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Articoli della categoria Vini e liquori

scritto da copertina75 il 29.01.10

Chi fosse dalle parti di Roma questo week-end e volesse entrare nel mondo dei vini naturali degustandone alcuni, può parteciapre alla seconda edizione della manifestazione Vini Naturali nella nostra bella capitale.

Parteciperanno circa 90 aziende vinicole che aderiscono a varie associazioni quali Vini Veri, VinNatur, Triple "A", Renaissance Italia oltre ad alcuni indipendenti.

I vini naturali vengono prodotti con metodi ecocompatibili e con tecniche enologiche che cercano di limitare o di eliminare del tutto l'uso di additivi.

A Roma si potranno degustare il 30 e 31 gennaio, dalle ore 13,00 alle 20,30 e il 1 febbraio dalle ore 10,00 alle 14,30 presso l'Hotel Columbus in via della Conciliazione 33. Il biglietto per 1 giorno costa 20,00 €, mentre l'abbonamento per 2 giorni 32,00 €.

scritto da copertina75 il 29.10.09

Oggi vi riporto una notizia che è più una curiosità.

Secondo uno studio della Johannes Gutenberg University in Germania, sarebbe il PH e il tempo in cui il vino rimane in bocca ad aggredire lo smalto dei denti. Più il vino è acido e peggio è. Il vino bianco in questo caso è l'incriminato però gli stessi studiosi fanno sapere che si possono prendere degli accorgimenti di cui uno davvero goloso.

A fine pasto, se si è bevuto del vino con un alta acidità, possiamo evitare che lo smalto dei nostri denti venga danneggiato mangiando del formaggio. Controbilanciare gli effetti negativi del vino bianco con le alte percentuali di calcio contenute nel formaggio non è una soluzione malvagia, direi anzi gustosa, forse un po' calorica

scritto da copertina75 il 22.10.09

La bottiglia di Cannonau Costera di Argiolas bevuta in coccasione del Maisazi Night.Mi scuso con Angelo, avrei dovuto pubblicare questa recensione più di un mese fa, ma le tante cose da fare non mi avevano lasciato lo spazio.

Questo Cannonau Costera 2007 dell'azienda Argiolas è stato uno dei vini che Everywine aveva offerto da accompagnamento al Maisazi Night e che gli ospiti avranno assaggiato.

Sicuramente un vino che rispecchia l'anima della terra sarda con una buona struttura e un gusto intenso e profondo.

Il colore è un rosso rubino carico.

Al naso si colgono le note di ciliegia matura, lampone, mirtillo e le spezie come il pepe bianco, la vaniglia e il chiodo di garofano. Già all'olfatto si sentono leggermente i tannini che emrgono dalle note lievi di raspo. In movimento non si apre molto, ma emerge una nota di violetta.

In bocca i tannini sono presenti, ma non invasivi ed eccessivi. La buona acidità e la struttura donano una sensazione di omogeneità e rotondità alla bocca. La lunghezza retrogustativa è buona, con una persistenza sufficiente.

scritto da copertina75 il 25.02.09

Ho assaggiato per la prima volta questo Veneto Rosso IGP nell'enoteca dove lavora mio fratello, me lo aveva versato senza che sapessi di che vino si trattasse. Mi era piaciuto molto e quando avevo saputo che era dell'azienda Dal Maso, mi ero ripromessa di chiedere a Nicola, il suo proprietario, di mandarmi una bottiglia per degustarlo con calma a casa.

Nicola è stato molto gentile e mi ha inviato una bottiglia di Terra dei Rovi 2006 per la mia degustazione.

Il colore è davvero bello, un rosso rubino brillante che racchiude nel bicchiere note violacee e note aranciate insieme. Al naso un forte sentore di fragola, ciliegia e mora mature oltre  ai sentori terziari di pepe nero e vaniglia.

scritto da copertina75 il 14.11.08

Non sapete che fare domenica? Abitate nella zona del bergamasco? Se entrambe le risposte sono sì, potete approfittare dell'iniziativa "Andar per Vigne" promossa dal Consorzio Tutela Valcalepio in sinergia con Agripromo Bergamo.

Durante il giorno si potranno assaggiare i vini e i prodotti del territorio, visitare le cantine ricevendo spiegazioni dettagliate sulle lavorazioni e, in alcuni casi, avere la fortuna di assistere a una di esse.

Una bella occasione per gustare alcuni prodotti del nostro territorio e conoscere meglio una realtà importante come le aziende vitivinicole in Italia.

scritto da copertina75 il 29.08.08

Una bella occasione per degustare uno dei vini più famosi della nostra penisola, l'Amarone della Valpolicella. Il 6 settembre 2008 vi sarà la possibilità di assaggiare più annate di questo ottimo vino provenienti da 4 diverse aziende che hanno tutte i loro vigneti sull’altura di San Briccio, una collina della Valle di Mezzane.

La location è la Villa Verità Fraccaroli a Lavagno in provincia di Verona. Non ci sono mai stata, ma dalle foto sembra essere molto bella. Ogni produttore porterà le due annate che più rappresentano la sua storia produttiva. Vi sarà la possibilità di degustare le annate dal 1997 sino al 2004. Le aziende che porteranno il loro Amarone sono Roccolo Grassi, Campo dei Gigli Tenuta Sant’Antonio, Grotta del Ninfeo ed Ernesto Ruffo.

scritto da copertina75 il 22.07.08

Saremo anche noi alla manifestazione Galà del Gusto, a Cannobio sulle rive del Lago Maggiore il 28 luglio. Purtroppo lo scorso anno non eravamo potuti intervenire, ma l'anno precedente ci era piaciuta molto.

In una piazzetta carinissima che si affaccia sul lago vi saranno espositori di vino e prodotti tipici gastronomici. Per tutte le informazioni potete visitare il sito www.galadelgusto.com.

Se qualcuno pensa di venire ci faccia un fischio.

scritto da copertina75 il 12.05.08

Nel nostro tour al Vinitaly avevamo assaggiato alcuni vini che ci erano particolarmente piaciuti. Non riuscendo a fare una degustazione con calma e tranquillità, avevamo chiesto di poterne ricevere a casa una bottiglia.

Così, qualche giorno fa, ci è arrivato Passion, un Pinot Bianco 2006 della Cantina San Paolo dell'Alto Adige. Non sono amante del Pinot, ma questo in particolare mi aveva colpito per l'eleganza olfattiva. Il colore è un giallo paglierino scarico con note verdognole. Al naso subito forte il muschio, erba tagliata, ananas, mela Stark (fradefra aggiunge farinosa), note di bouquet di fiori bianchi, ma anche melone bianco, nespola, buccia di limone e una leggerissima nota di vaniglia. Il profumo non è intenso, ma ampio ed elegante.

scritto da copertina75 il 25.04.08

Questo week-end con fradefra saremo a Volta Mantovana alla Mostra Nazionale dei Vini Passiti e da Meditazione. Sto scoprendo, che ormai, ogni fine settimana ci sarebbe una degustazione di vino in qualche paese italiano, così come mostre o feste collegate al vino, cantine aperte e così via.

Sono contenta che abbiano scelto come location il Palazzo Gonzaga di Volta Mantovana, non ci sono mai stata, ma credo che possa essere molto bello. Il connubio vino e architettura mi affascina e credo che i due elementi si sposino bene. Le degustazioni organizzate in Villa La Favorita a Sarego, le ho apprezzate molto. Degustare un buon vino in una bella sala affrescata non è come farlo in una sala di un hotel, molto più sterile e meno coinvolgente. D'atro canto, più sensi vengono stimolati, non solo gusto e olfatto quindi, ma anche vista e tatto, più l'esperienza si arricchisce di significato.

scritto da FabioDellOrto il 24.04.08

In occasione del recente Vinitaly 2008 Iri ha stilato una classifica con i vini DOC, DOCG e IGT più venduti nella GDO nel corso del 2007.

Chianti, Montepulciano e Nero d'Avola si sono aggiudicati le prime tre posizioni, in verità non è una novità in quanto questi tre vini ormai da tempo sono tra i più venduti e seppur il chianti da tempo ha dato segni di stanchezza, attualmente non si intravedono altri vini in grado di detronizzarlo.

Ovviamente ci sono dei vini emergenti, alcuni con tassi di crescita sensibilmente significati, come per esempio il Negroamaro del Salento, il Morellino di Scansano e la Falanghina del Sannio.

scritto da copertina75 il 01.04.08

Eccoci giunti alla conclusone del progetto Incontriamo le aziende vinicole partito lo scorso anno. Avevo già parlato di quanto il progetto mi fosse piaciuto, di come l'esperienza sia stata molto affascinante e del fatto che abbia potuto crescere sul piano conoscitivo e umano nel precedente post Incontriamo le aziende vinicole: una bella esperienza.

Il quadro che se ne ricava è sostanzialmente una poca propensione verso la pubblicità in generale, sia di tipo tradizionale, sia on-line. Le motivazioni sono tutte raccolte nel documento finale e si possono riassumere con alcune parole chiave:

  • tradizione
  • lavoro in cantina
  • qualità del prodotto
  • poca informazione
scritto da fradefra il 31.03.08

Finalmente ci siamo, sono riuscito a berla. Conosco il birrificio 32 ® Via dei birrai da quando frequento l'Enoteca Ognibene di Lonigo, di cui vi ho accennato nel mio post Degustiamo la Birra Artigianale 32 Via dei birrai. Dato che non avevo voglia di aspettare e che questa, l'Atra, non l'avevo provata, l'enoteca mi ha fatto un piccolo omaggio, ed eccomi qui.

L'Atra è una birra al doppio malto dal colore scuro, tonaca di monaco, con morbida schiuma che resta a lungo e si rigenera con un leggero movimento del bicchiere.

Il profumo è di liquirizia, caffè, cioccolato fondente, con un contorno di note tostate che poi ritroviamo anche in bocca.

Il sapore leggermente amarognolo ricorda ancora la liquirizia, mentre una vaga nocciola si percepisce in lontananza. Facile la bevuta, nonostante il colore possa ingannare, il contatto con la schiuma è gradevolissimo per la sua morbidezza, quasi al pari di quella sottile del caffè.

La bocca è piena, senza eccessi di alcool o di acidità. La soddisfazione è piena.

scritto da copertina75 il 17.03.08

Le interviste con le aziende vinicole sono ormai giunte al termine e in questi giorni mi accingo a scrivere la relazione finale in cui metterò in luce i fenomeni maggiormente interessanti che ne sono emersi. Ovviamente alcuni di essi rispecchiano la maggior parte delle aziende vinicole medio piccole, altri sono più vicini ad alcune di esse e magari meno ad altre.

Al di là di ciò che ne ricaverò a livello di informazioni, è stata davvero una bella esperienza. Ho potuto confrontarmi con varie figure del mondo vinicolo, dall'enologo all'agronomo, dall'addetto marketing (che difficilmente però faceva solo quello ) al proprietario, che spesso rimane più in cantina che in ufficio a "dirigere" l'azienda e altro ancora.

Ogn'uno di essi mi ha dato qualcosa, sono cresciuta, e non solo perchè ho appreso informazioni sul vino che prima non conoscevo e potuto visitare ben 10 diverse cantine, ma perchè spesso c'era uno scambio di idee e di vedute sul mondo del vino e non solo, che ha reso il tutto umanamente molto bello.

scritto da fradefra il 13.03.08

Bevo l'Aperol ® da quando ero ragazzino e da allora è uno dei miei liquori preferiti. Servito come aperitivo o come parte di altri cocktails, penso che sia una delle più riuscite creazioni del ventesimo secolo.

Stessa cosa per quanto riguarda il Prosecco, ovviamente se parliamo del Prosecco vero, cioè quello fatto nella zona del Prosecco con uva Prosecco, meglio se in purezza. Già, perché il più delle volte non è così, purtroppo. Per tornare a noi, questo è uno dei degli spumanti che più mi piacciono. Lo bevo anche a tutto pranzo. Insomma, è uno dei miei vini.

Invece, trovo che lo Spritz sia il modo migliore per rovinare sia l'Aperol ® sia il Prosecco. Un vero disastro, che sta infestando il Veneto, anche se molti veneti ne vanno orgogliosi. Il bello è che si pensa di esportarlo nel mondo.

scritto da copertina75 il 03.03.08

Ultima tappa per l'ultima intervista della serie Incontriamo le aziende vinicole. Resto a Soave e vado da Pieropan, un'azienda storica del luogo. Non è difficile trovarla perchè è proprio in centro, in una corte davvero carina. Ad aspettarmi per l'intervista questa volta è Andrea Pieropan, che mi racconterà dell'azienda di famiglia. Come sempre sono curiosa di vedere la cantina e di ascoltare le storie che spesso si intrecciano con l'amore per il vigneto e il vino.

 

Azienda Agricola Leonildo Pieropan
Soave (VR)

 

Un'azienda che da ben 4 generazioni produce vino in bottiglia e che controlla la qualità, oltre che del prodotto, anche di ogni processo partendo dalla vigna e arrivando sino all'imbottigliamento. Il vino prodotto proviene solo da vigne di proprietà dell'azienda e non c'è nessuna acquisizione di uva e di vino. La filosofia aziendale è quella di produrre solo vini del territorio, senza cedere alle mode. Qualche anno fa i Pieropan hanno fatto una scelta coraggiosa dando il via alla produzione del Soave La Rocca, un vino sicuramente non facile, con un passaggio in legno, con un anno di affinamento in bottiglia e quindi con una commercializzazione posticipata nel tempo. Alla lunga però le soddisfazioni sono arrivate e le difficoltà iniziali sono state premiate. L'azienda produce il Soave Classico DOC, il Recioto di Soave e il Passito. Ultimamente sono stati comprati dei vigneti in Valpolicella e costruita una cantina per poter produrre del vino rosso e allargare il panorama dei prodotti da offrire ai propri clienti.

scritto da copertina75 il 22.02.08

Sono a Soave, bellissimo borgo di cui di recente ho visitato il Castello Scaligero. Mi vergogno un po', ci ho abiatato vicino per tanti anni e non l'avevo ancora visitato. Mi sembra strano e invece, la Cantina del Castello si trova in centro, sulla via principale del borgo. In realtà in una piccola traversa chiamata Corte Pittora all'interno di un palazzo del XIII secolo, la allora residenza dei conti di Sanbonifacio. Devo dire che il palazzo è molto carino e la corte anche. La persona che intervisterò è Laura Albertini.

 

Cantina del Castello
Soave (VR)

 

scritto da copertina75 il 14.02.08

Guardando il sito dell'Azienda Dal Maso, mi colpisce subito la strana forma rotonda della cantina. Sembrerebbe davvero bella e particolare, mi chiedo come sarà all'interno. Sono a Montebello Vicentino, nella zona del Gambellara. "Ehi Mariangela, ma resti sempre a Gambellara?". Lo so che state pensando questo! Che ci posso fare se nella zona di Gambellara ci sono tante aziende? Sono curiosa di conoscerle meglio e di capire cosa ne pensano del Web. Questa volta si tratta di un'azienda di dimensioni medie, più grande rispetto alle altre che ho intervistato. Producono ogni anno circa mezzo milione di bottiglie e ormai vendono solo quelle, niente vino sfuso. Il mio interlocutore sarà Nicola, figlio del fondatore dell'azienda Luigino Dal Maso.

