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L'importanza della cucina vegetariana

scritto da fradefra

Il risultato di uno degli esperimenti di cucina vegetariana del nostro cuoco, un arancino di riso venere.Ve lo dice una persona insospettabile, in quanto carnivora convinta e impenitente, un corso di cucina vegetariana (ve ne indico apposta il link) non serve solo a chi non mangia carne, anzi. Io da tempo ormai me ne sono convinto e questo arancino al riso nero che vedete in foto è solo uno dei miei tanti esperimenti.

Beh, il primo motivo è che un cuoco non può essere limitato nella sua offerta dalla necessità di usare carne. In qualunque momento potrebbe trovarsi a dover preparare piatti vegetariani o vegani e qualcosa deve pur saper fare.

Tra le mura domestiche, il dovere ed il piacere dell'ospitalità ci impongono il saper proporre un pranzo a ridotta (e meglio ancora, del tutto assente) presenza di alimenti di natura animale. Non è bello dover rinunciare alla presenza di persone che ci sono care, solo perché non mangiano carne o dover preparare per loro solo surrogati di piatti.

Ma ci sono motivi forse ancora più importanti. La carne ci fa male, togliamoci le illusioni. Ci piace molto, questo è vero, ma mangiarne troppa non può che accorciarci la vita o rendercela più sofferente, soprattutto al superamento della cinquantina. L'impegno almeno alla riduzione del suo consumo, è una necessità dettata dal voler vivere a lungo e nelle migliori condizioni.

Per finire con le motivazioni, ma non per questo meno importante, c'è il rispetto per le altre forme di vita presenti sul nostro pianeta. Gli altri animali non sono di nostra proprietà. Una forma di vita civilizzata non dovrebbe mai considerarsi proprietaria di un'altra forma vitale. Le forme di vita dovrebbero convivere, non appartenersi. Se anche non vogliamo eliminare il consumo, almeno la riduzione dovrebbe essere un nostro impegno. Io ci credo e faccio il mio tentativo.

 ... e non crediate che rinunciare alla carne debba significare necessariamente rinunciare a sapore e struttura. Conoscendo le tecniche giuste di cucina, si possono preparare piatti strutturati e dall'ottimo profumo. Basta imparare, darsi da fare e muovere la propria fantasia.

Commenti

io non amo molto la carne, ne mangio molto poca, ma a quel poco non posso rinunciare, il mio corpo ne sente il bisogno, credo soprattutto per questioni di anemia che ho. Amo moltissimo le verdure, i legumi e i cereali quindi sono fortunata. Ma devo ammettere, mio malgrado, che come mi sazia una pietanza di carne è difficile che lo faccia qualcos'altro.

Scritto da:  FrancescaV   | 10.05.10 10:34
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Francesca, anche io sono così, ma un paio di anni fa ho deciso di fare uno sforzo e sto tentando in tutti i modi di pensare a piatti che abbiano una struttura simile.

Ovviamente quando ci sono problemi specifici, diventa più difficile. Io dal mio canto, ci provo. Male che va, ho ridotto e questo è già un parziale successo :)

Scritto da:  fradefra - cuoco docente maisazi   | 10.05.10 10:56
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Io invece adoro ortaggi, cereali e legumi, li preferisco di gran lunga alla carne. Per questo leggo con piacere che anche chi ama la carne si adopera nell'organizzazione di corsi di cucina vegetariana. In fondo saper cucinare bene le verdure può essere molto utile anche per valorizzare piatti a base di carne.

Scritto da:  Mafaldina   | 10.05.10 13:59
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Complimenti Francesco, davvero un bel post - è confortante che un amante della carne si ponga degli interrogativi e abbia la voglia di sperimentare senza trincerarsi dietro abitudini consolidate o tradizioni, mettendosi quindi in gioco come fai tu.

Scritto da:  Yari - un ex-amante della carne :-)   | 11.05.10 13:39
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Ciao Mafaldina, ciao Yari. Da tempo mi pongo queste domande e mi sono impegnato a ridurre il consumo di carne.

Anche agli allievi dei nostri corsi, insegniamo cosa si può fare senza usare necessariamente prodotti di origine animale.

Oggi, ad esempio, avevamo una giornata di sperimentazione a cucina aperta (erano presenti due nostre allieve) su come fare le crêpe in modo da aumentarne la struttura. Inoltre abbiamo provato a farle senza latte (acqua, birra e vino, in sostituzione) e senza uova. Il latte siamo riusciti ad eliminarlo senza difficoltà, per l'uovo serve ancora qualche esperimento. Per inciso, avendo usato una crepiera di ferro, il gusto era ottimo e profumato.

Scritto da:  fradefra - cuoco docente maisazi   | 11.05.10 18:04
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