mondo dei nutrizionisti e dei dietologi. Vediamo cosa sono riuscito a scoprire.

scritto da fradefra il 30.06.06

"Mi dai una ricetta per i miei clienti?" - mi chiede Anastasia - "Ok, dammi un paio di giorni, che te la invento" - rispondo io.

Anastasia è la proprietaria del bar sotto l'ufficio e vorrebbe una pasta fredda per la stagione estiva. Una cosa semplice da fare, nuova, fresca.

Il risultato è questa "Pasta con peperoncini dolci e noci" che vi propongo come piatto per questo week-end.

  

Si prepara facilmente in mezz'ora, i prodotti sono di facile reperibilità, si sporca quasi niente in cucina.

scritto da FabioDellOrto il 29.06.06

Dopo qualche giorno di vacanza e tantissimi problemi è arrivato il momento del mio primo post su maisazi. Nel mio profilo ho scritto delle mie origini Verbane, così si chiamano gli abitanti delle cittadine situate sulle sponde del Lago Maggiore. Quindi voglio cominciare con una ricetta a base di un pesce molto comune dalle mie parti, la Tinca, un tempo consumata dagli stessi pescatori perché nessuno la voleva. Ricordo da ragazzo intere giornate trascorse in mezzo ai canneti, in attesa di un’abboccata di questo pesce dall’espressione triste e con le labbra arancio.

Bando ai ricordi… ci sono molte modi per cucinarla; al forno, in salsa, nella classica ricetta con i piselli e pomodori maturi… Oggi però ho pensato di spiegarvi come cucinare un risotto con la Tinca.

scritto da copertina75 il 28.06.06

A me e fradefra il formaggio piace molto e anche se sarebbe in contrasto con i buoni propositi di dieta, (soprattutto di fradefra! ) a volte capita che ci concediamo una follia.

Una sera di non molto tempo fa (fradefra direbbe l’altro giorno, dovete sapere che lui ha un concetto di tempo tutto suo!) ci è venuta improvvisamente voglia di questo prodotto meraviglioso.

Abbiamo comprato formaggi di diverse varietà, molli e stagionati, italiani e francesi. Non poteva però mancare il pane e così ne abbiamo scelto alcuni tipi tra quelli che ci ispiravano di più, tra cui una buonissima focaccia toscana, e via a casa con un gran languorino in bocca.

Non abbiamo però voluto farci prendere dalla fretta di assaggiare ciò che avevamo comprato e così abbiamo deciso di completare la nostra già meravigliiosa serata con una bella tavola apparecchiata, perché anche l’occhio vuole la sua parte, inoltre l’attesa può solo amplificare il desiderio e le sensazioni che presto avremo provato nell’affogarci in tutto quel formaggio.

la tavola con i formaggi, il pane e le salse ad accompagnarli

Abbiamo disposto i formaggi nel piatto, avendo cura di posizionarli dal più fresco e dolce al più stagionato e forte. Non ci siamo fatti mancare alcune confetture, il miele e varie spezie.

Tutto è pronto, ah dimenticavo, avevamo anche comprato un buon vino per esaltare il tutto.
Non ci resta che assaporare i nostri formaggi e goderci tutti i sapori e le sensazioni che vorranno donare al nostri desiderosi palati.

scritto da fradefra il 28.06.06

Rispondo a tutti quelli che in questi giorni mi hanno chiesto come avere la recensione di un loro prodotto enogastronomico, uno strumento per la cucina domestica o professionale, un ristorante o bar.

Una premessa fondamentale. Il blog maisazi.com non ha alcuna finalità commerciale. Quindi, niente soldi.

Non siamo qui per dare giudizi negativi, ma per dire ciò che ci è piaciuto. Ci rendiamo conto tutti che ogni azienda fa proprie scelte ed un prodotto di livello più basso spesso ha una sua giustificazione. Dato che non vogliamo rovinare il lavoro di nessuno, se una recensione porta a considerazioni sostanzialmente negative, non pubblichiamo nulla. Semplicemente. Ovviamente in privato, a chi ha chiesto la recensione, diamo i feedback, se richiesti.

scritto da fradefra il 27.06.06

Sì, esatto. Una festa in piena regola, organizzata per inaugurare il blog.
Siete tutti invitati, sabato 30 settembre 2006, al maisazi party 2006, festicciola informale in cui i blogger di maisazi.com saluteranno e ringrazieranno gli amici ed i visitatori del blog per il successo che lo stesso, da poco nato, sta ottenendo.

