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I documenti per avviare un ristorante

scritto da fradefra

Spesso ce lo chiedono - "Frà, come quali documenti devo fare per avviare un nuovo ristorante?" - e vi assicuro che la risposta non è semplicissima.

Tra i tanti conoscenti che abbiamo con un ristorante, abbiamo chiesto a quelli che ne avevano avviato uno in prima persona. In particolare voglio ringraziare Giovanna D'Agostini del Ristorantino La Gioi, che mi ha aiutato a compilare un elenco preciso (nella foto vedete lo stabile mentre erano in corso i lavori di ristrutturazione).

Nelle righe seguenti, quindi, vi indico tutti i documenti necessari, ovviamente con la precisazione che è importante fare una verifica presso le sedi istituzionali della propria città per essere certi che non vi siano altri vincoli. Fate un giro presso il Comune, la Camera di Commercio e la ASL.

Iniziamo?

  1. Cominciamo con l'avviare ufficialmente l'attività imprenditoriale aprendo la Partita IVA e scegliendo la forma societaria più indicata, con la collaborazione di un commercialista. Dovrebbe essere il primo passo per avere la possibilità di scaricare da subito i primi costi che inevitabilmente si avranno. Contestualmente il Commercialista ci preparerà i documento per l'iscrizione alla Camera di Commercio (dove le nuove regole sul REC siano già seguite).
  2. Si iscrivono all'INPS ed all'INAIL i primi dipendenti, gli eventuali collaboratori familiari ed i titolari stessi.
  3. Si sceglierà una banca e si apriranno i conti relativi. Consiglio anche l'apertura di un conto online a costo zero da usare in affiancamento a quello principale per tutti gli accantonamenti.
  4. Nel caso i locali siano in affitto, occorre registrare il contratto di locazione presso la sede competente del Registro.
  5. Dall'Ufficio Tecnico del Comune occorre ottenere le Concessioni Edilizie necessarie nel caso si debbano modificare le strutture del locale che si è scelto.
  6. Nel caso la sede sia in un palazzo antico, occorre ottenere l'approvazione ai lavori dalla Sovrintendenza alle Belle Arti competente. Ciò è necessario anche per targhe esterne, modifica della facciata, ecc.
  7. Occorre provvedere al REC, iscrizione al Registro degli Esercenti del Commercio. La procedura è semplicissima per chi ha frequentato un Istituto Alberghiero, c'è da seguire un corso e relativo esame per tutti gli altri. Una recente legge ha abolito il REC, ma non tutte le regioni sono ancora allineate.
  8. In sostituzione del vecchio Libretto Sanitario, ora i dipendenti ed i titolari (se operativi nel locale) devono frequentare un corso di almeno 3 ore per la manipolazione delle sostanze alimentari e HACCP. Il link che vi ho indicato è il programma del nostro corso, visto che da poco lo abbiamo inserito a calendario anche noi.
  9. Occorre redigere un Manuale HACCP, meglio se con la collaborazione di un consulente, che indichi le procedure interne seguite in relazione alla conservazione degli alimenti, alla pulizia delle attrezzature e dei locali, alle azioni di sanificazione ed al monitoraggio degli impianti.
  10. La ASL deve rilasciare un documento di Idoneità Sanitaria, a volte previa uscita di controllo e verifica. Bagni, disposizione di alcuni locali, alcuni arredi, metri disponibili ed altre cose devono corrispondere a quanto necessario per garantire igiene e sicurezza.
  11. Dall'Ufficio Commercio del Comune si ottiene la Licenza Commerciale per l'attività.
  12. Alla SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) si pagano i diritti per la riproduzione della musica nel locale.
  13. Presso l'agenzia indicata dal Comune si espletano le formalità per avere l'Autorizzazione all'Esposizione dell'Insegna all'esterno.
  14. Dall'Agenzia delle Entrate si ottiene il rilascio della Licenza di Vendita al Minuto di Superalcolici
  15. Occorre seguire i corsi sulla Sicurezza e quelli sul Pronto Soccorso.
  16. Consiglio anche l'iscrizione alla Proloco del paese, sempre attenta alla manifestazioni, eventi e fiere. Credo che l'inserimento nel tessuto economico-sociale sia sempre importante.

In sostanza, muovetevi per tempo. Prima ancora di iniziare tutti i lavori, vale la pena di fare le verifiche del caso. Ricordatevi almeno: Ufficio Tecnico, Tributi e Commercio del Comune; Agenzia delle Entrate; ASL; SIAE.

Se invece avete bisogno di sapere quante casseruole e coltelli comprare, quali attrezzature, come fare i conti dei metri di superficie orizzontale per ogni cuoco e quanti frigoriferi, noi siamo qui.

In bocca al lupo

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Commenti

Ciao
Una domanda: nella procedura burocratica ho visto che non compare la Camera di Commercio. Significa che è il comune che comunica alla CCIAA l'apertura dell'esercizio oppure è l'esercente stesso che deve presentare qualche dichiarazione? Grazie a quale documentazione la Camera di Commercio viene a conoscenza del fatto che è in essere un'attività commerciale?

Grazie mille
Buona giornata
Erika Crespi

Scritto da:  Erika Crespi   | 12.03.10 13:31
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No, Erika, il Comune non fa nulla in automatico. Alla Camera di Commercio ti devi iscrivere tu. Solitamente provvede il Commercialista quando apri l'attività. Grazie del commento, ho provveduto ad aggiornare l'articolo inserendo ciò che davo per scontato.

Scritto da:  fradefra   | 13.03.10 07:35
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Buongiorno, sto per comperare una licenza Trattoria/Ristorante a Roma Trastevere,N.B. è un subentro,le modifiche che devo fare sono solo poche all'interno,devo cambiare l'insegna,per mettere il mio mome.
mi potete dire cosa devo fare, in quale uffici mi devo recare, quale documenti occorrono.
Ringraziondo, porgo distinti saluti Gerardo

Scritto da:  gerardo   | 14.04.10 14:38
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Ciao Gerardo, ti conviene andare in Comune, ufficio Tributi o ufficio Commercio, dove ti potranno dare le indicazioni esatte ed indicare eventualmente la concessionaria (infatti spesso è un servizio "esternalizzato").

Se il palazzo è antico, dovrai anche fare delle pratiche all'Intendenza delle Belle Arti.

Scritto da:  fradefra   | 14.04.10 16:07
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Salve, volevo sapere nel caso non si è frequentata la scuola alberghiera, quali sono i corsi da fare. Ci sono corsi riconosciuti ed altri no, ci sono un min. di ore? Sinceramente non ho capito se per aprire un ristorante, in assenza del diploma alberghiero devi avere un cuoco titolato.Grazie e saluti.

Scritto da:  Rita   | 25.04.10 23:26
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In Italia l'unica scuola ufficialmente riconosciuta e che dà un titolo di diploma superiore è l'Istituto Alberghiero (statali o privati che siano).

Va detto che la normativa vigente non obbliga i titolari di un ristorante ad avere necessariamente un cuoco che abbia frequentato l'Alberghiera. La cosa importante è che si sappia cucinare (scontati, invece, gli altri corsi e documenti previsti dalla legge). Certo, una solida base teorica è necessaria, quindi chi aspira a diventare cuoco un corso dovrebbe seguirlo, così come, prima di prendersi in carico una cucina, dovrebbe lavorare come aiuto nella cucina di qualcun altro.

Scritto da:  fradefra - cuoco docente maisazi   | 26.04.10 08:15
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ciao io avrei una domanda da fare....quali saranno i costi per ottenere tutti i documenti sopra elencati da te?il totale se e possibblie...grazie mille..

Scritto da:  marina   | 10.05.10 12:04
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Marina, non so, i costi non sono uguali in tutti i Comuni. Mi spiace.

Scritto da:  fradefra - cuoco docente maisazi   | 10.05.10 12:42
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Salve,sono diplomato all'istituto alberghiero e un ho un pò di soldi messi da parte.Vorrei aprire un pub/birreria(ultramoderno),che locale devo comprare o affittare per avviare l'attività?A me piacerebbe una bellissima villa in campagna con piscina,ma non so se sarà l'ideale per avviare l'attività.Mi piacerebbe anche una dimora tipica oppure un intero stabile antico...Attendo una sua risposta.Grazie mille.

Scritto da:  Antonio   | 14.05.10 11:10
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Beh, Antonio, per non correre troppi rischi, la cosa importante è che sia in prossimità di una cittadina, altrimenti il bacino non offrirà sufficiente mercato da coprire i costi.

La struttura, poi, deve avere le caratteristiche necessarie per la parte impiantistica, meglio se non è vincolata. Davanti o vicino deve esserci la possibilità di lasciare la macchina, altrimenti passa la voglia di venirci.

Lo stabile antico potrebbe dare qualche problema con le autorizzazioni, perché poi non puoi fare un sacco di cose.

Deve esserci un accesso facile per il carico delle materie prime e dei prodotti, altrimenti è uno stress tutti i giorni. Meglio se sul retro o laterale.

Va capito, inoltre, se gli interni si possono modificare (e quanto costa) o se la suddivisione è già equilibrata pensando alla ripartizione tra parti pubbliche e parti riservate al personale. Inoltre, bisogna pensare alla facilità di collocazione dei bagni.

Scritto da:  fradefra - cuoco docente maisazi   | 14.05.10 11:58
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Ciao,premetto che sono solo una appassionata di cucina,quindi non ho diploma alberghiero. MI hanno proposto la gestione di una piccola trattoria (circa 20 coperti) ma non so come muovermi. Vale tutto il vademecum esposto quassopra anche per i gestori di locali? o ci sono strade diverse? e in questo caso quali sono?
grazie.

Scritto da:  cinzietta   | 30.06.10 22:59
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Ciao Cinzietta, i documenti indicati valgono anche per i gestori. Ovviamente alcuni potrebbero già essere stati fatti dalla proprietà, quindi non serviranno, altri invece dovrai farli tu. Devi verificare con i proprietari del locale e con gli enti indicati.

Scritto da:  fradefra - cuoco docente maisazi   | 01.07.10 07:12
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Ciao
per prima cosa volevo ringraziarti perchè hai avuto un idea favolosa con questo link...
e volevo porti una domanda: ho intenzione di aprire un pub,ma nn ho una grande esperienza in cucina.Ti volevo quidi chiedere se mi puoi almeno fare un elenco delle maggiori attrezzature che ci vogliono in una cucina,naturalmente parlo di quelle base,davvero essenziali.
grazie senza te mi sarei trovato davvero spiazzato.

p.s. in bocca al lupo per il tuo ristorante.

Scritto da:  Antonino Scala   | 21.09.10 13:47
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Ciao Antonio, io non ho un ristorante, ma insegno in una scuola di cucina e cucino in ristoranti di altri a servizio, così come anche a domicilio in occasione di eventi.

Detto ciò, una cucina dovrebbe avere almeno:
- piani di lavoro;
- sorgenti termiche per le casseruole (fornelli o induzione);
- forni;
- frigorifero da cucina e frigorifero (o cella frigorifera) per lo stoccaggio grosso;
- congelatore da cucina e congelatore per lo stoccaggio grosso;
- abbattitore di temperatura;
- climatizzatori;
- cappe;
- lavastoviglie/lavabicchieri;
- moduli di rilevazione fumi/gas;
- addolcitore dell'acqua;
- lavandini per alimenti, strumenti, mani;
- planetarie e/o macchine per impastare;
- macchinetta per il sottovuoto;
- generatore di vapore per pulizie;
- macchinetta del ghiaccio.

Ecco, queste sono le cose indispensabili. Poi c'è altro, secondo il tipo di cucina, la dimensione del locale, il numero di coperti, il numero di coperti concorrenti durante i picchi.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 21.09.10 15:12
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Avrei proprio bisogno di sapere quante casseruole e coltelli comprare, quali attrezzature, come fare i conti dei metri di superficie orizzontale per ogni cuoco e quanti frigoriferi. Il locale ha 40 coperti e 100 mq di spazio

Scritto da:  cinzia   | 03.10.10 14:53
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Per i coltelli il conto è relativamente semplice, ti servono due trincianti per ogni cuoco più quelli per il giro del lavaggio e dell'affilatura. Inoltre ti servono i coltelli per l'arrosto, per scalzare e per sfilettare, in funzione del menu. Uno spelucchino per ogni persona in cucina.

Per le attrezzature ed i piani di lavoro, invece, è abbastanza più complicato e spesso durante le nostre consulenze ai ristoranti, mezza giornata se ne va via cosi. Infatti bisogna vedere il menu, la contemporaneità dei coperti, l'organizzazione generale, lo spazio per la refrigerazione ed altre cose ancora :) Non è possibile darti una indicazione senza un incontro ed un minimo di studio.

Scritto da:  Fradefra - cuoco Scuola di cucina maisazi   | 03.10.10 15:24
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sei un grande grazie per i consigli,alle volte questi piccole cosete te possono salvare,grande!!

Scritto da:  alessandro   | 14.10.10 16:03
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Ciao,

Noi invece siamo tre soci e stiamo uscendo pazzi per capire cosa c'e' bisogno di fare per aprire un loungbar zona trastevere a Roma.
Il problema principale che ci stiamo ponendo è per la cucina. La nostra ovviamente non sarà all'altezza di un ristorante ma non riusciamo bene a capire il necessario minimale per soddisfare i requisiti previsti dalla legge.
Servono 2 cappe (una per i fornelli ed una per la parte di frytop e friggitoria). Un piano per la preparazione dei cibi ed una per le verdure. Idem per i frigorigeri (2 separati). Ma quali sono gli altri elementi strutturali assolutamente necessari?

