Chi ci segue regolarmente, sa che non scriviamo mai recensioni negative. Semplicemente non parliamo delle cose che non ci piacciono, dando invece visibilità a quelle che per qualche motivo ci hanno colpito.
Stavolta, invece, voglio raccontarvi cosa ci è successo alla Birreria Cardinale Rosso, a San Bonifacio (VR).
Argomento del contendere: il tempo per preparare una bruschetta.
Ieri eravamo al Wine Enoteca di Lonigo (in provincia di Vicenza) a bere il nostro solito aperitivo serale e Francesco, il barman del locale nonché fratello di copertina75, ci ha dato quest'interessante informazione che abbiamo pensato di pubblicare per voi visitatori che abitaste in zona.
Il 29 gennaio 2008, al prezzo di 25 euro potrete gustare scampi, ostriche, tartare di tonno e gamberi rossi di Sicilia. A vostra discrezione, invece, il vino, di cui il locale ha ottima scelta.
Da quando mi sono trasferito a Lonigo, sui Colli Berici, siamo sempre
alla ricerca di locali interessanti e caratteristici.
Da qualche giorno, in pieno centro, frequentiamo un wine bar enoteca
che ci è piaciuto per la strana collocazione, in una galleria.
Un centro benessere proprio di fronte, la zona mescita, alcuni salottini
in galleria, opportunamente riscaldati, creano una zona intima e tranquilla
in mezzo alla città.
Gionatan, il proprietario, ci intrattiene spesso raccontandoci aneddoti e presentandoci i sui vini. Oltre agli usuali prodotti locali, ad esempio il Recioto di Gambellara, il Torcolato, l'Amarone, ci offre spesso in assaggio Champagne, Souternes e vini di altre regioni.
Nel
post Avviare
un nuovo bar è intervenuta varie volte Patrizia, che
ha un bar a Torino, in un centro sportivo.
Simpaticamente qualche giorno fa ci ha scritto inviandoci le foto,
tra cui abbiamo scelto quella del bancone, per pubblicarla 
Sperando di fare una cosa gradita, auguriamo a Patrizia ampie soddisfazioni col suo nuovo locale, che, per inciso, è in Via San Paolo 160 a Torino, nel Centro Ruffini Sport.
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Dopo
aver aver mangiato la pizza
a Vico Equense e visitato gli scavi
archeologici di Pompei, abbiamo trascorso una serata a Sorrento,
approfittando dell'occasione per mangiare in uno curioso bar negozio
di prodotti enogastronomici.
Raro food & sandwitch ha una bella sala che mostra una interessante selezione di olio extravergine di oliva, Aceto Balsamico Tradizionale, sale, vino, pasta e parecchio altro ancora. Nella stessa sala e fuori il locale consente di gustare dei piatti di salumi, formaggi e bere birra, vino o altre bevande. In sostanza, ci entrate come per andare in uno snack-bar di buon livello o solo per comprare dei prodotti che vi porterete via.
E basta con sta storia del dover pagare per connettersi ad Internet.
Proprio dieci minuti fa ho scoperto che qualcuno è lungimirante. A Milano il bar New-Brand, in Città Studi, consente ai suoi clienti di connettersi gratuitamente in WiFi ad Internet, previa velocissima registrazione a Bitage FreeWiFi.
Il bello che il bar, oggi uno dei pochissimi aperti alle 7 del mattino nella zona universitaria milanese, ha una saletta dove si può tranquillamente bere un caffè intanto che si inserisce un post nel proprio blog.
Simpatico il personale, buone le brioche, che volere di più?
"e se prima di mangiare ci bevessimo un aperitivo?" - esordisco ieri verso le dodici, mentre facevamo una passeggiata a Malcesine, sul Lago di Garda.
Nei pressi del ristorante dove pensavamo di mangiare, scopriamo un simpatico angolo occupato da un'enoteca, così ci sediamo.
Il locale, poi scopriremo chiamarsi Enoteca ViDoc, è carino, una buona lista di vini, trattandosi più di un locale da intrattenimento e ristorazione, che di un vero punto vendita, un menu di piatti interessante che quasi ci fanno cambiare idea sul solo aperitivo.
