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I documenti per avviare un ristorante
scritto da fradefra

Spesso ce lo chiedono - "Frà, come quali documenti devo fare per avviare un nuovo ristorante?" - e vi assicuro che la risposta non è semplicissima.

Tra i tanti conoscenti che abbiamo con un ristorante, abbiamo chiesto a quelli che ne avevano avviato uno in prima persona. In particolare voglio ringraziare Giovanna D'Agostini del Ristorantino La Gioi, che mi ha aiutato a compilare un elenco preciso (nella foto vedete lo stabile mentre erano in corso i lavori di ristrutturazione).

Nelle righe seguenti, quindi, vi indico tutti i documenti necessari, ovviamente con la precisazione che è importante fare una verifica presso le sedi istituzionali della propria città per essere certi che non vi siano altri vincoli. Fate un giro presso il Comune, la Camera di Commercio e la ASL.

Iniziamo?

  1. Cominciamo con l'avviare ufficialmente l'attività imprenditoriale aprendo la Partita IVA e scegliendo la forma societaria più indicata, con la collaborazione di un commercialista. Dovrebbe essere il primo passo per avere la possibilità di scaricare da subito i primi costi che inevitabilmente si avranno. Contestualmente il Commercialista ci preparerà i documento per l'iscrizione alla Camera di Commercio (dove le nuove regole sul REC siano già seguite).
  2. Si iscrivono all'INPS ed all'INAIL i primi dipendenti, gli eventuali collaboratori familiari ed i titolari stessi.
  3. Si sceglierà una banca e si apriranno i conti relativi. Consiglio anche l'apertura di un conto online a costo zero da usare in affiancamento a quello principale per tutti gli accantonamenti.
  4. Nel caso i locali siano in affitto, occorre registrare il contratto di locazione presso la sede competente del Registro.
  5. Dall'Ufficio Tecnico del Comune occorre ottenere le Concessioni Edilizie necessarie nel caso si debbano modificare le strutture del locale che si è scelto.
  6. Nel caso la sede sia in un palazzo antico, occorre ottenere l'approvazione ai lavori dalla Sovrintendenza alle Belle Arti competente. Ciò è necessario anche per targhe esterne, modifica della facciata, ecc.
  7. Occorre provvedere al REC, iscrizione al Registro degli Esercenti del Commercio. La procedura è semplicissima per chi ha frequentato un Istituto Alberghiero, c'è da seguire un corso e relativo esame per tutti gli altri. Una recente legge ha abolito il REC, ma non tutte le regioni sono ancora allineate.
  8. In sostituzione del vecchio Libretto Sanitario, ora i dipendenti ed i titolari (se operativi nel locale) devono frequentare un corso di almeno 3 ore per la manipolazione delle sostanze alimentari e HACCP. Il link che vi ho indicato è il programma del nostro corso, visto che da poco lo abbiamo inserito a calendario anche noi.
  9. Occorre redigere un Manuale HACCP, meglio se con la collaborazione di un consulente, che indichi le procedure interne seguite in relazione alla conservazione degli alimenti, alla pulizia delle attrezzature e dei locali, alle azioni di sanificazione ed al monitoraggio degli impianti.
  10. La ASL deve rilasciare un documento di Idoneità Sanitaria, a volte previa uscita di controllo e verifica. Bagni, disposizione di alcuni locali, alcuni arredi, metri disponibili ed altre cose devono corrispondere a quanto necessario per garantire igiene e sicurezza.
  11. Dall'Ufficio Commercio del Comune si ottiene la Licenza Commerciale per l'attività.
  12. Alla SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) si pagano i diritti per la riproduzione della musica nel locale.
  13. Presso l'agenzia indicata dal Comune si espletano le formalità per avere l'Autorizzazione all'Esposizione dell'Insegna all'esterno.
  14. Dall'Agenzia delle Entrate si ottiene il rilascio della Licenza di Vendita al Minuto di Superalcolici
  15. Occorre seguire i corsi sulla Sicurezza e quelli sul Pronto Soccorso.
  16. Consiglio anche l'iscrizione alla Proloco del paese, sempre attenta alla manifestazioni, eventi e fiere. Credo che l'inserimento nel tessuto economico-sociale sia sempre importante.

In sostanza, muovetevi per tempo. Prima ancora di iniziare tutti i lavori, vale la pena di fare le verifiche del caso. Ricordatevi almeno: Ufficio Tecnico, Tributi e Commercio del Comune; Agenzia delle Entrate; ASL; SIAE.

Se invece avete bisogno di sapere quante casseruole e coltelli comprare, quali attrezzature, come fare i conti dei metri di superficie orizzontale per ogni cuoco e quanti frigoriferi, noi siamo qui.

In bocca al lupo

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Citazioni (Trackback)

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Commenti

Ciao
Una domanda: nella procedura burocratica ho visto che non compare la Camera di Commercio. Significa che è il comune che comunica alla CCIAA l'apertura dell'esercizio oppure è l'esercente stesso che deve presentare qualche dichiarazione? Grazie a quale documentazione la Camera di Commercio viene a conoscenza del fatto che è in essere un'attività commerciale?

Grazie mille
Buona giornata
Erika Crespi

Scritto da:  Erika Crespi   | 12.03.10 13:31
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No, Erika, il Comune non fa nulla in automatico. Alla Camera di Commercio ti devi iscrivere tu. Solitamente provvede il Commercialista quando apri l'attività. Grazie del commento, ho provveduto ad aggiornare l'articolo inserendo ciò che davo per scontato.

Scritto da:  fradefra   | 13.03.10 07:35
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Buongiorno, sto per comperare una licenza Trattoria/Ristorante a Roma Trastevere,N.B. è un subentro,le modifiche che devo fare sono solo poche all'interno,devo cambiare l'insegna,per mettere il mio mome.
mi potete dire cosa devo fare, in quale uffici mi devo recare, quale documenti occorrono.
Ringraziondo, porgo distinti saluti Gerardo

Scritto da:  gerardo   | 14.04.10 14:38
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Ciao Gerardo, ti conviene andare in Comune, ufficio Tributi o ufficio Commercio, dove ti potranno dare le indicazioni esatte ed indicare eventualmente la concessionaria (infatti spesso è un servizio "esternalizzato").

Se il palazzo è antico, dovrai anche fare delle pratiche all'Intendenza delle Belle Arti.

Scritto da:  fradefra   | 14.04.10 16:07
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Salve, volevo sapere nel caso non si è frequentata la scuola alberghiera, quali sono i corsi da fare. Ci sono corsi riconosciuti ed altri no, ci sono un min. di ore? Sinceramente non ho capito se per aprire un ristorante, in assenza del diploma alberghiero devi avere un cuoco titolato.Grazie e saluti.

Scritto da:  Rita   | 25.04.10 23:26
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In Italia l'unica scuola ufficialmente riconosciuta e che dà un titolo di diploma superiore è l'Istituto Alberghiero (statali o privati che siano).

Va detto che la normativa vigente non obbliga i titolari di un ristorante ad avere necessariamente un cuoco che abbia frequentato l'Alberghiera. La cosa importante è che si sappia cucinare (scontati, invece, gli altri corsi e documenti previsti dalla legge). Certo, una solida base teorica è necessaria, quindi chi aspira a diventare cuoco un corso dovrebbe seguirlo, così come, prima di prendersi in carico una cucina, dovrebbe lavorare come aiuto nella cucina di qualcun altro.

Scritto da:  fradefra - cuoco docente maisazi   | 26.04.10 08:15
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ciao io avrei una domanda da fare....quali saranno i costi per ottenere tutti i documenti sopra elencati da te?il totale se e possibblie...grazie mille..