 

Azienda Agricola Dal Maso
Montebello Vic.no (VI)

 

scritto da copertina75 il 06.02.08

Mi incuriosiva assaggiare questo Tocai della zona dei Colli Berici, un vitigno autoctono su cui l'azienda Dal Maso sta puntando. Quando Nicola Dal Maso mi ha chiesto cosa volessi e cosa mi piacesse ho risposto che preferivo qualcosa che rappresentasse l'azienda e che mi piacevano i vini barricati. La scelta, oltre al classico Gambellare e Recioto di Gambellara è ricaduta sul Colpizzarda, Tocai Rosso.

Lo assaggio prima di cenare assieme a fradefra. Il colore è un rosso rubino con note violacee. Sembrerebbe in effetti ancora giovane. Il profumo non è molto intenso ma ampio ed elegante. Io ci ritrovo la ciliegia sottospirito, la prugna e l'amarena in marmellata. Il legno dona al vino il profumo di vaniglia e un sentore appena percettibile di pepe. Fradefra dice che sente qualcosa di dolce, di marmellatoso, ma che non riesce ad identificare, conviene con me sulla ciligia, ma per lui è in marmellata e sulla prugna.

In bocca è piacevole, i tannini ci sono, ma non danno fastidio, si avverte una punta di amarognolo. Ha sicuramente una buona lunghezza retrogustativa, l'unica nota negativa è che forse manca un po' di struttura, ma è ancora in evoluzione e penso che potrebbe migliorare tra un paio di anni.

scritto da copertina75 il 04.02.08

Di nuovo a Gambellara, terra che ospita moltissimi vigneti e altrettante aziende. E pensare che è un piccolo paesetto nel basso vicentino, però grazioso, come altri paesi della zona dei Colli Berici. Si è vero gioco in casa, faccio un po' di promozione alla mia zona, ma meritata, vi assicuro. Graziano Maule mi sta aspettando nella sua azienda, la Vini Iseldo Maule , mi racconterà un po' della sua storia e poi via con le mie domande. Sarà pronto?

 

Vini Iseldo Maule e
Azienda Agricola Montecrocetta
Gambellara (VI)

 

scritto da copertina75 il 22.01.08

Dai Colli Berici, dove abito, ai Colli Euganei, dolci colline padovane che purtroppo non sono molto conosciute per la viticoltura.

L'azienda che sto andando a visitare, Borin Vini & Vigne , si trova immersa in questa zona, dove si possono trovare alcuni tra i luoghi preferiti da personaggi illustri quali Petrarca, Goethe, Foscolo, Byron e Shelley.

 

Borin Vini & Vigne
Monticelli di Monselice (PD)

 

La prerogativa dell'azienda è quella di essere ben radicata alle proprie radici territoriali con la consapevolezza di essere la patria adottiva del Bordolese. Lo stile infatti mira alla zona di Bordeaux, creando un'identità aziendale legata ai vini rossi Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. È stato documentato che questi vitigni erano presenti in questa zona già alla fine dell'800. La zona dei Colli Euganei è sicuramente differente da quella di Bordeaux, ma si presta bene alla buona riuscita del Cabernet e l'azienda si è impegnata a valorizzare al meglio questo vino. La tradizione prima di tutto, lasciando però un piccolo spazio anche alla sperimentazione. La linea dei prodotti include il Fior d'Arancio Spumante, un biotipo originale di uva Moscato giallo, da non confondersi con il più conosciuto Moscato bianco. Inoltre, l'azienda produce Chardonnay, Pinot Bianco, Prosecco biotipo Serprina e Merlot.

scritto da copertina75 il 10.01.08

Sono passate le feste da pochi giorni e ormai molti si saranno messi a dieta dopo l'abuso di dolci e alcool che caratterizza spesso questo periodo dell'anno. Molti avranno bevuto dei buoni vini, visto che si trattava di giorni di festa, giorni particolari, dove le famiglie si ritrovano e hanno voglia di stare assieme; occasioni in cui si compra una buona bottiglia di vino oppure si stappa quella che ci hanno appena regalato o quella che aspettavamo da tempo di aprire.

Il vino è spesso un dono piacevole da regalare e soprattutto da ricevere. Non facile spesso indovinare i gusti, ma un buon vino, equilibrato non è mai spiacevole. Magari non sarà il vino che la persona che lo riceve preferisce, ma non potrà fargli davvero schifo. Assicuratevi, in ogni caso, che la persona a cui state facendo il regalo non sia astemia.

scritto da copertina75 il 03.01.08

Sono arrivata anche in Valpolicella. Non potevo non include nelle mie interviste un'azienda di questa splendida zona veronese. Per non parlare dell'ottimo prodotto, famoso in tutto il mondo, che qui nasce; sto parlando ovviamente dell'Amarone.

Essendo negata con l'orientamento e le strade in genere, ho fatto un po' fatica a raggiungere S.Ambrogio di Valpolicella e anche l'Azienda Agricola Boscaini Carlo che è alla fine di una piccola e ripida stradina di collina. Però, quando sono arrivata, ho capito che ne era valsa la pena. Il posto è davvero magnifico, c'è una bellissima vista delle colline tutte attorno, ovviamente coltivate a vigneto. Poco più in su Carlo Boscaini mi indica il piccolo paese di San Giorgio e mi dice che vengono addirittura dalla Norvegia a visitarlo. Incredibile, io non lo conosco e non ne ho mai sentito parlare. È sempre così, mi dico, le cose vicine non si apprezzano mai! Intanto il sig. Boscaini mi sta facendo segno di seguirlo in cantina e io ben felice lo seguo, assaporando le dolci note delle uve che stanno appassendo proprio a due passi da me.

scritto da copertina75 il 21.12.07

Un regalo di Natale da mettere sotto l'alberello. Anzi, vi consiglio di scartarlo subito: buona lettura.

Qualche giorno fa sono stata accolta gentilmente in casa Zonin (intendo ovviamente l'azienda e non la casa privata) da uno degli enologi più importanti del nostro paese, il dott. Franco Giacosa. Inizialmente il dott. Giacosa mi ha fatto da guida nelle cantine di affinamento e nel museo dove sono descritte le 11 tenute dell'azienda e poi non mi sono fatta scappare una capatina veloce nella zona dedicata all'imbottigliamento e quella dedicata alla pigiatura delle uve.

Successivamente abbiamo degustato 3 vini bianchi: il Vermentino di Rocca dei Montemassi, il Fiano (pugliese) di Masseria Altamura, il Tamanìs di Cà Bolani e 3 rossi: il Riesi del Feudo Principi di Butera, il Sassabruna di Rocca di Montemassi e l'Alturio di Cà Bolani. Notevoli le differenze tra i bianchi così come tra i rossi, mi sono piaciuti tutti, quale per la freschezza, quale per la struttura, quale per l'aromaticità. È seguito il pranzo, a cui si sono aggiunti il dott. Franco Zuffelato, che si occupa delle relazioni esterne e Lorenzo Zonin, con cui ho parlato di Web Marketing.

Infine il dott. Giacosa mi ha concesso una lunga intervista. Lo ringrazio molto per essersi prestato, visto le mie numerose domande, ben 14! Di seguito vi riporto l'intervista praticamente in versione integrale.

scritto da copertina75 il 19.12.07

Quante volte passando dall'autostrada guardavo la struttura ad archi che mi appariva nelle vicinanze di Soave e mi chiedevo cosa fosse. Fino a quando, a lettere cubitali, apparve la scritta "Wine Shop", ecco, mi dissi, vendono vino! In realtà ho scoperto da poco essere un'azienda vinicola. Sto parlando di Monte Tondo e se passate sulla A4 all'altezza del casello di Soave la vedrete stagliarsi sui colli vicini. Ero molto curiosa di visitarla proprio perché per molto tempo l'avevo sempre vista da lontano e mi era piaciuta. Ed ora eccomi qui con Marta Magnabosco che mi fa da guida nella cantina dell'azienda di famiglia.

 

Azienda Agricola Monte Tondo
SOAVE (VR)

Ci troviamo ancora a Soave, terra vocata al vino sin dall'antichità. L'azienda agricola Monte Tondo nasce nel 1979 e prende il nome da uno dei monti in cui possiede dei vigneti. La cantina rinnovata e il Wine Shop arrivano dopo, nell'85 la prima e nel 2000 la seconda. La filosofia aziendale è quella di vinificare soprattutto in acciaio per non modificare troppo il vino e creare un buon prodotto senza aggiungere elementi estranei. Inoltre, l'azienda sta tentando di far riscoprire le doti dell'uva Garganega producendo e facendo assaggiare vini in purezza (Garganega 100%). Il loro prodotto di punta è il Soave DOC Classico, ma la gamma si amplia anche con il Soave Superiore DOCG Classico, il Cabernet Sauvignon IGT, il Valpolicella DOC, l'Amarone della Valpolicella DOC Classico, il Recioto di Soave DOCG e il Recioto di Soave Spumante DOCG.

scritto da copertina75 il 13.12.07

Vorrei sottoporvi un piccolo sondaggio.

Quando andate a comprare una bottiglia di vino, avete già idea del tipo o della marca da acquistare oppure fate la scelta direttamente in enoteca o al supermercato?

Un grazie in anticipo a chi vorrà rispondere :-)

scritto da copertina75 il 11.12.07

Innamorata del Recioto di Gambellara non ero ancora riuscita ad assaggiare un Recioto di Soave che riuscisse ad equipararlo. Fino a quando Laura Rizzotto dell'Azienda Agricola Balestri Valda mi invita, con una sua bottiglia, ad assaggiare il suo. Un Recioto di Soave 2002. Laura mi racconta del lungo appassimento delle uve in un locale con ventilazione naturale, degli anni in barrique e infine dell'affinamento in bottiglia. Un lungo periodo di sacrificio e amore che mi predispone bene all'assaggio.

Rimango soddisfatta, le mie aspettative sono ampiamente confermate. Il colore ambrato ricorda il rum, ammaliante e seducente. Il profumo non troppo intenso e invadente, è ampio e caloroso, ti avvolge con le sue note di dattero, frutta secca, vaniglia, caramello e cacao in sottofondo.

In bocca le note tostate si fanno più intense, mentre la lunghezza retrogustativa è piuttosto buona. Con i formaggi l'accostamento è superbo. L'ho assaggiato con il formaggio di fossa, un Ubriaco al Barolo e uno Stravecchio di Asiago. Penso che l'accostamento migliore sia con l'Ubriaco, probabilmente per una sorta di concordanza di aromi.

scritto da copertina75 il 07.12.07

Sono a Soave per la terza intervista della serie Incontriamo le aziende vinicole. Dopo alcuni tornanti e lasciato il Castello alle spalle arrivo alla cantina della famiglia Rizzotto, l'Azienda Agricola Balestri Valda. Rimango colpita dal panorama, bellissimo davvero, vedo tutta la valle e il Castello di Soave da qui. Faccio i complimenti a Laura Rizzotto che intanto mi raggiunge e mi accoglie gentilmente negli uffici dell'azienda. Prima dell'intervista non posso perdermi una visitina in cantina e alla taverna che l'azienda usa per le degustazioni. Quest'ultima mi piace molto e trovo decisamente carino il fatto che nella stanza accanto, separata solo da una porta a vetri, vi sia la stanza che accoglie le barrique. Io la trovo molto affascinante, tutte queste barrique in fila, ordinate, bellissime. E' giunta l'ora dell'intervista, anche se io avrei voluto fermarmi un altro po' qui. Tornerò di sicuro per qualche degustazione.

 

Azienda Agricola Balestri Valda
SOAVE (VR)

L'azienda si trova sui colli a nord di Soave. Qui il terreno è di origine basaltica con una componente sabbiosa piuttosto importante e un clima mite e generoso, inoltre l'esposizione a sud riesce a dare molto sole alle uve e a far concentrare al loro interno lo zucchero. Le uve coltivate sono la Garganega e il Trebbiano di Soave. Quest'ultimo è stato recuperato come vitigno autoctono dall'azienda. Il metodo di coltivazione in cui crede l'azienda è detto a Guyot, la vite è più aperta e quindi più esposta all'irraggiamento solare, vi si lasciano pochi grappoli per ottenere una qualità maggiore. I vini che produce Balestri Valda sono il Soave Classico DOC, il Lunalonga, un Soave esclusivamente prodotto dall'azienda, il Sengialta, un Cru, lo Scaligio, un Rosso del Veneto IGT, il Recioto di Soave DOCG, il Soave Brut e il Recioto di Soave Spumante DOCG.

scritto da copertina75 il 28.11.07

Eccoci alla seconda delle interviste legate al progetto Incontriamo le aziende vinicole. Questa volta ci troviamo a Gambellara (VI), patria del famoso Recioto, forse un po' meno conosciuta rispetto al Soave e alla Valpolicella.

 

Azienda "Menti Giovanni"
GAMBELLARA (VI)

Siamo sulla strada del Recioto di Gambellara, le colline dolci di origini vulcanica sono una bella cornice per le aziende vinicole di questa zona. Una tra queste è l'azienda Menti Giovanni. La sua storia risale all'inizio del '900 quando la famiglia si insediò in questa zona. L'azienda nasce proprio grazie all'esperienza nella vigna e in cantina di ben tre generazioni. Il metodo è quello tradizionale, l'azienda punta sulla qualità, per esempio l'uva destinata al Recioto o al Vin Santo è appassita su picai proprio come si faceva una volta. Questo procedimento è sicuramente costoso, ma in questo modo le uve difficilmente ammuffiscono a tutto vantaggio della qualità del vino. Una bella torre del ''700 ospita l'uva Garganega durante l'appassimento assieme alle picccole barrique di Vin Santo, ovvero i caratelli. Oltre ai passiti, l'azienda produce Gambellara DOC Classico, con tre diverse linee, il Paiele, il Riva Arsiglia e il Monte del Cuca. L'anno prossimo uscirà un nuovo prodotto, uno spumante.

scritto da fradefra il 27.11.07

Come vi avevo detto nel post Cesti Natalizi 2007: fatevi sotto, abbiamo intenzione di segnalare qualche prodotto interessante, grazie alle segnalazioni che ci arrivano dai relativi produttori o venditori ed ovviamente anche in virtù degli assaggi che quotidianamente facciamo.

Ovviamente non potevamo perderci le proposte di Everywine.biz.

scritto da copertina75 il 22.11.07

Accetto la sfida del loste per il vino dei blogger numero 12. Questa volta è di scena un vino da meditazione, un passito o un muffato. Ho scelto un passito rosso, di solito preferisco i bianchi, ma questo vino me lo consigliano, mi dicono che è un vino particolare, differente dai soliti passiti. Va bene, lo provo. Le sfide mi piacciono e cambiare pure. E' il Sommo 2005 Marche IGT dell'azienda Colli di Serrapetrona, 100% Vernaccia nera appassita secondo il metodo tradizionale per 4 mesi.