Ciao e grazie della risposta

Scritto da:  silvio   | 15.10.10 10:52
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Silvio, una cucina si progetta in modo diverso.

1) deve decidere il tipo di clientela
2) devi decidere cosa vuoi dare da mangiare
3) devi verificare lo spazio disponibile
4) deve verificare cubature e luci
5) devi decidere organizzativamente come vuoi procedere
6) devi decidere il numero di persone in cucina

In funzione di tutto questo, si progetta la cucina. Non è l'inverso, come fanno molti. Ad esempio, il numero di metri quadri orizzontali per i piani è funzione del numero di persone che lavorano in cucina e di quanti coperti contemporanei devi fare.
Il numero dei frigoriferi dipende da ciò che vuoi offrire ai tuoi clienti, da quante basi ti preparerai, dalla velocità con cui vuoi offrire il servizio e dai costi di refrigerazione puoi sostenere.

Ecc. ecc.

Considera che quando progettiamo una cucina, lavoriamo per dei giorni assieme al titolare solo per prendere le decisioni. Il rischio di un'insuccesso clamoroso per aver sbagliato la cucina è sempre dietro le porte.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 15.10.10 11:20
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ciao!!!SEI DAVVERO UN GRANDE E MOLTO ESAUSTIVO.IO VORREI CHIEDERTI,,IN UN LOCALE DI 125 MQ,QUANTI TAVOLI OCCORRONO?E POI,A TUO PARERE CONVIENE DIVIDERE LE SALE DA NON FUMATORI E FUMATORI?PERCHè EFFETIVAMENTE DA DOPO LA LEGGE (ALMENO QUI DA ME)SONO DAVVERO POCHI I LOCALI ATTREZZATI IN TAL SENSO..MA NON VORREI CHE LA SPESA SUPERASSE LA RENDITA.

Scritto da:  MARTINA   | 15.10.10 18:33
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Ciao Martina, grazie per i complimenti, che giro anche ai miei colleghi che mi aiutano :)
Su 125 mq io onestamente non farei la zona fumatori. Se la si fa, deve essere fatta bene ed in 125 metri non riesci a fare un lavoro ben fatto, quindi lascia perdere.

Per i tavoli, bisogna vedere lo spazio della sala, più che del locale. Inoltre, non si può andare a metri, perché a volte gli stessi metri quadri rendono in modo molto diverso in funzione degli angoli, della posizione delle porte e delle finestre. Anche la dimensione dei tavoli, lo spazio che vuoi lasciare tra un tavolo e l'altro, le zone di accesso dei camerieri, ecc.
In pratica, per prendere questa decisione devi fare tutto sulla piantina. La cosa migliore è mettere la piantina sul computer, farsi un blocchetto che rappresenta un tavolo con le sedie e poi provare a posizionarlo sulla piantina per vedere quanti ce ne stanno.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 16.10.10 09:47
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Per la cucina invece le idee ce l'abbiamo abbastanza chiare. Gli elementi sono piu' o meno questi (credo che possano essere utili anche per gli altri lettori del forum)
cucina a gas 4 fuochi
forno a convenzione (Compreso Cucina)
cuocipasta 2 vasche
friggitrice 2 vasche
lavastoviglie
n.2 armadio frigo
Lavello inox (+ lavabo per personale)
tavolo armadiato inox
Tavolo Preparazione Carni/Pesce
Fry Top
Cappa Cucina con motore (fornelli)
Cappa Cucina muro con motore (Frig+FryTop)
Piu' o meno siamo sui 10k di spesa. Il problema (come d'altronde credo un po' tutti si trovino nella nostra situazione) è che noi abbiamo la certezza di cio' che vogliamo preparare (è un lounge bar con cucina creativa associata a vini di marca e birre non pastorizzate). Se chiedessi ad un cuoco come vorrebbe la cucina sarebbe come chiedere alla moglie come vorrebbe casa e ti farebbe comprare un castello per poi lamentarsene comunque perchè non ha abbastanza armadi per le scarpe :)

Per poi non parlare dei problemi burocratici che stiamo affrontando adesso. Secondo la legge italiana, per quello che ho capito, per richiedere la licenza devi prima avere il locale a norma ed arredato. Solo allora puoi chiedere la licenza e rischi di avere un rifiuto o richieste "Particolari" per l'assegnazione. In questa fase abbiamo trovato il locale adatto, abbiamo chiesto un preventivo per la ristrutturazione ed i lavori ma dobbiamo ancora cercare di capire in che ordine fare la società,richiedere la licenza ed avviare tutte le procedure del caso.

Comunque mi sto tenendo traccia di tutti i passi che abbiamo seguito ed i dubbi che abbiamo raccolto. Al termine dell'operazione se riusciremo a portarla in porto ti invio , sempre che possa interessarvi, un documento step to step per raggiungere l'obiettivo

Scritto da:  silvio   | 18.10.10 10:43
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ciao.
IO sto per aprire un ristorante,soloche non so quali documenti mi mnacano.Per momento ho : la licenza insieme a il blocco della sanita',conformita' elettrica.

Scritto da:  Fabio   | 24.10.10 23:17
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Grazie Silvio, ogni esperienza di avviamento compiuta sarà sicuramente utile per i visitatori che devono ripetere l'operazione.

Fabio, i documenti che ti mancano sono quelli che io ho scritto in apertura e che tu non hai ancora. Infatti quelli che ho indicato sono il minimo indispensabile.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 25.10.10 07:47
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ciao vorei sapere che documento mi serve per aquistare un ristorante con la licenza non ho alcun corso fatto scuola albergiera ho fatto in polonia come mi devo muovere???ho il comercialista ci pensera tutto lui?????che che corsi devo frequentare e di che durata sono???

Scritto da:  thomas   | 11.01.11 22:51
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Thomas, abbiamo scritto tutto nell'articolo, se lo leggi ci sono indicati tutti i passi principali. Il commercialista fa ben poco, in questo caso. Devi fare quasi tutto tu.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 12.01.11 07:21
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CIAO SI HO LETTO VOREI SAPERE LE LOMBARDIA A TOLTO IL REC E SE COMPRO UN RISTORANTE GIA AVIATO NON VENGONO MI PASSATI DOCUMENTI NECESARI PER SVOLGERE ATTIVITA....DA DOVE DOVREI INIZZIARE??

Scritto da:  THOMAS   | 13.01.11 16:07
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Salve, visto che siete così gentili nel chiarirci le idee vi propongo la mia.
premetto che lavoro nel campo della grafica da 10 anni, vorrei avvicinarmi
al mondo della ristorazione, pensavo di iniziare affittando un ristorante con
licenza già avviato nella zona di roma centro.
In tal caso gran parte della documentazione dovrebbe essere stata già tutta richiesta dal vecchio proprietario....giusto?
Apparte le solite pratiche alla camera di comm, di che cosa mi dovrei intereassare? grazie in anticipo....

Scritto da:  mauro   | 16.01.11 18:25
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Se si acquista un ristorante già avviato, i documenti relativi al ristorante in sé ovviamente non vanno rifatti. Magari serve qualche variazione alle intestazioni.
Invece, vanno rifatti i documenti relativi alla persona, cioè i corsi sicurezza, HACCP, manipolazione alimenti, ex-REC. Va fatta anche la partita IVA, ovviamente, salvo che non vi sia cessione d'azienda (ciòè il nuovo proprietario compra anche l'azienda corrispondente al vecchio ristorante). Possono esservi differenze in funzione del modo in cui si rileva l'attività.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 16.01.11 18:54
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Ciao sono Michele da Napoli, diploma non alberghiero, ho lavorato da ragazzo come dipendente per circa 15 anni in locali di pub/ristorazione... poi per qualche anno ho cambiato lavoro, adesso a distanza di anni ho deciso di prendere un locale... (c'è crisi)

Vorrei una conferma, se ho capito bene da quanto ho letto su, se prendo un locale PUB in ceditura (quindi già avviato) mi basta (oltre a doverlo pagare :-) )
- una partita iva a me intestata
- il libretto sanitario (poichè starò io in cucina)
- un certificato HACCP (che mi rilascia un ente preposto)
- un corso sulla sicurezza sui luoghi di lavoro

grazie

Michele

Scritto da:  Michele   | 17.01.11 22:38
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Michele, ti serve anche l'ex-REC.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 18.01.11 07:08
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un informazione, per aquistare un ristorante,cosa devo fare e qualli documenti devo controllare per non cadere in qualche tranello nascosto?????e qualli sono le procedure da svolgere primo del stipula del contratto di compravendita??????????

Scritto da:  frix   | 27.01.11 01:40
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Frix, ti conviene rivolgerti ad un commercialista ed a un legale, perché contrattualmente sono molte le cose da prevedere. Intanto va capito se stai comprando i muri, l'attività o entrambe. Già questa cosa ha implicazioni diverse.

Anche una verifica fatta assieme alla tua banca, per avere eventuali contenziosi dell'attività, non sarebbe male.

In pratica, Visura Camerale, Centrale Rischi, sono il punto di partenza, oltre agli uffici del Comune, della USL locale e la Camera di Commercio. Ovviamente alcune informazioni non le avrai, per motivi di Privacy, però si prova lo stesso.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 28.01.11 11:52
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Ciao sono Peppe. Penso che una delle cose più difficili nell'ambito della ristorazione, è la stesura del menu. Vorresti metterci l'impossibile! Ma più ci metti in un menu, più diventa difficile gestire la conservazione di quegli alimenti che rischiano di non essere venduti e quindi buttati. Considerando che diventerebbe triste, nella maggior parte dei casi, lavorare con prodotti congelati, mi chiedevo se utilizzando una macchina sottovuoto, questo tipo di problema si potrebbe risolvere e se occorre una licenza per confezionare sottovuoto, datare e conservare gli alimenti per un periodo più lungo (come fanno nei centri commerciali coi salumi, formaggi ecc.). Grazie di cuore per l'attenzione ed un "IN BOCCA AL LUPO" a tutti quelli che come me, hanno voglia di entrare nel fantastico mondo della "GESTIONE".

Scritto da:  Peppe   | 04.02.11 12:06
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Benvenuto, Peppe.
Il sottovuoto raddoppia i limiti di conservazione in frigorifero, risolvendo alla grande molte esigenze. Non tutte e ovviamente dipende anche da come il ristorante ha organizzato la cucina, gli approvvigionamenti e la produzione delle basi.
Fosse per me, la renderei obbligatoria, visto che in ogni caso migliora nettamente la qualità in termini batterici.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 04.02.11 15:40
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Ciao! Sono stefania di Rm, lavoro come chef a domicilio ma mi piacerebbe poter aprire un mio ristorante. Ho letto che il Registro esercenti il commercio (REC), istituito con la legge 426/71, è stato soppresso e che ora tutte le attività di distribuzione commerciale, ivi compresa la somministrazione di alimenti e bevande, sono svolte senza l'iscrizione a registri abilitanti. Resta cmq l'obbligo di attestare il possesso dei requisiti personali, morali e professionali, previsti dalla Legge 287/91, che vanno documentati direttamente al Comune fra i quali: diploma di scuola alberghiera o di scuola a specifico indirizzo professionale riconosciuti dallo Stato e frequenza con esito positivo di un corso professionale riconosciuto dalle Regioni. La mia domanda è: non avendo un diploma alberghiero ma soltanto turistico, mi basterebbe frequentare un CORSO PER IL COMMERCIO E LA SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE? Inoltre, avendo letto su un'altra normativa tra i requisiti richiesti anche l'esperienza di almeno due anni come dipendente in un ristorante, dovrei possedere anche questa? Grazie in anticipo e scusate se mi sn dilungata troppo!

Scritto da:  stefania   | 21.02.11 20:44
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In realtà, Stefania, esistono delle differenze tra una regione e l'altra. Penso che la cosa migliore sia rivolgerti al tuo Comune, in modo da essere certa. So che esiste un corso sostitutivo del vecchio REC, ma credo che ogni Regione lo chiami in modo diverso.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 25.02.11 16:23
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salve a tutti mi chiamo Leo (cuoco di professione da 17 anni). vorrei tanto aprire un ristorante ma per diverse disgrazie non c'ho il becco di un quattrino. non sò come mi sono imbattuto in questo sito però mi sono divertito a leggere tutti i post. ed ho trovato una sostanziosa conferma a quello che è il mio pensiero a riguado di chi apre, subentra o rileva un ristorante. il 60% delle persone (mi tengo basso per non essere drastico)che si avviano in queste "avventure", non ne capiscono una mazza di ristorazione!!! addirittura stiamo sui livelli di "quanti e quali coltelli devo comprare?" "quali attrezzature mi occorrono?" Ma dico: non sarebbe meglio che ognuno facesse il proprio lavoro?? Non per cattiveria, però spesso e a malincuore succede che il "gestore" non avendo una percezione reale di questo mondo va a finire che si fa male e fa male alla piazza. negli ultimi anni si vede una SCELLERATA corsa a chi offre il prezzo più basso per far da mangiare. SI VEDONO LOCALI CHE APRONO E CHIUDONO DOPO UN Pò COME SE FOSSERO LE COSCE DI UNA PROSTITUTA!! La RISTORAZIONE non è solo "passione per la cucina" o "passione per il buon vino" oppure "ho due lire accanatonate e le investo"!!! La ristorazione è soprattutto sacrificio, un enorme sacrificio. consolidato da una devozione fatta di rinunce di vita e alla vita... Mi fermo quà altrimenti divento logorroico e cafone. SCUSATE!!! IN BOCCA AL LUPO A TUTTI I FUTURI RISTORATORI, GESTORI ECC. ECC... Leo.

