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Il kit di chi vuol diventare cuoco a domicilio

scritto da fradefra

Durante i corsi che teniamo agli aspiranti cuochi, uno dei argomenti più discussi è proprio quello che parte dalla domanda - Frà, ma cosa devo comprare inizialmente per cominciare a cucinare a servizio fuori casa?

La tentazione è sempre quella di comprarsi di tutto, invece secondo me conviene fare una scelta oculata, spendere il meno possibile per un kit iniziale e poi comprare un po' alla volta le cose aggiuntive, anche sulla base delle necessità che emergono.

Infatti alcuni strumenti sono essenziali per un cuoco, altri invece dipendono dal tipo di cucina che propone o che gli viene richiesta, dal numero di coperti, da come si organizza ed anche dallo spazio che ha disponibile sia a casa sia durante il trasporto.

Premesso che nell'articolo Il corredo di un cuoco freelance vi avevo già scritto come mi ero organizzato io tempo fa, eccovi qui qualche consiglio su come potreste iniziare voi.

Cominciamo coi coltelli, sicuramente comprerei due trincianti, uno spelucchino, un coltello filetto, una pietra per affilare, una forbice e una borsetta che li contenga e che abbia ulteriore spazio vuoto per nuovi coltelli. Con questi quattro coltelli fate il 90% del lavoro e forse anche di più.

Anche se lavorando in sede ve ne servono di più, quando uscite portatevi sempre due taglieri in polietilene. Nel tempo ho scoperto che sono quasi indispensabili. Due perché così ne avete almeno uno per tutto ciò che è crudo ed uno per tutto ciò che è cotto. Portarsene dietro di più non è facile per ovvie ragioni di peso ed ingombro.

Quando siete a casa d'altri non sapete mai come funziona il forno, quindi portatevi sempre con voi due termometri, uno appunto da forno, l'altro da carne a filo. Il primo deve avere una scala da 50 a 350 °C, l'altro almeno da 0 a 200 °C. Col secondo oltre alla misurazione della temperatura al cuore durante la cottura degli arrosti potete rilevare anche quella dell'olio per friggere, delle salse e caramelli e parecchio altro ancora.

Sulle casseruole il discorso si fa difficilissimo perché dipende da moltissime cose. Direi che per iniziare serve almeno una padella a saltare in alluminio, meglio due, due casseruolini dritti in rame, due casseruole svasate in rame più grandine, una lionese in ferro.

Per le pesate portate sempre con voi una bilancia che arrivi a cinque chilogrammi ed una di precisione, entrambe digitali.

Tra gli utensili, prevederei sicuramente una pinza da cuoco, due guanti da forno, un forchettone a due rebbi, un cucchiaio da risotto, un paio di pennelli, alcuni colini di varia grandezza e trama.

Se avete spazio, un rotolo di pellicola trasparente, uno di carta alluminio, uno di carta da forno, uno di sac à poche e infine quello da cucina possono spesso risultare indispensabili.

Lo do per scontato, non potranno mancare le vostre giacche, pantaloni, calzature, toque, grembiuli e qualche strofinaccio personale.

Frà, ma quanto costa tutta 'sta roba? - sarà la vostra domanda, già lo immagino, ma ovviamente come tutti i mestieri, anche quello del cuoco ha in suoi strumenti. Come non trovereste strano spendere mille euro per comprare un personal computer o un notebook per fare il grafico, lo sviluppatore o il designer, non dovrebbe sembrarvi eccessivo tutto ciò. Per inciso, la somma è decisamente inferiore.

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Commenti

Ciao, i tuoi scritti sono sempre interessanti. Vorrei farti una domanda: ma un cuoco a domicilio che tipo di documenti deve possedere per essere in regola? Mi spiego meglio: deve avere P.IVA? Abilitazioni ASL? Certificazioni o titoli? Perchè mi sembra che gran parte degli operatori su internet non sottostiano alle regole "classiche" di chi decide di aprire una attività di ristorazione e mi chiedo se questo sia corretto. Grazie!