L'ho bevuto insieme a fradefra qualche sera fa. La cena è dedicata alle castagne, ma abbiamo il presentimento (che si rivela poi effettivamente giusto) che il vino non si sposerà a dovere. Beh pazienza. L'enotecario mi ha consigliato di assaggiarlo con del cioccolato e quindi mi munisco di pezzetti di cioccolato fondente al 70% di Amedei.

Ho il vino nel bicchiere. Il colore è un rosso rubino con note violacee. Il profumo cattura la mia attenzione. E' ampio e abbastanza intenso, colgo subito le note di marasca matura quasi in marmellata, il mirtillo e poi le note del legno, vaniglia, chiodi di garofono, cannella, pepe. Si percepisce la nota piccante nella parte alta del naso, inoltre, mi sembra di sentire un biscotto o una torta che faccio risalire alla nota tostata proveniente dal legno. Un leggero sentore di liquirizia mi solletica il naso.

scritto da copertina75 il 31.10.07

Gli esperti di sicuro sapranno già ciò che sto per riportare di seguito e quindi li invito a chiudere questa pagina e a passare ad altro ;-P
Per tutti coloro che invece volessero continuare a leggere vorrei condividere alcune precisazioni di tipo semantico sul mondo vitivinicolo (ultimamente uso spesso questo termine perchè mi piace anche se il dizionario non la riporta. Vabbe, che ci volete fare, anch'io ogni tanto dico qualcosa che so che "fa figo").

Scrivo questo post dopo aver consultato il dizionario De Mauro proprio perchè io stessa volevo togliermi definitivamente alcuni dubbi.

Qual'è la differenza tra ENOLOGO ed ENOTECNICO? Partiamo dalla parola ENOLOGIA. Il De Mauro riporta la seguente definizione "lo studio delle caratteristiche dei vini, dei loro modi di produzione, conservazione e invecchiamento". L'ENOTECNICA invece è "la tecnica della vinificazione" e per vinificazione si intende il processo che trasforma il mosto in vino. Quindi l'enologo è una figura che ha competenze più ampie rispetto all'enotecnico. Il suo spettro d'azione inizia in vigna fino ad arrivare all'affinamento del vino. L'enotecnico invece si occupa solo dalla fase di trasformazione del vino, quindi di uno specifico segmento della produzione dello stesso. E' ovvio che dico ciò senza nulla togliere agli enotecnici, essendo essi professionisti fondamentali nella realizzazione di un vino di buona qualità e soprattutto visto la fase delicatissima di cui ogni giorno si occupano.

scritto da copertina75 il 23.10.07

Arriviamo all'entrata di villa La Favorita a Sarego con un bus navetta che fa la spola tra il parcheggio nella zona industriale e la villa, sede della prima edizione di DolceVi, l'evento organizzato dalla Camera di commercio di Vicenza assieme al Consorzio Vini Vicentini. Nota estremamente positiva, visto che sono ormai le 14.30 e i pochi posti vicino alla villa sono ormai tutti occupati.

Siamo in ritardo e quindi ci affrettiamo ad accreditarci, ci dicono che il Wine Tasking sta per cominciare nella sala sottostante. Ci affrettiamo, ma prima intravediamo due conoscenti noti nel modo vitivinicolo, Aristide ed Elisabetta Tosi. Un saluto molto veloce perchè la degustazione guidata di ben 12 vini dolci di ottimo livello ci attende. Arriviamoooo. Eccoci, la sala è veramente incantevole, soffitti a volta con varie colonne con mattoncini a vista, un incanto. Purtroppo, molti giornalisti hanno già occupato i posti più vicini e noi dobbiamo accontentarci di quelli più lontani. E qui la prima nota negativa, ai produttori o a chi rappresenta l'azienda non viene dato un microfono, con la conseguenza che noi, e tutti coloro che non stanno loro vicino, non sentiamo bene. Ci diciamo che è meglio concentrarci sulla degustazione dei vini. Direi che questo evento cade proprio a fagiolo, in quanto purtroppo non potremo partecipare alla serata del nostro corso di degustazione dedicata ai vini dolci.

scritto da copertina75 il 16.10.07

Sono proprio contenta di poter scrivere di questa bella iniziativa che si svolgerà, diciamo pure, a "casa mia". Siamo a Monticello di Fara nel comune di Sarego in provincia di Vicenza, dove il prossimo week-end, 20 e 21 ottobre, si terrà la prima edizione di DolceVi, manifestazione dedicata ai vini dolci italiani, all'interno di una splendida villa palladiana, Villa La Favorita.

Si potranno degustare oltre 270 vini provenienti da tutta Italia: passiti, vini da vendemmie tardive, vini fortificati, icewine dei migliori produttori selezionati dal Consorzio Vini Vicentini DOC.

L'evento è organizzato dalla Camera di commercio di Vicenza, da Vicenza Qualità, azienda speciale della Camera di commercio di Vicenza, dalla Provincia di Vicenza e dal Consorzio Vini Vicentini Doc.

scritto da fradefra il 13.10.07

Altri prodotti, quelli tipici siciliani che Mosto e Miele ci ha inviato settimana scorsa. Due tipi di pasta, una confettura di melone, un liquore di fichi d'india, capperi di pantelleria ed un tonno sottolio artigianale.

Proprio di questo vorrei parlarvi, perché l'abbiamo già spazzolato
Sodo, in pezzi ben tagliati, immerso in un buon olio che non ne copriva il gusto, io e copertina75 non ci siamo fatti pregare e l'abbiamo subito finito. Se non avete mai assaggiato un buon tonno, è il caso di iniziare.

scritto da copertina75 il 11.10.07

Abbiamo ricominciato da poco il corso di degustazione del vino, ve ne avevo parlato nel post Corso degustazione del vino a Padova - Prima serata. Quest'anno ci sentiamo più sicuri, durante l'anno abbiamo assaggiato e degustato diversi vini di buona qualità. Non è così facile riconoscere gli odori e i sapori, ma fradefra e io ci divertiamo a cercare di scoprirli prima che Fabrizio Penna, l'istruttore, faccia la degustazione. Ogni tanto "ci imbrocchiamo" altre volte no. Dopotutto ogn'uno sente cose diverse in riferimento alla sue memoria percettiva, anche se alcuni profumi sono più caratteristici di un vino piuttosto che di un altro e questo un bravo degustatore dovrebbe impararlo. Beh, siamo lì apposta per imparare, no?

scritto da copertina75 il 26.09.07

Ieri sera, fradefra ed io, abbiamo ricominciato il corso di degustazione del vino. La location non è in città, ma in un paesino appena fuori Padova, Selvazzano Dentro. Per noi che veniamo da Orgiano è molto comodo, con stradine interne ci mettiamo una mezz'ora circa. Fradefra è curioso e chiede a Fabrizio Penna, il responsabile dei corsi di Enotime, come mai abbia scelto un hotel fuori Padova e se non fosse un problema per gli allievi. Fabrizio ci dice che l'hotel Piroga, che è anche un centro congressi, è molto conosciuto a Padova e dintorni e che comunque il target a cui si rivolgono sono persone della zona. Inoltre la strada Euganea, dove è situato l'hotel, mentre di giorno è trafficatissima di sera è libera e molto comoda da percorrere.

scritto da fradefra il 05.09.07

Molto volentieri, dopo alcune puntate di latitanza, raccolto l'invito alla partecipazione al Vino dei blogger #10 di Via Freud 33, per parlavi di un carissimo amico, Gianluigi Orsini

Lo premetto, sarò di parte . Gianluigi è una persona speciale, partner di maisazi.com in varie attività, persona dal cuore grande come una casa, non solo produttore di vini, ma grande amante della cultura, profondo conoscitore della vigna, del terreno, della storia.

Nel comune di Asti, Gianluigi Orsini produce meno di diecimila bottiglie all'anno, tra cui una Barbera Classica, una Barbera barricata chiamata La Bimba, una Barbera del Monferrato rifermentata chiamata La Tridesca, un Moscato Spumante di nome Papillon, un Moscato fermo barricato chiamato il Lieto Romore, ed una Barbera chinata.

scritto da fradefra il 01.09.07

Ho gli occhi chiusi e nella mia mente passano immagini di pirati, velieri armati di cannoni si affrontano nei mari del Caribe, intanto che una mano uncinata lancia i suoi uomini all'assalto.
Pare di sentire i colpi, il fruscio della palla che vola nell'aria ed il fragore delle mura che crollano. Nell'aria l'odore della polvere da sparo, i fumi dei fuochi, il sentore dei detriti e ovunque un forte profumo di rum.
Sì, ecco, proprio questo mi pare di sentire, il profumo di un rum che sa di cioccolato, quasi dolciastro anche se alcolico, come nella migliore tradizione della famiglia Demerara, che in Venezuela produce il suo nettare superalcolico.

Invece sono in salotto, col naso nel mio grande calice pieno del Marsala Superiore Riserva che Marco De Bartoli ha tenuto nelle sue botti a Samperi per ben dieci anni a maturare, per regalarci queste splendide sensazioni

Non è un vino, non è un liquore, è qualcosa di più. È come un film su grande schermo che ti scorre davanti portando in vita ricordi che credevi persi, immagini di paesi lontani, odori, colori e sapori di cose antiche, custodite con amore e cura.

scritto da fradefra il 11.08.07

Dei tre vini che l'enoteca on-line Everywine ci ha inviato per l'articolo sugli imballi, l'Emilia IGT Pignoletto Permartina 2004 è fuori da ogni dubbio quello che mi è piaciuto di più. Non molto, moltissimo

A parte le considerazioni sul vino in sé, sull'individuazione delle sue caratteristiche oggettive e sul suo stato, per fortuna abbiamo ancora diritto di avere un nostro gusto. Indipendentemente da tutto, quindi, ci permettiamo di dire se un vino ci è piaciuto o no, ovviamente con la premessa che si tratta di un parere assolutamente personale e soggettivo.

In questo caso, comunque, il vino è piaciuto moltissimo sia a me sia a copertina75. Comunque, passiamo alla sua descrizione

scritto da fradefra il 08.08.07

Strane le coincidenze della vita. Proprio qualche giorno prima di trasferirci ad Orgiano ed aprire l'ufficio a Lonigo (città del vino), Angelo dell'enoteca on-line Everywine ci regala un Veneto Rosso IGT 2005 dell'Azienda Agricola Inama di San Bonifacio, praticamente il paese confinante. Insomma, il primo vino della nostra zona, lo beviamo quasi casualmente. Grazie Angelo

Questa bottiglia Angelo ce l'aveva spedita per le prove dell'imballo dei vini di cui vi abbiamo già scritto. Lo avevamo tenuto a riposo un po' per fargli assorbire il viaggio ed ecco finalmente le nostre impressioni.

Come premessa, dall'etichetta leggiamo che il vino è ottenuto da uve Carmenere, Merlot e Raboso. Partiamo appena un po' prevenuti perché il Merlot piace poco sia a me sia a copertina75. Comunque qui dovrebbe essercene poco. Questione di gusti, comunque, perché molti tra i grandi vini hanno il Merlot nell'uvaggio e ben lo sappiamo.

scritto da copertina75 il 07.08.07

La notte di San Lorenzo, le stelle, il vino. Una serata magica.

Anche quest'anno torna la manifestazione Calici di Stelle organizzata dall’Associazione Nazionale Città del Vino e dall‘Unione Italiana Astrofili che si svolge contemporaneamente in molti comuni d'Italia a forte vocazione vinicola.

Sotto uno splendido cielo stellato, sempre che il tempo lo permetta, si potranno degustare i vini della produzione locale e assistere a spettacoli musicali, danzanti e teatrali.

scritto da fradefra il 26.07.07

Ultimo vino della carellata dell'Agricola Ronco Calino, stavolta abbiamo il Franciacorta DOCG Brut Rosé Radijan, fortemente consigliatoci da Piero Radici che ce lo ha donato. Questo vino, secondo lui, fa molto poco notare i lieviti, che a lui piacciono poco. Ci accingiamo all'assaggio con una certa curiosità, quindi.

La foto è stata scattata prima di seguire il corso di fotografia. Non state subito a criticare i riflessi, quindi . D'altro canto, visto che il vino l'avevamo già bevuto e la bottiglia buttata, non potevo stamattina rifare la foto. Di foto da pubblicare scattate con la vecchia macchina fotografica ne ho ancora parecchie. Presto, però, arriveremo con le nuove. Dateci tempo

scritto da fradefra il 25.07.07

Sempre dell'Agricola Ronco Calino di Adro (BS), in rapida successione vi presento due vini, il cui primo è un Pinot Nero del Sebino IGT, l'Arturo 2003. Che centra la rosa? Nulla, ma era lì nei dintorni e mi piaceva l'abbinamento dei colori

Per inciso, la bottiglia la vedete poggiata sul tavolo della nostra vecchia cucina, appena lasciata a Cambiago. Ancora poche foto della stessa, nei prossimi giorni, poi passiamo alla cucina provvisoria che useremo in attesa che siano completati i lavori del Maisazi Lab.

Bando alle ciance, inizio col vino.

Tappo in perfette condizioni, nel bicchiere il vino si presenta rosso rubino carico.

L'odore è di amarene, mirtilli, con vago sentore catramoso, ricco di confetture e leggera vaniglia. In movimento si evidenziano note erbacee e floreali tra cui la viola.

scritto da fradefra il 18.07.07

Col pacco di cui vi abbiamo scritto nel post L'imballo per i vini di Everywine, Angelo ci aveva inviato alcuni vini, tra cui questo Montetucco DOC Sangiovese 2005 Terre dei Bocci.

Faccio subito una premessa, il vino di Everywine.biz stavolta non l'abbiamo degustato nel senso tecnico del termine, ma ce lo siamo semplicemente bevuto

Niente considerazioni sul profumo, sul gusto e sul colore, quindi. Come mai, vi chiederete quindi, io abbia deciso di aprire questo post. Presto detto. Il vino mi ha impressionato per una sua caratteristica che purtroppo non riscontro più facilmente.

scritto da fradefra il 29.06.07

Dopo il Franciacorta Brut Ronco Calino, abbiamo assaggiato anche il Franciacorta Brut Millesimato 2000, sempre dell'Agricola Ronco Calino di Adro (BS)

Il bollicine fa parte di una confezione con un altro rosè ed un rosso, di cui in seguito vi scriverò. La curiosità era alta perché Piero Radici che ce le aveva donate ce le aveva ottimamente descritte.

Decidiamo di lasciarlo un paio di settimane in casa a riposare, visto che il viaggio l'ha alquanto sballottato. Lo poniamo in frigorifero per un giorno, quindi passiamo all'assaggio.

scritto da fradefra il 25.06.07

Facendo riferimento alle tante discussioni sui problemi legati alla spedizione dei vini, ad esempio quella sul post Come spedire i vini, abbiamo chiesto ad Angelo Bandinu di Everywine.biz di mandarci un loro pacco per vedere e descrivere l'imballo di cui spesso s'è parlato.

