Se state progettando la cucina del vostro ristorante, ma ovviamente vale anche per quella di casa, non trascurate i sistemi di climatizzazione.
Sì, certo, ormai ci pensiamo tutti, ma molti dimenticano di considerare l'interferenza che i climatizzatori danno alle fiamme dei fornelli.
Se il fascio d'aria non esce con la giusta direzione ed inclinazione, infatti, si formano in cucina delle correnti d'aria che spostano le fiamme sotto le casseruole. La cosa è particolarmente negativa, perché così si fatica moltissimo a controllare la quantità di energia termica trasferita allo strumento di cottura.
Qualche mese fa Alessandra
Maggi (thanks
) mi aveva
fatto arrivare i coltelli Montana e Maitre che vedete nella foto e gli
allievi dei corsi per cuochi li hanno usati in tutto questo periodo.
Direi, quindi, che a questo punto possiamo sicuramente trarre qualche
considerazione, ovviamente in relazione al target che la Fiskars
Brand Italia si era data con questi due prodotti.
Com'è facile capire già dal nome, i Maitre sono pensati più per un uso professionale, anche se ciò non implica che si possano usare anche tra le pareti di una cucina domestica. Le considerazioni le faremo, quindi, pensando a questo.
I Montana li vedo più adatti agli appassionati, invece, anche se in alcuni contesti potrebbero essere utili anche in una cucina professionale.
Comunque, eccovi le nostre impressioni, in cui riassumo anche ciò che gli allievi ci hanno detto durante i corsi, dopo averli usati intensamente, sia nei corsi professionali diurni, sia in quelli serali per gli appassionati di cucina.
Durante
il corso di cucina ai cuochi, c'è sempre un momento in cui
parliamo del piano di lavoro, di come dovrebbe
essere fatto, di come lo
si gestisce e di come lo si pulisce.
Ecco, oggi vorrei scrivervi di questo, perché il tema, oltre che ai cuochi professionisti, può interessare anche agli appassionati che cucinano tra le proprie mura domestiche.
Di
igiene e sicurezza non se ne parla mai abbastanza e se qualcuno ritiene
che certe cose siano importanti solo in un ristorante, dovrebbe
ricordare che quando cucinate a casa, probabilmente lo fate per i
vostri figli e le altre persone care 
Durante i corsi per i
cuochi spieghiamo ogni volta l'importanza dei taglieri da cucina e dato
che la cosa desta sempre interesse, ho pensato che potesse essere
interessante anche per voi leggere qualche informazione al proposito.
Cominciamo col dire che i taglieri non sono tutti uguali:
c'è tagliere e tagliere! Seguitemi, quindi 
Dopo
aver seguito un corso
di pasticceria (come quello che terremo il 24
luglio 2010), probabilmente avrete voglia di comprare alcuni strumenti
(in foto vedete il cannello per caramellare che usiamo noi). Questa
è una domanda che spesso viene rivolta dagli allievi alla
nostra cuoca pasticcera, quindi ho pensato che poteva essere utile per
tutti riassumere qui qualche indicazione.
Non buttate via troppi soldi, però, vediamo quali sono le cose essenziali e quali potete invece comprare dopo qualche tempo. Il problema non è solo economico, ci sono anche considerazioni di spazio, soprattutto per chi vive nelle grandi città.
Ovviamente alcune cose dipendono anche dai vostri gusti e dai dolci e torte che preparate preferibilmente, quindi io starò sul generico, aggiungete voi i vostri commenti.
Ancora una volta ringrazio
Alessandra Maggi,
della Fiskars Brands Italia, che stavolta mi ha inviato per le mie
prove i coltelli della linea Maitre, il trinciante
professionale ed il coltello da pane che vedete nella foto 
Capitano a proposito, perché il 3 giugno 2010 ci sarà il corso serale sui coltelli, quindi avremo modo di usarli con gli allievi (e comunque, già nei prossimi giorni...)
Tra le cose che
spiegherò mercoledì 26 maggio 2010 durante il
corso sullo sfilettamento del pesce, ci saranno le
caratteristiche che deve avere il coltello per sfilettare, strumento
indispensabile di ogni cuoco. Quello che vedete in foto è un
gioiello di Chroma Type, nettamente il mio preferito.
Allora,
eccovi qualche consiglio utile se in futuro
decideste di comprarne uno
Il
suo nome più corretto, cannello per cremare,
onestamente mi piace poco, per questo ho sempre preferito parlare di
cannello per caramellare. In fondo, si usa principalmente sulla
componente zucchero dei cibi sui quali lo usiamo.
Inutile dire che agli allievi ne insegniamo l'uso principalmente nel corso di pasticceria (a proposito, uno è proprio sabato 22 maggio 2010).
Lo usiamo però anche in altri corsi, soprattutto quelli per i cuochi, perché l'uso del cannello non è solo in pasticceria e, ad esempio, anche per i dolci al cucchiaio è utilissimo, basti pensare alla Crema Catalana, di cui il link vi indica la ricetta.
Avremo modo di parlarne
con calma durante il corso gratuito sulle pentole che
terrò per conto di Tradeplus S.r.l. sabato 15 maggio 2010 a
Milano, intanto volevo presentarvela, sto parlando della crepiera che
De Buyer, produttore francese di pentole specializzato nelle casseruole
in rame, ha voluto di ferro.
Durante il corso sulle crêpe, invece, insegno come fare sul ferro questa base importante per la preparazione di molti piatti.
Ringrazio Alessandra Maggi,
della Fiskars Brands Italia, per avermi inviato i coltelli che vedete
nella foto, Montana 
Oltre alla forbice abbiamo un coltello da salmone, un filetto, un coltello generico da cucina ed uno spelucchino.
Oltre alle mie lamei personali, infatti, in cucina abbiamo i coltelli impiegati dagli allievi, così come nei ristoranti sono spesso distinti i coltelli impiegati dal singolo cuoco da quelli che fanno parte della dotazione strumentale del locale.
Come tutti i giovedì, ieri s'è svolto l'esamino settimanale del corso per cuochi che stiamo portando avanti per tutto il mese di marzo. Buoni i risultati, abbiamo mangiato un risotto ai mirtilli con decorazione di tempura di gamberetti e verdure, una tartare di manzo con salsa tartara (scusate il gioco di parole).
Unico momento in cui qualcosa si sarebbe potuto inceppare, l'uso di alcune casseruole. Proprio su questo, vorrei darvi il consiglio di oggi.
Seconda settimana del corso
di cucina professionale per cuochi che ci impegna tutto il
mese di marzo, alcune lezioni sono dedicate ad attrezzature e strumenti
di cucina, aspetti organizzativi, selezione dei fornitori e altri temi
di competenza degli chef, più che dei cuochi.
Ieri abbiamo spiegato e provato l'affilatura dei coltelli, cosa di cui vi ho già scritto in passato, per cui non sto a ripetermi. Quello che mi sembra interessante riportarvi oggi, invece, è la parte di lezione in cui spiegavo perché è opportuno che un cuoco si affili da sé i propri coltelli, almeno quelli importanti.
Come già vi ho
detto nell'articolo sull'importanza
di un corso sui coltelli, molti pensano che lo strumento di
cottura incida solo marginalmente sul piatto finale, invece non
è così.
Se decidete di seguire un percorso migliorativo del vostro modo di cucinare, un corso sulle pentole deve rientrare tra quelli che seguirete.
...e prima ancora di iniziare coi motivi
seri, vorrei dirvi che già il termine pentole è
sbagliato nella maggioranza dei casi. Ad esempio, nella foto che vedete
non c'è una sola pentola... 
Bando agli scherzi (ma in realtà non lo è) e passiamo alle cose più importanti.
Chiacchierando
con gli allievi che comprano un pacchetto di 5 nostri corsi ottenendo
così uno sconto, scopriamo sempre che tra questi non hanno
mai inserito il corso
sui coltelli.
Abbiamo chiesto a diversi di loro come mai e la risposta è stata sempre una frase simile a "Mah, sai, alla fine una volta che so come si chiama un coltello, cos'altro dovrei imparare?"
Invece non è così, c'è molto da imparare e quella lezione dovrebbe sempre far parte del percorso, anche a discapito di altri moduli che magari possono risultare più simpatici.
Vediamo perché.
Calmi, non è un
attrezzo da laboratorio, anzi, dovrebbe stare nella cucina di ogni
appassionato. Parliamo dei termometri per la rilevazione di varie
temperature.
Come scrivevo nel titolo, non si tratta solo di sapere quanti gradi ha un certo liquido, c'è molto di più.
Imparare ed utilizzare i termometri consente di lavorare riducendo notevolmente lo stress, evitano molti errori ed in generale migliorando i piatti.
Per molte fritture, per la fusione dello zucchero, per gli arrosti e molto altro ancora, conoscere la temperatura ci consente di operare nelle condizioni giuste. Per alcuni oli, ad esempio, basta una decina di gradi in più per bruciare tutto. Con lo zucchero, anche pochi gradi cambiano il suo stato.
Vediamo, quindi,
quali sono i termometri e quanto dobbiamo spendere 
Durante i corsi che teniamo agli aspiranti cuochi, uno dei argomenti più discussi è proprio quello che parte dalla domanda - Frà, ma cosa devo comprare inizialmente per cominciare a cucinare a servizio fuori casa?
La tentazione è sempre quella di comprarsi di tutto, invece secondo me conviene fare una scelta oculata, spendere il meno possibile per un kit iniziale e poi comprare un po' alla volta le cose aggiuntive, anche sulla base delle necessità che emergono.
Infatti alcuni strumenti sono essenziali per un cuoco, altri invece dipendono dal tipo di cucina che propone o che gli viene richiesta, dal numero di coperti, da come si organizza ed anche dallo spazio che ha disponibile sia a casa sia durante il trasporto.
