Nel post Week-end di alta cucina all’Abbadia a Rofeno vi avevo parlato dell’apertura del complesso monastico Abbadia a Rofeno. La Scuola di Cucina Altopalato ha organizzato il primo dei week-end dedicati all’alta cucina previsto per dal 13 al 15 aprile 2007.
Riporto integralmente qui di seguito il programma in dettaglio per l’intero week-end che Altopalato ci ha fatto pervenire:
- Venerdì mattina, arrivo degli ospiti all’Abbadia, sistemazione nelle camere prenotate e piccolo lunch di benvenuto.
- Al pomeriggio, nella grande cucina professionale, lezione pratica sul tema: organizzazione di un brunch di alta cucina; gli eventuali accompagnatori potranno usufruire di un rilassante pomeriggio presso la stazione termale di Rapolano Terme.
- Alla sera, trasferimento a Bettolle, nei pressi di Sinalunga, al Ristorante di Walter Redaelli, fuoriclasse della cucina, per un menù dedicato al miglior utilizzo di “carne chianina” e altri piatti del suo più recente repertorio.
- La mattina del sabato, dopo la prima colazione nel chiostro, trasferimento a Montalcino , visita guidata nelle cantine storiche e degustazione vini alla “Fattoria dei Barbi” - visita al Museo della Comunità di Montalcino e del “Brunello” .
- Segue un Incontro con la Contessa Francesca Colombini Cinelli per una conversazione sul tema “il Brunello mito dell’enologia” e aperitivo.
- Segue il pranzo alla “Taverna Dei Barbi” con un menù dedicato ai vini di Montalcino.
- Nel pomeriggio, seconda lezione pratica di alta cucina per la preparazione, sotto la guida dello chef-insegnante, di un intero menù con piatti di ricerca storica rinascimentale; questa volta si tratta della cucina medicea del XV secolo.
- Alle ore 20 aperitivo in biblioteca con breve conversazione sul tema “accostamento corretto cibo-vino”.
- Alle ore 20,45, nel salone da pranzo, cena di gala con tavolo reale, durante la quale sarà servito lo stesso menù di ricerca storica oggetto della lezione.
- Al mattino della domenica, dopo la prima colazione nel chiostro, ritorno alle proprie destinazioni.
Sapete
che ci piace sperimentare e dato che siamo sempre a caccia di nuovi
strumenti di cottura, mi sono messo in mente di provare una nuova padella
a saltare in alluminio. Sul Web italiano, purtroppo, non si trova
molto e le padelle, in particolare, sono quasi sempre con l'antiaderente,
che a me piace poco. Dopo qualche ora ho trovato il sito di Pardini
S.r.l. L'azienda produce varie linee in alluminio ed io ho scelto
quella che vedete in foto
Ho chiamato l'azienda ed il Dott. Massimo Cristofani s'è gentilmente prodigato per farmi avere il modello che vedete in foto. Si tratta di una padella a saltare in alluminio di generose dimensioni. Ha uno spessore di 5 mm che la rende indeformabile. Il manico è di acciaio, per garantire l'isolamento termico. Tre generosi rivetti lo collegano saldamente al corpo.
Ok, ci conoscevamo solo come visitatori dei rispettivi blog, ma ormai siamo amici.
Quindi, non posso non annunciare a tutti che Francesca ha un nuovo blog che sostituisce il vecchio. Aggiornate i vostri preferiti ed i feed. www.francescav.com
In bocca al lupo, Francesca 
La caffettiera moka è la più diffusa macchinetta per fare il caffè, personalmente preparato con questa macchina lo preferisco non solo a quello delle macchine espresso che ormai si trovano in tutte le nostre cucine, ma anche a quello del bar !
Il funzionamento della moka è molto semplice, utilizza il principio della pressione esercitata dall’acqua in ebollizione.
Nel momento del bollore, l’acqua contenuta nella caldaietta della moka sale attraverso il filtro a imbuto, che contiene la polvere di caffè che appena formato viene filtrato attraverso la piastrina filtro, sale nel condotto centrale e fuoriesce nel raccoglitore.
Vediamo ora qualche consiglio per la sua manutenzione:
La moka nuova va lavata con acqua e bicarbonato ed è bene fare alcuni caffè da gettare per eliminare il sapore metallico della macchinetta nuova.
