Qualche
tempo fa l'azienda Sorrentolio Srl
ci aveva inviato alcuni oli extravergini di oliva di
sua produzione da assaggiare. Tra quelli che che ci sono stati mandati
quello che abbiamo preferito e scelto da utilizzare duranti i corsi di
cucina è il Syrrentum.
Questo olio non ha un profumo molto intenso, però si colgono bene le note di carciofo cotto e leggermente di limone. In bocca è molto leggero, poco pungente e lascia la bocca pulita. Lo stiamo utilizzando in cottura e ogni qual volta abbiamo bisogno di un olio leggero poco invadente, che esalti, ma non copra i sapori del cibo.
Ringrazio l'azienda Sorrentolio Srl per avercelo inviato.
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Sorrentolio Srl - Frantoio oleario - Oleificio
Via Nastro d'Argento, 9
80065 Sant'Agnello di Sorrento (NA)
Tel. 081 8072300
info@sorrentolio.it
- www.oliogargiulo.it
L’oleocantale è una molecola che si trova nell'olio extravergine di oliva, simile quella dell’ibuprofene, un anti-infiammatorio che ha lo stesso meccanismo di azione e gli stessi effetti.
Alcune ricerche sembrerebbero dimostrare che l'oleocantale abbia effetti positivi sul nostro organismo e che addirittura renderebbe le ADDLs, proteine altamente tossiche responsabili del morbo di Alzheimer, maggiormente aggredibili dagli anticorpi. Questo aumenterebbe l’efficacia dei trattamenti di immunoterapia.
Che l'olio extra vergine di oliva facesse bene, era già noto da tempo, ma è interessante scoprire che possa arrivare a curare malattie degenerative come appunto l'Alzheimer.
Quando leggo queste notizie penso ad una frase di un nutrizionista che mi colpì qualche anno fa, Noi siamo ciò che mangiamo.
Nuova moda oppure no? Domanda lecita quando sentiamo parlare o leggiamo di un nuovo modo di fare, di comprare o, come in questo caso, di viaggiare.
L'Honey Travel è il "viaggiare andando per miele" e da qui l'honey traveller il "viaggiatore di miele", colui che, appassionato di miele, programma le sue vacanze in base ai luoghi in cui questo prezioso alimento viene prodotto. Da non confondersi, mi raccomando, con il Trave Honey, quel telecomando che ci aiuta a ritrovare la macchina quando ci siamo dimenticati dove l'abbiamo parcheggiata, che per inciso servirebbe a tutti gli smemorati come me :D
Sembra che il viaggiatore di questo tipo sia una persona attenta a ciò che mangia, che spesso preferisce alimentarsi con cibi biologici e che può arrivare a consumare ben 6 kg l'anno di miele, quando la media si attesta su 400 gr.
C'è arrivato
qualche settimana fa, ma i prodotti che abbiamo da provare sono
veramente molti. Finalmente l'altro ieri ci siamo riusciti, ed ecco a
voi l'olio extravergine di oliva che l'Azienda Agricola Armato ci ha
inviato.
Apriamo la bottiglietta, ne versiamo un po' nei nostri bicchierini da degustazione, lo teniamo tra le mani una decina di minuti e iniziamo.
Il profumo è delicato, certo non ti esplode nel naso, ma d'altro canto non era questo che ci aspettavamo. Invece con pazienza si colgono vari aromi, tra cui la salvia, il carciofo, il pepe nero, la mandorla dolce, forse del rosmarino e dell'origano. Nella parte alta del naso una leggera pungenza rafforza l'idea del pepe.
Sappiamo che è fatto di olive taggiasche, quindi potremmo esserne influenzati, ma pare proprio di sentirne il caratteristico profumo.
Assaggiamo, in bocca si presenta leggermente untuoso, ma deglutito, il palato resta pulito. La pungenza è minimo, ai lati si avverte un leggero amarognolo quasi di tannino. Il ricordo di erbe è presente, ma delicato, non è quello eccessivo dell'erba appena tagliata.
Al retrogusto si aggiunge un sentore di limone.
Un'esperienza gradevole, che si completa con il condimento di un pollo che ho sottomano. Lo useremo anche in uno dei prossimi corsi, per vedere che ne pensano gli allievi.
Proprio così, il proprietario del Green Garden Bar, Enzo, vende l'olio extravergine di oliva che ha prodotto direttamente nei campi della sua famiglia, in Calabria.
Si tratta di una produzione di qualità, personalmente seguita. Circa 200 kg di olio che vende anche a singola bottiglia a 9 euro al litro.
L'ho assaggiato e devo dire che se il profumo non è molto intenso, il gusto in compenso è delicato e senza pungenza. L'olio perfetto per i bambini, ad esempio, che spesso non amano i gusti troppo accentuati.
Se vi interessa, lo trovate in Via Cappellini 10, traversa di Via Vittor Pisani, zona Stazione Centrale.
Affrettatevi, perché 30 Kg li ha già venduti.
Ciaooooo
L'AIB, l'associazione Assaggiatori Aceto Balsamico ha organizzato degli incontri di degustazione per i soci, che partiranno questa settimana fino ad aprile del prossimo anno. Io e fradefra abbiamo deciso di aderire, pagheremo la quota per diventare soci ed entreremo nel mondo dell'aceto balsamico per cercare di capirne un po' di più.