Per rallegrare la compagnia, si è organizzata una gara con premio, La candela più bella. Ogni invitato dovrà portare con se una candela (pena il non essere ricevuto ). Una giuria, a suo insindacabile giudizio, sceglierà la candela più bella. Il vincitore sarà premiato ed il suo nome osannato sul blog per il periodo successivo

scritto da fradefra il 27.06.06

Il giorno prima si era sposata Anna, un'amica di copertina75 e noi avevamo deciso di trascorrere la domenica facendo un giro a Vicenza. Avevamo un appuntamento con Francesco, il fratello di copertina75, col quale saremmo andati a bere qualcosa in centro. Francesco lavora in un ristorante sui Colli Iberici e nell'occasione ci aveva invitato a pranzarvi.

Vista dell'interno del locale, da una foto del sito.

Premesso che ne vale la pena, se decidete di andare all'Antica Osteria da Biasio, preparatevi a perdervi o andateci col navigatore (di quest'ultimo, aggiornate la mappa). Se Francesco non ci avesse dato chiare indicazioni, probabilmente non l'avremmo trovato. Se dovessi dare un consiglio al suo titolare, solo questo mi permetterei di dire, di far porre qualche cartello indicatore nelle zone vicine. Per il resto, non si possono che spendere lodi.

scritto da MarcoTuscany il 26.06.06

Come mio primo intervento ho pensato di parlare un po' di funghi freschi, visto che a questo punto se avessimo la complicità di un bel temporale estivo, si scatenerebbe quella reazione necessaria alla creazione degli stessi. Chi ha la fortuna come me, di abitare tra i boschi, attende questo evento, spesso memore dei fantastici ritrovamenti dello scorso anno, quando si verificò una forte grandinata alla fine di Agosto, che dopo una decina di giorni dette origine ad una eccezionale nascita di funghi di ogni specie.

I porcini ( perlopiù Boletus aereus ) si trovarono in grande quantità e i più fortunati, o conoscitori della zona come me e mio babbo, ne trovarono a centinaia anche tutti insieme. Ma anche altre buone specie commestibili in quel periodo riempirono le tavole: Cantharellus cibarius, volgarmente chiamato galletto o giallino, fantastico nei misti insieme al porcino e anche qualche Ovolo ( Amanita caesarea ) purtroppo negli ultimi tempi ridottisi a pochi esemplari in questa zona.

Nel prossimo intervento vi fornirò volentieri qualche interessante modo di usare i funghi per realizzare piatti semplici ma davvero gustosi.

scritto da copertina75 il 25.06.06

L’olio extra vergine d’oliva è un prodotto principe della nostra dieta mediterranea famosa in tutto il mondo e spesso decantata dai nostri nutrizionisti. In epoche passate veniva usato per cosmesi, medicina e illuminazione, ma il suo posto d’onore era già in cucina, in ricette che si avvicinavano appunto alla nostra dieta mediterranea.

Avendo una mamma meridionale e un padre che ha sempre lavorato nel campo alimentare, sono cresciuta con l’idea che si dovesse consumare solo e unicamenre olio extra vergine di oliva.

Qualche giorno fa sono arrivati, a me e a fradefra, due diversi tipi di olio che Stefano ci aveva gentilmente mandato (a proposito grazie Stefano!).

Ho deciso di degustarli entrambi per cercare di coglierne oltre che i sentori anche le possibili differenze. Stabilita una serie di attributi di rifermento nella valutazione, mi sono munita di carta e penna, 2 bicchieri.

scritto da fradefra il 24.06.06

Ricollegandomi al post Vino Doc Spagna in cui Slawka G. Scarso ci informa di alcune variazioni di etichetta per l'Australia e la Spagna e pur riconoscendo al vino la sua caratteristica di prodotto di tradizione e cultura, credo che troppo spesso con questa scusa le aziende produttrici sottovalutino l'importanza dell'etichetta apposta sulla bottiglia.

