Al
Sangria
Party non poteva mancare la Paella Valenciana, così dopo
avervi dato la ricetta
della sangria, eccovi quella di questo splendido modo di gustare
il riso, così come la facciamo fare durante il Corso sulla Paella.
Facciamo una premessa. Come per la sangria, anche per la paella valenciana
non esiste una ricetta ufficiale. Noi abbiamo preparato la nostra tentando
di identificare quegli ingredienti che possano realmente far parte dei
costumi di Valencia (che per inciso è una bellissima città
). Credo sia
piaciuta, quindi vi consiglio di provarla.
Ne abbiamo approfittato per provare gli stimmi di zafferano dell'Aquila che Peltuinum ci ha inviato un paio di settimane fa. Ottimo il risultato, delicato il profumo, forse appena un po' indietro il colore che ci aspettavamo leggermente più intenso, ma andava comunque benissimo.
Ingredienti per venti persone
Lasciate per tre ore le cozze e le vongole in due pentole separate, con una manciata di sale grosso. Poi scolatele, buttate quelle aperte e raschiate forte le cozze, togliendo il filamento che esce (bisso) strappandolo con forza tenendo chiuse le valve. Mettetele via al fresco o continuate a tenerle in acqua salata.
Mettete in una padella i peperoni tagliati alla julienne (grossa, però) soffriggendoli brevemente con poco olio extravergine di oliva ed aggiungendo poi un bicchiere d'acqua ed un pizzico di sale fino. Lasciateli andare almeno mezz'ora. Devono perdere la rigidità, senza diventare troppo flosci. Aggiungete un po' d'acqua se dovesse servire, per ridurla definitivamente a fine cottura. Conservate i peperoni in una ciotola.
Pelate a vivo le arance, tagliatele a ruote ed ogni ruota in due. Conservate in una ciotola per la decorazione.
In una grande pentola piena d'acqua bollente con una manciata di sale, buttate i piselli e fateli scottare per 5 minuti (meglio meno, non di più). Prelevateli con un ragno (l'enorme mestolo a rete dei cuochi, spesso usato per la frittura) e buttateli in una seconda pentola con acqua freddissima (se lo avete, mettete anche del ghiaccio). Scolateli e poneteli in una ciotola.
Nella stessa pentola di acqua ancora bollente, buttate i fagiolini privati delle estremità e lavati. Sbollentateli per 10 minuti, poi prelevate anche questi col ragno e versateli subito nella seconda pentola con l'acqua ghiacciata. Scolateli e conservateli in una ciotola.
Ancora nella pentola di acqua bollente, buttate i pomodorini dopo aver fatto una piccola incisione con uno spelucchino (il coltello piccolo). Lasciateli 3 minuti o comunque finché non vedete che la pellicina esterna comincia a staccarsi. Prelevate anche questi col ragno e buttateli nella solita seconda pentola di acqua freddissima. Lasciateli raffreddare per non farvi male, poi completate il distacco della pellicina. Rimuovete con lo spelucchino la parte dell'attaccatura del pomodorino al ramo, quindi tagliateli in due e conservateli nell'ennesima ciotola.
Conservate al caldo il brodo che si sarà formato nella prima pentola, per aver sbollentato le verdure.
In una larga padella a saltare in alluminio ponete due cucchiai di olio extravergine di oliva, un po' di prezzemolo tritato, un mezzo bicchiere d'acqua, un pizzico di sale fino e le cozze. Mettete un coperchio e fate cuocere per cinque minuti. Le cozze si apriranno. Appena le vedete cambiare colore verso l'arancio, riducete il liquido, private le cozze delle valve salvo una ventina, conservatele in un contenitore sufficientemente grande.
Nella stessa padella buttate le vongole e ripetete l'operazione descritta per le cozze. Se serve aggiungete un cucchiaio d'olio, un po' di acqua ed il prezzemolo. Riponete le vongole e conservate il liquido di cottura in un bicchiere.
Ripulite grossolanamente la padella (o cambiatela) e scottatevi con un cucchiaio d'olio extravergine di oliva il pescespada tagliato a pezzetti. Aggiungete un mezzo bicchiere d'acqua, il prezzemolo ed un pizzico di sale fino. Bastano cinque minuti per perdere il rosa caratteristico del pesce crudo. Toglieteli dalla padella e conservateli in un contenitore. Il liquido rimasto aggiungetelo a quello delle cozze e delle vongole.
In una seconda padella dorate in poco olio il pollo tagliato a pezzetti, con un pizzico di sale fino. Riponete il pollo su un piatto.
Tagliate a rondelle il chorizo e mettetelo via. La salsiccia, invece fatela a pezzettini irregolari con le mani, rimuovendo la sacca esterna. Scottatela un istante nella padella in cui avete cotto il pollo, con pochissimo olio. Conservate in una ciotola.
Ripulite ancora la padella e scottatevi i crostacei (io ho usato le mazzancolle) per cinque minuti con pochissimo olio extravergine di oliva. Da scuri diverranno del loro bel colore arancio, toglietele dalla padella, tagliate antenne e filamenti e riponeteli su un piatto.
In un misurino ponete il liquido residuo della cottura dei mitili e del pesce, allungatelo sino ad un litro e mezzo con il brodo rimasto della sbollentatura delle verdure, ancora caldissimo.
In un bicchiere aggiungete ad un po' dell'acqua calda della pentola, gli stimmi di zafferano e girateli un po' per colorare l'acqua.