Le serate saranno condotte da Giudici qualificati di Analisi Sensoriale, certificati da AIB, che guideranno i soci presenti alla scoperta di questo prodotto tipico della nostra penisola, così amato dagli stranieri e purtroppo poco conosciuto dagli italiani.
Sono in tutto 6 serate: 6 novembre 2008, 4 dicembre 2008, 8 gennaio 2009, 5 febbraio 2009, 5 marzo 2009 e 9 aprile 2009, dalle ore 18.00 alle ore 20.00. Si svolgeranno presso la sede del Consorzio Aceto Balsamico di Modena, in via Canaletto 80, a Modena.
Brisighella, un comune dell'Emilia-Romagna, ha una lunga tradizione di olio e olive che culmina nella sua Sagra, ormai alla sua 46° edizione, nel mese di novembre. Quest'anno la manifestazione si svolgerà l'ultima domenica del mese, il giorno 30, durante la quale si potrà degustare l'olio ed acquistarlo, inoltre, verrà allestito un mercatino di prodotti tipici locali.
Un altro appuntamento importante sul tema dell'olio, sarà il convegno nazionale organizzato dal Comune di Brisighella in collaborazione con l’Università degli Studi di Siena e l’Associazione Italiana Città dell’Olio che si terrà l'8 novembre. Il convegno sarà aperto al pubblico e vedrà la partecipazione di produttori, giornalisti e chef che faranno il punto sullo stato dell’arte dell’olio di Brisighella.
Con
Maria Elisa s'era parlato solo dell'Olio Extravergine di Oliva
che volevamo provare, quindi ci aspettavamo un pacchetto per la bottiglia,
invece tra i prodotti
alimentari tipici che Gustoshop ci ha inviato abbiamo trovato anche
la Bottarga di Muggine ed una confezione di Lenticchie Nere delle colline
Ennesi (chissà se a Pergusa fanno ancora le gare).
Ringraziamo Gustoshop per l'invio. Come molti sanno, maisazi.com non fa pubblicità, scriviamo solo delle cose che ci piacciono e questo lo diciamo ben chiaramente a chi ci spedisce dei campioni per una prova. In sostanza, mandarci qualcosa non garantisce nulla, perché se poi non riterremo di aver nulla da scrivere o evidenziare, qui sul blog non daremo alcuna segnalazione.
Qualche
giorno fa torniamo da uno dei tanti viaggi e troviamo un pacchetto.
Lo apriamo incuriositi perché non aspettavamo nulla in questo
periodo e.... ta!ta! ecco a voi lo Zafferano dell'Aquila della Peltuinum
- Antica Azienda Agricola. Solo a questo punto ricordo che via email
ne avevamo concordato una prova.
Lasciamo il pacchetto parcheggiato un attimo in cucina, in attesa di decidere come impiegarlo, quindi faccio alcune foto e mi riprometto di scrivere questa presentazione, nell'attesa d'usarlo in qualche ricetta.
Qualche
mese fa conoscemmo l'Azienda
Olearia San Giuseppe, della quale provammo durante una manifestazione
il suo Olio Extravergine d'Oliva Oljato Simonetti. Dopo qualche
giorno ci inviarono due bottiglie per le nostre prove in cucina, ed
eccoci qui a descrivervene le caratteristiche.
L'olio, intanto, è classificato come fruttato delicato, l'etichetta lo dichiara di olive Cerasuole, Biancolilla e Nocellara del Belice.
Leggermente torbido dato che non è filtrato, il profumo è decisamente di pomodoro, caratteristica di molti oli siciliani, con note di basilico, carciofo, una leggera mandorla ed un sentore di agrumi.
La pungenza è bassissima, in bocca è morbido, poco untuoso, con la conferma del pomodoro che pare di assaggiare. Mi viene automaticamente in mente l'accostamento con le insalate.
Oltre alle nostre prove di cui vi parlerò nelle prossime righe, lo abbiamo portato alla serata sulla carne al Wine Enoteca di Lonigo ed i feedback sono stati positivi.
Abbiamo
deciso di creare delle nuove ricette in cui cioccolato e cacao
siano usati in modo inusuale. Non c'è siamo fatti scappare l'occasione,
quindi, di fare due chiacchiere con Paolo Devoti di Passion
Cocoa, che sta selezionando pregiate materie prime anche pensando
ai cuochi che le impiegheranno in cucina.
Paolo lo abbiamo conosciuto al VinNatur 2008, dove, come annunciato in 6 e 7 aprile 2008: VinNatur siamo stati qualche settimana fa. Tra un vino e l'altro, ci siamo fermati al suo stand a parlare di cioccolato da fondere in piatti esotici, masse pure ricavate da bacche tostate in modo corretto per evitare l'eccessivo amaro ed altro ancora.
Periodo
di prove ed assaggi, questo, continuano ad arrivare prodotti da aziende
e conoscenti.
In foto vedete un Aceto Balsamico spagnolo ed alcune confetture di frutta (c'è anche un rabarbaro), inviatemi da Manuela di Finest Quality Food per la nostra cucina.
Per la verità, i prodotti ci sono arrivati ormai da più di un mese e qualcosa l'abbiamo già assaggiata e gradita, ma di questo vi scriveremo con più calma in un apposito post.
