Questo week-end con fradefra saremo a Volta Mantovana alla Mostra Nazionale dei Vini Passiti e da Meditazione. Sto scoprendo, che ormai, ogni fine settimana ci sarebbe una degustazione di vino in qualche paese italiano, così come mostre o feste collegate al vino, cantine aperte e così via.
Sono contenta che abbiano scelto come location il Palazzo Gonzaga di Volta Mantovana, non ci sono mai stata, ma credo che possa essere molto bello. Il connubio vino e architettura mi affascina e credo che i due elementi si sposino bene. Le degustazioni organizzate in Villa La Favorita a Sarego, le ho apprezzate molto. Degustare un buon vino in una bella sala affrescata non è come farlo in una sala di un hotel, molto più sterile e meno coinvolgente. D'atro canto, più sensi vengono stimolati, non solo gusto e olfatto quindi, ma anche vista e tatto, più l'esperienza si arricchisce di significato.
In occasione del recente Vinitaly 2008 Iri ha stilato una classifica con i vini DOC, DOCG e IGT più venduti nella GDO nel corso del 2007.
Chianti, Montepulciano e Nero d'Avola si sono aggiudicati le prime tre posizioni, in verità non è una novità in quanto questi tre vini ormai da tempo sono tra i più venduti e seppur il chianti da tempo ha dato segni di stanchezza, attualmente non si intravedono altri vini in grado di detronizzarlo.
Ovviamente ci sono dei vini emergenti, alcuni con tassi di crescita sensibilmente significati, come per esempio il Negroamaro del Salento, il Morellino di Scansano e la Falanghina del Sannio.
Eccoci giunti alla conclusone del progetto Incontriamo le aziende vinicole partito lo scorso anno. Avevo già parlato di quanto il progetto mi fosse piaciuto, di come l'esperienza sia stata molto affascinante e del fatto che abbia potuto crescere sul piano conoscitivo e umano nel precedente post Incontriamo le aziende vinicole: una bella esperienza.
Il quadro che se ne ricava è sostanzialmente una poca propensione verso la pubblicità in generale, sia di tipo tradizionale, sia on-line. Le motivazioni sono tutte raccolte nel documento finale e si possono riassumere con alcune parole chiave:
Finalmente
ci siamo, sono riuscito a berla. Conosco il birrificio 32 ® Via
dei birrai da quando frequento l'Enoteca Ognibene di Lonigo,
di cui vi ho accennato nel mio post Degustiamo
la Birra Artigianale 32 Via dei birrai. Dato che non avevo voglia
di aspettare e che questa, l'Atra, non l'avevo provata, l'enoteca
mi ha fatto un piccolo omaggio, ed eccomi qui.
L'Atra è una birra al doppio malto dal colore scuro, tonaca di monaco, con morbida schiuma che resta a lungo e si rigenera con un leggero movimento del bicchiere.
Il profumo è di liquirizia, caffè, cioccolato fondente, con un contorno di note tostate che poi ritroviamo anche in bocca.
Il sapore leggermente amarognolo ricorda ancora la liquirizia, mentre una vaga nocciola si percepisce in lontananza. Facile la bevuta, nonostante il colore possa ingannare, il contatto con la schiuma è gradevolissimo per la sua morbidezza, quasi al pari di quella sottile del caffè.
La bocca è piena, senza eccessi di alcool o di acidità. La soddisfazione è piena.
Le interviste con le aziende vinicole sono ormai giunte al termine e in questi giorni mi accingo a scrivere la relazione finale in cui metterò in luce i fenomeni maggiormente interessanti che ne sono emersi. Ovviamente alcuni di essi rispecchiano la maggior parte delle aziende vinicole medio piccole, altri sono più vicini ad alcune di esse e magari meno ad altre.
Al di là di ciò che ne ricaverò a livello
di informazioni, è stata davvero una bella esperienza. Ho potuto confrontarmi
con varie figure del mondo vinicolo, dall'enologo all'agronomo, dall'addetto
marketing (che difficilmente però faceva solo quello
) al proprietario,
che spesso rimane più in cantina che in ufficio a "dirigere"
l'azienda e altro ancora.
Ogn'uno di essi mi ha dato qualcosa, sono cresciuta, e non solo perchè ho appreso informazioni sul vino che prima non conoscevo e potuto visitare ben 10 diverse cantine, ma perchè spesso c'era uno scambio di idee e di vedute sul mondo del vino e non solo, che ha reso il tutto umanamente molto bello.
Bevo l'Aperol ® da quando ero ragazzino e da allora è uno dei miei liquori preferiti. Servito come aperitivo o come parte di altri cocktails, penso che sia una delle più riuscite creazioni del ventesimo secolo.
Stessa cosa per quanto riguarda il Prosecco, ovviamente se parliamo del Prosecco vero, cioè quello fatto nella zona del Prosecco con uva Prosecco, meglio se in purezza. Già, perché il più delle volte non è così, purtroppo. Per tornare a noi, questo è uno dei degli spumanti che più mi piacciono. Lo bevo anche a tutto pranzo. Insomma, è uno dei miei vini.
