Al ristorante, dieci incidenti la stessa sera
Vi ho già scritto in passato l'articolo Ristoratori,
forse è meglio tornare a scuola, dando ai
proprietari di attività ristorative qualche consiglio su
cose da evitare.
Qualche sera fa, con due allievi
sono andato a cena in un piccolo ristorante. Incredibile, pare
che
tutto si sia accanito contro di noi. Tanti piccoli incidenti
verificatisi nella stessa ora allo stesso tavolo sembrano veramente
troppi, al di là della gravità di ognuno di loro.
Non
voglio con questo scritto creare problemi al locale, quindi non
starò a farvene il nome. Non è mia
intenzione essere negativo, anzi vorrei che se qualcuno di voi
proprietari di ristorante dovesse leggere questo post, ne possa trarre
qualche spunto per migliorare il proprio servizio.
Iniziamo?
- Ci
portano il menu, si tratta della solita carta e di un foglio con "il
menu degustazione". Leggiamo, scegliamo, torna il cameriere, io chiedo
proprio il menu degustazione e la risposta è - "No,
mi spiace, ma oggi non lo facciamo perché manca..."
"Mi
perdoni, ma allora perché me lo ha portato?" -
rispondo io e la cameriera si riscusa nuovamente. Ok, ordiniamo altro,
nulla di male, può capitare. - La
cameriera se ne va, senza prendere l'ordinazione delle bevande. Strano,
in questo ristorante evidentemente non si beve. Ne chiamiamo un altro e
chiediamo se possiamo ordinare da bere. La risposta è
ovviamente positiva, quindi al ragazzo dalle mani tremolanti ordiniamo
vino e acqua minerale senza gas. Niente
di grave, ok, però fanno due!

- Intanto
notiamo che per ogni piatto è indicato il numero di
chilometri. Strano, un piatto che ha il salmone viene dichiarato a
chilometri zero. Oddio, non mi risulta che nel fiume del nostro paese
si peschino salmoni!! - "Guarda, forse volevano dire che
è il supermercato ad essere a chilometri zero!" -
dice ridendo Marco.
- Non
poteva essere diversamente, la quarta è che arriva l'acqua
minerale naturale, la versiamo, l'assaggiamo, scopriamo che
è effervescente. Bene, ok, proseguiamo.
- Il
ragazzo dalle mani tremolanti viene e sparecchia il quarto posto che
non è occupato perché siamo in tre. Gli cade la
forchetta. Per carità, può capitare,
però siamo alla quinta.
- Arriva il primo
dei due brasati che abbiamo ordinato. Lo porta una terza persona, credo
la proprietaria, tenendo il piatto con due mani, come se in vita sua
non avesse mai portato nulla ad un tavolo. Basta, ma è
così difficile far fare il cameriere a chi lo fa di
professione?

- Torna
la signora dopo una manciata di secondi, si riprende il piatto
scusandosi e dicendo che era troppo scarso in quanto fatto per il menu
degustazione. Ma come, non si era detto che il menu degustazione oggi
non si faceva? Poi, che brutta cosa il riprendersi un piatto e
sostituirlo con un altro!
- Alla signora,
già che ci siamo, chiediamo come mangiare, visto che mancano
le posate. Il ragazzo tremolante di prima aveva sparecchiato il quarto
posto, ma non aveva apparecchiato i primi tre!! La signora si scusa, fa
apparecchiare e intanto la sentiamo chiedere dietro al banco - "ma
chi fa fatto il tavolo in entrata?" - e la risposta di uno
dei camerieri
è - "non l'ha fatto nessuno". Bene.
Cominciamo a capire che forse, come al solito, quello che manca non
è la buona volontà, ma l'organizzazione

- Assaggiamo
il brasato, scopriamo che si tratta di un arrosto con salsa. Le fette
sono spesse un millimetro, la carne è stopposa. Ok, sono un
cuoco, non faccio commenti sulla qualità, però
almeno potrebbero non chiamarlo brasato sul menu, perché
è evidente che qui vi sono al massimo tre ore di cottura ed
invece per me brasato vuol dire almeno cinque o sei.
- "Possiamo
avere un po' di purè?" - chiede uno di noi dopo
aver finito il brasato ed a piatti sparecchiati. Stranamente
c'è un momento di silenzio, come se avessimo chiesto
qualcosa che non dovevamo, poi arriva un piatto da portata con la purea
che viene messo in tavola. Ci guardiamo, poi ad un altro cameriere
chiediamo se possiamo avere dei piatti, visto che il primo forse se li
è scordati!
- Ci alziamo,
andiamo alla cassa, chiedo di avere la fattura, mi dicono di
sì, iniziano per tre ore a far conti. Possibile che il
titolare faccia tanta fatica a fare il documento più
scontato dell'economia italiana? La fattura? Persino io che faccio il
cuoco la so fare. Qualunque commercialista ti può spiegare
in tre secondi che c'è una moltiplicazione che in due
secondi dal totale ti estrae l'imponibile e l'IVA

Mi
fermo, anche se sono sicurissimo di aver scordato qualcosa. Ma tanto
per non infierire. Adesso, però, per fare il costruttivo,
vorrei tentare qualche soluzione.
- Numeriamo
e dividiamo i tavoli tra camerieri, invece che mandare tutti allo
sbaraglio. Saremo sicuri che ogni tavolo sarà sparecchiato,
apparecchiato, risparecchiato e qualcuno saprà con sicurezza
quali piatti gli devono essere portati.
- Facciamo
fare i camerieri ai camerieri, i cuochi ai cuochi ed i titolari ai
titolari. I titolari la smettano di fare "quelli che sanno fare tutto"
e imparino almeno quelle quattro o cinque cose di gestione, invece che
improvvisare ed andare a naso. Il menu facciamolo redigere ad un
consulente, non proponiamo piatti che non ci possiamo permettere in
termini di tempo e costo.
- La buona
volontà non basta, serve l'organizzazione e l'organizzazione
non viene da sé, bisogna progettarla, definirla e
documentarla. Non si può pensare che le persone per il solo
fatto che ci sono, siano già organizzate. Non funziona
affatto così.
- Come ho già
scritto nell'articolo precedente, il titolare dovrebbe fissare un
piccolo budget ed ogni settimana andare a mangiare nei ristoranti degli
altri, per vedere cosa capita quando si è seduti al tavolo,
invece che essere tra il personale del servizio. Vedendo gli errori
degli altri, si imparerebbe molto.

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