Ormai è diventata una simpatica abitudine.
Quasi ogni giorno, quando sono dalle parti di Lima, a Milano, vado a bere qualcosa da Lino's Coffee, in via Vitruvio 9.
Hanno parecchi caffè, orzo ed altri preparati come alcuni buoni sciroppi alla nocciola, alla mandarlo e altri gusti ancora. Uno l'ho comprato per un piatto a base di pesce.
Il caffè, però, lo preparano in cinque o sei modi diversi, con creme, alcol, panna ed aromi. Mi diverto ogni volta a provare qualcosa di nuovo.
"Frà,
è prestissimo, dove ci stai portando?"
La foto è un po' scura, avete ragione, ma in fondo sono le 6.30 e ovviamente la luce non è delle migliori per la macchina fotografica che di professionale ha ben poco. Quello che vedete è l'ingresso del bar Green Garden, in via Cappellini 10 a Milano.
Questa è la risposta a tutti quelli che si stupiscono per l'ora impossibile di molti miei post qui su maisazi.com. Tutti mi guardano stupiti quando dico che mi alzo ogni mattina alle 5 ed alle 5.45 sono già in viaggio per Milano, dove poi mi fermo a scrivervi di enogastronomia, di pentole, di coltelli, di ricerche sul commercio elettronico, di marketing enogastronomico, ecc. ecc.
Dopo
la serata al Ristorante
Passone di Montevecchia e quella alla Locanda
Milano 1873 di Brunate, stavolta con Gianluigi Orsini s'è
deciso di trovarsi all'enoteca
la Cantina di Milano, per bere una ottima annata della sua Barbera,
occasionalmente ricomprata da un cliente a cui l'aveva venduta anni
fa e che ancora ne aveva una magnum.
Arrivo presto all'enoteca ed approfitto per scambiare due chiacchiere con Alessandro Lo Piccolo, gestore del locale. Visto che ancora non ci sono clienti, non mi perdo l'occasione per una foto del tavolo che presto ci vedrà riuniti con gli altri amici. Sullo sfondo, un quadro di Giuditta Solito di cui presto vi parlerò.
Presso
l'enoteca Cantine Isola abbiamo fatto l'ultima
prova dell'etichetta che abbiamo prodotto. Non ci siamo persi l'occasione
per quattro chiacchiere, chiaramente, ed eccoci qui a raccontarvene.
Beh, se devo essere onesto credevo che il nome Isola fosse dato da qualche
relazione con le nostre isole meridionali, Sicilia o Sardegna, invece
Luca Sarais, attuale titolare e gestore, mi spiega che si tratta
del nome della famiglia che nel 1896 ha aprì il locale. No, non
ho sbagliato. Proprio 1896. L'enoteca ha più di un secolo. Luca,
comunque, ne è gestore dal 1991.
Le bottiglie sono molte ed esercitano un forte fascino, quando sono sullo scaffale. Di nomi importanti ne vedo molti, tra cui anche vini francesi, spagnoli e tedeschi. Io decido di comprare un vino di Marco De Bartoli per il tappo in vetro, di cui vi scriverò prossimamente.
Nel
quadro degli accordi che maisazi.com sta facendo con varie aziende,
anche con il gestore dell'enoteca
la Cantina Compagnoni di Milano, Alessandro, s'è arrivati
ad una decisione. Maisazi.com farà da laboratorio esterno
con la funzione di valutare alcuni prodotti, inviando i feedback del
caso. Scopo è verificare l'utilizzabilità di vini,
salumi, confetture ed altri cibi o materie prime in contesti reali di
cucina o di servizio.
Naturalmente l'accordo prevede che quando un prodotto abbia le caratteristiche
per essere interessante per voi visitatori, ne potremo scrivere sul
blog.
