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Corso per cuoca: attenzione alla postura

scritto da fradefra

Un esempio di postura problematica durante il corso di cucina professionale.Ecco uno dei temi di cui parliamo spesso durante i nostri corsi di cucina professionale, come il corso per cuochi e cuoche (il link è all'edizione del 20 e 21 luglio prossimi del corso intensivo): postura durante l'attività, per non danneggiare la colonna vertebrale, specie delle donne.

Una donna ha una muscolatura spesso più ridotto di quella di un uomo, quindi la schiena riceve sollecitazioni a cui reagisce in modo diverso. Se si sta in cucina per ore ed ore, è importante che si acquisiscano buone abitudini per proteggere al meglio il proprio fisico.

Sono indicazioni che valgono anche per chi cucina tra le mura domestiche, comunque, quindi mi è parso utile riportarle anche qui, a beneficio di tutte voi che leggete. Se poi decidete di investire un pezzo delle vostre vacanze e venire al nostro scorso, avremo modo di approfondire.

Nella foto vedete Lorenza, una nostra allieva ormai diventata mia assistente (a proposito, è in dolce attesa, a lei i nostri complimenti ) mentre mattarella una pasta fresca appena fatta. Ecco, se lo fate anche voi, ricordatevi che impastando e mattarellando, se possibile è preferibile che tiniate sempre le braccia distese, per scaricare meglio il peso della spalla. In sostanza, la forza non deve derivare dall'azione muscolare, ma dal vostro stesso peso buttato sulla pasta. Questo vi consente di far molta meno fatica, soprattutto se state impastando il pane.

Nelle buone cucine i piani di lavoro sono regolabili in altezza. Se state pensando ad una nuova cucina e vi piace stare molto ai fornelli, sceglietene uno così anche voi. L'altezza, infatti, è importantissima per una buona postura durante il lavoro. Sceglietelo per voi, fregandovene delle misure standard. Spenderete qualche euro in più, ma la vostra schiena ringrazierà (e non solo lei).

Non lavorate mai da seduti, meglio stare in piedi, in leggero movimento. Stare del tutto fermi, infatti, fa più male di quanto si creda, per vari motivi. Passate il peso frequentemente da una gamba all'altra e meglio ancora oscillate leggermente, anche in modo impercettibile, come fanno le spighe nei campi. Quello è il modo migliore in assoluto per stare in piedi col minor dispendio di energia e ridotta tensione scheletrica e muscolare.

Scegliete padella a saltare adatte a voi. Visto che devono essere grandi, acquistatele in alluminio con 2 mm di spessore. Si imbarcheranno prima, ma il vostro omero ringrazierà, così come la vostra colonna vertebrale. Inoltre tornerete a casa ancora in condizioni decenti.

Visto che passate ore a tagliare con un trinciante in mano, abituatevi da subito ad usare il giusto metodo, senza piegarvi e tenendo le mani nel modo giusto. Ancora una volta, ringrazia l'omero e soprattutto la parte muscolare della spalla e del collo. Ricordatevi di scegliere un buon coltello. Si tratta del vostro principale strumento di lavoro, non val la pena di risparmiare. Non immaginate quanto sforzo in meno si faccia con un coltello ben affilato e bilanciato.

Non protendetevi mai in avanti per prendere oggetti, soprattutto se pesanti. Fate il giro del piano di lavoro, se serve. Voi pensate di buttar via tempo, in realtà alla lunga, dopo ore di lavoro, renderete di più recuperando ogni minuto. Ma soprattutto, la vostra colonna vertebrale ed i vostri muscoli della schiena e del collo vi ringrazieranno.

Abituatevi da subito a non chinarvi mentre impiattate. Vi garantisco che non ce n'è bisogno, anche se moltissimi cuochi hanno questa brutta abitudine, purtroppo fomentata da una cattiva televisione che ce li mostra spesso proprio in quest'atteggiamento, sbagliatissimo.

In cucina pretendete che ci sia un tubo flessibile dell'acqua o un rubinetto che arrivi direttamente sopra le marmitte, per mettervi direttamente l'acqua da scaldare, senza doversi portare in giro dieci chili di roba. Anche in casa, anzi, forse soprattutto in casa, dove non si presta attenzione a queste cose e non c'è quasi mai un uomo ad aiutarvi.

Concludo ringraziando il Dott. Dario Urzi specialista in postura del Centro Ricerche Equilibrio e Postura di Brendola, che ci ha insegnato ciò che sappiamo sugli atteggiamenti posturali in cucina (e non solo).

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