Va detto, il merito è tutto di
copertina75 se il Maisazi
Night si svolgerà presso la cantina
degustazione dell'azienda
vinicola Dal Maso, di Montebello Vicentino.
Dopo aver deciso di organizzare l'evento enogastronomico assieme a Tradeplus S.r.l., si trattava di scegliere un luogo che avesse certe caratteristiche. Non volevamo, infatti, una fredda sala d'albergo, cercavamo invece qualcosa di più caratteristico e vicino all'enogastronomia.
Ogni volta che vado nel suo negozio e riesco a parlarci, un'ora se ne va senza che io mi renda conto del tempo che passa. Sto parlando di Eugenio Medagliani, settantenne (non conosco esattamente l'età) fornitore di alberghi e ristoranti di mezzo mondo.
Spesso durante i miei corsi di cucina lo cito e non solo perché molti degli strumenti li compro da lui, ma perché in occasione di ogni incontro, ne esco arricchito di conoscenza. Lui mi ha insegnato a fare la manutenzione delle padelle in ferro (le lionesi), lui mi spiegato le origini del wok, molti secoli fa, lui mi ha fatto conoscere e mostrato i pregi delle macchine di De Manincor.
Ok,
ormai da più di due anni teniamo corsi, senza mai parlare della
scuola di cucina maisazi.com. Penso che sia giunto il momento
di farlo, anche perché spesso ci chiedono informazioni su come
siamo organizzati, quindi tanto vale scrivervi alcuni dei criteri che
seguiamo.
Premesso che il calendario dei corsi di cucina è sempre aggiornatissimo e da lì potete arrivare alle schede dei vari moduli, qui non starò a presentarvi la singola lezione, ma vorrei darvi la visione di come ci siamo strutturati e del metodo che seguiamo.
Seguitemi, la presentazione inizia 
Un agriturismo tutto al naturale, si chiama Agrilandia e si trova
a Castiglincello in provincia di Livorno. Naturale perché pochi mesi
fa è stato installato un impianto con moduli
fotovoltaici che consente alla struttura di coprire parzialmente il fabbisogno
di energia elettrica. L'impianto è stato installato dall'azienda Sogi
Srl utilizzando i moduli fotovoltaici commercializzati dalla Enerpoint SpA di
Desio.
In questo modo l'agriturismo potrà produrre energia elettrica, che in parte rivenderà, senza introdurre nell'ambiente alcuna emissione inquinante. Sappiamo quanto sia importante oggi giorno fare qualcosa che consenta di salvaguardare l'ambiente in cui viviamo e credo che questo possa rientrare nello spirito di chi sta tornando alle cose naturali.
Cari stagnini italiani, abbiamo bisogno di voi.
Continuamente i nostri visitatori ci chiedono dove stagnare il loro pentolame in rame stagnato ed a volte non sappiamo cosa rispondere.
Se ci fornite il vostro nome, indirizzo, telefono, vi indicheremo su questa discussione un po' alla volta .
Ovviamente, se non siete stagnini, ma ne conoscete uno, presentatecelo. Potete farlo inserendo un commento nella parte bassa dell'articolo, scrivendo tutti i dati. Gli anonimi non saranno considerati.
Una precisazione. Questa discussione non è aperta per dire chi è bravo e chi no. Ci serve solo avere i nomi. Niente liti, per favore 
Stavolta vado fuori tema, ma non posso evitarlo, perché Paolo Brocca se lo merita proprio, questo tributo.
Eravamo a Vicenza e stavo cercando una borsa per il mio computer. Ci fermiamo con copertina75 davanti ad una vetrina e vediamo delle bellissime borsette in pitone. Artigianali, bei colori, forme inconsuete, nulla di già visto negli altri negozi.
Eccoci giunti alla conclusone del progetto Incontriamo le aziende vinicole partito lo scorso anno. Avevo già parlato di quanto il progetto mi fosse piaciuto, di come l'esperienza sia stata molto affascinante e del fatto che abbia potuto crescere sul piano conoscitivo e umano nel precedente post Incontriamo le aziende vinicole: una bella esperienza.
Il quadro che se ne ricava è sostanzialmente una poca propensione verso la pubblicità in generale, sia di tipo tradizionale, sia on-line. Le motivazioni sono tutte raccolte nel documento finale e si possono riassumere con alcune parole chiave:
Quante volte ti è capitato di andare in pizzeria con gli amici e di ordinare una bufalina ? Sei sicuro che quella pizza “contiene” una Mozzarella per cui possa fregiarsi di questo nome ?
Nel luglio scorso nello Spizzico di via del Corso a Roma si sono presentati gli ispettori del reparto Annona del Comune di Roma insieme con gli agenti vigilatori del Consorzio tutela Mozzarella di bufala Campana Dop per procedere a sequestro, denuncia e multa, il motivo era proprio la pizza bufalina commercializzata nei ristoranti del gruppo Autogrill, farcita con una Mozzarella che risulta essere un filone di formaggio fresco a pasta filata di bufala.
La Comunità Montana Alta Langa è costituita da 21 Comuni; in questo territorio, nel Comune di Bosia ha sede il Caseificio Dell'Alta Langa, in una zona per la maggior parte ancora verde e famosa per i suoi vini ed i suoi formaggi.
Nella produzione del caseificio spiccano formaggi prodotti utilizzando antiche ricette locali rivisitate in chiave moderna dai tecnici dell'azienda, tuttavia nel pieno rispetto della naturalità; tutti i formaggi dell'azienda piemontese sono senza conservanti, coloranti, additivi.
Recentemente abbiamo inserito alcuni di questi formaggi nel catalogo On line di GBianchi ( www.gbianchi.it ) e vi assicuro che hanno riscontrato immediatamente un grosso successo da parte dei nostri clienti.
Ultima
tappa per l'ultima intervista della serie Incontriamo
le aziende vinicole. Resto a Soave e vado da Pieropan,
un'azienda storica del luogo. Non è difficile trovarla perchè
è proprio in centro, in una corte davvero carina. Ad aspettarmi per l'intervista
questa volta è Andrea Pieropan, che mi racconterà dell'azienda
di famiglia. Come sempre sono curiosa di vedere la cantina e di ascoltare le
storie che spesso si intrecciano con l'amore per il vigneto e il vino.
Azienda Agricola Leonildo
Pieropan
Soave (VR)
Un'azienda che da ben 4 generazioni produce vino in bottiglia e che controlla la qualità, oltre che del prodotto, anche di ogni processo partendo dalla vigna e arrivando sino all'imbottigliamento. Il vino prodotto proviene solo da vigne di proprietà dell'azienda e non c'è nessuna acquisizione di uva e di vino. La filosofia aziendale è quella di produrre solo vini del territorio, senza cedere alle mode. Qualche anno fa i Pieropan hanno fatto una scelta coraggiosa dando il via alla produzione del Soave La Rocca, un vino sicuramente non facile, con un passaggio in legno, con un anno di affinamento in bottiglia e quindi con una commercializzazione posticipata nel tempo. Alla lunga però le soddisfazioni sono arrivate e le difficoltà iniziali sono state premiate. L'azienda produce il Soave Classico DOC, il Recioto di Soave e il Passito. Ultimamente sono stati comprati dei vigneti in Valpolicella e costruita una cantina per poter produrre del vino rosso e allargare il panorama dei prodotti da offrire ai propri clienti.
Sono
a Soave, bellissimo borgo di cui di recente ho visitato il Castello Scaligero.
Mi vergogno un po', ci ho abiatato vicino per tanti anni e non l'avevo ancora
visitato. Mi sembra strano e invece, la Cantina
del Castello si trova in centro, sulla via principale del borgo. In realtà
in una piccola traversa chiamata Corte Pittora all'interno di un palazzo del
XIII secolo, la allora residenza dei conti di Sanbonifacio. Devo dire che il
palazzo è molto carino e la corte anche. La persona che intervisterò
è Laura Albertini.
Cantina del Castello
Soave (VR)
Guardando
il sito dell'Azienda
Dal Maso, mi colpisce subito la strana forma rotonda della cantina. Sembrerebbe
davvero bella e particolare, mi chiedo come sarà all'interno. Sono a
Montebello Vicentino, nella zona del Gambellara. "Ehi Mariangela, ma resti
sempre a Gambellara?". Lo so che state pensando questo! Che ci posso fare
se nella zona di Gambellara ci sono tante aziende? Sono curiosa di conoscerle
meglio e di capire cosa ne pensano del Web. Questa volta si tratta di un'azienda
di dimensioni medie, più grande rispetto alle altre che ho intervistato.
Producono ogni anno circa mezzo milione di bottiglie e ormai vendono solo quelle,
niente vino sfuso. Il mio interlocutore sarà Nicola, figlio del fondatore
dell'azienda Luigino Dal Maso.
Azienda Agricola Dal Maso
Montebello Vic.no (VI)
Stamane nel mio centro notizie personale, nell'area enogastronomia, ho trovato una notizia che mi ha fatto felice.