Scritto da:  leopoldo   | 06.03.11 01:44
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Ciao sono Davide, volevo solo sapere visto che vorrei aprire un ristorante ma ho solo un diploma di istituto tecnico commerciale che penso non serva a molto, quanto tempo si impiega per fare il corso inerente al rec. Il locale è stato chiuso per incapacità dei vecchi proprietari ed ora io dovrei iniziare i lavori di ristrutturazione e messa a norma di tutto.Non c'è alcun modo per ottenere la licenza prima di fare tutti i lavori, fare il corso per il rec e hccp? O perlomeno fatto tutto la licenza poi si ha o c'è il rischio di rimanere fermi? Grazie Davide.

Scritto da:  Davide   | 08.03.11 01:16
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Davide, per alcuni dei documenti servono dei sopralluoghi sul posto, quindi ovviamente se il locale non è stato ristrutturato, non si può procedere con le richieste.
Sì, chiaramente il rischio di predisporre una struttura e poi trovarsi fermi per il cambiamento di una parte c'è. Si può ridurre il rischio (che però resta) facendosi dare delle consulenze da parte di chi avvia spesso ristoranti (ci sono persone che fanno proprio questo lavoro), in modo da sapere come procedere.
Ad esempio noi per la nostra nuova sede ci stiamo avvalendo di un architetto che ha già fatto lavori simili per altri clienti, quindi pensa lui a tutti i contatti con gli uffici competenti (Comune, ASL, ecc.).

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 08.03.11 07:06
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Salve mi chiamo Giuseppe e ho 20 anni di esperienza in cucina , cerco una opinione di commercio : un ristorante a Napoli aperto da 35 anni cucina casereccio napoletana, 35 ,40 coperti situato 40 metri dal centro ma si entra in violetto che un po brutto( diciamo cosi)ce un po di concorrenza ,anzi si aprono come i funghi, il titolare che anche il cuoco lo cede per pensionamento e anche per crisi, lui lavora con un cameriere e un piccolo aiuto in cucina , ma attualmente il suo bilancio e di 800-1200 euri a settimana .Utili dichiarati nel 2009 67 K, il locale e in fitto a 1500 mese il contratto 6+6, licenze e e permessi cappa impianti tutto ok, il locale e da rinnovare un po' alla volta. il prezzo e di 85 trattabile in pagamento,35% 65%. inizialmente e un investimento di 45 liquidi e di altre 45 in rate.Io investire su di me cioè porterei cucina mediterranea ma in chiave moderna, da fare in gestione familiare, ma la mia paura e che non mi sto comprando niente,e che mi indebito.il commercio oggi cambia cosi veloce, finchè le licenza erano ferme tutto ciò aveano un valore ma oggi come si fa a calcolare un cedi tura. vi ringrazio... e vi faccio i mie complimenti
ciao

Scritto da:  giuseppe   | 12.03.11 23:13
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Ciao, grazie per le ottime informazioni ma questo vale se si vuole aprire un ristorante/trattoria da zero. Ma se se ne rileva uno gia' esistente e operativo che bisogna fare? Avendo intenzione di farlo in conduzione familiare il cuoco deve avere per legge l'attestato o puo' farlo un familiare o un amico? ( chiaramente che sappia cucinare ).
Grazie

Scritto da:  salvatore   | 15.03.11 20:00
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Se si rileva un ristorante già avviato, Salvatore, come prima cosa bisogna capire la forma del rilevamento. Se c'è o no chiusura dell'attività o se è un proseguimento vero e proprio. Le pratiche da sbrigare, infatti, sono diverse.

Con gli uffici competenti di zona, li abbiamo citati nell'articolo, occorre verificare se si possa subentrare o si debba fare una nuova iscrizione. I documenti personali, ad esempio, come il REC o il corso sulla manipolazione delle sostanze alimentari, vanno ovviamente fatti in quanto sono legati alla persona e non al locale.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 16.03.11 08:48
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Anch'io sto aprendo un pub. Costi ed accessori di un bancone per birreria? Quanti bagni per circa 51 mq di sala, 30 coperti, ed un personale composto da me, mia sorella ed un cuoco?
Aspetto vostre news!!! ringrazio anticipatamente
au revoir

Scritto da:  Alessandra   | 17.03.11 13:14
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Alessandra, per i costi di un bancone per birreria ti conviene rivolgerti ad un rivenditore. I prezzi possono partire da diecimila euro, ma arrivare anche a centomila, secondo la dimensione, le macchine presenti, la qualità ed i materiali impiegati, ecc.

Per i bagni, io consiglio che siano sempre tre: uomo, donna/disabile, privato. Conviene chiedere, comunque, agli uffici di zona.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 17.03.11 19:24
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Salve vorrei avere parere su che fare?
Rilevo un ristorante di 35 anni, una generazione.. conviene cambiare
il nome, visto che devo fare una piccola ristrutturazione, e per dare una po'
di freschezza , il problema: se anche ha un piccolo pacchetto clienti ,
non vorrei perderli ... come fare ?
Se io fossi un cliente e andrei in questo nuovo ristorante e trovo un nome
diverso si ma un po piu' carino e' pulito, le probabilità' che entro sono il
30% - 40%,
Cosa fareste voi..?
Mi farebbe piacere sapere un parere , e se c'e' qualche idea in merito al
nome ,
La ringrazio.
CORDIALI SALUTI

Scritto da:  giuseppe   | 20.03.11 20:28
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Purtroppo il cambio del nome di un ristorante ha sempre impatti positivi e negativi. Cosa fare dipende da molte cose. Certo, occorre fare una valutazione del numero di clienti affezionati, delle informazioni che ci sono su Internet legate al vecchio nome, ecc.
Il cambio di nome può essere la soluzione giusta per un locale che non andava bene o che si vuole totalmente modificare, potrebbe essere sbagliata in altre situazioni.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 22.03.11 21:11
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salve,un albergo di circa 40 camere di mia conoscienza, vorrebbe aprire un piccolo settore ristorativo solo serale,la struttura è vecchia ed è sita in una città conosciutissima per il turismo,una piccola cucina è già presente,ma è usata solo x le colazioni,se la struttura è vecchia i permessi che occorrono,sono gli stessi o sono previste delle agevolazioni?mi spiego tempo fa,lavoravo in un ristorante di vecchio stampo,i permessi richiesti x avviarlo erano stati ridotti proprio perchè apparteneva a quella categoria,quindi la cucina non poteva essere piu' di tanto portata a tutti gli effetti a norma sia pre la struttura interna ed esterna vecchia,ora non so esattamente cosa bisogna fare e quali permessi in questo caso ci vogliono,potreste cortesemente aiutarmi a capire da dove bisogna partire e sopratutto se si devono fare domande specifiche per avviare questa piccola ristorazione dentro l albergo?
ho sentito dire che se si ha una cucina dichiarata *per uso comune* è già un buon punto di partenza è vero?
vi ringrazio della cortese attenzione

Scritto da:  LIA   | 30.03.11 16:43
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Lia, per certi aspetti è vero che è più semplice quando l'attività è già avviata e la struttura è vecchia, purché il palazzo che la ospita non sia sotto la tutela delle Sovraintendenza alle Belle Arti. In quest'ultimo caso, infatti, servono anche le autorizzazioni degli uffici competenti, se vi sono da fare modifiche o lavori di una certa entità.

I punti di partenza sono sempre gli stessi: Comune e ASL, almeno.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 04.04.11 07:42
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Salve sto per aprire un ristorante con 80/100 coperti e vorrei sapere la quantità di piatti bicchieri e posate occorono. E se è possibile vorrei sapere cosa occore come pentole e quante tovaglie e tovaglioli.In attesa di risposta vi ringranzio cordiali saluti.

Scritto da:  nancy   | 11.04.11 10:23
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Nancy, non è in base al numero di coperti, ma in base ad altre cose che si fanno questi calcoli.

Serve sapere quanti clienti devi servire contemporaneamente a pranzo ed a cena, in modo da valutare il carico. Serve sapere quante persone cucinano, serve la composizione dei tavoli. Inoltre, fondamentale, serve conoscere il menu. Ogni menu ha sue esigenze, sia in sala, sia in cucina. Va considerato anche lo spazio che hai a disposizione, se acquisti o noleggi, ecc. Infatti se usi materiale a nolo che ti viene cambiato a rotazione, non è come comprare le tue cose e doverti gestire lavaggi e stoccaggio.

Considera che a volte queste parti ci portano via giornate intere di riunioni con i clienti.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 13.04.11 01:40
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salve.mi chiedevo. ho una sorella che ha studiato alberghiera quindi con rec.dopo varie esperienze in alcuni ristoranti in toscana vuole aprire uno suo.il fondo lo abbiamo trovato ma non fermato. e a uso commerciale.
secondo voi da cosa bisogna iniziare?penso prima cosa chiamare elettricista e idraulico per la messa a norma(preventivo)poi usl sopralluogo,poi calcolo di materie prime come cucina tavoli sedie ecc.(piu o meno quanto sara' la spesa e che permessi vogliono la usl x aprire un ristorante) come dovrebbe essere per essere a norma)dopo di che prendere partita iva fare i lavoro e aprire. secondo voi con un affitto di 1000 euro un locale di 200 mtq piu 800 di spese prestito piu stipendi piu cibi...ecc quanto dovrebbe essere l incasso mensile?siamo io mia sorella mamma zia moglie.cucina toscana con cibo fatto in casa. pasta fresca ecc.

Scritto da:  cristian   | 15.04.11 14:32
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un altra cosa. ma se invece di aprirlo normalmente lo aprisse come associazione culturale con somministranza di alimenti e bevande? che pro e contro ci sono apparte l iva al 3 %

Scritto da:  cristian   | 15.04.11 14:35
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Ciao a tutti; volevo sapere se richiedo una licenza di tipo 'A' devo avere già un locale? Se ho invece un locale, pagando già un fitto e non mi rilasciano la licenza? Come funziona? In attesa di una vs risposta auguro buon lavoro a tutti e complimenti.

Scritto da:  Angelo   | 16.04.11 20:02
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sono in procinto di prendere un ristorantino a torino in gestione a riscatto..però mi è sorto un dubbio....non facendo nessuna modifica devo avere il bagno per disabili?grazie

Scritto da:  biggie   | 02.05.11 19:43
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Cristian, come abbiamo detto più sopra, i vantaggi economici di una soluzione piuttosto che un'altra è opportuno che siano valutati con un Commercialista o con un consulente che abbia fatto uno studio approfondito del caso. Tramite blog ti darei indicazioni senza aver avuto modo di studiare il caso preciso, cosa che potrebbe portare ad errori grossolani.

Angelo, ti conviene informarti presso la Camera di Commercio del tuo luogo, perché il tema è controverso ed affrontato in modo diverso in ogni zona.

Biggle, solitamente se prendi in gestione, non devi fare cambiamenti, salvo che gli uffici competenti non li abbiano già chiesti alla precedente gestione. Comunque ti conviene informarti presso la tua ASL.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 03.05.11 07:07
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Buongiorno,
io e mio marito (cuoco) vogliamo aprire un piccolo ristorante. Lui in cucina é bravissimo, io sarei da sola in sala. Secondo la vostra esperienza, quanti coperti a servizio potremo gestire da soli (soprattutto in sala)? e quindi, una cameriera per fare un buon lavoro, serve in media quante persone a servizio (sarebbe una prima esperienza per me e non riesco a fare una stima)?
grazie

Noe

Scritto da:  Noemi   | 19.05.11 19:23
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in bocca al lupo a tutti quelli che come me hanno il coraggio di navigare in questo mare di....sorprese.....

Scritto da:  adryana   | 18.06.11 18:08
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Ciao,
In primis ti faccio i complimenti per la chiarezza della tua spiegazione. Faccio una domanda a titolo puramente informativo (ma in futuro non si sà mai). Le indicazioni da te fornite sono valide anche per l'apertura di un ristorante o pub che sia all'estero?? Il discorso si complica o comunque cè la possibilità di organizzare la documentazione anche qui in Italia?

Aspetto una tua risposta.

Saluti da simone

Scritto da:  Simone   | 28.07.11 20:51
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Ciao Simone, no, purtroppo le indicazioni sono valide solo per l'Italia. Le necessità all'estero sono molto diverse. Devi informarti nel paese a cui sei interessato e sbrigare lì le pratiche del caso. In qualche caso, ti tocca anche andarci personalmente. Solitamente si dà la procura ad una persona del posto, che ci rappresenti.