È ancora intatto l'Aceto Balsamico di produzione spagnola, invece. Trattandosi di un invecchiato di 25 anni, merita la ricerca di un impiego che lo valorizzi al massimo. Per inciso, in questo momento la Comunità Europea sta decidendo sull'uso del nome Aceto Balsamico che è rivendicato in esclusiva dai produttori emiliani. Vediamo come andrà a finire.
Continuiamo
l'Aceto Balsamico di Modena di Ortalli, la rassegna degli aceti
che che AIB
- Assaggiatori Italiani Balsamico qualche mese fa ci ha spedito.
Premetto subito che i prodotti che AIB classifica con 4 foglie sono tutti di ottimo livello e nell'ambito del Balsamico di Modena sono quanto di meglio si possa trovare. Anche il prodotto di Ortalli, quindi, non discosta da ciò.
Con una certa curiosità ci siamo apprestati a queste prove, anche per capire se effettivamente ci siano delle differenze avvertibili in aceti di produttori diversi, in particolare rispetto all'Acetum, che avevamo usato in cucina e di cui vi avevamo parlato nel post L'Aceto Balsamico di Modena di Acetum, anche lui classificato con 4 foglie.
Tra
i prodotti enogastronomici che Buoni
a Tavola ci ha inviato e di cui vi ho parlato in I
cesti natalizi di Buoni a Tavola, c'era l'Olio Extravergine di
Oliva di Antonio Sasso, che vedete in foto assieme ad altre cose
che solitamente usiamo in cucina. Ok, mi sono esercitato con la nuova
macchina fotografica di cui presto vi scriverò, lo ammetto ![]()
L'olio mi aveva incuriosito perché proveniente da una località di cui non ne avevo ancora assaggiato, quindi ho dovuto mordere il freno, visto che avevo altre bottiglie aperte da finire. Comunque, alla fine, è arrivato il suo turno. Eccovi le nostre impressioni.
Un
argomento estremamente affascinante, il sale, la cui storia si intreccia
con la storia dell'Umanità. Ho appena finito di leggere alcuni
libri che mi hanno molto colpito. Non vorrei riportare brani di questi
scritti, ma immergermi in prove di cui darvi riscontri pratici. Mi piacerebbe
trasferirvi ciò che io ho provato, conducendovi un po' alla volta
in questo mondo misterioso.
Nella foto vedete il banco di lavoro che ho preparato in cucina per farvi una prima panoramica dei vari tipi di sale di cui presto vi scriverò. Nel seguito, ve li commento con una foto maggiormente ravvicinata.
L'Aceto
Balsamico di Modena non è di esclusivo appannaggio dell'insalata,
ma si presta a preparazioni di ben più grande soddisfazione.
In questo articolo ve ne mostriamo l'uso in forma concentrata (ridotto).
Preparare la riduzione d'aceto è semplice: basta un pentolino, meglio se di rame stagnato o di rame bi o trimetallico, un buon aceto balsamico e qualche aroma aggiuntivo, se volete arricchirne il profumo (comunque già esteso di suo).
Nel pentolino versatene pochi cucchiai, secondo le necessità, aggiungete l'aroma scelto, fate riscaldare a temperatura moderatissima per una decina di minuti (quanto basta per farlo sobbollire), riducendo il volume sino a quando il liquido non è denso sino al punto che vi serve. Nel mio caso, ogni tanto faccio un controllo con un cucchiaino e spengo il fuoco quando il cucchiaino lascia cadere un filo di aceto senza pulirsi.
Fatte
le premesse sulla classificazione
a foglie di AIB, qui vi presentiamo l'Aceto Balsamico di Modena
di Acetum S.r.l. che AIB
- Assaggiatori Italiani Balsamico ci ha inviato e di cui vi abbiamo
già scritto.
Dell'acetaia Acetum, abbiamo subito voluto provare quello classificato con quattro foglie, perché pensavamo che potesse avere alcune caratteristiche di rilievo per noi. Infatti pensavamo di usarlo in alcune ricette che in questi giorni stiamo preparando, per provare anche alcuni prodotti che ci sono stati inviati da altri produttori e siti di commercio elettronico.
La bottiglietta è molto semplice, sul retro ci sono le informazioni sull'azienda, i due bicchierini sono un dono di AIB.
Devo
dirvi la verità, la tentazione di provare subito un 4 foglie
è stata fortissima, ma abbiamo resistito e siamo partiti con
gli aceti balsamici certificati con una foglia dagli Assaggiatori
Italiani Balsamico.
Da quelli che vi abbiamo presentato col post L'Aceto Balsamico di Modena inviato da AIB, abbiamo separato quelli che vedete in foto. Si tratta dei prodotti delle aziende Acetum, Ortalli, Fini e Mazzetti d'Altavilla, che abbiamo aperto subito.
Evito di entrare in paragoni con vincitori e vinti. Data la categoria dei prodotti, posso dirvi che tutti mi paiono indicati per un uso giornaliero, ogni volta che vi serva un po' di acidità. L'Ortalli ha un colore meno carico, teniamolo presente quando non vogliamo fondi troppo scuri.
Tra
i tanti progetti del settore enogastronomico italiano, la classificazione
a foglie dell'Aceto Balsamico di Modena fatta da AIB
- Assaggiatori Italiani Balsamico è una delle iniziative
che più mi piacciono, nell'ottica dell'aiutare i consumatori
finali nei loro acquisti. Così, prima di iniziare a descrivervi
gli aceti ci hanno inviato e di cui vi abbiamo parlato in L'Aceto
Balsamico di Modena inviato da AIB, ho pensato di parlarvi di questa
idea.