Vini di rara eleganza sono in bottiglie presentate come fossero l'ultima bevanda del mondo. Vini che posti su uno scaffale diventano anonimi.

Le aziende credono che basti il nome della casa e quella del vino per avere successo o per vendere, ma in realtà non sempre è così.
Sullo scaffale del supermercato, ma anche dell'enoteca di buon livello, troviamo decine di bottiglie interessanti, di qualità, di produttori noti e seri. Quale scegliamo, allora? Spesso sono le ultime piccole cose a fare la differenza.

scritto da fradefra il 23.06.06

Ieri ci siamo accordati. Da oggi shiftzero entra a far parte del team di maisazi.com, completando la squadra dei blogger. Entro oggi il suo profilo sarà aggiornato.

Bevenuto tra noi

scritto da fradefra il 23.06.06

Tra le nuove iniziative, vi segnaliamo che dalla prossima settimana, ogni venerdì pubblicheremo una ricetta da provare nel week-end. Le ricette saranno sempre inventate o varianti sostanziali di piatti noti.
Il fine non è solo trovare qualcosa da cucinare, ma approfittare del fine settimana per fare sperimentazione.

Se c'è qualche piatto vi interessa particolarmente, inserite un commento o inviate una email alla redazione.

Se volete partecipare in modo più attivo, potreste contribuire inviandoci una vostra ricetta da pubblicare, naturalmente a vostro nome. In questo caso, invece che alla redazione, scrivete a me (che poi è la stessa cosa )

scritto da fradefra il 23.06.06

  Dice la leggenda che dal sole di Sicilia nacque un re maestoso, che per distinguersi da suo padre indossò un mantello nero. Ancora oggi lo chiamano Sire Nero.


Eravamo all' Ipercoop di Vignate, con l'improvvisa voglia di bere del vino.
"Compriamo qualcosa di diverso?" - ci diciamo ed eccoci con la bottiglia di Sire Nero Syrah della casa siciliana Rapitalà.

  
scritto da fradefra il 22.06.06

Parto subito con una premessa. Se ami sul serio cucinare, il comune sale grosso lo usi solo nell'acqua della pasta, quello fino comune non lo usi proprio! In tutte le altre occasioni, ci sono sali specifici, come quello di Grenoble o quello dell'Himalaya, di cui vi parlo in questo articolo.

  
  

Proveniente da depositi vecchi di milioni di anni, le principali caratteristiche del sale dell'Himalaya sono la sua purezza, la forte presenza di composti ferrosi che gli danno il caratteristico colore rosa, la minor durezza rispetto al sale comune ed una sottile differenza di sapore che si avverte assaggiando i diversi cristalli di cui è composto.

scritto da fradefra il 21.06.06

Fu lui che quasi venti anni fa, praticamente astemio, mi iniziò al vino, quasi per scherzo.
Con l’allora mio cognato, ero andato nella sua enoteca Al Convegno per un aperitivo. Mi ricorderò sempre di quest’uomo dal viso gentile, faccia classica da sommelier e sempre con la sua giacca da lavoro.
Gli chiesi un succo di frutta, quel giorno e per poco lui non sbiancò. Ci tenne che io assaggiassi un goccio di vino, mi raccontò tutto di quella vigna (era un vino della Valtellina), della difficoltà di quelle produzioni, del sudore speso dai contadini per far crescere un’uva senza speranza. Mi parlò di come si ammazzassero di lavoro e di come litigassero per ogni metro di terra soleggiata, dalla parte giusta delle colline, per arrivare ad avere un vino appena decente, ma che si apprezzava proprio in considerazione di questi sforzi, di questo amore innato, del desiderio di esserci.

scritto da copertina75 il 20.06.06

Vi è mai capitato di non ordinare una bottiglia di vino al ristorante perché pensavate di non poterla bere tutta? A me e fradefra a volte capita, e in quei casi optiamo per i calici. Il problema è che la qualità dei vini portati in calice spesso scende.