Invece, trovo che lo Spritz sia il modo migliore per rovinare sia l'Aperol ® sia il Prosecco. Un vero disastro, che sta infestando il Veneto, anche se molti veneti ne vanno orgogliosi. Il bello è che si pensa di esportarlo nel mondo.
Ultima
tappa per l'ultima intervista della serie Incontriamo
le aziende vinicole. Resto a Soave e vado da Pieropan,
un'azienda storica del luogo. Non è difficile trovarla perchè
è proprio in centro, in una corte davvero carina. Ad aspettarmi per l'intervista
questa volta è Andrea Pieropan, che mi racconterà dell'azienda
di famiglia. Come sempre sono curiosa di vedere la cantina e di ascoltare le
storie che spesso si intrecciano con l'amore per il vigneto e il vino.
Azienda Agricola Leonildo
Pieropan
Soave (VR)
Un'azienda che da ben 4 generazioni produce vino in bottiglia e che controlla la qualità, oltre che del prodotto, anche di ogni processo partendo dalla vigna e arrivando sino all'imbottigliamento. Il vino prodotto proviene solo da vigne di proprietà dell'azienda e non c'è nessuna acquisizione di uva e di vino. La filosofia aziendale è quella di produrre solo vini del territorio, senza cedere alle mode. Qualche anno fa i Pieropan hanno fatto una scelta coraggiosa dando il via alla produzione del Soave La Rocca, un vino sicuramente non facile, con un passaggio in legno, con un anno di affinamento in bottiglia e quindi con una commercializzazione posticipata nel tempo. Alla lunga però le soddisfazioni sono arrivate e le difficoltà iniziali sono state premiate. L'azienda produce il Soave Classico DOC, il Recioto di Soave e il Passito. Ultimamente sono stati comprati dei vigneti in Valpolicella e costruita una cantina per poter produrre del vino rosso e allargare il panorama dei prodotti da offrire ai propri clienti.
Sono
a Soave, bellissimo borgo di cui di recente ho visitato il Castello Scaligero.
Mi vergogno un po', ci ho abiatato vicino per tanti anni e non l'avevo ancora
visitato. Mi sembra strano e invece, la Cantina
del Castello si trova in centro, sulla via principale del borgo. In realtà
in una piccola traversa chiamata Corte Pittora all'interno di un palazzo del
XIII secolo, la allora residenza dei conti di Sanbonifacio. Devo dire che il
palazzo è molto carino e la corte anche. La persona che intervisterò
è Laura Albertini.
Cantina del Castello
Soave (VR)
Guardando
il sito dell'Azienda
Dal Maso, mi colpisce subito la strana forma rotonda della cantina. Sembrerebbe
davvero bella e particolare, mi chiedo come sarà all'interno. Sono a
Montebello Vicentino, nella zona del Gambellara. "Ehi Mariangela, ma resti
sempre a Gambellara?". Lo so che state pensando questo! Che ci posso fare
se nella zona di Gambellara ci sono tante aziende? Sono curiosa di conoscerle
meglio e di capire cosa ne pensano del Web. Questa volta si tratta di un'azienda
di dimensioni medie, più grande rispetto alle altre che ho intervistato.
Producono ogni anno circa mezzo milione di bottiglie e ormai vendono solo quelle,
niente vino sfuso. Il mio interlocutore sarà Nicola, figlio del fondatore
dell'azienda Luigino Dal Maso.
Azienda Agricola Dal Maso
Montebello Vic.no (VI)
Mi
incuriosiva assaggiare questo Tocai della zona dei Colli Berici, un vitigno
autoctono su cui l'azienda
Dal Maso sta puntando. Quando Nicola Dal Maso mi ha chiesto cosa
volessi e cosa mi piacesse ho risposto che preferivo qualcosa che rappresentasse
l'azienda e che mi piacevano i vini barricati. La scelta, oltre al classico
Gambellare e Recioto di Gambellara è ricaduta sul Colpizzarda, Tocai
Rosso.
Lo assaggio prima di cenare assieme a fradefra. Il colore è un rosso rubino con note violacee. Sembrerebbe in effetti ancora giovane. Il profumo non è molto intenso ma ampio ed elegante. Io ci ritrovo la ciliegia sottospirito, la prugna e l'amarena in marmellata. Il legno dona al vino il profumo di vaniglia e un sentore appena percettibile di pepe. Fradefra dice che sente qualcosa di dolce, di marmellatoso, ma che non riesce ad identificare, conviene con me sulla ciligia, ma per lui è in marmellata e sulla prugna.
In bocca è piacevole, i tannini ci sono, ma non danno fastidio, si avverte una punta di amarognolo. Ha sicuramente una buona lunghezza retrogustativa, l'unica nota negativa è che forse manca un po' di struttura, ma è ancora in evoluzione e penso che potrebbe migliorare tra un paio di anni.
Di
nuovo a Gambellara, terra che ospita moltissimi vigneti e altrettante aziende.
E pensare che è un piccolo paesetto nel basso vicentino, però
grazioso, come altri paesi della zona dei Colli Berici. Si è vero
gioco in casa, faccio un po' di promozione alla mia zona, ma meritata, vi assicuro.
Graziano Maule mi sta aspettando nella sua azienda, la Vini
Iseldo Maule , mi racconterà un po' della sua storia e poi via con
le mie domande. Sarà pronto?
