Se avete degli ospiti a casa e volete fare una bella figura, la risposta è semplicemente “questa ricetta”.
Veloce e semplice da preparare, otterrete un ottimo risultato. Potete così servire questi riccioli alla nocciola, dopo un tè o semplicemente quando servite un caffè. Insomma, in ogni momento della giornata un piccolo dolcetto fa sempre gola.
Vi servono pochissimi ingredienti e un sacchetto da pasticcere con bocchetta riccia. In poche ore preparerete questi piccoli pasticcini.
Chi
mi legge da un po' lo sa che l'antiaderente non mi piace molto, ma sono
diversi i visitatori che ci hanno chiesto informazioni in merito, quindi
ci è parso giusto avviare alcuni esperimenti per capire quali
sono i contesti nei quali possono realmente offrire dei benefici.
Dato che vogliamo toccare con mano e non ci basta leggere qualche informazione qua e là, dopo una breve ricerca in rete e quattro chiacchiere con amici che usano padelle con l'antiaderente, ho contattato Alessia Gorni di Ballarini Paolo & Figli S.p.A.
Le ho spiegato che pur non amando particolarmente l'antiaderente volevo fare alcune prove nella nostra cucina, chiedendole, alla fine, una padella in rame ed una in alluminio, ovviamente entrambe trattate.
È
con una certa soddisfazione che annuncio che al Maisazi
Food Event del prossimo venerdì 2 marzo, avremo i fiori
commestibili di Ascheri. Durante una visita
al mercato ortofrutticolo di Milano avevo conosciuto Patrizia Francolini
che gentilmente mi aveva inviato una confezione di fiori da provare.
Copertina75 ed io ci eravamo divertiti con le ricette del Riso
nero alla rosa, il Risotto
al garofano, l'Arrosto
alle viole e l'Insalata
di valeriana e girasole.
Sauris è un paesino situato nell'estrema Carnia a 1200 metri di altitudine.
La località è conosciuta per la produzione di un particolare e raro prosciutto affumicato... oggi però volevo parlarvi di un altro prodotto di nicchia prodotto sempre quì; lo speck di Sauris.
Un tempo veniva prodotto con una razza di suini ormai quasi scomparsi, chiamati porcitt friulani.
Adesso, invece vengono utilizzati maiali allevati in zona.
Oggi continuiamo con la carne. Dopo l'importanza del pulirla prima di cuocerla, ecco un altro consiglio dello chef Lucio Caporarello della Scuola di Cucina Altopalato durante la quarta lezione del corso di cucina.
La carne, dopo essere stata cotta, deve esser fatta riposare qualche minuto, prima di servirla.
Perché?
Se ne parlava con lo chef Lucio Caporarello della Scuola di Cucina Altopalato durante la quarta lezione del corso di cucina, dell'importanza del pulire la carne prima di cucinarla e dell'etica sia degli operatori sia dei consumatori.
Il tutto parte dall'osservazione che spesso facciamo sullo spreco delle parti che eliminiamo pulendo la carne. Pezzettini di grasso, zone che non ci piacciono per la conformazione, ecc. A volte per presentare una bella cotoletta, ne tiriamo via dei bei pezzi. Allo stesso modo, per avere un arrosto più magro, sacrifichiamo molti pezzetti perché hanno pellicine e grasso.
Siamo alle battute conclusive per l'organizzazione del Maisazi Food Event. Dopo gli ultimi aggiornamenti, siamo pronti.
Il 2 marzo 2007, presso la Scuola di Cucina Altopalato, in via Ausonio 13, Milano, dalle ore 14 alle 20 circa, si susseguiranno una tavola rotonda (dalle 14 alle 16,30 circa), una fase operativa ai fornelli da parte di Francesco de Francesco, Francesca Valerio, Alessio Turriziani e Francesca Giudici (dalle 16,30 alle 18,30 circa) e finalmente l'assaggio finale per tutti gli invitati. C'è ancora qualche posto disponibile. Se siete interessati ad un invito, scrivete a fradefra@maisazi.com o telefonate al +39 349 2207339.
C'è un giochino, in giro. Uno indica 5 cose di sé, poi fa riferimento a quattro blogger nei propri tag (da cui il termine di taggato). Gli stessi, a questo punto, presentano 5 cose di sé ed a loro volta indicano altri 4 e così via.