Vista la difficoltà che i consumatori hanno nel valutare un Aceto Balsamico di Modena, l'AIB offre alle acetaie un servizio di analisi sensoriale e classificazione basata sul numero delle foglie. Proporzionalmente al numero delle foglie sale la qualità percepita dell'aceto. Per chi deve acquistare questo importante prodotto enogastronomico, quindi, vi è un giudizio super partes che lo aiuta.
La valutazione data dall'AIB, ovviamente, va considerata in relazione al costo del prodotto, dato che non per tutti gli usi è consigliabile spendere 20 euro per una bottiglietta di aceto. Prezzo e numero di foglie, quindi, consentono ai potenziali clienti di scegliere un articolo equilibrato.
Le acetaie, dal canto loro, possono fregiarsi del logo, fornendo ai propri clienti una certificazione del livello raggiunto.
Veniamo a questo punto ai vari livelli di classificazione.
Stavolta
è Buoni
a Tavola ci ha inviato alcuni prodotti enogastronomici tipici
che fanno parte dei loro cesti natalizi. Ve li abbiamo fotografati
così come ce li hanno inviati. Ovviamente nella forma di regalo
di Natale prevedono le apposite confezioni che si ispirano alla più
amata festa della nostra tradizione.
Nel pacco abbiamo trovato una ricotta salata, una provola, un caciocavallo,
una cicoria selvatica sottolio che abbiamo già usato in una bellissima
ricetta che presto vi presenteremo, una confezione di peperoni croccanti,
filetti di melanzane sottolio, una bottiglia di olio extravergine di
oliva e una salsiccia casereccia che abbiamo già mangiato in
un pic-nic in salotto
.
Di questo pic-nic non è fornita la foto, per ovvie ragioni, ma
posso dirvi che eravamo seduti su dei cuscini, c'era una coperta a terra
con molti piatti davanti a noi ed un film proiettato sul muro. Un misto
tra cinema e giardino
.
La salsiccia era ottima ![]()
L'abbiamo
conosciuto su Vinix, incrociandoci su alcuni post, e un paio di settimane
fa Vito Alicino ci ha inviato l'olio extravergine di oliva dell'Azienda
Agricola Santa Maria.
Il colore è verdognolo, il profumo è abbastanza intenso, con vaghi sentori di mandorla fresca, carciofo, erbe ed una nota leggermente piccante inspirando profondamente.
A confermare l'odore della mandorla, il sapore è leggermente amarognolo. Per le sue caratteristiche ci pare che possa essere un olio di facile uso in molte situazioni, dato che non dovrebbe mai sovrastare il cibo.
Una
sera abbiamo preparato una veloce pasta con le zucchine, friggendo
quest'ultime con l'olio di Vito. Un pomodoro come decorazione, del pepe
macinato al momento, del tè aromatico, un ultimo filo d'olio
crudo ed ecco pronto un piatto che è stato fatto fuori in pochi
secondi da quattro persone.
La pasta, per inciso, è quella che ci è stata inviata con un pacco di prodotti tipici da Mosto e Miele, i Fusilli Antico Pastificio Colletti. Una persona che spesso effettua test di pasta per conto di alcune aziende, per altro, ha espresso la sua approvazione, evidenziando la perfetta tenuta della cottura.
In
questi giorni è un continuo arrivare di prodotti. Ci accingiamo
a presentarvi il tutto, un po' alla volta, poi iniziamo ad usarli e
quindi vi racconteremo le nostre impressioni.
Iniziamo con l'Aceto Balsamico di Modena che ci è stato inviato da Simonetta Norscia, che ho conosciuto tramite AlimentaPress, su cui inserisco regolarmente comunicati stampa. Ho scoperto che Simonetta è Coordinatore e Responsabile Qualità in AIB - Assaggiatori Italiani Balsamico e lei gentilmente mi ha inviato un po' di cose da assaggiare. Il passo successivo è stato il chiederle di partecipare ufficialmente per conto di AIB al Maisazi Day, ed eccoci qui con un bel po' di cose da sperimentare nella nostra cucina, per poi scrivervi di ciò che più c'è piaciuto.
Vi
dicevo che nella nostra passeggiata
serale a Sorrento abbiamo comprato un olio extravergine e una salsa
al lampone e zenzero (per inciso, Daniela, è tua!
)
Per l'esattezza si trattava dell'olio extravergine di oliva Feudo Principi di Butera, prodotto a Butera, in provincia di Caltanissetta. Vedendolo sugli scaffali, mi ha inizialmente colpito la bottiglia, poi mi sono deciso vedendo che è prodotto in Sicilia, di cui ho molto apprezzato l'olio extravergine Luna Vergine, dell'amico Calogero, di cui vi ho scritto la recensione in Parliamo della produzione 2006 dell'olio extravergine di Dimino Luigi. Volevo vedere se riuscivo a fare il bis.
In questi giorni lo abbiamo provato, c'è piaciuto ed abbiamo deciso di presentarvelo con eccovi qualche considerazione sui possibili abbinamenti con i piatti o in cottura.
Oggi noi consideriamo il sale alla stregua di ciò che costa, nulla, invece sino al secolo XX era considerato oro bianco, tanto era raro, prezioso ed importante.