Chi mi conosce bene sa che tra le mie tante occupazioni c'è anche quella di responsabile delle funzioni informatiche di GBianchi ( www.gbianchi.it ) azienda specializzata nella distribuzione di prodotti alimentari in tutta Europa e nel resto del mondo.
Ma veniamo alla notizia. La catena di department store Takashimaya, ospita corner delle migliori insegne della gastronomia occidentale, tra cui Harrods, Fauchon, Harvey Nichols, Fortnum & Mason e per l' Italia Peck.
Torno a scrivere su maisazi.com dopo un lunga pausa dovuta a mille impegni che ogni giorno mi costringono, seppur con piacere, a trascorrere molte ore di fronte al mio PC
Ricomincio a scrivere da Eataly, a mio avviso uno dei più innovativi progetti nel retail alimentare del 2007.
Sulla rivista FOOD del Gennaio scorso, Emanuele Taverna ha definito Eataly un grosso mercato che coniuga vendita, ristorazione, didattica e tanta passione per l'enogastronomia.
Di
nuovo a Gambellara, terra che ospita moltissimi vigneti e altrettante aziende.
E pensare che è un piccolo paesetto nel basso vicentino, però
grazioso, come altri paesi della zona dei Colli Berici. Si è vero
gioco in casa, faccio un po' di promozione alla mia zona, ma meritata, vi assicuro.
Graziano Maule mi sta aspettando nella sua azienda, la Vini
Iseldo Maule , mi racconterà un po' della sua storia e poi via con
le mie domande. Sarà pronto?
Vini Iseldo Maule e
Azienda Agricola Montecrocetta
Gambellara (VI)
Dai Colli Berici, dove abito, ai Colli Euganei, dolci colline padovane
che purtroppo non sono molto conosciute per la viticoltura.
Borin Vini & Vigne
Monticelli di Monselice (PD)
La prerogativa dell'azienda è quella di essere ben radicata alle proprie radici territoriali con la consapevolezza di essere la patria adottiva del Bordolese. Lo stile infatti mira alla zona di Bordeaux, creando un'identità aziendale legata ai vini rossi Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. È stato documentato che questi vitigni erano presenti in questa zona già alla fine dell'800. La zona dei Colli Euganei è sicuramente differente da quella di Bordeaux, ma si presta bene alla buona riuscita del Cabernet e l'azienda si è impegnata a valorizzare al meglio questo vino. La tradizione prima di tutto, lasciando però un piccolo spazio anche alla sperimentazione. La linea dei prodotti include il Fior d'Arancio Spumante, un biotipo originale di uva Moscato giallo, da non confondersi con il più conosciuto Moscato bianco. Inoltre, l'azienda produce Chardonnay, Pinot Bianco, Prosecco biotipo Serprina e Merlot.
Sono arrivata anche in Valpolicella. Non potevo non include nelle mie
interviste un'azienda di questa splendida zona veronese. Per non parlare
dell'ottimo prodotto, famoso in tutto il mondo, che qui nasce; sto parlando
ovviamente dell'Amarone.
Essendo negata con l'orientamento e le strade in genere, ho fatto un po' fatica a raggiungere S.Ambrogio di Valpolicella e anche l'Azienda Agricola Boscaini Carlo che è alla fine di una piccola e ripida stradina di collina. Però, quando sono arrivata, ho capito che ne era valsa la pena. Il posto è davvero magnifico, c'è una bellissima vista delle colline tutte attorno, ovviamente coltivate a vigneto. Poco più in su Carlo Boscaini mi indica il piccolo paese di San Giorgio e mi dice che vengono addirittura dalla Norvegia a visitarlo. Incredibile, io non lo conosco e non ne ho mai sentito parlare. È sempre così, mi dico, le cose vicine non si apprezzano mai! Intanto il sig. Boscaini mi sta facendo segno di seguirlo in cantina e io ben felice lo seguo, assaporando le dolci note delle uve che stanno appassendo proprio a due passi da me.
Quante volte passando dall'autostrada guardavo la struttura ad archi che mi
appariva nelle vicinanze di Soave e mi chiedevo cosa fosse. Fino a quando, a
lettere cubitali, apparve la scritta "Wine Shop", ecco, mi dissi,
vendono vino! In realtà ho scoperto da poco essere un'azienda vinicola.
Sto parlando di Monte
Tondo e se passate sulla A4 all'altezza del casello di Soave la vedrete
stagliarsi sui colli vicini. Ero molto curiosa di visitarla proprio perché
per molto tempo l'avevo sempre vista da lontano e mi era piaciuta. Ed ora eccomi
qui con Marta Magnabosco che mi fa da guida nella cantina dell'azienda di famiglia.
Azienda Agricola Monte
Tondo
SOAVE (VR)
Ci troviamo ancora a Soave, terra vocata al vino sin dall'antichità. L'azienda agricola Monte Tondo nasce nel 1979 e prende il nome da uno dei monti in cui possiede dei vigneti. La cantina rinnovata e il Wine Shop arrivano dopo, nell'85 la prima e nel 2000 la seconda. La filosofia aziendale è quella di vinificare soprattutto in acciaio per non modificare troppo il vino e creare un buon prodotto senza aggiungere elementi estranei. Inoltre, l'azienda sta tentando di far riscoprire le doti dell'uva Garganega producendo e facendo assaggiare vini in purezza (Garganega 100%). Il loro prodotto di punta è il Soave DOC Classico, ma la gamma si amplia anche con il Soave Superiore DOCG Classico, il Cabernet Sauvignon IGT, il Valpolicella DOC, l'Amarone della Valpolicella DOC Classico, il Recioto di Soave DOCG e il Recioto di Soave Spumante DOCG.
Sono a Soave per la terza intervista della serie
Incontriamo le aziende vinicole. Dopo alcuni tornanti e lasciato il
Castello alle spalle arrivo alla cantina della famiglia Rizzotto, l'Azienda
Agricola Balestri Valda. Rimango colpita dal panorama, bellissimo davvero,
vedo tutta la valle e il Castello di Soave da qui. Faccio i complimenti a Laura
Rizzotto che intanto mi raggiunge e mi accoglie gentilmente negli uffici
dell'azienda. Prima dell'intervista non posso perdermi una visitina in cantina
e alla taverna che l'azienda usa per le degustazioni. Quest'ultima mi piace
molto e trovo decisamente carino il fatto che nella stanza accanto, separata
solo da una porta a vetri, vi sia la stanza che accoglie le barrique. Io la
trovo molto affascinante, tutte queste barrique in fila, ordinate, bellissime.
E' giunta l'ora dell'intervista, anche se io avrei voluto fermarmi un altro
po' qui. Tornerò di sicuro per qualche degustazione.
Azienda Agricola Balestri
Valda
SOAVE (VR)
L'azienda si trova sui colli a nord di Soave. Qui il terreno è di origine basaltica con una componente sabbiosa piuttosto importante e un clima mite e generoso, inoltre l'esposizione a sud riesce a dare molto sole alle uve e a far concentrare al loro interno lo zucchero. Le uve coltivate sono la Garganega e il Trebbiano di Soave. Quest'ultimo è stato recuperato come vitigno autoctono dall'azienda. Il metodo di coltivazione in cui crede l'azienda è detto a Guyot, la vite è più aperta e quindi più esposta all'irraggiamento solare, vi si lasciano pochi grappoli per ottenere una qualità maggiore. I vini che produce Balestri Valda sono il Soave Classico DOC, il Lunalonga, un Soave esclusivamente prodotto dall'azienda, il Sengialta, un Cru, lo Scaligio, un Rosso del Veneto IGT, il Recioto di Soave DOCG, il Soave Brut e il Recioto di Soave Spumante DOCG.
Eccoci
alla seconda delle interviste legate al progetto Incontriamo
le aziende vinicole. Questa volta ci troviamo a Gambellara (VI), patria
del famoso Recioto, forse un po' meno conosciuta rispetto al Soave e alla Valpolicella.
Azienda "Menti Giovanni"
GAMBELLARA (VI)
Siamo sulla strada del Recioto di Gambellara, le colline dolci di origini vulcanica sono una bella cornice per le aziende vinicole di questa zona. Una tra queste è l'azienda Menti Giovanni. La sua storia risale all'inizio del '900 quando la famiglia si insediò in questa zona. L'azienda nasce proprio grazie all'esperienza nella vigna e in cantina di ben tre generazioni. Il metodo è quello tradizionale, l'azienda punta sulla qualità, per esempio l'uva destinata al Recioto o al Vin Santo è appassita su picai proprio come si faceva una volta. Questo procedimento è sicuramente costoso, ma in questo modo le uve difficilmente ammuffiscono a tutto vantaggio della qualità del vino. Una bella torre del ''700 ospita l'uva Garganega durante l'appassimento assieme alle picccole barrique di Vin Santo, ovvero i caratelli. Oltre ai passiti, l'azienda produce Gambellara DOC Classico, con tre diverse linee, il Paiele, il Riva Arsiglia e il Monte del Cuca. L'anno prossimo uscirà un nuovo prodotto, uno spumante.