Io sono stato taggato da Fabio, che ovviamente ringrazio. Solo che lui mi ha citato in relazione ai comuni interessi professionali sul Web Maketing, ma indicando questo blog che pur essendo parzialmente in tema, visto che scriviamo anche di marketing enogastronomico, sarebbe in verità un po' border line. Che faccio io? Ne approfitto per passare la palla a quattro blogger di questo settore 
Nella
descrizione di questa quinta lezione del Corso di Cucina Classica
presso la scuola
Altopalato di Milano troverete qualcosa di strano. Non ci sono le
foto.
Potrei dirvi che la macchina fotografica è guasta o che me l'anno
rubata, invece semplicemente l'avevo scordata a casa
Colgo l'occasione, quindi, per mostrarvi la cucina della scuola, dove
si tengono i corsi.
Nell'ambito
delle prove
di prodotti per La Cantina, copertina75 ha preparato questo Dolce
di ricotta e confettura di Pomodori, con la Confettura
di Pomodori Rossi Le Tamerici. Semplicissima la preparazione, graziosa
la presentazione in una foglia di vetro, leggermente alcolica, ma si
può evitare.
L'abbinamento tra la confettura di pomodori ed i formaggi dolci o molli
è perfetto. In varie situazioni la coppia s'è dimostrata
vincente ed avremo modo di presentarvi altre cose. Buon week-end 
Il frigorifero va pulito con regolarità, almeno una volta al mese,so bene che molto di voi staranno pensando... esagerato ! Però è importante farlo molto spesso e in particolare se si avvertono odori sgradevoli, se al suo interno abbiamo rovesciato qualcosa, tutte le volte che viene sbrinato.
L'interno
Prima di iniziare la pulizia del frigorifero è necessario per ragioni di sicurezza staccare la spina della corrente svuotarlo degli alimenti e togliere tutti i ripiani e cassetti.
È banale ricordare che dovrà restare staccato dalla corrente solo il tempo necessario alla pulizia, il rischio è che rischierebbe di sbrinarsi. Le pareti interne e i ripiani fissi si puliscono utilizzando una spugnetta imbevuta di acqua e aceto ( aiuta a sgrassare, igenizza e deodora ), si ripassano con solo acqua e si asciugano con uno strofinaccio pulito.
Lo scomparto Freezer
Deve essere pulito dopo essere stato sbrinato, con le stesse modalità del frigorifero, cercando di fare attenzione ad asciugare perfettamente le pareti i ripiani e gli accessori.
Provate
a pensarci. Quando tagliate, dovete esercitare molta forza? Se sì,
state correndo un grosso rischio.
Per operare nella migliore delle condizioni, infatti, il taglio dei
cibi e dei materiali che si impiegano in cucina deve essere morbido,
dolce, senza necessità di applicare pressione. La lama deve scorrere
incidendo in modo preciso, lasciando bordi nitidi.
Un coltello ben affilato deve tagliare un pomodoro senza dover schiacciare,
ma solo poggiando la lama ed effettuando il movimento avanti indietro.
In queste condizioni abbiamo il massimo controllo dello strumento e
se facciamo un errore, per esempio pizzichiamo leggermente l'unghia
o tocchiamo la pelle, il semplice nostro riflesso istintivo ci blocca,
proteggendoci. Con un coltello molto tagliente difficilmente ci si fa
male, se lo si usa bene e con attenzione.
Oggi finalmente pubblico la mia prima ricetta su maisazi, quindi con grande onore vi presento la Torta due colori.
Prima di passare al “sodo” e alla procedura di preparazione, volevo sottolinearvi un piccolo accorgimento. Nella preparazione casalinga, vanno usate due bustine di lievito, sì, avete capito bene, non spaventatevi, nel forno ci starà sicuramente...
Consiglio anche di usare un liquore all’anice (tipo Sambuca®), come descritto nella ricetta, se non vi piace, usate pure la vostra fantasia, anche se il risultato finale cambierà leggermente.
Al
corso di cucina della scuola
Altopalato, lo chef Lucio Caporarello ci sta insegnando molti metodi
operativi che semplificano l'attività ai fornelli.
Tra le cose che più mi hanno incuriosito c'è il sistema
per capire quando è il momento di girare in padella la bistecca,
la cotoletta o qualunque fetta di carne stiate cucinando. La cosa, infatti,
è fondamentale per avere una preparazione al massimo della morbidezza
e del gusto consentiti dal prodotto che si sta usando.