Il sale è un alimento indispensabile per gli organismi viventi, uomo incluso, e restarne privi può causare notevoli problemi. Dato che i prodotti della natura che lo contengono sono pochissimi, va assunto per aggiunta ai cibi che consumiamo.
Il sale era nei millenni passati così importante, che i soldati romani ricevevano una razione di sale giornaliera, che ha dato origine al termine di salario.
Una domanda semplicissima, potete rispondere nello spazio commenti in basso.
Perché l’olio extravergine di oliva non lo comprate da un negozio on-line?
[Aggiunto il 6 novembre 2008]
Si pregano i produttori e venditori di olio a non rispondere con la semplice promozione del proprio prodotto. Questo articolo non è stato fatto per fare pubblicità, ma per rilevare le motivazioni che impediscono l'acquisto on-line dell'olio.
Ogni commento puramente promozionale sarà cancellato, così come sono stati cancellati i precedenti dello stesso tipo.
Chi ha interesse a promuovere il proprio prodotto, cosa non di per sé negativa, anzi, ci scriva all'indirizzo fradefra@maisazi.com.
Siamo
sempre alla ricerca di nuovi oli, non perché quelli che usiamo
non ci piacciano, ma perché in Italia di olio se ne fa tanto
e vale la pena di provarlo tutto.
Ogni olio extravergine, se di buona qualità, ha le sue caratteristiche.
Piccole differenze di colore possono già cambiare la presentazione
di un piatto. Una piccola variazione di acidità si sente al palato,
influenzando l'abbinamento col cibo. I profumi possono andare dalla
salvia al limone, dalla mandorla ai fiori.
Grazie a Stefano di Inari, stavolta abbiamo sotto mano un campione dell'olio extravergine di oliva Le Macine di Athena, nella versione Fruttato Delicato, produzione 2005/2006, dell'azienda agricola olearia Nicola Negro.
Una
sera, in un rapido spuntino all'enoteca
la Cantina di Milano, Alessandro, gestore del locale, ci aveva portato
un piatto con mozzarella di bufala e confettura di pomodori rossi.
Quando qualche giorno, in base all'accordo con cui facciamo da laboratorio esterno di prova, ci ha chiesto un parere dandomene una confezione da
portar via, non m'è parso vero! Infatti copertina75 ed io ne
avevamo già parlato tra noi, avendola trovata ottima ![]()
L'azienda che la produce si chiama Le Tamerici S.r.l, di San Biagio in provincia di Mantova. Un semplice vasetto, un'etichetta con tutte le indicazioni previste dalla legge ed anche qualcuna in più, un colore già invitante attraverso il vetro. Rosso carico e vivo. Gli ingredienti sono verdure (l'80% è garantito), zucchero e succo di lime.
Come
vi avevo scritto in Mosto
al cioccolato - anticipazioni, ero piuttosto curioso per questo
nuovo prodotto di Inari.
Simpaticamente Stefano me l'aveva mandato, io l'ho provato ed eccovi
qualche considerazione.
Il primo commento, tutto di getto è: ottimo! 
Veniamo agli ingredienti. Mosto cotto, beh questo era evidente, cacao, agrumi, rum, vaniglia e zucchero. Non dovrebbero esserci problemi per chi soffre di allergie.
Appena tolto il tappo si sente un forte odore di cioccolato, con sentore di ciliegia, probabilmente dovuta al mosto. Il profumo è speziato di vaniglia, con il cacao che pare essere nell'aria ed entrare nel naso. Si nota anche una leggera presenza di agrumi, probabilmente arancia.
Già
alla fine del 2005 avevamo pensato a questa passeggiata che finalmente
siamo riusciti a fare. All'Ape S.r.l. di Gardin, la signora Lucia Cazzola
ci ha intrattenuto un paio d'ore parlandoci del miele, delle api
e dell'apicoltura. Purtroppo non abbiamo potuto vedere le arnie
(le api sono in letargo), ma ci siamo già accordati per una successiva
visita a giugno.
Iniziamo con un giro nei reparti. La prima cosa che mi colpisce è che il pavimento è tutto bagnato e le pulizie sembrano continue. Lucia mi spiega che l'igiene è fondamentale nel trattamento del miele e che le gocce cadute si rimuovono solo con acqua calda. Questo spiega l'attività continua degli addetti.
Da
due mesi sto usando l'olio extravergine di oliva che Compagnia
delle Puglie ci aveva inviato con la spedizione che vi ho descritto in I
prodotti tipici pugliesi di Compagnia delle Puglie, con risultati ottimi.
Olio macinato meccanicamente a freddo e non filtrato, si apprezza per un bell'equilibrio di profumi, che senza eccessi di componenti si presenta elegante ed ampio. In bocca, assaggiato da solo, ha giusta untuosità, avvertibile acidità e sentore pungente in gola, come molti oli della Puglia. Queste ultime due caratteristiche non vanno considerate negative, in quanto si stemperano nell'uso, che sicuramente non prevede l'assaggio solitario, fatto invece per la sua valutazione. Quest'olio, per altro, tra quelli della zona è tra i più leggeri. A deglutizione avvenuta, resta una sensazione di pulito, affatto grasso.
Nel
post L'olio
extravergine di oliva di Dimino Luigi, produzione 2006, vi scrivevo del pacco che Calogero Dimino mi aveva inviato,
anticipandovi che presto ne avrei scritto più approfonditamente. Da più di un mese, ormai, lo sto
usando in alcune ricette, avendo modo di apprezzarne alcune sue caratteristiche. Andiamo con ordine, comunque. Iniziamo
con una descrizione, poi vi darò alcune indicazioni per il suo uso.