Scritto da:  fradefra - chef e docente maisazi   | 31.07.11 10:06
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per gentilezza, vorrei sapere se si può estendere la somministrazione dei pasti anche al pranzo ed alla cena in un bed and breakfast e con che requisiti.
Grazie mille

Scritto da:  sara   | 17.08.11 00:18
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Sara, mi spiace, non so di preciso, dovresti informarti presso la tua Camera di Commercio. Mi pareva che per somministrare pranzo e cena di fatto devi avere la cucina di un ristorante e sottostare a tutte le regolamentazioni del caso, ma potrei sbagliarmi.

Scritto da:  fradefra   | 17.08.11 07:39
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si deve avere per forza il diploma per intestare un locale?

Scritto da:  antonella   | 20.08.11 13:47
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No, non serve. Bisogna aver fatto il REC (ora si chiama in un altro modo).

Scritto da:  fradefra   | 24.08.11 00:11
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Ciao io vorrei sapere se e' vero che con gli ultimi tre anni da libretto di lavoro come cuoca andando alla camera di commercio ti rilasciano rec avendo fatto corso hccp

Scritto da:  Titty   | 07.09.11 23:36
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La cuoca non ha fatto nessuna scuola alberghiera

Scritto da:  Titty   | 07.09.11 23:38
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So che ci sono dei sistemi agevolati per avere il REC, ma nn so esattamente quali, Titty. Ti conviene informarti presso la tua Camera di Commercio.

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 08.09.11 07:53
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Buongiorno, complimenti per il blog, veramente chiaro ed efficace. Sto progettando di prendere la licenza di affittacamere. Questa consente di dare pranzo e cena ai propri ospiti (max 12 persone). Chiedo: è sufficente una normale cucina domestica? Ci vogliono licenze per la somministrazione? Grazie e cordiali saluti

Scritto da:  Ferrarese Roberto   | 14.09.11 23:18
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Per la somministrazione ci vogliono licenze, certo, e bisogna aver frequentato ex-Rec, i corsi di manipolazione degli alimenti, quelli sicurezza e forse anche quello per l'HACCP (il titolare o gestore). Ti conviene informarti presso la tua Camera di Commercio, però.

La cucina deve rispettare regole in materia di anti-incendio (quindi non bisogna superare un limite massimo sull'energia termica erogata dai fornelli e fuochi). Devono esservi cappe idonee, i mobili devono essere in acciaio ed in generale il tutto deve rispettare le regole valide per la cucina di un ristorante (lavelli, frigoriferi, ecc. ecc.).

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 15.09.11 07:17
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Salve a tutti! qual'è il giusto compromesso di calcolo per la "licenza" di un'osteria\vineria 50 coperti?in un paesino tranquillo e al momento non ottimamente sfruttata? grazie ciao!

Scritto da:  roberto   | 27.09.11 15:14
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Roberto, purtroppo non esistono formule aritmetiche per capire il calcolo del valore di una licenza, se ho capito bene cosa intendevi. Dipende dalla zona, dal fatto che sia in pianura o in montagna (si mangia e beve in modo diverso), dalla regione (cambia la regione o la città, cambiano le abitudini), ecc. ecc.
Ci sono troppe variabili per pensare ad un modo percentuale di calcolare il valore.

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 27.09.11 16:06
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ciao, vorrei acquistare un ristorante pizzeria a perugia, 250mq con 80 posti, volevo sapere piu' o meno quanto e' la spesa all'inizio tra:
-apertura partita iva
-iscrizione camera di commercio
-notaio
-manuale haccp
grazie !!

Scritto da:  cristian   | 30.09.11 00:17
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Ciao Cristian, non ci sono regole fisse per rispondere alla tua domanda. Però:
- per l'apertura della partita IVA ci vogliono poche centinaia di euro, quindi con tutte le altre spese ben più grandi, queste non conta;
- stesso discorso per l'iscrizione alla Camera di Commercio;
- il notaio si paga anche in base al valore della transazione, se non ricordo male. Poi ogni notaio può fare piccoli aggiustamenti.
- il manuale HACCP è di solito una giornata di un consulente, quindi dipende dalla tariffa locale. Tra le 500 e le 1000 euro.

Comunque, tutto ciò è a grandi linee :)

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 01.10.11 09:10
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CIAO, IO ANCORA NON HO CAPITO COME FUNZIONANO LA LICENZE A ROMA PER APRIRE UN BAR, PUB, RISTORANTE, SE SI DEVONO COMPRARE DA CHI GIA NE è POSSESSORE OPPURE FARE LA NORMALE PROCEDURA AL COMUNE CON TUTTI I DOCUMENTI DEL CASO...... CIAO FRANCECSO

Scritto da:  FRANCESCO   | 05.10.11 17:39
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salve!anche io 1 ho forte passione per la cucina ho il culto della tavola e di un buon bicchiere di vino in compagnia e soprattutto amo la cucina genuina e casereccia mi piacerebbe molto aprire un ristorantino piccolo con vino della casa,oltre i documenti su elencati i corsi da seguire piu' l'esame in che consiste in realta'?E SI FANNO ALLA REGIONE?E SONO OBBLIGATORI PER CHI NON HA IL DIPLOMA ALBERGHIERO?E SEMPLICE FARE QUESTE COSE HO PIU' COMPLICATO' ma grosso modo quanto occorre aprire un picc. rist? grazie!

Scritto da:  NUNZIO   | 06.10.11 23:38
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@Francesco
A Roma tutta la procedure per le licenze è la stessa di ogni altra città.
Compri una attività già avviata o subentri o tenti tu di avere una nuova licenza.

@Nunzio
Non è possibile ipotizzare il costo di un piccolo ristorante, senza avere parecchi dettagli. Muri, zona, arredi, dimensione, tipo di menu proposto, attrezzature... Si va da 50 mila euro a 500 mila. Dipende.

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 07.10.11 00:15
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grazie per tutte le informazioni assai utili per noi pivelli dei fornelli. avrei una domanda (a qualcuno potrebbe sembrare stupida) :
ma in italia nn e possibile aprirsi un IN DOOR RESTAURANT???
in inghilterra e abbastanza comune , e una specie di ristorante, fatto in casa tua propria, dove tu inviti( oppure si prenotano) a pagamento perfetti estranei, solo perche li piace come cucini, e sono pigri(o nn hanno tempo) a cucinarsi da soli a casa loro. tu cucini per loro a casa tua, ti prendi pagato, poi con le tasse nn so come funziona, cmq nn ci vuole tutto stu ambaradam burocratico come in italia. certo questa alternativa e valida solo per poca clientela, nn e che ti puoi invitare a casa tua un regimento, ma sarebbe una buona idea per arotondare e nello stesso tempo sfogare le nostre passioni culinarie senza fare tanti investimenti e maratone burocratiche, come per un normale ristorante. mi dai gentilmente una risposta??

Scritto da:  susanfox   | 22.10.11 18:25
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salve sono sabrina io volevo aprire un bar paninoteca pizeria sono le licenze che questa struttura ma offre nel mio paesino gia, parlato con ufficio tecnico del comune sarebbe tutto ok solo che non ho una grande disponibilitàl dunque se evito di fare ristorazione e servo solo panini e pizza il forno è a legna devo per forza avere una cucina con cappa aspirante o basta che io abbia il necessario in cucina come lavastoviglie e frigorifero piastra?

Scritto da:  sabrina   | 22.10.11 19:32
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Salve mi chiamo Daniela, voglio prima di tutto farvi i complimenti per la vostra capacità di dare risposte secche e coincise e sopratutto chiare. Ora spero di essere altrettanto chiara. Premetto sono diplomata geometra e faccio il praticante, ma ho alle mie spalle 9 stagioni nella segreteria di un villaggio turistico, ho occasione di aquistare una piccola palazzina antica nel centro storico della mia città volevo creare un b&b ed un bar in totale ho 100mq a disposizione. Volevo chiedere quali autorizzazioni siano necessarie per la realizzazione di questo progetto più che altro per la realizzazione della sala bar.
Cordiali Saluti Daniela

Scritto da:  Daniela Sio   | 24.10.11 13:04
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@Susanna. In Italia vi sono regole alquanto severe sull'aspetto igienico e di protezione della salute del consumatore, che non consentono di gestire una sorta di ristorantino a casa. Nel caso si diano cibi, a pagamento o gratis, a ospiti presso casa propria, se qualcuno sta male, di chi sarebbe la responsabilità?

@Sabrina la cucina non è obbligatoria, ma ovviamente così non potrai cucinare nulla oltre alla pizza.

@Daniela per la creazione di un bar in una palazzina antica, vi sono vincoli da una parte ed agevolazioni dall'altra, ma dipendono dall'Intendenza alle Belle Arti della provincia. Ti conviene informarti dalle tue parti, non vi sono regole generali. La cosa non è semplicissima, ad ogni modo.

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 25.10.11 01:04
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ciao....grande!!!!
senti io sto aprendo un beer-pub a rende (cs) stamane sn andato all'ufficio ASP e ho chiesto se fosse veramente necessario la costruzione di un bagno per le persone disabili , mi aspettavo una risposta ma invece mi e stato detto che si puo aprire anche senza avere un bagno per disabili e senza incorrere in problemi come multe ecc... tutto cio mi ha lasciato veramente perplesso...sarebbe belloo semplificare i lavori e risparmiare qualcosina ma nn vorrei correre il rischio d fare un lavoro e poi ritrovarmik nei problemi...ho cercato leggi e quant'altro ma della mia prov nn ho trovato nulla...mi potresti aiutare???
ciao anticipatamente t ringrazio

Scritto da:  boxer   | 27.10.11 16:11
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Mi sembra veramente strano, Boxer, anche perché io conosco molti a cui è stata esplicitamente chiesta la preparazione di un bagno per disabili. Non saprei dirti...

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 28.10.11 01:55
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salve vorrei aprire una piccola fraschetta adibita anche come piccolo ristorantino a roma nb (no centro storico) quali documenti servono e nn avendo mai avuto esperienze commerciali vorrei sapere a chi rivolgermi e dove grazie un saluto

Scritto da:  Roma   | 07.11.11 09:47
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Buongiorno, sempre Daniela vi ringrazio per la precedente risposta ma avrei un ltro quesito da porvi, non avendo una risposta certa dall'ufficio commercio della nostra cittadina volevo sapere se è vero che, visto i miei precedenti, di 9 anni segretaria al ricevimento(2003 al 2011 consecutivi però solo stagionale)in villaggio turistico dove c'e' un servizio ristorazione e altre stagioni di lavoro come commis bar, mi danno diritto ad avere l'iscrizione al rec senza affrontare esami?
Cordiali Saluti

Scritto da:  DANIELA   | 08.11.11 09:07
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@Roma tutte le informazioni sono state indicate nell'articolo. Mi spiace, non ne ho altre. Probabilmente è meglio se ti informi nella tua città.

@Daniela penso che se loro ti rispondono così, non dovrebbero esservi dubbi. Sono loro a gestire l'ex REC. Se non lo sanno loro, non lo sa nessuno :)

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 09.11.11 00:37
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Salve, ho un diploma c/o Istituto tecnico commerciale e volevo sapere se posso iscrivermi direttamente al Rec senza dover fare l'esame.
Grazie

Scritto da:  Anita   | 16.11.11 11:29
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Ciao Anita, mi risulta che col tuo diploma sia comunque necessario l'esame. Meglio informarsi direttamente in Camera di Commercio, comunque.
Benvenuta sul blog.

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 17.11.11 09:10
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ciao, volevo sapere se, anche con le nuove leggi che sono uscite ultimamente, per aprire un ristorante si deve comprare lo stesso una licenza? se si ha un diploma non ce bisogno del REC ma della licenza si?

Scritto da:  jessica   | 20.11.11 18:45
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Sì, Jessica, la licenza è comunque obbligatoria. Puoi comprarla o aprirne una nuova, ma ovviamente resta necessaria.

Per il REC, meglio informarsi presso la tua Camera di Commercio.

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 23.11.11 08:56
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Salve,
Vorrei affitare un albergo per estate, per gestionare.
Che corsi devo avere e dove posso fare questi corsi.
Vivo ad Arco(TN).
Grazzie mille

Scritto da:  Aurora   | 25.11.11 14:58
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Per la gestione di un albergo hai vari corsi da seguire, a meno che tu non abbia tra il personale qualcuno che li abbia già seguito. Quali corsi dipende dal fatto che ci sia ristorazione o no. La Camera di Commercio del tuo paese può darti tutte le informazioni del caso, così come le associazioni di categorie che a Trento sicuramente ci saranno.

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 25.11.11 15:37
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Grazie per la tua risposta. Penso che la più bella sarebbe quella di andare all`INPS e dovrebbero essere in grado di informare me.
Grazie ancora

Scritto da:  Aurora   | 25.11.11 15:48
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salve. volevo chiedere alcune informazioni.
Avrei intenzione di aprire una piccola trattoria a conduzione familiare, ma all'inizio per non avere spese aggiuntive non vorrei assumere dipendenti ma farmi aiutare dalla mia famiglia e dal mio fidanzato.
volevo chiedere se si può fare o se c'è un minimo di dipendenti da assumere; mia madre si occuperebbe della cucina io della gestione e della sala e il mio fidanzato della sala; poi per tutta la gestione burocratica me ne occuperei io insieme ad un commercialista che mi aiuti.
lei cosa mi consiglia di fare, potrebbe indicarmi la strada....glie ne sarei molto grata.grazie dell'attenzione.