Eccoci alla seconda puntata sui tè cinesi. Dopo avervi parlato del Da Hong Pao, nel post Un tè dalla Wuyi Mountain, in Cina, e ora la volta del Pu’er, originario dello Yunnan. Ringrazio ancora una volta i nostri amici Anna e Ivano per averci fatto questo bel dono. Si tratta di un tè nero a fermentazione tardiva, tostato prima dell’infusione.
Non sono un'amante dei tè verdi, preferisco di gran lunga quelli fermentati e questo Pu’er devo dire di averlo apprezzato molto. Si presenta a foglie quasi intere di un rosso molto scuro ed è un piacere vederle sparire un po’ alla volta nel fondo della tazza.
Leggo che vi è una leggenda legata a questo tè. Gli abitanti dello Yunnan lo preparano perché possa “allontanare il fuoco” e rinfrescare il corpo. In Cina è possibile trovarlo anche in forma di compresse, gallette o tavolette. L'idea delle compresse mi fa venire in mente tutto tranne che il tè, comunque bisognerebbe provare. Mi piacerebbe tanto volare in Cina per immergermi nella cultura e nei luoghi lontani nel tempo e per partecipare dal vivo ai riti legati al tè. Per il momento mi dovrò accontentare di gustare i suoi preziosi prodotti come questo Pu’er.
Dopo aver aperto centinaia di locali in Canada, Usa, Egitto, Emirati Arabi da qualche mese l'imprenditore canadese Lou Donato ha inaugurato, attraverso il master franchising Carlo Noverino, i suoi primi punti vendita in Italia ad insegna Teriyaki.
Il concept si ispira alla cucina giapponese leggera e senza grassi.
Come
vi avevo anticipato in Maisazi
cerca uno spazio-laboratorio, copertina75 ed io stiamo lavorando
a questo importante progetto. Avere una casa laboratorio per le attività
sperimentali del nostro blog. Una cucina ben attrezzata, una zona
riservata ai corsi ed agli incontri di degustazione, un salottino per
due chiacchiere e la meditazione con un buon vino.
Presto vi daremo alcuni importanti aggiornamenti su ciò che in questi giorni stiamo definendo. Una cosa, però, vogliamo anticiparvela. Nella foto vedete il primo quadro del laboratorio. Asia Argento disegnata da Giuditta Solito pittrice ufficiale del Maisazi Party 2006. Lo abbiamo appena comprato proprio pensando al laboratorio!
Dopo
la serata al Ristorante
Passone di Montevecchia e quella alla Locanda
Milano 1873 di Brunate, stavolta con Gianluigi Orsini s'è
deciso di trovarsi all'enoteca
la Cantina di Milano, per bere una ottima annata della sua Barbera,
occasionalmente ricomprata da un cliente a cui l'aveva venduta anni
fa e che ancora ne aveva una magnum.
Arrivo presto all'enoteca ed approfitto per scambiare due chiacchiere con Alessandro Lo Piccolo, gestore del locale. Visto che ancora non ci sono clienti, non mi perdo l'occasione per una foto del tavolo che presto ci vedrà riuniti con gli altri amici. Sullo sfondo, un quadro di Giuditta Solito di cui presto vi parlerò.
Poi dicono che qui su maisazi.com non succede mai nulla 
Invece, ecco a voi Daniele il pasticcere, che per i prossimi sei mesi ci terrà compagnia con le sue ricette. Indovinate di che tipo?
Con Daniele ormai chattavo da parecchio tempo, quindi alla fine ci siamo messi d'accordo per questo periodo di dolci, dessert ed altre cose buone di questo tipo. Poi? Poi si vedrà.
Benvenuto a Daniele-pasticcere (questo il suo nick), quindi 
La SAPS, Associazione per lo studio di materiali e forme degli strumenti di cottura, organizza per il 5 marzo 2007 un corso sul Pesce Azzurro, nella propria sede di Lallio (BG).
Presso le loro strutture, io stesso lo scorso hanno ho seguito diversi eventi, sempre interessanti, sia per i contenuti, sia per le conoscenze fatte. Tra gli altri, proprio un corso sulla cucina del pesce.
Volentieri, quindi, pubblico il comunicato che mi è stato inviato.
Siamo a Londra, è il 1762, al "Cocoa-tree" un famoso ed esclusivo pub per soli gentleman, dove si ritrovano solo nobili e ricchi signori inglesi, John Montague, primo Lord dell'Ammiragliato, nonchè quarto conte di Sandwich sta facendo una partita molto importante. Egli è un accanito giocatore d'azzardo e quella sera non riuscendo a scacciare i morsi della fame, e rifiundandosi di alzarsi dal tavolo da gioco, ha un'idea geniale destinata in futuro al renderlo famoso in tutto il mondo. Si fa portare due fette di pane con in mezzo delle fettine di manzo tagliate sottili; da quel momento tutti gli altri clienti cominciarono a chiedere la stessa, e fu così che iniziò la storia del sandwich.