Nella foto vedete come abbiamo ricevuto il pacco contenente tre bottiglie di vino. Una prima cosa vogliamo subito dirla: Angelo ci ha detto che nelle ultime 500 spedizioni, non s'è registrata una sola rottura. Un bel successo, direi

Ovviamente, ci spiegava Angelo, si è arrivati a quest'imballo, brevettato da Everywine, con anni di esperimenti, passando di progetto in progetto e migliorando continuamente la struttura e la semplicità di preparazione ed apertura.

scritto da fradefra il 21.06.07

"Alessandro, mi le dai un vino, buono, ma buono? Però stavolta me lo pago, ok?" - chiedo al gestore del Ristorante enoteca La Cantina di Milano e lui mi dà il Mauritius Sudtirol DOC Lagrein Merlot 2004 che vedete in foto, del produttore Kellerei Gries.

Solitamente il Lagrein mi piace, soprattutto se in purezza, siamo quindi curiosi di assaggiare questo vino per vedere quanto il Merlot incida sul risultato finale.

Aspettiamo che si presenti l'occasione giusta e finalmente dopo qualche sera a casa lo apriamo.

scritto da fradefra il 01.06.07

Stavolta Alessandro, gestore dell'enoteca La Cantina, ci sottopone il Montefalco DOC Rosso Santambrà 2003, 65% Sangiovese, 20% Cabernet Sauvignon Merlot, 15% Sagrantina, dell'azienda Tiburzi Cantine, di Perugia.

Stappato, notiamo una certa risalita del vino che però non pregiudica il tappo. Nessun odore di muffe anzi si avverte un piacevole vinoso.

Nel bicchiere abbiamo un rubino carico con note violacee, secondo me. Il profumo per la verità è poco intenso, con sentori floreali in cui predomina la viola mentre faccio fatica a sentire la mangolia che mi aspettavo. La frutta rossa è costituita principalmente da amarene, fragole e mirtilli. In movimento la frutta aumenta la sua presenza, in particolare i mirtilli.

scritto da fradefra il 17.04.07

Ricevere una bottiglia di vino da degustare con calma a casa, in una delle tante nostre cenette, è una cosa che ci fa sempre piacere, quindi inizio questa recensione ringraziando Piero Radici di Tradeplus, che ci ha regalato qualche tempo fa questa bella bottiglia di Franciacorta Brut Ronco Calino dell'Agricola Ronco Calino di Adro (BS).

Lo abbiamo aperto una sera con Alessio, facendo esperimenti di affumicatura del pesce. Si tratta di una recensione a tre, quindi, di cui possiamo riassumere il risultato finale. Il vino l'avremmo pagato volentieri, dato che c'è decisamente piaciuto. Speriamo di poter assaggiare presto la nuova produzione, un rosato di cui ci hanno già detto bene.

Anche se per i puristi del vino a volte conta meno, vorrei iniziare con una nota positiva sul look. La bottiglia è decisamente bella, con una etichetta semplice, quasi minimale. Già dall'immagine generale si percepisce un certo carattere. Ci piace anche la scelta di posizionare in basso l'etichetta. Un package, in sostanza, che lo configura anche come un bel regalo.

Veniamo al dunque, comunque

scritto da fradefra il 11.04.07

Facendo la recensione del Foja Tonda 2004, nell'ambito dell'iniziativa Vino dei blogger #4: Foja Tonda, avevo scritto che ci sarebbe piaciuto assaggiarlo con qualche anno di invecchiamento in più. La curiosità nasceva anche per il fatto che Antonio Tombolini era del parere che il vino potesse essere al punto di massima espressione, mentre tutti gli altri blogger sembravano orientati verso la possibilità di una vita più lunga ed una evoluzione migliorativa.

Molto gradito, quindi, c'è arrivato l'invito di Albino Armani a partecipare ad una cena con degustazione verticale

scritto da copertina75 il 03.04.07

Sabato 24 marzo, in occasione dell'annuale fiera campionaria di Lonigo, piccolo centro del basso vicentino, all'interno del Palazzo Pisani, è stato inaugurato il Palazzo del Vino.

Sarà la sede rappresentativa del Consorzio Vini Vicentini DOC, Consorzio Tutela Vini Vicenza DOC, Consorzio di Tutela Vino Arcole DOC, Strada del Vino Arcole DOC, Consorzio Tutela Vini DOC Colli Berici, la Strada dei Vini dei Colli Berici, per rispondere alle esigenze di migliaia di piccole aziende, su un’area produttiva di riferimento di oltre ottomila ettari.

scritto da fradefra il 31.03.07

I genitori di copertina75 abitano ad Orgiano, un comune della provincia vicentina, ed ogni volta che andiamo a trovarli, passiamo davanti ad una cantina che dalla prima volta ci aveva incuriosito. Dalla strada si nota una grande pietra con inciso "Vini Cris". Pino, il padre, un giorno mi chiede se voglio andare a prendere con lui dei vini per la famiglia e, con sorpresa, mi porta proprio lì. Intanto che lui compra io mi guardo in giro e trovo vari vini che mi incuriosiscono. Nel pomeriggio ci torno con copertina75 e tra le tante cose, scegliamo tre vini. Dai Colli Berici, V.Q.P.R.D., ecco a voi il Cabernet Sauvignon Barrique 1993 Vigna Castel Bricon, dell'Azienda Agricola Cristoferi Vini CRIS. Sì, avete letto bene. 1993.

Complimenti

Il tappo è ok, anche se il vino è leggermente risalito. Si preannuncia buono.

Rosso granato, copertina75 ci vede anche qualche nota d'arancio. Abbastanza limpido e carico, non si vedono sedimenti e sino alla fine della bottiglia non ne troviamo. Direi che gli anni li ha retti bene, almeno visivamente.

scritto da fradefra il 20.03.07

Dopo il Valcalepio Rosso del 2001, questo è il secondo vino che Alessandro, gestore dell'enoteca ristorante La Cantina, mi fa assaggiare. Sempre di Monzo Compagnoni, questa volta è Rosso di Nero Sebino Rosso IGT 2000.

La bottiglia si presenta bene, ha un aspetto vagamente massiccio che mi ricorda certi vecchi castelli che si trovano nei porti di alcune città del sud (ad esempio Taranto o Gallipoli). Boh, non so perché mi viene quest'associazione.
La prima sensazione è si tratti di un litro, anche se so che è quasi impossibile. Comunque controllo ed effettivamente sono i soliti 750 ml. Forse è il vetro ad essere più spesso o il disegno generale. Mi fermo a riflettere, su quest'aspetto. A volte produttori della stessa zona fanno scelte diverse per le bottiglie. Lunghe, strette, quasi esili alcuni, basse, tozze, large altri.

Insomma, beviamocelo 'sto vino

scritto da fradefra il 16.03.07

Ve lo dico chiaramente, l'ho scelto perché mi piaceva la bottiglia Come spesso ho avuto modo di dire, spesso la scelta di un vino sullo scaffale avviene per questo motivo. In fondo, ben pochi possono vantare la conoscenza di quasi tutti i produttori o dei relativi vini.

Mi sono ritrovato nel carrello questo J. P. Chenet Chardonnay 2004, Premier de Cuvée e una discreta curiosità. La bottiglia mi creava una certa aspettativa ed avevo voglia di verificare.

Appena aperto, il profumo è intenso di ananas, pesca gialla, albicocca e fiori. Limpido, il colore è giallo paglierino. Muovendolo, l'odore cambia ben poco, facendo pensare al fatto che il vino abbia completato la sua evoluzione.

scritto da fradefra il 11.02.07

Stavolta è toccato a Elisabetta Tosi di Vinopigro tenere banco con il Vino dei blogger #4: Foja Tonda.
Grazie alla gentilezza di Giampiero Sappa, ho ricevuto il Foja Tonda 2004 Vallagarina IGT di Albino Armani, con la segnalazione che il vino ha ricevuto recentemente la DOC. Complimenti

Quanto Elisabetta ha scritto sul suo blog mi ha incuriosito e con copertina75 abbiamo già deciso che in occasione di uno dei prossimi viaggi in Veneto, chiederemo a Giampiero di consentirci una visita dell'azienda. Poi vi racconteremo le nostre impressioni. Intanto, ecco quello che penso del vino.

Parto con una premessa. Molto del tempo che dedico ad un vino è dato dal suo aspetto visivo e dai suoi odori. Chiaramente deve piacermi anche al gusto, ma passo molto più tempo col bicchiere in mano a sentirne i profumi. Se i profumi mi piacciono molto, sono disposto a perdonare qualche piccolo difetto nel gusto. Mai l'inverso, invece. Ovviamente è un mio pensiero. In fondo, il vino devo berlo io e faccio come mi pare. Giusto?

scritto da fradefra il 02.02.07

"Che vediamo stasera?" - di solito mi chiede copertina75 e la mia risposta standard è "dai, scegli tu". Quasi una volta a settimana ci ritroviamo "spaparanzati" sul letto, notebook poggiato sul mobile di fronte, collegamento con casse e subwoofer, a vedere un DVD. Ovviamente, come in tutte le vignette che si rispettino, non manca mai qualcosa da sgranocchiare.
Sul mio comodino, in questo periodo, spesso c'è un calice di Rosolio al Vino Primitivo che Compagnia delle Puglie ci aveva inviato per il Candle Trophy.

Simpatica la bottiglietta, discreta ed elegante l'etichetta, la chiusura lo sta conservando bene, anche grazie ad una discreta alcolicità.

Versandolo, si nota immediatamente una certa consistenza. Potrebbe sembrare un olio, per la sua densità, che fa già pensare a qualcosa di morbido e spesso.

Il profumo è intenso di amarena, con il vinoso del Primitivo di Manduria in lontananza. I 27 gradi di alcol si fanno sentire già dall'odore, che ne rivela chiaramente la traccia. Ben presente anche lo zucchero aggiunto alla cottura che prelude ad un sapore dolce.

scritto da fradefra il 14.01.07

"L'uva Barbera è estremamente flessibile perché puoi vinificarla nel modo classico, barricata, ferma o frizzante" - mi disse Gianluigi Orsini in uno dei nostri primi incontri, nella Locanda Milano 1873, a Brunate. Per dimostrarlo, qualche tempo fa mi ha fatto assaggiare la Barbera del Monferrato DOC La Tridesca 2005.

La vigna è ad Agliano. Il mosto è fermentato in acciaio, poi rifermentato in autoclave per 45 giorni con aggiunta di mosto concentrato e lieviti, ricavando un vino appena frizzante.

Nel bicchiere è limpido, di colore rosso rubino. Pur se frizzante, non c'è traccia di bollicine.

Il profumo è di lamponi, ciliege sotto spirito, con residui di mosto. In movimento diventa floreale.

In bocca è leggermente frizzante, anzi microscopicamente. L'anidride carbonica si avverte appena, senza vere bollicine.
Il gusto è leggermente fruttato ed erbaceo, appena etereo, secco, abbastanza caldo, leggermente spigoloso, poco tanninico. Una leggera sapidità, struttura di corpo e buona persistenza ne fanno un vino equilibrato.

scritto da fradefra il 12.01.07

Finiti i lavori, l'etichetta da vino che abbiamo deciso di regalare è pronta, dopo aver superato l'ultimo test, sugli scaffali dell'enoteca Cantine Isola.

Se producete vino e siete interessati ad una nuova etichetta, potrete usare gratuitamente la nostra. Se non producete vino, ma conoscete qualcuno che lo fa e potrebbe essere interessato, speditelo qui. Leggetevi tutto il post e poi inviatemi una email all'indirizzo fradefra@maisazi.com

Riassunto del progetto

Faccio un piccolo sunto degli obiettivi e delle attività per i nuovi visitatori.
Dato che in giro ci sono decine di bottiglie di vino interessanti con etichette disastrose, abbiamo formato un piccolo team con l'obiettivo di crearne una e regalarla ad un produttore che si impegni ad usarla per una produzione messa in vendita. Il team è composto da Simone Carletti, sommelier AIS e blogger di Vino e Salute, copertina75 di maisazi.com, io e lo studio grafico IO, di Torino. Simone aveva la responsabilità di curare gli aspetti legali (ed abbiamo sentito anche altri autorevoli pareri), copertina75 ha supervisionato il lavoro sotto l'aspetto aderenza alle necessità e desideri dei consumatori, lo studio grafico IO ha realizzato la grafica su nostre specifiche, io ho coordinato le attività. L'annuncio ufficiale di avvio del progetto era stato dato col post maisazi produce una etichetta per un vino rosso.
Le fasi principali sono state: la realizzazione della prima bozza, una seconda versione marrone, una terza rossa e la decisione di porre il logo Chips Free di Giampiero Nadali, l'accordo con l'enoteca Cantine Isola per una prova sugli scaffali e ieri, finalmente, la scelta dell'etichetta finale, proprio nei locali dell'enoteca.

scritto da fradefra il 04.01.07

La Barbera d'Asti classica e la Barbera D'Asti DOC La Bimba 2003 le abbiamo già descritte, ora tocca allo spumante, Il Papillon, terza linea di vini di Gianluigi Orsini.

Il Papillon è prodotto con Moscato raccolto sulla collina di S. Antonio, a Conelli (AT). Dopo una decina di giorni di fermentazione naturale in acciaio, il vino a 4 o 5 gradi alcolici viene lasciato qualche giorno a stabilizzare a 0°C, poi imbottigliato e subito messo in vendita.

Qualche tempo fa avevo provato l'annata 2005, qui vi descrivo, invece, il 2006, assaggiato dopo solo due mesi dalla messa in vendita.

Il tappo, a differenza di molti spumanti, è da estrarre con un cavatappi. Nessun odore o difetto.
Il vino scende nel bicchiere con molta spuma e già liberando gli aromi caratteristici del profumo primario del Moscato. Le bollicine sono abbastanza fini, numerose e persistenti.

scritto da fradefra il 31.12.06

Stavo chiacchierando con Alessandro, gestore del'enoteca La Cantina. L'avevo conosciuto durante una cenetta che avevo fatto nel locale assieme a copertina75. Ve ne avevo scritto in Spuntino all'enoteca La Cantina perché il posto mi era piaciuto e perché oltre locale avevamo apprezzato i quadri di Giuditta, che ormai frequentiamo regolarmente. Del nostro continuo girovagare a caccia di ristoranti e prodotti, questa è una delle cose che ci piace di più. Il fatto che spesso troviamo persone, con le quali nascono rapporti che poi vanno anche oltre all'enogastronomia.