Dato che non è filtrato, l'aspetto è torbido. La cosa può sembrare negativa ad alcuni, in realtà si tratta di una precisa scelta che risponde ad una corrente di pensiero che vuol limitare al minimo le lavorazioni fatte sull'olio exrtavergine di oliva. Il colore è giallo verognolo e fa pensare ad una spremitura fatta in un momento intermedio della maturazione delle olive.
Versato in un bicchiere, il primo odore che si sente è quello dell'erba tagliata e di carciofo. In lontananza si avverte la buccia di limone, mentre faccio corrispondere alla rucola selvatica ed al rosmarino un sentore appena pungente.
All'analisi gustativa si presenta leggermente dolce, morbido, con conferma delle sensazioni erbacee ravvisate nel profumo. A deglutizione avvenuta, la bocca resta pulita. Bassa l'acidità, in gola torna l'effetto appena pungente, che si nota solo se consumato da solo, comunque.
Naaaaaaa, questa devo dirvela 
Stavo "chattando" con Stefano di Inari a proposito dei prodotti che si accinge ad inviarci per le persone che parteciperanno alla nostra ricerca sulle interazioni coi siti di commercio elettronico. Ad un certo punto lui mi dice - "Frà, che ti metto da assaggiare, nel pacco?"
Faccio un giro del suo sito e trovo il Mosto al Cioccolato. Immediatamente la mia mente va ad alcune ricette in cui potrei usarlo. Chi mi segue, sa che adoro unire salsine poco convenzionali agli arrosti di filetto. Ne sperimento continuamente.
Come perdermi questo, quindi?
Ogni anno quando sta per arrivare il Natale si riscoprono dei prodotti che vediamo nei supermercati e nei negozi di gatronomia durante tutto l’anno, ma che solamente in questo periodo richiamano in modo particolare la nostra attenzione e la voglia di consumarli.
Cremona, città situata nella fertile e operosa pianura padana, fondata oltre 2.200 anni fa, è conosciuta in tutto il mondo per almeno due di questi “particolari prodotti”; il torrone e la mostarda.
Mustum ardens è il termine latino da cui deriva la mostarda, una deliziosa confettura di frutta candita ( con sciroppo di zucchero ) e speziata ( con farina di senape ).
La mostarda di frutta viene citata per la prima volta nel 1° secolo dopo Cristo e ricompare a distanza di oltre un millenio nella prima raccolta al mondo di ricette e preparazioni gastronomiche titolata “De honesta voluptate et valetudine” del 1475 scritta dal cremonese Bartolomeo Sacchi .
Per il prossimo Natale, se avete pensato di offrire ai vostri ospiti della mostarda voglio consigliarvi di sceglierla tra la lunga serie di referenze prodotti dalla ditta Fieschi, antica azienda cremonese di cui nei prossimi giorni vi consiglierò molte gustose prelibatezze.
Fieschi è fornitore di Gbianchi SpA da molti anni, anche quest’anno ho avuto il piacere di assaggiare le sue mostarde.
Eccola
la foto di cosa c'era nel pacco che un paio di settimane fa Calogero Dimino mi ha fatto arrivare in ufficio. Una
latta da tre chili di olio extravergine di oliva, produzione del 2006 della sua azienda agricola. Non sono riuscito
a frenare la tentazione di fare subito la foto, prima ancora d'assaggiarlo, per la delicata cortesia aggiuntiva
di presentare il prodotto con una veste da vero amante della terra. Un bellissimo mazzo di origano freschissimo,
che vedete nella sua busta protettiva e che non ho ancora assaggiato (ma lo farò prestissimo). Tre bellissimi
peperoni a forma di rosa, una palma (credo lo sia, per lo meno) e due ramoscelli di ulivo, con qualche oliva ancora
attaccata.
L'olio l'abbiamo assaggiato nella serata enogastronomica di cui vi ho scritto. La prima sensazione, fortissima, è il profumo intenso di fiori, di erba, di campagna bella e pulita. Qualcosa che ti fa tornare di colpo alle origini e che ti resta dentro per tutta la sera.
Il 5 novembre 2006 presso il frantoio Galantino, Slow Food condotta di Molfetta organizza un incontro di degustazione dell’olio extravergine di oliva e pranzo in compagnia.
Peccato per noi essere un po’ lontani, ma spero che possa essere utile a chi di voi abita in Puglia. Il 5 novembre 2006, presso il frantoio della famiglia Galantino, ci sarà un incontro di degustazione dell’olio extravergine di oliva.
Vi riporto la comunicazione che l’organizzatore Andrea De Palma mi ha inviato (n.d.a: i grassetti sono miei).
Inizio
la presentazione singola dei prodotti che Compagnia delle Puglie ci ha inviato e di cui vi ho scritto in I
prodotti tipici pugliesi di Compagnia delle Puglie. Nella foto vedete la confezione dei carciofi sottolio,
aperta sin dalla prima sera assieme ai pomodori secchi di cui vi parlerò più avanti.
Dico la verità, mi ero riproposto di assaggiare in vari contesti i carciofi, ma alla fine li abbiamo mangiati tutti "in solitario", in varie riprese. Avevo pensato di usarne qualcuno in una delle mie insalatine in cui amo aggiungere ingredienti inusuali, ma non ce l'abbiamo proprio fatta.
