A metà mese
siamo stati sul Lago di Garda, a Sirmione, per mangiare nel Ristorante
Signori, nel centro storico del vecchio paese.
Veramente un bel locale, abbiamo mangiato bene, buono il servizio, camerieri per una volta discreti (basta con i simpaticatoni a tutti i costi), belle presentazioni, piccola galleria di opere artistiche riportate all'inizio del menu.
L'entrata è arredata in modo minimale (come per inciso tutto il locale), salsa di design con molto spazio, elegante, apparecchiatura minimale come il resto (e come piace a me), tecnicamente quasi perfetta (poi spiego il quasi).
Buono il servizio, il cameriere cambia discretamente il tovagliolo ad una ragazza che si alza nel tavolo di fianco. Il menu per la donna è giustamente senza prezzi. I camerieri vengono sempre in due a portare i piatti. Le posate vengono messe mano a mano, senza l'odioso e di mal gusto sfoggio di posate iniziale.
Cosa abbiamo mangiato? Presto detto: guanciale di maialino da latte al Lardo di Colonnata, su laghetto di ceci; tagliolini al nero di seppia con calamaretti e dadolata di zucchine e pomodori; filetto di bue all'Amarone con radicchio trifolato.
Qualche giudizio? Ottimo il maialino, nulla da aggiungere. Buoni i tagliolini, ma le zucchine non si riconoscevano al gusto (purtroppo con le materie prime di oggi...). Buono il filetto, ma meglio ancora il radicchio. Invece, devo dire che il dolce mi sembrava decisamente sottotono rispetto al resto. Discreto, ma niente di che.
In generale, però, non solo è un ristorante in cui tornare e che consiglio, ma sicuramente vale di più di ciò che costa ed il giudizio è superiore al buono.
Quindi, non per far critiche negative tanto per lo sfizio di trovare un pelo nell'uovo, ma solo per dare qualche indicazione su piccolissime cose che si potrebbero migliorare, qualche considerazione aggiuntiva.
Manca un centrotavola. Visto che una candela c'era, ed il galateo della tavola non la prevederebbe, anche se piace quasi a tutti, allora avrei aggiunto anche un fiorellino.
La responsabile di sala mi chiede se voglio ordinare il vino prima di aver scelto i cibi. Strano, in Russia nel secolo scorso si faceva così, ma siamo in Italia e siamo nel 2010. Tutti scegliamo il cibo, prima di scegliere il vino.
Sempre la stessa responsabile, mi chiede se il Pinot Nero di Borgogna sia di Mariangela, impossibile visto che non ha ordinato carne (anzi, non ha ordinato secondo di nessun tipo).
Servito in mescita a 18 euro
al bicchiere, il Pinot è un po' ossidato
ed ha un sapore acetoso. Non tanto da farmelo
rifiutare, ma si sente. Avrei preferito che la responsabile di
sala l'assaggiasse prima di portarmelo, sono convinto che non me lo
avrebbe neppure offerto. Per 18 euro al bicchiere, un vino dovrebbe
essere più che perfetto oppure non andrebbe servito. Mitico,
invece, il Sauternes bevuto col dolce 
Ok, peli nell'uovo. Spero che un responsabile del locale legga questo articolo e questi miei spunti vengano interpretati come cosette facilmente sistemabili per migliorare ulteriormente quello che considero un bel locale, sicuramente consigliato a tutti quelli che andranno a Sirmione.
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Il vino non è adattabile al cibo, mentre il cibo può essere adattato al vino. Il vino viene da una lavorazione anche molto lunga, in alcuni casi, mentre il cibo può essere adattato; a mio vedere, ben inteso! Senza togliere niente al cibo (anzi).
Francesco, esistono però modelli di abbinamento cibo-vino affermati. In alternativa bisognerebbe costruire l'intero menu su uno o più vini, ma ci vorrebbero giorni di anticipo.
In effetti, anche per un appassionato come me del vino, scegliere prima il vino e poi il cibo non è facile. Spesso mi ritrovo con carte vino con 100 etichette, ma poi il menu dei cibi è molto più ristretto.
Alla fine, credo che la maggior parte delle persone preferisca scegliere il cibo e poi il vino, giusto o sbagliato che sia.
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