La mia vecchia, non mi ricordo esattamente in quale occasione, ho in mente che disse di non lavarla mai subito dopo l’uso per eliminarne l’aroma. Memore dei suoi insegnamenti, solitamente lavo il filtro quando la polvere è secca, lavo raccoglitore e condotto centrale con acqua corrente.
Siccome il calcare può danneggiare la moka: è meglio fare il caffè utilizzando acqua minerale naturale.
Per fare un buon caffè. Con la caffettiera moka ci sono alcune regole che ho trovato tempo fa su una vecchia rivista e vi garantisco che se le seguirete farete veramente un ottimo caffè per voi e per i vostri ospiti.
Già
alla fine del 2005 avevamo pensato a questa passeggiata che finalmente
siamo riusciti a fare. All'Ape S.r.l. di Gardin, la signora Lucia Cazzola
ci ha intrattenuto un paio d'ore parlandoci del miele, delle api
e dell'apicoltura. Purtroppo non abbiamo potuto vedere le arnie
(le api sono in letargo), ma ci siamo già accordati per una successiva
visita a giugno.
Iniziamo con un giro nei reparti. La prima cosa che mi colpisce è che il pavimento è tutto bagnato e le pulizie sembrano continue. Lucia mi spiega che l'igiene è fondamentale nel trattamento del miele e che le gocce cadute si rimuovono solo con acqua calda. Questo spiega l'attività continua degli addetti.
Di ritorno dal I° Convegno Italiano sull’e-commerce organizzato da Aicel sabato scorso, intitolato “L’errore dell’e-commerce”, alcuni spunti e riflessioni.
Mi ha fatto piacere vedere una buona affluenza da parte di molti merchant, come vengono definiti in gergo, cioè i commercianti, che già vendono on-line o si stanno ora affacciando a questo mondo pensando ad un nuovo business.
Mentre tornavo a Milano, il convegno si è svolto a Desenzano, pensavo a come il commercio elettronico in Italia sia ancora agli esordi e quanto ancora si debba fare per far emergere una realtà che in altri paesi europei è già piuttosto consolidata (in Italia l’e-commerce è 1/6 rispetto alla Gran Bretagna).
Nel
quadro degli accordi che maisazi.com sta facendo con varie aziende,
anche con il gestore dell'enoteca
la Cantina Compagnoni di Milano, Alessandro, s'è arrivati
ad una decisione. Maisazi.com farà da laboratorio esterno
con la funzione di valutare alcuni prodotti, inviando i feedback del
caso. Scopo è verificare l'utilizzabilità di vini,
salumi, confetture ed altri cibi o materie prime in contesti reali di
cucina o di servizio.
Naturalmente l'accordo prevede che quando un prodotto abbia le caratteristiche
per essere interessante per voi visitatori, ne potremo scrivere sul
blog.
Dato che parliamo di una enoteca ristorante, c'è sembrato che
la cantina sotterranea fosse il contesto migliore dove fare le nostre
quattro chiacchiere. Ai puristi del vino potrà sembrare un sacrilegio
che tra una bottiglia di Barolo ed una di Chateau Margaux ci possa stare
un notebook, invece secondo noi si lavora molto meglio con un buon calice
vicino.
Torno a postare su maisazi dopo un lungo periodo d'assenza dovuto a impegni di lavoro e da una pesante forma influenzale che mi ha costretto a letto per quasi una settimana.
Così quando poco fa pensavo a cosa scrivere mi è venuta l'idea di fare un articolo dedicato alla corretta alimentazione da seguire quando si è inflenzati.
Non sono un medico pertanto quanto stai per leggere è frutto di indicazioni imparate dai miei vecchi e dalle fresche indicazioni ricevute dal mio medico di base nei giorni scorsi.
Quali alimenti scegliere quando siamo inflenzati ? Un'alimentazione ricca di liquidi, per fornire le sostanze utili a rinforzare l'orgsnismo senza appesantirlo.
Cosa fare ?
Sicuramente bere molto in quanto l'aumento della temperatura corporea dovuto alla febbre aumenta la richiesta d'acqua da parte dell'organismo e di coseguenza serve bere molto.