Scritto da:  titti78   | 27.01.10 15:02
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Ciao titt, ecco qualche indicazione.

Per essere in regola, un cuoco a domicilio deve avere il libretto sanitario o il suo equivalente. In alcune regioni (ormai la maggior parte) il libretto sanitario è sostituito dalla frequentazione ogni tre anni di un corso fatto sulla manipolazione degli alimenti. Chi ha fatto l'alberghiera, però, non ne ha necessità. Solitamente si fa presso le ASL o scuole che ne abbiamo il titolo (come la nostra).

La partita IVA non è obbligatoria, se il servizio a domicilio si fa poche volte. Se invece si fa spesso, conviene averla.

In termini di titolo, serve un riconoscimento di fatto. Gli attestati che rilasciano le varie scuole servono solo a dimostrare che hai seguito dei corsi, ma poi quello che realmente vale è la referenza dei tuoi clienti.

Per aprire attività ristorative, invece, serve il REC e varie altre licenze e concessioni, che però sono a carattere commerciale e di relazione col comune e che non hanno nulla a che fare con la tua capacità.

Scritto da:  fradefra   | 27.01.10 18:46
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e per cucinare a domicilio all'estero?

Scritto da:  Lelito   | 14.03.10 18:12
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Ciao Lelito, non mi è chiara la tua domanda. Intendi che strumenti servono per cucinare all'estero o quali documenti?
Nel primo caso, gli strumenti, dipende dal tipo di cucina che si propone. Nel secondo caso, i documenti, occorre verificare la normativa della nazione in cui ci si propone.

Scritto da:  fradefra   | 15.03.10 08:05
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Scusa anche a me interessa il discorso "essere in regola" per svolgere questa attività...
Se ho ben capito secondo te basta il corso sostitutivo del libretto sanitario. Ma allora il rispetto di norme sulla conservazione degli alimenti, sull'uso o meno di guanti nella manipolazione degli stessi, etc. è rimesso alla discrezionalità del cuoco? o dici così perchè manca una vera regolamentazione dell'attività? oppure ancora perchè pur essendoci una normativa i controlli sono di fatto impossibili dato che si è soli con il cliente? e per quanto riguarda l'aspetto fiscale?non si devono rilasciare ricevute ed effettuare la dichiarazione dei redditi percepiti?cioè voglio dire, ok fino a che si cucina per amici, ma se voglio farne una attività e la pubblicizzo affinchè lo sappiano tutti, probabilmente anche il fisco vorrà esserne informato e sicuramente non si limiterà a fantasticare solo sulle prelibatezze inserite in menù.Ti sarei veramente grato se mi rispondessi esaurientemente. ciao.

Scritto da:  marquez   | 30.03.10 22:17
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Ciao Marquez, ecco qualche informazione, anche se ovviamente la cosa migliore sarebbe sentire un commercialista.

Per svolgere l'attività di cuoco a domicilio, serve il corso per la manipolazione degli alimenti, che insegna appunto tutto ciò che c'è da sapere relativamente alla contaminazione batterica e chimica, manipolazione, conservazione, ecc. ecc.

Per l'aspetto fiscale, occorre avere la Partita IVA se i volumi superano una certa cifra, altrimenti si può fare Ritenuta d'Acconto (ma le cifre devono essere piccole). In alternativa si può aprire una impresa familiare.

Le ricevute vanno ovviamente rilasciate, così come occorre dichiarare i relativi redditi.