Vini Iseldo Maule e
Azienda Agricola Montecrocetta
Gambellara (VI)
Dai Colli Berici, dove abito, ai Colli Euganei, dolci colline padovane
che purtroppo non sono molto conosciute per la viticoltura.
Borin Vini & Vigne
Monticelli di Monselice (PD)
La prerogativa dell'azienda è quella di essere ben radicata alle proprie radici territoriali con la consapevolezza di essere la patria adottiva del Bordolese. Lo stile infatti mira alla zona di Bordeaux, creando un'identità aziendale legata ai vini rossi Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. È stato documentato che questi vitigni erano presenti in questa zona già alla fine dell'800. La zona dei Colli Euganei è sicuramente differente da quella di Bordeaux, ma si presta bene alla buona riuscita del Cabernet e l'azienda si è impegnata a valorizzare al meglio questo vino. La tradizione prima di tutto, lasciando però un piccolo spazio anche alla sperimentazione. La linea dei prodotti include il Fior d'Arancio Spumante, un biotipo originale di uva Moscato giallo, da non confondersi con il più conosciuto Moscato bianco. Inoltre, l'azienda produce Chardonnay, Pinot Bianco, Prosecco biotipo Serprina e Merlot.
Sono passate le feste da pochi giorni e ormai molti si saranno messi a dieta
dopo l'abuso di dolci e alcool che caratterizza spesso questo periodo dell'anno.
Molti avranno bevuto dei buoni vini, visto che si trattava di giorni
di festa, giorni particolari, dove le famiglie si ritrovano e hanno voglia di
stare assieme; occasioni in cui si compra una buona bottiglia di vino oppure
si stappa quella che ci hanno appena regalato o quella che aspettavamo da tempo
di aprire.
Il vino è spesso un dono piacevole da regalare e soprattutto
da ricevere. Non facile spesso indovinare i gusti, ma un buon vino, equilibrato
non è mai spiacevole. Magari non sarà il vino che la persona che lo riceve preferisce,
ma non potrà fargli davvero schifo. Assicuratevi, in ogni caso, che la
persona a cui state facendo il regalo non sia astemia.
Sono arrivata anche in Valpolicella. Non potevo non include nelle mie
interviste un'azienda di questa splendida zona veronese. Per non parlare
dell'ottimo prodotto, famoso in tutto il mondo, che qui nasce; sto parlando
ovviamente dell'Amarone.
Essendo negata con l'orientamento e le strade in genere, ho fatto un po' fatica a raggiungere S.Ambrogio di Valpolicella e anche l'Azienda Agricola Boscaini Carlo che è alla fine di una piccola e ripida stradina di collina. Però, quando sono arrivata, ho capito che ne era valsa la pena. Il posto è davvero magnifico, c'è una bellissima vista delle colline tutte attorno, ovviamente coltivate a vigneto. Poco più in su Carlo Boscaini mi indica il piccolo paese di San Giorgio e mi dice che vengono addirittura dalla Norvegia a visitarlo. Incredibile, io non lo conosco e non ne ho mai sentito parlare. È sempre così, mi dico, le cose vicine non si apprezzano mai! Intanto il sig. Boscaini mi sta facendo segno di seguirlo in cantina e io ben felice lo seguo, assaporando le dolci note delle uve che stanno appassendo proprio a due passi da me.
Un regalo di Natale da mettere sotto l'alberello. Anzi, vi consiglio di scartarlo subito: buona lettura.
Qualche giorno fa sono stata accolta gentilmente in casa Zonin (intendo ovviamente l'azienda e non la casa privata) da uno degli enologi più importanti del nostro paese, il dott. Franco Giacosa. Inizialmente il dott. Giacosa mi ha fatto da guida nelle cantine di affinamento e nel museo dove sono descritte le 11 tenute dell'azienda e poi non mi sono fatta scappare una capatina veloce nella zona dedicata all'imbottigliamento e quella dedicata alla pigiatura delle uve.
Successivamente abbiamo degustato 3 vini bianchi: il Vermentino di Rocca dei
Montemassi, il Fiano (pugliese) di Masseria Altamura, il Tamanìs di Cà
Bolani e 3 rossi: il Riesi del Feudo Principi di Butera, il Sassabruna di Rocca
di Montemassi e l'Alturio di Cà Bolani. Notevoli le differenze tra i
bianchi così come tra i rossi, mi sono piaciuti tutti, quale per la freschezza,
quale per la struttura, quale per l'aromaticità. È seguito il pranzo, a cui si sono aggiunti il dott. Franco Zuffelato, che si occupa
delle relazioni esterne e Lorenzo Zonin, con cui ho parlato di Web Marketing.
Infine il dott. Giacosa mi ha concesso una lunga intervista. Lo ringrazio molto per essersi prestato, visto le mie numerose domande, ben 14! Di seguito vi riporto l'intervista praticamente in versione integrale.
Quante volte passando dall'autostrada guardavo la struttura ad archi che mi
appariva nelle vicinanze di Soave e mi chiedevo cosa fosse. Fino a quando, a
lettere cubitali, apparve la scritta "Wine Shop", ecco, mi dissi,
vendono vino! In realtà ho scoperto da poco essere un'azienda vinicola.