Il
quarto giorno del corso di cucina della scuola
Altopalato di Milano ha avuto come protagonista la carne. Prima
delle due lezioni su questo tema, è stata una serata bellissima.
Non che le altre lezioni non lo fossero, ma questa, fosse anche il mio
essere carnivoro convinto, aveva qualcosa di più. Questa volta,
quindi, non vi farò il resoconto, ma affronterò alcuni
aspetti diversi. Un corso non è fatto solo dalle nozioni e dagli
strumenti, ma principalmente dalle persone, istruttori ed allievi, e
proprio delle persone, voglio parlavi in questa quarta puntata del mio
racconto. Consigli e ricette, invece, ve le racconterò un po'
alla volta nei prossimi mesi, magari ogni tanto scordando di citare
Altopalato, che mi scuserà della cosa, ma penso che sia giusto
soffermarsi un istante sugli attori del corso, non solo sugli oggetti.
Il cavolfiore, che piace a tanti, si porta dietro un aspetto negativo. L'odore.
Per la presenza di composti solforati, ogni cavolo ha questo corredino che molti eviterebbero volentieri.
Qualche trucco.
Nel caso del cavolfiore, sceglietelo freschissimo, perché la presenza di solforati è minore, quindi minore sarà l'odore.
Se possibile e se compatibile con le vostre ricette, scegliete le nuove cultivar verdi, che sono state appositamente create. Non che odore non ce ne sia (e ci mancherebbe), ma è ridotto nelle fasi di cottura.
La ricerca prosegue e mi trovo ogni giorno a confrontarmi con persone che potrebbero essere dei potenziali partecipanti alle sessioni di navigazione. Nel post Le motivazioni del - “Non acquisto on-line.” sul blog Marketing Routes ho riassunto i principali motivi per cui spesso le persone mi rispondono che non comprano on-line.
Da sottolineare è il fatto che, oltre a non comprare on-line del tutto, molti non comprano on-line prodotti enogastronomici, non pensando di farlo neanche in futuro. Vuoi perché preferiscono toccare con mano, vuoi perché non si fidano del trasporto o perché vorrebbero consumare subito il prodotto, senza dover aspettare giorni. Di fatto preferiscono rivolgersi ai negozi tradizionali.
La libreria Libri e Caffè di cui vi ho già scritto (seguite il link per l'articolo), organizza un incontro con il cantautore Matteo Nicoldemo, il 24 febbraio 2007. Ecco l'annuncio che mi hanno inviato e che volentieri pubblichiamo.
Cari amici della libreria,Per la prima volta dall’apertura, pensate che sono già tre anni.., Libri e Caffè è lieta di ospitare un piccolo concerto. Si tratta di un giovane cantautore bergamasco, Matteo Nicodemo che, insieme alla sua band, ha realizzato un album molto interessante, dal titolo petrarchesco, Rerum Vulgarium Fragmenta, frammenti di cose volgari, una serie di suggestive storie e riflessioni in musica unite da un preciso filo, quello di raccontare la realtà quotidiana, le mille sfaccettature di un mondo che si può incontrare uscendo dalla porta di casa, filtrata attraverso gli occhi intelligenti di un ragazzo dell’hinterland. Matteo ci ha chiamati chiedendoci di potersi esibire da noi e il suo entusiasmo ci ha contagiati. Abbiamo ascoltato il suo cd e ci è piaciuto molto. Si tratta di un lavoro impegnativo, che non ha però l’ardire di pronunciare denunce o spronare a rivoluzioni, ma che si pone piuttosto in paziente osservazione della realtà e costringe all’impegno della sosta e del pensiero. Dal punto di vista strettamente musicale il lavoro si offre un pochino acerbo e perfettibile, però il lato testuale rivela un fine scrittore, decisamente promettente ed è per questo che abbiamo deciso di ospitarlo in libreria. Le canzoni, compreso un omaggio in musica a Carlo Emilio Gadda, si alternano alla lettura di poesie (Brodskij, Pascoli, Eliot e Coleridge) e di racconti.