Alessandro mi parlava di un vino interessante e così, senza preamboli, me ne mette in mano una bottiglia. "Prova ad assaggiarlo" - mi dice. Eccomi qui, un assaggio non si rifiuta mai

Iniziamo con le presentazioni. Si tratta di un Valcalepio Rosso DOC Rosso di Luna 2001, dell'Azienda Agricola Monzio Compagnoni. Partiamo male perché onestamente i vini di quella zona non è che mi piacciano molto, di solito. Però, bando ai pregiudizi.

scritto da fradefra il 18.12.06

Come vi avevo anticipato in Ringrazio la Duca di Salaparuta S.p.A. stavo realizzando una mappa mentale della degustazione del vino. C'è voluto un po', ma eccole qui. Potete scaricarle ai due link che seguono.
Nella mappa trovate indicate le fasi principali di una degustazione, gli aspetti che devono essere esaminati e la terminologia proposta da AIS.
Le mappe sono in formato A3, ma ovviamente potete scalarle.

scritto da fradefra il 09.12.06

Abbiamo trovato l'enoteca che ci consentirà di provare sugli scaffali le etichette che maisazi, Simone Carletti di Vino e Salute e lo studio di comunicazione e grafica IO hanno prodotto, per selezionare quella definitiva che offriremo alla prima casa che si impegnerà ad usarla com'è, previa modifica del nome del vino, chiaramente e della descrizione relativa.

Le Cantine Isola di Milano mi hanno autorizzato qualche giorno fa a posizionare sugli scaffali, in mezzo alle altre, le bottiglie di prova con le etichette realizzate. Data l'alta affluenza del periodo natalizio, abbiamo concordato che il test si farà a gennaio 2007. Abbiamo ritenuto che questo piccolo ritardo sulla nostra tabella di marcia sia giustificato dall'importanza di questa fase.

Un'etichetta, infatti, ha il compito di presentare il vino e la casa nel migliore dei modi, tenendo presente, però, che la bottiglia non è quasi mai guardata da sola (salvo il momento in cui la si consuma). Per lo più, le bottiglie stanno sugli scaffali (almeno, quando sono in vista). L'etichetta, quindi, deve fare l'occhiolino al cliente, attrarne lo sguardo, incunearsi come una lama nella sua mente e dire per conto del vino - "Eccomi, cercavi me? Ci sono!"

scritto da fradefra il 08.12.06

Nella mia vacanza enogastronomica a Roma, ci siamo concessi uno sfizio, dopo alcuni vini che non ci erano piaciuti. Si tratta del Freie Weingartner Wachau BA Beerenauslese 2000, un passito di prim'ordine. Divertente è il fatto che ce lo siamo ritrovati sul menu ed ovviamente non eravamo pronti ad una degustazione. La foto è stata improvvisata dall'amico Enrico, gli appunti li ho scritti su un pezzo della tovaglietta di carta, che per decenza non ho fotografato

Come di consueto iniziamo con l'aspetto visivo. Il colore è ambrato, consistente e l'ho apprezzato per tutto il pranzo, anche grazie alla bella lucentezza e trasparenza. Spesso gli amici mi chiedevano cosa ci facessi col bicchiere in mano, senza bere. Questo vino, prima ancora che bevuto, si fa apprezzare per il colore ed il suo odore. Il profumo intenso dei fiori, tra cui la camomilla, si associa a quello della frutta candita, del cedro, dell'ananas e della nespola, regalando mille sensazioni che non si vorrebbero lasciare. Vaniglia e cannella aggiungono l'ultimo tocco speziato, quasi a volerci definitivamente conquistare.
In bocca i molti aromi trovano conferma e, come se non bastasse, si arricchiscono di una nocciola appena tostata. Il corpo è buono, come la struttura, non eccessiva la dolcezza, morbide le sensazioni tattili. Il retrogusto è floreale. Il gusto complessivo è abbastanza persistente.
A conclusione, questo vino si presenta armonico nelle sue componenti, attraente e quasi da assuefazione. Iniziato il primo sorso, si può andare avanti a berlo tutta la sera senza stancarsi.

scritto da fradefra il 06.12.06

Per l'iniziativa Il Vino dei Blogger #2, su indicazione di Fiorenzo, stavolta dobbiamo degustare un Chianti DOCG comprato in un discount, cercando di spendere il meno possibile. Ecco a voi, quindi, il Chianti DOCG Stazione di Posta 2005, di S.P.A.C. Tavarnella Val di Pesa. Comprato all'Eurospin di Bareggio a 2,29 euro

Si parte con una bottiglia malamente stampata. La riga dello stampo è enorme, con effetto visivo disastroso. Ok, vero è che conta più il vino, ma voi perdonate, anche l'occhio per me vuole la sua parte.
Apriamo, il tappo è senza difetti. Il colore è rosso rubino con qualche nota granata. Il profumo è di ciliegia matura, forse a tratti sotto spirito, accompagnato da lamponi, con presenze floreali e liquirizia in lontananza. Una frutta da guscio che potrebbe essere una noce. In movimento, il vino perde molte delle sue connotazioni, chiudendosi leggermente. Il profumo, in generale, ci fa sperare.
In bocca, invece, arriva la risposta che temevamo. Acido, con minima struttura e corpo, ridottissima persistenza, tannini assenti o quasi, leggermente sapido. Se il profumo ci aveva illuso, il gusto uccide ogni velleità.
Copertina75 al primo sorso sentenzia - "Veramente imbevibile!"
Proporre l'abbinamento con un cibo, a questo punto, mi pare inutile.

scritto da fradefra il 04.12.06

L'anteprima delle bottiglie con le etichette di vino.Finalmente, ecco le etichette finaliste, pronte alla selezione di quella che risulterà essere la nostra proposta definitiva.
Facciamo un rapido riassunto del progetto: Simone Carletti di Vino e Salute, lo studio di comunicazione e grafica IO e maisazi hanno prodotto una etichetta che sarà offerta gratuitamente ad un produttore di vini che si impegni ad usarla com'è, salvo il cambiare il nome del vino e la descrizione. Gli unici vincoli sono: usare realmente l'etichetta su una bottiglia in vendita; non togliere dalla contro etichetta la dicitura "L'etichetta è stata realizzata da www.maisazi.com".

Se volete maggiori informazioni sull'operazione, inserite un commento in fondo all'articolo o scrivetemi a fradefra@maisazi.com.

scritto da fradefra il 02.12.06

Come vi avevo anticipato, il giorno 1 dicembre siamo andati all'asta benefica di Quintomiglio, a San Donato Milanese. Qualche settimana fa avevamo prenotato la paletta 75 per partecipare all'asta e ci eravamo organizzati con alcuni amici, per mettere assieme un gruzzoletto che ci consentisse di portare a casa qualche bottiglia da assaggiare, contribuendo così anche noi ai progetti di beneficenza dell'associazione. I lotti all'asta, infatti, erano interessanti ed alcuni veramente pregevoli. La gara è stata alquanto animata e copertina75 s'è divertita

scritto da FabioDellOrto il 01.12.06

La California nel 2005 ha vinto la medaglia d'oro nella classifica dei migliori vini del mondo di Wine Spectator, la più importante rivista di critica enologica. Sono stati ben 24 i vini della regione Statunitense segnalati; al secondo posto i nostri cugini francesi con 20 vini e al terzo l'Italia con 15 vini.
L'unico produttore nazionale che è riuscito nella top 100 della rivista statunitense a piazzare ben tre vini è stato Marchesi de' Frescobaldi.

scritto da fradefra il 29.11.06

Dopo avervi presentato la Barbera d'Asti classica, tocca alla Barbera D'Asti DOC La Bimba 2003, di Gianluigi Orsini, un vino affinato in barrique di rovere di Alier per 14 mesi. Un anno fa avevo bevuto l'annata 2001, in uno dei miei primi incontri con Gianluigi. Una colazione di lavoro (se fa per dire, di lavoro s'era parlato ben poco) alla Locanda Milano 1873 a Brunate. Anche Federico La Valle, Sommelier AIS e proprietario del locale, è un amante dei vini di Gianluigi.

La produzione del 2001 è purtroppo finita e qualche volta per fare una verticale siamo costretti a recuperare qualche bottiglia ancora in mano a qualche amico, che ovviamente fa pesare la restituzione.

Sotto con questa barbera barricata del 2003, quindi.

Tappo perfetto, nessuna nota negativa, salvo un tenue sentore di spezie che diventa ben più avvertibile avvicinando il bicchiere. Una spezie scura, come il pepe nero o una bacchetta di liquirizia. La frutta rossa è una ciliega matura. In movimento si attenua la frutta, emergono i fiori e diminuisce la spezie
In bocca la frutta matura rossa trova conferma, diventando più consistente e trasformandosi in una confettura. L'insieme si presenta vellutato, con una bella sensazione di morbidezza. L'effetto lievemente astringente dei tannini, comunque non aggressivo, è accompagnato dall'usuale amarognolo laterale appena accennato. Una media acidità e la buona struttura ben compensano i tannini ed i 14 gradi alcoolici.
Una lunga persistenza ed il retrogusto di frutta matura e fiori completano il quadro di un vino che oggi è maturo, ma che, scommetterei la mia camicia, l'anno prossimo sarà ancora meglio. Un ulteriore ammorbidimento dei tannini dovrebbe sicuramente favorire un acquisto in armonia. Acidità e alcolicità fanno ben sperare sulla sua possibilità di tenuta. Gli aromi speziati ceduti dalla barrique di Alier, seppur non eccessivi, fanno credere in una loro buona presenza anche nei prossimi anni.

scritto da fradefra il 28.11.06

Di Gianluigi Orsini vi ho già scritto varie volte, dall'epoca in cui ci siamo fatti le prime bevute assieme, al Ristorante Passone a Montevecchia. Una recensione vera e propria dei sui vini, però, ancora non l'avevo fatta. Eccomi qui, quindi, a rimediare, seppure con ritardo.

Si inizia con la sua produzione classica, la Barbera D'Asti DOC 2003, col supporto di copertina75 ed una intervista fatta a Gianluigi, che ci racconterà come produce questo vino che molti ristoranti hanno nella propria carta da molti anni.

Apriamo, dunque.
Il tappo non presenta difetti. Nessun odore. Qualcuno diceva, anni fa, "nessuna nuova, buona nuova", detto che ben si addice ai tappi.
Il colore è rosso rubino vivo, con qualche nota violacea osservata da copertina75.
Al naso rileviamo entrambi frutta nera. Potrebbe trattarsi di mirtilli o ribes. Si fa sentire l'alcool (sono 13,5 gradi) ed in lontananza un profumo floreale indistinto. In movimento, il vino si apre, scompare il leggero odore di erbe amare, date probabilmente dai tannini, aumenta il profumo di fiori, si avvicinano frutti come le more di gelso. Nel complesso, sembra di ravvisare un certo ammorbidimento dell'insieme odoroso, con note appena dolci.
Assaggiando, troviamo che i tannini sono in primo piano, anche se sopportabili. Buono il tenore di acidità, che equilibra in qualche modo l'effetto tannico. La struttura si sente, il corpo è presente. Ritengo che il vino acquisirà in armonia, con un altro anno di affinamento in bottiglia, anche se può già piacere così a chi ama una sorsata più viva e che pulisca.
La persistanza gustativa è buona.

scritto da fradefra il 24.11.06

E dato che siamo quasi arrivati a Natale, ovviamente non possono mancare le offerte di cesti natalizi.
Anche Everywine ha preparato la sua composizione, che potete vedere sulla pagina che presenta i prodotti del Natale 2006.

Non si tratta solo di vino, naturalmente. Troviamo caffé, torroni, lenticchie ed altri prodotti tipici. Vi sono varie combinazioni, di modo che possiate scegliere quella che vi piace di più.

Per la qualità dei prodotti, conoscendo Angelo non ci aspettiamo brutte sorprese. Se assaggiate qualcosa, comunque, fateci poi sapere.

scritto da fradefra il 24.11.06

La seconda bozza dell'etichetta che maisazi.com sta producendo.Proseguono i lavori per la produzione dell'etichetta da vino che regaleremo alla prima azienda che si impegnerà ad usarla. Se volete saperne di più, leggete il post maisazi produce una etichetta per un vino rosso. Copertina75, il sommelier Simone Carletti e lo studio di comunicazione e grafica IO hanno collaborato per arrivare alla versione quasi definitiva dell'etichetta. Il disegno è completo, i testi pure. Per vederli alla loro grandezza naturale, fate un click sulle immagini.

Abbiamo già dato indicazioni a Daniele, il grafico, che sta predisponendo diversi colori dell'etichetta. La prossima ed ultima fase è costituita, infatti, dalla scelta versione cromatica definitiva. Per farlo, stamperemo le etichette, le incolleremo su bottiglie di diverso colore e le piazzeremo sugli scaffali di una enoteca, per un test di attrazione in mezzo alle altre.

scritto da fradefra il 20.11.06

"Allora ci troviamo alle 16 a Loreto" - chiedo a Enrico, che mi risponde - "Per me va bene".
Con soli dieci minuti di ritardo sulla tabella di marcia, ci mettiamo in viaggio verso Roma, dove incontreremo Simone. Scopo del viaggio, un week-end di "cazzeggio" enogastronomico.

Arriviamo purtroppo con un leggero ritardo alla Locanda dell'Interprete, dove Simone ci aspetta assieme a Benedetto e Chiara. Loro hanno da poco finito il secondo, noi invece ordiniamo. Nell'attesa dei piatti, nel più sfrontato ed informale dei modi, spazzoliamo il tonno arrosto con cozze, che Benedetto non ha mangiato.
"ehh, ho esagerato con gli antipasti ed il primo" - ci dice. Tanto meglio per noi.

scritto da fradefra il 17.11.06

Come vi ho scritto in "Anche noi andremo all'asta benefica del 1 dicembre", dato che ci piace lo scopo di questa operazione di Quintomiglio, ci siamo dati da fare per formare un gruppo di acquisto. Obiettivo è portarsi a casa una bottiglia di vino da assaggiare in compagnia.

Formano il gruppo di acquisto, oltre a copertina75 ed io, Simone Carletti di Vino-salute e Marco di Imbottigliato all'origine.

scritto da FabioDellOrto il 15.11.06

Ieri sono restato particolarmente incuriosito da una brochure di uno tra i nostri migliori fornitori di grappa; Poli Distillerie.
Su carta calandrata chiara, l’autore scrive: La Grappa non esiste, esistono “le” Grappe, ognuna è differente; perché differenti sono: il vitigno, l’alambicco, la vinaccia, l’annata, l’invecchiamento, lo stile...
Sono tutti elementi variabili che creano un universo multicolore di Grappe uniche e imperdibili.
Ogni Grappa ha un gusto diverso, ogni persona ha un gusto diverso. Quanto più le caratteristiche del distillato coincidono con la preferenza di chi lo degusta, tanto maggiore sarà il piacere dell’assaggio.

scritto da fradefra il 14.11.06

Sono una delle tante persone che a mezzogiorno, sempre in giro a Milano per lavoro, deve rinunciare a bere un bicchiere di buon vino. Non mi piace chiedere di portarmi via la bottiglia avanzata e, d'altro canto, visto che non bevo più di un calice, lasciare 25 e passa euro sul tavolo mi pare veramente uno schiaffo alla miseria.
Quindi, birretta o Coca-Cola.
Se invece sapessi che il cameriere, senza che io debba chiedere nulla, a fine pranzo mi preparasse un sacchetto simpatico, con la bottiglia ben chiusa da portar via, non dico che ogni giorno berrei, ma quasi.