Scritto da:  rosaria   | 28.11.11 14:37
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Ciao Rosaria, non c'è un numero minimo di persone da assumere. Un ristorante potrebbe per assurdo essere formato solo da due persone, una in cucina ed una in sala. Ovviamente è puramente teorico, poi in pratica non funzionerebbe.

Nel tuo caso potresti fare una impresa familiare o una S.a.s.

Scritto da:  fradefra - chef corsi di cucina maisazi   | 29.11.11 15:52
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grazie mille!!!

Scritto da:  rosaria   | 30.11.11 12:36
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ciao , vorrei aprire un bar, affittando un fondo e vorrei sapere se c'è una legge che mi obbliga a non superare un tot. di posti a sedere in base ai mq del locale.
grazie :)

Scritto da:  simone   | 16.12.11 20:18
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Buongiorno! Mi rivolgo ancora a voi per una questione che riguarda la HACCP ho in progetto di aprire un'attività di negozi automatici con distributori di bevande e snack. Mi chiedevo: rigaurdo alla sicurezza alimentare (HACCP)se è obbligatorio avere un registro o si può evitare, o comunque si può evitare di pagare un consulente e si può fare in "fai da te"
Nel ringraziarvi vi invio
Distinti Saluti
Daniela

Scritto da:  Daniela   | 12.01.12 12:18
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Non si ha l'obbligo di avere un consulente, se si è certi di conoscere le leggi in materia e le specifiche comunitarie in termine di manipolazione, conservazione e somministrazione di sostanze alimentari, oltre che di sicurezza di ambienti, attrezzature e personale.

Non ho capito, invece, a quale registro fai riferimento.

Scritto da:  fradefra - Docente corso chef   | 12.01.12 12:43
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Salve desidero porre un quesito la cui risposta non l'ho trovata tra i post precedenti.
Sono proprietario di un ristorante che per alcuni anni è stato concesso in affitto (mi riferisco alla struttura). Ora l'affittuario sta lasciando il locale e vorrei sapere quali adempimenti devo attuare per continuare l'attività. In particolare se devo fare adeguamenti strutturali anche se il ristorante era attivo e funzionante.
Grazie e complimenti per il sito.

Scritto da:  enzo   | 12.01.12 19:16
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Se ho capito bene, tu hai dato in affitto i muri, non l'azienda o la licenza o l'attività. In questo caso, se non ricordo male, di fatto è come se tu partissi da zero.

Potrebbe, per esempio, verificarsi che una legge di questi ultimi anni, non retroattiva per la precedente impresa, essendosi questa spostata e partendo tu con una tua nuova, diventare applicabile. Avviene, per esempio, per cose come i bagni, come i lavandini, come la disposizione di alcune parti in cucina, ecc. ecc.

Questo è il motivo per cui molti invece di iniziare con una nuova azienda, preferiscono rilevarne un'altra o entrare in gestione.

Scritto da:  fradefra - Chef Scuola di cucina   | 12.01.12 20:05
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ciao sono una ragazza di 19 anni e sono all'ultimo anno della scuola alberghiera ma con tutti i problemi vorei ritirarmi dalla scuola solo che in futuro mi piacerebbe aprire un ristorante io ho già la qualifica ma senza il diploma che tipo di corso dovrei fare per poter aprire un ristorante? grazie mille

Scritto da:  joe   | 15.01.12 16:14
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Ciao Joe, benvenuta sul blog.
Ormai a differenza di qualche anno fa, aver completato l'alberghiera non ti consente di aprire un locale, senza aver prima espletato altri corsi e formalità. L'ex-REC va conseguito ugualmente. I locali, infatti, si aprono a prescindere da diplomi. Il diploma non attesta che hai tutti i requisiti necessari per legge, ma solo che hai una formazione di base idonea (che poi, per altro, è tutta da verificare).

Ad essere del tutto franco, però, io il diploma al posto tuo lo prenderei. Ad oggi io lo considero un titolo di studio obbligatorio. Te lo dice uno che è tornato a 30 anni a scuola per prenderlo.

Scritto da:  fradefra - Chef Scuola di cucina   | 16.01.12 08:39
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Buongiorno, ho letto quasi tutto, ma una cosa ancora non mi è chiara: la differenza tra rilevare la licenza e rilevare l'azienda. poi una curiosità: il prezzo di cessione dell'attività (quello che compare sugli annunci) comprende sempre anche tutti gli arredi? oppure non c'è una regola e bisogna chiedere uno per uno?
grazie e complimenti
giovanni

Scritto da:  giovanni   | 20.01.12 16:07
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.... mi spiego meglio: quando si legge "cedesi ristorante", ovvero i vecchi gestori vanno via e subentri tu, è acquisto di azienda? ed il prezzo che cosa comprende?
grazie ancora
giovanni

Scritto da:  giovanni   | 20.01.12 16:28
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Giovanni, facciamo una ipotesi. Facciamo conto che esista un ristorante di nome "Le Vigne Bislacche", condotto da una società di nome "Ristorantetti S.r.l.". La Camera di Commercio ha dato a Ristorantetti S.r.l. la Licenza per la conduzione dell'attività.

Quando un ristorante viene ceduto, potrebbe significare:
- che tu compri l'intera società Ristorantetti S.r.l. ( quindi in questo caso anche la licenza che la Camera di Commercio ha dato a lei, ma solo se era stata data a lei);
- tu potresti entrare con una tua società (es: Nuovi Ristoranti S.p.A.) e rilevare l'affitto dei muri, poi ti prendi una Licenza per conto tuo
- tu potresti entrare con una tua società e comprare la Licenza dalla Ristorantetti S.r.l. (non sempre si può fare);
- potresti entrare come gestore, in pratica è come se tu lavorassi in qualche modo per conto della società Ristorantetti S.r.l. a cui pagheresti una sorta di affitto, tenendo tu i profitti.

In pratica, non c'è una regola fissa. Va visto ogni volta. Per i mobili, a maggior ragione, tutto da verificare.

Scritto da:  fradefra - Chef dei corsi di cucina   | 21.01.12 07:03
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Salve, io sono un appassionato della cucina giapponese, e ho trovato un ristorante di cucina italiana a prezzo basso, vorrei comprarlo e trasformarlo in un ristorante sushibar. Va bene gia la licenza che c era prima o devo chiedere nuovamente una licenza commerciale e una nuova idoneita sanitaria?

Scritto da:  miki   | 04.02.12 13:34
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Ciao FRADEFRA,stò per affittare un ristorante a budapest.Non ti chiedo i documenti necessare perchè sarà il commercialista qui in ungheria a farmi una lista,ma sono interessato a capire cosa mi occorre in cucina.La mia idea è quella di fare una sorta di self-service con giusto dei primi(lasagne e vari tipi di pasta con vari tipi di sughi)e dei dolci con magari insalata e bevande.Tutto molto semplice e in teoria con bassi sprechi . Sarà aperto solo per pranzo e faremo anche consegne a domicilio (uffici)! il ristorante è piccolo 30 coperti 80m2 tot con saletta piano superiore.è messo molto bene ma quello che mi preoccupa è la cucina"veramente piccola con due fuochi a piastra ,una friggitrice(che non mi serve)e un'infinità di lavandini (4 o 5),2 o 3 frigo e un forno a cassetti!è tutto in acciaio con cappa ecc..ecc..,ma mi conviene al limite spender per rifare in parte la cucina? o per quello che devo preparare è sufficente?grazie in anticipo! GIULIO

Scritto da:  giulio   | 09.02.12 18:54
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@Miki - come dicevamo, dipende dal tipo di acquisto o subentro che fai. Se fai un affitto di azienda o una gestione, allora sì, perché il reale proprietario dell'attività resta il precedente.

@giulio - mi spiace Giulio, ma decidere che attrezzature comprare, senza una attenta analisi di cosa si vuol proporre, del numero di coperti, dal tipo di cucina che si vuol fare, è un salto al buio. Considera che noi quando facciamo queste cose, lavoriamo parecchi giorni, prima di arrivare ad una risposta. Dovresti trovarti un consulente sul luogo e star con lui a discutere almeno una giornata, meglio anche due.

Scritto da:  fradefra - Chef dei corsi di cucina   | 16.02.12 16:53
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una domanda, ho aperto un'associazione sportiva dilettantistica e vorrei dare come srvizio anche la ristorazione ho le stesse procedure del ristorante normale? grazie

Scritto da:  emanuela   | 21.02.12 18:06
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Ciao Emanuela. Se produci e distribuisci tu, sì, a tutti gli effetti è come se fosse un ristorante. Se si tratta di un circolo chiuso, forse c'è qualche agevolazione, ma dovresti sentire la tua Camera di Commercio e la tua Asl.

Scritto da:  fradefra - Chef dei corsi di cucina   | 21.02.12 18:38
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Intanto, complimenti per il sito e grazie per averci pensato. La mia domanda è: se volessi aprire un sushi take away devo avere per forza una cucina e quindi una cappa o posso usare una semplice cuoci riso a vapore? Occorre uno spazio minimo per avere l'autorizzazione ASL? Grazie. Fabio

Scritto da:  Fabio   | 28.02.12 12:03
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Ciao Fabio, per le normative italiane, se tu produci e vendi qualcosa che gli altri mangiano, non conta quanto tu sia grande o piccolo. Un piccolo take-way ha gli stessi vincoli di un ristorante con 500 coperti.

Scritto da:  fradefra - Chef dei corsi di cucina   | 28.02.12 13:55
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salve...
posso sapere come si chiama la licenza commerciale di un ristorante?
il termine specifico dell attivita di ristorante

Scritto da:  luigi   | 29.02.12 05:48
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Non mi è chiara la domanda. Intendi la Licenza per la preparazione e somministrazione di alimenti e bevande?

Scritto da:  fradefra - Chef dei corsi di cucina   | 29.02.12 05:56
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Ciao mi chiamo Andrea e devo aprire un pub a Milano. Vista l'impossibilità di seguire il corso per la somministrazione di alimenti e bevande "fisicamente" ho visto che ci sono diversi corsi online abilitanti all'apertura di un locale in tutta Italia. Il mio commercialista mi ha però detto di non essere sicuro che questi siano riconosciuti dalla regione Lombardia e dopo aver sentito appunto la regione sono stato invitato a controllare l'elenco degli istituti abilitati all'indirizzo www.lavoro.regione.lombardia.it ma nell'elenco ci sono solo 5 o 6 corsi dei quali nessuno è online. E' possibile che tutti gli altri corsi non siano riconosciuti? mi sembra strano...
E poi vorrei chiedere se tutte le persone che lavoreranno nel pub dovranno seguire il corso o se basta che lo faccia solo uno dei 3 soci.
Grazie ciao, Andrea

Scritto da:  Andrea   | 14.03.12 00:38
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Ciao Andrea, tutti quelli che lavorano in un pub, ristorante, pizzeria o bar, devono seguire il Corso per la Manipolazione delle Sostanze Alimentari (quello che sostituisce il vecchio libretto sanitario). Non basta che lo segua il titolare. Almeno, non in Lombardia, almeno che qualcosa non sia cambiato (so che in Piemonte non è così, ad esempio).

Che i corsi online non valgano, mi sembra normale. Probabilmente sono preparatori all'esame, ma poi l'esame è da sostenere in strutture riconosciute, solitamente in qualche modo associate o affiliate alle ASL.

Scritto da:  fradefra - Chef dei corsi di cucina   | 14.03.12 18:06
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buongiorno, in questi periodi difficili avevamo individuato con mia moglie nell'attività della ristorazione un modo di "arrotondare" sfruttando le sue ottime capacità di cuoca; quindi sapere, se occorre dedicarsi a tempo pieno per la sola attività di cucina (in quanto il resto della gestione dovrà essere svolta da altri dipendenti o familiari)oppure è possibile conciliare i due lavori.
grazie
ivano

Scritto da:  ivano   | 20.03.12 11:13
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Se tua moglie segue un buon corso di cucina professionale e il corso sulla manipolazione degli alimenti in ASL, poi non vi sono problemi a lavorare in cucina come secondo lavoro.

Vi sono ristoranti che cercano personale nel week-end ed altri che lo cercano la sera. Qualcosa dovresti trovare, quindi.

Scritto da:  fradefra - Chef dei corsi di cucina   | 21.03.12 07:27
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Buongiorno,mi chiamo Bianca e vorrei aprire una trattoria all'aperto nel mio giardino. Ho tanto spazio dietro casa e ho anche due locali che, se messi a norma, potrebbero diventare uno cucina e l'altro bagno...volevo sapere però cosa serve per l'ambiente all'aperto...basta semplicemente uno spiazzale piastrellato o anche lì c'è qualche norma particolare a riguardo? grazie!

Scritto da:  bianca   | 25.03.12 11:24
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Per il piazzale, credo che sia preferibile rivolgersi in Comune ed in Asl, perché una norma a livello italiano mi pare non ci sia, ma vale quella locale.

Scritto da:  fradefra - Chef dei corsi di cucina   | 25.03.12 14:55
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Ciao. Ma la liberalizazzione delle licenze e' effettiva? Se trovo un locale adatto a trastevere con requisiti etc etc il comune me la rilascia senza problmei? Perche' vedo che le licenze se le vendono ancora a €80.000...?