Qualche
tempo fa Sergio, titolare della Noon
S.r.l. mi aveva parlato di una pentola per affumicare il pesce
di Demeyere, lo stesso produttore della casseruola
conica di cui vi avevo già parlato. Quando in virtù
dell'accordo
di test che abbiamo mi ha proposto di provarla, ho immediatamente
pensato alle tante cose per cui poteva essere utilizzata. Ovviamente
la prima è il pesce stesso, per cui mi sono già messo
d'accordo con Alessio di PescaOk,
ma ci sono anche altre cose.
Si può pensare di affumicare anche altri alimenti, infatti, inoltre
può essere usata per cucinare a vapore.
Finalmente
il 24 è arrivato e come previsto dal programma
del 2007, con lui il primo
giorno del corso di cucina nella scuola
Altopalato, di cui vi avevo già scritto. Con l'obiettivo
di darvi la registrazione in diretta (beh, quasi) di quello che succede
in uno di questi corsi e per migliorare le nostre capacità culinarie,
eccomi qui, con un'altra dozzina di persone. Ottima padrona di casa
è Terry Sarcina che apre con una parte teorica introduttiva
sugli strumenti, alla regia lo chef Lucio Caporarello.
Come potete notare già dalla foto introduttiva, si tratta di un corso pratico, che parte dalla base e fornisce non solo le nozioni, ma anche il metodo. Eccoci tutti a tagliare alla Julienne e sminuzzare carote, cipolle, sedano e prezzemolo. Un coltello in mano a tutti, qualche preambolo, una dimostrazione pratica da parte di Lucio e siamo all'opera. Io ovviamente sono l'unico scansafatiche che con la scusa della macchina fotografica ed il taccuino degli appunti, svicola la cipolla e lo scalogno.
Ormai non è più un mistero che a me e fradefra piacciono i vini barricati. La barrique riesce a donare al vino quel profumo di spezie più o meno dolci che personalmente mi fanno amare ancor di più il vino. Fradefra vi aveva dato un assaggio nel post Significato barrique ed ora io vorrei approfondire l’argomento.
La barrique è una botticella di legno da 225 lt (nella zona Champagne è di 205 lt e in quella della Borgogna di 228) e i suoi più importanti produttori al mondo sono i francesi. Le migliori sono prodotte con il solo legno proveniente da quercie di rovere di Limousin, Tronçais, Allier, Never, Vosges in Francia, oppure di Slavonia. Per poter avere più elasticità possibile viene utilizzato solo il legno del tronco di piante che vanno dai 120 ai 240 anni. Inoltre anche l’America è un produttore di barrique, anche se meno pregiate.
Ieri sono stato al Sigep, il Salone Internazionale Gelateria, Pasticceria e Panificazione Artigianali, che ogni anno si tiene a Rimini.
Beh, qualche gelato l'ho ovviamente assaggiato, ma cosa più importante mi sono accordato con una azienda che esponeva un buon Amarone. Me lo invieranno per una tranquilla degustazione a casa, dato che il vino mi pareva meritarlo.
Vi informo che l'incontro SEM/SEO che il 3 febbraio si sarebbe tenuto a Roma, s'è spostato a data da definirsi.
Cosa è successo? Semplice.
Prevedevamo qualche email di prenotazione da parte vostra, invece ne sono arrivate decine e continuano ad arrivarne. Bene, chiaramente siamo contenti, ma siamo costretti a cambiare location, trovandone una idonea ad accogliere tutti.
Tenete sotto controllo uno dei due post, presto ci saranno i riferimenti definitivi, sia in termini di data sia logistici.
Oggi niente post, vi siete accorti? No, non è che non abbiamo nulla da scrivere, anzi. Il fatto è che siamo andati sui colli Berici per una vacanza e per qualche impegno di lavoro.
Abbiamo pensato anche a voi, però. Dato che siamo da queste parti, non possiamo lasciarci scappare l’occasione di comprare una buona bottiglia di vino.
Detto fatto, siamo entrati nella cantina di un produttore locale, abbiamo fatto quattro chiacchiere con la proprietaria, per altro credo anche enotecnico della casa ed eccoci con tre bottiglie di vino. Si tratta di un Cabernet, di un Cabernet Franc barricato e di un Cabernet Sauvignon barricato pure lui.
Nel post Agglomerato di quarzo per il top della cucina vi avevamo parlato delle caratteristiche di questo materiale. Una nostra visitatrice, Francesca, era interessata a vedere delle foto. Eccola qui accontentata, sperando si fare cosa gradita a tutti gli altri visitatori del blog.