Tra
i prodotti che mi sono piaciuti alla rassegna enogastronomica Squisito
2006, c'è l' Aceto Balsamico Tradizionale di Modena dell'Acetaia del Cristo.
Nello stand Erika Barbieri me ne ha fatti provare diversi, tutti di buon livello. Mi ha colpito, però, l'Extra-Vecchio
invecchiato prevalentemente in botti di ginepro.
La valutazione di un prodotto di questo livello non può prescindere da un periodo d'uso e, secondo me, per
gli odori in giro e per le tante cose assaggiate, Squisito non si prestava certo a degustazioni precise. Mi è
piaciuto tra i tanti e questo per me è sufficiente per decidere di averlo a casa e poterlo usare con più
calma in varie situazioni, impiegandolo come merita e godendosi tutte le sue potenzialità.
Interessante, mi diceva Erika, il fatto che l'acetaia abbia un listino apposito per i ristoranti, che ovviamente consente un risparmio a chi ne compra una certa quantità e non ha la necessità di un confezionamento da regalo.
La Edouard Artzner di Strasburgo è conosciuta come l'azienda "prima" per la lavorazione del fegato d'oca che qui viene trattato ancora con metodi tradizionali e lavorato a mano. Eccellente e delicato sia farcito al tartufo sia al naturale, il fegato d'oca può far da base a spuntini o fragranti antipasti, trasformare una bistecca in una pietanza da "grand gourmet" o essere il "solista" in raffinati piatti unici.
Questa
bottiglia di olio extravergine di oliva dell'azienda agricola Dimino Luigi m'è stata regalata da Daniela Trifone, che ringrazio, in occasione di una cenetta che abbiamo fatto assieme.
Qualche giorno prima s'era discusso con MarcoTuscany e shiftzero della mia ricerca di un olio profumato, ma leggero, che non presentasse eccessiva acidità e che non coprisse i cibi in cui l'usavo. L'olio extravergine di oliva, infatti, lo impiego in vari modi ed a seconda di questi deve avere caratteristiche diverse. Essendo un appassionato del cucinare, oltre che del mangiare, raramente l'olio ha per me un ruolo di primo piano. Per lo più è usato in cottura, come condimento o come complemento. Non amando particolarmente la cucina dai gusti troppo forti, l'olio rischia spesso di essere eccessivamente presente, in relazione al resto.
Con
questo post do l'avvio ad una serie di assaggi e presentazione di prodotti gastronomici e non solo, che ci accompagnerà
sino all'estate. Come ho avuto modo di scrivere in Recensioni
enogastronomia, strumenti e ristorazione, ci poniamo l'obiettivo di raccontarvi di ciò che c'è
piaciuto. Di ciò che non c'è piaciuto, non scriveremo nulla. Se volete che un vostro prodotto sia
presentato, scrivetemi a fradefra@maisazi.com.
Quelli che vedete nella foto sono ortaggi sottolio, sughi e funghi di Compagnia delle Puglie, di cui vi ho già scritto in Compagnia delle Puglie e molto altro. L'azienda, sapendo della nostra iniziativa, ci ha spedito un pacco con molte prelibatezze da provare. Sorvolo sugli occhi di copertina75 intanto che tirava fuori uno ad uno i vasetti... avete presente quelle bimbe che scartano i regali appena ricevuti? Ecco, era così.
Ok,
potrà sembrarvi strano, ma il prodotto che mi è piaciuto di più a Squisito 2006, è dei
cugini francesi. Si tratta di una linea di oli ricavati da semi e frutta da guscio. Olio di arachide, nocciole,
noci, sesamo, papavero, pistacchio, mandorle dolci e pinoli.
Non pensate al solito olio di semi, per favore, non starei qui a citarvelo. Mi sono ritrovato davanti a prodotti di qualità eccezionale, profumo intenso della loro natura, sapore dal delicato al potente.
Da usare in piccolissime quantità, questi oli si prestano a preparazioni eccezionali. Mentre ne apprezzavo il profumo, la mia mente era già all'opera e ricette su ricette mi affollavano la testa.
Certo si potrebbe comprare già pronto, ma chiaramente dà molta soddisfazione farselo da se, l'olio al peperoncino.
Dunque, serve l'olio extravergine di oliva, serve il peperoncino.... e poi?
A questa domanda, forse è meglio che risponda shiftzero 
Corro a chiamarlo....
Era da parecchio tempo che volevo parlarvi del sale dell'Atlantico francese, che spesso vi cito nelle mie ricette. Eccomi, alla fine.
Mi scuso per la pesantezza dell'immagine, ma la visione ingrandita di questi cristalli, non potevo farvela perdere.
In Mai più senza il sale dell'Himalaya, vi ho descritto un sale di origine minerale, dal gusto quasi aristocratico, per la sua apparente freddezza. Lo scalda il colore rosa e l'effetto stemprante dell'umidità.
Come spedire l'olio extravergine di oliva dipende da varie cose. Si tratta di olio acquistato o di propria produzione? Se ne spedisce qualche bottiglia o decine? Stiamo spedendo bottiglie o damigiane o altro?
Servirebbero maggiori indicazioni, ma credo che il visitatore si riferisse all'invio di olio acquistato localmente da inviare a qualche parente al nord o all'estero. Risponderemo, quindi, sulla base di questa ipotesi.