Premesso che nell'articolo Il corredo di un cuoco freelance vi avevo già scritto come mi ero organizzato io tempo fa, eccovi qui qualche consiglio su come potreste iniziare voi.
Può
sembrare una scelta semplice, invece non è così.
La scelta di una padella con le caratteristiche corrette, se si cucina
molto al salto, è importante, sia per il risultato finale,
sia per evitare problemi al cuoco ed incidenti durante il lavoro.
Durante il corso per cuochi di un mese, parecchi esercizi saranno proprio su come impiegare correttamente quest'importante strumento dei ristoranti ed ovviamente si parlerà anche di come sceglierli. Proprio di questo, vorrei scrivervi in questo post.
Dunque, ricordatevi che...
Il perché credo sia inutile spiegarlo, i grassi non fanno mai bene. Per quanto buoni o cattivi, se non ci sono è meglio, salvo quantità veramente minime.
Questo tutti lo sappiamo, eppure molti in cucina si ostinano a tenere il grasso del fondo di cottura per farne salse ed intingoli. Il motivo principale è che ritengono che tale grasso sia apportatore di sapore, cosa che in realtà è sbagliata nel 99% dei casi.
Il grasso o olio rimasto alla fine della cottura dell'arrosto, ad esempio, è saporito solo perché scioglie i residui di umori caramellati della carne. Non ci credete? Fate con me una semplice prova.
Molti non si soffermano
troppo sulla dimensione delle casseruole usate per cucinare i cibi, con
l'idea che in fondo, al limite lo strumento resterà
semivuoto e sprecherò giusto un po' di gas.
Invece non è così e questo è un errore piuttosto grave, se si punta ad una grande cucina.
Quando accendete il fuoco, il metallo si riscalda in modo diverso in funzione di come il cibo è posto all'interno del recipiente. Per la precisione, la parte coperta da masse di una certa dimensione (l'arrosto, la coscia di pollo, una patata, ecc.) si riscalda meno, quella con nulla o poco liquido si riscalda di più. Morale, l'intingolo cuoce ad una temperatura spesso parecchio più alta del cibo che vi è parzialmente immerso.
Quella che vedete nella
foto non è una casseruola in rame nuova, in
realtà ce l'ho da parecchi anni e sino ad un mese fa era in
uno stato che me ne impediva totalmente l'uso.
Che è successo? Semplice, l'ho mandata a rigenerare tramite PentoleOnline, usando uno di questi servizi di ristagnatura.
Lo dico chiaramente, era una prova, perché
ristagnare una casseruola in rame non è semplicissimo, se lo
si vuol far bene. In questo caso parliamo addirittura di rigenerazione,
perché lo strumento è stato ristagnato a mano (ho
visto in officina il banco dove viene fatto), sono stati lucidati i
manici in ottone, si sono cambiati i rivetti, si è
rilucidata tutta la superficie esterna.
"Pensa, devo
averne qualcuno in giro" - mi risponde Gianluca
Scalfi, quando gli dico che i manici in ghisa hanno un
miglior isolamento termico ed inoltre si presentano, secondo me, meglio
in termini estetici.
Qualche minuto dopo ci troviamo in officina a guardare un set di questi manici, sono prodotti in Francia per i produttori di mezzo mondo, ed il responsabile della produzione ci dice che realizzare a scopo sperimentale una casseruola con il manico in ghisa invece del solito in ottone non gli porterebbe via troppo tempo.
Ci guardiamo un istante e pare che
l'idea venga ad entrambi contemporaneamente 
L'ho comprato un po' di mesi fa e lo sto
usando frequentemente per verificare se quanto raccontano è
vero. Lo porterò al Corso
sui Coltelli per farlo provare a chi non ne ha mai
avuto uno.
Sto parlando del coltello con la lama di ceramica,
in questo caso un
Kyocera con manico di resina (lo sono quasi tutti, per la
verità).
Scordatevi subito che sia più affilato dei coltelli in acciaio. Si tratta di una leggenda metropolitana falsa nel caso possediate dei buoni coltelli professionali, come quelli che uso io. Se va bene, taglia allo stesso modo, ma secondo me neppure questo. Certo, invece taglia parecchio di più rispetto agli usuali coltelli commerciali in acciaio inox (un buon coltello non dovrebbe esserlo).
Quando
le ho viste ho pensato a qualcosa di molto futuristico, ma guardandole meglio sembra che queste posate si rifacciano al passato, una linea semplice, direi
quasi preistorica. Leggo che l'idea è dare una sensazione di
completa aderenza come se la posata fosse il naturale prolungamento
della propria mano o la mano stessa.
Bella l'idea e originale questa linea Classic GourmetBesteck di Villeroy & Boch che ha creato in collaborazione con una designer nel campo dei metalli preziosi, Katia Bremkamp.
Non le ho provate, ma mi incuriosiscono molto, soprattutto il cucchiaio e i cucchiaini, con la loro forma curva quasi sino alla fine.
Potrei chiedere a Villeroy & Boch se me ne manda un campione da
provare, che ne dite? Tentar non nuoce 
Con questo articolo voglio darvi qualche indicazioni su come risparmiare in cucina, scegliendo la dimensione delle pentole usate per riscaldare velocemente l'acqua. Chi cucina per professione sa quanto frequente sia quest'operazione, anzi in molti ristoranti vi è costantemente sul fuoco una marmitta con acqua bollente ed un paio di altre con brodi di varia natura.
Iniziamo con la regola, poi vediamo perché. La pentola in cui bollite l'acqua deve avere un diametro di due centimetri superiore alla dimensione della fiamma più grande e potente.
Eccovi
le motivazioni 
Abbiamo
già discusso dell'importanza
del detersivista, avviando un nuovo
ristorante o bar, oggi parliamo del forno professionale, dei
fornelli,
della coup de feu.
Ormai è passato quasi un anno da quando abbiamo avviato il nostro progetto di cucina con Fornolegnamatic, siamo alle battute conclusive, tra poco tireremo il nostro respiro di sollievo. Ci sembra il momento giusto, quindi, per fare un punto della situazione.
Toglietevi sin da ora l'illusione che tali attrezzature si possano ricevere, collocare ed installare in due orette. Se volete evitarvi un sacco di guai, di sorprese all'ultima ora, di diseconomie d'esercizio, meglio che facciate qualche ragionamento prima, anche decidendo di spendere qualche centinaio di euro in più, per risparmiarne molti il giorno che avvierete le attività in cucina.
Pronti? Si
parte 
Se state avviando un
ristorante o un bar, vi raccomandiamo di prestare attenzione alla
perfetta taratura delle macchine che impiegherete per il
lavaggio, come
la lavabicchieri che vedete in foto.
A chi abbiamo dato consulenza nelle fasi di avviamento delle attività ristorative, abbiamo sempre consigliato di farsi dare un giorno di lavoro da un detersivista, ma purtroppo qualche volta non siamo stati ascoltati. Peccato, perché invece chi lo ha fatto s'è reso conto di quanto sia stato importante.
Vediamo
assieme, se avete voglia, quali sono i motivi 
L'intervento del tecnico del rivenditore non basta
Ciò che spesso capita è che la macchina sia installata da un tecnico del rivenditore che ve l'ha venduta, che esce, si ferma da voi un'oretta o due, vi rende operativa l'attrezzatura, fa un mini collaudo e se ne va.
Non che la cosa non sia importante, ma tutto ciò non basta. Il tecnico del rivenditore, infatti, sente come sua responsabilità il far funzionare la macchina, non l'integrarla al meglio nel contesto che trova. Lui non può sapere che tipo di cucina porterete avanti, con quale frequenza laverete, con quali tempi farete le attività. Inoltre, lui segue le indicazioni previste in laboratorio e vi si attiene strettamente. Ovviamente così la macchina funzionerà, ma potrebbe non essere ottimale per ciò che serve a voi.
In
foto la vedete come si presentava, appena tirata fuori dal suo imballo
durante i lavori di ristrutturazione della nostra cucina
in cui teniamo i corsi, si tratta di una lavabicchieri Lincar
che abbiamo acquistato da Fornolegnamatic,
a Busto Arsizio.
Cosa sia una lavabicchieri, tutti i baristi lo sanno, magari gli appassionati di cucina no. Si tratta di una macchina nata appositamente per lavare i bicchieri e non tutte le stoviglie, soprattutto non il pentolame.
Abbiamo deciso di acquistare una lavabicchieri, perché tanto noi le nostre casseruole e padelle, per lo più in rame ed in alluminio, in lavastoviglie non le metteremmo mai. La lavabicchieri è più piccola di una lavastoviglie, ma lava in 3 minuti, consentendo un notevole risparmio di tempo ed energia elettrica, soprattutto quando si hanno lavaggi frequenti.
Per l'installazione abbiamo dovuto superare vari problemi ed ovviamente alla fine ci siamo riusciti, con la preziosa collaborazione di Costantino Savona di Fornolegnamatic, del personale della Lincar e del tecnico del produttore della macchina. Quest'ultimo, in particolare, ci ha insegnato parecchie cose importanti per sfruttare al meglio la lavabicchieri, che vi scrivo perché crediamo possano essere interessanti per chi di voi è un operatore del settore (barista, gestore di ristorante, ecc.)
Ok,
forse chiamarlo kit è un po' esagerato, in realtà si tratta
di tre composti chimici che regaliamo agli allievi del nostro Corso
di cucina molecolare sulla sferificazione.
Si tratta dell'alginato di sodio, un addensante, del cloruro di calcio, che fa da reagente e del citrato di sodio, che è un correttore d'acidità. Dato che non è facilissimo trovarli, i primi li diamo noi, di modo che gli allievi possano poi fare qualche esperimento a casa propria, finito il corso.