Scritto da:  marina   | 10.05.10 12:04
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Marina, non so, i costi non sono uguali in tutti i Comuni. Mi spiace.

Scritto da:  fradefra - cuoco docente maisazi   | 10.05.10 12:42
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Salve,sono diplomato all'istituto alberghiero e un ho un pò di soldi messi da parte.Vorrei aprire un pub/birreria(ultramoderno),che locale devo comprare o affittare per avviare l'attività?A me piacerebbe una bellissima villa in campagna con piscina,ma non so se sarà l'ideale per avviare l'attività.Mi piacerebbe anche una dimora tipica oppure un intero stabile antico...Attendo una sua risposta.Grazie mille.

Scritto da:  Antonio   | 14.05.10 11:10
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Beh, Antonio, per non correre troppi rischi, la cosa importante è che sia in prossimità di una cittadina, altrimenti il bacino non offrirà sufficiente mercato da coprire i costi.

La struttura, poi, deve avere le caratteristiche necessarie per la parte impiantistica, meglio se non è vincolata. Davanti o vicino deve esserci la possibilità di lasciare la macchina, altrimenti passa la voglia di venirci.

Lo stabile antico potrebbe dare qualche problema con le autorizzazioni, perché poi non puoi fare un sacco di cose.

Deve esserci un accesso facile per il carico delle materie prime e dei prodotti, altrimenti è uno stress tutti i giorni. Meglio se sul retro o laterale.

Va capito, inoltre, se gli interni si possono modificare (e quanto costa) o se la suddivisione è già equilibrata pensando alla ripartizione tra parti pubbliche e parti riservate al personale. Inoltre, bisogna pensare alla facilità di collocazione dei bagni.

Scritto da:  fradefra - cuoco docente maisazi   | 14.05.10 11:58
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Ciao,premetto che sono solo una appassionata di cucina,quindi non ho diploma alberghiero. MI hanno proposto la gestione di una piccola trattoria (circa 20 coperti) ma non so come muovermi. Vale tutto il vademecum esposto quassopra anche per i gestori di locali? o ci sono strade diverse? e in questo caso quali sono?
grazie.

Scritto da:  cinzietta   | 30.06.10 22:59
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Ciao Cinzietta, i documenti indicati valgono anche per i gestori. Ovviamente alcuni potrebbero già essere stati fatti dalla proprietà, quindi non serviranno, altri invece dovrai farli tu. Devi verificare con i proprietari del locale e con gli enti indicati.

Scritto da:  fradefra - cuoco docente maisazi   | 01.07.10 07:12
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Ciao
per prima cosa volevo ringraziarti perchè hai avuto un idea favolosa con questo link...
e volevo porti una domanda: ho intenzione di aprire un pub,ma nn ho una grande esperienza in cucina.Ti volevo quidi chiedere se mi puoi almeno fare un elenco delle maggiori attrezzature che ci vogliono in una cucina,naturalmente parlo di quelle base,davvero essenziali.
grazie senza te mi sarei trovato davvero spiazzato.

p.s. in bocca al lupo per il tuo ristorante.

Scritto da:  Antonino Scala   | 21.09.10 13:47
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Ciao Antonio, io non ho un ristorante, ma insegno in una scuola di cucina e cucino in ristoranti di altri a servizio, così come anche a domicilio in occasione di eventi.

Detto ciò, una cucina dovrebbe avere almeno:
- piani di lavoro;
- sorgenti termiche per le casseruole (fornelli o induzione);
- forni;
- frigorifero da cucina e frigorifero (o cella frigorifera) per lo stoccaggio grosso;
- congelatore da cucina e congelatore per lo stoccaggio grosso;
- abbattitore di temperatura;
- climatizzatori;
- cappe;
- lavastoviglie/lavabicchieri;
- moduli di rilevazione fumi/gas;
- addolcitore dell'acqua;
- lavandini per alimenti, strumenti, mani;
- planetarie e/o macchine per impastare;
- macchinetta per il sottovuoto;
- generatore di vapore per pulizie;
- macchinetta del ghiaccio.

Ecco, queste sono le cose indispensabili. Poi c'è altro, secondo il tipo di cucina, la dimensione del locale, il numero di coperti, il numero di coperti concorrenti durante i picchi.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 21.09.10 15:12
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Avrei proprio bisogno di sapere quante casseruole e coltelli comprare, quali attrezzature, come fare i conti dei metri di superficie orizzontale per ogni cuoco e quanti frigoriferi. Il locale ha 40 coperti e 100 mq di spazio

Scritto da:  cinzia   | 03.10.10 14:53
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Per i coltelli il conto è relativamente semplice, ti servono due trincianti per ogni cuoco più quelli per il giro del lavaggio e dell'affilatura. Inoltre ti servono i coltelli per l'arrosto, per scalzare e per sfilettare, in funzione del menu. Uno spelucchino per ogni persona in cucina.

Per le attrezzature ed i piani di lavoro, invece, è abbastanza più complicato e spesso durante le nostre consulenze ai ristoranti, mezza giornata se ne va via cosi. Infatti bisogna vedere il menu, la contemporaneità dei coperti, l'organizzazione generale, lo spazio per la refrigerazione ed altre cose ancora :) Non è possibile darti una indicazione senza un incontro ed un minimo di studio.

Scritto da:  Fradefra - cuoco Scuola di cucina maisazi   | 03.10.10 15:24
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sei un grande grazie per i consigli,alle volte questi piccole cosete te possono salvare,grande!!

Scritto da:  alessandro   | 14.10.10 16:03
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Ciao,

Noi invece siamo tre soci e stiamo uscendo pazzi per capire cosa c'e' bisogno di fare per aprire un loungbar zona trastevere a Roma.
Il problema principale che ci stiamo ponendo è per la cucina. La nostra ovviamente non sarà all'altezza di un ristorante ma non riusciamo bene a capire il necessario minimale per soddisfare i requisiti previsti dalla legge.
Servono 2 cappe (una per i fornelli ed una per la parte di frytop e friggitoria). Un piano per la preparazione dei cibi ed una per le verdure. Idem per i frigorigeri (2 separati). Ma quali sono gli altri elementi strutturali assolutamente necessari?

Ciao e grazie della risposta

Scritto da:  silvio   | 15.10.10 10:52
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Silvio, una cucina si progetta in modo diverso.

1) deve decidere il tipo di clientela
2) devi decidere cosa vuoi dare da mangiare
3) devi verificare lo spazio disponibile
4) deve verificare cubature e luci
5) devi decidere organizzativamente come vuoi procedere
6) devi decidere il numero di persone in cucina

In funzione di tutto questo, si progetta la cucina. Non è l'inverso, come fanno molti. Ad esempio, il numero di metri quadri orizzontali per i piani è funzione del numero di persone che lavorano in cucina e di quanti coperti contemporanei devi fare.
Il numero dei frigoriferi dipende da ciò che vuoi offrire ai tuoi clienti, da quante basi ti preparerai, dalla velocità con cui vuoi offrire il servizio e dai costi di refrigerazione puoi sostenere.

Ecc. ecc.