Ok, lo so, anche noi maschietti siamo bravini, ma quando le donne ci si mettono sul serio, non c'è confronto. Quando decidono di avviare un'attività manageriale, studiano, seguono corsi di marketing turistico, aggiungono la loro sensibilità e creatività, ci staccano e non di poco.
Stavolta
è Buoni
a Tavola ci ha inviato alcuni prodotti enogastronomici tipici
che fanno parte dei loro cesti natalizi. Ve li abbiamo fotografati
così come ce li hanno inviati. Ovviamente nella forma di regalo
di Natale prevedono le apposite confezioni che si ispirano alla più
amata festa della nostra tradizione.
Nel pacco abbiamo trovato una ricotta salata, una provola, un caciocavallo,
una cicoria selvatica sottolio che abbiamo già usato in una bellissima
ricetta che presto vi presenteremo, una confezione di peperoni croccanti,
filetti di melanzane sottolio, una bottiglia di olio extravergine di
oliva e una salsiccia casereccia che abbiamo già mangiato in
un pic-nic in salotto
.
Di questo pic-nic non è fornita la foto, per ovvie ragioni, ma
posso dirvi che eravamo seduti su dei cuscini, c'era una coperta a terra
con molti piatti davanti a noi ed un film proiettato sul muro. Un misto
tra cinema e giardino
.
La salsiccia era ottima ![]()
Da
quando ci siamo trasferiti a Lonigo, la mattina con copertina75 andiamo
spesso a far colazione al Zanzi Bar, a pochi passi dall'ufficio.
In foto, il Cioco Menta, un modo facile e squisito per assumere
velocemente una "milionata" di calorie 
Carmelo, un simpatico e giovane barista, lo prepara con crema
di cioccolato, sciroppo di menta, ovviamente caffè e cacao. Alcuni
dicono che andrebbe girato, io non sono d'accordo. Preferisco berlo
così come viene servito, avvertendo prima l'amaro del caffè
appena mitigato dal morbido velo di cacao, per poi passare all'insinuarsi
della dolce menta e solo alla fine sentire la grossa pasta di cacao
scendere in bocca. Uno spettacolo ![]()
Molto
volentieri, dopo alcune puntate di latitanza, raccolto l'invito alla
partecipazione al Vino
dei blogger #10 di Via Freud 33, per parlavi di un carissimo amico,
Gianluigi Orsini 
Lo premetto, sarò di parte
.
Gianluigi è una persona speciale, partner di maisazi.com in varie
attività, persona dal cuore grande come una casa, non solo produttore
di vini, ma grande amante della cultura, profondo conoscitore della
vigna, del terreno, della storia.
Nel comune di Asti, Gianluigi Orsini produce meno di diecimila bottiglie all'anno, tra cui una Barbera Classica, una Barbera barricata chiamata La Bimba, una Barbera del Monferrato rifermentata chiamata La Tridesca, un Moscato Spumante di nome Papillon, un Moscato fermo barricato chiamato il Lieto Romore, ed una Barbera chinata.
Dopo il test di cui vi avevamo esposto i risultati nel post Acquisto
on line su D-mail.it, abbiamo proseguito con il primo acquisto del progetto
Maisazi Compra. Questa volta si è deciso per una bottiglia di
vino da acquistare on line sul sito Italian
Wine Shop che fradefra conosceva già per aver ricevuto in passato
dei regali. Per noi avevamo deciso per un Sauternes di buon livello, mentre
alla persona volontaria abbiamo dato modo di scegliere ciò che preferisse,
senza superare il budget di 50 euro comprese le spese di spedizione.
L'acquisto è stato fatto prima da fradefra e successivamente da una persona volontaria, Angela, mentre, in entrambi i casi, io registravo caratteristiche e fenomeni. Per l'attività è stato usato un notebook con Windows XP Home Edition, 1280x800 pixel sul display.
Caratteristiche del sito
La home è densa di informazioni, componenti attivi e promozioni e risulta abbastanza confusa.
Il sito consente di effettuare una ricerca testuale mediante digitazione di una stringa di caratteri, inoltre sopra il box di ricerca vi sono alcune tendine di selezione: produttore, denominazione, nome denominazione e regioni. Queste ultime non sono molto user-friendly e presentano alcuni problemi. E' possibile effettuare la ricerca anche tramite categorie, ma la visualizzazione dell'elenco dei vini di una categoria è piuttosto confuso, inoltre l'abbinamento vino/categoria è univoco.
Da qualche giorno è nato Granshop.it, un sito di commercio elettronico di prodotti ed accessori per la casa. Ad esempio potrete comprare coltelli professionali, pentolame ed altri strumenti di cottura, piastre, piccoli robot da cucina, frullatori, gelatiere e tanto altro ancora, anche per il resto della casa.
Granshop.it nasce per specializzare un punto vendita che prima era una categoria di Visualdream.it. Ciò è stato fatto per dare un contesto più attinente e per meglio promuovere le vendite, migliorando la visita dei clienti interessati alla casa.
Una segnalazione interessante per chi compra on-line.
Dopo aver venduto per parecchio tempo con perfezionamento dell'ordine al telefono, è ora disponibile il negozio enogastronomico on-line della Compagnia delle Puglie.
Compagnia delle Puglie, dell'amico Pietro Coletta, nasce con un bel progetto alle spalle e noi non possiamo che augurargli in bocca al lupo, ma siamo sicuri che avrà il successo che merita.
Sono
sempre stato un appassionato dell'HI-FI di alto livello e questa occasione
non potevo proprio perdermela. La presentazione dei risultati della
nostra ricerca
sui siti di commercio elettronico che si terrà il 12 giugno
a Villa Torretta, avrà un sottofondo musicale di grande effetto,
grazie ad un impianto ai massimi livelli qualitativi offerto da Visualdream.
Le casse acustiche MagnePlanar a tecnologia magnetoplanare a grande superficie saranno pilotate da un preamplificatore ed un amplificatore Conrad Johnson. Questo post, se anche fosse lungo un chilometro, non basterebbe a descrivere le sensazioni che si provano ascoltando questo sistema, quindi non ci provo neppure. Gli appassionati sanno di cosa sto parlando, gli altri sentiranno e giudicheranno da sé.

Facendo
la recensione
del Foja Tonda 2004, nell'ambito dell'iniziativa Vino
dei blogger #4: Foja Tonda, avevo scritto che ci sarebbe piaciuto
assaggiarlo con qualche anno di invecchiamento in più. La curiosità
nasceva anche per il fatto che Antonio
Tombolini era del parere che il vino potesse essere al punto di
massima espressione, mentre tutti gli altri blogger sembravano orientati
verso la possibilità di una vita più lunga ed una evoluzione
migliorativa.
Molto gradito, quindi, c'è arrivato l'invito di Albino
Armani a partecipare ad una cena con degustazione verticale 
Chi
mi legge da un po' lo sa che l'antiaderente non mi piace molto, ma sono
diversi i visitatori che ci hanno chiesto informazioni in merito, quindi
ci è parso giusto avviare alcuni esperimenti per capire quali
sono i contesti nei quali possono realmente offrire dei benefici.
Dato che vogliamo toccare con mano e non ci basta leggere qualche informazione qua e là, dopo una breve ricerca in rete e quattro chiacchiere con amici che usano padelle con l'antiaderente, ho contattato Alessia Gorni di Ballarini Paolo & Figli S.p.A.
Le ho spiegato che pur non amando particolarmente l'antiaderente volevo fare alcune prove nella nostra cucina, chiedendole, alla fine, una padella in rame ed una in alluminio, ovviamente entrambe trattate.
Nei giorni scorsi sono stata all’Iper Portello in pizzale Accursio a Milano. E’ veramente grande e ha una serie di reparti molto simpatici come, ad esempio, una piccola zona dove si trovano diversi tipi di farine e uova sfuse. Sembra di essere nella bottega sotto casa e non in un grosso ipermercato! Anche il reparto vini non è da meno, si presenta come una cantina, con tanto di tavolini e banco per la degustazione. Vicino alla zona vini vengo attratta dal color azzurro acqua ed ecco un piccolo “acqua store”.
Visivamente tutto ci riporta alla limpidezza e alla freschezza di questo prodotto che, da qualche anno, è tornato preponderantemente in auge. Nella parte alta dello store si legge “Aqua concept. Acqua, salute e benessere”. Tre parole chiare e fortemente collegate. Bere fa bene, spesso lo dimentichiamo, e la salute è sicuramente la prima fonte di benessere.
Carissimi amici di maisazi, riprendo dopo un più o meno lungo (dipende dai punti di vista) periodo di "silenzio"... e - lo ammetto - mi siete mancati molto :-) E allora forza, bando alle ciance e parliamo di... Birra!
Si, proprio la birra. E parliamo di birra perché ho ricevuto per posta un simpatico invito ad una degustazione. Mail package elegante di color oro, con testi in rilievo dorati, chiuso con un adesivo riproduzione della sempre verde cera lacca (si si, io la uso ancora... e non sono un notaio!).
Sveliamo il mittente: Pilsner Urquell, produttori di birra.
Chi
ci segue più assiduamente si sarà accorto che sul nostro blog non avevamo ancora scritto niente sui
bicchieri. La cosa non è casuale, ovviamente.