Ed
eccoci finalmente arrivati al completamento dei lavori, vi presentiamo
le foto del locale dove la nostra scuola di cucina tiene
i corsi serali e quelli del sabato, in provincia di Vicenza. Come vedete
non è enorme, ma d'altro canto noi abbiamo limitato a cinque
il numero massimo degli allievi dei nostri corsi, quindi ci stiamo perfettamente.
È stata lunga, ma alla fine ce l'abbiamo fatta e siamo riusciti ad ottenere quello che volevamo. Non è stato banale perché abbiamo progettato noi l'ambiente e gestito i vari fornitori coinvolti. Ciò ha portato ai soliti disguidi ed ai tanti piccoli problemi che sempre accompagnano questi progetti, ma poi tutto s'è risolto.
Continua
la nostra sperimentazione di strumenti di cottura, stavolta tocca al
pentolame che Ram Art
ci ha inviato.
Le vedete in foto, si tratta di una casseruola con manico e di una padella a flambare, entrambe col corpo in rame stagnato. In ottone massiccio sono i due manici ed ancora in rame i rivetti che li legano. Per quest'ultimo particolare, Gianluca Scalfi, che ringrazio, mi ha spiegato che la scelta è motivata dal fatto che così le dilatazioni termiche uniformate riducono la possibilità di movimenti indesiderati che portano pian piano all'allentamento.
Qualche
tempo fa vi avevamo detto che ci stavamo
trasferendo ed ovviamente la nostra scuola di cucina ci segue.
Proprio in questi giorni abbiamo avviato una collaborazione con il rivenditore di attrezzature per ristoranti e pizzerie Fornolegnamatic che ci ha fornito le macchina da cucina, una lavabicchieri, i quattro fornelli professionali ed una coup de feu. Le vedete in foto, non ancora attivate.
Sono
un cuoco freelance, quindi spesso mi trovo a servizio in ambienti che
non sono la mia cucina ed ogni volta mi porto i miei coltelli professionali,
le mie padelle a saltare e vari altri strumenti (il perché, ve
lo spiego un'altra volta).
Ogni volta borse e borsette, sacchi e sacchetti. 
Il mese scorso abbiamo comprato due valige nuove, per i nostri continui viaggi per le consulenze e la formazione che teniamo in mezza Italia. Ad un certo punto, dico a copertina75 "ma scusa, perché non compriamo una valigia con le rotelle anche per le mie pentole?"
Ci guardiamo un istante stupiti, ridiamo per non averci pensato prima, poi decidiamo che una prova si può fare.
Non andatelo a cercare in commercio,
questo simpatico salvagoccia non lo si può ancora acquistare,
al momento è solo un progetto della designer Lina d'Ambrosio.
La forma è originale e può avere colori sgargianti come quelli della foto oppure sobri. All'interno è stata posizionata una spugnetta per poter assorbire e trattenere il liquido che gocciola dal collo della bottiglia, mentre nella parte inferiore vi sono degli anelli di gomma che lo rendono stabile sulla bottiglia.
Lina d'Ambrosio sta cercando un'azienda interessata a produrlo e commercializzarlo. Potete visitare il sito www.ghiottodivino.com o contattare direttamente la designer all'indirizzo lina@granadilla.it.
Finalmente è arrivato il caldo. Non vedevo l'ora! Io che in inverno
vado praticamente in letargo e che, come chi mi conosce già saprà,
mi porterei sempre dietro la mia copertina del divano, adesso rinasco e appena
posso mi crogiolo al sole come le lucertole.
Questa è la stagione che preferisco in assoluto: sole non troppo caldo,
giornate sui 25 gradi, le passeggiate al parco (o le dormite
), i pattini
e i pic-nik all'aperto. Chi ha la possibilità di avere un giardino o
la terrazza sa quanto sia piacevole godersi il tepore della stagione durante
un pranzo o una cena tra amici o parenti.
Mi
sono sempre chiesto quale fosse la differenza tra un coltello sushi
ed un coltello sashimi, perché avendo spesso in mano coltelli
definiti del primo tipo o del secondo, non ci vedevo nulla di diverso.
Anzi, produttori diversi usano questi due nomi con schemi che onestamente
non comprendevo.
Mi ero fatto l'idea, che qualcosa dovesse sfuggire a noi occidentali, per via del diverso modo di ragionare e per una lingua senza troppi punti di contatto.
In sostanza, per togliermi definitivamente il dubbio, ho pensato che la cosa migliore fosse chiedere ad un giapponese.
Cari stagnini italiani, abbiamo bisogno di voi.
Continuamente i nostri visitatori ci chiedono dove stagnare il loro pentolame in rame stagnato ed a volte non sappiamo cosa rispondere.
Se ci fornite il vostro nome, indirizzo, telefono, vi indicheremo su questa discussione un po' alla volta .
Ovviamente, se non siete stagnini, ma ne conoscete uno, presentatecelo. Potete farlo inserendo un commento nella parte bassa dell'articolo, scrivendo tutti i dati. Gli anonimi non saranno considerati.
Una precisazione. Questa discussione non è aperta per dire chi è bravo e chi no. Ci serve solo avere i nomi. Niente liti, per favore 
Due
nuove comparse sul nostro piano di lavoro in cucina, sono due contenitori
con dispositivo di spruzzo, pensati da Gazzarri per spargere facilmente
olio ed aceto e chiamati Triggi.
In robusto materiale plastico appositamente concepito per gli alimenti, con una decorazione attinente all'enogastronomia e cucina, i due spruzzini sono arrivati completi di un supporto in legno atossico, che consente di tenerli più stabilmente a posto.
Lo spruzza aceto abbiamo già iniziato ad usarlo riscontrandone una certa piacevolezza d'uso. Presto metteremo all'opera anche quello per l'olio e tra un paio di mesi vi daremo maggiori dettagli e le nostre sensazioni.
Anno
nuovo, vita nuova, abbiamo il nuovo abbigliamento da cuochi per i nostri
corsi
di cucina operativa ed in foto vi mostro la casacca da cuoco che
RistoShop
ci ha fornito. Ovviamente ci ha inviato anche la casacca per la cuoca
(copertina75, che altrimenti se la sarebbe presa a male
)
ed i pantaloni.
RistoShop vende on-line tutti capi di abbigliamento per i vari servizi della ristorazione. Si va dai grembiuli per i barman, al completo per camerieri. Le linee sono diverse, dalla classica a quella di tendenza per i lounge bar. C'è solo l'imbarazzo della scelta.
La
stiamo usando da vari mesi e devo dire che la soddisfazione è
tanta, parliamo della griglia antiaderente inviataci da Ballarini
e presentata in anteprima con gli altri prodotti nel post Per
le pentole antiaderenti abbiamo scelto Ballarini. Forse l'unico
appunto è proprio sul nome scelto, Grigliatona, che onestamente
ci piace poco. Per il resto, tutto fila liscio ed anche meglio ![]()
La confezione è compatta, la vedete in foto, la griglia come al solito per i prodotti antiaderenti va precondizionata con un po' di olio, le scalanature ed un bordo appositamente progettato impediscono agli umori di colare sui fornelli. Si riesce persino a prenderla in mano e spostarla durante la cottura o alla sua conclusione.
La manutenzione è semplicissima, basta la normale spugnetta di plastica. Non serve grattare. La si usa tutto il giorno e la si lava solo a sera. Posso dirvi che l'abbiamo veramente stressata ed ormai la usiamo regolarmente.
Stufi
di continuare a comprare e buttare macinini per il pepe ed il sale,
ci siamo mossi per trovare alcuni prodotti di qualità da provare
nelle nostre cucine.
Non posso che ringraziare, quindi, la FACEM S.p.A. che grazie alla collaborazione di Flavio Fascio Pecetto e Maurizio Di Dio ci ha messo a disposizione i macinapepe Tre Spade che vedete in foto.
FACEM è specializzata nella produzione di articoli per la casa a forte componente meccanica. Macinini per sale, pepe e spezie, tritacarne, insaccatrici, impastatrici, affettatrici, ecc.
Dato che hanno una lunga esperienza nelle parti meccaniche, ci siamo incuriositi ed abbiamo voluto avviare qualche prova. Sono proprio le parti meccaniche, infatti, che spesso non ci soddisfano nei prodotti provati sinora.
Degli
strumenti di cottura che Ballarini
ci ha inviato, ne avevamo accennato nel post Per
le pentole antiaderenti abbiamo scelto Ballarini, la casseruola
con due manici della linea Titanio è la prima che abbiamo
provato.
Bella la confezione, a Ballarini vanno fatti i complimenti per il Marketing
. Il pacco ben
illustra la casseruola che, protetta da una custodia di tela, è
accompagnata da due simpatiche presine, un libretto che ne illustra
le caratteristiche e spiega come trattarla al primo uso.
Già, perché molti sottovalutano questo aspetto. Il pentolame antiaderente va precondizionato quando lo si acquista. Lo si scalda leggermente e lo si unge con poco olio extravergine di oliva, rimuovendolo a secco. Chiaramente il tutto dopo aver lavato lo strumento. L'operazione è importante per conferire elasticità all'antiaderente, che non dovrebbe mai seccarsi troppo.
Dopo molti lavaggi, vi consiglio di rifarlo, per altro. Passiamo ora alle prove.
Il MACEF 2008 ha prodotto i suoi frutti. Nello stand di Ballarini 1889 ci siamo accordati sulle iniziative che assieme condurremo quest'anno. Ballarini ci ha spedito le sue pentole professionali antiaderenti della linea Titanio ed altri modelli speciali, sempre antiaderenti, tra le quali dopo alcuni test che stiamo conducendo sceglieremo quelle da usare come parte dell'attrezzatura nel nostro Corso sugli strumenti di cottura e taglio, il primo dei quali si tiene il 12 di aprile.
Un
paio di mesi fa, Marco
Cilia (Tambu) e la sua ragazza Alessandra ci hanno regalato una
teglia per la farinata, che in questi giorni stiamo usando in
vari modi, ovviamente senza preparare la farinata
,
con buona pace dei nostri due amici.