Considera che quando progettiamo una cucina, lavoriamo per dei giorni assieme al titolare solo per prendere le decisioni. Il rischio di un'insuccesso clamoroso per aver sbagliato la cucina è sempre dietro le porte.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 15.10.10 11:20
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ciao!!!SEI DAVVERO UN GRANDE E MOLTO ESAUSTIVO.IO VORREI CHIEDERTI,,IN UN LOCALE DI 125 MQ,QUANTI TAVOLI OCCORRONO?E POI,A TUO PARERE CONVIENE DIVIDERE LE SALE DA NON FUMATORI E FUMATORI?PERCHè EFFETIVAMENTE DA DOPO LA LEGGE (ALMENO QUI DA ME)SONO DAVVERO POCHI I LOCALI ATTREZZATI IN TAL SENSO..MA NON VORREI CHE LA SPESA SUPERASSE LA RENDITA.

Scritto da:  MARTINA   | 15.10.10 18:33
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Ciao Martina, grazie per i complimenti, che giro anche ai miei colleghi che mi aiutano :)
Su 125 mq io onestamente non farei la zona fumatori. Se la si fa, deve essere fatta bene ed in 125 metri non riesci a fare un lavoro ben fatto, quindi lascia perdere.

Per i tavoli, bisogna vedere lo spazio della sala, più che del locale. Inoltre, non si può andare a metri, perché a volte gli stessi metri quadri rendono in modo molto diverso in funzione degli angoli, della posizione delle porte e delle finestre. Anche la dimensione dei tavoli, lo spazio che vuoi lasciare tra un tavolo e l'altro, le zone di accesso dei camerieri, ecc.
In pratica, per prendere questa decisione devi fare tutto sulla piantina. La cosa migliore è mettere la piantina sul computer, farsi un blocchetto che rappresenta un tavolo con le sedie e poi provare a posizionarlo sulla piantina per vedere quanti ce ne stanno.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 16.10.10 09:47
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Per la cucina invece le idee ce l'abbiamo abbastanza chiare. Gli elementi sono piu' o meno questi (credo che possano essere utili anche per gli altri lettori del forum)
cucina a gas 4 fuochi
forno a convenzione (Compreso Cucina)
cuocipasta 2 vasche
friggitrice 2 vasche
lavastoviglie
n.2 armadio frigo
Lavello inox (+ lavabo per personale)
tavolo armadiato inox
Tavolo Preparazione Carni/Pesce
Fry Top
Cappa Cucina con motore (fornelli)
Cappa Cucina muro con motore (Frig+FryTop)
Piu' o meno siamo sui 10k di spesa. Il problema (come d'altronde credo un po' tutti si trovino nella nostra situazione) è che noi abbiamo la certezza di cio' che vogliamo preparare (è un lounge bar con cucina creativa associata a vini di marca e birre non pastorizzate). Se chiedessi ad un cuoco come vorrebbe la cucina sarebbe come chiedere alla moglie come vorrebbe casa e ti farebbe comprare un castello per poi lamentarsene comunque perchè non ha abbastanza armadi per le scarpe :)

Per poi non parlare dei problemi burocratici che stiamo affrontando adesso. Secondo la legge italiana, per quello che ho capito, per richiedere la licenza devi prima avere il locale a norma ed arredato. Solo allora puoi chiedere la licenza e rischi di avere un rifiuto o richieste "Particolari" per l'assegnazione. In questa fase abbiamo trovato il locale adatto, abbiamo chiesto un preventivo per la ristrutturazione ed i lavori ma dobbiamo ancora cercare di capire in che ordine fare la società,richiedere la licenza ed avviare tutte le procedure del caso.

Comunque mi sto tenendo traccia di tutti i passi che abbiamo seguito ed i dubbi che abbiamo raccolto. Al termine dell'operazione se riusciremo a portarla in porto ti invio , sempre che possa interessarvi, un documento step to step per raggiungere l'obiettivo

Scritto da:  silvio   | 18.10.10 10:43
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ciao.
IO sto per aprire un ristorante,soloche non so quali documenti mi mnacano.Per momento ho : la licenza insieme a il blocco della sanita',conformita' elettrica.

Scritto da:  Fabio   | 24.10.10 23:17
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Grazie Silvio, ogni esperienza di avviamento compiuta sarà sicuramente utile per i visitatori che devono ripetere l'operazione.

Fabio, i documenti che ti mancano sono quelli che io ho scritto in apertura e che tu non hai ancora. Infatti quelli che ho indicato sono il minimo indispensabile.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 25.10.10 07:47
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ciao vorei sapere che documento mi serve per aquistare un ristorante con la licenza non ho alcun corso fatto scuola albergiera ho fatto in polonia come mi devo muovere???ho il comercialista ci pensera tutto lui?????che che corsi devo frequentare e di che durata sono???

Scritto da:  thomas   | 11.01.11 22:51
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Thomas, abbiamo scritto tutto nell'articolo, se lo leggi ci sono indicati tutti i passi principali. Il commercialista fa ben poco, in questo caso. Devi fare quasi tutto tu.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 12.01.11 07:21
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CIAO SI HO LETTO VOREI SAPERE LE LOMBARDIA A TOLTO IL REC E SE COMPRO UN RISTORANTE GIA AVIATO NON VENGONO MI PASSATI DOCUMENTI NECESARI PER SVOLGERE ATTIVITA....DA DOVE DOVREI INIZZIARE??

Scritto da:  THOMAS   | 13.01.11 16:07
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Salve, visto che siete così gentili nel chiarirci le idee vi propongo la mia.
premetto che lavoro nel campo della grafica da 10 anni, vorrei avvicinarmi
al mondo della ristorazione, pensavo di iniziare affittando un ristorante con
licenza già avviato nella zona di roma centro.
In tal caso gran parte della documentazione dovrebbe essere stata già tutta richiesta dal vecchio proprietario....giusto?
Apparte le solite pratiche alla camera di comm, di che cosa mi dovrei intereassare? grazie in anticipo....

Scritto da:  mauro   | 16.01.11 18:25
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Se si acquista un ristorante già avviato, i documenti relativi al ristorante in sé ovviamente non vanno rifatti. Magari serve qualche variazione alle intestazioni.
Invece, vanno rifatti i documenti relativi alla persona, cioè i corsi sicurezza, HACCP, manipolazione alimenti, ex-REC. Va fatta anche la partita IVA, ovviamente, salvo che non vi sia cessione d'azienda (ciòè il nuovo proprietario compra anche l'azienda corrispondente al vecchio ristorante). Possono esservi differenze in funzione del modo in cui si rileva l'attività.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 16.01.11 18:54
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Ciao sono Michele da Napoli, diploma non alberghiero, ho lavorato da ragazzo come dipendente per circa 15 anni in locali di pub/ristorazione... poi per qualche anno ho cambiato lavoro, adesso a distanza di anni ho deciso di prendere un locale... (c'è crisi)

Vorrei una conferma, se ho capito bene da quanto ho letto su, se prendo un locale PUB in ceditura (quindi già avviato) mi basta (oltre a doverlo pagare :-) )
- una partita iva a me intestata
- il libretto sanitario (poichè starò io in cucina)
- un certificato HACCP (che mi rilascia un ente preposto)
- un corso sulla sicurezza sui luoghi di lavoro

grazie

Michele

Scritto da:  Michele   | 17.01.11 22:38
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Michele, ti serve anche l'ex-REC.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 18.01.11 07:08
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un informazione, per aquistare un ristorante,cosa devo fare e qualli documenti devo controllare per non cadere in qualche tranello nascosto?????e qualli sono le procedure da svolgere primo del stipula del contratto di compravendita??????????

Scritto da:  frix   | 27.01.11 01:40
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Frix, ti conviene rivolgerti ad un commercialista ed a un legale, perché contrattualmente sono molte le cose da prevedere. Intanto va capito se stai comprando i muri, l'attività o entrambe. Già questa cosa ha implicazioni diverse.