In realtà da qualche tempo ero alla ricerca di un prodotto che soddisfacesse alcuni miei requisiti, che credo
siano importanti. Qualche settimana fa, alla presentazione
del SaltExpò, mi sono ritrovato in mano alcuni bicchieri di Spiegelau
che mi hanno incuriosito. Ne ho navigato il sito, ho letto le descrizioni, ho chiamato ed eccomi qui a scrivervene.
Nei giorni seguenti, infatti, Stefano Citterio, loro Responsabile Comunicazione e Stampa, mi ha reso disponibile
il bicchiere da degustazione che vedete in foto, il Vino Rosso della linea Hi-Tech, codice 440-01-01.
Si tratta di un bicchiere con misure leggermente diverse da quelle previste dall'ISO, ma nonostante ciò lo
considero da degustazione per alcune caratteristiche che ha. Nelle sere immediatamente successive, ho avuto modo
di provarlo in varie situazioni, con vini rossi e bianchi, ottenendone ottime impressioni. Copertina75 ed io lo
abbiamo eletto nostro bicchiere ufficiale da degustazione. Siamo andati oltre, in realtà. L'abbiamo usato
pure per la degustazione dell'olio
extravergine di oliva di Dimino Luigi ed anche in quella situazione s'è comportato egregiamente. Ovviamente
si potrà obiettare che ci sarebbero bicchieri più adatti, ma vi garantisco che questo ci ha consentito
di rilevare bene ogni aspetto del profumo. Proseguiamo con ordine, comunque.
Abbiamo
trovato l'enoteca che ci consentirà di provare sugli scaffali le etichette che maisazi, Simone Carletti di
Vino
e Salute e lo studio di comunicazione e grafica IO
hanno prodotto, per selezionare quella definitiva che offriremo alla prima casa che si impegnerà
ad usarla com'è, previa modifica del nome del vino, chiaramente e della descrizione relativa.
Le Cantine Isola di Milano mi hanno autorizzato qualche giorno fa a posizionare sugli scaffali, in mezzo alle altre, le bottiglie di prova con le etichette realizzate. Data l'alta affluenza del periodo natalizio, abbiamo concordato che il test si farà a gennaio 2007. Abbiamo ritenuto che questo piccolo ritardo sulla nostra tabella di marcia sia giustificato dall'importanza di questa fase.
Un'etichetta, infatti, ha il compito di presentare il vino e la casa nel migliore dei modi, tenendo presente, però, che la bottiglia non è quasi mai guardata da sola (salvo il momento in cui la si consuma). Per lo più, le bottiglie stanno sugli scaffali (almeno, quando sono in vista). L'etichetta, quindi, deve fare l'occhiolino al cliente, attrarne lo sguardo, incunearsi come una lama nella sua mente e dire per conto del vino - "Eccomi, cercavi me? Ci sono!"
Stavolta
usiamo i fiori
commestibili di Ascheri per un semplicissimo dessert, i Fichi con cioccolato e tagete. I petali del tagete
hanno un proprio profumo, delicato e lieve. Il gusto è appena dolce. Il fiore si presta ad essere impiegato
nei dolci. Col cioccolato crea un leggero contrasto, se avete scelto il 100% cacao. Se optate per un 70 o 80%, si
avrà una concordanza superiore.
L'Azienda Agricola Ascheri, che mi ha fornito i fiori commestibili usati per le prove, è ad Albenga (SV), in Via del Cristo. Il numero di telefono è +39 0182 53127. Se volete maggiori informazioni, potete navigare il sito www.ascheri.it.
Beh,
una premessa credo sia doverosa. Sono un sostenitore degli strumenti di cottura in alluminio e in rame, quindi potrei
sembrare un po' fuori posto a scrivere di un wok in acciaio. Credo, però, che si debba sempre concedere
una prova alle novità della tecnologia e quella di Demeyere è tecnologia "state of the art".
Non parliamo di acciaio e basta, ma di un multilayer in cui trovano posto ben tre metalli diversi, che in sinergia
consentono, ognuno con le proprie caratteristiche, di unire la bellezza con la funzionalità.
In Cucinare col wok vi scrivevo che questo strumento è normalmente in ghisa, alluminio (più raramente in acciaio). Nelle versioni occidentali, per un utilizzo più semplice, lo troviamo spesso ricoperto di un antiaderente.
Vi
avevo già accennato al fatto che siamo
alla ricerca di uno spremiagrumi, quindi sapete che siamo a caccia di aziende che vendano strumenti, attrezzi
ed utensili per la cucina. Lo spremiagrumi, purtroppo, non lo abbiamo ancora trovato, in compenso ho trovato qualcosa
che avevo da tempo voglia di provare.
Mi sono sempre chiesto se il tappo salva vino funzionasse sul serio e, grazie alla disponibilità di Gioia della Casa, ora in cucina ne abbiamo uno. Il set, lo vedete nella foto, comprende due tappi per bottiglie standard di vino ed uno per lo Champagne. L'utilizzo è semplice. Si chiude la bottiglia col tappo, vi si poggia forte sopra lo strumento, si aspira l'aria nella bottiglia che resta in condizioni di difetto d'ossigeno. In questa condizione, il vino dovrebbe durare di più, sicuramente quanto basta perché lo si possa finire con calma.
Non resta che provarlo, anche se in passato vari conoscenti mi hanno detto che funziona.
Dopo
avervi presentato la Barbera
d'Asti classica, tocca alla Barbera D'Asti DOC La Bimba 2003, di Gianluigi Orsini, un vino affinato in
barrique di rovere di Alier per 14 mesi. Un
anno fa avevo bevuto l'annata 2001, in uno dei miei primi incontri con Gianluigi. Una colazione di lavoro (se
fa per dire, di lavoro s'era parlato ben poco) alla Locanda
Milano 1873 a Brunate. Anche Federico La Valle, Sommelier AIS e proprietario del locale, è un amante
dei vini di Gianluigi.
La produzione del 2001 è purtroppo finita e qualche volta per fare una verticale siamo costretti a recuperare qualche bottiglia ancora in mano a qualche amico, che ovviamente fa pesare la restituzione.
Sotto con questa barbera barricata del 2003, quindi.
Tappo perfetto, nessuna nota negativa, salvo un tenue sentore di spezie che diventa ben più avvertibile
avvicinando il bicchiere. Una spezie scura, come il pepe nero o una bacchetta di liquirizia. La frutta rossa è
una ciliega matura. In movimento si attenua la frutta, emergono i fiori e diminuisce la spezie
In bocca la frutta matura rossa trova conferma, diventando più consistente e trasformandosi in una confettura.
L'insieme si presenta vellutato, con una bella sensazione di morbidezza. L'effetto lievemente astringente dei tannini,
comunque non aggressivo, è accompagnato dall'usuale amarognolo laterale appena accennato. Una media acidità
e la buona struttura ben compensano i tannini ed i 14 gradi alcoolici.
Una lunga persistenza ed il retrogusto di frutta matura e fiori completano il quadro di un vino che oggi è
maturo, ma che, scommetterei la mia camicia, l'anno prossimo sarà ancora meglio. Un ulteriore ammorbidimento
dei tannini dovrebbe sicuramente favorire un acquisto in armonia. Acidità e alcolicità fanno
ben sperare sulla sua possibilità di tenuta. Gli aromi speziati ceduti dalla barrique di Alier, seppur non
eccessivi, fanno credere in una loro buona presenza anche nei prossimi anni.
Di
Gianluigi Orsini vi ho già scritto varie volte, dall'epoca in cui ci siamo fatti le
prime bevute assieme, al Ristorante Passone a Montevecchia. Una recensione vera e propria dei sui vini, però,
ancora non l'avevo fatta. Eccomi qui, quindi, a rimediare, seppure con ritardo.
Si inizia con la sua produzione classica, la Barbera D'Asti DOC 2003, col supporto di copertina75 ed una intervista fatta a Gianluigi, che ci racconterà come produce questo vino che molti ristoranti hanno nella propria carta da molti anni.
Apriamo, dunque.
Il tappo non presenta difetti. Nessun odore. Qualcuno diceva, anni fa, "nessuna nuova, buona nuova",
detto che ben si addice ai tappi.
Il colore è rosso rubino vivo, con qualche nota violacea osservata da copertina75.
Al naso rileviamo entrambi frutta nera. Potrebbe trattarsi di mirtilli o ribes. Si fa sentire l'alcool (sono 13,5
gradi) ed in lontananza un profumo floreale indistinto. In movimento, il vino si apre, scompare il leggero odore
di erbe amare, date probabilmente dai tannini, aumenta il profumo di fiori, si avvicinano frutti come le more di
gelso. Nel complesso, sembra di ravvisare un certo ammorbidimento dell'insieme odoroso, con note appena dolci.
Assaggiando, troviamo che i tannini sono in primo piano, anche se sopportabili. Buono il tenore di acidità,
che equilibra in qualche modo l'effetto tannico. La struttura si sente, il corpo è presente. Ritengo che
il vino acquisirà in armonia, con un altro anno di affinamento in bottiglia, anche se può già
piacere così a chi ama una sorsata più viva e che pulisca.