Avevo voglia di proporre qualche di fuori dall'ordinario, soprattutto per l'Italia, ed al tempo stesso volevo fare una prova della teglia, così ho acquistato alcune cose con l'idea di cucinare tutto assieme o quasi.
Finalmente
la risposta ad una domanda che spesso mi viene rivolta, Granshop.it
sono state poste in vendita on-line le pentole in alluminio della
storica azienda Baldassare Agnelli S.p.A.
Nella sezione Strumenti di Cottura Professionali troverete la linea professionale in alluminio purissimo e 5 mm di spessore. Si tratta di pentole fatte per durare tutta la vita e con il miglior compromesso tra costo e prestazioni. La conducibilità termica dell'alluminio è decisamente alta e coi sui 225 W/m°K si pone a metà strada tra il rame (392 W/m°K), il migliore dopo l'argento, e l'acciaio (16 W/m°K), che è quasi isolante.
Per
il nuovo negozio on-line che sta nascendo, Toomaki.com
cerca produttori e distributori italiani di strumenti ed attrezzature
per la cucina, sia professionale sia domestica. Quindi, parliamo
di pentole, di coltelli, di taglieri, di piccoli robot.
In sostanza, se producete qualcosa che ritenete possa interessare ad un cuoco o ad un appassionato di cucina, contattateci scrivendo a francesco.defrancesco@toomaki.com o telefonate al numero 349,2207339. Anche corsi legati alla ristorazione o alla cucina e servizi quali il noleggio di coltelli, di taglieri, le pulizie, le igienizzazioni e sanificazioni professionali sono valutabili.
Non mandateci il listino, però. Toomaki.com non vende
nulla di cui non conosca la storia, di cui non abbia visto l'azienda
o il prodotto stesso ![]()
Amo
moltissimo cucinare al salto ed ho parecchie padelle a saltare con caratteristiche
diverse, che impiego in funzione del piatto che sto preparando. Quella
che vedete in foto è una padella a saltare in rame trimetallico
di Baldassare
Agnelli S.p.A., uno dei primi strumenti di cottura che ho acquistato
da questa prestigiosa casa.
Vediamone assieme le caratteristiche più importanti 
Ok,
sarò onesto, sono di parte in quanto innamorato di questi coltelli,
quindi tutto quello che vi scriverò non è obiettivo. Siete
avvisati! 
Sto parlando dei coltelli da sashimi e sushi Haiku che vedete in foto e che mi sono procurato da vari mesi per mostrarli e farli usare agli allievi del corso Uso degli strumenti di cottura e taglio del 7 giugno 2008 e delle edizioni successive. Penso, infatti, che sia importante vedere tutte le principali forme e tecnologie disponibili e nell'edizione precedente è chiaramente emerso che non tutti hanno lo stesso feedback dal coltello. In fondo è una cosa personale, quindi è utile provarne di diversi costruttori, prima di scegliere la linea che si vorrà far propria ed usare per molti anni.
Questo era il motivo originale per cui Sergio (che ringrazio
)
me li aveva dati, ormai i due hanno un posto fisso sul mio piano di
lavoro. Dico la verità, non sono di utilizzo giornaliero perché
io il pesce non lo cucino tutti i giorni, ma mi piace averli lì,
a vista.
Un
paio di settimane fa siamo andati da Medagliani
a Milano a comprare un po' di abbigliamento per la cucina ed
abbiamo pensato, approfittando dell'occasione per mostrarvelo, di darvi
qualche indicazione che potrebbe esservi utile.
Nella foto vedete i pantaloni da cuoco che ho preso per me. Le sottili righine verticali rendono meno visibili le macchie. Li ho presi comodi perché in cucina bisogna muoversi senza troppi impicci. Scegliendo i pantaloni, controllate che le tasche siano di una stoffa solida, solitamente tela. Cucinando capita sempre di metterci dentro qualcosa di metallico, che facilmente poi le buca.
Facendo il conto col budget di cui disponete, scegliete la qualità, ma prestate attenzione anche alla quantità. Scelto il livello qualitativo che vi interessa, meglio avere cinque giacche che una sola bellissima ed all'ultima moda. Potersi cambiare spesso è molto comodo ed essere sempre puliti vi rende la vita in cucina più gradevole. Con questo non voglio convincervi a comprare capi che non vi piacciano, pur di spendere poco. Sto solo dicendo di pensarci un attimo e puntare sul giusto equilibrio tra qualità, estetica, quantità
Stavo navigando per il nostro blog per alcuni controlli e tra le varie cose mi sono accorto di quanto poco abbiamo parlato, quest'anno, delle pentole in alluminio.
Strano questo fatto, dato che sono proprio in alluminio puro gli strumenti di cottura che usiamo principalmente, a partire dalla padella a saltare.
Così ho preso una decisione. Nei prossimi giorni faccio qualche foto ed un po' alla volta vi scriverò un po' di cose.
A livello professionale ed in casa, infatti, l'alluminio è sicuramente uno dei migliori materiali per il pentolame, soprattutto in termini complessivi di economia, manutenibilità, performance.
Il
motivo principale per cui avevo contattato Ballarini
, parecchi mesi fa, era proprio provare questa padella antiaderente
della linea Titanio. Sul loro sito mi era piaciuto l'aspetto.
Anche se in generale l'antiaderente non mi piace molto, in alcune situazioni va detto che è utile e qualche volta addirittura insostituibile. Ad esempio, è più semplice tostare cipolle o altri ortaggi ed è perfetta per fare le crêpe. Proprio per quest'ultima preparazione, l'avevo chiesta in esame.
In attesa che il Comune autorizzi l'inizio del lavori, i progetti sono già stati presentati, stiamo cominciando a pensare alla cucina di cui il Maisazi Lab sarà dotato.
La discussioni, in particolare, è focalizzata spesso sui piani di lavoro. Una cucina professionale dovrebbe avere un top in acciaio ed in giro abbiamo visto delle soluzioni veramente belle. I vantaggi dell'acciaio sono molti soprattutto in termini di igiene, di durata, di facilità di manutenzione, di resistenza termica e meccanica. Il suo svantaggio, però, consiste nel fatto che si riga e nonostante tutti i trattamenti, dopo qualche tempo perde la sua bellezza ed acquisisce un aspetto che a molti non piace. Ovviamente c'è anche l'inconveniente delle ditate, che tutti quelli che hanno parti in metallo ben conoscono.
Dal
giorno in cui vi ho presentato La
casseruola conica Atlantis sono passati molti mesi nei quali ho
provato questo stupendo strumento in tutti i contesti per cui è
stata ideata e forse anche qualcuno in più.
Vi dico subito che mi sono trovato tra le mani un prodotto eccezionale
per forma, materiali e finitura della
lavorazione. Vi assicuro che maneggiarla è un'emozione. Complimenti
ai suoi progettisti che in Demeyere hanno lavorato benissimo.
Anche se per i francesi la sauteuse sarebbe una casseruola a saltare, qui forse proprio il salto è l'unica cosa in cui ho individuato un limite. Trattandosi di un multistrato con l'acciaio tra i componenti, il suo peso non è proprio banale. Diciamo che si pone tra alluminio ed acciaio. Sicuramente non il massimo per saltare il cibo in cottura. Invece, grazie ai suoi alti bordi ed alla leggera curvatura da cui appunto il nome di conica, credo che il suo miglior utilizzo sia come casseruola a mantecare.
Stavolta
tocca alla casseruola antiaderente che Ballarini
propone come risottiera nella linea iLoveCookingRisotto.
Le prove sono state lunghe perché la casseruola in cucina è
uno degli strumenti di cottura più importanti, assieme alla padella
a saltare, e ci pareva corretto sperimentarne l'uso in tutte le situazioni
più usuali.
Come gli altri prodotti della linea, ci troviamo di fronte ad un contenitore in alluminio rivestito di antiaderente. Prima di usarlo è bene pre-condizionarlo ungendolo leggermente d'olio, al suo primo uso. Scontato il fatto che debbano essere usati i mestoli di legno, niente pagliette metalliche o eccessivamente dure. Ad ogni modo, la pulizia s'è rivelata semplicissima, con la sola spugnetta morbida.
"Ascolta, sabato prossimo tengo un corso sul pentolame e sui coltelli. Insegno come si usano, come si affilano e con quali criteri si scelgono. Ho
quelli di varie aziende, ma mi mancano i tuoi. Me ne presti uno da far
vedere agli allievi?" - dico al telefono.
"Bell'idea Francesco, certamente, passa domani che te ne do un paio" - mi risponde e puntualmente io passo il giorno dopo a ritirare quattro coltelli Global. Grazie a Schoenhuber ho in cucina i Global, sogno di molti cuochi, che potrò mostrare agli allievi del corso sugli Strumenti di cottura e taglio di domani.
E già che c'ero, non potevo certo perdermi l'occasione per provarli 
Attesissimi
i risultati di questo test, ecco a voi la crepiera antiaderente
o padella per Crêpe inviataci da Ballarini
Paolo & Figli S.p.A. Attesissima, lo anticipiamo subito, perché
le Crêpe preparate da copertina75 sono piaciute moltissimo a tutti
quelli che l'anno assaggiate, al Maisazi
Food Event e nelle nostre successive cene di test. Lorenzo e Roberta,
i miei figli, si sono divertiti un mondo a riempirle con tutto. Le abbiamo
provate in versione salata e dolce, sempre con ottimi risultati.
Il set iLoveCookingCrêpes, in co-brand con Nutella®, oltre al padellino con bordi bassissimi prevede uno spandi crema, un utensile in legno per rivoltare la Crêpe, un vasetto della stranota Nutella ed un copri manico in spesso tessuto.
Intanto
che i test proseguono, ecco i risultati delle prove che abbiamo fatto
con la padella wok che Ballarini
Paolo & Figli S.p.A. ci ha inviato qualte tempo fa.