Anche una verifica fatta assieme alla tua banca, per avere eventuali contenziosi dell'attività, non sarebbe male.

In pratica, Visura Camerale, Centrale Rischi, sono il punto di partenza, oltre agli uffici del Comune, della USL locale e la Camera di Commercio. Ovviamente alcune informazioni non le avrai, per motivi di Privacy, però si prova lo stesso.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 28.01.11 11:52
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Ciao sono Peppe. Penso che una delle cose più difficili nell'ambito della ristorazione, è la stesura del menu. Vorresti metterci l'impossibile! Ma più ci metti in un menu, più diventa difficile gestire la conservazione di quegli alimenti che rischiano di non essere venduti e quindi buttati. Considerando che diventerebbe triste, nella maggior parte dei casi, lavorare con prodotti congelati, mi chiedevo se utilizzando una macchina sottovuoto, questo tipo di problema si potrebbe risolvere e se occorre una licenza per confezionare sottovuoto, datare e conservare gli alimenti per un periodo più lungo (come fanno nei centri commerciali coi salumi, formaggi ecc.). Grazie di cuore per l'attenzione ed un "IN BOCCA AL LUPO" a tutti quelli che come me, hanno voglia di entrare nel fantastico mondo della "GESTIONE".

Scritto da:  Peppe   | 04.02.11 12:06
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Benvenuto, Peppe.
Il sottovuoto raddoppia i limiti di conservazione in frigorifero, risolvendo alla grande molte esigenze. Non tutte e ovviamente dipende anche da come il ristorante ha organizzato la cucina, gli approvvigionamenti e la produzione delle basi.
Fosse per me, la renderei obbligatoria, visto che in ogni caso migliora nettamente la qualità in termini batterici.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 04.02.11 15:40
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Ciao! Sono stefania di Rm, lavoro come chef a domicilio ma mi piacerebbe poter aprire un mio ristorante. Ho letto che il Registro esercenti il commercio (REC), istituito con la legge 426/71, è stato soppresso e che ora tutte le attività di distribuzione commerciale, ivi compresa la somministrazione di alimenti e bevande, sono svolte senza l'iscrizione a registri abilitanti. Resta cmq l'obbligo di attestare il possesso dei requisiti personali, morali e professionali, previsti dalla Legge 287/91, che vanno documentati direttamente al Comune fra i quali: diploma di scuola alberghiera o di scuola a specifico indirizzo professionale riconosciuti dallo Stato e frequenza con esito positivo di un corso professionale riconosciuto dalle Regioni. La mia domanda è: non avendo un diploma alberghiero ma soltanto turistico, mi basterebbe frequentare un CORSO PER IL COMMERCIO E LA SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE? Inoltre, avendo letto su un'altra normativa tra i requisiti richiesti anche l'esperienza di almeno due anni come dipendente in un ristorante, dovrei possedere anche questa? Grazie in anticipo e scusate se mi sn dilungata troppo!

Scritto da:  stefania   | 21.02.11 20:44
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In realtà, Stefania, esistono delle differenze tra una regione e l'altra. Penso che la cosa migliore sia rivolgerti al tuo Comune, in modo da essere certa. So che esiste un corso sostitutivo del vecchio REC, ma credo che ogni Regione lo chiami in modo diverso.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 25.02.11 16:23
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salve a tutti mi chiamo Leo (cuoco di professione da 17 anni). vorrei tanto aprire un ristorante ma per diverse disgrazie non c'ho il becco di un quattrino. non sò come mi sono imbattuto in questo sito però mi sono divertito a leggere tutti i post. ed ho trovato una sostanziosa conferma a quello che è il mio pensiero a riguado di chi apre, subentra o rileva un ristorante. il 60% delle persone (mi tengo basso per non essere drastico)che si avviano in queste "avventure", non ne capiscono una mazza di ristorazione!!! addirittura stiamo sui livelli di "quanti e quali coltelli devo comprare?" "quali attrezzature mi occorrono?" Ma dico: non sarebbe meglio che ognuno facesse il proprio lavoro?? Non per cattiveria, però spesso e a malincuore succede che il "gestore" non avendo una percezione reale di questo mondo va a finire che si fa male e fa male alla piazza. negli ultimi anni si vede una SCELLERATA corsa a chi offre il prezzo più basso per far da mangiare. SI VEDONO LOCALI CHE APRONO E CHIUDONO DOPO UN Pò COME SE FOSSERO LE COSCE DI UNA PROSTITUTA!! La RISTORAZIONE non è solo "passione per la cucina" o "passione per il buon vino" oppure "ho due lire accanatonate e le investo"!!! La ristorazione è soprattutto sacrificio, un enorme sacrificio. consolidato da una devozione fatta di rinunce di vita e alla vita... Mi fermo quà altrimenti divento logorroico e cafone. SCUSATE!!! IN BOCCA AL LUPO A TUTTI I FUTURI RISTORATORI, GESTORI ECC. ECC... Leo.

Scritto da:  leopoldo   | 06.03.11 01:44
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Ciao sono Davide, volevo solo sapere visto che vorrei aprire un ristorante ma ho solo un diploma di istituto tecnico commerciale che penso non serva a molto, quanto tempo si impiega per fare il corso inerente al rec. Il locale è stato chiuso per incapacità dei vecchi proprietari ed ora io dovrei iniziare i lavori di ristrutturazione e messa a norma di tutto.Non c'è alcun modo per ottenere la licenza prima di fare tutti i lavori, fare il corso per il rec e hccp? O perlomeno fatto tutto la licenza poi si ha o c'è il rischio di rimanere fermi? Grazie Davide.

Scritto da:  Davide   | 08.03.11 01:16
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Davide, per alcuni dei documenti servono dei sopralluoghi sul posto, quindi ovviamente se il locale non è stato ristrutturato, non si può procedere con le richieste.
Sì, chiaramente il rischio di predisporre una struttura e poi trovarsi fermi per il cambiamento di una parte c'è. Si può ridurre il rischio (che però resta) facendosi dare delle consulenze da parte di chi avvia spesso ristoranti (ci sono persone che fanno proprio questo lavoro), in modo da sapere come procedere.
Ad esempio noi per la nostra nuova sede ci stiamo avvalendo di un architetto che ha già fatto lavori simili per altri clienti, quindi pensa lui a tutti i contatti con gli uffici competenti (Comune, ASL, ecc.).

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 08.03.11 07:06
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Salve mi chiamo Giuseppe e ho 20 anni di esperienza in cucina , cerco una opinione di commercio : un ristorante a Napoli aperto da 35 anni cucina casereccio napoletana, 35 ,40 coperti situato 40 metri dal centro ma si entra in violetto che un po brutto( diciamo cosi)ce un po di concorrenza ,anzi si aprono come i funghi, il titolare che anche il cuoco lo cede per pensionamento e anche per crisi, lui lavora con un cameriere e un piccolo aiuto in cucina , ma attualmente il suo bilancio e di 800-1200 euri a settimana .Utili dichiarati nel 2009 67 K, il locale e in fitto a 1500 mese il contratto 6+6, licenze e e permessi cappa impianti tutto ok, il locale e da rinnovare un po' alla volta. il prezzo e di 85 trattabile in pagamento,35% 65%. inizialmente e un investimento di 45 liquidi e di altre 45 in rate.Io investire su di me cioè porterei cucina mediterranea ma in chiave moderna, da fare in gestione familiare, ma la mia paura e che non mi sto comprando niente,e che mi indebito.il commercio oggi cambia cosi veloce, finchè le licenza erano ferme tutto ciò aveano un valore ma oggi come si fa a calcolare un cedi tura. vi ringrazio... e vi faccio i mie complimenti
ciao

Scritto da:  giuseppe   | 12.03.11 23:13
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Ciao, grazie per le ottime informazioni ma questo vale se si vuole aprire un ristorante/trattoria da zero. Ma se se ne rileva uno gia' esistente e operativo che bisogna fare? Avendo intenzione di farlo in conduzione familiare il cuoco deve avere per legge l'attestato o puo' farlo un familiare o un amico? ( chiaramente che sappia cucinare ).
Grazie

Scritto da:  salvatore   | 15.03.11 20:00
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Se si rileva un ristorante già avviato, Salvatore, come prima cosa bisogna capire la forma del rilevamento. Se c'è o no chiusura dell'attività o se è un proseguimento vero e proprio. Le pratiche da sbrigare, infatti, sono diverse.

