
L’estate sta finendo e così mi aggrappo a ogni cosa che mi riporti ai profumi, alle luci, ai colori, ai gusti che fanno sognare un lembo di sabbia, il frangersi delle onde sugli scogli, il profumo di qualche sardina grigliata senza pretese in un catino di latta con qualche pezzo di legno raccolto qua e là.
Quest’anno ho conosciuto una signora di una certa età che chiamava pesce solo pochi esemplari di quella famiglia. Per lei esistevano solo determinate varietà, le altre penso immaginasse che fossero inventate dall’uomo con qualche strana diavoleria, oppure costavano troppo e così preparava sardine arrostite all’ultimo su poca cosa (intendo senza piastra in pietra ollare, scaldata da brace ardente), pesci semplici, veloci da preparare, serviti sempre su qualcosa di strano, una foglia grande di vite, oppure un pezzo di corteccia di legno… Pareva fuori dal mondo, però friggeva il pesce popolo (latterini) con una panatura che lo faceva diventare più buono di un pregiato pesce spada!
Ingredienti:
Procedimento:
Lavare bene la seppia, tagliare i tentacoli, togliere da essi la cartilagine dura e immergerla in una pentola con acqua bollente salata nella quale siano gia stati messi l’alloro, il vino,la cipolla, la carota e un pezzetto di sedano, quindi riportare a bollore e cuocere circa 30 minuti.
Lasciar raffreddare la seppia nel suo liquido (se non c’è tempo però si può togliere e raffreddare subito), quindi togliere dal pesce le parti gelatinose; nel frattempo lessare le patate con la buccia: quando sono cotte lasciarle raffreddare un po’, spellarle e tagliarle a fettine di spessore uguale.
Lavare bene il sedano, asciugarlo e tagliarlo a tocchetti; in una ciotola mettere la seppia tagliata a bocconcini, il sedano, il prezzemolo, mezzo spicchio di aglio spremuto con lo spremi aglio, l’olio, sale e pepe, il succo di mezzo limone e mescolare delicatamente.
Disporre nei piatti un letto di fettine di patate lesse, condirle con un filo di olio, sale e pepe, quindi coprire con la seppia già condita, a piacere cospargere con un po’ di prezzemolo tritato: il tutto è ottimo se mangiato appena tiepido, accompagnando con verdure grigliate o qualche altra fresca verdura.
Abbinamento:
Gli eventi della vita a volte ci portano a fare delle cose che non pensiamo e così mi sono ritrovata a frequentare il primo anno del corso per sommelier AIS: mi piaceva il vino rosso, corposo, Cabernet Franc, Refosco dal Peduncolo Rsso erano i miei preferiti. Il corso, a parte il farmi innamorare della pianta di vite tanto da averne piantato sei piante in terrazza in un grosso vaso (e raccolgo pure l’uva!) ha cambiato i miei gusti in fatto di vino. Prima non bevevo prosecco, ora sì. Mi piace tanto quell’aroma fragrante, quello spumeggiare di bollicine, ma amo particolarmente quello fermo, tranquillo e a questo piatto abbinerei proprio un buon Prosecco Tranquillo della cantina del mio amico Loris per un connubio perfetto!
Tag: | patate lesse | pesce | secondi piatti | seppie |
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