Insieme a fradefra siamo tornati nel negozio Castoldi in porta Romana, dove ci hanno gentilmente permesso di fare alcune foto ad una cucina in esposizione con il piano in agglomerato di quarzo.
La Toscana è uno dei luoghi splendidi del nostro paese che molti stranieri ci invidiano, ricca di angoli incredibilmente belli e ricchi di storia.
La Scuola di Cucina Altopalato, di cui vi abbiamo già parlato in altri post, ha avuto una bella idea. Sono finiti da poco i lavori di restauro conservativo dell’Abbadia a Rofeno, un antico monastero benedettino immerso nelle bellissime Crete Senesi, in Comune di Asciano, a 20 Km da Siena.
In questo contesto, da questo mese appassionati di arte e gastronomia potranno godere di fine settimana dedicati all’alta cucina. Il programma prevede un itinerario che va dagli antichi ricettari di corti patrizie italiane del Rinascimento sino ad arrivare ad argomenti più attuali.
"Frà,
meglio che la foto vai a fargliela tu" - mi dice Gianluigi, in una telefonata in cui mi spiega quanto sia
bello il presepe che Fabrizio Cogliati ha fatto all'ingresso del Ristorante Passone.
Purtroppo Natale è ormai passato, ma la foto che Gianluigi mi aveva mandato, fatta col suo cellulare, faceva
capire che una passeggiata valeva la pena di farla lo stesso, così domenica ne abbiamo approfittato per fare
una passeggiata a Montevecchia, in Brianza, ed eccovi il risultato.
Un presepe fatto interamente con prodotti impiegati nelle cucine del ristorante e con tappi. Più di ventimila tappi!
Niente post mattutino, oggi. Se vi state chiedendo come mai, devo rispondervi che in effetti un motivo c’è.
Ieri sera siamo andati a fare l’happy hour sui Navigli e ci siamo fermati in un locale di nome Cobà. Mentre bevevamo il nostro cocktail e mangiavamo gli assaggino creoli, abbiamo fatto caso al fatto che tutta la musica era caraibica.
Così è stato tutta la sera e abbiamo deciso di fermarci, tirando tardi. Abbiamo ballato bachata e salsa ed ascoltato merengue e reggaeton.

"L'uva Barbera è estremamente flessibile perché puoi vinificarla nel modo classico, barricata, ferma o frizzante" - mi disse Gianluigi Orsini in uno dei nostri primi incontri, nella Locanda Milano 1873, a Brunate. Per dimostrarlo, qualche tempo fa mi ha fatto assaggiare la Barbera del Monferrato DOC La Tridesca 2005.
La vigna è ad Agliano. Il mosto è fermentato in acciaio, poi rifermentato in autoclave per 45 giorni con aggiunta di mosto concentrato e lieviti, ricavando un vino appena frizzante.
Nel bicchiere è limpido, di colore rosso rubino. Pur se frizzante, non c'è traccia di bollicine.
Il profumo è di lamponi, ciliege sotto spirito, con residui di mosto. In movimento diventa floreale.
In bocca è leggermente frizzante, anzi microscopicamente. L'anidride carbonica si avverte appena, senza
vere bollicine.
Il gusto è leggermente fruttato ed erbaceo, appena etereo, secco, abbastanza caldo, leggermente spigoloso,
poco tanninico. Una leggera sapidità, struttura di corpo e buona persistenza ne fanno un vino equilibrato.
Da quando abbiamo deciso di dare un nuovo spazio al Maisazi Lab, ve ne abbiamo scritto in Maisazi cerca un spazio-laboratorio, non perdiamo l’occasione per mettere assieme le informazioni che ci serviranno per portare avanti il nostro progetto.
Giovedì eravamo in zona Porta Romana, a Milano, ed aspettavamo che iniziasse un corso. Dato che c’era un negozio che esponeva delle belle cucine, ne abbiamo approfittato per fare due chiacchiere con l’architetto (era una lei).
In particolare, ci siamo soffermati sui piani di lavoro, dato che la cucina che vogliamo realizzare deve avere caratteristiche professionali.
Nel
post Mosto
al cioccolato: anticipazioni, vi avevo scritto del nostro desiderio di provare il Mosto al Cioccolato di Inari. Nel mese di dicembre l'avevamo ricevuto, ma per le molte cose da fare, non eravamo riusciti
a provarlo. Finalmente, col nuovo anno, iniziamo ad usarlo per scrivervi le nostre impressioni.