Se ne parla molto, spesso sento teorie differenti su quale olio è meglio utilizzare in cucina per friggere. Io da sempre sono un sostenitore dell’olio extra vergine di oliva ma per fornirvi quante più informazioni possibili mi sono documentato anche sugli effetti nella frittura con l’utilizzo di altri oli, cercando di comprendere prima di tutto il processo di frittura.
Ero
all'Esselunga e mi chiedevo che olio extravergine di oliva comprare. Ne cercavo uno dal sapore delicato, poco acido,
da abbinare a piatti in cui l'olio non fosse predominante.
"Pietro, il sapore di mandorla indica un fondo amarognolo?" - chiedo all'amico shiftzero ( lui ve ne ha scritto in L'olio extravergine di oliva "mandorlato") che mi risponde - "tranquillo, si tratta sempre di mandorla dolce, compra compra."
Ecco fatta la mia scelta, me ne torno a casa con l'Olio Extra Vergine di Oliva Garda Orientale D.O.P del frantoio Turri.
In relazione all'olio, io divido le mie ricette in due grandi categorie: quelle in cui l'olio si deve sentire in modo deciso e quelle in cui l'olio deve accompagnare, senza essere invadente. Uso, ovviamente due oli diversi, spesso addirittura tre (per i gusti ancora più forti).
Sto usando l'olio di Turri da più di un mese, senza mai essere stato tradito. Sul pesce, sulle carni delicate, sulle insalate di funghi, con l'avocado. Mai quest'olio ha mancato alla sua missione, accompagnare in modo gentile, completare, ma senza invadere.
Qualche
settimana fa Gualtiero, che voi conoscete come MarcoTuscany, m'ha inviato (grazie tante
)
l'aceto balsamico di Modena dell'Acetaia Sereni.
Premetto subito che non sarei la persona più indicata per dare pareri sull'aceto balsamico, visto che ne vado matto, ma una cosa vorrei affermarla già qui. Invecchiato 12 anni, questo non è aceto, ma qualcosa di più.
Nel post Guida all’acquisto di un olio extravergine di oliva abbiamo parlato di etichetta dell’olio e a cosa prestare maggiormente attenzione nella sua lettura. Approfondiamo in questo post l’argomento “classificazione dell’olio” secondo il Reg CEE 1513/2001.
Sebbene in molte parti d’Italia è ancora viva la tradizione di comprare l’olio direttamente dal frantoio – ricordo da bambino che si attendeva con impazienza la prima “frangitura” per assaggiare, su una bella fetta di pane fresco, l’olio “nuovo” – l’art. 2 del Regolamento UE n. 1019/2002 ne vieta la vendita sfusa al consumatore finale. In pratica, l’olio deve essere commercializzato in contenitori etichettati di capacità massima non superiore ai 5 litri (anche se la questione è ancora sul tavolo di discussione, considerata la recente sentenza del Tar della Liguria che ripristina la vendita diretta in azienda e mantenendo valida la norma europea per quanto attiene le strutture commerciali aperte al pubblico).
Quindi, da parte nostra, ci permettiamo di suggerirvi alcuni accorgimenti quando vi trovate a comprare l’olio e, soprattutto, come leggere le etichette.
Venerdì pomeriggio, sono ancora in ufficio per preparare un progetto per un nuovo cliente. Squilla il telefono e dal numero capisco essere un carissimo amico. "Ciao Pietro, ti disturbo?" - "Ciao, per nulla figurati. Dimmi pure". "Sono in un negozio per acquistare una bottiglia di olio extravergine" - mi dice l'amico - "e siccome leggo sull'etichetta di un olio dolce la dicitura mandorlato mi chiedevo come fosse possibile in quanto il sapore della mandorla è amaro. Cosa mi puoi dire al riguardo?".
Uhm... un olio extravergine dolce dal gusto mandorlato? Ma certo che è possibile. Tranquillizzo l'amico sulla bontà e veridicità dell'etichetta e consiglio, in alternativa, un olio extravergine dal gusto fruttato.
Facciamo però chiarezza su questi aspetti dell'olio extravergine di oliva.
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L’olio extra vergine d’oliva è un prodotto principe della nostra dieta mediterranea famosa in tutto il mondo e spesso decantata dai nostri nutrizionisti. In epoche passate veniva usato per cosmesi, medicina e illuminazione, ma il suo posto d’onore era già in cucina, in ricette che si avvicinavano appunto alla nostra dieta mediterranea. Avendo una mamma meridionale e un padre che ha sempre lavorato nel campo alimentare, sono cresciuta con l’idea che si dovesse consumare solo e unicamenre olio extra vergine di oliva. Qualche giorno fa sono arrivati, a me e a fradefra, due diversi tipi di olio che Stefano ci aveva gentilmente mandato (a proposito grazie Stefano!). Ho deciso di degustarli entrambi per cercare di coglierne oltre che i sentori anche le possibili differenze. Stabilita una serie di attributi di rifermento nella valutazione, mi sono munita di carta e penna, 2 bicchieri. |
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Proveniente da depositi vecchi di milioni di anni, le principali caratteristiche del sale dell'Himalaya sono la sua purezza, la forte presenza di composti ferrosi che gli danno il caratteristico colore rosa, la minor durezza rispetto al sale comune ed una sottile differenza di sapore che si avverte assaggiando i diversi cristalli di cui è composto. |
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