Quando al meeting di Rapallo di TigullioVino conobbi Sabrina Mossetto di Buta Stupa, vidi finalmente la possibilità di risolvere questo mio problema. Buta Stupa, infatti, offre ai ristoratori la possibilità di fornire questo interessante servizio. Dare al cliente un modo intelligente e simpatico di portare via la bottiglia di vino bevuta parzialmente. Non vado avanti a descrivervi la cosa, ne avevamo già scritto allora in Ecco a lei la sua Buta Stupa e in Buta Stupa, portarsi il vino a casa, subito dopo l'evento.

Come mai ve ne parlo ancora?

scritto da fradefra il 14.11.06

Eccoci anche noi con una proposta per l'iniziativa Il Vino dei Blogger proposta da Imbottigliato all'origine. Questo mese si doveva recensire un vino prodotto in purezza da vitigno autoctono. Il limite è proprio oggi, quindi arriviamo appena appena.

Per portarci un po' avanti, comunque, dato che Fiorenzo nella sua proposta su Diario Enotecario anticipa già i termini della prossima partita, indicando la scelta di un vino acquistato in un discount, abbiamo scelto il Cannonau di Sardegna DOC 2004 Cala Sarmentú, dell'azienda C.P. S.a.s. Una bottiglia acquistata all'Eurospin di Bareggio al prezzo di 2,89 euro. Che Dio ce la mandi buona

Inizia la danza...

scritto da fradefra il 13.11.06

La prima bozza dell'etichetta che maisazi.com sta producendo.Chi ci legge abitualmente sa che stiamo producendo un' etichetta da vino che regaleremo alla prima azienda che si impegnerà ad usarla. Maggiori informazioni sono sul post maisazi produce una etichetta per un vino rosso. L'operazione condotta dal team formato da copertina75, dal sommelier Simone Carletti e dallo studio di comunicazione e grafica IO, è giunta alla prima fase, la realizzazione delle prima bozza, che vedete nelle foto. Con un click, potete osservarle a dimensione originale.

In questi giorni Simone Carletti verificherà la corrispondenza con le disposizioni vigenti di legge, io preparerò i testi per la contro etichetta. Con copertina75, inoltre, scriveremo alcune modifiche da apportare, per i dettagli (come il colore, alcune variazioni alle dimensioni delle scritte, ecc.).

scritto da copertina75 il 13.11.06

Anche se le bollicine non erano il “piatto forte”, la quinta serata del corso è stata ugualmente spumeggiante. Franco Giocosa, enologo di Zonin e Marco De Bartoli, produttore di Marsala, ci hanno accompagnato insieme a Fabrizio nella degustazione dei vini dolci con grande competenza, passione ed ilarità. È stata la serata in cui mi sono divertita di più in assoluto.

Momenti di concentrazione erano affiancati a momenti di grande umorismo dato dagli interventi taglienti e simpatici di Marco De Batoli, il produttore siciliano che ha fatto risorgere il marsala dopo molti anni. Non amo il genere, ma devo dire che il suo Vigna La Miccia mi è piaciuto molto.

Tra tutti i vini presenti quello che mi è piaciuto di più è stato il Recioto di Gambellara Doc Podere Il Giangio 2002 della Casa Vinicola Zonin. Potrei essere di parte, in quanto è della mia zona, ma credo che chiunque lo assaggi sarebbe d’accordo con me. Il vigneto si trova su colline di origine vulcaniche che, insieme ad un clima particolare, offrono un ambiente ideale per un vitigno antico come la Garganega. I grappoli vengono sistemati in locali adatti per l’appassimento, areati e secchi, per circa 4 mesi. La maturazione avviene in botti di rovere di Allier di 7 ettolitri e prima della commercializzazione si affina in bottiglia per almeno un anno.

scritto da FabioDellOrto il 09.11.06

Dopo qualche giorno di pausa, per il grosso volume di impegni, torno a scrivervi un nuovo articolo dedicato ai prodotti consigliati per il prossimo Natale; oggetto della recensione è la grappa di Brunello della fattoria La Gerla di Montalcino.
Pensando a Montalcino, spontaneamente pensi ad un paese arroccato su una collina, scorci bellissimi, colline sinuose, cipressi. Montalcino e la Toscana, grande terra d’arte, con i suoi pittori e le decine di personaggi che hanno contribuito a celebrare la fama del nostro paese nel mondo, Montalcino e non puoi fare a meno di pensare al suo grande vino il Brunello.

scritto da fradefra il 07.11.06

Trovo simpatico che un produttore di vini, ne regali uno di un'altra azienda. M'è successo un paio di settimane fa, quando di ritorno da La Morra, il responsabile di un nostro cliente, produttore e distributore di vini, mi ha portato questa bottiglia, appunto non sua.

Il vino è un Villa Pattono Monferrato DOC 2004, prodotto dall'Azienda Agricola Villa Pattono di Costigliole D'Asti. Stiamo cucinando, copertina75 tira fuori due calici da degustazione. Apriamo la bottiglia.

Il tappo è in buone condizione, senza difetti. Le prime note indicano spezie e liquirizia.
Nel bicchiere, il vino scende fluido, senza produrre bollicine, con rumore appena avvertibile. Mi piacciono i vini pacati.
Il colore è rosso rubino carico, con sfumature violacee.
La prima impressione è positiva. Passiamo al naso.

L'odore è quello vinoso del mosto, una impressione netta, che immediatamente ci fa pensare alla gioventù.
Speziato, mi vengono in mente i chiodi di garofano, presenza di frutti rossi sotto spirito (poi leggerò che il vino ha 14 gradi). Di sottofondo, appena avvertibili, frutti neri e forse ancora quella liquirizia già sentita sul tappo.
Il legno è presente, ma non invadente.
Ruotando il bicchiere le spezie si attenuano ed emergono note floreali. Direi che il vino è chiaramente in evoluzione. Passiamo al gusto.

scritto da fradefra il 07.11.06

Abbiamo confermato la nostra presenza all’asta benefica Bottiglie vecchie, ma ancora buone, di Quintomiglio, a San Donato Milanese, il 1 dicembre 2006. copertina75 ed io stiamo preparando il vestitino della festa, abbiamo scelto due guanti per ingentilire la mano che alzerà la paletta, abbiamo già la macchina fotografica digitale sotto carica per immortalare la scena ed abbiamo comprato due nuovi bicchieri di cristallo da degustazione, da usare per l’occasione.

Perché abbiamo preso questa decisione?

scritto da fradefra il 05.11.06

In effetti molti hanno capito che millesimato è un termine indicativo di qualità, ma non hanno chiaro il senso della cosa. Per capire cosa significhi che uno Prosecco sia millesimato, bisogna fare una premessa.

I Prosecchi, ed in generale tutti gli spumanti, sono ottenuti miscelando vini di differenti annate. Uno spumante, quindi, per definizione non ha l'annata. Ciò si fa, principalmente, per avere un prodotto dalle caratteristiche organolettiche costanti.

A volte, però, una casa può decidere che, per l'eccezionalità dell'annata o per alcune peculiarità che vuol evidenziare, tutta o parte della produzione sia fatta solo con vino ottenuto dalla raccolta di un determinato anno. Questo sarà un vino millesimato.

scritto da fradefra il 05.11.06

Il dubbio che si pone il nostro visitatore è comprensibile. Tutti abbiamo sentito parlare di barrique, sappiamo che in qualche modo è una botte o qualcosa di simile, ma lui vorrebbe conoscerne il significato più preciso.

La barrique è una piccola botte solitamente di rovere, fatta da aziende specializzate con legno di quercia (il rovere è proprio una quercia) di precise regioni del Massiccio Centrale francese, della Transilvania e di poche altre nel mondo.

I vini barricati sono quelli che dopo la fermentazione in acciaio o in botti di legno, sono stati messi a maturare o affinare in barrique (e smettiamola di scrivere barriques, che in italiano è errore usare il plurale per i termini stranieri) per periodi che vanno da un paio di mesi a vari anni, per conferirgli il caratteristico sapore ed odore derivante dall'essenza e dalla tostatura del rovere.

scritto da fradefra il 01.11.06

Come vi ho già accennato, nel quinto giorno del corso di degustazione dei vini che abbiamo seguito, abbiamo avuto modo di assaggiare il Marsala Superiore DOC Oro Vigna La Miccia, di Marco De Bartoli & C. che adesso vorrei presentarvi meglio.

Questo Marsala è di colore dorato, limpidissimo e cristallino. Se l'aspetto di un vino conta, e per me è così, ci ritroviamo davanti ad un prodotto che colpisce già per come si presenta.
Le sensazioni che ne ricaviamo al naso sono quelle della frutta matura e da guscio, noci e nocciole in particolare. Per chi ha vissuto qualche giorno nelle campagne siciliane, l'odore della mandorla richiama i ricordi delle più tradizionali ricette della gastronomia e della pasticceria di questa regione. Il delicato sentore tostato ci fa pensare ai prodotti coloniali, espressione della massima ricchezza concepita nei secoli scorsi, quando il caffé ed il cacao si conservavano negli stipi, le casseforti domestiche di allora.

All'assaggio, il prodotto di Marco, non per nulla pietra miliare della rinnovazione del Marsala ed ospite durante questa lezione del corso, ci offre tutto ciò che ci aspetteremmo da un vino dolce di grande classe. Il dolce non stucchevole, il corpo consistente, la diversificazione dei gusti pari a quelli di un fiume che si apre in mille rivoli. Ritroviamo la frutta matura, quella da guscio, la mandorla, in un insieme morbido e vellutato al palato. Il retrogusto ci riporta il vago sentore del rametto di liquirizia.

scritto da FabioDellOrto il 27.10.06

Alle festività natalizie sono tradizionalmente legati i vini dolci italiani.

L’Asti Spumante è tra i più conosciuti dei vini dolci italiani ; prodotto con uve moscato bianco, ha un colore dorato chiaro, profumo e sapore intenso di moscato, dolce e delicato. Il contenuto alcolico va dai 7 ai 9,6°. È al meglio giovane, nel primo anno; si serve sui 12°.

Il Brachetto di Acqui spumante, è un vino dolce italiano dalla spuma vivace. Si ottiene dalle omonime uve e offre un piacevole profumo venato di muschio. Il sapore del Brachetto è delicatamente dolce e morbido. Il contenuto alcolico è sempre tra 7 e 9,5°, perciò anch’esso, come l’asti spumante, leggero. Si apprezza pienamente nel suo primo anno di vita e si serve sui 12°.

scritto da fradefra il 27.10.06

Grandissima serata, quella di ieri, anche se purtroppo è l’ultima del corso di degustazione di vini, che Enotime ha organizzato a Milano. Il quarto giorno l'avevo raccontato su Corso degustazione vino a milano, quarto giorno.

Stavolta Fabrizio ha superato se stesso invitando due ospiti d’eccezione: Marco De Bartoli, pietra miliare del Marsala vero e Franco Giacosa, enologo di Zonin e persona che non ha bisogno di alcuna presentazione per tutti coloro che bevono (qualità) da qualche anno.

Quasi cinque ore trascorse in un lampo, in conversazioni in tutte le direzioni, con Marco, Franco e Fabrizio al centro di una fitta rete di domande, risposte, commenti, aneddoti e provocanti affermazioni che hanno tenuto banco in modo encomiabile. Franco raccontava le sue creazioni, la fusione tra la conoscenza tecnica e l’amore per la terra e la vigna. Marco, ex-industriale diventato contadino, come lui si definiva, si soffermava sulle differenze tra il Vino ed i vini, oltre le mode, oltre i profitti.

scritto da copertina75 il 24.10.06

Eccoci arrivati alla serata frizzante del corso di degustazione. Le bollicine sono quelle ottenute con il metodo classico.

La quarta serata si presenta molto interessante e a tratti diventa anche esilarante. Uno degli ospiti, il rappresentate dell’azienda Berlucchi, spesso interviene con racconti veramente divertenti, dando spunto anche a Fabrizio Penna per intrattenerci con
simpatici aneddoti.

Tra gli otto vini degustati quello che ho preferito è stato il Carpenè Malvolti Talento Brut Millesimato 2003di Carpenè Malvolti. Nasce da uve Pinot nero al 20%, Chardonnay al 45% e Pinot bianco per il rimanente 35%. Inizialmente le uve vengono pressate e vinificate separatamente in serbatoi di acciaio, per essere riunite la primavera successiva, con l’aggiunta di zuccheri e lieviti ed infine imbottigliate. La permanenza sui lieviti è di almeno 24 mesi e il residuo zuccherino finale di 8 g/l. Un breve affinamento in bottiglia avviene prima della commercializzazione.

scritto da fradefra il 20.10.06

"Ricordati di prendere l'enocorredo" - dico a copertina75, scendendo dalla macchina. Ridiamo del nome appena inventato per il corredo che Enotime ci ha dato per il corso di degustazione dei vini di cui stiamo seguendo il quarto giorno. Nella terza giornata avevamo visto i vini bianchi, stasera invece è toccato alle bollicine.

Bella, come al solito, la parte teorica introduttiva, sul processo che porta ad avere le nostre amate bollicine. Interessante, per altro, l'esposizione di Fabrizio dei temi inerenti ai lieviti, alla loro azione ed agli effetti che ne derivano.

scritto da fradefra il 17.10.06

Su Imbottigliato all'Origine, Marco propone il divertente Vino dei Blogger, al quale abbiamo deciso di partecipare.
Si tratta di individuare al supermercato una bottiglia di vino di uva autoctona dal valore uguale o inferiore ai 5 euro, da degustare e presentare.

Tenteremo di trovare un vino che abbia queste caratteristiche e che, speriamo, ci piaccia. Il supermercato vicino a casa nostra è ben fornito e dovremmo riuscire.

Facciamo i complimenti a Marco e ci mettiamo all'opera.

scritto da copertina75 il 17.10.06

Siamo alla terza serata del corso di degustazione e ne mancano solo due. Un po’ mi dispiace che finisca, mi diverto e ogni sera imparo qualcosa in più.

La serata è dedicata ai vini bianchi fermi e io parto un po’ prevenuta, in quanto i vini bianchi non sono la mia passione. Ma ben presto mi devo ricredere, perché ve ne sono due che mi colpiscono in particolar modo per i loro aromi intensi e il gusto morbido e gradevole.

