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I documenti per avviare un ristorante
scritto da fradefra

Spesso ce lo chiedono - "Frà, come quali documenti devo fare per avviare un nuovo ristorante?" - e vi assicuro che la risposta non è semplicissima.

Tra i tanti conoscenti che abbiamo con un ristorante, abbiamo chiesto a quelli che ne avevano avviato uno in prima persona. In particolare voglio ringraziare Giovanna D'Agostini del Ristorantino La Gioi, che mi ha aiutato a compilare un elenco preciso (nella foto vedete lo stabile mentre erano in corso i lavori di ristrutturazione).

Nelle righe seguenti, quindi, vi indico tutti i documenti necessari, ovviamente con la precisazione che è importante fare una verifica presso le sedi istituzionali della propria città per essere certi che non vi siano altri vincoli. Fate un giro presso il Comune, la Camera di Commercio e la ASL.

Iniziamo?

  1. Cominciamo con l'avviare ufficialmente l'attività imprenditoriale aprendo la Partita IVA e scegliendo la forma societaria più indicata, con la collaborazione di un commercialista. Dovrebbe essere il primo passo per avere la possibilità di scaricare da subito i primi costi che inevitabilmente si avranno. Contestualmente il Commercialista ci preparerà i documento per l'iscrizione alla Camera di Commercio (dove le nuove regole sul REC siano già seguite).
  2. Si iscrivono all'INPS ed all'INAIL i primi dipendenti, gli eventuali collaboratori familiari ed i titolari stessi.
  3. Si sceglierà una banca e si apriranno i conti relativi. Consiglio anche l'apertura di un conto online a costo zero da usare in affiancamento a quello principale per tutti gli accantonamenti.
  4. Nel caso i locali siano in affitto, occorre registrare il contratto di locazione presso la sede competente del Registro.
  5. Dall'Ufficio Tecnico del Comune occorre ottenere le Concessioni Edilizie necessarie nel caso si debbano modificare le strutture del locale che si è scelto.
  6. Nel caso la sede sia in un palazzo antico, occorre ottenere l'approvazione ai lavori dalla Sovrintendenza alle Belle Arti competente. Ciò è necessario anche per targhe esterne, modifica della facciata, ecc.
  7. Occorre provvedere al REC, iscrizione al Registro degli Esercenti del Commercio. La procedura è semplicissima per chi ha frequentato un Istituto Alberghiero, c'è da seguire un corso e relativo esame per tutti gli altri. Una recente legge ha abolito il REC, ma non tutte le regioni sono ancora allineate.
  8. In sostituzione del vecchio Libretto Sanitario, ora i dipendenti ed i titolari (se operativi nel locale) devono frequentare un corso di almeno 3 ore per la manipolazione delle sostanze alimentari e HACCP. Il link che vi ho indicato è il programma del nostro corso, visto che da poco lo abbiamo inserito a calendario anche noi.
  9. Occorre redigere un Manuale HACCP, meglio se con la collaborazione di un consulente, che indichi le procedure interne seguite in relazione alla conservazione degli alimenti, alla pulizia delle attrezzature e dei locali, alle azioni di sanificazione ed al monitoraggio degli impianti.
  10. La ASL deve rilasciare un documento di Idoneità Sanitaria, a volte previa uscita di controllo e verifica. Bagni, disposizione di alcuni locali, alcuni arredi, metri disponibili ed altre cose devono corrispondere a quanto necessario per garantire igiene e sicurezza.
  11. Dall'Ufficio Commercio del Comune si ottiene la Licenza Commerciale per l'attività.
  12. Alla SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) si pagano i diritti per la riproduzione della musica nel locale.
  13. Presso l'agenzia indicata dal Comune si espletano le formalità per avere l'Autorizzazione all'Esposizione dell'Insegna all'esterno.
  14. Dall'Agenzia delle Entrate si ottiene il rilascio della Licenza di Vendita al Minuto di Superalcolici
  15. Occorre seguire i corsi sulla Sicurezza e quelli sul Pronto Soccorso.
  16. Consiglio anche l'iscrizione alla Proloco del paese, sempre attenta alla manifestazioni, eventi e fiere. Credo che l'inserimento nel tessuto economico-sociale sia sempre importante.

In sostanza, muovetevi per tempo. Prima ancora di iniziare tutti i lavori, vale la pena di fare le verifiche del caso. Ricordatevi almeno: Ufficio Tecnico, Tributi e Commercio del Comune; Agenzia delle Entrate; ASL; SIAE.

Se invece avete bisogno di sapere quante casseruole e coltelli comprare, quali attrezzature, come fare i conti dei metri di superficie orizzontale per ogni cuoco e quanti frigoriferi, noi siamo qui.

In bocca al lupo

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Commenti

Ciao
Una domanda: nella procedura burocratica ho visto che non compare la Camera di Commercio. Significa che è il comune che comunica alla CCIAA l'apertura dell'esercizio oppure è l'esercente stesso che deve presentare qualche dichiarazione? Grazie a quale documentazione la Camera di Commercio viene a conoscenza del fatto che è in essere un'attività commerciale?