Sto parlando di Monte
Tondo e se passate sulla A4 all'altezza del casello di Soave la vedrete
stagliarsi sui colli vicini. Ero molto curiosa di visitarla proprio perché
per molto tempo l'avevo sempre vista da lontano e mi era piaciuta. Ed ora eccomi
qui con Marta Magnabosco che mi fa da guida nella cantina dell'azienda di famiglia.
Azienda Agricola Monte
Tondo
SOAVE (VR)
Ci troviamo ancora a Soave, terra vocata al vino sin dall'antichità. L'azienda agricola Monte Tondo nasce nel 1979 e prende il nome da uno dei monti in cui possiede dei vigneti. La cantina rinnovata e il Wine Shop arrivano dopo, nell'85 la prima e nel 2000 la seconda. La filosofia aziendale è quella di vinificare soprattutto in acciaio per non modificare troppo il vino e creare un buon prodotto senza aggiungere elementi estranei. Inoltre, l'azienda sta tentando di far riscoprire le doti dell'uva Garganega producendo e facendo assaggiare vini in purezza (Garganega 100%). Il loro prodotto di punta è il Soave DOC Classico, ma la gamma si amplia anche con il Soave Superiore DOCG Classico, il Cabernet Sauvignon IGT, il Valpolicella DOC, l'Amarone della Valpolicella DOC Classico, il Recioto di Soave DOCG e il Recioto di Soave Spumante DOCG.
Vorrei sottoporvi un piccolo sondaggio.
Quando andate a comprare una bottiglia di vino, avete già idea del tipo o della marca da acquistare oppure fate la scelta direttamente in enoteca o al supermercato?
Un grazie in anticipo a chi vorrà rispondere :-)
Innamorata
del Recioto di Gambellara non ero ancora riuscita ad assaggiare un Recioto
di Soave che riuscisse ad equipararlo. Fino a quando Laura Rizzotto dell'Azienda
Agricola Balestri Valda mi invita, con una sua bottiglia, ad assaggiare
il suo. Un Recioto di Soave 2002. Laura mi racconta del lungo appassimento delle uve in un locale con ventilazione naturale, degli anni in barrique e infine dell'affinamento in bottiglia. Un lungo periodo di sacrificio e amore che mi predispone bene all'assaggio.
Rimango soddisfatta, le mie aspettative sono ampiamente confermate. Il colore ambrato ricorda il rum, ammaliante e seducente. Il profumo non troppo intenso e invadente, è ampio e caloroso, ti avvolge con le sue note di dattero, frutta secca, vaniglia, caramello e cacao in sottofondo.
In bocca le note tostate si fanno più intense, mentre la lunghezza retrogustativa è piuttosto buona. Con i formaggi l'accostamento è superbo. L'ho assaggiato con il formaggio di fossa, un Ubriaco al Barolo e uno Stravecchio di Asiago. Penso che l'accostamento migliore sia con l'Ubriaco, probabilmente per una sorta di concordanza di aromi.
Sono a Soave per la terza intervista della serie
Incontriamo le aziende vinicole. Dopo alcuni tornanti e lasciato il
Castello alle spalle arrivo alla cantina della famiglia Rizzotto, l'Azienda
Agricola Balestri Valda. Rimango colpita dal panorama, bellissimo davvero,
vedo tutta la valle e il Castello di Soave da qui. Faccio i complimenti a Laura
Rizzotto che intanto mi raggiunge e mi accoglie gentilmente negli uffici
dell'azienda. Prima dell'intervista non posso perdermi una visitina in cantina
e alla taverna che l'azienda usa per le degustazioni. Quest'ultima mi piace
molto e trovo decisamente carino il fatto che nella stanza accanto, separata
solo da una porta a vetri, vi sia la stanza che accoglie le barrique. Io la
trovo molto affascinante, tutte queste barrique in fila, ordinate, bellissime.
E' giunta l'ora dell'intervista, anche se io avrei voluto fermarmi un altro
po' qui. Tornerò di sicuro per qualche degustazione.
Azienda Agricola Balestri
Valda
SOAVE (VR)
L'azienda si trova sui colli a nord di Soave. Qui il terreno è di origine basaltica con una componente sabbiosa piuttosto importante e un clima mite e generoso, inoltre l'esposizione a sud riesce a dare molto sole alle uve e a far concentrare al loro interno lo zucchero. Le uve coltivate sono la Garganega e il Trebbiano di Soave. Quest'ultimo è stato recuperato come vitigno autoctono dall'azienda. Il metodo di coltivazione in cui crede l'azienda è detto a Guyot, la vite è più aperta e quindi più esposta all'irraggiamento solare, vi si lasciano pochi grappoli per ottenere una qualità maggiore. I vini che produce Balestri Valda sono il Soave Classico DOC, il Lunalonga, un Soave esclusivamente prodotto dall'azienda, il Sengialta, un Cru, lo Scaligio, un Rosso del Veneto IGT, il Recioto di Soave DOCG, il Soave Brut e il Recioto di Soave Spumante DOCG.