La persistanza gustativa è buona.
E dato che siamo quasi arrivati a Natale, ovviamente non possono mancare le offerte di cesti natalizi.
Anche Everywine ha preparato la sua composizione, che potete vedere sulla pagina che presenta i prodotti del Natale 2006.
Non si tratta solo di vino, naturalmente. Troviamo caffé, torroni, lenticchie ed altri prodotti tipici. Vi sono varie combinazioni, di modo che possiate scegliere quella che vi piace di più.
Per la qualità dei prodotti, conoscendo Angelo non ci aspettiamo brutte sorprese. Se assaggiate qualcosa, comunque, fateci poi sapere.
Quarta
ricetta preparata coi fiori
commestibili di Ascheri, l'insalata di valeriana e girasole, che trovo particolarmente riuscita per i
colori. I petali dei garofani hanno un loro leggero profumo, sapore appena amaro, consistenza poco inferiore a quella
della valeriana stessa. Per non coprirne la presenza, ho scelto di non acidulare l'insalata con l'aceto, ma col
lime, più delicato e dal profumo più compatibile.
L'Azienda Agricola Ascheri, che mi ha fornito i fiori commestibili usati per le prove, è ad Albenga (SV), in Via del Cristo. Il numero di telefono è +39 0182 53127. Se volete maggiori informazioni, potete navigare il sito www.ascheri.it.
Anche se oggi non è ancora venerdì, vi auguro comunque buon week-end.
Della
visita
al mercato ortofrutticolo di Milano, vi avevo già scritto, ma avevo saltato una parte, quella relativa
all'azienda Nuova Frutta S.r.l. specializzata nell'importazione di prodotti dai tropici.
Il titolare, Domenico Piazzolla, ci ha intrattenuto per una mezz'oretta spiegandoci quali sono i problemi
da affrontare, le tecniche di conservazione, la cura nella scelta dei prodotti ed il controllo accurato che si effettua
per garantire sempre la qualità.
L'azienda, che vende principalmente a ristoranti, alberghi e fruttivendoli di qualità, usa mezzi propri per
la consegna, in modo da garantire la massima rapidità e cura nella manipolazione della frutta che spesso
è delicata.
Dobbiamo fare una premessa. Molta della frutta e degli ortaggi che noi abitualmente consumiamo, sono tropicali, solo che non lo sappiamo. I fichi d'India, per esempio, sono di origine messicana, anche se ormai sono diventati un simbolo del nostro meridione, così come dalle Americhe arrivano il mais, il pomodoro e la patata. Divertente il fatto che il pomodoro fosse giallo arancione, in realtà e solo successivamente alla sua migrazione in Europa sia diventato rosso.
"Allora
ci troviamo alle 16 a Loreto" - chiedo a Enrico, che mi risponde - "Per me va bene".
Con soli dieci minuti di ritardo sulla tabella di marcia, ci mettiamo in viaggio verso Roma, dove incontreremo
Simone. Scopo del viaggio, un week-end di "cazzeggio" enogastronomico.
Arriviamo purtroppo con un leggero ritardo alla Locanda dell'Interprete, dove Simone ci aspetta assieme
a Benedetto e Chiara. Loro hanno da poco finito il secondo, noi invece ordiniamo. Nell'attesa dei piatti, nel più
sfrontato ed informale dei modi, spazzoliamo il tonno arrosto con cozze, che Benedetto non ha mangiato.
"ehh, ho esagerato con gli antipasti ed il primo" - ci dice. Tanto meglio per noi.
Sono una delle tante persone che a mezzogiorno, sempre in giro a Milano per lavoro, deve rinunciare a bere un bicchiere di buon vino. Non mi piace chiedere di portarmi via la bottiglia avanzata e, d'altro canto, visto che non bevo più di un calice, lasciare 25 e passa euro sul tavolo mi pare veramente uno schiaffo alla miseria.
Quindi, birretta o Coca-Cola.
Se invece sapessi che il cameriere, senza che io debba chiedere nulla, a fine pranzo mi preparasse un sacchetto simpatico, con la bottiglia ben chiusa da portar via, non dico che ogni giorno berrei, ma quasi.
Quando al meeting di Rapallo di TigullioVino conobbi Sabrina Mossetto di Buta Stupa, vidi finalmente la possibilità di risolvere questo mio problema. Buta Stupa, infatti, offre ai ristoratori la possibilità di fornire questo interessante servizio. Dare al cliente un modo intelligente e simpatico di portare via la bottiglia di vino bevuta parzialmente. Non vado avanti a descrivervi la cosa, ne avevamo già scritto allora in Ecco a lei la sua Buta Stupa e in Buta Stupa, portarsi il vino a casa, subito dopo l'evento.
Come mai ve ne parlo ancora?
Pensare
di fare una pasta piccante con una panna risulta difficile. Cercavo qualcosa che, restando sul rosso, richiamasse
i gusti caratteristici del sud. Dal pacco
regalo della Compagnia del Cavatappi ho provato la pasta piccante appunto e la soppressata casereccia. Sempre
del sud, l'olio extravergine di oliva e la passata di pomodoro di Compagnia
delle Puglie e l'origano selvatico, non commerciale, di Dimino Luigi. Ne è risultato esattamente ciò
che volevo. Sapori con una forte connotazione meridionale, che immediatamente richiamano quelle terre, le voci sulla
strada, i pranzi di due ore e la siesta del pomeriggio.
La Compagnia del Cavatappi è di SCAI Sas di Francesco D'Imperio & C. e si trova a Lauria (PZ). Il sito dove comprare i loro prodotti è www.lacompagniadelcavatappi.it.
Appena
aperto il
pacco che Compagnia delle Puglie ci ha inviato, non ho potuto farne a meno. I lampascioni sott'olio sono
subito stati aperti ed assaggiati.
Cedevoli, ma non molli, a sfoglie tipo una cipollina, gusto delicato con una punta leggermente amarognola, appena
untuosi per l'olio extravergine in cui sono conservati.
Mangiandoli si avverte appena l'acidità residua dell'aceto in cui sono stati immersi prima di essere "affogati"
nell'olio.
Nei giorni successivi li ho provati in varie modi, tra cui l' Insalata di arance, lampascioni e melagrana, di cui vi ho già scritto la ricetta. Alla fine, però, li ho terminati come prevedevo, mangiandomeli tutti da soli, nel più classico dei "uno tira l'altro"!
Grazie
ad un accordo con il Consorzio
Infomercati, vi presentiamo quasi quotidianamente un piccolo estratto dei prezzi che in alcuni mercati italiani
hanno uno o due prodotti. Tenderemo, quando possibile, a scegliere prodotti presenti in tutti i mercati citati,
per consentirvi un confronto tra le diverse regioni.
Scopo di questa rubrica è darvi l'andamento dei prezzi all'ingrosso, perché possiate fare le vostre
considerazioni in merito all'acquisto di quanto vi è necessario nelle cucine.
Nel caso desideriate maggiori informazioni o accedere ai listini completi, potete navigare il sito www.infomercati.com e registrarvi gratuitamente.
Quando Stefano di Inari era venuto a Milano per il maisazi party, ci aveva portato una confezione di fichi cotti. Si tratta di una produzione sperimentale, non commercializzata.
Stefanoooooooooo! Mettila subito in produzione.
Ragazzi, questo è nettare degli dei, qualcosa di assolutamente esclusivo e da provare.
Da quando abbiamo aperto il vasetto, il cucchiaino è sempre in giro!
Trovo simpatico che un produttore di vini, ne regali uno di un'altra azienda. M'è successo un paio di settimane fa, quando di ritorno da La Morra, il responsabile di un nostro cliente, produttore e distributore di vini, mi ha portato questa bottiglia, appunto non sua.
Il vino è un Villa Pattono Monferrato DOC 2004, prodotto dall'Azienda Agricola Villa Pattono di Costigliole D'Asti. Stiamo cucinando, copertina75 tira fuori due calici da degustazione. Apriamo la bottiglia.
Il tappo è in buone condizione, senza difetti. Le prime note indicano spezie e liquirizia.
Nel bicchiere, il vino scende fluido, senza produrre bollicine, con rumore appena avvertibile. Mi piacciono i vini pacati.
Il colore è rosso rubino carico, con sfumature violacee.
La prima impressione è positiva. Passiamo al naso.
L'odore è quello vinoso del mosto, una impressione netta, che immediatamente ci fa pensare alla gioventù.
Speziato, mi vengono in mente i chiodi di garofano, presenza di frutti rossi sotto spirito (poi leggerò che
il vino ha 14 gradi). Di sottofondo, appena avvertibili, frutti neri e forse ancora quella liquirizia già sentita sul tappo.
Il legno è presente, ma non invadente.
Ruotando il bicchiere le spezie si attenuano ed emergono note floreali. Direi che il vino è chiaramente in evoluzione. Passiamo al gusto.