Dato che parliamo di una enoteca ristorante, c'è sembrato che
la cantina sotterranea fosse il contesto migliore dove fare le nostre
quattro chiacchiere. Ai puristi del vino potrà sembrare un sacrilegio
che tra una bottiglia di Barolo ed una di Chateau Margaux ci possa stare
un notebook, invece secondo noi si lavora molto meglio con un buon calice
vicino.
Niente post mattutino, oggi. Se vi state chiedendo come mai, devo rispondervi che in effetti un motivo c’è.
Ieri sera siamo andati a fare l’happy hour sui Navigli e ci siamo fermati in un locale di nome Cobà. Mentre bevevamo il nostro cocktail e mangiavamo gli assaggino creoli, abbiamo fatto caso al fatto che tutta la musica era caraibica.
Così è stato tutta la sera e abbiamo deciso di fermarci, tirando tardi. Abbiamo ballato bachata e salsa ed ascoltato merengue e reggaeton.
Era
da tempo che ci passavo davanti, sempre riproponendomi di entrare e senza mai trovare il tempo. Finalmente, a metà
dicembre sono riuscito a farlo. Sono entrato per una pausa di relax e scrittura. Ok, provate ad indovinare cosa
dovevo scrivere? Sì, esatto, un post per voi! Ovviamente non questo, dato che ancora non avevo pensato di
farlo!
Come la classifichiamo? Libreria o bar? Libri
e caffè è soprattutto un luogo dove si sta bene
. Non casualmente
mi ci sono fermato un'ora o forse anche più. Delle due proprietarie del locale, Costantina ed Anna, ho avuto
modo di conoscere la prima, che ho infastidito con un po' di domande (vabbè, speriamo non troppo). Essere
in mezzo ai libri è sempre una fonte di emozione.
Nell'articolo
Gigi
- ricette, stuzzichini e idee per un bar, scrivevo alcuni consigli a Gigi, proprietario di un bar nel centro
di una città del nord Italia. Di rimando, in un commento Elena Monticelli chiedeva suggerimenti per l'avviamento
di un nuovo caffé, sempre in centro. Non so di quale città si tratti (nel caso di Gigi lo sapevo,
ma non l'ho scritto per discrezione), quindi resterò un po' sulle linee generali. La città in cui
il locale sia avvia, infatti, è un parametro importante, nella decisione della strategia dei primi anni,
in quanto abitudini e costumi dipendono molto dalla zona in cui ci troviamo.
La foto che vedete, non è stata scelta casualmente. L'avviamento di un bar è una cosa molto bella,
ma presenta difficoltà e rischi. Alcuni percorsi, però, sono guidati e se si seguono, almeno si sfrutta
l'esperienza di chi ci ha preceduti. Come sulle guglie del duomo di Milano 
Si parte, quindi. Preparate carta e penna ed entrate nel post (se siete sulla home)...
Arrivano frequentemente visitatori con questa chiave di ricerca. Bene. Siamo lieti di informarvi, che varie volte abbiamo creato delle ricette appositamente per alcuni bar che conoscendoci, ce ne avevano fatto richiesta. Niente di commerciale, naturalmente, solo cortesia e la scusa per fare un po' di sperimentazione.
Questi piatti, chiaramente, devono avere precise caratteristiche:
"Frà,
è ora di andare a mangiare" - mi dice Corrado. Meno male, mi viene da pensare. Io a volte non mi
accorgo del tempo che passa, quando sto trattando un argomento che mi piace. Pochi minuti dopo siamo all'ingresso
del locale, Il
Birrificio di Como.
Corrado è titolare della New Works, un partner dell'azienda per cui lavoro e assieme al suo socio mi ha ospitato a colazione in questo bel locale della loro città.
Design interno ed arredamento sono di un bel post-industriale con molte parti in legno, vari soppalchi, una zona semi interrata in cui sono visibili le macchine che producono la birra, per una volta in azione.
Uno dei locali già aperto, il Deseo è un lounge restaurant perfetto anche per l'happy hour. Dalle 17 alle 21.30 al prezzo di 6 euro potrete starvene seduti ad un tavolino o in piedi a godervi la vista dell'Arco della Pace, come fanno in molti.