Il primo è l’ Alto Adige Sauvignon DOC Selectart Flora 2005, della Cantina Produttori Girlan/Cornaiano. Nasce da uve Sauvignon Blanc al 100%, vinificate in serbatoi di acciaio con il controllo della temperatura. Il vino tenuto per alcuni mesi in una grande botte di rovere, viene affinato brevemente in bottiglia prima della commercializzazione.
Si sente subito un odore diverso dagli altri vini degustati precedentemente. Il colore si presenta come un giallo paglierino con ancora alcune note verdognole. Io e fradefra sentiamo subito un forte odore di frutti tropicali, come licious, frutto della passione e maracuja. Fabrizio pone enfasi invece su note più erbacee come foglie di pomodoro, timo, menta, ortica, asparago selvatico e spinacio crudo. In questo vino non si sente per niente l’odore di pipì di gatto, tipico del Sauvignon. Che fortuna!
A bicchiere in movimento il vino mantiene le note di erba molto evidenti.
In bocca, anche se inizialmente tende ad essere un po’ acidulo, ben presto si apre in progressione, riempiendo la bocca con tutto il suo aroma.

scritto da fradefra il 17.10.06

In Quanto conta l'etichetta della bottiglia di vino, vi avevo scritto dell'importanza che secondo me ha l'etichetta nella vendita dei vini, soprattutto per le linee riservate alla GDO (Grande Distribuzione Organizzata), ma non solo.
In particolare mettevo in luce come spesso vini di grandi marche abbiano etichette sottotono, come se le stesse contassero poco o nulla. Sappiamo, invece, che a volte proprio per l'etichetta il consumatore medio sceglie un vino piuttosto che un altro.

Tanto per non essere quelli che sparano a zero senza tentare una soluzione, un mese fa, circa, abbiamo costituito un team che sta realizzando una etichetta, che poi regaleremo, "as is", alla prima azienda che la chiederà e che si impegnerà ad usarla su una bottiglia realmente venduta.

scritto da fradefra il 14.10.06

Anche se qualcuno lo fa, io ritengo che la grappa debba essere bevuta a temperatura ambiente, comunque non superiore ai 20 gradi. La grappa gelata, infatti, perde molte delle sue qualità odorose ed anche il gusto ne risente in negativo.
La sensazione di maggiore bevibilità, la considero, in realtà, negativa in quanto snatura il prodotto. Se la grappa è difficile da bere, è per la sua alcolicità. Se si fa fatica a berla, meglio berne meno o non berla. Aumentarne la bevibilità è contro la sua natura e la propria.

scritto da fradefra il 14.10.06

Un bicchiere di vino, in situazioni normali, non solo non fa male, ma addirittura è benefico per il nostro organismo.
Ovviamente non sempre è così. Facciamo assieme qualche considerazione.

1) Il vino va bevuto con moderazione. Ognuno ha una propria soglia che deve rispettare. Imparare a riconoscere la propria, è fondamentale.

2) Il vino fa male se si è diabetici o se, in generale, si hanno problemi con gli zuccheri.

scritto da fradefra il 13.10.06

Serata bellissima, questa terza lezione del corso di degustazione dei vini di Enotime, che dopo aver chiuso nella seconda giornata la parte relativa ai rossi, ha dato l'avvio ai vini bianchi.
La serata è iniziata male perché per alcuni incidenti sulle autostrade del nord, gli ospiti non sono arrivati. Beh, c'è spiaciuto e Fabrizio Penna s'è sentito di scusarsi, anche se in fondo è lui l'istruttore ufficiale del corso.
Altre cose successe: il proiettore smette di funzionare, un bicchiere si rovescia sulla giacca di Fabrizio, le diapositive sono proiettate troppo in basso ed a copertina75 si rompe un bicchiere.
Però...

scritto da copertina75 il 10.10.06

Nelle prime due serate del corso di degustazione che io e fradefra stiamo seguendo, abbiamo avuto modo di assaggiare ben 16 diversi vini rossi.

Tutti erano sicuramente dei buoni vini, ma vorrei descrivere le caratteristiche di alcuni tra quelli che mi sono piaciuti di più.

scritto da fradefra il 08.10.06

Rispondere a come si debbano servire i liquori non è semplice, soprattutto perché i liquori sono molti e spesso con caratteristiche diverse tra loro.

Intanto va precisato che a fronte di alcune indicazioni generali, vi sono dei prodotti che per costume, per abitudine e per folclore della zona in cui si producono, hanno proprie regole e bicchieri.
Fatta la premessa, bisognerebbe fare una distinzione tra amari, liquori dolci, deriviti da vino (passiti, ad esempio), scuri (rossi o altri colori) o chiari (nelle varie sfumatore di giallo).
Un'altra distinzione va fatta tra i liquori da servire freddi e quelli caldi.

scritto da fradefra il 06.10.06

Ieri siamo stati alla seconda lezione del corso di degustazione del vino, con copertina75 ormai tranquilla, dato che sapevamo che le sputacchiere non ci sarebbero state .
Arriviamo con un po' di anticipo per trovare un posto nelle prime file - "come i secchioni!" - dice copertina75. Io, oltre al materiale che ci ha consegnato Fabrizio di Enotime, ho un libro che mi ha prestato Simone Carletti sulla tecnica della degustazione, che sto tentando di leggere nel tempo libero (libero?)

scritto da fradefra il 04.10.06

Aveva preannunciato che al maisazi party avrebbe portato qualcosa di strano e poco usuale, Daniela, e così è stato.
Copertina75 ed io abbiamo tentato di indovinare di cosa si trattasse, ma, come potete vedere dalla foto, avevamo poche speranze.

Si trattava di tre bibite straniere, di cui una filippina e due sudamericane. La prima a sinistra è al sapore di fragola, le altre non è chiaro. Frutti? Boh, probabilmente polverine, vista l'intensità del sapore. La seconda, Inca Kola, pare essere concentrato di Big Bubble. Ricordate le famose gomme?

scritto da fradefra il 29.09.06

No, non ci penso assolutamente” – mi dice copertina75.
Guarda che non si può bere tutto quel vino. Devi per forza sputarlo” – le rispondo io.
Mi fa schifo la sputacchiera. Piuttosto m’ubriaco” – continua con una smorfia lei.
Ma un assaggiatore DEVE sputare, mari!” – la canzono io.
Lei non risponde e di rimando, invece, mi guarda con il sorriso di chi pensa – “vedrai!

Inizia così la serata della nostra prima lezione del corso di degustazione del vino che da ieri seguiamo e di cui vi avevo anticipato in A scuola di degustazione del vino, con copertina75 più preoccupata per il dover usare una sputacchiera, che non intimorita da nuove conoscenze da acquisire.
Siamo nel quartiere cinese di Milano, abbiamo appena finito di mangiare due cosette cinesi, la recensione del locale non ve la faccio, che non ne vale la pena, credetemi.
Entriamo all'Hotel Hermitage dove si terrà il corso e ci rendiamo subito conto che Enotime ha fatto le cose in grande. C’è un sacco di gente. All’ingresso salutiamo Elisabetta Fezzi, ormai diventata per me una lettura quotidiana, visto che ricevo la sua newsletter con la notizia enogastronomica del giorno.

scritto da FabioDellOrto il 27.09.06

In verità Iddio v’ha proibito gli animali morti e il sangue e le carni di porco”, questo breve estratto da l Corano per ricordarvi che anche Allah disapprova il consumo della carne di maiale e dei salumi.
In verità da più di vent’anni essi sono diventati vittime designate anche di noi occidentali, una delle figure professionali di maggior successo dell’ultimo ventennio, il “product manager” ha cercato di convincerci che i prodotti di origine animale e in particolare i prodotti di salumeria erano “cibo che uccide” e che se avessimo continuato a consumarli, probabilmente prima o poi ci sarebbe scappato il morto.

scritto da fradefra il 27.09.06

Con questo post do l'avvio ad una serie di assaggi e presentazione di prodotti gastronomici e non solo, che ci accompagnerà sino all'estate. Come ho avuto modo di scrivere in Recensioni enogastronomia, strumenti e ristorazione, ci poniamo l'obiettivo di raccontarvi di ciò che c'è piaciuto. Di ciò che non c'è piaciuto, non scriveremo nulla. Se volete che un vostro prodotto sia presentato, scrivetemi a fradefra@maisazi.com.

Quelli che vedete nella foto sono ortaggi sottolio, sughi e funghi di Compagnia delle Puglie, di cui vi ho già scritto in Compagnia delle Puglie e molto altro. L'azienda, sapendo della nostra iniziativa, ci ha spedito un pacco con molte prelibatezze da provare. Sorvolo sugli occhi di copertina75 intanto che tirava fuori uno ad uno i vasetti... avete presente quelle bimbe che scartano i regali appena ricevuti? Ecco, era così.

scritto da fradefra il 25.09.06

Poche ore fa, Gabriele Bava, di Casa Bava a Cannobio, mi ha inviato una email per alcune comunicazioni. In un P.S. mi diceva che la vendemmia sta andando benissimo e che c'è grande soddisfazione per la sua Barbera.

Dato che ha allegato una foto, gli ho chiesto l'autorizzazione a pubblicarla. Ne ho evidenziato la parte che presenta un bel grappolo d'uva, perfetto.

Ovviamente a questo punto è importante il proseguo in cantina.

Buon lavoro!

scritto da fradefra il 24.09.06

Settimana scorsa un visitatore ci chiedeva come si spedisce l'olio, oggi è la volta del vino.

Mi verrebbe da dire che olio e vino si spediscano nello stesso modo, ma pensandoci bene, potrebbe non essere del tutto corretto.
Se per quanto riguarda le bottiglie, si potrebbe pensare alla stessa soluzione, probabilmente quando le quantità sono alte, ma quando si devono inviare decine e decine di litri, quando non centinaia, probabilmente si usano altri sistemi.

scritto da fradefra il 22.09.06

Sto scrivendo una serie di articoli sul e mi sorge un dubbio su quale sia il nome più corretto. Io ho sempre scritto tè, ma mi capita di vedere spesso altre forme.

Secondo il vocabolario italiano, il termine corretto è tè. I vocabolari consultati sono il Garzanti ed il De Mauro.

Dei due, il Garzanti riporta anche la forma the, che quindi possiamo ritenere corretta. La regola non scritta, infatti, dice che se un qualunque dizionario riporta una forma, questa può essere usata senza problemi negli scritti, anche se l’Accademia della Crusca potrebbe trovare da ridire.

scritto da fradefra il 21.09.06

“Senti, ma tu te ne intendi di trucioli?” – avevo chiesto a Gianluigi, dato che volevo rispondere a Beke, uno di voi visitatori del blog (a proposito, grazie Beke, per l’ottima domanda).
“Guarda, per cosa certa, posso dirti che quindici anni fa sapevo che un produttore che conoscevo li usava già” – risponde lui, lasciandomi di sasso e prosegue – “Frà, ne stanno tutti parlando come fosse una notizia sensazionale, ma in realtà sono anni ed anni che si usano”.

Oggi al telefono parlo con una conoscente che non cito, dato che mi sono scordato di chiederle l’autorizzazione a farlo. Lei rincara la dose – “Francesco, se ne parlava già più di venti anni fa. Ai tempi in cui andavamo a scuola, era già tema di discussione.”

scritto da fradefra il 14.09.06

Ricollegandomi alla proposta Vino Chips Free di Giampiero Nodali, alias Aristide, vorrei fare qualche considerazione, premettendo sin d'ora che la sua operazione mi piace. Ci sarà sicuramente qualche aspetto da rifinire, ma questo è nell'ordine naturale delle cose.

Quindi, trucioli sì, trucioli no?

Pensando alla salute del consumatore, tutto è stato detto ed i pareri sono fondamentalmente concordi. Se il vino può stare nel legno, il legno può stare nel vino, senza che possano esservi danni per l'uomo. Come in tutte le cose, naturalmente, le debite misure devono essere prese, i trucioli dovrebbero essere di legni di provenienza e lavorazione tracciabile, la permanenza nel vino attentamente verificata e controllata, ecc. ecc.
"Chissà da dove arriverebbero quei trucioli" - dice però qualcuno. Dubbio leggittimo, ma allora lo stesso dubbio è lecito per qualunque cosa si metta nello yogurt, nei sughi pronti, in molti liquori, ecc.

scritto da fradefra il 10.09.06

Non potevo non fermarmi su questa chiave con la quale sono arrivati a maisazi.com alcuni visitatori, "sigari rum cioccolato". Non potevo perché per quanto sia un abbinamento decisamente sbagliato, sono uno di quelli che spessissimo si ferma in salotto a fumare un sigaro intanto che bevo del rum e assaggio del cioccolato!

Quindi? Giusto o sbagliato?

scritto da fradefra il 07.09.06

Un amico produttore di vini in Piemonte, cerca per Milano e provincia un agente.

I vini prodotti (quattro linee) sono di ottima qualità. Li ho assaggiati varie volte e garantisco personalmente. Ancor più indicativo, il fatto che vari sommelier, titolari di ristoranti, li hanno inseriti nella propria carta vini senza neppure chiedere il prezzo di vendita.

Se siete interessati, scrivetemi all'indirizzo fradefra@maisazi.com, vi metterò in contatto in modo che possiate trattare direttamente.


scritto da fradefra il 05.09.06

Egregi voi tutti che ci leggete, come vi avevamo accennato in Un corso di degustazione del vino, vi informiamo del fatto che copertina75 ed io abbiamo deciso di seguire un corso di degustazione del vino. Il corso in questione è organizzato da Enotime e si chiama De Gustando. Noi lo seguiremo a Milano, a partire dal 28 settembre per 5 appuntamenti settimanali. Il corso, comunque, si tiene anche a Padova, Roma e Parma.

scritto da FabioDellOrto il 21.08.06

Nei giorni scorsi abbiamo scoperto insieme quali sono i principali liquori.
Oggi voglio entrare più nello specifico, propinandovi alcune curiosità riguardanti uno dei liquori diventati “più alla moda” negli ultimi dieci anni: il limoncello!
Liquore tipico della tradizione campana, viene offerto dopo cena, ma tranquillamente anche dopo pranzo.
In estate però il modo migliore per gustarlo è a metà pomeriggio, da solo oppure accompagnato da dolcetti e biscottini.
A mio avviso è sbagliato farlo a fine pasto, ricordiamoci che il limoncello è un liquore estremamente zuccherato e questo carico di zuccheri pregiudica sensibilmente la digestione.

scritto da fradefra il 17.08.06

Chi è Simone Carletti? che c'entra col vino?
Chi ci visita regolarmente sa che Simone è uno dei componenti della giuria che durante il maisazi party assegnerà il premio del Candle Trophy.
Chi si occupa di web marketing lo conosce come weppos, moderatore della sezione Motori di Ricerca del forum Html.it e responsabile tecnico di Ad Maiora, azienda specializzata nella visibilità e concorrente (ma siamo amici) di Popularity, l'azienda in cui lavoro io.