Eccoci
alla seconda delle interviste legate al progetto Incontriamo
le aziende vinicole. Questa volta ci troviamo a Gambellara (VI), patria
del famoso Recioto, forse un po' meno conosciuta rispetto al Soave e alla Valpolicella.
Azienda "Menti Giovanni"
GAMBELLARA (VI)
Siamo sulla strada del Recioto di Gambellara, le colline dolci di origini vulcanica sono una bella cornice per le aziende vinicole di questa zona. Una tra queste è l'azienda Menti Giovanni. La sua storia risale all'inizio del '900 quando la famiglia si insediò in questa zona. L'azienda nasce proprio grazie all'esperienza nella vigna e in cantina di ben tre generazioni. Il metodo è quello tradizionale, l'azienda punta sulla qualità, per esempio l'uva destinata al Recioto o al Vin Santo è appassita su picai proprio come si faceva una volta. Questo procedimento è sicuramente costoso, ma in questo modo le uve difficilmente ammuffiscono a tutto vantaggio della qualità del vino. Una bella torre del ''700 ospita l'uva Garganega durante l'appassimento assieme alle picccole barrique di Vin Santo, ovvero i caratelli. Oltre ai passiti, l'azienda produce Gambellara DOC Classico, con tre diverse linee, il Paiele, il Riva Arsiglia e il Monte del Cuca. L'anno prossimo uscirà un nuovo prodotto, uno spumante.
Come vi avevo detto nel post Cesti Natalizi 2007: fatevi sotto, abbiamo intenzione di segnalare qualche prodotto interessante, grazie alle segnalazioni che ci arrivano dai relativi produttori o venditori ed ovviamente anche in virtù degli assaggi che quotidianamente facciamo.
Ovviamente non potevamo perderci le proposte di Everywine.biz.
Accetto la sfida del loste per il vino dei blogger numero
12. Questa volta è di scena un vino da meditazione, un passito
o un muffato. Ho scelto un passito rosso, di solito preferisco i bianchi,
ma questo vino me lo consigliano, mi dicono che è un vino particolare,
differente dai soliti passiti. Va bene, lo provo. Le sfide mi piacciono e cambiare
pure. E' il Sommo 2005 Marche IGT dell'azienda Colli
di Serrapetrona, 100% Vernaccia nera appassita secondo il metodo tradizionale
per 4 mesi.
L'ho bevuto insieme a fradefra qualche sera fa. La cena è dedicata alle castagne, ma abbiamo il presentimento (che si rivela poi effettivamente giusto) che il vino non si sposerà a dovere. Beh pazienza. L'enotecario mi ha consigliato di assaggiarlo con del cioccolato e quindi mi munisco di pezzetti di cioccolato fondente al 70% di Amedei.
Ho il vino nel bicchiere. Il colore è un rosso rubino con note violacee. Il profumo cattura la mia attenzione. E' ampio e abbastanza intenso, colgo subito le note di marasca matura quasi in marmellata, il mirtillo e poi le note del legno, vaniglia, chiodi di garofono, cannella, pepe. Si percepisce la nota piccante nella parte alta del naso, inoltre, mi sembra di sentire un biscotto o una torta che faccio risalire alla nota tostata proveniente dal legno. Un leggero sentore di liquirizia mi solletica il naso.
Gli esperti di sicuro sapranno già ciò che sto per riportare
di seguito e quindi li invito a chiudere questa pagina e a passare ad altro
;-P
Per tutti coloro che invece volessero continuare a leggere vorrei condividere
alcune precisazioni di tipo semantico sul mondo vitivinicolo (ultimamente uso
spesso questo termine perchè mi piace anche se il dizionario non la riporta.
Vabbe, che ci volete fare, anch'io ogni tanto dico qualcosa che so che "fa
figo").
Scrivo questo post dopo aver consultato il dizionario De Mauro proprio perchè io stessa volevo togliermi definitivamente alcuni dubbi.
Qual'è la differenza tra ENOLOGO ed ENOTECNICO? Partiamo dalla parola ENOLOGIA. Il De Mauro riporta la seguente definizione "lo studio delle caratteristiche dei vini, dei loro modi di produzione, conservazione e invecchiamento". L'ENOTECNICA invece è "la tecnica della vinificazione" e per vinificazione si intende il processo che trasforma il mosto in vino. Quindi l'enologo è una figura che ha competenze più ampie rispetto all'enotecnico. Il suo spettro d'azione inizia in vigna fino ad arrivare all'affinamento del vino. L'enotecnico invece si occupa solo dalla fase di trasformazione del vino, quindi di uno specifico segmento della produzione dello stesso. E' ovvio che dico ciò senza nulla togliere agli enotecnici, essendo essi professionisti fondamentali nella realizzazione di un vino di buona qualità e soprattutto visto la fase delicatissima di cui ogni giorno si occupano.
Arriviamo all'entrata di villa La Favorita a Sarego con un bus navetta che fa la spola tra il parcheggio nella zona industriale e la villa, sede della prima edizione di DolceVi, l'evento organizzato dalla Camera di commercio di Vicenza assieme al Consorzio Vini Vicentini. Nota estremamente positiva, visto che sono ormai le 14.30 e i pochi posti vicino alla villa sono ormai tutti occupati.
