Il pane ormai lo si trova buono assai raramente, i forni sono sempre meno produttori e più spesso rivenditori di prodotti di tipo industriale. Quel profumino che una volta si sentiva in ogni paese nelle ore in cui il pane veniva sfornato, ormai sta sparendo.
Però, la voglia di tornare alle origini non manca e difatti c'è chi si è preso la briga di costituire l'INAP, Istituto Nazionale Assaggiatori Pani, che ha deciso di formare un gruppo di assaggiatori di pani affidabili, preparati e riconosciuti, attraverso appositi corsi. Verrà, inoltre, creato e gestito un registro nazionale per far in modo che il titolo di "Assaggiatore di Pane" sia tutelato.
Tra i soci dell'INAP ci sono nomi illustri del settore tra cui: Piergiorgio Giorilli, maestro panificatore italiano apprezzato e riconosciuto a livello mondiale, il prof. Andrea Giomo, docente esperto di analisi sensoriale, il prof. Franco Antoniazzi, famoso tecnologo alimentare, il Direttore Walter Cricrì, artefice ed ideologo dell’Associazione, il Presidente di INAP, cav. Vincenzo Barbieri, Assessore al Turismo del Comune di Altomonte, imprenditore nel campo alberghiero e della ristorazione ed ideatore della Gran Festa del Pane.
Una
giornata dedicata al cous cous e agli usi e costumi
marocchini lo scorso 5 gennaio. Non vedevo
l’ora di passare
queste ore con Latifa, una ragazza marocchina che
ormai vive da molti
anni in Italia. Arrivo a casa di mia mamma mentre Latifa ha
già iniziato la mise en place, ovviamente lei non la chiama
così 
Ci sono anche le sue due figlie, Sokaina di 13 anni e Laila di 8. Due belle ragazzine che accompagnano le nostre discussioni sul cous cous e la vita in Marocco. Ho la mia reflex in mano, non posso perdermi gli scatti della preparazione, prima di fotografare il piatto finito.
Quante volte ti è capitato di andare in pizzeria con gli amici e di ordinare una bufalina ? Sei sicuro che quella pizza “contiene” una Mozzarella per cui possa fregiarsi di questo nome ?
Nel luglio scorso nello Spizzico di via del Corso a Roma si sono presentati gli ispettori del reparto Annona del Comune di Roma insieme con gli agenti vigilatori del Consorzio tutela Mozzarella di bufala Campana Dop per procedere a sequestro, denuncia e multa, il motivo era proprio la pizza bufalina commercializzata nei ristoranti del gruppo Autogrill, farcita con una Mozzarella che risulta essere un filone di formaggio fresco a pasta filata di bufala.
Stavolta
è Buoni
a Tavola ci ha inviato alcuni prodotti enogastronomici tipici
che fanno parte dei loro cesti natalizi. Ve li abbiamo fotografati
così come ce li hanno inviati. Ovviamente nella forma di regalo
di Natale prevedono le apposite confezioni che si ispirano alla più
amata festa della nostra tradizione.
Nel pacco abbiamo trovato una ricotta salata, una provola, un caciocavallo,
una cicoria selvatica sottolio che abbiamo già usato in una bellissima
ricetta che presto vi presenteremo, una confezione di peperoni croccanti,
filetti di melanzane sottolio, una bottiglia di olio extravergine di
oliva e una salsiccia casereccia che abbiamo già mangiato in
un pic-nic in salotto
.
Di questo pic-nic non è fornita la foto, per ovvie ragioni, ma
posso dirvi che eravamo seduti su dei cuscini, c'era una coperta a terra
con molti piatti davanti a noi ed un film proiettato sul muro. Un misto
tra cinema e giardino
.
La salsiccia era ottima ![]()
Altri
prodotti, quelli tipici siciliani che Mosto
e Miele ci ha inviato settimana scorsa. Due tipi di pasta, una confettura
di melone, un liquore di fichi d'india, capperi di pantelleria ed un
tonno sottolio artigianale.
Proprio di questo vorrei parlarvi, perché l'abbiamo già
spazzolato ![]()
Sodo, in pezzi ben tagliati, immerso in un buon olio che non ne copriva
il gusto, io e copertina75 non ci siamo fatti pregare e l'abbiamo subito
finito. Se non avete mai assaggiato un buon tonno, è il caso
di iniziare.
La polenta, chiamata e condita in modi diversi, è un alimento diffuso in tuto il mondo.
Se mangiate "pesko" siete in Kenia; la "projaca", arricchita con uova e formaggio, è consumata nei paese dell'Europa orientale.
In Giamaica si chiama "standand go" con carne, pesce e peperoncino piccante, in Angola è identica alla nostra polenta tradizionale.
In America latina, l'impasto della polenta viene diluito con acqua zuccherata, mentre per la nostra tradizione, il regno della polenta è, e sarà sempre, la mia Lombardia ed il Veneto.
"Franci,
me la fai la pasta piccante?" - mi chiede mio figlio ed io,
guardando nella dispensa, mi ricordo di avere gli spaccatelli piccanti
di Pasta Ricca, che La
Compagnia del Cavatappi ci aveva inviato
qualche tempo fa. Ecco, è arrivato il momento di provarli.
Lorenzo ogni tanto ha voglia di provare qualcosa di nuovo o di strano,
secondo lui, anche se normalmente preferisce la cucina classica.
Come recita la confezione, si tratta di una pasta trafilata al bronzo e insaporita con peperoncino. Per la cottura è indicato un tempo tra i 7 ed i 10 minuti. A me ne sono bastati 7, anche perché Lorenzo preferisce la pasta al dente. Se la fate saltare, vi consiglio di lessarli solo per 5 minuti e poi proseguire con altri 5 nella padella.
Vi chiedete se sono piccanti sul serio? Sì, il peperoncino si sente, anche se non è eccessivo. Eviterei di darla a bambini troppo piccoli, ovviamente e forse anche qualche adulto potrebbe ritenerli troppo forti. Ok, invece, per chi ama il piccante ed i gusti forti.
Mi riaggancio al post di Marco sul pane alimento primario per raccontarvi come nasce un pane straordinario, fatto ancora nel forno a legna tradizionale e che da poco tempo ha ottenuto la DOP. Stiamo parlando del Pane di Altamura.
Il pane di Altamura, quindi. Altamura, per chi non lo sapesse, è una cittadina della murgia pugliese in provincia di Bari.
Non riesco neppure a concepire un pranzo, una cena o qualsiasi pasto senza la presenza del Pane, forse mi riuscirebbe più facile mangiare un pezzo di pane fresco senza niente. Ebbene sì, sono nipote di fornai. Che sia nei miei geni questo amore per un alimento così semplice, ma fondamentale sulle nostre tavole?
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