Vi aspettiamo quindi il giorno sabato 24 febbraio alle ore 17.00, per ascoltare insieme a noi Matteo e i suoi amici.
Seguirà un piccolo rinfresco a base di chiacchiere!!
Libri e Caffè
Prendo spunto da un post scritto di recente per scrivere qualche informazione riguardante uno degli ingredienti più usati in cucina il sale. Può essere di origine marina oppure proveniente da miniere ( in questo caso si chiama salgemma ) o da acque sotterranee. Il sale estratto viene sottoposto a un processo di raffinazione, per eliminare in parte le tracce di altri sali minerali naturalmente presenti ( per esempio iodio, rame, zinco ): in questo modo si ottiene un prodotto costituito per circa il 97 per cento di cloruro di sodio, con il restante 3 per cento formato da altri sali( soprattutto magnesio e calcio ), che vengono aggiunti durante la lavorazione.
L'avete mai vista una bottiglia di vino col tappo di vetro?
Se ne parla tanto e secondo molti è il tappo migliore per mantenere a lungo le qualità del vino. Il suo difetto è il costo, non bassissimo.
Bene, per curiosità mi sono comprato una bottiglia di vino tappata col vetro, dopo aver fatto quattro chiacchiere con Marco De Bartoli. Eccovi la foto.
Comodo da aprire e da richiudere. Indiscutibilmente una buona soluzione per il consumatore. Ovviamente qualche problema per la maison. Marco ci spiegava che la macchina che tappa costa e che ogni tanto c'è qualche problema.
Aspettiamo e speriamo.
Passeggiando per le vie di Sondrio, una piccola città nel cuore della Valtellina meglio conosciuta per i grandi produttori di Vino e Mele nonchè per i meravigliosi paesaggi naturalistici, all’imbrunire ci siamo addentrati in un vicolo, una via piccolina che ospita pochi esercizi commerciali tra cui un localino che subito abbiamo pensato di conoscere. Entrando ci viene incontro il proprietario che abbiamo conosciuto e risponde al nome di Mauro Bianchi che subito ci ha mostrato le peculiarità del suo locale a partire dal nome Madras L’altra Cucina scelto per ricordare l’ormai celebre città dell’India meridionale conosciuta per le enormi abilità nella pesca, al menu che è per la totalità a base di pesce e verdure in grado di sposarsi con dell’ottimo vino ‘sbicchierato’ al tavolo.
Stavolta
è toccato a Elisabetta Tosi di Vinopigro
tenere banco con il Vino
dei blogger #4: Foja Tonda.
Grazie alla gentilezza di Giampiero Sappa, ho ricevuto il Foja Tonda
2004 Vallagarina IGT di Albino
Armani, con la segnalazione che il vino ha ricevuto recentemente
la DOC. Complimenti 
Quanto Elisabetta ha scritto sul suo blog mi ha incuriosito e con copertina75 abbiamo già deciso che in occasione di uno dei prossimi viaggi in Veneto, chiederemo a Giampiero di consentirci una visita dell'azienda. Poi vi racconteremo le nostre impressioni. Intanto, ecco quello che penso del vino.
Parto con una premessa. Molto del tempo che dedico ad un vino è
dato dal suo aspetto visivo e dai suoi odori. Chiaramente deve piacermi
anche al gusto, ma passo molto più tempo col bicchiere in mano
a sentirne i profumi. Se i profumi mi piacciono molto, sono disposto
a perdonare qualche piccolo difetto nel gusto. Mai l'inverso, invece.
Ovviamente è un mio pensiero. In fondo, il vino devo berlo io
e faccio come mi pare. Giusto? 
Nell’ambito della Mostra Internazionale dell’Alimentazione di Rimini, La Madia Travelfood, l’Accademia Nazionale Italcuochi e Rimini Fiera assegneranno ad Angelo Agnelli, imprenditore a capo della Baldassare Agnelli S.p.A. azienda che da un secolo produce pentolame professionale in alluminio, il premio Festival della Cucina Italiana.
Della Baldassare Agnelli S.p.A. ne abbiamo parlato spesso, su questo blog, dato che io stesso uso le sue padelle a saltare in alluminio e le casseruole in rame stagnato. Non mi dilungo, quindi. Baldassare Agnelli è in via Madonna a Lallio, in provincia di Bergamo.
Angelo Baldassare, che ho avuto il piacere di conoscere qualche tempo fa, mi è piaciuto per l’amore che ha per il suo prodotto. Siamo stati a chiacchierare una mezz’oretta in una delle sue officine, un sabato mattina. Una persona che vive la vita aziendale stando sul posto, anche in magazzino. La giusta continuazione di 4 generazioni di imprenditori appassionati a quello che fanno.