Con gli uffici competenti di zona, li abbiamo citati nell'articolo, occorre verificare se si possa subentrare o si debba fare una nuova iscrizione. I documenti personali, ad esempio, come il REC o il corso sulla manipolazione delle sostanze alimentari, vanno ovviamente fatti in quanto sono legati alla persona e non al locale.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 16.03.11 08:48
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Anch'io sto aprendo un pub. Costi ed accessori di un bancone per birreria? Quanti bagni per circa 51 mq di sala, 30 coperti, ed un personale composto da me, mia sorella ed un cuoco?
Aspetto vostre news!!! ringrazio anticipatamente
au revoir

Scritto da:  Alessandra   | 17.03.11 13:14
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Alessandra, per i costi di un bancone per birreria ti conviene rivolgerti ad un rivenditore. I prezzi possono partire da diecimila euro, ma arrivare anche a centomila, secondo la dimensione, le macchine presenti, la qualità ed i materiali impiegati, ecc.

Per i bagni, io consiglio che siano sempre tre: uomo, donna/disabile, privato. Conviene chiedere, comunque, agli uffici di zona.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 17.03.11 19:24
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Salve vorrei avere parere su che fare?
Rilevo un ristorante di 35 anni, una generazione.. conviene cambiare
il nome, visto che devo fare una piccola ristrutturazione, e per dare una po'
di freschezza , il problema: se anche ha un piccolo pacchetto clienti ,
non vorrei perderli ... come fare ?
Se io fossi un cliente e andrei in questo nuovo ristorante e trovo un nome
diverso si ma un po piu' carino e' pulito, le probabilità' che entro sono il
30% - 40%,
Cosa fareste voi..?
Mi farebbe piacere sapere un parere , e se c'e' qualche idea in merito al
nome ,
La ringrazio.
CORDIALI SALUTI

Scritto da:  giuseppe   | 20.03.11 20:28
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Purtroppo il cambio del nome di un ristorante ha sempre impatti positivi e negativi. Cosa fare dipende da molte cose. Certo, occorre fare una valutazione del numero di clienti affezionati, delle informazioni che ci sono su Internet legate al vecchio nome, ecc.
Il cambio di nome può essere la soluzione giusta per un locale che non andava bene o che si vuole totalmente modificare, potrebbe essere sbagliata in altre situazioni.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 22.03.11 21:11
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salve,un albergo di circa 40 camere di mia conoscienza, vorrebbe aprire un piccolo settore ristorativo solo serale,la struttura è vecchia ed è sita in una città conosciutissima per il turismo,una piccola cucina è già presente,ma è usata solo x le colazioni,se la struttura è vecchia i permessi che occorrono,sono gli stessi o sono previste delle agevolazioni?mi spiego tempo fa,lavoravo in un ristorante di vecchio stampo,i permessi richiesti x avviarlo erano stati ridotti proprio perchè apparteneva a quella categoria,quindi la cucina non poteva essere piu' di tanto portata a tutti gli effetti a norma sia pre la struttura interna ed esterna vecchia,ora non so esattamente cosa bisogna fare e quali permessi in questo caso ci vogliono,potreste cortesemente aiutarmi a capire da dove bisogna partire e sopratutto se si devono fare domande specifiche per avviare questa piccola ristorazione dentro l albergo?
ho sentito dire che se si ha una cucina dichiarata *per uso comune* è già un buon punto di partenza è vero?
vi ringrazio della cortese attenzione

Scritto da:  LIA   | 30.03.11 16:43
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Lia, per certi aspetti è vero che è più semplice quando l'attività è già avviata e la struttura è vecchia, purché il palazzo che la ospita non sia sotto la tutela delle Sovraintendenza alle Belle Arti. In quest'ultimo caso, infatti, servono anche le autorizzazioni degli uffici competenti, se vi sono da fare modifiche o lavori di una certa entità.

I punti di partenza sono sempre gli stessi: Comune e ASL, almeno.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 04.04.11 07:42
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Salve sto per aprire un ristorante con 80/100 coperti e vorrei sapere la quantità di piatti bicchieri e posate occorono. E se è possibile vorrei sapere cosa occore come pentole e quante tovaglie e tovaglioli.In attesa di risposta vi ringranzio cordiali saluti.

Scritto da:  nancy   | 11.04.11 10:23
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Nancy, non è in base al numero di coperti, ma in base ad altre cose che si fanno questi calcoli.

Serve sapere quanti clienti devi servire contemporaneamente a pranzo ed a cena, in modo da valutare il carico. Serve sapere quante persone cucinano, serve la composizione dei tavoli. Inoltre, fondamentale, serve conoscere il menu. Ogni menu ha sue esigenze, sia in sala, sia in cucina. Va considerato anche lo spazio che hai a disposizione, se acquisti o noleggi, ecc. Infatti se usi materiale a nolo che ti viene cambiato a rotazione, non è come comprare le tue cose e doverti gestire lavaggi e stoccaggio.

Considera che a volte queste parti ci portano via giornate intere di riunioni con i clienti.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 13.04.11 01:40
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salve.mi chiedevo. ho una sorella che ha studiato alberghiera quindi con rec.dopo varie esperienze in alcuni ristoranti in toscana vuole aprire uno suo.il fondo lo abbiamo trovato ma non fermato. e a uso commerciale.
secondo voi da cosa bisogna iniziare?penso prima cosa chiamare elettricista e idraulico per la messa a norma(preventivo)poi usl sopralluogo,poi calcolo di materie prime come cucina tavoli sedie ecc.(piu o meno quanto sara' la spesa e che permessi vogliono la usl x aprire un ristorante) come dovrebbe essere per essere a norma)dopo di che prendere partita iva fare i lavoro e aprire. secondo voi con un affitto di 1000 euro un locale di 200 mtq piu 800 di spese prestito piu stipendi piu cibi...ecc quanto dovrebbe essere l incasso mensile?siamo io mia sorella mamma zia moglie.cucina toscana con cibo fatto in casa. pasta fresca ecc.

Scritto da:  cristian   | 15.04.11 14:32
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un altra cosa. ma se invece di aprirlo normalmente lo aprisse come associazione culturale con somministranza di alimenti e bevande? che pro e contro ci sono apparte l iva al 3 %

Scritto da:  cristian   | 15.04.11 14:35
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Ciao a tutti; volevo sapere se richiedo una licenza di tipo 'A' devo avere già un locale? Se ho invece un locale, pagando già un fitto e non mi rilasciano la licenza? Come funziona? In attesa di una vs risposta auguro buon lavoro a tutti e complimenti.