sacchetti Buta Stupa

Ieri al Meeting di Tigullio Vino una simpatica espositrice mi ha raccontato di un’iniziativa che ho trovato molto simpatica. Il progetto Buta Stupa, che in piemontese significa “bottiglia stappata”.

scritto da fradefra il 20.06.06

Al TigullioVino.it Meeting siamo arrivati anche troppo presto, ma l'idea era di fare un giro a Rapallo, città che non avevamo mai visto. Con una fortuna sfacciata, troviamo posto nel parcheggio antistante l'ingresso dell'Hotel Excelsior Palace, location dell'evento, lasciamo la macchina ed andiamo per il carruggio ed il lungomare.
Alle 14.00 ritorniamo all'hotel ed incontriamo Filippo Ronco, organizzatore del meeting. Due chiacchiere al volo, ovviamente lui è presissimo, una mezz'oretta di relax nella hall e si inizia. Ottima l'organizzazione, che senza dare nell'occhio e senza grandi attività apparenti, ha consentito a tutti noi di gustare l'evento senza un solo intoppo. Complimenti a Filippo per lo sforzo, secondo noi ben riuscito nel suo intento.

Giriamo per la sala che raccoglie in modo ordinato tutte le aziende espositrici ed eleggiamo la bottiglia più bella. Dato che io e copertina75 ne scegliamo due diverse, eccole entrambe nella foto. Si tratta del Siroma, un negroamaro in purezza barricato 4 mesi ed affinato per ulteriori 6 in bottiglia. Il secondo, quello scelto da copertina75, è il Tamburotorto, primitivo e negroamaro al 50%, maturato in acciaio e affinato in bottiglia per due mesi. Entrambi della Tenuta Nantes di San Pietro Vernotico in provincia di Brindisi.

Passiamo agli assaggi. Iniziamo col bianco, decidendo che non proveremo tutto ma che ci limiteremo a quattro vini. Un gewurztraminer , un muller, uno di cui non ricordiamo neppure il nome, non avendo ritenuto di voler segnare alcunché ed infine quello che in assoluto ci è piaciuto di più,
rossi compresi. Si tratta del Domain Emilian Gillet della casa francese Thevenet, nella regione bourgogne. Un superbo vino dolce da pasto, dal colore giallo paglierino tendente al verdino, dal profumo fresco, ma intenso. Perfetto per i formaggi, a concorde parer nostro.

Dei tanti rossi provati, invece, vorremmo ricordare il Nicchia 2004, un rosso selezionato da una vigna di 60 anni di proprietà della casa Pietro Beconcini Agricola di San Miniato, in via di riconoscimento varietale. 800 bottiglie che si configurano come una prima produzione, ma che si fa apprezzare per alcune note caratteristiche sia nel profumo sia nel gusto. Difficile da descrivere.

Stranissimo e sicuramente facile da ricordare, cosa che riteniamo sempre positiva, il Kairos dell'Azienda Agricola Zyme di Negrar, in provincia di Verona. Un vino che potremmo in qualche modo definire sperimentale, ottenuto da un difficile blend che ha prodotto un rosso dal sentore speziato di vaniglia e cannella, quasi balsamico. Morbido in bocca, ha una piacevole persistenza.
Avevo il dubbio sulla difficoltà di mantenere queste caratteristiche nelle successive produzioni, ma l'enologo della casa, sorridendo, mi ha rassicurato con un "Non si preoccupi, ci riusciremo!" ed io sarei tendente a credergli.

Appuntamento al prossimo anno. Siamo convinti che, visto il successo, la terza edizione non potrà non esserci. Ancora complimenti a Filippo ed allo staff di TigullioVino.it

scritto da fradefra il 19.06.06

Mi pareva strano che il mio ex-suocero, pescatore sul mar Tirreno, mi dicesse sempre che per mangiare il pesce fresco dovevo tornare a Milano.
Mi spiegava che la maggior parte dei pescatori opera in cooperativa e che il pesce, appena preso, viene congelato e spedito al mercato ittico di Milano. Così, per assurdo, è più facile trovare il pesce fresco qui al nord che non sulla costa tirrenica, salvo che un pescatore non lo consegni tutto (cosa, per altro, non sempre consentita).