Io parto sempre dal presupposto che si operi nel modo previsto dalla legge, ci mancherebbe. Per tutte queste cose, però, lascio che sia il commercialista a provvedere. Io mi limito a cucinare :)

Scritto da:  fradefra   | 30.03.10 23:35
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Grazie, ora mi è tutto più chiaro, molto gentile.
ciao

Scritto da:  marquez   | 31.03.10 08:10
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ciao...vorrei intraprendere questo tipo di attività...mi dite come devo fare...ciao grazie

Scritto da:  desire   | 27.08.10 13:28
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Ciao Desire, non mi è chiaro in che senso chiedi come iniziare. Intendi in termini legali o in termini di conoscenza o in termini pubblicitari? Non dirmi tutto, perché altrimenti dovrei scrivere una enciclopedia intera :)

Scritto da:  fradefra - cuoco docente maisazi   | 27.08.10 15:06
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informazioni su come fare per insegnare corsi di cucina estero

Scritto da:  paola   | 13.10.10 15:06
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Ciao Paola, suppongo tu chiedessi informazioni su come avviare corsi di cucina all'estero. Se è così, intanto bisognerebbe capire cosa intendi per estero, perché ogni nazione ha le sue regole e consuetudini. Dovrai informarti quindi su quelle specifiche, poi dovrai creare la tua struttura, fare pubblicità, avere un sito, crearti dei rapporti con qualche partner, ecc.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 13.10.10 18:27
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Oltre al passaparola quale pensi sia il modo migliore per farsi pubblicità ed attirare la clientela?

Scritto da:  Christian   | 03.12.10 17:15
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Nettamente, Christian, l'avere un sito e una fanpage su Facebook. Io stesso a breve farò la mia, dopo anni che mi dico che domani la faccio :p

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 04.12.10 07:16
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comincio l'attività di cuoco a domicilio
vorrei sapere o esperienza tramite mia mamma che e stata cuoca per 40 anni io o solo appreso da lei e cucino tra amici e conoscenti da parecchi annicome senza corsi fare l'attività in regola ?
graie Marco

Scritto da:  marco   | 19.04.11 11:29
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Per essere in regola, devi avere una Partita IVA per le fatture e devi sostenere il corso sulla Manipolazione degli alimenti presso le ASL della zona in cui decidi di operare.

Scritto da:  fradefra - cuoco corsi di cucina maisazi   | 03.05.11 07:13
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A proposito, per chi fosse interessato, questo è il mio sito come Cuoco a Domicilio, recentemente pubblicato dalla scuola.

Scritto da:  fradefra - chef e docente maisazi   | 16.05.11 15:29
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Buonasera,

vorrei sapere se il cuoco a domicilio deve solamente cucinare all'interno di una cucina presso l'abitazione del cliente o se può anche all'esterno, in un giardino o in un vigneto avvalendosi di una cucina da campo.
Grazie.
Vanilla

Scritto da:  vanilla   | 29.10.12 17:05
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No, Vanilla, a domicilio si può cucinare in qualunque modo, meglio in cucina, ovviamente, ma possono anche essere installazioni provvisorie come fornelli e grill da campo.

Scritto da:  fradefra - Executive Chef   | 30.10.12 12:44
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Salve!io ho 23 anni amo tanto cucinare ma non ho mai frequentato nessun corso di cucina e non ho esperienza nel campo!dici che iniziare a cucinare a domicilio è un'impresa troppo ardua???!!!grazie in anticipo per la risposta.

Scritto da:  carmela   | 02.11.12 12:30
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No Carmela, l'impresa non è ardua, ma non puoi certo iniziare senza avere le basi della cucina professionale.
Cucinare a casa senza impegni e responsabilità non è come cucinare per qualcuno che ha invitato 20 persone e che se qualcosa va male potrebbe persino farti causa.
Senza contare i problemi igienici e di responsabilità civile (oltre che penale, come nel caso delle fritture e del pesce).
Secondo me val la pena di prepararsi in modo corretto.

Scritto da:  fradefra - Chef a domicilio   | 04.11.12 12:40
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frà ma voi vendete il kit completo?

Scritto da:  attilio   | 19.12.13 14:44
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