Sono
a casa dei miei genitori e mia mamma mi dice che la zia gli ha dato
una ricetta antica per la torta Caprese, una specialità
della famosa isola di Capri. Seppur mia mamma sia di origini
sorrentine non l'aveva mai fatta e per il nostro pranzo in famiglia
voleva provare. Ed eccoci così entrambe a preparare questa torta
che, strano a dirsi, non necessita nemmeno di un grammo di farina. Mentre
la prepariamo ogni tanto mia mamma mi guarda e dice: "Chissà
se verrà buona...." e io in risposta "Speriamo,
altrimenti dovremo rimediare con un budino!"
La torta è venuta molto buona, più di quello che ci aspettavamo, essendo stato il primo tentativo. Così buona che il giorno stesso è finita! Il procedimento è davvero semplice ed il risultato ottimo. È piaciuta molto anche a fradefra, che solitamente per quel tipo di torta non va matto.
Una
sera, in un rapido spuntino all'enoteca
la Cantina di Milano, Alessandro, gestore del locale, ci aveva portato
un piatto con mozzarella di bufala e confettura di pomodori rossi.
Quando qualche giorno, in base all'accordo con cui facciamo da laboratorio esterno di prova, ci ha chiesto un parere dandomene una confezione da
portar via, non m'è parso vero! Infatti copertina75 ed io ne
avevamo già parlato tra noi, avendola trovata ottima ![]()
L'azienda che la produce si chiama Le Tamerici S.r.l, di San Biagio in provincia di Mantova. Un semplice vasetto, un'etichetta con tutte le indicazioni previste dalla legge ed anche qualcuna in più, un colore già invitante attraverso il vetro. Rosso carico e vivo. Gli ingredienti sono verdure (l'80% è garantito), zucchero e succo di lime.
Una news per gli appassionati del video. Abbiamo iniziato gli esperimenti per arrivare ad avere piccoli filmati sul blog. Abbiamo già fatto le prime registrazioni, adesso stiamo studiando formati e dispositivi di visualizzazione.
Ci sarà da risolvere anche il problema delle performance, perché come alcuni di voi sapete, pubblicare video significa saturare la banda. Stiamo prendendo accordi, quindi, per un hosting ad alte prestazioni.
Siamo
al terzo di giorno del corso di cucina della scuola
Altopalato di Milano e stavolta è di scena il pesce. Neanche
a farla apposta, arrivato un po' in anticipo, avevo pensato di chiedere
allo chef Lucio Caporarello di farmi vedere come si sfilettava,
dato che in settimana ho alcuni esperimenti da fare ed invece Terry
Sarcina mi aveva subito detto che la lezione verteva proprio su
quello. Perfetto. Posso già anticiparvi che ho filmato tutta
l'operazione e che abbiamo avviato un progetto che ci porterà
a mostrarvi il video delle cose di cui può essere utile vedere
un filmato. Questo sarà tra i primi.
Il programma della serata è stato denso, sia per le cose fatte, sia per le nozioni apprese. Come al solito, Lucio s'è prodigato in consigli, trucchetti, esperienza. Procediamo con ordine, comunque.
Siamo partiti con un momento introduttivo sulla freschezza del pesce e su come valutarla, su come conservarlo e su come gestirlo, in generale. Ovviamente non poteva mancare qualche accenno al coltello più importante per la serata, il filetto. Beh, vi ho già scritto dei miei coltelli professionali, tra cui è presente proprio il coltello per sfilettare, quindi sorvolo qui.
Presso
l'enoteca Cantine Isola abbiamo fatto l'ultima
prova dell'etichetta che abbiamo prodotto. Non ci siamo persi l'occasione
per quattro chiacchiere, chiaramente, ed eccoci qui a raccontarvene.
Beh, se devo essere onesto credevo che il nome Isola fosse dato da qualche
relazione con le nostre isole meridionali, Sicilia o Sardegna, invece
Luca Sarais, attuale titolare e gestore, mi spiega che si tratta
del nome della famiglia che nel 1896 ha aprì il locale. No, non
ho sbagliato. Proprio 1896. L'enoteca ha più di un secolo. Luca,
comunque, ne è gestore dal 1991.