Il set iLoveCoookingPasta, in co-brand con La Cucina Italiana e Voiello, prevede un grembiule per cucinare, un libretto d'istruzioni, due chili di pasta ed uno strumento di cottura con una custodia, che dopo qualche riflessione copertina75 ed io abbiamo deciso di chiamare padella wok.
Il nostro dubbio nasce dal fatto che per essere una padella, ha in bordi un po' alti ed una forma concava che richiama il wok. Come wok, però, sarebbe un po' piccolo e basso. Padella Wok, quindi, c'è parso il nome giusto.
Nell'ambito
del nostro accordo che ci vede impegnati come laboratorio
esterno di test per Noon
S.r.l, di casseruole, wok, pentole per affumicare e coltelli ne
stiamo provando molti. Invece, devo dirvi la verità, non mi aspettavo
di trovarmi a sperimentare un cavatappi 
È successo che il cavatappi professionale che usavo m'aveva tradito all'improvviso, nel cuore di una notte. Avevo sentito un rumore in cucina, ero andato a vedere senza trovare nulla di strano e quindi me n'ero tornato a letto. Qualche giorno dopo il mistero s'era risolto. La molla del cavatappi s'era rotta facendo saltare un pezzo metallico. Per fortuna che non c'era nessuno in giro.
Sentendolo, Sergio Piccerillo, titolare della Noon, qualche giorno dopo mi aveva dato il cavatappi che vedete. "Facci qualche prova" - mi aveva detto ed io, che amo il vino, non me lo sono fatto ripetere.
Nel
post Gli
strumenti di cottura di Ballarini vi presentavo in anteprima il
pentolame con antiaderente che Ballarini
Paolo & Figli S.p.A. ci aveva appena inviato. Nei giorni successivi
abbiamo iniziato le prove e da oggi inizieremo un po' alla volta a raccontarvi
le nostre impressioni.
Abbiamo trovato simpatica la linea iLoveCooking e proprio con la presentazione di questa inizieremo la serie di post.
Della
pentola
per affumicare di Demeyere vi avevo già scritto. Ci era stata
fornita dalla Noon
S.r.l. nell'ambito dell'accordo
di test che abbiamo e dopo varie prove abbiamo concluso che è
un prodotto che merita la presentazione sul blog.
Contrariamente alle mie abitudini, vi riporto subito le conclusioni finali. Se siete interessati ai dettagli, leggete l'articolo.
Nelle prove, la pentola affumicatrice s'è dimostrata efficace e flessibile. Un utile libretto scritto in varie lingue (non c'è l'italiano, ma c'è la traduzione sul sito) riporta come operare. Semplicissimo, ad ogni modo. Scaldate la pentola sino a che una goccia d'acqua evapori istantaneamente. Abbassate il fuoco ad un quarto, mettete due cucchiai di trucioli sul fondo, coprite col coperchio interno forato ai lati, sovrapponete la griglia e quindi i filetti di pesce (o intero, se preferite). Venti minuti se il pesce è grosso (un chilo), tirate fuori, condite con olio e servite.
Questa è la base, ma si possono fare infinite variazioni, senza limiti di fantasia. Assieme ai trucioli potete mettere erbe secche aromatiche a vostro piacimento, facendo un po' di sperimentazione. I trucioli di legno che avevo io erano di faggio, ma naturalmente si possono sperimentare altre essenze. Variando il tempo di affumicatura, il pesce si presenta più o meno crudo. Con trote di piccola dimensione, filetto alto meno di un centimetro, bastano 5 minuti. Ovviamente diminuendo o alzando la dose di trucioli, il pesce si presenterà più o meno affumicato.
Chi
mi legge da un po' lo sa che l'antiaderente non mi piace molto, ma sono
diversi i visitatori che ci hanno chiesto informazioni in merito, quindi
ci è parso giusto avviare alcuni esperimenti per capire quali
sono i contesti nei quali possono realmente offrire dei benefici.
Dato che vogliamo toccare con mano e non ci basta leggere qualche informazione qua e là, dopo una breve ricerca in rete e quattro chiacchiere con amici che usano padelle con l'antiaderente, ho contattato Alessia Gorni di Ballarini Paolo & Figli S.p.A.
Le ho spiegato che pur non amando particolarmente l'antiaderente volevo fare alcune prove nella nostra cucina, chiedendole, alla fine, una padella in rame ed una in alluminio, ovviamente entrambe trattate.
Oggi continuiamo con la carne. Dopo l'importanza del pulirla prima di cuocerla, ecco un altro consiglio dello chef Lucio Caporarello della Scuola di Cucina Altopalato durante la quarta lezione del corso di cucina.
La carne, dopo essere stata cotta, deve esser fatta riposare qualche minuto, prima di servirla.
Perché?
Se ne parlava con lo chef Lucio Caporarello della Scuola di Cucina Altopalato durante la quarta lezione del corso di cucina, dell'importanza del pulire la carne prima di cucinarla e dell'etica sia degli operatori sia dei consumatori.
Il tutto parte dall'osservazione che spesso facciamo sullo spreco delle parti che eliminiamo pulendo la carne. Pezzettini di grasso, zone che non ci piacciono per la conformazione, ecc. A volte per presentare una bella cotoletta, ne tiriamo via dei bei pezzi. Allo stesso modo, per avere un arrosto più magro, sacrifichiamo molti pezzetti perché hanno pellicine e grasso.
Il frigorifero va pulito con regolarità, almeno una volta al mese,so bene che molto di voi staranno pensando... esagerato ! Però è importante farlo molto spesso e in particolare se si avvertono odori sgradevoli, se al suo interno abbiamo rovesciato qualcosa, tutte le volte che viene sbrinato.
L'interno
Prima di iniziare la pulizia del frigorifero è necessario per ragioni di sicurezza staccare la spina della corrente svuotarlo degli alimenti e togliere tutti i ripiani e cassetti.
È banale ricordare che dovrà restare staccato dalla corrente solo il tempo necessario alla pulizia, il rischio è che rischierebbe di sbrinarsi. Le pareti interne e i ripiani fissi si puliscono utilizzando una spugnetta imbevuta di acqua e aceto ( aiuta a sgrassare, igenizza e deodora ), si ripassano con solo acqua e si asciugano con uno strofinaccio pulito.
Lo scomparto Freezer
Deve essere pulito dopo essere stato sbrinato, con le stesse modalità del frigorifero, cercando di fare attenzione ad asciugare perfettamente le pareti i ripiani e gli accessori.
Provate
a pensarci. Quando tagliate, dovete esercitare molta forza? Se sì,
state correndo un grosso rischio.
Per operare nella migliore delle condizioni, infatti, il taglio dei
cibi e dei materiali che si impiegano in cucina deve essere morbido,
dolce, senza necessità di applicare pressione. La lama deve scorrere
incidendo in modo preciso, lasciando bordi nitidi.
Un coltello ben affilato deve tagliare un pomodoro senza dover schiacciare,
ma solo poggiando la lama ed effettuando il movimento avanti indietro.
In queste condizioni abbiamo il massimo controllo dello strumento e
se facciamo un errore, per esempio pizzichiamo leggermente l'unghia
o tocchiamo la pelle, il semplice nostro riflesso istintivo ci blocca,
proteggendoci. Con un coltello molto tagliente difficilmente ci si fa
male, se lo si usa bene e con attenzione.
Il cavolfiore, che piace a tanti, si porta dietro un aspetto negativo. L'odore.
Per la presenza di composti solforati, ogni cavolo ha questo corredino che molti eviterebbero volentieri.
Qualche trucco.
Nel caso del cavolfiore, sceglietelo freschissimo, perché la presenza di solforati è minore, quindi minore sarà l'odore.
Se possibile e se compatibile con le vostre ricette, scegliete le nuove cultivar verdi, che sono state appositamente create. Non che odore non ce ne sia (e ci mancherebbe), ma è ridotto nelle fasi di cottura.
L'avete mai vista una bottiglia di vino col tappo di vetro?
Se ne parla tanto e secondo molti è il tappo migliore per mantenere a lungo le qualità del vino. Il suo difetto è il costo, non bassissimo.
Bene, per curiosità mi sono comprato una bottiglia di vino tappata col vetro, dopo aver fatto quattro chiacchiere con Marco De Bartoli. Eccovi la foto.
Comodo da aprire e da richiudere. Indiscutibilmente una buona soluzione per il consumatore. Ovviamente qualche problema per la maison. Marco ci spiegava che la macchina che tappa costa e che ogni tanto c'è qualche problema.
Aspettiamo e speriamo.
In
virtù dell'accordo
di test con Noon, in questo periodo stiamo provando il wok di Demeyere
che vi abbiamo già presentato. Nell'articolo citato potete leggere
le caratteristiche dello strumento. Qui, invece vi presento i risultati
delle prime prove. Ce ne saranno altre, quindi capiterà di parlarne
ancora.
Solitamente per sciogliere il cioccolato uso un pentolino in rame, che però mi dà qualche spreco ed una certa difficoltà di pulizia. Si spreca perché non fondendo io quantitativi industriali di cioccolato, per averne cento grammi, ne devo fondere il doppio, visto che la raccolta è difficoltosa.
Leggendo che questo wok è realizzato in 7Ply®, un multilayer con doppia anima in alluminio che garantisce ottima conducibilità termica, ipotizzavo che si potesse impiegare per la fusione e che il Silvinox® impiegato come rivestimento interno ne facilitasse la pulizia. Alla prima occasione ho provato ed il risultato è stato ottimo. Poggiato il wok su una pentola con acqua calda (sotto la temperatura di ebollizione), il cioccolato s'è fuso dolcemente e senza difficoltà. Con una spatola in plastica morbida l'ho recuperato tutto. Per pulirlo sono stati sufficienti tre minuti, con acqua calda e la parte gialla morbida della spugnetta. Il wok è tornato come nuovo.