Siamo in ritardo e quindi ci affrettiamo ad accreditarci, ci dicono che il Wine Tasking sta per cominciare nella sala sottostante. Ci affrettiamo, ma prima intravediamo due conoscenti noti nel modo vitivinicolo, Aristide ed Elisabetta Tosi. Un saluto molto veloce perchè la degustazione guidata di ben 12 vini dolci di ottimo livello ci attende. Arriviamoooo. Eccoci, la sala è veramente incantevole, soffitti a volta con varie colonne con mattoncini a vista, un incanto. Purtroppo, molti giornalisti hanno già occupato i posti più vicini e noi dobbiamo accontentarci di quelli più lontani. E qui la prima nota negativa, ai produttori o a chi rappresenta l'azienda non viene dato un microfono, con la conseguenza che noi, e tutti coloro che non stanno loro vicino, non sentiamo bene. Ci diciamo che è meglio concentrarci sulla degustazione dei vini. Direi che questo evento cade proprio a fagiolo, in quanto purtroppo non potremo partecipare alla serata del nostro corso di degustazione dedicata ai vini dolci.
Sono proprio contenta di poter scrivere di questa bella iniziativa che si svolgerà, diciamo pure, a "casa mia". Siamo a Monticello di Fara nel comune di Sarego in provincia di Vicenza, dove il prossimo week-end, 20 e 21 ottobre, si terrà la prima edizione di DolceVi, manifestazione dedicata ai vini dolci italiani, all'interno di una splendida villa palladiana, Villa La Favorita.
Si potranno degustare oltre 270 vini provenienti da tutta Italia: passiti, vini da vendemmie tardive, vini fortificati, icewine dei migliori produttori selezionati dal Consorzio Vini Vicentini DOC.
L'evento è organizzato dalla Camera di commercio di Vicenza, da Vicenza Qualità, azienda speciale della Camera di commercio di Vicenza, dalla Provincia di Vicenza e dal Consorzio Vini Vicentini Doc.
Altri
prodotti, quelli tipici siciliani che Mosto
e Miele ci ha inviato settimana scorsa. Due tipi di pasta, una confettura
di melone, un liquore di fichi d'india, capperi di pantelleria ed un
tonno sottolio artigianale.
Proprio di questo vorrei parlarvi, perché l'abbiamo già
spazzolato ![]()
Sodo, in pezzi ben tagliati, immerso in un buon olio che non ne copriva
il gusto, io e copertina75 non ci siamo fatti pregare e l'abbiamo subito
finito. Se non avete mai assaggiato un buon tonno, è il caso
di iniziare.
Abbiamo ricominciato da poco il corso di degustazione del vino, ve ne avevo parlato nel post Corso degustazione del vino a Padova - Prima serata. Quest'anno ci sentiamo più sicuri, durante l'anno abbiamo assaggiato e degustato diversi vini di buona qualità. Non è così facile riconoscere gli odori e i sapori, ma fradefra e io ci divertiamo a cercare di scoprirli prima che Fabrizio Penna, l'istruttore, faccia la degustazione. Ogni tanto "ci imbrocchiamo" altre volte no. Dopotutto ogn'uno sente cose diverse in riferimento alla sue memoria percettiva, anche se alcuni profumi sono più caratteristici di un vino piuttosto che di un altro e questo un bravo degustatore dovrebbe impararlo. Beh, siamo lì apposta per imparare, no?
Ieri sera, fradefra ed io, abbiamo ricominciato il corso di degustazione del vino. La location non è in città, ma in un paesino appena fuori Padova, Selvazzano Dentro. Per noi che veniamo da Orgiano è molto comodo, con stradine interne ci mettiamo una mezz'ora circa. Fradefra è curioso e chiede a Fabrizio Penna, il responsabile dei corsi di Enotime, come mai abbia scelto un hotel fuori Padova e se non fosse un problema per gli allievi. Fabrizio ci dice che l'hotel Piroga, che è anche un centro congressi, è molto conosciuto a Padova e dintorni e che comunque il target a cui si rivolgono sono persone della zona. Inoltre la strada Euganea, dove è situato l'hotel, mentre di giorno è trafficatissima di sera è libera e molto comoda da percorrere.
Molto
volentieri, dopo alcune puntate di latitanza, raccolto l'invito alla
partecipazione al Vino
dei blogger #10 di Via Freud 33, per parlavi di un carissimo amico,
Gianluigi Orsini 
Lo premetto, sarò di parte
.
Gianluigi è una persona speciale, partner di maisazi.com in varie
attività, persona dal cuore grande come una casa, non solo produttore
di vini, ma grande amante della cultura, profondo conoscitore della
vigna, del terreno, della storia.
Nel comune di Asti, Gianluigi Orsini produce meno di diecimila bottiglie all'anno, tra cui una Barbera Classica, una Barbera barricata chiamata La Bimba, una Barbera del Monferrato rifermentata chiamata La Tridesca, un Moscato Spumante di nome Papillon, un Moscato fermo barricato chiamato il Lieto Romore, ed una Barbera chinata.
Ho
gli occhi chiusi e nella mia mente passano immagini di pirati, velieri
armati di cannoni si affrontano nei mari del Caribe, intanto che una
mano uncinata lancia i suoi uomini all'assalto.