Accendete il forno e regolatelo a 180 gradi con la ventilazione forzata. Preparate una larga casseruola bassa in rame stagnato o in rame con l'acciaio all'interno o l'apposita teglia o tegame per la paella. Deve essere più grande possibile, ovviamente non troppo da non entrare nel forno. Ponetevi i pomodorini, fateli cuocere sul fornello per cinque minuti con un pizzico di sale, un cucchiaio di olio extravergine di oliva ed uno d'acqua. Spegnete, aggiungete i peperoni, le cozze, le vongole, il pescespada, il pollo, la salsiccia, il chorizo, i piselli, i fagiolini.
Ripulite bene la padella usata per la preparazione del pesce e dei mitili o prendetene un'altra, sempre d'alluminio, scaldatela bene, versatevi un cucchiaio d'olio extravergine di oliva ed ungete leggermente tutta la superficie. Buttatevi il riso dopo averlo sciacquato sino a non vedere più il bianco dell'amido. Tostatelo sino a quando non risulta bollente al dorso della mano. Aggiungete il vino bianco e fatelo ridurre.
Spostate il riso dalla padella alla casseruola, aggiungete il bicchiere d'acqua con lo zafferano, il brodo. Girate bene e se il brodo non copre il riso, aggiungetene altro, portate velocemente a bollore e mettete nel forno già caldo per 20 minuti, con un coperchio o con una stagnola.
Al termine, controllate la cottura. Se il riso è pronto e c'è ancora liquido (ma non dovrebbe), togliete il coperchio e lasciate ancora cinque minuti (ma non di più). Se invece il riso è troppo al dente per i vostri gusti, aggiungete un bicchiere di brodo caldo dalla solita pentola delle verdure e fate cuocere cinque minuti sui fornelli in modo da controllare più facilmente l'andamento. In generale, però, se il riso è quello giusto, se il forno è ben regolato e se tutto era ben caldo, 180 gradi per 20 minuti dovrebbero bastare.
Servite subito, curando che ogni piatto abbia una cozza con le valve ed aggiungendo una mazzancolla (che è l'unica cosa che non si cuoce con il resto). Completate con una mezza ruota di arancia e con poco prezzemolo tritato.
Qualche consiglio dal cuoco
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Il segreto di una buona paella è la cottura separata di tutti gli ingredienti. Facile, quindi, ma armatevi di pazienza.
Con i tempi che vi ho dato per il riso, è impossibile che diventi scotto, tranquilli. Semmai, dati i volumi, può restare troppo al dente. Poco male, completate la cottura al volo sul fornello, aggiungendo pochissima acqua caldissima, solo se serve ed un po' alla volta, sino a che non arrivi al punto giusto per i vostri gusti. Cosa fondamentale, non giratelo assolutamente o se lo fate, fatelo con grande delicatezza e solo una volta.
La cosa più importante per una grande paella è l'amore per la cucina e per i propri cari. Prendetevi tutto il tempo che vi serve e preparate ogni cosa con calma, senza fretta. Se vi mettete all'opera 3 ore prima (salvo le cozze e le vongole, che saranno state messe nell'acqua un po' prima), avrete tempo per chiacchierare e bere un goccio di Prosecco intanto che cucinate. La paella non viene mai bene, quando si ha fretta.
Per la paella, le padelle a saltare in alluminio, la casseruola in rame o l'apposita teglia in ferro sono fondamentali. Si tratta di cotture delicate in cui la precisione del controllo della temperatura e la perfetta distribuzione su tutta la superficie, sono importantissime.
Ho ultimamente notato che alcuni preferiscono una quantità maggiore di riso rispetto al resto. Se volete, aggiungete 500 grammi di riso e 750 ml di brodo.
Tag: | paella valenciana | sangria party |
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Elenco degli articoli che citano questo:
» L'importanza della mise en place su maisazi.com - emozioni in cucina
domani usero' questa ricetta per il pranzo domenicale ,
domani sera vi farò sapere se ho fatto una buona paella...
Bene Linuccia, resto in attesa e nel frattempo ti auguro buona Domenica.
A proposito... benvenuta su questo blog :)
Mi sembra una ricetta buonissima anche se un po' lunga da preparare. Sono appena appena rientrata da Barcellona in suo onore spero di preparare un piatto almeno simile al vero. Vi far0' sapere ciao
Ciao Marcella, hai ragione, per far la paella ci vuole un po' di pazienza. Nel nostro corso insegniamo che la paella si fa solo alle persone care, perché serve molto amore :)
domani facciamo la paellata di pasqua con questa ricetta! :)
Bene, estrelitta, buon divertimento. Per inciso, l'altro giorno abbiamo usato la vostra teglia per fare la pizza. Abbiamo impastato per un'ora! Roberta (mia figlia, 9 anni) si è divertita un mondo.
NON METTO DI CERTO IN DISCUSSIONE LA BONTA'DI QUESTO PIATTO,
CHE PERO' NON CENTRA NULLA CON LA PAELLA VALENCIANA , FATTA CON SOLA CARNE( POLLO CONIGLIO E COSTINE DI MAIALE) E VERDURE ( TACCOLE PEPERONI E FAGIOLI) POMODORO AGLIO ZAFFERANO E NATURALMENTE RISO
Ciao Stefano, benvenuto sul blog. Per quanto riguarda la ricetta, come puoi leggere in apertura, noi stessi diciamo che si tratta di una nostra proposta, non esistendo una ricetta ufficiale della paella valenciana. Ogni valenciano dice che la sua è quella originale, anche sul fatto che debba essere di sola carne, pesce o mista non c'è accordo.
E io ne prenderò spunto per cucinare il 7 Dicembre 2010, alla serata paella del Ristorante Rapsodia di Fagnano Olona.
:-))
Si, ma cmq sia, la valenciana è SENZA pesce, quella che hai descritto è la mixta. Saluti
In questa settimana spero di prepararla .Saluti ione
Buon divertimento, Ione :)
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