Sapete
che ci piace sperimentare e dato che siamo sempre a caccia di nuovi
strumenti di cottura, mi sono messo in mente di provare una nuova padella
a saltare in alluminio. Sul Web italiano, purtroppo, non si trova
molto e le padelle, in particolare, sono quasi sempre con l'antiaderente,
che a me piace poco. Dopo qualche ora ho trovato il sito di Pardini
S.r.l. L'azienda produce varie linee in alluminio ed io ho scelto
quella che vedete in foto
Ho chiamato l'azienda ed il Dott. Massimo Cristofani s'è gentilmente prodigato per farmi avere il modello che vedete in foto. Si tratta di una padella a saltare in alluminio di generose dimensioni. Ha uno spessore di 5 mm che la rende indeformabile. Il manico è di acciaio, per garantire l'isolamento termico. Tre generosi rivetti lo collegano saldamente al corpo.
La caffettiera moka è la più diffusa macchinetta per fare il caffè, personalmente preparato con questa macchina lo preferisco non solo a quello delle macchine espresso che ormai si trovano in tutte le nostre cucine, ma anche a quello del bar !
Il funzionamento della moka è molto semplice, utilizza il principio della pressione esercitata dall’acqua in ebollizione.
Nel momento del bollore, l’acqua contenuta nella caldaietta della moka sale attraverso il filtro a imbuto, che contiene la polvere di caffè che appena formato viene filtrato attraverso la piastrina filtro, sale nel condotto centrale e fuoriesce nel raccoglitore.
Vediamo ora qualche consiglio per la sua manutenzione:
La moka nuova va lavata con acqua e bicarbonato ed è bene fare alcuni caffè da gettare per eliminare il sapore metallico della macchinetta nuova.
La mia vecchia, non mi ricordo esattamente in quale occasione, ho in mente che disse di non lavarla mai subito dopo l’uso per eliminarne l’aroma. Memore dei suoi insegnamenti, solitamente lavo il filtro quando la polvere è secca, lavo raccoglitore e condotto centrale con acqua corrente.
Siccome il calcare può danneggiare la moka: è meglio fare il caffè utilizzando acqua minerale naturale.
Per fare un buon caffè con la caffettiera moka ci sono alcune regole che ho trovato tempo fa su una vecchia rivista e vi garantisco che se le seguirete farete veramente un ottimo caffè per voi e per i vostri ospiti.
Qualche
tempo fa Sergio, titolare della Noon
S.r.l. mi aveva parlato di una pentola per affumicare il pesce
di Demeyere, lo stesso produttore della casseruola
conica di cui vi avevo già parlato. Quando in virtù
dell'accordo
di test che abbiamo mi ha proposto di provarla, ho immediatamente
pensato alle tante cose per cui poteva essere utilizzata. Ovviamente
la prima è il pesce stesso, per cui mi sono già messo
d'accordo con Alessio di PescaOk,
ma ci sono anche altre cose.
Si può pensare di affumicare anche altri alimenti, infatti, inoltre
può essere usata per cucinare a vapore.
Ormai non è più un mistero che a me e fradefra piacciono i vini barricati. La barrique riesce a donare al vino quel profumo di spezie più o meno dolci che personalmente mi fanno amare ancor di più il vino. Fradefra vi aveva dato un assaggio nel post Significato barrique ed ora io vorrei approfondire l’argomento.
La barrique è una botticella di legno da 225 lt (nella zona Champagne è di 205 lt e in quella della Borgogna di 228) e i suoi più importanti produttori al mondo sono i francesi. Le migliori sono prodotte con il solo legno proveniente da quercie di rovere di Limousin, Tronçais, Allier, Never, Vosges in Francia, oppure di Slavonia. Per poter avere più elasticità possibile viene utilizzato solo il legno del tronco di piante che vanno dai 120 ai 240 anni. Inoltre anche l’America è un produttore di barrique, anche se meno pregiate.
Nel post Agglomerato di quarzo per il top della cucina vi avevamo parlato delle caratteristiche di questo materiale. Una nostra visitatrice, Francesca, era interessata a vedere delle foto. Eccola qui accontentata, sperando si fare cosa gradita a tutti gli altri visitatori del blog.
Insieme a fradefra siamo tornati nel negozio Castoldi in porta Romana, dove ci hanno gentilmente permesso di fare alcune foto ad una cucina in esposizione con il piano in agglomerato di quarzo.
Da quando abbiamo deciso di dare un nuovo spazio al Maisazi Lab, ve ne abbiamo scritto in Maisazi cerca un spazio-laboratorio, non perdiamo l’occasione per mettere assieme le informazioni che ci serviranno per portare avanti il nostro progetto.
Giovedì eravamo in zona Porta Romana, a Milano, ed aspettavamo che iniziasse un corso. Dato che c’era un negozio che esponeva delle belle cucine, ne abbiamo approfittato per fare due chiacchiere con l’architetto (era una lei).
In particolare, ci siamo soffermati sui piani di lavoro, dato che la cucina che vogliamo realizzare deve avere caratteristiche professionali.
Chi
mi legge da un po' sa che le mie pentole preferite sono in rame stagnato o in alluminio. Le prime le preferisco
per le caratteristiche di performance, le seconde perché a dispetto di una piccola riduzione
dei valori di conducibilità termica offrono semplicità di manutenzione e costi inferiori.
L'acciaio, diciamocelo chiaramente, non m'è mai piaciuto.
Dato che però sono sempre alla ricerca di nuove soluzioni e visto che secondo me non esiste la pentola migliore in assoluto, ma esiste quella più adatta ad un certo contesto, mi sono riproposto di provare uno strumento in acciaio ad alta tecnologia, per verificare personalmente le sue doti ed i suoi campi applicativi, sia in una cucina home sia in quella professionale di un ristorante o di un albergo.
Non potevo farmi sfuggire, quindi, la possibilità del nuovo accordo di test con Noon, per farmi mandare uno dei prodotti che distribuiscono. Si tratta della casseruola conica di Demeyere, linea Atlantis. La vedete in foto. In questo articolo vi presento il prodotto, nel prossimo futuro vi racconterò le impressioni che ne sto ricavando provandola.
Io e copertina75 facciamo molta sperimentazione in cucina. In generale ci piace inventare nuove ricette, provare abbinamenti inusuali e cambiare la destinazione di un prodotto o di una materia prima.
La nostra, in effetti, è una cucina principalmente pratica, che arriva dalla passione e dal desiderio di “stare sul pezzo”.
Chiacchieriamo spesso, però, del fatto che cucinare non è solo passione, ma anche tecnica. Improvvisare è bello, ma questo non deve far dimenticare che una solida preparazione teorica e pratica di base è fondamentale. Conoscere i metodi principali per la preparazione delle paste, delle marinate, delle salse, delle glasse rende poi il lavoro molto più agevole.
La sperimentazione si avvantaggia moltissimo della conoscenza teorica dei metodi standard. Infatti spesso riusciamo a prevedere quale sarà il risultato solo perché abbiamo già una certa base.
Chi
ci segue più assiduamente si sarà accorto che sul nostro blog non avevamo ancora scritto niente sui
bicchieri. La cosa non è casuale, ovviamente.
In realtà da qualche tempo ero alla ricerca di un prodotto che soddisfacesse alcuni miei requisiti, che credo
siano importanti. Qualche settimana fa, alla presentazione
del SaltExpò, mi sono ritrovato in mano alcuni bicchieri di Spiegelau
che mi hanno incuriosito. Ne ho navigato il sito, ho letto le descrizioni, ho chiamato ed eccomi qui a scrivervene.
Nei giorni seguenti, infatti, Stefano Citterio, loro Responsabile Comunicazione e Stampa, mi ha reso disponibile
il bicchiere da degustazione che vedete in foto, il Vino Rosso della linea Hi-Tech, codice 440-01-01.
Si tratta di un bicchiere con misure leggermente diverse da quelle previste dall'ISO, ma nonostante ciò lo
considero da degustazione per alcune caratteristiche che ha. Nelle sere immediatamente successive, ho avuto modo
di provarlo in varie situazioni, con vini rossi e bianchi, ottenendone ottime impressioni. Copertina75 ed io lo
abbiamo eletto nostro bicchiere ufficiale da degustazione. Siamo andati oltre, in realtà. L'abbiamo usato
pure per la degustazione dell'olio
extravergine di oliva di Dimino Luigi ed anche in quella situazione s'è comportato egregiamente. Ovviamente
si potrà obiettare che ci sarebbero bicchieri più adatti, ma vi garantisco che questo ci ha consentito
di rilevare bene ogni aspetto del profumo. Proseguiamo con ordine, comunque.
Stavo
andando ad una premiazione, in via Vittorio Veneto, quando passando davanti ad una vetrina, resto folgorato. Dentro,
un po' più piccola di quanto sia nei miei sogni, c'è la cucina che voglio da tempo.
Resto immobile a guardala qualche secondo sognando, proseguo, poi preso da un impulso irrazionale torno indietro,
entro e chiedo se posso tornare a fotografarla, per descriverla sul blog. Facciamo due chiacchiere e la ragazza
(probabilmente un designer) mi dice che non dovrebbero esservi problemi, ma che ovviamente va chiesto al titolare
e a Dada.
Nelle settimane seguenti contatto l'ufficio stampa della Molteni & C. proprietaria del marchio Dada, ricevo l'autorizzazione, sento il titolare del Centro Dada in cui la cucina è esposta, gli spiego il mio desiderio di presentarla, acconsente ed eccomi qui a scriverne, dopo esservi tornato con la macchina fotografica. Parcheggio d'avanti (sono il solito fortunato), bevo un caffé, entro ed inizio.