Della
serie, c'è sempre da imparare, nella nostra visita al mercato ortofrutticolo di Milano, una delle cose che
ci ha incuriosito è la varietà di melanzane di cui disponiamo e che spesso nei supermercati non si
trovano.
Stranissime le melanzane bianche e quelle striate, che vi mostro in foto, oltre a quelle che ben conosciamo, nere o viola. La melanzana, secondo me, è uno dei frutti più belli. Potrebbe vincere un premio di design.
Se
vi piacciono i marroni ed abitate in provincia di Milano, fatevi un giro, sabato mattina, al mercato ortofrutticolo.
Copertina75
ed io ci siamo stati e di marroni ne abbiamo visti molti. Venduti in sacchi o sfusi o in cassette, ne abbiamo
visto di tutte le dimensioni ed abbiamo fotografato quelli che vedete. La foto non rende merito quanto dovrebbe.
Valgono veramente la pena di una passeggiata.
Sabato mattina, per altro, potete acquistare anche se non avete la Partita IVA.
Qualche giorno fa ci sono arrivati alcuni prodotti in dono da uno degli sponsor della ricerca marketing, l’azienda SCAI s.a.s. di Francesco D'Imperio & C. Nella foto potete vedere alcuni dolci tipici calabresi. Nel pacco poi vi erano anche formaggi, salsicce, pasta trafilata al bronzo, vino, fagioli, salse e altro ancora.
Vorrei ringraziare molto il sig. Giovanni Putignano e l’azienda SCAI s.a.s. di Francesco D'Imperio & C. per averci mandato in dono i loro prodotti.
Nelle prossime settimane li proveremo tutti. Alcuni così come sono e altri in ricette inventate da noi. Se ci seguirete avrete modo di scoprire i prodotti delle terre del sud Italia.
Nella
serie di coltelli
professionali da cucina che normalmente impiego, mancava un coltello da arrosto, di cui sentivo decisamente la mancanza. Ci sono varie preparazioni, infatti, che prevedono il taglio di cibi, sia cotti sia crudi, con una sola passata. In tali situazioni occorre un coltello molto affilato, dalla lama lunga e non eccessivamente alta.
Il sushi, ad esempio, deve essere tagliato in modo preciso, senza provocare sfilacciature dell'alga esterna e senza attriti eccessivi col riso. Lama e filo, quindi, sono importantissimi. Lo stesso discorso vale per gli arrosti, per formaggi molli di grandi dimensioni, ecc.
Come
vi ho già accennato, nel quinto
giorno del corso di degustazione dei vini che abbiamo seguito, abbiamo avuto modo di assaggiare il Marsala
Superiore DOC Oro Vigna La Miccia, di Marco
De Bartoli & C. che adesso vorrei presentarvi meglio.
Questo Marsala è di colore dorato, limpidissimo e cristallino. Se l'aspetto di un vino conta, e per me è
così, ci ritroviamo davanti ad un prodotto che colpisce già per come si presenta.
Le sensazioni che ne ricaviamo al naso sono quelle della frutta matura e da guscio, noci e nocciole in particolare.
Per chi ha vissuto qualche giorno nelle campagne siciliane, l'odore della mandorla richiama i ricordi delle più
tradizionali ricette della gastronomia e della pasticceria di questa regione. Il delicato sentore tostato ci fa
pensare ai prodotti coloniali, espressione della massima ricchezza concepita nei secoli scorsi, quando il caffé
ed il cacao si conservavano negli stipi, le casseforti domestiche di allora.
All'assaggio, il prodotto di Marco, non per nulla pietra miliare della rinnovazione del Marsala ed ospite durante questa lezione del corso, ci offre tutto ciò che ci aspetteremmo da un vino dolce di grande classe. Il dolce non stucchevole, il corpo consistente, la diversificazione dei gusti pari a quelli di un fiume che si apre in mille rivoli. Ritroviamo la frutta matura, quella da guscio, la mandorla, in un insieme morbido e vellutato al palato. Il retrogusto ci riporta il vago sentore del rametto di liquirizia.
Durante
la nostra visita
al mercato ortofrutticolo di Milano, ci siamo innamorati a prima vista dei fiori commestibili che l'Azienda
Agricola Ascheri vende a ristoratori e cuochi. Ne avevo sentito parlare, ma vederli è tutt'altra cosa.
Qualche giorno dopo ho chiamato Patrizia Francolini manifestandogli il mio desiderio di provarli in qualche piatto e lei, gentilissima, me ne ha inviato alcune confezioni di prova. Il successivo week-end è trascorso in prove ai fornelli, ovviamente dopo aver assaggiato uno ad uno i fiori ed aver pensato ai possibili utilizzi.
Nelle prossime settimane vi pubblicherò le ricette provate e le impressioni. Intanto qualche considerazione ve l'anticipo.
Conosco quest'importante fabbricante di strumenti di cottura in alluminio da qualche tempo ed uso quotidianamente i suoi prodotti. Volentieri, quindi, riporto l'annuncio, pervenutomi attraverso Maurizio Di Dio, della pubblicazione del Dizionario Gastronomico di Base da parte della Baldassare Agnelli S.p.A.
In attesa che sul loro sito siano annunciati gli eventi organizzati da SAPS (l'associazione che studia i materiali e le forme degli strumenti di cottura), iniziamo a leggere cosa Maurizio ci comunica a proposito del Dizionario.
Ok.
Stavolta, nonostante la foto, nessuna prova di prodotti, ma solo un ringraziamento. Per alcune prove che dovevamo
fare nel week-end, eravamo andati ad acquistare dei frutti e della valeriana.
Al fruttivendolo avevo chiesto due fichi (sì, due di numero) spiegando che si trattava di una prova. Non
che uno non possa comprare solo due fichi, ma spesso ti guardano un po', come dire, di traverso.
Avevo pagato, il sacchetto era pronto ed io stavo quasi per uscire, quando guardando la vetrina avevo visto un casco di bananine. Stavo già pensando al loro sapore col cioccolato, quindi chiedo al fruttivendolo di darmene una. Gli chiedo cosa costa e lui mi manda via con un sorriso. Se qualche volta avete comprato le bananine, saprete che non costano pochi centesimi. Preciso, inoltre, che in quel negozio non ci ero mai stato.
Proseguiamo la selezione di prodotti per il Natale con una "gustosa" idea regalo: i fichi al cioccolato.
Morbidi fichi nazionali interi farciti con buccia di limone fresco e mandorle, cotti a vapore e ricoperti di cioccolato al 56% di cacao. Questo cioccolato contiene una percentuale di Grand Caraque dal retrogusto amaro ideale per contrastare la dolcezza del fico e regalare al prodotto un ottimo equilibrio di sapori.
Mi
ricordo che in estate, ogni tanto saltava fuori questo discorso. Pierangelo mi diceva che doveva passare da casa
a controllare i pomodori messi a seccare al sole in terrazza. Io arrivavo da Varese, lui da Milano e ci trovavamo
lì, a Tonnarelle, un paesino della costa tirrenica proprio vicino a Messina. I suoi genitori, originari
del posto, durante il periodo estivo preparavano i pomodori secchi sottolio da portare al nord per l'inverno.
Se andavi nella loro terrazza, quindi, li trovavi messi al sole, con del sale per non marcire.
Ogni volta che oggi li mangio, mi piacciono molto. Ripenso sempre a quei momenti spensierati della mia giovinezza ed anche quando aprendo il pacco che Compagnia delle Puglie ci ha inviato e li ho trovati, la mente è andata al solito ricordo.
Alle
7.30 ci presentiamo puntuali e la nostra guida, dopo averci offerto un caffé, ci fa varcare l'ingresso che
introduce al mercato ortofrutticolo di Milano.
È enorme e copertina75, ferma in mezzo alla strada interna ad ammirare la vastità, rischia immediatamente
di essere travolta da un transpallet. Il tipo che lo guida, non le urla dietro solo perché trattandosi di
una donna... ![]()
La foto è buia, scusate, ma in ottobre a Milano, questa è la luce disponibile alle 7.30!
Eccola
la foto di cosa c'era nel pacco che un paio di settimane fa Calogero Dimino mi ha fatto arrivare in ufficio. Una
latta da tre chili di olio extravergine di oliva, produzione del 2006 della sua azienda agricola. Non sono riuscito
a frenare la tentazione di fare subito la foto, prima ancora d'assaggiarlo, per la delicata cortesia aggiuntiva
di presentare il prodotto con una veste da vero amante della terra. Un bellissimo mazzo di origano freschissimo,
che vedete nella sua busta protettiva e che non ho ancora assaggiato (ma lo farò prestissimo). Tre bellissimi
peperoni a forma di rosa, una palma (credo lo sia, per lo meno) e due ramoscelli di ulivo, con qualche oliva ancora
attaccata.
L'olio l'abbiamo assaggiato nella serata enogastronomica di cui vi ho scritto. La prima sensazione, fortissima, è il profumo intenso di fiori, di erba, di campagna bella e pulita. Qualcosa che ti fa tornare di colpo alle origini e che ti resta dentro per tutta la sera.
Il 5 novembre 2006 presso il frantoio Galantino, Slow Food condotta di Molfetta organizza un incontro di degustazione dell’olio extravergine di oliva e pranzo in compagnia.