Visto che col post 2 agosto – Dopo cena al Bhangrabar, a Milano vi mandavamo al numero 1 di corso Sempione, stavolta siamo di fronte.
Io e copertina75 ci siamo andati varie volte, sempre trovandoci bene. I cocktail sono buoni, il buffet in linea con le abitudini milanesi, il contesto è veramente carino, soprattutto all'imbrunire. La zona dell'Arco della Pace, infatti, credo sia una delle più belle di Milano.
In questi primi mesi di vita di maisazi, escludendo non più di un paio di post, vi ho scritto prevalentemente ricette ! Oggi per non annoiarvi, anche se cucinare non è certo sinonimo di questo, ho pensato di voltar pagina per raccontarvi di un “nostro caro vecchio amico" il barman.
Non so se ve ne siete accorti, i bar stanno cambiando volto, per diventare delle strutture multiservizio, una sorta di confort service center, in cui anche al “professionista del bancone” è richiesta una preparazione più estesa.
La nostra società sta cambiando profondamente, ho 45 anni (compiuti l'altro ieri), non sono tantissimi, però non sono neanche pochi e mi sono stati sufficienti per rendermi conto di quanto vi sto scrivendo.
Col post 9 agosto - Sorbetto di cioccolato al Choco Cult, vi abbiamo proposto di passare la serata nel locale. Qualche giorno dopo ci siamo andati anche noi, dato che copertina75 è golosissima di cioccolato e la signora che ci aveva risposto al telefono, ci aveva raccomandato di assaggiare il sorbetto.
Il Choco Cult è un bel locale su due piani, dall'arredamento di design vagamente tecno, una saletta con un plasma (i miei figli hanno guardato i cartoni animati), una bella scala metallica, la vista su piazza Wagner e, ovviamente, la vetrina col gelato.
Tutte le sere suonano musica cubana dal vivo, all’Havana in viale Bligny a Milano.
Conosco e frequento questo locale ormai da dieci anni. Situato in una zona strategica per i nottambuli milanesi, si presta ottimamente per una cena o per un dopocena al ritmo della musica caraibica.
Dopo cena oggi vi spediamo a bere una birra in una birreria con cucina argentina e bavarese in via Ortica 10, a Milano.
Aperto la domenica dalle 19 alle 2 del mattino, con attrezzature a vista prepara la birra non pastorizzata servita nel locale. Un locale da non perdere per chi ama la birra cruda.
"Senti, qui dobbiamo proprio andarci" - mi dice copertina75, golosissima di cioccolato, in ogni sua forma.
Quindi, al Choco Cult di Milano, in attesa di andarci di persona, ci mandiamo voi, dopo esserci accertati del fatto che sia aperto con una telefonata.
Si tratta di una gelateria / caffetteria aperta sino alle 2 di notte. Di tempo ne avete, quindi, per assaggiare e venire poi a riportare
.
"Vi consigliamo di provare il sorbetto al cioccolato, che è il nostro prodotto di punta" - mi dice la persona che ha risposto al telefono. Ovvio, visto anche il nome. Noi lo faremo senz'altro!
Il Bhangrabar, oltre ad essere un buon locale per l’happy hour (6 euro, dalle 18.30 alle 21.30), ha una caratteristica da magia serale. È proprio di fronte all’Arco della Pace, all’inizio di Corso Sempione.
Mi capita spesso di andarci, quando la luce del sole se n’è andata. Lo spettacolo dell’arco è imponente e rassicurante. Le panchine sono poche, ma ci si può sedere su alcuni gradini e muretti o semplicemente passeggiare. Se ci andate col vostro partner o con un amico/amica, è il contesto perfetto per un’oretta di chiacchiere tranquille.
Tra un progetto e un altro, cerco di ritagliare il tempo che merita questo blog e mi accingo a scrivere un nuovo articolo. Mi viene in mente una discussione avuta qualche giorno fa con degli amici rispetto alla questione "favorevoli o contrari alle catene fast-food come McDonald's?". Uhm... interessante. Può essere l'idea di un post.
