Come vi avevamo anticipato in Vinitaly 2008 e poi a cena da Albino Armani, tutto
il giovedì 3 aprile 2008 lo abbiamo passato al Vinitaly, ma non
assaggiando vini, come potreste pensare.
Ce ne siamo stati a bighellonare tra gli stand, principalmente chiacchierando con i produttori e osservando i visitatori. Volevamo cogliere gli umori, sentire le considerazioni, toccare l'ambiente.
Io personalmente ho "annusato" molti vini, ma messo in bocca solo alcuni passiti e bevuto nulla. Con alcuni produttori ci siamo accordati per l'invio post-Vinitaly di una bottiglia, con l'idea di degustarla con calma e nel contesto delle nostre attività di cucina.
Uniche
eccezioni sono state queste due bottiglie, il Frascati 2007 Luna Mater
di Fontana Candida ed uno stupendo 5 Stelle Sfursat di Nino Negri, su
presentazione di Roberta Speronello dell'Ufficio Relazioni Esterne di
Gruppo Italiano Vini.
Perché? Perché ad una buona conoscente che ti presenta
un vino non si dice mai di no. L'abbiamo bevuto, badate, non degustato.
Anche a lei abbiamo chiesto un paio di bottiglie per una degustazione
tranquilla.
E sul Vinitaly? Che dire?
Abbiamo visto molti scambi. C'erano molte persone in giro, operatori veri, tanto per cambiare. Molti produttori avevano il blocco per gli ordini in mano e scrivevano. Gli incontri ai vari tavolini sembravano interessati e reali. Certo non mancavano i soliti bevitori per tradizione, ma il livello di interesse sembrava alto e reale.
Molta gentilezza, questo va detto, da parte dei produttori. Siamo stati
sempre ben accolti, anche se volutamente non esponevamo il cartellino
degli addetti stampa (anzi, siamo entrati volutamente con un invito
di un amico, per non registrarci come stampa). Abbiamo colto l'occasione
per discutere con molti enologi e titolari di piccole aziende agricole
(ma non solo). Lo scambio è stato utilissimo 
Alcuni produttori ci hanno chiesto feedback disinteressati che con tatto
in alcuni casi abbiamo anche dato, seppur parzialmente negativo.
Sul vino?
Eravamo andati con l'idea di trovare vini bianchi fermi con buona estensione
al naso, ma onestamente siamo rimasti un po' delusi. Abbiamo girato
e sentito (cioè annusato) tutto il Trentino, l'Alto Adige
ed il Friuli, buona parte del Veneto, la Sicilia (per altri motivi),
trovando vini di buona qualità, ma troppo, troppo, simili tra
loro. Tutte produzioni del 2007, imbottigliate prima del tempo, persino
a detta degli stessi produttori. Simpatico uno che ci ha testualmente
detto - "Sono stato ammalato dieci giorni, quindi l'ho imbottigliato
ieri. Così il vino è stato graziato, che altrimenti lo
avrei imbottigliato dieci giorni prima."
Tutti vini che non ci davano motivo per ricordarli, seppur buoni. Abbiamo
deciso, quindi, di cambiare metodo. Arrivando in stand chiedevamo se
fossero disponibili vini di annate precedenti al 2007. La risposta era
sempre la stessa... finiti o lasciati a casa. Abbiamo avuto modo di
sentir ben poco.
Questa, secondo me, è una cosa che alla lunga potrà creare qualche problema. Vero è che se il mercato vuole il nuovo, gli va dato il nuovo, ma se ciò implica un abbassamento della qualità, prima o poi la cosa si pagherà.
Sotto questo aspetto il Vinitaly cade male. Pochi mesi più avanti sarebbe stato un bel guadagno per molte bottiglie. Ok, non si può avere tutto!
Tag: | Vinitaly 2008 |
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Elenco degli articoli che citano questo:
» Dopo-Vinitaly da Albino Armani su maisazi.com - emozioni in cucinabhe... normalmente il produttore porta l'annata in corso in quanto ci si spetta di aver degustato l'annata precedente l'anno prima.
Molte enoteche/rappresentanti voglio assaggiare l'annata in corso per poter valutare il vino. Che poi invece sia stato imbottigliato quando non è stato valutato NON pronto è un'altro paio di maniche.
Per i bianchi credo che saresti rimasto IMPRESSIONATO dal VALCANZIRIA di Gulfi (Sicilia). Strepitosooooooo. Molto, molto territoriale. E' a base Chardonnay, ma è praticamente impossibile riconoscerlo. Classico esempio di quanto si possa lavorare bene con il territorio.
Ciao Angelo
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