Il mercato ittico è un posto che un appassionato del pesce dovrebbe visitare almeno una volta nella sua vita. È uno spettacolo.... l'unico problema è l'ora... bisogna andarci alle 5 del mattino ed anche prima!
A proposito, questo è il sito del mercato ittico.

scritto da fradefra il 19.06.06

Ci sono prodotti con caratteristiche che li connotano come non adatti alla vendita su Internet. In generale, tutto ciò che abbiamo bisogno di toccare, di annusare, di valutare, tendiamo ad acquistarlo in negozio. Salvo situazioni particolari, un paio di scarpe o una cintura difficilmente li acquisterò su un e-shop.

Altri prodotti, soprattutto di marchi noti, li compro al supermercato senza alcuna valutazione. Spesso si tratta di confezioni chiuse che pur volendo non potrei certo provare. Le descrizioni spesso non dicono molto o tutti i prodotti riportano la stessa. Pensate ad una bottiglia di olio extravergine di olive. Se non conosceste la marca, potrebbero sembrarvi tutte uguale. Ecco, l'olio è un buon candidato ad essere acquistato su Internet. Una volta che sapete quale olio volete, perché andare ogni volta in negozio? Infatti, l'olio su Internet si vende bene, soprattutto sui mercati internazionali.

E il vino?

scritto da fradefra il 18.06.06

Certo non tutto possiamo essere macellai, ma chi cucina per professione o semplicemente ama stare dietro ai fornelli, avere una buona conoscenza delle varie parti dei principali animali di cui consumiamo la carne è importante.

Filetto, codino, costata, noce, scamone, cappello di prete, sono spesso solo nomi che di traducono con i piatti che siamo abituati a preparare e poco altro.

Un po' alla volta, quindi, inserirò dei post per chiacchierare su ognuna di queste parti. Se siete vegetariani, credo sia il caso che vi spostiate su qualche altra discussione e, perché no, si potrebbe fare qualcosa dello stesso tipo per frutta e ortaggi. Magari chiedo a copertina75 :-)

Che ne dite? Interessa?

scritto da fradefra il 18.06.06

Marta nel suo post L'Aperol sbarca in America ci parla del successo di questo liquore che da decenni è sulla breccia, a livello internazionale.
Io rincaro la dose, dicendo che in nessuna casa dovrebbe mancare. Nel mio frigorifero c'è un posto riservato. Lo usiamo liscio, nei cocktail e persino in diverse ricette che ho creato (l'Arrosto nello Stagno).

L'Aperol, in effetti ha un gusto che lo rende versatile, sia come bevanda sia in cucina. Il suo tocco morbido si sposa bene con la carne ed in altri piatti in cui sia presente la frutta. Il rapporto prezzo/qualità, inoltre, è piacevolmente vantaggioso, il che non guasta!

Il sito del brand è www.aperol.com (al momento pare avere qualche problema).

scritto da fradefra il 17.06.06

Siamo a Gessate, con la voglia di mangiare un tagliere di salumi o di formaggi e magari bere un bicchiere di vino, ma purtroppo l'Osteria del Tram, proprio vicino a casa nostra, è stracolma. Ci avviamo verso Milano, con l'idea che qualcosa troveremo.
In via Marcona, vicinissimo alla Risacca 6, l'enoteca ristorante che conoscevo non esiste più.
"Andiamo in quel posto vicino alla mia scuola?" - propone copertina75 ed io accetto, visto che dall'esterno ci aveva fatto una bella impressione, qualche settimana prima.
Pochi minuti di macchina, parcheggio fortunato in altrettanti ed entriamo.

Prima cosa che vorrei segnalarvi. Tavoli e sedie sono in legno massiccio. Erano tanti anni che non mi capitava. Arredamento di buon gusto, un vecchio grammofono, belle lampade di design.
 

Osserviamo i quadri esposti. Niente di banale e nessuno degli usuali poster dozzinali. Le opere sono di una ragazza che subito in serata ho contattato per farmi autorizzare a pubblicarvi la foto che vedete. Anche gli altri sono visi e dover scegliere è imbarazzante.

