
Da noi il Santo Patrono si festeggia il 14 Maggio e sono i Santi Vittore e Corona. La tradizione vuole che al mattino alle 5,30 si parta dal Duomo della città per salire alla Basilica Santuario dei Santi in processione. Poi la Messa e quindi, all’ora di pranzo, tutti su per la “Rocchetta”, la piccola rocca che affianca la chiesa, per fare picnic.
Giorni prima, come da tradizione, gli uomini di Vellai vanno a falciare l’erba per preparare il piccolo colle ad ospitare i pellegrini. Canti, risa, giochi di bambini accompagnano il tempo, mescolandosi al suono gioioso delle campane che quel giorno si sbizzarriscono a festa!
Gli anni passano, la gente sul colle cambia, alcuni se ne sono andati, altri di nuovi sono arrivati, ma la storia resta, resta il piacere di mangiare “l’osacol” (cioè l'ossocollo, fatto apposta per San Vittore) col pane fresco e vino buono, seduti sul plaid che si usa per l’occasione.
Ognuno porta qualcosa, chi il pollo, chi il formaggio, chi i salumi, chi il vino, chi il dolce. Si mangia, si beve, si parla, ci si ritrova… e si apprezzano le piccole cose che la vita ogni giorno ci regala.
Ingredienti:
Procedimento:
Accendere il forno a 180° e mentre si scalda, amalgamare con le fruste l’uovo con il latte, il sale, l’olio, l’essenza, la vanillina, quindi aggiungere lo zucchero e la farina setacciata e mescolare bene: ne deve risultare una pastella molto morbida, non liquida, ma quasi.
Preparare uno stampo da muffins con i relativi pirottini di carta inseriti e riempirli del composto per ¾ della loro capacità e spolverizzare con granella di zucchero; a piacere si possono inserire gocce di cioccolato, una fragola fresca, frutti i bosco o qualsiasi altra frutta o composta. Mettere nel forno caldo per 22 minuti e lasciarli dorare.
A cottura ultimata spegnere il forno e lasciarli con la porta aperta per altri 5 minuti, poi raffreddarli togliendoli dalla pirofila.
Abbinamento:
Ho scoperto quel giorno un vinello rosso senza pretese.
Senza pretese nel senso che fatto in casa da alcuni agricoltori amici, che hanno mischiato le loro uve, traendone un nettare che dolce non è, ma che ne ha le caratteristiche.
Dicevo che è rosso, rosso rubino, ma lo abbiamo bevuto fresco, accompagnandolo con pane, pollo freddo, formaggi e salumi. Andava giù che era un piacere. Quel giorno avevamo solo quel vino, quindi col dolce non lo abbiamo cambiato, sempre il nostro rosso rubino, che con i Muffins di Chiara si è subito inteso a meraviglia!
Tag: | dolci morbidi | muffins | vino rosso leggero |
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Gioi, come si chiamano questi dolcetti nella tradizione locale?
Ciao Francesco,
i dolcetti sono proprio i muffin classici, non sono un dolce popolare nostro.... ma sono tanto buoni e facili da fare! :D
Ah, grazie :)
gnam gnam..sembrano proprio buoni questi dolcetti!!!!
complimenti per le tue ricette!
stupisci ancora, con un'altra delle tue delizie.. :))))
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