Scritto da:  david   | 29.03.12 17:34
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Ciao David, liberalizzazione non significa che ognuno può aprire ciò che vuole. Esistono comunque degli assolvimenti di legge che devono essere portati avanti, quindi resta il fatto che è più facile comprare un ristorante già avviato o la relativa licenza, che aprirne uno ex-novo.

Scritto da:  fradefra - Chef dei corsi di cucina   | 30.03.12 12:09
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Ciao sono Ferdinando nuovo di questo sito e di questo genere di attività. Ho fatto il commerciante no food per 16 anni, ho venduto 2 anni fà, e avrei intenzione di "buttarmi" sul settore ristorazione. Ho un bel terreno di 7000mq ben ubicato, dove mi concedono di realizzare un commerciale di 150mq coperti. Vorrei orientarmi su pizzeria e carne alla brace,(dove ho più esperienza maturata da anni alla "casareccia" per feste tra amici da 20/30 persone) escludendo la cucina vera e propria perchè più impegnativa, allestendo un bel parco attrezzato per bambini, gazebi e ombrelloni per apparecchiare fuori, e relativo parcheggio interno. Che ne pensi?

Scritto da:  Ferdinando   | 07.04.12 09:03
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Mah, a leggere senza vedere il posto, Ferdinando, direi che l'idea potrebbe essere buona. Certo, vanno verificate cose come il bacino di utenza, i gusti locali, la visibilità, le conoscenze tecniche di cucina ed ovviamente i budget disponibili.
Però l'idea in sé è buona :)

Scritto da:  fradefra - Chef dei corsi per cuochi   | 07.04.12 16:19
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Ciao sono Silvia..ho un bar paninoteca,i tempi sono grami e per riuscire a fare qualcosa in più vorrei fare anche un oranzo a buffet..dovrei prendere un cuocipasta e delle piastre a induzione..purtroppo ho poco posto sotto la cappa,dove ci sono già friggitrici,pistre per hamburgher e scaldapanini..lo scaldapanini sono obbligata a tenerlo sotto la cappa?
grazie per la cortese risposta
ciao

Scritto da:  Silvia   | 22.04.12 10:24
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stamattina dormo,pranzo a buffet e piastre per hamburger..
scusate..

Scritto da:  Silvia   | 22.04.12 10:27
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Se non ricordo male, Silvia, la piastra per gli amburgher e lo scaldapanini non necessitano per legge della cappa, anche se conviene che ci sia. Però credo sia meglio informarsi presso gli enti competenti del tuo paese.

Scritto da:  fradefra - Chef dei corsi per cuochi   | 23.04.12 06:59
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Buonasera , sono appassionato di cucina da sempre ... Spesso cucino inventando piatti e sperimentando . Amici e non solo apprezzano notevolmente .vorrei frequentare un primo corso da voi .
Vorrei chiedere info relativamente alla apertura nella mia abitazione ex negozio di un locale inquadrato come associazione o club ,per comprimere i costi iniziali, dove accogliere i clienti e proporli sia la cena che la degustazione dei vini .cosa devo fare ? Non essendo un ristorante ,come viene inquadrato per asl ecc ?
Vi ringrazio per l attenzone

Scritto da:  Alex   | 25.04.12 01:19
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Purtroppo la normativa in Italia non prevede una simile attività. Se apri al pubblico, sei a tutti gli effetti come se fossi un ristorante e devi rispettare tutte le indicazioni del caso. Nel caso del club o circolo, vi sono alcune agevolazioni, ma anche alcuni vincoli. Prova ad informarti presso la ASL del tuo paese e la Camera di Commercio della tua provincia.

Scritto da:  fradefra - Chef dei corsi per cuochi   | 26.04.12 08:14
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Ciao a tutti e complimenti per l'ottimo lavoro di informazioni che hai svolto, a leggere tutti gli interventi ci ho messo un pò e la cosa che mi lascia perplesso è la miriade di persone che ha intenzione di aprire un ristorante senza la benchè minima idea di cosa significhi lavorare in un ristorante e soprattutto gestire una cucina da ristorante.....il fatto che uno sia bravo/a in casa propria a preparare per 10/15 persone di certo non lo qualifica a chef ne tantomeno a cameriere o pasticcere, il mondo della ristorazione viene preso come un gioco da molte persone ma non è così.....oggi con tutti i programmi tv sul tema , se uno riesce a fare quello che ha visto in tv si sente uno chef stellato......perdonatemi e passatemi questo sfogo, ma non sarebbe meglio che ognuno facesse il proprio lavoro senza invadere un mondo che Ahimè perde colpi proprio perchè fantomatici cuochi inventati propinano alla gente piatti che hanno del fantascentifico......dimenticavo, lavoro IN CUCINA da 24 anni e diciamo che mi sono fatto la mia bella gavetta in Italia, all'estero e sulle navi da crociera....i titoli li lascio per chi se ne vanta...dopo un'ultima esperienza inItalia fatta presso un "ristoratore" (figlio di papà al quale è stato aperto un ristorante) mi sono reso conto che noi Italiani siamo dei professionisti ad invadere i settori lavorativi di altri senza il minimo scrupolo solo perchè si ha la possibilità economica per farlo.....prima di aprire un ristorante invece di pensare a quali documenti richiedere pensate a questo :
sono disposto a lavorare almeno 12 ore al giorno
sono in grado di gestire un ristorante...ovvero aprire la serranda e accendere le luci li sanno fare tutti ma
gestire il personale
gestire gli ordini
conoscere i tempi e i metodi di cottura degli alimenti
se ho un ristorante da 50 coperti quanto cibo devo comprare
quante portate devo inserire nel menu ( antipasti,primi,secondi,contorni, frutta e dolci)
quante persone devo assumere per avere un servizio impeccabile
E molte ma molte.altre.domande

Scritto da:  Alessandro   | 27.04.12 19:11
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Sante parole, Alessandro.
Ci aggiungerei anche:
- studio dell'utenza locale, per capire cosa piace e cosa no;
- studio della concorrenza locale, per capire gli altri che fanno;
- selezione dei fornitori;
- organizzazione dei processi di cucina in relazione alle tecniche di cottura disponibili e necessarie in base al numero di coperti, spazio disponibile, spazio refrigerazione, numero di persone in cucina...
... e mi fermo qui, ma si potrebbe andare avanti.

In estrema sintesi, mi pare, e concordo con Alessandro, che tutto sia troppo concentrato su quali documenti servono e poco sia invece relativo alla capacità di gestire un locale. Che poi spiega come mai ogni 10 nuovi ristoranti, 9 falliscono in un anno.

Scritto da:  fradefra - Chef del corso per cuochi   | 27.04.12 20:49
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ciao,vorrei saperese se posso prendere in gestione un bar ristorante stagionale aprendo ditta individuale,e assumendo un dipendente che abbia il rec.
Grazie Franco

Scritto da:  Franco   | 16.05.12 23:47
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buona sera borrei un suo parere ,io sono spagnola mi piacerebbe aprire un piccolo ristorante, di cucina spagnola osia soltanto piatti tipici del mio paese.dove io vivo non ci sono,penso che potrebbe funzionare.il mio problema è che non ho un titolo di studio,e ollora mi chiedevo se assumendo un cuoco che abbia l'atestato posso aprire il ristorante.io ho gia laborato in questo campo e so cosa comporta,tante ore in piedi poi de state non ne parliamo ,si cisono tanti sacrifici ma anche tante satisfazioni.per me quella più importante è conocere tanta gente,modi diversi di pensiero,se la mia cucina dovesse piacere e in più posso relazionarmi con tante persone per me è una grande sattisfazione.grazie

Scritto da:  montserrat   | 17.05.12 00:40
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@Franco Sì, il bar può essere aperto come ditta individuale, se non ricordo male, e puoi assumere anche un dipendente, che poi a sua volta avrebbe il REC. Ad ogni modo, ti conviene informarti presso la tua Camera di Commercio, perché in questi mesi molte cose stanno cambiando.


@Montserrat. Per aprire un ristorante, in Italia, non serve che qualcuno abbia l'attestato di cuoco. Quello che serve è che ci siano le licenze e le autorizzazioni ASL e Vigili del Fuoco. In generale queste sono intestate al proprietario o al gestore, non ai cuochi. Se fossero legate al cuoco e lui si licenziasse, tu dovresti chiudere l'attività.
In pratica, tu dovresti, più che altro, intestare a te le licenze e le autorizzazioni o trovare un socio o un gestore che le abbia al posto tuo. Poi assumeresti un cuoco, che invece oltre all'avere l'attestato di cuoco (ma questo non è obbligatorio) dovrebbe aver frequentato il Corso sulla Manipolazione delle Sostanze alimentari.

Scritto da:  fradefra   | 17.05.12 08:17
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ciao,io sto aprendo una pizzeria tavola calda a roma,ho una cucina a gas ma non ho la conformità,potresti gentilmente fornirmi il numero di qualcuno specializzato che viene a rilasciarmi una certificazione che la cucina si può utilizzare...e poi mi ha incuriosito il fatto che cucini quando ti chiamano,qualche lezione quanto mi viene a costare??grazie attendo tue notizie.

Scritto da:  tatiana   | 17.05.12 18:37
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Ciao Tatiana, benvenuta, ti ho risposto con una email :)

Scritto da:  fradefra - Executive Chef della scuola   | 18.05.12 06:18
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ciao!ho lavorato in un bar per 3 anni.adesso vorrei aprire una hamburgheria.vorei sapere se mi serve REC,. HACCP.e qualli sono gli atrezzi per questo tipo di attivita aparte la piastra?grazie!

Scritto da:  monica   | 21.05.12 23:45
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Ciao Monica.
Sì, per aprire il locale che vende hamburger, ci vuole la licenza. Il REC non è più obbligatorio, ma di fatto è altamente consigliato che si segua il corso che lo sostituisce, altrimenti il Comune nel rilasciarti la licenza non ha alcun riferimento preciso e tutto diventa opinabile.
Per l'HACCP, se intendi il corso di manipolazione degli alimenti, chi ha fatto il corso ex-rec non ne ha bisogno, ma gli altri che lavorano nel locale, sì.

Per le attrezzature, non è possibile dare una risposta così, senza una precisa analisi del tipo di locale che vuoi creare, di dove ti trovi, del menu, del numero di persone che avrai, ecc. ecc.
Sicuramente ti servono frigoriferi, forse un surgelatore, se produci tu le salse per gli hamburger ti serve un abbattitore di temperatura, se le tieni per un po' è meglio che ci sia una macchina a campana per il sottovuoto. Poi dipende da altre cose. Se compri tutto pronto, diventa più facile. In pratica, non si può dare una risposta via blog, senza uno studio.

Scritto da:  fradefra - Executive Chef della scuola   | 22.05.12 20:29
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Buongiorno,

mi chiamo Valentina, ho 29 anni, lavoro come impiegata ormai da tanti anni (lavoro di cui sono veramente stufa) e anch'io, come molte delle persone che hanno scritto su questo sito, ho la passione per la cucina.
Vi scrivo semplicemente per lasciare un mio commento...
Faccio riferimento, in particolare, al messaggio lasciato da Alessandro in aprile: posso essere d'accordo sul fatto che molte persone forse aprano un ristorante solo perchè hanno soldi da investire o perchè la prendono alla leggera, ma non sono assolutamente d'accordo sulla questione che se una persona non ha esperienza come cuoco, allora è meglio che continui a fare altro. Questo cosa vorrebbe dire? che se una persona scopre nel tempo di avere una passione per qualcosa di completamente diverso rispetto a quelli che sono stati i suoi studi o le sue esperienze lavorative, deve rassegnarsi a fare quello per tutta la vita?? Ne convengo sul fatto che lavorare in un ristorante comporta molti sacrifici (che mai si potranno appieno comprendere finchè non ci si è dentro) ma ritengo anche che, se a spingerci è la VERA passione, bisogna coltivare il proprio sogno, lottando contro tutti quegli scettici che come Alessandro pensano che alla prima difficoltà si getti la spugna e che gli si rovini la piazza!
Personalmente, non ho una scuola di alberghiero alle spalle, non ho esperienza lavorativa in cucina, non sono quindi una cuoca ma è sicuro che lo diventerò e la più grande soddisfazione che avrò sarà quella di vedere le pance gonfie dei miei clienti!

Scritto da:  Valentina   | 24.05.12 15:26
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Però, Valentina, io non credo che Alessandro intendesse dire che bisogna rinunciare ai sogni.

Il punto è che si può sicuramente riuscire, con lo studio, l'impegno e la costanza.

Invece molti ci mettono solo i soldi, non si prendono neppure la briga di seguire un corso di cucina professionale, pensano che basti saper cucinare stile casa e tutto si risolve così.

Invece non è affatto vero. La cucina professionale è molto diversa da quella casalinga, sono diverse le tecniche, gli strumenti, le responsabilità, soprattutto i tempi ed i costi.