Dato che amo la carne, inizio con un Filetto al Mosto e Cioccolato. Una premessa doverosa. Se non vi piace la carne al gusto decisamente dolce, questa ricetta non fa per voi. Non provatela neppure. Nelle prossime settimane sperimenteremo altri piatti con un sapore più vicino ai gusti italiani standard. Io amo particolarmente la carne dolce, quindi come prima prova ho voluto procedere col mosto usato quasi puro.
Finiti
i lavori, l'etichetta da vino che abbiamo deciso di regalare è pronta, dopo aver superato l'ultimo test,
sugli scaffali dell'enoteca Cantine Isola.
Se producete vino e siete interessati ad una nuova etichetta, potrete usare gratuitamente la nostra. Se non producete vino, ma conoscete qualcuno che lo fa e potrebbe essere interessato, speditelo qui. Leggetevi tutto il post e poi inviatemi una email all'indirizzo fradefra@maisazi.com
Riassunto del progetto
Faccio un piccolo sunto degli obiettivi e delle attività per i nuovi visitatori.
Dato che in giro ci sono decine di bottiglie di vino interessanti con etichette disastrose, abbiamo formato un piccolo
team con l'obiettivo di crearne una e regalarla ad un produttore che si impegni ad usarla per una produzione messa
in vendita. Il team è composto da Simone Carletti, sommelier AIS e blogger di Vino
e Salute, copertina75 di maisazi.com, io e lo studio
grafico IO, di Torino. Simone aveva la responsabilità di curare gli aspetti legali (ed abbiamo sentito
anche altri autorevoli pareri), copertina75 ha supervisionato il lavoro sotto l'aspetto aderenza alle necessità
e desideri dei consumatori, lo studio grafico IO ha realizzato la grafica su nostre specifiche, io ho coordinato
le attività. L'annuncio ufficiale di avvio del progetto era stato dato col post maisazi
produce una etichetta per un vino rosso.
Le fasi principali sono state: la realizzazione della prima bozza, una seconda versione marrone, una terza rossa
e la decisione di porre il logo Chips Free di Giampiero Nadali, l'accordo con l'enoteca Cantine Isola per una prova
sugli scaffali e ieri, finalmente, la scelta dell'etichetta finale, proprio nei locali dell'enoteca.
Nel periodo natalizio è proseguita l'attività di preparazione del Maisazi
Food Event che il giorno 2 marzo 2007, presso la scuola Altopalato
di Milano, raggrupperà alcuni blogger del settore food ai fornelli della cucina e poi, con altri appassionati
ed operatori, attorno ad una Tavola Rotonda.
Ai temi già indicati, s'è aggiunto un nuovo argomento, di Francesca Valerio. Il nuovo programma, quindi
, è:
Il pomeriggio del 3 febbraio a Roma, in un locale non ancora fissato, Enrico Altavilla, Piersante Paneghel, Simone Carletti ed io ci incontreremo per parlare dell’evoluzione del Search Engine Marketing (SEM) e del Search Engine Optimization (SEO).
“Evoluzione e non, voglio dire, anche del passato e del presente! :)” – aggiunge Simone, via email.
Perché sto a raccontarvi di un evento legato al web marketing, dato che su questo blog si scrive di enogastronomia? Presto detto.
All’evento potrà partecipare chiunque lo desideri, previa email di conferma (giusto per capire quanti saremo) e pagamento della propria birra o altra consumazione, direttamente sul post.
Vi
avevo scritto dell'importanza
della preparazione teorica che chi ama la cucina dovrebbe avere, anticipandovi nel nostro programma
2007, che ci stavamo organizzando in questo senso.
Dato che presso la Scuola
di Cucina Altopalato organizziamo il Maisazi
Food Event, abbiamo fatto due chiacchiere con Toni Sarcina, titolare della scuola, e l'idea s'è concretizzata.
Dal 25 di gennaio, per otto settimane, parteciperò al Corso di Cucina che si terrà a Milano,
raccontandovi ogni volta fatti, misfatti, aneddoti e trucchi che gli chef ci insegneranno.
Avrete modo, in sostanza, di avere una cronistoria completa di un corso di cucina, vivendolo quasi in diretta. Certo,
a mettere le mani sulle pentole saremo noi partecipanti, ma per voi sarà un po' come esserci.