Pare di sentire i colpi, il fruscio della palla che vola nell'aria ed
il fragore delle mura che crollano. Nell'aria l'odore della polvere
da sparo, i fumi dei fuochi, il sentore dei detriti e ovunque un forte
profumo di rum.
Sì, ecco, proprio questo mi pare di sentire, il profumo di un
rum che sa di cioccolato, quasi dolciastro anche se alcolico, come nella
migliore tradizione della famiglia Demerara, che in Venezuela produce
il suo nettare superalcolico.
Invece sono in salotto, col naso nel mio grande calice pieno del Marsala
Superiore Riserva che Marco De Bartoli ha tenuto nelle sue botti a Samperi
per ben dieci anni a maturare, per regalarci queste splendide sensazioni

Non è un vino, non è un liquore, è qualcosa di più. È come un film su grande schermo che ti scorre davanti portando in vita ricordi che credevi persi, immagini di paesi lontani, odori, colori e sapori di cose antiche, custodite con amore e cura.
Dei
tre vini che l'enoteca
on-line Everywine ci ha inviato per l'articolo
sugli imballi, l'Emilia IGT Pignoletto Permartina 2004 è
fuori da ogni dubbio quello che mi è piaciuto di più.
Non molto, moltissimo 
A parte le considerazioni sul vino in sé, sull'individuazione delle sue caratteristiche oggettive e sul suo stato, per fortuna abbiamo ancora diritto di avere un nostro gusto. Indipendentemente da tutto, quindi, ci permettiamo di dire se un vino ci è piaciuto o no, ovviamente con la premessa che si tratta di un parere assolutamente personale e soggettivo.
In questo caso, comunque, il vino è piaciuto moltissimo sia
a me sia a copertina75. Comunque, passiamo alla sua descrizione 
Strane
le coincidenze della vita. Proprio qualche giorno prima di trasferirci
ad Orgiano ed aprire l'ufficio a Lonigo (città del vino), Angelo
dell'enoteca
on-line Everywine ci regala un Veneto Rosso IGT 2005 dell'Azienda
Agricola Inama di San Bonifacio, praticamente il paese confinante. Insomma,
il primo vino della nostra zona, lo beviamo quasi casualmente. Grazie
Angelo 
Questa bottiglia Angelo ce l'aveva spedita per le prove dell'imballo dei vini di cui vi abbiamo già scritto. Lo avevamo tenuto a riposo un po' per fargli assorbire il viaggio ed ecco finalmente le nostre impressioni.
Come premessa, dall'etichetta leggiamo che il vino è ottenuto da uve Carmenere, Merlot e Raboso. Partiamo appena un po' prevenuti perché il Merlot piace poco sia a me sia a copertina75. Comunque qui dovrebbe essercene poco. Questione di gusti, comunque, perché molti tra i grandi vini hanno il Merlot nell'uvaggio e ben lo sappiamo.
La notte di San Lorenzo, le stelle, il vino. Una serata magica.
Anche quest'anno torna la manifestazione Calici di Stelle organizzata dallAssociazione Nazionale Città del Vino e dallUnione Italiana Astrofili che si svolge contemporaneamente in molti comuni d'Italia a forte vocazione vinicola.
Sotto uno splendido cielo stellato, sempre che il tempo lo permetta, si potranno degustare i vini della produzione locale e assistere a spettacoli musicali, danzanti e teatrali.
Ultimo vino della carellata dell'Agricola Ronco Calino, stavolta abbiamo il Franciacorta DOCG Brut Rosé Radijan, fortemente consigliatoci da Piero Radici che ce lo ha donato. Questo vino, secondo lui, fa molto poco notare i lieviti, che a lui piacciono poco. Ci accingiamo all'assaggio con una certa curiosità, quindi.
La foto è stata scattata prima di seguire il corso di fotografia. Non state subito a criticare i riflessi, quindi
. D'altro canto, visto che il vino l'avevamo già bevuto e la bottiglia buttata, non potevo stamattina rifare la foto. Di foto da pubblicare scattate con la vecchia macchina fotografica ne ho ancora parecchie. Presto, però, arriveremo con le nuove. Dateci tempo ![]()
Sempre
dell'Agricola
Ronco Calino di Adro (BS), in rapida successione vi presento due
vini, il cui primo è un Pinot Nero del Sebino IGT, l'Arturo
2003. Che centra la rosa? Nulla, ma era lì nei dintorni e
mi piaceva l'abbinamento dei colori 
Per inciso, la bottiglia la vedete poggiata sul tavolo della nostra vecchia cucina, appena lasciata a Cambiago. Ancora poche foto della stessa, nei prossimi giorni, poi passiamo alla cucina provvisoria che useremo in attesa che siano completati i lavori del Maisazi Lab.
Bando alle ciance, inizio col vino.
Tappo in perfette condizioni, nel bicchiere il vino si presenta rosso rubino carico.
L'odore è di amarene, mirtilli, con vago sentore catramoso, ricco di confetture e leggera vaniglia. In movimento si evidenziano note erbacee e floreali tra cui la viola.
Col pacco di cui vi abbiamo scritto nel post L'imballo per i vini di Everywine, Angelo ci aveva inviato alcuni vini, tra cui questo Montetucco DOC Sangiovese 2005 Terre dei Bocci.