Vi sottopongo la mia personale opinione quale "favorevole ai McDonald's e affini".
Fu lui che quasi venti anni fa, praticamente astemio, mi iniziò al vino, quasi per scherzo.
Con l’allora mio cognato, ero andato nella sua enoteca Al Convegno per un aperitivo. Mi ricorderò sempre di quest’uomo dal viso gentile, faccia classica da sommelier e sempre con la sua giacca da lavoro.
Gli chiesi un succo di frutta, quel giorno e per poco lui non sbiancò. Ci tenne che io assaggiassi un goccio di vino, mi raccontò tutto di quella vigna (era un vino della Valtellina), della difficoltà di quelle produzioni, del sudore speso dai contadini per far crescere un’uva senza speranza. Mi parlò di come si ammazzassero di lavoro e di come litigassero per ogni metro di terra soleggiata, dalla parte giusta delle colline, per arrivare ad avere un vino appena decente, ma che si apprezzava proprio in considerazione di questi sforzi, di questo amore innato, del desiderio di esserci.
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Siamo a Gessate, con la voglia di mangiare un tagliere di salumi o di formaggi e magari bere un bicchiere di vino,
ma purtroppo l'Osteria del Tram, proprio vicino a casa nostra, è stracolma. Ci avviamo verso Milano, con l'idea
che qualcosa troveremo. Prima cosa che vorrei segnalarvi. Tavoli e sedie sono in legno massiccio. Erano tanti anni che non
mi capitava. Arredamento di buon gusto, un vecchio grammofono, belle lampade di design. |
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Oltre all'atmosfera, soffusa e piacevole, troviamo molto cortese il gestore, un giovane dai modi gentili che si accerta varie volte che tutto vada bene. Scontato, probabilmente, ma non tutti lo sanno fare nel modo giusto e molti non ci provano neppure. Stiamo bene. Questo è un locale dove sicuramente torneremo. ---------------------------- |
Stavo cercando un posto dove fermarmi a scrivere un po' intanto che aspettavo copertina75, che seguiva il suo corso di flamenco. Vedo la vetrina, guardo il menu, decido di proporlo per la sera.
Dopo una passeggiata, ci andiamo intorno alle 20 o poco meno.
Lulù è il nome del locale. Al suo titolare, Franco, chiedo come si definisce e lui risponde bistrot. Ho avuto il dubbio perché vi si può consumare dal tè al gelato, dai cocktail alla cucina etnica. Non sapevo, quindi, se catalogarlo come ristorante, gelateria o bar.
Decisamente grazioso l'interno che imita un cortile. Infatti sui muri sono rappresentate le facciate di alcuni condomini, c'è un balconcino finto con fiori e un lampione da strada.
Nel menu, una bella scelta di tè, compreso il raro tè bianco, che si raccoglie solo due giorni all'anno. Sul banco facevano bella figura parecchie torte fatte dal cuoco. Franco ci spiega che normalmente vi sono tre file invece che due! Inoltre crepes dolci e salate, vari piatti della cucina italiana e qualcuno etnico.
Io mangio un piatto indiano. Riso ben al dente e definito, ma non duro, una crema di curry, pollo a pezzetti, ananas, pinoli, uvetta e, mi pare,ginepro.
La cucina è aperta sino all'una del mattino, venerdì sino alle due. Domenica orario continuato dalle 11 sino all'una. A Milano non è male, dato che spesso si ha difficoltà a mangiare, dopo le 11.
Con copertina75 abbiamo deciso che quest'inverno lo eleggeremo nostro locale preferito nella zona ed un po' alla volta assaggeremo tutto.
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Lulù è in Via Piacenza 2 a Milano. Il telefono è +39 02 55012067.
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Creatività nella presentazione dei piatti del 10 maggio ad Orgiano (VI).
Non si tratta solo di un fatto estetico. La digestione, ad esempio, inizia già con la salivazione. La stimolazione visiva, quindi, è fondamentale. Un bel piatto, inoltre, predispone il buonumore dei bambini, facilita il ricordo del ristorante, ecc.