Continuo
la miniserie iniziata con l'articolo Breve
panoramica introduttiva al sale, illustrandovi stavolta i risultati
della prova del sale rosa dell'Himalaya.
Vi ho già descritto il sale dell'Himalaya nel post Mai più senza il sale dell'Himalaya e continuamente lo impieghiamo nelle nostre ricette, quindi evito qui di ripetere il tutto. Vi ricordo solo che si tratta di un sale minerale e che il colore rosa è dato dalla presenza di composti ferrosi (e non solo). Un sale bellissimo, con un gusto particolarissimo, particolarmente indicato per la carne.
Nell'articolo
Il
sale rosso delle Hawaii, in cui descrivevo le caratteristiche del
sale marino di queste bellissime isole, ho già spiegato le motivazioni
per cui ho deciso di provare il sale con una mela Renetta, una mozzarella
ed i pomodori. Non sto a ripetermi, si tratta della base di questa e
delle successive prove.
Se invece volete vedere come ho impiegato il sale dell'Himalaya, basta che nel box di ricerca sul blog, in basso a destra, digitiate sale himalaya.
Faccio
una premessa, stavolta il sale l'ho provato nella versione macinata.
Nella foto d'apertura lo vedete in cristalli, in realtà io lo
macino in varie dimensioni secondo l'uso che devo farne. In alcuni casi,
addirittura, lo pesto in un mortaio, per averlo irregolare.
Mozzarella - Il sale dell'Himalaya non copre, non si diffonde, si avverte in superficie, il sapore è poco uniforme. In bocca, quindi, si ha una sensazione di salato non omogenea. Può piacere o no, dipende dai gusti. Forse sulla mozzarella lo vorrei più fine, comunque non sta male.
Pomodoro - Grazie al fatto che non è salato come il sale comune, lascia maggior spazio al pomodoro, che resta vivo nella sua componente acida. Tale acidità, ovviamente, lascia meno spazio al gusto particolare del sale stesso. In sostanza, perfetto se il pomodoro vi piace, volete salarlo, ma non troppo, senza cambiarne il gusto. Non usatelo in cristalli, perché l'umido del pomodoro li scioglierebbe in breve, perdendo l'effetto estetico.
Mela Renetta - Il sale causa un contrasto che risulta quasi
frizzante in bocca, forse a causa del limone di cui la mela è
stata bagnata per evitare l'ossidazione. Il gusto della Renetta sembra
quasi completato da questo sale, guadagnando sicuramente. Aumentando
la presenza di sale, cresce questa sensazione. Delle tre prove è
quella il cui risultato m'è piaciuto di più. Assolutamente
da provare ![]()
Concludo con un'osservazione. Avendo assaggiato parecchi sali, provenienti da tutto il mondo, posso dire che il sale dell'Himalaya è quello più versatile, sempre di bella figura, mai fuori posto. Non ne esce mai perdente. Forse l'unico caso in cui ne eviterei l'uso è nell'acqua bollente e solo per il costo, non certo perché sia inadatto.
Non può assolutamente mancare nella cucina di un cuoco o di un appassionato dei fornelli.

Tag: | sale dell'Himalaya | sale rosa |
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E' vero, è molto particolare e io lo uso parecchio, non toglie il sapore alle cose come di norma succede con gli altri sali, è come tornare alle origini...:D
Poi fa una gran figura nel macina sale in tavola =))
L'ho provato qualche sera fa su una focaccia al rosmarino, ammetto di averla ordinata soprattutto per la curiosità di provare questo sale in cristalli, e, oltre ad una sensazione di salato delicato poco omogeneo (che mi è piaciuta molto) il primo pensiero è stato proprio come sarebbe stato sulla carne, magari alla brace. Lo proverò...
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