Purtroppo non hanno molto al bicchiere e non abbiamo voglia di bere una bottiglia intera, quindi non sto a raccontarvi cosa beviamo. Un po' di belle bottiglie, però, sul menu ci sono.

Decidiamo di mangiare due taglieri, salumi e formaggi con confetture della casa. Buoni entrambi.
 

Un quadro raffigurante il volto trasfigurato di una giovane donna. Ringrazio l'autrice, Giuditta, per avermene autorizzata la pubblicazione.

Oltre all'atmosfera, soffusa e piacevole, troviamo molto cortese il gestore, un giovane dai modi gentili che si accerta varie volte che tutto vada bene. Scontato, probabilmente, ma non tutti lo sanno fare nel modo giusto e molti non ci provano neppure.

Stiamo bene. Questo è un locale dove sicuramente torneremo.

----------------------------
La Cantina è a Milano in via Atto Vannucci 22. Il telefono è +39 02 58304858. Il sito è www.lacantinacompagnoni.it
L'autrice delle opere si chiama Giuditta, lavora a Milano ed il suo sito è www.solitoarte.eu. Vi troverete anche gli altri quadri.

scritto da fradefra il 17.06.06

Per chi cucina, i coltelli sono probabilmente gli strumenti più importanti, assieme a pentole e padelle. Considerato che un buon coltello da cuoco non si cambia sicuramente tutti i giorni, quali sono le regole per tenerlo sempre efficiente e prolungare la sua vita?

Tutto inizia con la scelta di coltelli professionali. Negli articoli I miei coltelli da cucina professionali e Il cuoco vuole coltelli di qualità, ho già scritto a questo proposito.

scritto da fradefra il 16.06.06

Mangiando una minestra, a volte ci si pone il dubbio di come si debba introdurre il cucchiaio in bocca. Una decina di anni fa mi ero documentato e avevo appreso che:


  • l'uso anglosassone prevede che il cucchiaio si poggi alle labbra di traverso e che in realtà non si inserisca. Si aspira delicatamente (e senza rumoreggiare, naturalmente);

  • il galateo mediterraneo, invece, prescrive l'inserimento in bocca del cucchiaio dalla parte della punta. Non si aspira mai.


Scegliete quello che preferite. L'importante è non mischiare. Per quanto mi riguarda, preferisco il metodo anglosassone.

scritto da fradefra il 15.06.06

Lo chef Bruno Federico sta pulendo i mitili. C'è un silenzio religioso e nessuno osa disturbare.

Siamo una ventina i partecipanti a questo corso sulla cucina del pesce, organizzato da SAPS a Lallio. Le prime ore passano assistendo alle fasi preparatorie, chiacchierando con Bruno che ci racconta molti dettagli. Imparo a distinguere un moscardino dal polpo di sabbia (il primo ha una doppia fila di ventose, per star meglio attaccato agli scogli), il fatto che col pesce andrebbe sempre usato il pomodorino (meglio se Pachino) o comunque un pomodoro maturo (non dovrebbe essere stato in frigorifero, perché si ferma la maturazione), l'aglio si usa senza la parte dell'attaccatura (per la grande presenza di tannino, indigesto) e parecchie altre cosette.

Il risultato della preparazione potete vederlo nella foto.
Lo chef Bruno Federico, del ristorante La Caprese, a Mozzo di Bergamo.

scritto da fradefra il 14.06.06

Molti non sanno che la parte indigesta dell'aglio, per altro anche quella che maggiormente sprigiona il cattivo odore, è quella centrale, all'attaccatura dello spicchio. Il contenuto molto alto di tannino, dà quella sensazione "di risalita" che spesso si avverte dopo averne consumato.
Per diminuire drasticamente il problema, basta utilizzare la parte di spicchio verso la punta, diciamo da metà in avanti, rimuovendo il resto.
Se volete dare la sensazione dello spicchio intero, per motivi estetici, usate un coltellino per fare un taglio in diagonale che tolga l'attaccatura dalla parte interna.
Gli amici ringrazieranno.