Noi di persone che aprano ne vediamo tante, ma di persone che superano il primo anno, ben poca. Quasi sempre chi chiude lo fa perché aveva aperto con troppa leggerezza, pensando solo all'arredamento ed ai muri, invece questi, seppur importanti, sono la cosa che lo è meno :)

Scritto da:  fradefra - Docente corso chef   | 24.05.12 16:10
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Forse avrà ragione lei ma è anche certo che chi non ha mai lavorato nel settore, è normale che abbia bisogno di indicazioni su quali sono i macchinari o gli utensili che bisogna avere nella propria cucina, o su quali siano i documenti necessari all'apertura dell'attività.
E non è neanche detto che, se un nuovo ristorante dopo un anno chiude, sia solo dovuto alla leggerezza con cui si è intrapresa questa strada. Sicuramente le difficoltà sono molte e non sempre dipendono dalla passione o dalla bravura di chi ci lavora.
In ogni modo, personalmente spero di riuscire a realizzare il mio sogno e soprattutto che sia duraturo.
Concludo questa mia bonaria "polemica" facendole i miei complimenti per il vs. sito che ho trovato davvero molto utile ed esaustivo.
Un cordiale saluto,
Valentina

Scritto da:  Valentina   | 24.05.12 16:52
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Salve a tutti,prima di tutto vi faccio i miei complienti nonchè i miei migliori auguri per tutte le vostre attività. In secondo luogo qualcuno sarebbe cosi gentile da dirmi se la piastra a induzione non necessita di cappa e relativa canna fumaria? Es. io potrei mettere a bollire 2 astici prima e durante il servizio?
grazie mille
buon lavoro

Scritto da:  enoico crudista   | 24.05.12 16:59
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Valentina, in bocca lupo per il tuo progetto :)

Enoico, la cappa serve sempre, anche se generi solo vapore. Non è solo questione di fumo e gas.

Scritto da:  fradefra - Docente corso chef   | 24.05.12 17:28
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Salve. Io ho intenzione di aprire un locale un pò particolare e il cibo servito sarà stile birreria. Sa per caso dirmi quali attrezzature mi servirebbero e quante persone ci vorrebbero in cucina considerando che più o meno nel locale ci saranno sui venti tavoli?
grazie mille

Scritto da:  debora   | 26.05.12 15:18
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Salve io vorrei aprire un locale un pò particolare dove il cibo servito sarà stile birreria. Sa dirmi che attrezzature mi servirebbero e quante persone dovrebbero lavorare in cucina considerando che il locale avrà sui 20 tavoli?
grazie mille

Scritto da:  debora   | 26.05.12 15:21
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BUONASER, VORREI SAPERE SE POSSO APRIRE UNA TRATTORIA IN UN TERREO AGRICOLO INSTALLANDO UN PREFABBRICATO. GRAZIE SALUTI NICOLA

Scritto da:  nicola   | 28.05.12 22:35
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Non sono un esperto di costruzioni su terreno agricolo, Nicola, ma credo di no. Credo che se tu voglia fare un agriturismo ci siano delle possibilità, ma vanno verificate col tuo comune. Inoltre, anche se prefabbricato, comunque la struttura dovrà essere a norma, per gli aspetti legati alla produzione e distribuzione delle sostanze alimentari.

Scritto da:  fradefra - Executive Chef della scuola   | 31.05.12 15:42
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salve ,volevo capire se per aprire una trattoria in societa si possano attingere dei fondi di sviluppo italia e a chi dovrei rivolgermi

Scritto da:  gianpiero   | 18.06.12 21:13
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Mi spiace, Gianpiero, non so rispondere alla tua domanda. Dovresti sentire la Camera di Commercio della tua città. Di solito sono loro che hanno informazioni sui fondi governativi.

Scritto da:  fradefra - Executive Chef della scuola   | 19.06.12 07:06
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Ciao, vorrei aprire un ristorantino, come faccio a sapere quanti metri occorone per essere a norma di legge per sicurezza e igiene? ed inoltre essendo solo io e mia madre quale società ci consiglieresti costituire?
grazie mille in anticipo

Scritto da:  nicole   | 24.06.12 13:13
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Ciao Nicole, benvenuta sul blog.
Purtroppo alcune delle cose che ti servono dipendono dalla città in cui vivi, quindi devi rivolgerti all'Ufficio Tecnico del tuo Comune, alla USSL ed ai Vigili del Fuoco.

Scritto da:  fradefra - Corsi di cucina   | 26.06.12 11:09
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Ciao innanzitutto complimenti.
Io vorrei aprire una spaghetteria (solo primi insomma) vorrei chiederti una cosa molto semplice (se preferisci puoi rispondermi nella mia mail)
Quanto costa una licenza e dove si prende..??
Ti ringrazio anticipatamente!

Scritto da:  Alessandro   | 21.07.12 23:53
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Voglio aprire bar ristorante sala ricevimenti e albergo in Puglia o Roma o in America stile minimal bianco nero con un tocco di colore nell arredamento o nel servizio cucina di ogni tipo ottima qualita un barman cinque camerieri un direttore uno chef un sommelier fissi e professionisti e altri freelance a nero almeno x iniziare la struttura conterrà 1000 persone lo so che il personale nn basta ma verra aggiunto ma nn sarà fisso e stipendiato avrò poche persone fidate che mi controlleranno tutto che ne dite?? Quanto mi costerebbe tutto costruzione arredamento tasse licenza e personale e altro?? Mail antonellalorusso2009@hotmail.it

Scritto da:  Antonella   | 31.07.12 23:58
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Antonella, se fosse così facile fare il business plan di un ristorante con le sole indicazioni che hai dato e senza nessun altro studio, saremmo tutti ricchi. Invece, il fatto che siano più i ristoranti che chiudono che quelli che sopravvivono, la dice lunga.

Per darti indicazioni serie, che non siano campate in aria, nel caso che tu hai descritto ci vogliono almeno due incontri ed una giornata di studio. Minimo.

Altrimenti è aria fritta. Ti invito a non fidarti di stime fatte così al volo. I ristoranti falliscono per questo. Perché nella fase iniziale non si è fatto il business plan che invece era necessario.

Ti faccio un esempio:
- tipo di utenza?
- campagne marketing?
- pubblicità?
- che tipo di struttura tecnica in cucina?
- aperto sera o mezzogiorno o entrambi?
- tipo di cucina proposta?
- variabilità del menu?

Si può andare dalle 100 mila euro per l'approntamento ai 2 milioni. In mezzo ci corre un fiume di sfumature. Tutto è possibile.

Scritto da:  fradefra - Corsi di cucina   | 01.08.12 17:04
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ciao ho un quesito...io e 2 amici miei titolari stiamo per aprire un bar...io sono in possesso del rec e lavoro come dipendente e per procura ho messo a disposizione l'ex rec acquisito facendo l'istituto alberghiero...ora il problema è l' haccp ho già gestito 2 bar come titolare...sono obbligata a fare tutti i corsi come il pronto soccorso...l'haccp... la sicurezza sul lavoro?

Scritto da:  gam   | 02.08.12 23:01
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Ciao Gam, benvenuta :)
Per il corso sulla sicurezza e pronto soccorso ti conviene chiedere ad un ufficio del lavoro nella tua zona. Credo di sì, ad ogni modo.
Per quello che tu chiami HACCP, se fai riferimento al Corso per la manipolazione di sostanze alimentari, dipende dalla regione in cui vivi, perché le disposizioni applicative sono leggermente diverse. Ti conviene informarti in ULSS.

Scritto da:  fradefra - Corsi di cucina   | 03.08.12 09:20
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salve ,io e mio marito abiamo una licenza per vendita prodotti alimentari minuto,ingrosso ,anche permesso di laboratorio per transformazione cibi.Ani fa abiamo aquistato una macchina "roboqubo"che quoce sotto voto sensa osigeno( esempio per fare vero regu a bolognese serve 15 minuti per circa 15-17 kg di carne).Il nostro negeozio e situito fori citta poche parole siamo in campagna.Negozio a 50mq poi si po alungre fino 150mq,2 bagni.Laboratori si trova primo piano che sono sempre 50mq con posibilita alungare fino 150mq ,pòi abiamo nostri ortaggi di staggione.
Vorei sapere come transformare attivita commerciale a una trattoria a conduzioni famigliri,con prodotti km0. Che ti documentazine po servire.(attivita dinegozio e laboratorio sospeza da 2 anni per vari mottivi).
Grazie per consiglio

Scritto da:  Monika   | 07.08.12 10:50
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Mi spiace, Monika, non è per non volerti rispondere, ma non siamo in grado di darti indicazioni di questo tipo senza una precisa analisi in sede. Ti consigliamo di rivolgerti ad un consulente della tua zona.

Scritto da:  fradefra - Corsi di cucina   | 08.08.12 12:09
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ciao, volevo chiedere un'informazione, sapete se nel Comune di Roma, per avere una licenza tipo A, in zona centro, se queste sono bloccate?? e quanto tempo ci si impiega??
Un'altra cosa, se rilevo una licenza di tipo A in abruzzo, posso poi fare il trasferimento dell'attività nel Comune di roma, e cosa occorre per poterlo fare?' anticipatamente ringrazio :)

Scritto da:  carlo   | 13.08.12 14:17
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Mi spiace, Carlo, ma noi abbiamo scritto un documento a carattere generale. Per informazioni specifiche per una certa zona, meglio rivolgersi ad un consulente specializzato in quella, perché molte disposizioni possono cambiare da un comune all'altro.

Scritto da:  fradefra - Corsi di cucina   | 14.08.12 08:22
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mi piace

Scritto da:  mirjon   | 28.08.12 13:53
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ciao... volevo chiedere un informazione. Per aprire un bar basta avere fatto solo il corso per il rec.. o servono dei requisiti professionali come titoli di studio o corsi della regione?

Scritto da:  maurizio   | 01.09.12 11:13
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X legge, Maurizio, devi aver solo fatto l'ex-rec e/o il Corso sulla Manipolazione delle Sostanze Alimentari. Poi, se hai dipendenti o collaboratori, c'è anche da seguire i corsi di pronto soccorso e sicurezza, dipende dalla forma sociale.

Scritto da:  fradefra - Chef Scuola di cucina maisazi   | 01.09.12 13:11
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ciao mi chiamo luciano vorrei sapere se attestato di alberghiero di 3. il rec lo dovrei prendere lo stesso grazie per la risposta..

Scritto da:  luciano   | 03.10.12 13:40
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Ciao sono Gaetano,devo aprire un ristorante a brescia,volevo sapere se non esiste più il REC cosa ha preso il suo posto ? oltre la licenza dal comune,asl,camera commercio,agenzia entrate cosa mi serve ? ma soppratutto se il rec e stato eliminato cosa ha preso il suo posto ! Grazie

Scritto da:  gaetano   | 03.10.12 14:44
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Niente ha preso il posto del REC, ma servono solo le solite licenze. Va però detto che il rilascio delle licenze è quasi automatico se si segue il corso delle camere di commercio che appunto è definito ex-rec, invece senza il corso dipende.

La cosa migliore è informarsi direttamente presso la Camera di Commercio della vostra città.

Scritto da:  fradefra - Executive Chef   | 10.10.12 20:05
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Ciao,
sono Michele e insieme alla mia compagna, e ad una terza persona, stiamo pensando di rilevare un ristorante (piccolo) in un paese (piccolo) della provincia di Roma.
L’obiettivo non è quello di arricchirsi ma di fare qualcosa di piacevole … e poi sarà quel che sarà.
Elenco i punti cardine della questione:
1) il locale con tutte le attrezzature è di proprietà del comune e c’è da pagare un affitto: ma siccome il sindaco tiene molto alla riapertura dell’unico punto di ristorazione nel raggio di una decina di km potremmo avere delle facilitazioni in tal senso.
2) il ristorante è appena stato chiuso per scarsa professionalità da una persona che voleva fare solo "l'imprenditore".
3) lavoreremmo tutti e 3, senza personale dato che vorremmo avere max 20 coperti + un'area destinata alla degustazione di vino/formaggi/salumi
4) menu "ridotto" ma non troppo per con piatti tipici della tradizione e sfruttando i prodotti locali (KM 0) avendo, il 3° socio, una azienda agricola/zootecnica.
5) c’è un bar annesso
I punti critici:
1) nessuno ha esperienza di gestione di un ristorante, oltre ad aver fatto il cameriere in gioventù.
2) la mia compagna è un ottima cuoca con esperienza nel cucinare per tante persone a causa della famiglia numerosa: potrà sostenere con il nostro aiuto la cucina di un ristorante?
La domanda è: ci imbarchiamo?
Grazie
Michele

Scritto da:  Michele   | 19.10.12 11:38
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salve, sto per aprire un ristorante all'estero, non avendo molta esperienza vorrei sapere quanti piatti, posate e bicchieri in base al numero dei posti devo comprare? io stavo pensando una volta e mezzo. ma non ne sono sicuro.
grazie

Scritto da:  paky   | 21.10.12 01:53
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salve, una curiosità ma per fare i cuochi presso case invece?serve tutta un altro tipo di documentazione ? dove serve indirizzarsi?

Scritto da:  chiara   | 23.10.12 16:20
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Scusate ma se voglio prerlevare o aprire un ristorante con il diploma di terza e nn di quinta posso??

Scritto da:  andrea   | 30.10.12 17:24
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@Michele, imbarcarsi ci si può imbarcare, ma tieni presente che non basta saper cucinare a casa per gestire una cucina professionale. A casa non hai problemi di tempi da rispettare, di persone che arrivano ad ore diverse e vogliono cose diverse, ecc.
Un corso di cucina professionale, quindi, faglielo fare.