Grazie mille
Buona giornata
Erika Crespi

Scritto da:  Erika Crespi   | 12.03.10 13:31
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No, Erika, il Comune non fa nulla in automatico. Alla Camera di Commercio ti devi iscrivere tu. Solitamente provvede il Commercialista quando apri l'attività. Grazie del commento, ho provveduto ad aggiornare l'articolo inserendo ciò che davo per scontato.

Scritto da:  fradefra   | 13.03.10 07:35
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Buongiorno, sto per comperare una licenza Trattoria/Ristorante a Roma Trastevere,N.B. è un subentro,le modifiche che devo fare sono solo poche all'interno,devo cambiare l'insegna,per mettere il mio mome.
mi potete dire cosa devo fare, in quale uffici mi devo recare, quale documenti occorrono.
Ringraziondo, porgo distinti saluti Gerardo

Scritto da:  gerardo   | 14.04.10 14:38
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Ciao Gerardo, ti conviene andare in Comune, ufficio Tributi o ufficio Commercio, dove ti potranno dare le indicazioni esatte ed indicare eventualmente la concessionaria (infatti spesso è un servizio "esternalizzato").

Se il palazzo è antico, dovrai anche fare delle pratiche all'Intendenza delle Belle Arti.

Scritto da:  fradefra   | 14.04.10 16:07
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Salve, volevo sapere nel caso non si è frequentata la scuola alberghiera, quali sono i corsi da fare. Ci sono corsi riconosciuti ed altri no, ci sono un min. di ore? Sinceramente non ho capito se per aprire un ristorante, in assenza del diploma alberghiero devi avere un cuoco titolato.Grazie e saluti.

Scritto da:  Rita   | 25.04.10 23:26
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In Italia l'unica scuola ufficialmente riconosciuta e che dà un titolo di diploma superiore è l'Istituto Alberghiero (statali o privati che siano).

Va detto che la normativa vigente non obbliga i titolari di un ristorante ad avere necessariamente un cuoco che abbia frequentato l'Alberghiera. La cosa importante è che si sappia cucinare (scontati, invece, gli altri corsi e documenti previsti dalla legge). Certo, una solida base teorica è necessaria, quindi chi aspira a diventare cuoco un corso dovrebbe seguirlo, così come, prima di prendersi in carico una cucina, dovrebbe lavorare come aiuto nella cucina di qualcun altro.

Scritto da:  fradefra - cuoco docente maisazi   | 26.04.10 08:15
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ciao io avrei una domanda da fare....quali saranno i costi per ottenere tutti i documenti sopra elencati da te?il totale se e possibblie...grazie mille..

Scritto da:  marina   | 10.05.10 12:04
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Marina, non so, i costi non sono uguali in tutti i Comuni. Mi spiace.

Scritto da:  fradefra - cuoco docente maisazi   | 10.05.10 12:42
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Salve,sono diplomato all'istituto alberghiero e un ho un pò di soldi messi da parte.Vorrei aprire un pub/birreria(ultramoderno),che locale devo comprare o affittare per avviare l'attività?A me piacerebbe una bellissima villa in campagna con piscina,ma non so se sarà l'ideale per avviare l'attività.Mi piacerebbe anche una dimora tipica oppure un intero stabile antico...Attendo una sua risposta.Grazie mille.

Scritto da:  Antonio   | 14.05.10 11:10
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Beh, Antonio, per non correre troppi rischi, la cosa importante è che sia in prossimità di una cittadina, altrimenti il bacino non offrirà sufficiente mercato da coprire i costi.

La struttura, poi, deve avere le caratteristiche necessarie per la parte impiantistica, meglio se non è vincolata. Davanti o vicino deve esserci la possibilità di lasciare la macchina, altrimenti passa la voglia di venirci.

Lo stabile antico potrebbe dare qualche problema con le autorizzazioni, perché poi non puoi fare un sacco di cose.

Deve esserci un accesso facile per il carico delle materie prime e dei prodotti, altrimenti è uno stress tutti i giorni. Meglio se sul retro o laterale.

Va capito, inoltre, se gli interni si possono modificare (e quanto costa) o se la suddivisione è già equilibrata pensando alla ripartizione tra parti pubbliche e parti riservate al personale. Inoltre, bisogna pensare alla facilità di collocazione dei bagni.

Scritto da:  fradefra - cuoco docente maisazi   | 14.05.10 11:58
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Ciao,premetto che sono solo una appassionata di cucina,quindi non ho diploma alberghiero. MI hanno proposto la gestione di una piccola trattoria (circa 20 coperti) ma non so come muovermi. Vale tutto il vademecum esposto quassopra anche per i gestori di locali? o ci sono strade diverse? e in questo caso quali sono?
grazie.

Scritto da:  cinzietta   | 30.06.10 22:59
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Ciao Cinzietta, i documenti indicati valgono anche per i gestori. Ovviamente alcuni potrebbero già essere stati fatti dalla proprietà, quindi non serviranno, altri invece dovrai farli tu. Devi verificare con i proprietari del locale e con gli enti indicati.

Scritto da:  fradefra - cuoco docente maisazi   | 01.07.10 07:12
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