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La Sangria alla maisazi

scritto da fradefra

La sangria che abbiamo servito al Sangria Party del 1 settembre 2008.Un Sangria Party non è un sangria party se non c'è la sangria, no? Quindi anche noi l'abbiamo preparata per la festa del 1 settembre 2008, assieme alla paella, di cui domani vi scriverò la ricetta, intanto iniziamo con questa.

Facciamo una premessa. La sangria si fa in mille modi e persino in Spagna litigano su quale sia la vera, unica, originale ricetta "che la mia me l'ha insegnata il mio povero nonno..."

Noi l'abbiamo preparata dopo aver letto decine di ricette, usando pochi ingredienti e scegliendo quelli che più probabilità si avrebbe di trovare in Spagna. In questo modo la faccio da venti anni, è sempre piaciuta e piano piano ho affinato il tiro per arrivare ad un giusto equilibrio tra alcolicità, dolcezza, freschezza (acidità) e bevibilità.

In particolare mi piace che resti trasparente, che non sia annacquata dall'acqua che si forma per il ghiaccio che si scioglie (quindi niente cubetti). La frutta deve essere presente e distinguibile, non una massa informe che si fatica a riconoscere. Al naso si deve sentire il profumo dei frutti e dei fiori, dall'uva alla pesca, dall'arancia al chiodo di garofano.

Dose per una festicciola di una quindicina di persone (altrimenti che party è?)

  • Cinque bottiglie di vino rosso di corpo, come la Barbera di migliore qualità, un Chianti, un Cannonau, un Nero d'Avola
  • Mezzo litro di Prosecco extradry o dry freschissimo e spumeggiante
  • Cinque stecche di cannella scelte profumatissime
  • Un paio di bacelli di vaniglia
  • Cinque pesche gialle sode
  • Cinque arance
  • Un limone
  • Una ventina di chiodi di garofano
  • Quattro bicchierini di Cointreau
  • Quattro bicchierini di porto rosso non secco

La sangria va preparata tra le sei e le tre ore prima d'essere servita. Prima di prepararla tenete in frigorifero tutto il vino.

Pelate le pesche (a qualcuno la pelle potrebbe non piacere ed alcuni ne sono addirittura intolleranti) e tagliatele a pezzetti regolari di circa un centimetro e mezzo di lato.

Pelate a vivo le arance, poi tagliatele a rotelle di tre quarti di centimetro di altezza, poi dividete ogni rotella in quattro, togliendo i semi.

Tagliate in rotelle sottili il limone ed ognuna in quattro parti.

Mettete tutta la frutta in un cratere o in una insalatiera capace, aggiungete le cinque bottiglie di vino rosso, il Cointreau ed il Porto.

Spremete l'arancia rimasta, filtrate il succo con un colino e unite al resto.

Aggiungete i chiodi di garofano, le stecche di cannella e ponete tutto nel frigorifero, coprendo con pellicola trasparente.

All'ultimo istante aggiungete il Prosecco ben freddo.

P.S. La crema che vedete in foto è quella di cioccolato e Amarone di Choco & Wine di Giuseppe Trisciuzzi (giuseppetrisciuzzi@gmail.com), che abbiamo assaggiato durante il Sangria Party. Inutile dirvi che fosse ottima, no?

Nota del cuoco
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Non lesinate sulla qualità delle materie prime. La Sangria è prima di ogni cosa profumo e solo gli ingredienti migliori possono soddisfare sotto questo aspetto.

Il vino non deve avere retrogusti amarognoli ne carattere eccessivo. Io ho usato la Barbera Classica d'Asti di Gianluigi Orsini (2 bottiglie) e la Barbera d'Asti Barricata (3 bottiglie) sempre di Gianluigi Orsini. La barrique è tipica di molti vini spagnoli ed allarga lo spettro odoroso della nostra stupenda bevanda.

Molte ricette usano l'acqua minerale al posto del vino bianco frizzante. Io consiglio il Prosecco Extra Dry di Le Vigne di Alice, per il suo profumo fruttato, per la grande effervescenza e per il fatto che non schiarisce la sangria come farebbe l'acqua. Ovviamente il tenore alcolico è leggermente più alto, ma non molto (mezzo litro di acqua su quasi cinque di altri alcolici non abbasserebbe comunque di molto la gradazione).

Guai a sostituire le stecche di cannella con la cannella macinata. La sangria si intorpidisce e non c'è verso di farla tornare limpida.

Il Cointreau potete sostituirlo col Grand Marnier o con del brandy (però in quest'ultimo caso perdete un po' di profumo).

Non sono d'accordo con chi prepara la sangria il giorno prima, perché la frutta diventa inguardabile. Perché i profumi siano passati al liquido, un due o tre ore sono più che sufficienti, meglio tre o quattro, ma non è il caso di superare le sei / otto ore.

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Commenti

Ciao Fradefra :)

Esistono alcune varianti emiliane alla tradizionale sangria, che prevedono l'uso di aceto balsamico tradizionale di Modena.

Le domande sono:
- mai testato un esperimento simile?
- lo ritieni tentabile o rigorosamente da evitare?

:D

Scritto da:  Mamilu   | 28.09.08 17:28
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Secondo me la prova merita d'essere fatta.

L'Aceto Balsamico Tradizionale ha doti di dolcezza, una leggera acidità ed ovviamente un minimo di alcol. In sostanza, tutte cose che in una sangria ci possono stare.

Ovviamente l'Aceto Balsamico Tradizionale costa veramente molto, quindi un purista di tale prodotto potrebbe ritenere che sia sprecato, in un contesto simile, ma queste ovviamente sono opinioni.

In alternativa, potresti prendere in considerazione un Aceto Balsamico di Modena con classificazione a 4 foglie di AIB, che mantiene molte delle caratteristiche indicate, ma costa parecchio meno.

Scritto da:  fradefra   | 29.09.08 09:48
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Non posso che convenire con te sull'uso industriale dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena; il costo non lo permette.

Per piccole dosi invece, diciamo un bowl di sangria per intimi, va provato! ;)

Dimenticavo: l'aceto balsamico non ha alcool, nemmeno un grado.
E' difatti ottenuto non dall'aceto ma da puro mosto di vino appena pigiato (e quindi prima dell'inizio del processo di fermentazione) bollito per ore sino a ridurlo del 70%, poi "acetato" e quindi invecchiato in differenti botti. :ciauz:

Scritto da:  Mamilu   | 11.10.08 15:47
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potresti dirmi se ci va zucchero in questa ricetta?

Scritto da:  peppe   | 17.04.10 12:50
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No, niente zucchero, Peppe. Le note dolci arrivano dalla frutta, dal Porto e dal Cointreau.

Scritto da:  fradefra   | 17.04.10 16:20
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