Ma non volevo parlarvi di lavoro. Vorrei invece presentarvi il suo nuovo blog sul vino che Simone, Sommelier AIS, ha da pochissimo pubblicato.

scritto da fradefra il 12.08.06

Qualche settimana fa ho acquistato in un supermercato la birra che vedete in foto, la Theresianer Vienna, prodotta dall'azienda Theresianer, praticamente senza alcuna indicazione, solo sulla base di quello che sembrava potesse essere. Ancora una volta sono stato fortunato

La birra è una lager di colore rosso ramato, con sapore tendente al malto, dal basso contenuto di alcol. Non eccessivamente schiumosa, buona da bere non eccessivamente fredda, scorrevole e senza retrogusto. Una birra che direi idonea ad essere consumata durante uno spuntino o con piatti leggeri, ma non eccessivamente delicati.

Ottimo il rapporto qualità / prezzo, forse anche a causa di una promozione.

Unico problema, non la troviamo più in quel supermercato! Peccato, mi piaceva. Vediamo se riesco a trovarla in giro.

scritto da copertina75 il 07.08.06

L’ambientazione già bella di per sé, la casa museo "Giammaria Mazzucchelli", accoglie, nella sua barchessa, un interessante museo dedicato al vino del XVII e XVIII secolo.

Nei tre piani si possono trovare: coltura della vite e vinificazione, elaborazione e imbottigliamento del vino, cavatappi e tappatrici d'epoca.

Vi consiglio di visitarlo, io e fradefra, appena avremo un po’ di tempo lo faremo di certo.

Il Museo Mazzucchelli si trova in Via Giammaria Mazzucchelli 2 a Ciliverghe di Mazzano (Brescia). Tel 030.212.09.75.
È aperto dal martedì al venerdì dalle 9 alle 14,30 e la domenica e i festivi dalle 15 alle 18.

Il loro sito è www.museimazzucchelli.it

scritto da FabioDellOrto il 31.07.06

I liquori, escludendo la mattina per ovvi motivi, si possono bere in qualunque momento della giornata, dopo pranzo o durante il pomeriggio, dopo cena. Ogni liquore richiede il “suo” bicchiere che ci consente di gustarne al meglio le sue caratteristiche.
In commercio si trovano due categorie di liquori, quelli secchi e i liquori dolci.
Fanno parte della prima categoria i distillati di vino (brandy e cognac), essi possono essere serviti a temperatura ambiente dopo pranzo, dopo cena, oppure nel tardo pomeriggio, e i distillati di cereali (whisky, vodka, gin) che vanno consumati dopo cena.

scritto da fradefra il 29.07.06

Il sito del produttore dello shiraz yellow tail, un vino australiano.Da sempre sono un appassionato del barricato, dell'antico, dell'annata, di quel vino, insomma, che immaginiamo aver riposato per cento anni per essere bevuto oggi col rispetto che si deve ad un dio che si concede a noi per amore.

Da qualche tempo, però, come in altri aspetti della mia vita, ho voglia di nuovo, di cosmopolita, di dinamico, di evoluto, di mutante. Vorrei guardare nel futuro e trovarvi una risposta ad una pulsione che sento e che riesco ad riassumere con una sola parola. Diverso.

scritto da fradefra il 21.07.06

L'etichetta del vino Shiraz Stonehaven australiano.Come vi scrivevo in Acquistare d'impulso una bottiglia di vino, qualche giorno fa ho comprato uno syrah australiano. Si tratta, per l'esattezza, dello Shiraz Stonehaven prodotto dall'azienda omonima nel 2004.

Vinificato in purezza, ha un profumo meno fruttato di quanto mi aspetto solitamente da uno syrah, ma in compenso si avvertono note nuove e gradevoli. Un vago sentore di legno (l'etichetta parla di rovere) e la moderata presenza di spezie, gli conferiscono un aspetto più vicino ai vini d'annata.

Al palato questo Shiraz australiano si rivela di buon equilibrio in tutte le sue componenti. Acidità, alcolicità, persistenza, tannino e glicerina sembrano in quelle proporzioni che portano il vino a non risultare sgradito a nessuno, col beneficio dei gusti di ognuno, ovviamente.

scritto da shiftzero il 15.07.06

Come alcuni di voi sanno, da ormai qualche anno mi occupo di marketing per il settore agroalimentare, con una particolare specializzazione per i mercati internazionali e in principal modo mi sono occupato di strategie per produttori di olio extravergine e vino qui in Puglia.

Leggo proprio oggi con grande piacere sul blog marketingdelvino.it questo interessante articolo sull'efficacia delle strategie delle aziende italiane del settore "vino" in Inghilterra. L'articolo si intitola Analisi del mercato britannico: risultati interessanti per il vino italiano.

Facciamo alcune valutazioni insieme.

scritto da fradefra il 08.07.06

" PAPA’ HO PAURA " Ma il PADRE non c'è.

Chi è rimasto orfano da piccolo conosce il disagio di questo vuoto.
Fatevi raccontare dai vostri figli i loro sogni dopo il delitto di
Manhattan dell' 11 settembre 2001. I bambini hanno avuto paura.
Hanno visto. Le immagini hanno fatto irruzione nei loro spettacoli
pomeridiani con l'edizione straordinaria dei telegiornali.
Poi hanno avuto bisogno di essere rassicurati.
Ma in famiglia il padre è il personaggio più assente.
Nella fragilità psicologica di quei momenti serve anche la voce
di un uomo accanto alle parole INTELLIGENTI e AFFETTUOSE
di una DONNA.

Fra le 10 barriques della vendemmia 2001, questa ho la sensazione
che sia la più........ non so.... forse la più buona.

Gradazione alcolica 14,20%
Estratto secco totale 32,90 g/litro
Acidità totale 5,85/1000

scritto da fradefra il 07.07.06

Barbera La Bimba 2001 di Gianluigi Orsini.Ritengo che un buon vino sia una delle motivazioni per vivere e la cucina creativa mi ha sempre affascinato.
Ci sono situazioni, però, in cui si va oltre. Oltre il vino e la cucina. Sono situazioni in cui emerge l'Uomo.
Il vino non è solo mosto fermentato, maturato in botte ed affinato in barrique. Il vino è la somma del sudore degli uomini che sorvegliano la crescita della vite, dell'amore dell'enotecnico che seleziona il filare giusto, della disperazione del contadino che tenta di proteggere le sue piante quando la grandine falcia impietosa ogni macchia verde.

Siamo riuniti nel ristorante Passone, a Montevecchia e Fabrizio, uno dei fratelli Cogliati proprietari del locale, ci sta chiedendo cosa vogliamo mangiare. L'ha già chiesto varie volte, ma noi siamo intenti ad assaggiare l'affascinante risultato di un esperimento di Gianluigi Orsini. Il Lieto Romore è un moscato secco del 2003, maturato in barrique sino ad esaurire lo zucchero, mescolato e rimesso in barrique per l'ultimo affinamento. Vellutato e spesso, dal profumo di un gentile e dolce formaggio, a lungo persistente e leggermente acido.

scritto da shiftzero il 03.07.06

Dopo aver letto un articolo pubblicato su Gentleman in cui vengono recensite alcune birre artigianali, spinto dal desiderio di provare gusti ancora poco conosciuti, ho acquistato in un negozio specializzato le tre diverse birre segnalate nell'articolo. E il mio palato ne è rimasto piacevolmente sorpreso.

scritto da fradefra il 02.07.06

Ho appena finito di leggere il post Indisciplinare di Luca Risso sul fatto che la disciplinare di molti vini è effettivamente standardizzata al punto che tutti i vini potrebbero sembrare uguali, leggendola.
Vorrei continuare il discorso, su come l'appiattimento, purtroppo, vada anche sul gusto. Troppo spesso mi capita di sentire commenti negativi su vini (e non solo vini) perché hanno qualcosa di non riconosciuto. Peggio ancora "Ottimo quell'arrosto di agnello. Il sapore di agnello, per fortuna, si sentiva pochissimo" - beh, giudicate voi.

scritto da fradefra il 24.06.06

Ricollegandomi al post Vino Doc Spagna in cui Slawka G. Scarso ci informa di alcune variazioni di etichetta per l'Australia e la Spagna e pur riconoscendo al vino la sua caratteristica di prodotto di tradizione e cultura, credo che troppo spesso con questa scusa le aziende produttrici sottovalutino l'importanza dell'etichetta apposta sulla bottiglia.

Vini di rara eleganza sono in bottiglie presentate come fossero l'ultima bevanda del mondo. Vini che posti su uno scaffale diventano anonimi.

Le aziende credono che basti il nome della casa e quella del vino per avere successo o per vendere, ma in realtà non sempre è così.
Sullo scaffale del supermercato, ma anche dell'enoteca di buon livello, troviamo decine di bottiglie interessanti, di qualità, di produttori noti e seri. Quale scegliamo, allora? Spesso sono le ultime piccole cose a fare la differenza.

scritto da fradefra il 23.06.06

  Dice la leggenda che dal sole di Sicilia nacque un re maestoso, che per distinguersi da suo padre indossò un mantello nero. Ancora oggi lo chiamano Sire Nero.


Eravamo all' Ipercoop di Vignate, con l'improvvisa voglia di bere del vino.
"Compriamo qualcosa di diverso?" - ci diciamo ed eccoci con la bottiglia di Sire Nero Syrah della casa siciliana Rapitalà.

  
scritto da fradefra il 21.06.06

Fu lui che quasi venti anni fa, praticamente astemio, mi iniziò al vino, quasi per scherzo.
Con l’allora mio cognato, ero andato nella sua enoteca Al Convegno per un aperitivo. Mi ricorderò sempre di quest’uomo dal viso gentile, faccia classica da sommelier e sempre con la sua giacca da lavoro.
Gli chiesi un succo di frutta, quel giorno e per poco lui non sbiancò. Ci tenne che io assaggiassi un goccio di vino, mi raccontò tutto di quella vigna (era un vino della Valtellina), della difficoltà di quelle produzioni, del sudore speso dai contadini per far crescere un’uva senza speranza. Mi parlò di come si ammazzassero di lavoro e di come litigassero per ogni metro di terra soleggiata, dalla parte giusta delle colline, per arrivare ad avere un vino appena decente, ma che si apprezzava proprio in considerazione di questi sforzi, di questo amore innato, del desiderio di esserci.

scritto da fradefra il 20.06.06

Al TigullioVino.it Meeting siamo arrivati anche troppo presto, ma l'idea era di fare un giro a Rapallo, città che non avevamo mai visto. Con una fortuna sfacciata, troviamo posto nel parcheggio antistante l'ingresso dell'Hotel Excelsior Palace, location dell'evento, lasciamo la macchina ed andiamo per il carruggio ed il lungomare.
Alle 14.00 ritorniamo all'hotel ed incontriamo Filippo Ronco, organizzatore del meeting. Due chiacchiere al volo, ovviamente lui è presissimo, una mezz'oretta di relax nella hall e si inizia. Ottima l'organizzazione, che senza dare nell'occhio e senza grandi attività apparenti, ha consentito a tutti noi di gustare l'evento senza un solo intoppo. Complimenti a Filippo per lo sforzo, secondo noi ben riuscito nel suo intento.

Giriamo per la sala che raccoglie in modo ordinato tutte le aziende espositrici ed eleggiamo la bottiglia più bella. Dato che io e copertina75 ne scegliamo due diverse, eccole entrambe nella foto. Si tratta del Siroma, un negroamaro in purezza barricato 4 mesi ed affinato per ulteriori 6 in bottiglia. Il secondo, quello scelto da copertina75, è il Tamburotorto, primitivo e negroamaro al 50%, maturato in acciaio e affinato in bottiglia per due mesi. Entrambi della Tenuta Nantes di San Pietro Vernotico in provincia di Brindisi.

Passiamo agli assaggi. Iniziamo col bianco, decidendo che non proveremo tutto ma che ci limiteremo a quattro vini. Un gewurztraminer , un muller, uno di cui non ricordiamo neppure il nome, non avendo ritenuto di voler segnare alcunché ed infine quello che in assoluto ci è piaciuto di più,
rossi compresi. Si tratta del Domain Emilian Gillet della casa francese Thevenet, nella regione bourgogne. Un superbo vino dolce da pasto, dal colore giallo paglierino tendente al verdino, dal profumo fresco, ma intenso. Perfetto per i formaggi, a concorde parer nostro.

Dei tanti rossi provati, invece, vorremmo ricordare il Nicchia 2004, un rosso selezionato da una vigna di 60 anni di proprietà della casa Pietro Beconcini Agricola di San Miniato, in via di riconoscimento varietale. 800 bottiglie che si configurano come una prima produzione, ma che si fa apprezzare per alcune note caratteristiche sia nel profumo sia nel gusto. Difficile da descrivere.

Stranissimo e sicuramente facile da ricordare, cosa che riteniamo sempre positiva, il Kairos dell'Azienda Agricola Zyme di Negrar, in provincia di Verona. Un vino che potremmo in qualche modo definire sperimentale, ottenuto da un difficile blend che ha prodotto un rosso dal sentore speziato di vaniglia e cannella, quasi balsamico. Morbido in bocca, ha una piacevole persistenza.
Avevo il dubbio sulla difficoltà di mantenere queste caratteristiche nelle successive produzioni, ma l'enologo della casa, sorridendo, mi ha rassicurato con un "Non si preoccupi, ci riusciremo!" ed io sarei tendente a credergli.

Appuntamento al prossimo anno. Siamo convinti che, visto il successo, la terza edizione non potrà non esserci. Ancora complimenti a Filippo ed allo staff di TigullioVino.it

scritto da fradefra il 19.06.06

Ci sono prodotti con caratteristiche che li connotano come non adatti alla vendita su Internet. In generale, tutto ciò che abbiamo bisogno di toccare, di annusare, di valutare, tendiamo ad acquistarlo in negozio. Salvo situazioni particolari, un paio di scarpe o una cintura difficilmente li acquisterò su un e-shop.

Altri prodotti, soprattutto di marchi noti, li compro al supermercato senza alcuna valutazione. Spesso si tratta di confezioni chiuse che pur volendo non potrei certo provare. Le descrizioni spesso non dicono molto o tutti i prodotti riportano la stessa. Pensate ad una bottiglia di olio extravergine di olive. Se non conosceste la marca, potrebbero sembrarvi tutte uguale. Ecco, l'olio è un buon candidato ad essere acquistato su Internet. Una volta che sapete quale olio volete, perché andare ogni volta in negozio? Infatti, l'olio su Internet si vende bene, soprattutto sui mercati internazionali.

E il vino?

scritto da fradefra il 18.06.06

Marta nel suo post L'Aperol sbarca in America ci parla del successo di questo liquore che da decenni è sulla breccia, a livello internazionale.
Io rincaro la dose, dicendo che in nessuna casa dovrebbe mancare. Nel mio frigorifero c'è un posto riservato. Lo usiamo liscio, nei cocktail e persino in diverse ricette che ho creato (l'Arrosto nello Stagno).

L'Aperol, in effetti ha un gusto che lo rende versatile, sia come bevanda sia in cucina. Il suo tocco morbido si sposa bene con la carne ed in altri piatti in cui sia presente la frutta. Il rapporto prezzo/qualità, inoltre, è piacevolmente vantaggioso, il che non guasta!

Il sito del brand è www.aperol.com (al momento pare avere qualche problema).

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