Beh,
una premessa credo sia doverosa. Sono un sostenitore degli strumenti di cottura in alluminio e in rame, quindi potrei
sembrare un po' fuori posto a scrivere di un wok in acciaio. Credo, però, che si debba sempre concedere
una prova alle novità della tecnologia e quella di Demeyere è tecnologia "state of the art".
Non parliamo di acciaio e basta, ma di un multilayer in cui trovano posto ben tre metalli diversi, che in sinergia
consentono, ognuno con le proprie caratteristiche, di unire la bellezza con la funzionalità.
In Cucinare col wok vi scrivevo che questo strumento è normalmente in ghisa, alluminio (più raramente in acciaio). Nelle versioni occidentali, per un utilizzo più semplice, lo troviamo spesso ricoperto di un antiaderente.
Vi
avevo già accennato al fatto che siamo
alla ricerca di uno spremiagrumi, quindi sapete che siamo a caccia di aziende che vendano strumenti, attrezzi
ed utensili per la cucina. Lo spremiagrumi, purtroppo, non lo abbiamo ancora trovato, in compenso ho trovato qualcosa
che avevo da tempo voglia di provare.
Mi sono sempre chiesto se il tappo salva vino funzionasse sul serio e, grazie alla disponibilità di Gioia della Casa, ora in cucina ne abbiamo uno. Il set, lo vedete nella foto, comprende due tappi per bottiglie standard di vino ed uno per lo Champagne. L'utilizzo è semplice. Si chiude la bottiglia col tappo, vi si poggia forte sopra lo strumento, si aspira l'aria nella bottiglia che resta in condizioni di difetto d'ossigeno. In questa condizione, il vino dovrebbe durare di più, sicuramente quanto basta perché lo si possa finire con calma.
Non resta che provarlo, anche se in passato vari conoscenti mi hanno detto che funziona.
Eccoci qui, non poteva certo mancare il wok tra i nostri strumenti di cottura. Moderno (anche se antico), metropolitano, adatto al grande cuoco ed a chi ama cucinare anche solo per sè, in modo veloce ed informale.
Iniziamo con una precisazione. Non chiamiamola pentola. Se proprio volessimo dargli un nome, dovremmo chiamarlo “casseruola svasata”.
Eccovi, comunque, alcune informazioni riprese direttamente dal corso di cucina col wok che teniamo in ore serali.
"Scusa, ma lo spremiagrumi che avevamo nell'altra casa?" - mi dice copertina75 stamattina.
"Faceva parte dell'arredo della casa, quindi è rimasto lì" - gli rispondo.
"Naaaaa, lo voglio, non posso stare senza la spremuta. Mi manca. Dobbiamo comprarlo subito!" - conclude lei.
Ero appena sceso dal piano di sopra e mi accingevo ad andare in doccia. Lei aveva preparato la colazione, tè con biscotti e frutta, e su un lato della tavola alcune arance erano desolatamente poggiate, tutte assieme, come in attesa di qualcosa che non sarebbe successo.
Copertina75 si era svegliata con la voglia della spremuta, ma nulla! Lo spremiagrumi era rimasto nella casa da cui abbiamo traslocato due mesi fa.
Brutta questa domanda che mi arriva via email, su come pulire il marmo da macchie di olio.Fabio, il mittente, precisa che l'olio ormai è stato assorbito dal marmo del suo piano di lavoro.
Purtroppo, Fabio, non c'è più nulla da fare. Quando il marmo assorbe una macchia, è andata. Non c'è più ritorno. Questo è il motivo per cui i marmi dei top delle cucine, vengono ricoperti da una invisibile pellicola protettiva o subiscono appositi trattamenti per evitare che ciò accada.
Piuttosto, mi viene il dubbio sul perché il tuo top, invece, non abbia avuto tale trattamento. Ormai una goccia d'olio raramente crea problemi ai piani in marmo. Proverei a lamentarmi col venditore, anche se non credo che otterrai molto.
Nella
serie di coltelli
professionali da cucina che normalmente impiego, mancava un coltello da arrosto, di cui sentivo decisamente la mancanza. Ci sono varie preparazioni, infatti, che prevedono il taglio di cibi, sia cotti sia crudi, con una sola passata. In tali situazioni occorre un coltello molto affilato, dalla lama lunga e non eccessivamente alta.
Il sushi, ad esempio, deve essere tagliato in modo preciso, senza provocare sfilacciature dell'alga esterna e senza attriti eccessivi col riso. Lama e filo, quindi, sono importantissimi. Lo stesso discorso vale per gli arrosti, per formaggi molli di grandi dimensioni, ecc.
Conosco quest'importante fabbricante di strumenti di cottura in alluminio da qualche tempo ed uso quotidianamente i suoi prodotti. Volentieri, quindi, riporto l'annuncio, pervenutomi attraverso Maurizio Di Dio, della pubblicazione del Dizionario Gastronomico di Base da parte della Baldassare Agnelli S.p.A.
In attesa che sul loro sito siano annunciati gli eventi organizzati da SAPS (l'associazione che studia i materiali e le forme degli strumenti di cottura), iniziamo a leggere cosa Maurizio ci comunica a proposito del Dizionario.
Nel post Come pulire le pentole in rame, vi ho scritto di come, con sale e aceto, si possa far tornare come nuovi questi importanti strumenti di cottura. Qualche volta, però, mi succedeva che appena finito, si formava rapidamente una macchia blu che in qualche caso arrivava a coprire buona parte della superficie esterna. Data la rapidità della cosa, pensavo si trattasse di una reazione del rame, originata da qualche mio errore. Ho telefonato a Gemma, responsabile della sala corsi di SAPS Italia (Associazione per lo studio di materiale e forme degli strumenti di cottura) per avere qualche consiglio. Cinque minuti al telefono e la prova già in serata.
Riprendo l'argomento su come spedire i prodotti agroalimentari e a quali corrieri affidare il servizio, già discusso nei post Come spedire il vino e Come spedire l'olio, ma soprattutto nel post di fradefra "L'importanza della spedizione dei prodotti enogastronomici".
Quindi, come promesso, ecco alcune indicazioni di base su quali variabili considerare nella scelta del corriere.
Le cozze aperte prima della cottura, se non si riesce a chiuderle, si buttano.
Questo il consiglio che uno chef mi diede durante un corso tempo fa.
Se come me avete il top di marmo, sul piano di lavoro in cucina, qualche piccola precauzione va seguita, per mantenerlo sempre bello.
Il marmo è un materiale duro, resistente, solido e di facile pulizia. Mi trovo bene a lavoravi, quando sto preparando le mie ricette. Ovviamente occorre prestare attenzione agli urti causati da strumenti pesanti. Una grossa pentola lasciata cadere, potrebbe creare qualche problema.
Come l'elefante che teme il topo, il duro marmo teme il limone e la Coca-Cola. Sì, esatto. Agenti troppo aggressivi, di natura acida, possono intaccarlo in modo permanente, soprattutto se non è stato preventivamente trattato con pellicole protettive, in fase di messa in opera. I moderni top in marmo, infatti, sono opportunamente predisposti per evitare questo problema.
Che
dirvi? Appena vista, a Squisito 2006, me
ne sono innamorato! Sono rimasto a guardarla per un po' intanto che altri visitatori chiedevano informazioni. Prima
ancora di sapere quali fossero le sue caratteristiche, avevo già deciso che dovrò averla. Sì,
dev'essere mia. 
Tornato lucido, qualche informazione l'ho chiesta.
Usabile in tutte quelle situazioni dove ci piacerebbe il cartoccio, Carta Fata® aggiunge la possibilità
di contenere liquidi, di chiudere ermeticamente il cibo in cottura, di poter essere preparata con largo anticipo.
Bella la sua applicabilità nel servizio davanti al cliente, che si completa con l'interessante caratteristica
di irrigidirsi leggermente a causa della temperatura. Una volta aperta, quindi, può servire da piatto, unendo
ulteriore originalità alla presentazione.
I pregi, però, sono molti altri. Contiene i sapori ed i profumi, liberandoli all'apertura. Consente un risparmio di condimenti, favorendo la cottura nel liquido del cibo. Consente il risparmio nelle fasi di preparazione e riduce la necessità di pulizia del pentolame.
Basta? Se volete sapere altro, navigate il sito del distributore: www.decorfooditaly.it
Lunedì scorso è stato il mio tredicesimo anniversario di Matrimonio; e chi sen ne frega direte voi ! Il fatto è che questa ricorrenza mi ha fatto venire un’idea per un nuovo post che mi auguro troverete utile.
Da quando sono sposato, ho l’incarico di fare ogni sabato pomeriggio la “spesa grossa”, quella per tutta la settimana seguente e questa piacevole incombenza mi ha fatto maturare con il passare del tempo una certa esperienza, l’idea di cui scrivevo sopra è dunque quella di scrivervi qualche trucco per come fare la spesa.
“Senti, ma tu te ne intendi di trucioli?” – avevo chiesto a Gianluigi, dato che volevo rispondere a Beke, uno di voi visitatori del blog (a proposito, grazie Beke, per l’ottima domanda).
“Guarda, per cosa certa, posso dirti che quindici anni fa sapevo che un produttore che conoscevo li usava già” – risponde lui, lasciandomi di sasso e prosegue – “Frà, ne stanno tutti parlando come fosse una notizia sensazionale, ma in realtà sono anni ed anni che si usano”.
Oggi al telefono parlo con una conoscente che non cito, dato che mi sono scordato di chiederle l’autorizzazione a farlo. Lei rincara la dose – “Francesco, se ne parlava già più di venti anni fa. Ai tempi in cui andavamo a scuola, era già tema di discussione.”
Ero
convinto che pulire le pentole in rame fosse qualcosa di faticoso, sino al momento in cui Gemma, responsabile
della sala corsi della SAPS
Italia, dove seguo dei corsi di cucina, non mi mostrò come in meno di cinque minuti fosse possibile farle
tornare quasi nuove. Anzi, grazie Gemma! 