Peccato per noi essere un po’ lontani, ma spero che possa essere utile a chi di voi abita in Puglia. Il 5 novembre 2006, presso il frantoio della famiglia Galantino, ci sarà un incontro di degustazione dell’olio extravergine di oliva.
Vi riporto la comunicazione che l’organizzatore Andrea De Palma mi ha inviato (n.d.a: i grassetti sono miei).
Inizio
la presentazione singola dei prodotti che Compagnia delle Puglie ci ha inviato e di cui vi ho scritto in I
prodotti tipici pugliesi di Compagnia delle Puglie. Nella foto vedete la confezione dei carciofi sottolio,
aperta sin dalla prima sera assieme ai pomodori secchi di cui vi parlerò più avanti.
Dico la verità, mi ero riproposto di assaggiare in vari contesti i carciofi, ma alla fine li abbiamo mangiati tutti "in solitario", in varie riprese. Avevo pensato di usarne qualcuno in una delle mie insalatine in cui amo aggiungere ingredienti inusuali, ma non ce l'abbiamo proprio fatta.
La S.E.A. s.a.s. è una Società fondata nel 1973 da Enologi Professionisti e si occupa di analisi, consulenze, consulting engineering, legale e divulgazione.
Sul sito ufficiale della ditta con sede a Marino sono presenti interessanti informazioni sulle attività svolte come analisi chimiche, fisiche e microbiologiche su tutti i prodotti alimentari, assistenza per impianti e conduzione vigneti, vinificazione, imbottigliamento e invecchiamento vini, progettazioni e restaurazione stabilimenti enologici, cantine vini e vigneti, corsi teorico-pratici per professionisti e non come degustazione dei vini e conduzione di un vigneto.
Su segnalazione di Andrea De Palma, consulente per la ristorazione con cui stiamo preparando alcune cose, volentieri vi segnalo che il 20 ottobre 2006, presso la “Locanda di Beatrice a Corato” s.s. 98 - km. 47,500 - Corato (BA), si presentarà un nuovo sigaro Toscano, in una serata che vedrà la fusione tra cucina, cultura e la passione per questo prodotto italiano apprezzato in tutto il mondo dai suoi estimatori.
Riporto il programma che mi è stato inviato da Andrea.
Grazie
ad un accordo con il Consorzio
Infomercati, vi presentiamo quasi quotidianamente un piccolo estratto dei prezzi che in alcuni mercati italiani
hanno uno o due prodotti. Tenderemo, quando possibile, a scegliere prodotti presenti in tutti i mercati citati,
per consentirvi un confronto tra le diverse regioni.
Scopo di questa rubrica è darvi l'andamento dei prezzi all'ingrosso, perché possiate fare le vostre
considerazioni in merito all'acquisto di quanto vi è necessario nelle cucine.
Nel caso desideriate maggiori informazioni o accedere ai listini completi, potete navigare il sito www.infomercati.com e registrarvi gratuitamente.
Vorrei farlo pubblicamente perché non mi capita di frequente. Ringrazio la Duca di Salaparuta S.p.A. che ha risposto in giornata ad una mia email con la quale esponevo una mia richiesta che nel seguito vi descrivo.
Mi piace l'idea di questo ringraziamento perché scrivendo spesso alle aziende del settore enogastronomico e devo che raramente ricevo risposte. Come s'è più volte scritto in questo ed altri blog, pare che molti scarichino la posta una volta al mese. Badate, non sto parlando di email coi quali offro servizi, anzi.
Cosa è successo con la Duca di Salaparuta? Presto detto.
Grazie
ad un accordo con il Consorzio
Infomercati, da oggi vi presenteremo quasi quotidianamente un piccolo estratto dei prezzi che in alcuni mercati
italiani hanno uno o due prodotti. Tenderemo, quando possibile, a scegliere prodotti presenti in tutti i mercati
citati, per consentirvi un confronto tra le diverse regioni.
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fare le vostre considerazioni in merito all'acquisto di quanto vi è necessario nelle cucine.
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Ringraziamo il Dott. Eugenio Casucci, Direttore Generale del consorzio, per averci concesso questa possibilità.
Tra
i prodotti che mi sono piaciuti alla rassegna enogastronomica Squisito
2006, c'è l' Aceto Balsamico Tradizionale di Modena dell'Acetaia del Cristo.
Nello stand Erika Barbieri me ne ha fatti provare diversi, tutti di buon livello. Mi ha colpito, però, l'Extra-Vecchio
invecchiato prevalentemente in botti di ginepro.
La valutazione di un prodotto di questo livello non può prescindere da un periodo d'uso e, secondo me, per
gli odori in giro e per le tante cose assaggiate, Squisito non si prestava certo a degustazioni precise. Mi è
piaciuto tra i tanti e questo per me è sufficiente per decidere di averlo a casa e poterlo usare con più
calma in varie situazioni, impiegandolo come merita e godendosi tutte le sue potenzialità.
Interessante, mi diceva Erika, il fatto che l'acetaia abbia un listino apposito per i ristoranti, che ovviamente consente un risparmio a chi ne compra una certa quantità e non ha la necessità di un confezionamento da regalo.
La Edouard Artzner di Strasburgo è conosciuta come l'azienda "prima" per la lavorazione del fegato d'oca che qui viene trattato ancora con metodi tradizionali e lavorato a mano. Eccellente e delicato sia farcito al tartufo sia al naturale, il fegato d'oca può far da base a spuntini o fragranti antipasti, trasformare una bistecca in una pietanza da "grand gourmet" o essere il "solista" in raffinati piatti unici.
Che
dirvi? Appena vista, a Squisito 2006, me
ne sono innamorato! Sono rimasto a guardarla per un po' intanto che altri visitatori chiedevano informazioni. Prima
ancora di sapere quali fossero le sue caratteristiche, avevo già deciso che dovrò averla. Sì,
dev'essere mia. 
Tornato lucido, qualche informazione l'ho chiesta.
Usabile in tutte quelle situazioni dove ci piacerebbe il cartoccio, Carta Fata® aggiunge la possibilità
di contenere liquidi, di chiudere ermeticamente il cibo in cottura, di poter essere preparata con largo anticipo.
Bella la sua applicabilità nel servizio davanti al cliente, che si completa con l'interessante caratteristica
di irrigidirsi leggermente a causa della temperatura. Una volta aperta, quindi, può servire da piatto, unendo
ulteriore originalità alla presentazione.
I pregi, però, sono molti altri. Contiene i sapori ed i profumi, liberandoli all'apertura. Consente un risparmio di condimenti, favorendo la cottura nel liquido del cibo. Consente il risparmio nelle fasi di preparazione e riduce la necessità di pulizia del pentolame.
Basta? Se volete sapere altro, navigate il sito del distributore: www.decorfooditaly.it
Questa
bottiglia di olio extravergine di oliva dell'azienda agricola Dimino Luigi m'è stata regalata da Daniela Trifone, che ringrazio, in occasione di una cenetta che abbiamo fatto assieme.
Qualche giorno prima s'era discusso con MarcoTuscany e shiftzero della mia ricerca di un olio profumato, ma leggero, che non presentasse eccessiva acidità e che non coprisse i cibi in cui l'usavo. L'olio extravergine di oliva, infatti, lo impiego in vari modi ed a seconda di questi deve avere caratteristiche diverse. Essendo un appassionato del cucinare, oltre che del mangiare, raramente l'olio ha per me un ruolo di primo piano. Per lo più è usato in cottura, come condimento o come complemento. Non amando particolarmente la cucina dai gusti troppo forti, l'olio rischia spesso di essere eccessivamente presente, in relazione al resto.
Con
questo post do l'avvio ad una serie di assaggi e presentazione di prodotti gastronomici e non solo, che ci accompagnerà
sino all'estate. Come ho avuto modo di scrivere in Recensioni
enogastronomia, strumenti e ristorazione, ci poniamo l'obiettivo di raccontarvi di ciò che c'è
piaciuto. Di ciò che non c'è piaciuto, non scriveremo nulla. Se volete che un vostro prodotto sia
presentato, scrivetemi a fradefra@maisazi.com.
Quelli che vedete nella foto sono ortaggi sottolio, sughi e funghi di Compagnia delle Puglie, di cui vi ho già scritto in Compagnia delle Puglie e molto altro. L'azienda, sapendo della nostra iniziativa, ci ha spedito un pacco con molte prelibatezze da provare. Sorvolo sugli occhi di copertina75 intanto che tirava fuori uno ad uno i vasetti... avete presente quelle bimbe che scartano i regali appena ricevuti? Ecco, era così.
Ok,
potrà sembrarvi strano, ma il prodotto che mi è piaciuto di più a Squisito 2006, è dei
cugini francesi. Si tratta di una linea di oli ricavati da semi e frutta da guscio. Olio di arachide, nocciole,
noci, sesamo, papavero, pistacchio, mandorle dolci e pinoli.