scritto da fradefra il 13.06.06

Tre dita di succo di arancia, due di ginger e mezzo lime spremuto sono i semplici ingredienti di un cocktail analcolico fatto in pochi istanti. Sempre utile quando non avete voglia di alcol o uno dei vostri invitati è astemio.
Se avete qualche minuto di tempo, provate questa seconda ricetta. Pestate in un bicchiere mezzo lime a pezzetti, dello zucchero di canna e qualche foglia di menta. Aggiungete quattro cubetti di ghiaccio a pezzi, due dita di succo di arancia e tre di ginger. Completate con un ciuffo di menta.

scritto da fradefra il 12.06.06

Oggi è il 12 giugno 2006 ed ho avviato le prove tecniche di maisazi.com.
Per l'esattezza, ho appena finito di installare Movable Type, ho configurato il sistema e ho inserito questo primo post, per verificare il buon funzionamento della piattaforma.
Nella finestra di MSN Messenger, il buon Simone Carletti è online e con la sua presenza, mi conforta. Lui ha già fatto l'installazione e mi ha varie volte fatto sapere che, se mi serve, è disponibile a darmi una mano. Diciamo che tento di fare da solo, anche per capire quanto sia difficile da impiegare questa piattaforma. Mi servirà per vari clienti ai quali penso di darla in dotazione.

Come si prosegue? Presto detto...

scritto da fradefra il 11.06.06

Dal 12 al 14 giugno a Milano, padiglioni di Fieramilano, si terrà la seconda edizione della manifestazione che vede come espositori molti produttori italiani. Numerosi, inoltre, gli incontri fuori salone.
In rete sono disponibili molte informazioni, e si può iniziare da Torna 'Mi Wine', la fiera del buon vino.

scritto da fradefra il 10.06.06

Il 13 giugno prossimo, SAPS, l'associazione per lo studio di materiali e forme degli strumenti di cottura, ha organizzato sulla cucina del pesce. Lo chef Bruno Federico illustrerà i metodi di cottura di diversi tipi di pesce. Poi vi scriverò.
Per maggiori informazioni o per iscriversi, leggete la pagina Alla SAPS protagonista la cucina di mare.

scritto da fradefra il 08.06.06

Stavo cercando un posto dove fermarmi a scrivere un po' intanto che aspettavo copertina75, che seguiva il suo corso di flamenco. Vedo la vetrina, guardo il menu, decido di proporlo per la sera.
Dopo una passeggiata, ci andiamo intorno alle 20 o poco meno.
Lulù è il nome del locale. Al suo titolare, Franco, chiedo come si definisce e lui risponde bistrot. Ho avuto il dubbio perché vi si può consumare dal tè al gelato, dai cocktail alla cucina etnica. Non sapevo, quindi, se catalogarlo come ristorante, gelateria o bar.
Decisamente grazioso l'interno che imita un cortile. Infatti sui muri sono rappresentate le facciate di alcuni condomini, c'è un balconcino finto con fiori e un lampione da strada.
Nel menu, una bella scelta di tè, compreso il raro tè bianco, che si raccoglie solo due giorni all'anno. Sul banco facevano bella figura parecchie torte fatte dal cuoco. Franco ci spiega che normalmente vi sono tre file invece che due! Inoltre crepes dolci e salate, vari piatti della cucina italiana e qualcuno etnico.
Io mangio un piatto indiano. Riso ben al dente e definito, ma non duro, una crema di curry, pollo a pezzetti, ananas, pinoli, uvetta e, mi pare,ginepro.
La cucina è aperta sino all'una del mattino, venerdì sino alle due. Domenica orario continuato dalle 11 sino all'una. A Milano non è male, dato che spesso si ha difficoltà a mangiare, dopo le 11.
Con copertina75 abbiamo deciso che quest'inverno lo eleggeremo nostro locale preferito nella zona ed un po' alla volta assaggeremo tutto.

-------------
Lulù è in Via Piacenza 2 a Milano. Il telefono è +39 02 55012067.

In evidenza

Corso uso degli strumenti di cottura e taglio del 7 giugno ad Orgiano (VI).

Vi insegneremo a scegliere ed usare al meglio il pentolame, in modo da far riuscire tutte le vostre ricette. Inoltre vedremo come impiegare in modo sicuro i coltelli, come sminuzzare, sfilettare il pesce e affilare.