Le bottiglie sono molte ed esercitano un forte fascino, quando sono sullo scaffale. Di nomi importanti ne vedo molti, tra cui anche vini francesi, spagnoli e tedeschi. Io decido di comprare un vino di Marco De Bartoli per il tappo in vetro, di cui vi scriverò prossimamente.
Se non amate il dado, ecco come preparare un brodo di carne o, come lo chiamano i cuochi, fondo di cucina. Poche regole, da seguire scrupolosamente, però. Il brodo infatti, è presente come ingredienti di molti piatti, che vengono bene o male proprio in funzione della sua qualità. Stavolta vediamo quello alla carne, presto vi scriverò di quello alle verdure.
Il fondo di cucina deve essere limpido e tutte le operazioni sono da compiersi avendo sempre in mente quest’obiettivo.
Come vi avevo promesso nel post intitolato ipertensione il dolce invece del salato, eccovi una deliziosa ricetta per cucinare dei nodini di vitello all’ananas.
È una ricetta molto facile e veloce; 10 minuti per la preparazione, 15 per la cottura !
Vediamo gli ingredienti per 4 persone: 4 nodini, 4 fette di ananas sciroppato, 3 cucchiai di zucchero a velo, 1 bicchiere di succo d’ananas, 2 chiodi di garofano, 1 spolverata di pepe bianco, 1 cucchiaino di curry in polvere, 4 cucchiai di olio d’oliva.
Per cominciare, appiattite leggermente i nodini di vitello, battendoli con il palmo della mano oppure utilizzando un bicchiere di vetro; pepateli da ogni lato; versate l’olio d’oliva in una casseruola e ponetela sul fuoco.
Infarinate la carne e rosolatela 2 minuti per parte; aggiungete il curry e i chiodi di garofano, mescolate, alla fine togliete i nodini dal fuoco.
La cottura della pietanza passerà ora al forno che dovrete scaldare prima, portandolo ad una temperatura di 200°.
Intanto togliete dallo sciroppo le fette di ananas; mettete la carne e il condimento in una pirofila e disponete i pezzi di ananas sulle fette di vitello.
Irrorate con un bicchiere di succo d’ananas, cospargete la carne con zucchero a velo, infornate 10 minuti e servite.
Come
vi avevo scritto in Mosto
al cioccolato - anticipazioni, ero piuttosto curioso per questo
nuovo prodotto di Inari.
Simpaticamente Stefano me l'aveva mandato, io l'ho provato ed eccovi
qualche considerazione.
Il primo commento, tutto di getto è: ottimo! 
Veniamo agli ingredienti. Mosto cotto, beh questo era evidente, cacao, agrumi, rum, vaniglia e zucchero. Non dovrebbero esserci problemi per chi soffre di allergie.
Appena tolto il tappo si sente un forte odore di cioccolato, con sentore di ciliegia, probabilmente dovuta al mosto. Il profumo è speziato di vaniglia, con il cacao che pare essere nell'aria ed entrare nel naso. Si nota anche una leggera presenza di agrumi, probabilmente arancia.
Come vi avevamo già accennato qualche tempo fa, maisazi.com si sta accordando con alcune aziende per diventare il loro laboratorio esterno. Al progetto abbiamo dato il nome di Maisazi Lab.
Scopo di queste iniziative è offrire alle aziende un servizio che provi i prodotti o gli strumenti in contesti reali di cucina. La valutazione sulla base dell'analisi sensoriale (l'assaggio) è ovviamente importante, ma spesso un po' limitativa.
In sostanza, un prodotto è giusto che abbia anche una valutazione sul campo, che miri a trovarne l'uso migliore o i vari possibili impieghi alternativi.
A maggior ragione, se parliamo di uno strumento, solo l'impiego può dare indicazioni reali.
Parliamo, in sostanza, di olio extravergine, di pasta, di salse, di riso e di tanti altri prodotti enogastronomici, ma anche di pentole, di coltelli, di piccoli elettrodomestici, di robot ed in generale di tutto quello che trova spazio in una cucina.
Con queste aziende, quando possibile, prevediamo che se ne possa scrivere sul blog, ogni volta che individuiamo qualcosa che potrebbe interessare a voi visitatori.
In
virtù dell'accordo
di test con Noon, in questo periodo stiamo provando il wok di Demeyere
che vi abbiamo già presentato. Nell'articolo citato potete leggere
le caratteristiche dello strumento. Qui, invece vi presento i risultati
delle prime prove. Ce ne saranno altre, quindi capiterà di parlarne
ancora.