Scritto da:  Angelo   | 16.04.11 20:02
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sono in procinto di prendere un ristorantino a torino in gestione a riscatto..però mi è sorto un dubbio....non facendo nessuna modifica devo avere il bagno per disabili?grazie

Scritto da:  biggie   | 02.05.11 19:43
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Cristian, come abbiamo detto più sopra, i vantaggi economici di una soluzione piuttosto che un'altra è opportuno che siano valutati con un Commercialista o con un consulente che abbia fatto uno studio approfondito del caso. Tramite blog ti darei indicazioni senza aver avuto modo di studiare il caso preciso, cosa che potrebbe portare ad errori grossolani.

Angelo, ti conviene informarti presso la Camera di Commercio del tuo luogo, perché il tema è controverso ed affrontato in modo diverso in ogni zona.

Biggle, solitamente se prendi in gestione, non devi fare cambiamenti, salvo che gli uffici competenti non li abbiano già chiesti alla precedente gestione. Comunque ti conviene informarti presso la tua ASL.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 03.05.11 07:07
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Buongiorno,
io e mio marito (cuoco) vogliamo aprire un piccolo ristorante. Lui in cucina é bravissimo, io sarei da sola in sala. Secondo la vostra esperienza, quanti coperti a servizio potremo gestire da soli (soprattutto in sala)? e quindi, una cameriera per fare un buon lavoro, serve in media quante persone a servizio (sarebbe una prima esperienza per me e non riesco a fare una stima)?
grazie

Noe

Scritto da:  Noemi   | 19.05.11 19:23
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in bocca al lupo a tutti quelli che come me hanno il coraggio di navigare in questo mare di....sorprese.....

Scritto da:  adryana   | 18.06.11 18:08
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Ciao,
In primis ti faccio i complimenti per la chiarezza della tua spiegazione. Faccio una domanda a titolo puramente informativo (ma in futuro non si sà mai). Le indicazioni da te fornite sono valide anche per l'apertura di un ristorante o pub che sia all'estero?? Il discorso si complica o comunque cè la possibilità di organizzare la documentazione anche qui in Italia?

Aspetto una tua risposta.

Saluti da simone

Scritto da:  Simone   | 28.07.11 20:51
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Ciao Simone, no, purtroppo le indicazioni sono valide solo per l'Italia. Le necessità all'estero sono molto diverse. Devi informarti nel paese a cui sei interessato e sbrigare lì le pratiche del caso. In qualche caso, ti tocca anche andarci personalmente. Solitamente si dà la procura ad una persona del posto, che ci rappresenti.

Scritto da:  fradefra - chef e docente maisazi   | 31.07.11 10:06
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per gentilezza, vorrei sapere se si può estendere la somministrazione dei pasti anche al pranzo ed alla cena in un bed and breakfast e con che requisiti.
Grazie mille

Scritto da:  sara   | 17.08.11 00:18
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Sara, mi spiace, non so di preciso, dovresti informarti presso la tua Camera di Commercio. Mi pareva che per somministrare pranzo e cena di fatto devi avere la cucina di un ristorante e sottostare a tutte le regolamentazioni del caso, ma potrei sbagliarmi.

Scritto da:  fradefra   | 17.08.11 07:39
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si deve avere per forza il diploma per intestare un locale?

Scritto da:  antonella   | 20.08.11 13:47
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No, non serve. Bisogna aver fatto il REC (ora si chiama in un altro modo).

Scritto da:  fradefra   | 24.08.11 00:11
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Ciao io vorrei sapere se e' vero che con gli ultimi tre anni da libretto di lavoro come cuoca andando alla camera di commercio ti rilasciano rec avendo fatto corso hccp

Scritto da:  Titty   | 07.09.11 23:36
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La cuoca non ha fatto nessuna scuola alberghiera

Scritto da:  Titty   | 07.09.11 23:38
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So che ci sono dei sistemi agevolati per avere il REC, ma nn so esattamente quali, Titty. Ti conviene informarti presso la tua Camera di Commercio.

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 08.09.11 07:53
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Buongiorno, complimenti per il blog, veramente chiaro ed efficace. Sto progettando di prendere la licenza di affittacamere. Questa consente di dare pranzo e cena ai propri ospiti (max 12 persone). Chiedo: è sufficente una normale cucina domestica? Ci vogliono licenze per la somministrazione? Grazie e cordiali saluti

Scritto da:  Ferrarese Roberto   | 14.09.11 23:18
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Per la somministrazione ci vogliono licenze, certo, e bisogna aver frequentato ex-Rec, i corsi di manipolazione degli alimenti, quelli sicurezza e forse anche quello per l'HACCP (il titolare o gestore). Ti conviene informarti presso la tua Camera di Commercio, però.

La cucina deve rispettare regole in materia di anti-incendio (quindi non bisogna superare un limite massimo sull'energia termica erogata dai fornelli e fuochi). Devono esservi cappe idonee, i mobili devono essere in acciaio ed in generale il tutto deve rispettare le regole valide per la cucina di un ristorante (lavelli, frigoriferi, ecc. ecc.).

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 15.09.11 07:17
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Salve a tutti! qual'è il giusto compromesso di calcolo per la "licenza" di un'osteria\vineria 50 coperti?in un paesino tranquillo e al momento non ottimamente sfruttata? grazie ciao!

Scritto da:  roberto   | 27.09.11 15:14
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Roberto, purtroppo non esistono formule aritmetiche per capire il calcolo del valore di una licenza, se ho capito bene cosa intendevi. Dipende dalla zona, dal fatto che sia in pianura o in montagna (si mangia e beve in modo diverso), dalla regione (cambia la regione o la città, cambiano le abitudini), ecc. ecc.
Ci sono troppe variabili per pensare ad un modo percentuale di calcolare il valore.

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 27.09.11 16:06
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ciao, vorrei acquistare un ristorante pizzeria a perugia, 250mq con 80 posti, volevo sapere piu' o meno quanto e' la spesa all'inizio tra:
-apertura partita iva
-iscrizione camera di commercio
-notaio
-manuale haccp
grazie !!

Scritto da:  cristian   | 30.09.11 00:17
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Ciao Cristian, non ci sono regole fisse per rispondere alla tua domanda. Però:
- per l'apertura della partita IVA ci vogliono poche centinaia di euro, quindi con tutte le altre spese ben più grandi, queste non conta;
- stesso discorso per l'iscrizione alla Camera di Commercio;
- il notaio si paga anche in base al valore della transazione, se non ricordo male. Poi ogni notaio può fare piccoli aggiustamenti.
- il manuale HACCP è di solito una giornata di un consulente, quindi dipende dalla tariffa locale. Tra le 500 e le 1000 euro.

Comunque, tutto ciò è a grandi linee :)

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 01.10.11 09:10
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CIAO, IO ANCORA NON HO CAPITO COME FUNZIONANO LA LICENZE A ROMA PER APRIRE UN BAR, PUB, RISTORANTE, SE SI DEVONO COMPRARE DA CHI GIA NE è POSSESSORE OPPURE FARE LA NORMALE PROCEDURA AL COMUNE CON TUTTI I DOCUMENTI DEL CASO...... CIAO FRANCECSO

Scritto da:  FRANCESCO   | 05.10.11 17:39
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salve!anche io 1 ho forte passione per la cucina ho il culto della tavola e di un buon bicchiere di vino in compagnia e soprattutto amo la cucina genuina e casereccia mi piacerebbe molto aprire un ristorantino piccolo con vino della casa,oltre i documenti su elencati i corsi da seguire piu' l'esame in che consiste in realta'?E SI FANNO ALLA REGIONE?E SONO OBBLIGATORI PER CHI NON HA IL DIPLOMA ALBERGHIERO?E SEMPLICE FARE QUESTE COSE HO PIU' COMPLICATO' ma grosso modo quanto occorre aprire un picc. rist? grazie!