Bisogna precisare, inoltre, che la pulizia che descrivo è relativa solo all'esterno della padella e del pentolino
(in realtà sarebbe una piccola casseruola) che vedete in foto. L'interno, infatti, si pulisce semplicemente
con del detergente per stoviglie ed una spugna morbida. Questo è valido sia per il pentolame in rame stagnato,
sia per le trimetalliche (rame/alluminio/acciaio).
Vediamo, invece, come pulire l'esterno.
Sapete
già quanto io ci tenga ai coltelli da cucina professionali. Ho già scritto vari articoli, anche
su altri blog. Oggi vorrei vedere assieme a voi quali sono quelli che non possono mancare nella vostra dotazione
personale di strumenti. Ogni coltello, infatti, ha una sua funzione, anche se alcuni sono particolarmente versatili.
Decidendo di comprarli un po' alla volta, sperando di non passare da un Natale all'altro, con quali iniziamo?
Mi sono posto questo problema circa sei mesi fa, quando comprai la serie che vedete nelle foto. Si tratta della linea Chroma Type 301 distribuita in Italia da Noon S.r.l. Lame giapponesi in acciaio al alto contenuto di carbonio, manico ergonomico in acciaio inox, design F.A. Porsche.
Su quali è caduta la mia prima scelta? Il coltello da cuoco, quello da pane, l'utility ed il filetto.
In
La
mia prima casseruola in rame stagnato, vi avevo promesso che ne avrei trattato con dovizia di particolari, dopo
averla usata. Eccomi qui
.
Iniziamo subito con una premessa. Parlare di pentole in rame stagnato è un errore, perché proprio
le pentole sono quelle che quasi mai si fanno in rame! La pentola è quasi sempre in acciaio inox o alluminio.
Il punto è che spesso parliamo di pentole, pensando che tutto il pentolame si chiami così, in realtà
ciò è sbagliato. Solo i recipienti da cottura con bordo alto si chiamano pentole. Quella che vedete
in foto, per esempio, è una casseruola. Se i bordi fossero più bassi, si chiamerebbe tegame.
Ragazzi, ho un sacco di cose da fare. Devo scattare delle foto per degli articoli dei prossimi giorni, preparare la presentazione per Squisito Blog Cafè, scrivere alcuni post per settimana entrante e redigere alcuni accordi con alcuni partner.
Non ci riesco, però. Oggi sono andato in Baldassare Agnelli S.p.A. e sono tornato possessore della mia prima casseruola in rame stagnato. Le altre padelle, tegami e pentole sono in alluminio ed in rame trimetallico. Uno strumento in rame stagnato ancora non l’avevo. Non vedevo l’ora di raccontarvelo. Finchè non lo facevo, non riuscivo a pensare ad altro.
Non
posso che iniziare proprio con lei, Pierangela Cogliati, cuoca e titolare, assieme ai fratelli, del Ristorante Passone
a Montevecchia. Gentilmente, infatti, mi ha guidato nel suo regno illustrandomi le macchine, spiegandomi come si
lavora, mostrandomi gli strumenti ed i sistemi di conservazione. Impastare è il suo mestiere, anche se naturalmente
saprebbe fare qualsiasi altra cosa, in cucina. Tutto il giorno l'ho vista all'opera, da sola o con gli altri cuochi,
sempre gentile, sempre con un sorriso, sempre disponibile a dare una mano a chi ne avesse bisogno.
Chiamato impropriamente “forno”, infatti ne ha, in apparenza, solo la forma, il microonde è uno strumento di cottura con un sistema che hai tempi venne definito rivoluzionario.
Il primo pregio del microonde a mio avviso è la sua economicità, in quanto utilizzandolo con una certa frequenza otterremo un significativo risparmio di tempo ed energia.
In questi giorni si sta parlando tanto di cioccolato. Nel post Il cioccolato, la discussione si fa interessante ed io e copertina75, stimolati dalla cosa, ieri ci siamo messi a fare qualche esperimento, per alcune ricette che stiamo creando.
Ehm, ehm.... vabbè, ve lo racconto. Ci siamo fermati al primo step ed abbiamo dovuto interrompere tutto.
Cos'è successo? Semplice. Prendiamo un pentolino di rame, ci mettiamo pezzetti di cioccolato da fondere, mettiamo a bagnomaria per sicurezza, restiamo a guardare. Vedere il cioccolato che si scioglie, è sempre una cosa affascinante.
Peccato, però, che il cioccolato non voglia saperne, di sciogliersi! Diventa una sorta di grumo semifuso, ma quella bella crema calda e liquida, nulla!
Sospetto, tremendo sospetto....
Chi ha poco tempo a disposizione per cucinare, non può fare a meno di questo strumento di cottura, che mi evoca antichi ricordi.
Mia mamma usa ancora una vecchia pentola a cui probabilmente è legata affettivamente, mia moglie vive il momento in cui dovrebbe utilizzarla come un incubo, infatti quelle poche volte che dobbiamo usarla, il compito viene delegato al sottoscritto ed è la ragione per cui in questi anni, ho maturato delle piccole malizie che oggi ho pensato di scrivervi in questo post.
Apparentemente
riservate all'alta cucina, in realtà le pentole in rame hanno un senso anche in una cucina domestica.
Vediamo assieme quali sono le caratteristiche di questo importante strumento di cottura.
Iniziamo con la conducibilità termica del rame, che è la più alta tra i materiali impiegabili
per una pentola, 392 W/m°K. Per fare un confronto, la conducibilità dell'alluminio è 225 W/m°K
e quella dell'acciaio inox è 16 W/m°K. Per assurdo, nelle pentole in rame e alluminio, l'acciaio inox
si usa come manico proprio per il fatto che non conduce il calore!
L'altissima conducibilità termica consente alla pentola in rame di avere la stessa temperatura su tutta la
superficie dello strumento, compresi i bordi e con un volume di fuoco molto più basso. Il fornello largo non
si usa quasi più.
"La qualità di un coltello si vede al momento di affilarlo" - mi diceva qualche tempo fa Sergio Piccerillo, Amministratore dell'azienda Noon S.r.l., importatore italiano
dei coltelli Chroma Type 301 che qualche tempo fa ho acquistato.
Naturalmente aveva ragione ed ho potuto sperimentarlo personalmente.
In questo articolo, dopo avervi già scritto in precedenza della Manutenzione dei coltelli professionali, vi descrivo l'affilatura di uno dei miei coltelli preferiti e più usato, quello di nome utility.
Uno degli ingredienti principali di ogni ricetta e cucina è proprio l'acqua, anche se non se ne parla quasi mai, per questo motivo vorrei approfondire l'argomento e esaminare anche questo elemento cosi importante e dargli il giusto peso. In questo argomento mi rendo conto di essere un privilegiato, vivendo in un paesino dell'Appennino Toscano e godendo di una buona abbondanza di sorgenti dove l'acqua si può bere dappertutto senza problemi e anche l'acquedotto comunale, che viene comunque depurato con l'aggiunta di cloro, non ne avrebbe quasi alcun bisogno.
Arrivo
prestissimo, parcheggio, esco, faccio qualche foto all'esterno del Ristorante
Passone di Montevecchia, scrivo il post Inizia
la mia giornata, nella cucina di un ristorante, un giro sui blog degli amici, preparo il piano di lavoro. Intanto
si fanno le 9 del mattino. Entro. Si inizia. Il programma ve l'ho raccontato nell'articolo Una
giornata nella cucina di un ristorante.
Parte dello staff è già sul posto e quando entro, vista l'ora, capiscono immediatamente chi sono. Seguono una veloce presentazione, qualche battuta, un caffé, un saluto a Fabrizio Cogliati, uno dei fratelli titolari del ristorante, ed eccomi diretto verso la cucina, da cui uscirò solo intorno alle 23.
Vi è mai capitato di non ordinare una bottiglia di vino al ristorante perché pensavate di non poterla bere tutta? A me e fradefra a volte capita, e in quei casi optiamo per i calici. Il problema è che la qualità dei vini portati in calice spesso scende.

Ieri al Meeting di Tigullio Vino una simpatica espositrice mi ha raccontato di un’iniziativa che ho trovato molto simpatica. Il progetto Buta Stupa, che in piemontese significa “bottiglia stappata”.
Per chi cucina, i coltelli sono probabilmente gli strumenti più importanti, assieme a pentole e padelle. Considerato che un buon coltello da cuoco non si cambia sicuramente tutti i giorni, quali sono le regole per tenerlo sempre efficiente e prolungare la sua vita?
Tutto inizia con la scelta di coltelli professionali. Negli articoli I miei coltelli da cucina professionali e Il cuoco vuole coltelli di qualità, ho già scritto a questo proposito.
Scherzi a parte, credo ci vorrà ancora un po' e qualche pentola decente già la ho (anche se una in più non guasta mai).
Questo post lo scrivo perché quando vado a comprare le pentole in alluminio o in rame, mi reco presso uno spaccio aziendale dove spesso incontro coppie di ragazzi probabilmente prossimi al matrimonio o che stanno acquistando il regalo per qualcuno. Ho pensato, quindi, che poteva trattarsi di una buona opportunità per tutti quelli che si trovano nella stessa situazione.
Lo spaccio della Baldassare Agnelli S.p.A. è aperto al pubblico tutti i sabati, dalle 10 alle 12 circa. Fanno uno sconto significativo. Vendono pentole in alluminio di ogni tipo, per uso casalingo e professionale. Belle anche quelle di rame, sia nella versione stagnata, sia in quella trimetallica.
Hanno, inoltre, una lunga serie di accessori, dalle pinze ai mestoli, dai separatori interni agli scolini, ecc.
Il tutto ha un certo fascino perché lo spaccio è praticamente all'interno del magazzino, in prossimità delle officine dove producono le pentole.
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