Ne abbiamo visto tante assieme e speriamo di vederne ancora molte altre. Questa è purtroppo finita.
Ieri Pietro Coletta, che qui conosciamo come shiftzero, ci ha annunciato che non ha più tempo di scrivere di vino, olio e ricette su maisazi.com.
Ha da pochissimo aperto la sua nuova azienda, la Shiftzero S.n.c. e le sue attività si dovranno giustamente concentrare sull’avviamento di questa realtà.
Ci dispiace ovviamente perdere il suo importante contributo, ma gli auguriamo che questa nuova avventura sia per lui interessante e profittevole.
Buon divertimento, Pietro 
In questi giorni partirà la seconda fase della ricerca sull’interazione tra i navigatori con i siti e-commerce di prodotti enogastronomici . Le sessioni di prova sono terminate e hanno dato modo di apportare delle migliorie alla griglia di osservazione inizialmente stilata.
È nata una collaborazione con l’internet point All Web Business Center & Arts e colgo l’occasione per ringraziare il proprietario Riccardo e la sua socia per la loro disponibilità. Rinnovo l’invito a chiunque volesse partecipare alla sessione di navigazione, ora potrà venire in via Valpetrosa 5 a Milano (una laterale di via Torino).
Oggi molti di voi sono rientrati al lavoro e in questo momento staranno pensando che purtroppo si ritorna al solito” tran tran” quotidiano. Nei giorni di festa si è mangiato molto. Come si poteva trattenersi da tutte le varie proposte culinarie che il periodo offre. Soprattutto i dolci che, seppur differenti nelle varie regioni italiane, fanno sempre da padroni nelle giornate di festa trascorse in famiglia e con gli amici.
Come ogni anno, uno dei propositi della lista per il nuovo anno è mettersi a dieta per smaltire gli eccessi mangerecci delle feste. Inoltre i pigroni che non si erano ancora iscritti in palestra trovano, in questo momento dell’anno, un incentivo in più per farlo.
Spesso si tende ad eccedere e a commettere errori che, se inizialmente sembrano farci perdere velocemente peso, ben presto portano a recuperarlo a breve.
Che volete fare, ogni tanto capita. Sabato mattina un'improvvisa telefonata ci comunica una notizia che ci obbliga a partire di corsa.
Non siamo ancora tornati. Ecco perché questo week-end non siamo riusciti a tenervi compagnia.
A domani 
Stavolta
vi racconto di qualcosa che, mi spiace, non troverete in giro. Si tratta del tè Da Hong Pao (o Dahongpao),
prodotto nella Wuyi Mountain ed arrivato direttamente dalla Cina, portato da un amico (beh, grazie
Ivano
).
Eravamo a casa di Anna e si era deciso di bere un tè, dato che lei ne è un'estimatrice come noi. Beviamo varie cose, poi all'improvviso le viene in mente che il marito Ivano, che spesso andava in Cina, aveva portato una bella confezione di ritorno dal suo ultimo viaggio. Qualche istante ed ecco davanti ai nostri occhi una bella raccolta. Ne leggiamo le indicazioni ed alla fine scegliamo quello che vi mostro.
Stavo
pensando al fatto che nei bar spesso troviamo solo la classica brioche (qualcuno lo chiama cornetto, altri croissant).
Non che questo prodotto mi spiaccia, m'è capitato di mangiarne tre
, ma
a volte qualche novità non guasterebbe. La
Compagnia del Cavatappi tempo fa ci ha inviato alcuni prodotti che stiamo via via assaggiando. A dire il vero,
i Bucconotti alla ciliegia di Dolci Remi sono tra le cose che avevamo fatto fuori prima, ma con le tante cose che abbiamo ogni
giorno da scrivere, solo oggi sono arrivato al loro foglio degli appunti che avevo preso.
Per tornare all'introduzione, mangiandoli pensavo che questo è proprio il tipo di prodotto che mi piacerebbe trovare in un bar, come alternativa. Facili da avere, dato che sono venduti anche on-line, il costo mi pare compatibile con la rivendita al banco, si presentano bene, la confezione consente di conservarli facilmente.
La
Barbera
d'Asti classica e la Barbera D'Asti DOC La Bimba 2003 le abbiamo già descritte, ora tocca allo spumante,
Il Papillon, terza linea di vini di Gianluigi Orsini.