Scritto da:  NUNZIO   | 06.10.11 23:38
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@Francesco
A Roma tutta la procedure per le licenze è la stessa di ogni altra città.
Compri una attività già avviata o subentri o tenti tu di avere una nuova licenza.

@Nunzio
Non è possibile ipotizzare il costo di un piccolo ristorante, senza avere parecchi dettagli. Muri, zona, arredi, dimensione, tipo di menu proposto, attrezzature... Si va da 50 mila euro a 500 mila. Dipende.

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 07.10.11 00:15
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grazie per tutte le informazioni assai utili per noi pivelli dei fornelli. avrei una domanda (a qualcuno potrebbe sembrare stupida) :
ma in italia nn e possibile aprirsi un IN DOOR RESTAURANT???
in inghilterra e abbastanza comune , e una specie di ristorante, fatto in casa tua propria, dove tu inviti( oppure si prenotano) a pagamento perfetti estranei, solo perche li piace come cucini, e sono pigri(o nn hanno tempo) a cucinarsi da soli a casa loro. tu cucini per loro a casa tua, ti prendi pagato, poi con le tasse nn so come funziona, cmq nn ci vuole tutto stu ambaradam burocratico come in italia. certo questa alternativa e valida solo per poca clientela, nn e che ti puoi invitare a casa tua un regimento, ma sarebbe una buona idea per arotondare e nello stesso tempo sfogare le nostre passioni culinarie senza fare tanti investimenti e maratone burocratiche, come per un normale ristorante. mi dai gentilmente una risposta??

Scritto da:  susanfox   | 22.10.11 18:25
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salve sono sabrina io volevo aprire un bar paninoteca pizeria sono le licenze che questa struttura ma offre nel mio paesino gia, parlato con ufficio tecnico del comune sarebbe tutto ok solo che non ho una grande disponibilitàl dunque se evito di fare ristorazione e servo solo panini e pizza il forno è a legna devo per forza avere una cucina con cappa aspirante o basta che io abbia il necessario in cucina come lavastoviglie e frigorifero piastra?

Scritto da:  sabrina   | 22.10.11 19:32
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Salve mi chiamo Daniela, voglio prima di tutto farvi i complimenti per la vostra capacità di dare risposte secche e coincise e sopratutto chiare. Ora spero di essere altrettanto chiara. Premetto sono diplomata geometra e faccio il praticante, ma ho alle mie spalle 9 stagioni nella segreteria di un villaggio turistico, ho occasione di aquistare una piccola palazzina antica nel centro storico della mia città volevo creare un b&b ed un bar in totale ho 100mq a disposizione. Volevo chiedere quali autorizzazioni siano necessarie per la realizzazione di questo progetto più che altro per la realizzazione della sala bar.
Cordiali Saluti Daniela

Scritto da:  Daniela Sio   | 24.10.11 13:04
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@Susanna. In Italia vi sono regole alquanto severe sull'aspetto igienico e di protezione della salute del consumatore, che non consentono di gestire una sorta di ristorantino a casa. Nel caso si diano cibi, a pagamento o gratis, a ospiti presso casa propria, se qualcuno sta male, di chi sarebbe la responsabilità?

@Sabrina la cucina non è obbligatoria, ma ovviamente così non potrai cucinare nulla oltre alla pizza.

@Daniela per la creazione di un bar in una palazzina antica, vi sono vincoli da una parte ed agevolazioni dall'altra, ma dipendono dall'Intendenza alle Belle Arti della provincia. Ti conviene informarti dalle tue parti, non vi sono regole generali. La cosa non è semplicissima, ad ogni modo.

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 25.10.11 01:04
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ciao....grande!!!!
senti io sto aprendo un beer-pub a rende (cs) stamane sn andato all'ufficio ASP e ho chiesto se fosse veramente necessario la costruzione di un bagno per le persone disabili , mi aspettavo una risposta ma invece mi e stato detto che si puo aprire anche senza avere un bagno per disabili e senza incorrere in problemi come multe ecc... tutto cio mi ha lasciato veramente perplesso...sarebbe belloo semplificare i lavori e risparmiare qualcosina ma nn vorrei correre il rischio d fare un lavoro e poi ritrovarmik nei problemi...ho cercato leggi e quant'altro ma della mia prov nn ho trovato nulla...mi potresti aiutare???
ciao anticipatamente t ringrazio

Scritto da:  boxer   | 27.10.11 16:11
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Mi sembra veramente strano, Boxer, anche perché io conosco molti a cui è stata esplicitamente chiesta la preparazione di un bagno per disabili. Non saprei dirti...

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 28.10.11 01:55
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salve vorrei aprire una piccola fraschetta adibita anche come piccolo ristorantino a roma nb (no centro storico) quali documenti servono e nn avendo mai avuto esperienze commerciali vorrei sapere a chi rivolgermi e dove grazie un saluto

Scritto da:    | 07.11.11 09:47
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Buongiorno, sempre Daniela vi ringrazio per la precedente risposta ma avrei un ltro quesito da porvi, non avendo una risposta certa dall'ufficio commercio della nostra cittadina volevo sapere se è vero che, visto i miei precedenti, di 9 anni segretaria al ricevimento(2003 al 2011 consecutivi però solo stagionale)in villaggio turistico dove c'e' un servizio ristorazione e altre stagioni di lavoro come commis bar, mi danno diritto ad avere l'iscrizione al rec senza affrontare esami?
Cordiali Saluti

Scritto da:  DANIELA   | 08.11.11 09:07
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@Roma tutte le informazioni sono state indicate nell'articolo. Mi spiace, non ne ho altre. Probabilmente è meglio se ti informi nella tua città.

@Daniela penso che se loro ti rispondono così, non dovrebbero esservi dubbi. Sono loro a gestire l'ex REC. Se non lo sanno loro, non lo sa nessuno :)

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 09.11.11 00:37
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Salve, ho un diploma c/o Istituto tecnico commerciale e volevo sapere se posso iscrivermi direttamente al Rec senza dover fare l'esame.
Grazie

Scritto da:  Anita   | 16.11.11 11:29
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Ciao Anita, mi risulta che col tuo diploma sia comunque necessario l'esame. Meglio informarsi direttamente in Camera di Commercio, comunque.
Benvenuta sul blog.

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 17.11.11 09:10
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ciao, volevo sapere se, anche con le nuove leggi che sono uscite ultimamente, per aprire un ristorante si deve comprare lo stesso una licenza? se si ha un diploma non ce bisogno del REC ma della licenza si?

Scritto da:  jessica   | 20.11.11 18:45
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Sì, Jessica, la licenza è comunque obbligatoria. Puoi comprarla o aprirne una nuova, ma ovviamente resta necessaria.

Per il REC, meglio informarsi presso la tua Camera di Commercio.

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 23.11.11 08:56
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Salve,
Vorrei affitare un albergo per estate, per gestionare.
Che corsi devo avere e dove posso fare questi corsi.
Vivo ad Arco(TN).
Grazzie mille

Scritto da:  Aurora   | 25.11.11 14:58
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Per la gestione di un albergo hai vari corsi da seguire, a meno che tu non abbia tra il personale qualcuno che li abbia già seguito. Quali corsi dipende dal fatto che ci sia ristorazione o no. La Camera di Commercio del tuo paese può darti tutte le informazioni del caso, così come le associazioni di categorie che a Trento sicuramente ci saranno.