Solitamente per sciogliere il cioccolato uso un pentolino in rame, che però mi dà qualche spreco ed una certa difficoltà di pulizia. Si spreca perché non fondendo io quantitativi industriali di cioccolato, per averne cento grammi, ne devo fondere il doppio, visto che la raccolta è difficoltosa.
Leggendo che questo wok è realizzato in 7Ply®, un multilayer con doppia anima in alluminio che garantisce ottima conducibilità termica, ipotizzavo che si potesse impiegare per la fusione e che il Silvinox® impiegato come rivestimento interno ne facilitasse la pulizia. Alla prima occasione ho provato ed il risultato è stato ottimo. Poggiato il wok su una pentola con acqua calda (sotto la temperatura di ebollizione), il cioccolato s'è fuso dolcemente e senza difficoltà. Con una spatola in plastica morbida l'ho recuperato tutto. Per pulirlo sono stati sufficienti tre minuti, con acqua calda e la parte gialla morbida della spugnetta. Il wok è tornato come nuovo.
La mia mamma soffre di ipertensione da moltissimi anni, sono cresciuto in una famiglia in cui il sale era bandido dalla tavola e dalle pietanze, tanto vero che seppur non sono iperteso, per abitudine mangio indifferentemente insipido oppure salato, per me non fa nessunissima differenza.
In verità, probabilmente perchè abituato a mangiare con poco o senza sale, preferisco una pietanza moderatamente insipida ad una salata.
Tornando alla mia mamma... vivendole insieme per tanti anni e dovendomi adattare alla sua cucina, ho imparato alcune malizie molto interessanti e delle ottime ricette, magari gli dedicherò il prossimo post.... oggi invece voglio consigliarvi qualche idea.
"Che
vediamo stasera?" - di solito mi chiede copertina75 e la mia
risposta standard è "dai, scegli tu". Quasi
una volta a settimana ci ritroviamo "spaparanzati" sul letto,
notebook poggiato sul mobile di fronte, collegamento con casse e subwoofer,
a vedere un DVD. Ovviamente, come in tutte le vignette che si rispettino,
non manca mai qualcosa da sgranocchiare.
Sul mio comodino, in questo periodo, spesso c'è un calice di
Rosolio al Vino Primitivo che Compagnia
delle Puglie ci aveva inviato per il Candle
Trophy.
Simpatica la bottiglietta, discreta ed elegante l'etichetta, la chiusura lo sta conservando bene, anche grazie ad una discreta alcolicità.
Versandolo, si nota immediatamente una certa consistenza. Potrebbe sembrare un olio, per la sua densità, che fa già pensare a qualcosa di morbido e spesso.
Il profumo è intenso di amarena, con il vinoso del Primitivo di Manduria in lontananza. I 27 gradi di alcol si fanno sentire già dall'odore, che ne rivela chiaramente la traccia. Ben presente anche lo zucchero aggiunto alla cottura che prelude ad un sapore dolce.
Dopo
il primo
giorno introduttivo al corso di cucina della scuola
Altopalato, eccoci nel vivo con i primi. Stavolta impariamo a fare
la pasta a mano. Nella foto, lo chef Lucio Caporarello al ponte
di comando!
Introduce la padrona di casa, Terry Sarcina, che ci fornisce
il programma della lezione e le nozioni teoriche necessarie per meglio
comprendere ciò che poi vedremo e faremo. In particolare si sofferma
sulla composizione della pasta. Di scena sarà la pasta fresca
classica, all'emiliana.
La pasta fresca, poi nelle successive sequenze ci vedrete all'opera, la useremo per fare i tagliolini al radicchio, i tortelli alle erbette ed un enorme tortellone. In serata prepariamo pure un risotto alla milanese con variazione di mastro Lucio, un tortino di riso ed una fonduta alla valdostana.
- home maisazi
- info su maisazi
- scuola di cucina
- corsi di cucina
- copertina75
- Daniele-pasticcere
- Fabio Dell'Orto
- fradefra
- Gioi
- MarcoTuscany
- shiftzero
Il Corso per diventare cuoco in un mese ed il Corso di 5 giorni per aspiranti cuochi, sono la nostra proposta per chi vuole avvicinarsi alla cucina professionale.
Dieci ore giornaliere che vi consentiranno di imparare tutti i più importanti metodi di questo lavoro. Agli allievi daremo in dotazione una giacca professionale.
Nel Calendario dei Corsi di Cucina trovate altri corsi serali per i cuochi e gli appassionati della cucina.