Non pensate al solito olio di semi, per favore, non starei qui a citarvelo. Mi sono ritrovato davanti a prodotti di qualità eccezionale, profumo intenso della loro natura, sapore dal delicato al potente.
Da usare in piccolissime quantità, questi oli si prestano a preparazioni eccezionali. Mentre ne apprezzavo il profumo, la mia mente era già all'opera e ricette su ricette mi affollavano la testa.
La domanda è comprensibile. Capita qualche volta di non aver voglia di cucinare, la domenica. Di solito, in questi casi, si pensa ad una gastronomia, per andare a comprare qualcosa di pronto, che non sia confezionato.
A Milano le gastronomie aperte la domenica sono molte. In ogni quartiere, di solito, ce n'è una.
Mi ha colpito la nuova campagna pubblicitaria del vino Freschello prodotto da Cielo e Terra, Gruppo Cantine Colli Berici. Sono stata sempre appassionata di comunicazione e pubblicità, soprattutto quando si tratta di ironia e coraggio.
L’azienda, che ha puntato per la prima volta su una campagna a livello nazionale, si può sicuramente dire che di ironia ne ha messa molta.
Con il pay-off “Si sposa con tutto” hanno voluto sottolineare la caratteristica principale del loro vino che può accompagnare qualsiasi tipo di piatto. Non si tratta, infatti, di un vino di qualità, con caratteristiche particolari o sofisticate, ma un vino che può soddisfare le esigenze di chi ha piacere di berne un bicchiere a pasto senza dover pensare troppo all’abbinamento. Direi un vino per tutti e per tutti i giorni. Una specie di passepartout.
Ero
all'Esselunga e mi chiedevo che olio extravergine di oliva comprare. Ne cercavo uno dal sapore delicato, poco acido,
da abbinare a piatti in cui l'olio non fosse predominante.
"Pietro, il sapore di mandorla indica un fondo amarognolo?" - chiedo all'amico shiftzero ( lui ve ne ha scritto in L'olio extravergine di oliva "mandorlato") che mi risponde - "tranquillo, si tratta sempre di mandorla dolce, compra compra."
Ecco fatta la mia scelta, me ne torno a casa con l'Olio Extra Vergine di Oliva Garda Orientale D.O.P del frantoio Turri.
In relazione all'olio, io divido le mie ricette in due grandi categorie: quelle in cui l'olio si deve sentire in modo deciso e quelle in cui l'olio deve accompagnare, senza essere invadente. Uso, ovviamente due oli diversi, spesso addirittura tre (per i gusti ancora più forti).
Sto usando l'olio di Turri da più di un mese, senza mai essere stato tradito. Sul pesce, sulle carni delicate, sulle insalate di funghi, con l'avocado. Mai quest'olio ha mancato alla sua missione, accompagnare in modo gentile, completare, ma senza invadere.
Sono tornato da pochissimo a casa, da una visita a Gbianchi, per il ritiro del regalo che ha offerto per il nostro Candle Trophy e non riesco a rimettermi al lavoro, senza pensare al giro che ho chiesto di fare nel loro magazzino.
Fabio Dell’Orto, s’è gentilmente prestato ad accompagnarmi, assieme a copertina75, per le corsie ricolme di tutto quello che potrebbe venirvi in mente, legato alla gastronomia, al fresco, ai prodotti per la cucina e per la casa.
Non
contenti di dare un premio ai primi tre classificati del Candle Trophy,
con Gianluigi Orsini abbiamo concordato l'aggiunta di sei bottiglie della sua ottima barbera per il quarto
classificato e quattro bottiglie per il quinto. In realtà lui mi ha qualche sera fa portato 12 bottiglie,
ma una ce la siamo bevuta subito cenando assieme
e l'altra mi sono fatto autorizzare ad assaggiarla con calma ![]()
Qualche
settimana fa Gualtiero, che voi conoscete come MarcoTuscany, m'ha inviato (grazie tante
)
l'aceto balsamico di Modena dell'Acetaia Sereni.
Premetto subito che non sarei la persona più indicata per dare pareri sull'aceto balsamico, visto che ne vado matto, ma una cosa vorrei affermarla già qui. Invecchiato 12 anni, questo non è aceto, ma qualcosa di più.
Come passa il tempo, è proprio il caso di dirlo.
Nei primi mesi del 2001 discutevo con Saibal, allora amministratore del forum di HTML.it, della creazione di una nuova sezione sui Motori di Ricerca, attività di cui mi occupavo da qualche tempo. Visto che non volevo esserne il moderatore, dato che già lo facevo per un altro forum (il mitico MotoriDiRicerca.it di Ad Maiora, sezione HBPA), scegliemmo Martina (una ragazza che collaborava con me per la realizzazione di alcuni siti) come moderatrice.
Assieme ad un piccolo gruppo di appassionati, lanciammo quello che poi sarebbe diventato il forum più importante in Italia per i Motori di Ricerca e Web Marketing.
In quel periodo conobbi Pietro Coletta, akà shiftzero.
Stasera dopo cena, tutti al cinema. L'Europlex di Pioltello si raggiunge facilmente da Milano sia arrivando dalla Strada Padana Superiore (il prolungamento della Palmanova) sia dalla Cassanese (da Lambrate sempre dritto in uscita).
In programmazione c'è:
- Il collezionista di occhi;
- Silent Hill;
- The Eye 3: Infinity;
- The fast & the Furious: Tokio drift;
- United 93
Più noto sul Web come Must, ho conosciuto Stefano Gorgoni un paio di anni addietro frequentando i due più importanti forum italiani sul web marketing e posizionamento sui motori di ricerca.
Come al solito, parlando di motori fissiamo su questi le nostre attenzioni, scordando che esiste una vita reale, in cui facciamo magari tutt’altro. Lui, appunto gestisce assieme al suo socio il suo negozio (spesso si definisce scherzosamente un salumiere).
Tra un progetto e un altro, cerco di ritagliare il tempo che merita questo blog e mi accingo a scrivere un nuovo articolo. Mi viene in mente una discussione avuta qualche giorno fa con degli amici rispetto alla questione "favorevoli o contrari alle catene fast-food come McDonald's?". Uhm... interessante. Può essere l'idea di un post.
Vi sottopongo la mia personale opinione quale "favorevole ai McDonald's e affini".
Nel
nostro articolo sul Candle
Trophy 2006, tra le aziende che hanno offerto un premio trovate la Giuseppe
Bianchi S.p.A, un cash & carry all'ingrosso di prodotti agroalimentari ed enogastronomici. Ovviamente
non si tratta di un caso.
La Gbianchi (così ormai molti la chiamano) è la società in cui lavora Fabio
Dell'Orto, un'impresa con un secolo di storia alle spalle, che ho avuto modo di conoscere quattro anni fa, se
non ricordo male.
L'occasione fu un mio incontro con Fabio, organizzato per chiacchierare di posizionamento sui motori di ricerca.
Fabio e la Gbianchi sono molto attivi su questo fronte e nell'occasione dovevamo parlare di metodi di ottimizzazione
pensati prevalentemente per il settore enogastronomico.
Sabrina
Mossetto di Buta Stupa aveva ragione. "Alcuni ristoratori pensano che per loro sia più conveniente tenersi
il vino rimasto a tavola..." - mi diceva qualche settimana fa al telefono. A me pareva strana, una cosa simile,
invece mi è stata detta giusto qualche giorno fa da un ristoratore.
Se siete nel settore enologico probabilmente conoscete già il progetto Buta Stupa, per gli altri riassumo brevemente. Si tratta di un servizio offerto al ristoratore, che gli permette di avere quanto necessario perché voi bevendo una bottiglia di vino di cui avanzate una quota significativa, possiate chiuderla e portarvela via in un elegante sacchetto. Copertina75 ne ha scritto nel post Ecco a lei la sua Buta Stupa.
Il ristoratore può aderire a questo servizio mediante il pagamento di una cifra modestissima e disporre di locandine, adesivi e materiale che gli consente di far sapere ai propri clienti che l'acquisto di una bottiglia non comporterà il fatto che l'avanzo andrà perduto.
Scherzi a parte, credo ci vorrà ancora un po' e qualche pentola decente già la ho (anche se una in più non guasta mai).
Questo post lo scrivo perché quando vado a comprare le pentole in alluminio o in rame, mi reco presso uno spaccio aziendale dove spesso incontro coppie di ragazzi probabilmente prossimi al matrimonio o che stanno acquistando il regalo per qualcuno. Ho pensato, quindi, che poteva trattarsi di una buona opportunità per tutti quelli che si trovano nella stessa situazione.
Lo spaccio della Baldassare Agnelli S.p.A. è aperto al pubblico tutti i sabati, dalle 10 alle 12 circa. Fanno uno sconto significativo. Vendono pentole in alluminio di ogni tipo, per uso casalingo e professionale. Belle anche quelle di rame, sia nella versione stagnata, sia in quella trimetallica.
Hanno, inoltre, una lunga serie di accessori, dalle pinze ai mestoli, dai separatori interni agli scolini, ecc.
Il tutto ha un certo fascino perché lo spaccio è praticamente all'interno del magazzino, in prossimità delle officine dove producono le pentole.
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