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 25.11.11 15:37
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Grazie per la tua risposta. Penso che la più bella sarebbe quella di andare all`INPS e dovrebbero essere in grado di informare me.
Grazie ancora

Scritto da:  Aurora   | 25.11.11 15:48
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salve. volevo chiedere alcune informazioni.
Avrei intenzione di aprire una piccola trattoria a conduzione familiare, ma all'inizio per non avere spese aggiuntive non vorrei assumere dipendenti ma farmi aiutare dalla mia famiglia e dal mio fidanzato.
volevo chiedere se si può fare o se c'è un minimo di dipendenti da assumere; mia madre si occuperebbe della cucina io della gestione e della sala e il mio fidanzato della sala; poi per tutta la gestione burocratica me ne occuperei io insieme ad un commercialista che mi aiuti.
lei cosa mi consiglia di fare, potrebbe indicarmi la strada....glie ne sarei molto grata.grazie dell'attenzione.

Scritto da:  rosaria   | 28.11.11 14:37
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Ciao Rosaria, non c'è un numero minimo di persone da assumere. Un ristorante potrebbe per assurdo essere formato solo da due persone, una in cucina ed una in sala. Ovviamente è puramente teorico, poi in pratica non funzionerebbe.

Nel tuo caso potresti fare una impresa familiare o una S.a.s.

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 29.11.11 15:52
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grazie mille!!!

Scritto da:  rosaria   | 30.11.11 12:36
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ciao , vorrei aprire un bar, affittando un fondo e vorrei sapere se c'è una legge che mi obbliga a non superare un tot. di posti a sedere in base ai mq del locale.
grazie :)

Scritto da:  simone   | 16.12.11 20:18
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Buongiorno! Mi rivolgo ancora a voi per una questione che riguarda la HACCP ho in progetto di aprire un'attività di negozi automatici con distributori di bevande e snack. Mi chiedevo: rigaurdo alla sicurezza alimentare (HACCP)se è obbligatorio avere un registro o si può evitare, o comunque si può evitare di pagare un consulente e si può fare in "fai da te"
Nel ringraziarvi vi invio
Distinti Saluti
Daniela

Scritto da:  Daniela   | 12.01.12 12:18
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Non si ha l'obbligo di avere un consulente, se si è certi di conoscere le leggi in materia e le specifiche comunitarie in termine di manipolazione, conservazione e somministrazione di sostanze alimentari, oltre che di sicurezza di ambienti, attrezzature e personale.

Non ho capito, invece, a quale registro fai riferimento.

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Salve desidero porre un quesito la cui risposta non l'ho trovata tra i post precedenti.
Sono proprietario di un ristorante che per alcuni anni è stato concesso in affitto (mi riferisco alla struttura). Ora l'affittuario sta lasciando il locale e vorrei sapere quali adempimenti devo attuare per continuare l'attività. In particolare se devo fare adeguamenti strutturali anche se il ristorante era attivo e funzionante.
Grazie e complimenti per il sito.

Scritto da:  enzo   | 12.01.12 19:16
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Se ho capito bene, tu hai dato in affitto i muri, non l'azienda o la licenza o l'attività. In questo caso, se non ricordo male, di fatto è come se tu partissi da zero.

Potrebbe, per esempio, verificarsi che una legge di questi ultimi anni, non retroattiva per la precedente impresa, essendosi questa spostata e partendo tu con una tua nuova, diventare applicabile. Avviene, per esempio, per cose come i bagni, come i lavandini, come la disposizione di alcune parti in cucina, ecc. ecc.

Questo è il motivo per cui molti invece di iniziare con una nuova azienda, preferiscono rilevarne un'altra o entrare in gestione.

Scritto da:  fradefra - Chef Scuola di cucina   | 12.01.12 20:05
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ciao sono una ragazza di 19 anni e sono all'ultimo anno della scuola alberghiera ma con tutti i problemi vorei ritirarmi dalla scuola solo che in futuro mi piacerebbe aprire un ristorante io ho già la qualifica ma senza il diploma che tipo di corso dovrei fare per poter aprire un ristorante? grazie mille

Scritto da:  joe   | 15.01.12 16:14
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Ciao Joe, benvenuta sul blog.
Ormai a differenza di qualche anno fa, aver completato l'alberghiera non ti consente di aprire un locale, senza aver prima espletato altri corsi e formalità. L'ex-REC va conseguito ugualmente. I locali, infatti, si aprono a prescindere da diplomi. Il diploma non attesta che hai tutti i requisiti necessari per legge, ma solo che hai una formazione di base idonea (che poi, per altro, è tutta da verificare).

Ad essere del tutto franco, però, io il diploma al posto tuo lo prenderei. Ad oggi io lo considero un titolo di studio obbligatorio. Te lo dice uno che è tornato a 30 anni a scuola per prenderlo.

Scritto da:  fradefra - Chef Scuola di cucina   | 16.01.12 08:39
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Buongiorno, ho letto quasi tutto, ma una cosa ancora non mi è chiara: la differenza tra rilevare la licenza e rilevare l'azienda. poi una curiosità: il prezzo di cessione dell'attività (quello che compare sugli annunci) comprende sempre anche tutti gli arredi? oppure non c'è una regola e bisogna chiedere uno per uno?
grazie e complimenti
giovanni

Scritto da:  giovanni   | 20.01.12 16:07
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.... mi spiego meglio: quando si legge "cedesi ristorante", ovvero i vecchi gestori vanno via e subentri tu, è acquisto di azienda? ed il prezzo che cosa comprende?
grazie ancora
giovanni

Scritto da:  giovanni   | 20.01.12 16:28
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Giovanni, facciamo una ipotesi. Facciamo conto che esista un ristorante di nome "Le Vigne Bislacche", condotto da una società di nome "Ristorantetti S.r.l.". La Camera di Commercio ha dato a Ristorantetti S.r.l. la Licenza per la conduzione dell'attività.

Quando un ristorante viene ceduto, potrebbe significare:
- che tu compri l'intera società Ristorantetti S.r.l. ( quindi in questo caso anche la licenza che la Camera di Commercio ha dato a lei, ma solo se era stata data a lei);
- tu potresti entrare con una tua società (es: Nuovi Ristoranti S.p.A.) e rilevare l'affitto dei muri, poi ti prendi una Licenza per conto tuo
- tu potresti entrare con una tua società e comprare la Licenza dalla Ristorantetti S.r.l. (non sempre si può fare);
- potresti entrare come gestore, in pratica è come se tu lavorassi in qualche modo per conto della società Ristorantetti S.r.l. a cui pagheresti una sorta di affitto, tenendo tu i profitti.

In pratica, non c'è una regola fissa. Va visto ogni volta. Per i mobili, a maggior ragione, tutto da verificare.

Scritto da:  fradefra - Chef dei corsi di cucina   | 21.01.12 07:03
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Salve, io sono un appassionato della cucina giapponese, e ho trovato un ristorante di cucina italiana a prezzo basso, vorrei comprarlo e trasformarlo in un ristorante sushibar. Va bene gia la licenza che c era prima o devo chiedere nuovamente una licenza commerciale e una nuova idoneita sanitaria?

Scritto da:  miki   | 04.02.12 13:34
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Il Corso per diventare cuoco in un mese ed il Corso di 5 giorni per aspiranti cuochi, per chi vuole avvicinarsi alla cucina professionale. 10 ore giornaliere che vi consentiranno di imparare tutti i metodi di questo lavoro. Agli allievi daremo in dotazione una giacca professionale.

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