Calmi, non è un
attrezzo da laboratorio, anzi, dovrebbe stare nella cucina di ogni
appassionato. Parliamo dei termometri per la rilevazione di varie
temperature.
Come scrivevo nel titolo, non si tratta solo di sapere quanti gradi ha un certo liquido, c'è molto di più.
Imparare ed utilizzare i termometri consente di lavorare riducendo notevolmente lo stress, evitano molti errori ed in generale migliorando i piatti.
Per molte fritture, per la fusione dello zucchero, per gli arrosti e molto altro ancora, conoscere la temperatura ci consente di operare nelle condizioni giuste. Per alcuni oli, ad esempio, basta una decina di gradi in più per bruciare tutto. Con lo zucchero, anche pochi gradi cambiano il suo stato.
Vediamo, quindi,
quali sono i termometri e quanto dobbiamo spendere 
Termometro da forno. Serve per rilevare la temperatura del forno (non quella dell'alimento che si sta cucinando), solitamente ha una scala di valori tra i 50 ed i 350 °C, costa meno di dieci euro. Compratene uno e tenetelo sempre in forno, non vale neppure la pena di continuare a spostarlo. Per inciso, facendolo scoprirete tante cose che non sapevate del vostro amico e lo userete sempre meglio.
Termometro da fritture. Consente di rilevare la temperatura del liquido in cui friggete, solitamente olio, ha una scala di valori solitamente tra i 50 ed i 250 °C, costa un dozzina di euro. Fondamentale se volete friggere in modo corretto.
Termometro da temperatura al cuore. Tramite una sonda metallica, potete arrivare al punto centrale dell'arrosto e verificare la temperatura interna. Alcune tabelle poi vi dicono come regolarvi. Solitamente sono tarati tra 0 e 100 °C, dato che quasi mai si rileva di più. Anche questo fatica a superare i dieci euro. Non averlo è follia, anche perché così vi togliete lo stress dell'arrosto forse cotto fuori ma dentro non so.
Termometro laser. Spettacolare, consente di verificare la temperatura di strumenti e superfici senza toccarle, purché non siano a specchio o eccessivamente lucide. Si usa per il forno da pizzeria, per le pentole o le parti esterne di cibi in cottura. Costa tra le 50 e le 100 euro, le scale sono variabili ma solitamente molto estese.
Termometro con sonda a filo. Il mio preferito, consente di inserire la sonda nell'alimento da verificare, il filo raccorda con la parte di controllo e visualizzazione che resta fuori dal forno. Ha la scala da 0 a 200 o 250 °C, solitamente digitale, costa 25 euro quello in foto. Spettacolare per la sua flessibilità che gli consente di fare quasi tutto quello che fanno gli altri, anche se con un minimo di attenzione. Ad esempio, io non cucino mai nel forno a temperature superiori ai 200 °C (salvo eccezione come le rosolature degli arrosti, le tostature delle ossa o le croste del pane). Questo termometro, quindi, mi consente di tenere sotto controllo la temperatura del contesto, oltre che quella al cuore della carne. Lo uso anche per lo zucchero e per le fritture, perché il fatto che sia a filo e che sia digitale mi facilita il lavoro.
I
termometri sono così importanti, che sono sempre tra gli strumenti che
mi porto dietro quando vado a cucinare a
servizio presso le famiglie e le aziende che me lo chiedono o come
cuoco freelance presso i ristoranti o locali.

Tag: | termometri cucina |
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Ho comprato quello in foto e ci ho fatto un bello stinco al forno! Fantastico!
Ottimo, Pietro. Per il risultato migliore, ricordati di inserire la sonda più lontano possibile dall'osso.
Ciao, avendo bisogno di un termometro per misurare la temperatura dell'acqua in corso di panificazione casalinga, mi sono fatta rifilare un termometro per frittura e caramello, di quelli a spillo. Volevo chiederti se può andare bene per misurare la temperatura dei liquidi.
Grazie
Sì, sì, va bene, purché ovviamente abbia la scala che ti necessita.
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