Il Papillon è prodotto con Moscato raccolto sulla collina di S. Antonio, a Conelli (AT). Dopo una decina di giorni di fermentazione naturale in acciaio, il vino a 4 o 5 gradi alcolici viene lasciato qualche giorno a stabilizzare a 0°C, poi imbottigliato e subito messo in vendita.
Qualche tempo fa avevo provato l'annata 2005, qui vi descrivo, invece, il 2006, assaggiato dopo solo due mesi dalla messa in vendita.
Il tappo, a differenza di molti spumanti, è da estrarre con un cavatappi. Nessun odore o difetto.
Il vino scende nel bicchiere con molta spuma e già liberando gli aromi caratteristici del profumo primario
del Moscato. Le bollicine sono abbastanza fini, numerose e persistenti.
Chi
mi legge da un po' sa che le mie pentole preferite sono in rame stagnato o in alluminio. Le prime le preferisco
per le caratteristiche di performance, le seconde perché a dispetto di una piccola riduzione
dei valori di conducibilità termica offrono semplicità di manutenzione e costi inferiori.
L'acciaio, diciamocelo chiaramente, non m'è mai piaciuto.
Dato che però sono sempre alla ricerca di nuove soluzioni e visto che secondo me non esiste la pentola migliore in assoluto, ma esiste quella più adatta ad un certo contesto, mi sono riproposto di provare uno strumento in acciaio ad alta tecnologia, per verificare personalmente le sue doti ed i suoi campi applicativi, sia in una cucina home sia in quella professionale di un ristorante o di un albergo.
Non potevo farmi sfuggire, quindi, la possibilità del nuovo accordo di test con Noon, per farmi mandare uno dei prodotti che distribuiscono. Si tratta della casseruola conica di Demeyere, linea Atlantis. La vedete in foto. In questo articolo vi presento il prodotto, nel prossimo futuro vi racconterò le impressioni che ne sto ricavando provandola.
Dato che a noi piace sperimentare e che a Noon S.r.l. faceva comodo l’avere un laboratorio che provasse le pentole ed i coltelli che distribuisce in Italia, è parso naturale accordarsi in questo senso.
I termini sono: Noon fornirà a maisazi.com strumenti da usare in cucina, copertina75 ed io li useremo per un certo periodo riportando i contesti in cui li abbiamo trovati più utili, mostrandone le peculiarità ed i criteri per un impiego migliore. Siamo principalmente a caccia di versatilità.
Nei prossimi giorni, vi comunicheremo su cosa iniziamo a lavorare.
Era
da tempo che ci passavo davanti, sempre riproponendomi di entrare e senza mai trovare il tempo. Finalmente, a metà
dicembre sono riuscito a farlo. Sono entrato per una pausa di relax e scrittura. Ok, provate ad indovinare cosa
dovevo scrivere? Sì, esatto, un post per voi! Ovviamente non questo, dato che ancora non avevo pensato di
farlo!
Come la classifichiamo? Libreria o bar? Libri
e caffè è soprattutto un luogo dove si sta bene
. Non casualmente
mi ci sono fermato un'ora o forse anche più. Delle due proprietarie del locale, Costantina ed Anna, ho avuto
modo di conoscere la prima, che ho infastidito con un po' di domande (vabbè, speriamo non troppo). Essere
in mezzo ai libri è sempre una fonte di emozione.
Dato che oggi è Capodanno, ci pare il momento migliore per fare un consuntivo delle attività che il nostro blog ha portato avanti nel 2006 e di quelle che ci accingiamo a svolgere nel 2007.
Scrivo io, ma il post di fatto lo stiamo scrivendo a quattro mani, visto che copertina75 è qui al mio fianco.
- home maisazi
- info su maisazi
- scuola di cucina
- corsi di cucina
- copertina75
- Daniele-pasticcere
- Fabio Dell'Orto
- fradefra
- Gioi
- MarcoTuscany
- shiftzero
Il Corso per diventare cuoco in un mese ed il Corso di 5 giorni per aspiranti cuochi, sono la nostra proposta per chi vuole avvicinarsi alla cucina professionale.
Dieci ore giornaliere che vi consentiranno di imparare tutti i più importanti metodi di questo lavoro. Agli allievi daremo in dotazione una giacca professionale.
Nel Calendario dei Corsi di Cucina trovate altri corsi serali per i cuochi e gli appassionati della cucina.