Faccio subito una premessa, il vino di Everywine.biz stavolta non l'abbiamo degustato nel senso tecnico del termine, ma ce lo siamo semplicemente bevuto 
Niente considerazioni sul profumo, sul gusto e sul colore, quindi. Come mai, vi chiederete quindi, io abbia deciso di aprire questo post. Presto detto. Il vino mi ha impressionato per una sua caratteristica che purtroppo non riscontro più facilmente.
Dopo il Franciacorta Brut Ronco Calino, abbiamo assaggiato anche il Franciacorta
Brut Millesimato 2000, sempre dell'Agricola
Ronco Calino di Adro (BS) 
Il bollicine fa parte di una confezione con un altro rosè ed un rosso, di cui in seguito vi scriverò. La curiosità era alta perché Piero Radici che ce le aveva donate ce le aveva ottimamente descritte.
Decidiamo di lasciarlo un paio di settimane in casa a riposare, visto che il viaggio l'ha alquanto sballottato. Lo poniamo in frigorifero per un giorno, quindi passiamo all'assaggio.
Facendo
riferimento alle tante discussioni sui problemi legati alla spedizione
dei vini, ad esempio quella sul post Come
spedire i vini, abbiamo chiesto ad Angelo Bandinu di Everywine.biz
di mandarci un loro pacco per vedere e descrivere l'imballo di cui spesso
s'è parlato.
Nella foto vedete come abbiamo ricevuto il pacco contenente tre bottiglie
di vino. Una prima cosa vogliamo subito dirla: Angelo ci ha detto che
nelle ultime 500 spedizioni, non s'è registrata una sola rottura.
Un bel successo, direi 
Ovviamente, ci spiegava Angelo, si è arrivati a quest'imballo, brevettato da Everywine, con anni di esperimenti, passando di progetto in progetto e migliorando continuamente la struttura e la semplicità di preparazione ed apertura.
"Alessandro,
mi le dai un vino, buono, ma buono? Però stavolta me lo pago,
ok?" - chiedo al gestore del Ristorante
enoteca La Cantina di Milano e lui mi dà il Mauritius
Sudtirol DOC Lagrein Merlot 2004 che vedete in foto, del produttore
Kellerei Gries.
Solitamente il Lagrein mi piace, soprattutto se in purezza, siamo quindi curiosi di assaggiare questo vino per vedere quanto il Merlot incida sul risultato finale.
Aspettiamo che si presenti l'occasione giusta e finalmente dopo qualche sera a casa lo apriamo.
Stavolta
Alessandro, gestore dell'enoteca La
Cantina, ci sottopone il Montefalco DOC Rosso Santambrà
2003, 65% Sangiovese, 20% Cabernet Sauvignon Merlot, 15% Sagrantina,
dell'azienda Tiburzi Cantine, di Perugia.
Stappato, notiamo una certa risalita del vino che però non pregiudica il tappo. Nessun odore di muffe anzi si avverte un piacevole vinoso.
Nel bicchiere abbiamo un rubino carico con note violacee, secondo me. Il profumo per la verità è poco intenso, con sentori floreali in cui predomina la viola mentre faccio fatica a sentire la mangolia che mi aspettavo. La frutta rossa è costituita principalmente da amarene, fragole e mirtilli. In movimento la frutta aumenta la sua presenza, in particolare i mirtilli.
Ricevere
una bottiglia di vino da degustare con calma a casa, in una delle tante
nostre cenette, è una cosa che ci fa sempre piacere, quindi inizio
questa recensione ringraziando Piero Radici di VisualDream,
che ci ha regalato qualche tempo fa questa bella bottiglia di Franciacorta
Brut Ronco Calino dell'Agricola
Ronco Calino di Adro (BS).
Lo abbiamo aperto una sera con Alessio, facendo esperimenti di affumicatura del pesce. Si tratta di una recensione a tre, quindi, di cui possiamo riassumere il risultato finale. Il vino l'avremmo pagato volentieri, dato che c'è decisamente piaciuto. Speriamo di poter assaggiare presto la nuova produzione, un rosato di cui ci hanno già detto bene.
Anche se per i puristi del vino a volte conta meno, vorrei iniziare con una nota positiva sul look. La bottiglia è decisamente bella, con una etichetta semplice, quasi minimale. Già dall'immagine generale si percepisce un certo carattere. Ci piace anche la scelta di posizionare in basso l'etichetta. Un package, in sostanza, che lo configura anche come un bel regalo.
Veniamo al dunque, comunque 
Facendo
la recensione
del Foja Tonda 2004, nell'ambito dell'iniziativa Vino
dei blogger #4: Foja Tonda, avevo scritto che ci sarebbe piaciuto
assaggiarlo con qualche anno di invecchiamento in più. La curiosità
nasceva anche per il fatto che Antonio
Tombolini era del parere che il vino potesse essere al punto di
massima espressione, mentre tutti gli altri blogger sembravano orientati
verso la possibilità di una vita più lunga ed una evoluzione
migliorativa.
Molto gradito, quindi, c'è arrivato l'invito di Albino
Armani a partecipare ad una cena con degustazione verticale 