@Paky, le posate non si comprano in base ai coperti, ma in base a quanti coperti contemporanei devi servire nell'ambito del servizio. Comincia col comprarne il triplo dei coperti che hai, ma vedrai che non ti basteranno.

@Chiara, per fare il cuoco a domicilio serve un corso di cucina professionale per acquisire le capacità, poi serve il Corso per la Manipolazione delle sostanze alimentari. Ovviamente la partita iva se fai fai fattura o l'assunzione, se sei fissa.

@Andrea, il ristorante puoi aprirlo in ogni caso, avrai dei documenti da produrre e forse un corso integrativo.

Scritto da:  fradefra - Executive Chef   | 30.10.12 17:31
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Salve Chef, desideravo delle informazioni riguardo l'attuale documentazione di cui si deve essere in possesso in caso di controllo, per la conduzione di un Ristorante Pizzeria in Sicilia che ha una totalità max di 8 dipendenti. In particolare se può spiegarmi bene cosa si deve avere e chi, riguardo la Sicurezza sul lavoro...deve averla il titolare o anche i dipendenti? (il costo ?) Grazie

Scritto da:  Ros   | 31.10.12 10:32
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Ciao Ros, ormai con le nuove leggi anche chi ha un solo dipendente deve aver seguito i corsi sulla sicurezza, quelli antincendio e quelli sul primo intervento.
Scontati, naturalmente, quelli sulla manipolazione degli alimenti.

Scritto da:  Fradefra - docente della scuola di cucina   | 01.11.12 07:24
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Buongiorno! Sono possessore di un locale, piccolo, in pieno centro storico di un piccolo paese del Frusinate. Il locale si trova al piano terra di un palazzo di 4+pt piani, è così
formato: cucina circolare perchè all'interno della torre;
sala completamente ricavata nella pietra Mt.8x3
sala attesa mt. 3x3 con bagno sottoscala.
Domanda: essendo in pieno centro storico è comunque soggetto
a tutte le leggi vigenti?
Si può fare come trattoria e/o qualcosa come tale?
Vi ringrazio calorosamente
Fernando Reali

Scritto da:  FERNANDO REALI   | 16.11.12 13:18
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Ciao Fernando, ti conviene sentire gli uffici di competenza della tua zona, perché le regole sulle deroghe sui palazzi antichi nel centro storico sono competenza locale. Comunque, temo di sì, in buona parte.

Scritto da:  fradefra   | 16.11.12 14:25
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Ciao, sto mettendo su una società con la mia amica per poi aprire un ristorante a roma.(senza dipendenti, lavoreremo solo noi)
Solo una domanda al volo su corsi di primo soccorso- haccp- incendio- sicurezza sul lavoro.
Dato che ormai lavoro da 6 anni come chef e ho una laurea in scienze e tecnologie alimentari non ho bisogno di partecipare ad un corso HACCP, ma la mia amica invece deve? oppure ho il permesso e l'autorità di insegnarle tutto io?
Poi il corso di antincendio- primo soccorso-e sicurezza deve essere fatto da tutte e due?

grazie mille

Scritto da:  livia guccerelli   | 06.12.12 17:40
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I corsi sulla sicurezza, antincendio e primo soccorso deve farli solo una delle due responsabili, quella che preminentemente è nel locale.
Il corso sulla manipolazione delle sostanze alimentari devono farlo tutti quelli che distribuiscono (salvo che non siano esonerati per titoli scolastici). Comunque, questa cosa dipende dalla regione, quindi ti conviene informarti nella tua ULSS.
In bocca al lupo.

Scritto da:  fradefra   | 07.12.12 12:08
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buongiorno scrivevo per avere dei chiarimenti, io ed un mio amico abbiamo trovato un locale da adibire ad osteria e birreria serale, il locale è già stato utilizzato in precedenza come ristorante,adesso è chiuso, ma dispone di alcune attrezzature di cucina e dei tavoli sedie ecc.
il mio dubbio riguarda il fatto delle vigenti norme per l' asl. nel senso come faccio ad avere la certezza che una volta preso il locale sia effettivamente tutto a norma?il proprietario(quello a cui io dovrei pagare l'affitto) dice che il locale è già pronto per lavorare, ma ci sono delle cose che secondo me vanno sistemate.
in caso io comprassi il ramo d'azienda e l'asl uscisse per fare dei controlli su chi cade la responsabilità?
RINGRAZIO ANTICIPANTE PER LE RISPOSTE.
cordiali saluti!

Scritto da:  santino   | 10.12.12 00:23
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Ciao, io non riesco a trovare informazioni adeguate sulla possibilità o meno di trasformare un'aula di un oratorio in una cucina che sia a norma. Non sarebbe un'attività commerciale ma un servizio per le attività della parrocchia. Ad esempio quando si fa il GREST si usa il catering mentre sarebbe meglio avere una cucina attrezzata e certificata.E i cuochi sarebbero dei volontari o devono avere comunque un titolo per cucinare?
Cordiali sluti

Scritto da:  gianni   | 10.12.12 22:43
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@Santino, l'unico modo che hai è far uscire un tuo consulente e farti dare da lui le indicazioni. Se poi il tuo consulente lavora anche per l'ULSS, meglio ancora. Potresti chiedere direttamente in ULSS, ma se lo fanno, lo fanno solo per farti un piacere, non perché siano obbligati.

Se tu compri il ramo d'azienda, la responsabilità sarebbe tua, anche perché l'attuale proprietario potrebbe effettivamente essere a norma ad oggi e tu potresti non esserlo domani. In tribunale stabilire se il vecchio proprietario era in malafede o no sarebbe difficilissimo quindi alla fine ci rimetteresti tu.

Meglio far uscire un tecnico a controllare, quindi.

@Gianni, la legge regola due aspetti: la salute del consumatore e i doveri fiscali/tributari. Per i primi, che non ci sia scopo di lucro importa poco. Quando dai cibo a qualcuno, qualunque sia il fine per cui lo fai ed anche se tu lo facessi gratuitamente, la responsabilità la hai e la cucina deve essere certificata secondo le norme vigenti. Per il secondo aspetto, effettivamente ci possono essere differenze e lì ti conviene chiedere ad un commercialista.

Scritto da:  fradefra - cuoco della scuola di cucina   | 12.12.12 07:43
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Scusa ma tra tutti i commenti ho fatto un po di confusione. Provo a riassumere quello che ho capito, per favore correggimi se sbaglio.

Prima di, costituire la società, cercare il locale, verificare e adattare la struttura e ottenere i vari permessi....a livello personale i corsi che bisogna frequentare e di conseguenza esami da sostenere e certificati da ottenere come gestore/titolare di ristorante sono:
-Pronto soccorso
-Sicurezza
-HACCP manipolazione alimenti (l'associazione albergatori del trentino propone un corso di 8 ore, è sufficiente?)

L' ex-rec è sostituito dal "haccp manipolazione alimenti" o è un altro corso? In tal caso di cosa si tratta?

Il libretto sanitario??


Una volta ottenuti tutti questi requisiti si procede con:
-costituzione società e partita IVA
-Idoneità sanitaria
(come faccio a sapere prima di acquistare/affittare un locale se ha le caratteristiche per ottenere l'idoneità? dove trovo info su volumi e proporzioni dei locali interni vincolanti per ottenere l'idoneità)
-Licenza commerciale (è libera? si compra?)
-Autrizzazione per l'insegna

Infine, se costituisco una società per gestire un ristorante con un socio cuoco in possesso di tutti i requisiti professionali, io come socio gestore (che al massimo serve ai tavoli, cassa, amministrazione ecc) posso anche non possedere i requisiti per essere titolare del ristorante?

Scritto da:  Riccardo   | 20.12.12 04:58
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Riccardo, in realtà se fai tutto prima di costituire la società, non puoi scaricarne i costi. Quindi, in realtà, la prima cosa da fare sarebbe proprio aprire la società. Ovvio, se sei sicuro del progetto.

Per il Corso di Manipolazione degli alimenti, devi sentire la ULSS di competenza.

Per sapere se il locale ha le caratteristiche giuste, l'unica è far venire un architetto specializzato in strutture ricettive/ristorative. Sarà lui poi a fare gli accertamenti presso gli uffici tecnici del comune, le ULSS e i Vigili del Fuoco.

Stessa cosa per l'insegna.

Per la licenza, chiedi alla Camera di Commercio di competenza e all'Ufficio Commercio del tuo comune.

Scritto da:  fradefra - chef della scuola   | 28.12.12 20:10
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scusami io sto per aprire un punto vendita caseificio se ho il diploma di un istituto professionale alberghiero non ho bisogno dell ex-rec giusto??

Scritto da:  marco   | 07.01.13 18:23
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Marco, meglio informarsi presso gli uffici di competenza, perché in questo periodo molte cose stanno cambiando :)
In bocca al lupo.

Scritto da:  fradefra - chef della scuola   | 10.01.13 21:13
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Buongiorno e complimenti,
dovrei aprire una pizzeria classica, quindi non da solo asporto, visto che dovrò richiedere una nuova licenza di somministrazione e bevande quindi attuale Licenza A/B.
Chiedevo se secondo voi oltre all'impianto elettrico certificato, devo prevedere un bagno x disabili (misure), ci vuole anche un bagno per i dipendenti uno spogliatoio e poi volevo sapere da voi se potete aiutarmi a capire le spese di inizio, attrezzature e arredi non molto sofisticato, compreso di forno alegna e piccolo laboratorio x la prepazione della linea pizzeria e magari antipastini freddi, oppure un primo veloce con amici, in poche parole no ristorante completo.Pensate solo che al momento ho solo le mura.
PeppeNew

Scritto da:  PeppeNew   | 13.01.13 13:34
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Ciao Peppe, come abbiamo già avuto modo di scrivere in vari commenti, è impossibile dare indicazioni di spesa senza un preciso studio, un sopralluogo, una verifica del mercato locale. Ti consigliamo, quindi, di rivolgerti ad un consulente della tua zona, che potrà aiutarti anche per gli aspetti relativi ai bagni, perché su questi temi conta molto l'impostazione del tuo Comune e della tua ULSS.

Scritto da:  fradefra - Scuola di cucina maisazi   | 15.01.13 18:17
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Buongiorno, con alcuni amici stiamo pensando di trovare un locale con non più di 40/50 coperti, per creare una sorta di braceria, con una piastra piuttosto grande e magari direttamente in sala dove cuocere le carni a vista dei clienti e servire del buon vino di accompagnamento.
Antipasti o aperitivo a base di salumi e formaggi.Il tutto condito da atmosfera di basica blues.Vi chiedo qualche dritta su come impostare la ricerca del locale e sopratutto sulla piastra come deve essere acquistata ( elettrica, a gas etc etc) grazie mille dei vostri consigli preziosi

Scritto da:  Luca   | 01.02.13 01:55
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se un ristorante non vuole più friggere e assolvere agli smaltimenti degli oli esausti ne deve dare comunicazione agli uffici di competenza. esiste un modulo da compilare valido su tutto il territorio nazionale? grazie

Scritto da:  Sabrina Leoni   | 04.02.13 17:42
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ciao, io e un'amica vorremmo rilevare un bar per farci un piccolo ristorantino, pochissimi posti a sedere e pochissimi piatti ma selezionati.....non riusciamo però a girarci nella burorcazia.....a partire dal rec...rivolgendoci ad un commercialista potrebbe aiutarci???...se no potresti dirci quale figura professionale potrebbe fare al caso nostro???...grazie mille
MAnu

Scritto da:  manuela   | 05.02.13 12:40
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@Luca, in tutta onestà consigli dati su un blog, senza nessun studio e valutazione, senza conoscere la zona e senza valutare il tipo di impresa che vuoi condurre sarebbe cosa folle darli e diffida, aggiungo, da chi te li dà.
Io ti consiglio di rivolgerti ad un consulente della tua zona e studiare il caso con lui.

@Sabrina, no, non esiste un modulo nazionale. Meglio che ti informi presso il tuo comune e/o l'azienda che gestisce la raccolta.

@Manuela, commercialista, architetto e Camera di Commercio solitamente possono aiutarti in queste cose.

Scritto da:  fradefra - chef della scuola   | 05.02.13 12:58
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Ciao! Sto prendendo un ristorante pizzeria al centro in roma eevolevo sapere oltre alla licenza cosa mi occorre e come organizzare la cucina, premetto che dobbiamo mettere il forno a legna, ciao ee grazie!

Scritto da:  kami   | 06.02.13 01:20
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Kami, come abbiamo avuto modo di scrivere in vari commenti a questo articolo, dare indicazioni sulla base di una generica domanda come la tua, produce solo danni. La cosa giusta è chiamare un consulente della tua zona e farti aiutare, anche perché ci sono norme che cambiano da regione a regione ed a volte addirittura da comune a comune. Inoltre, l'organizzazione di una cucina dipende da moltissimi fattori e a volte per dare indicazioni ci voglio vari incontri, non basta certo una frase su un blog.

Proprio per questo motivo, chiudiamo i commenti su questo articolo, visto che ormai il tema si è esaurito da molto e ogni commento chiede cose già chieste dagli altri.

Buon 2013 a tutti.

Scritto da:  fradefra - chef della scuola   | 06.02.13 13:14
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