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Acquisto on-line su Olio Carli

scritto da fradefra

Continuiamo con gli acquisti previsti dal progetto Maisazi Compra e stavolta tocca ad Olio Carli, sito di commercio elettronico dell'omonima e famosa azienda olearia.

Alla decisione di questa prova ci siamo arrivati perché ad un convegno organizzato da IPSOA sulla multicanalità, era presente uno dei Direttori di Olio Carli, che aveva presentato la struttura con la quale affrontavano l'evasione off-line ed on-line degli ordini, ovviamente relativi all'olio extravergine di oliva. Non ricordo, onestamente, il nome della persona, ma ci aveva incuriosito il fatto che avesse detto che si sentivano un po' indietro rispetto al panorama on-line.

Con copertina75 ci siamo anche chiesti se un grande marchio come Olio Carli, con una struttura consolidata nella gestione degli ordini off-line, con mezzi propri per il trasporto, ecc. potesse avere un vantaggio competitivo sull'on-line.

Questa prova, quindi, l'abbiamo pensata più sull'organizzazione che sul sito in sé, anche se l'e-commerce di un grande marchio off-line era un ulteriore stimolo.

Divertente il fatto che a differenza da quanto affermato da Olio Carli, in realtà il sito sia messo meglio di tanti altri e-commerce rigorosamente dot.com

Ovviamente come al solito, i nostri commenti non sono relativi alla qualità e prezzo dei prodotti, ma ai fenomeni e processi osservati.

Direi di iniziare.

Al di là dei gusti, il sito di Olio Carli mostra uno studio e questo è estremamente positivo. Il sito è indubbiamente migliorabile, ma è evidente lo sforzo dell'azienda nel produrre qualcosa di originale e di funzionale (anche se non condividiamo tutte le scelte). Il nostro primo impatto, quindi, è stato positivo.

Il sito manifesta alcune difficoltà di navigazione. Probabilmente semplice da navigare per utenti esperti, lo è sicuramente meno per chi non ha grande dimestichezza con Internet. Ad esempio, le informazioni relative al pagamento, alla spedizione, alle consegne, non siamo riusciti a trovarle. In realtà poi alla fine le abbiamo scovate, ma erano veramente nascoste (in fondo ad una tendina che mai ti verrebbe da aprire).

Ottima la scelta d'aver messo sulla scheda la possibilità di vedere la contro-etichetta e gli eventuali premi, oltre alla classica foto. Buona anche l'idea di un carrello e delle successive pagine transazionali pulite e senza fronzoli. Della serie, non disturbiamo chi sta pagando. Anche la scelta di mettere in-line sulle loro pagine i dati della carta di credito, vista la notorietà del brand, non toglie fiducia e facilita la navigazione.

Partita IVA e codice fiscale non obbligatori, registrazione opzionale, spedizioni gratuite sopra ad una certa cifra, sono ulteriori fattori positivi.

Per contro, c'è un po' di confusione sulla form dei dati anagrafici, alcuni aspetti non sono chiarissimi e qualche punto dolente lo abbiamo avuto nell'evasione.

L'acquisto è stato fatto giorno 10. Il 18 ci arriva un documento contabile, ma non la merce. Forse off-line ciò è normale, ma on-line è alquanto negativo. Inoltre, il documento dice che la merce è stata spedita il 16, in realtà giorno 21 un'operatrice dice che sarebbe stata spedita in quei giorni. In effetti, arriva il 23.

Va detto che off-line tale tempo di evasione sarebbe normalissimo, ma on-line non è così. Si tratta di ben 13 giorni dall'ordine e senza che vi sia stato alcun problema. Sembra il normale iter di evasione. Questa è forse la cosa più grave di tutte. Per inciso, s'era pagato con la carta di credito.

 

Conclusione

Devo dire, però, che nonostante questi piccoli problemi, abbiamo avuto la sensazione di un progetto che potrebbe decollare alla grande. Olio Carli ha sicuramente i mezzi per uno studio della user experience e la capacità di riorganizzare i propri reparti con una divisione specializzata all'on-line. Queste due cose gli consentirebbero ulteriori miglioramenti ed il brand importante che ha completerebbe l'opera.

Da tenere sott'occhio, in sostanza. Vado a scrivere ad Olio Carli, per vedere se hanno voglia di mettere un loro commento.

Maisazi Compra prosegue lo studio con la collaborazione di Everywine.biz, Clicca e Gusta, GBianchi e Compagnia delle Puglie. Vi ricordiamo che i risultati della ricerca saranno presentati il 16 ottobre 2008 a Milano.

A presto.

Commenti

Il fatto che non venga richiesto il codice fiscale, salvo che non ci siano motivi che non conosciamo e che consentono all'azienda di farlo, non è positivo a mio avviso.

Partendo dal presupposto che Carli è un'azienda conosciuta e quindi che il fatturato on line sarà "importante", sia in termini di volumi economici che di numero di documenti emessi, non vedo come possono gestire questa mancata richiesta.

Non credo facciano lo scontrino, questo Francesco puoi confermarlo ? Non credo abbiamo scelto di pagare l'eventuale multa ( sono probabilmente troppe le vendite per poterselo permettere ), e allora ?

Scritto da:  Dell'Orto Fabio   | 29.04.08 10:37
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Onestamente, Fabio, non so. Noi abbiamo comprato con la Partita IVA per avere la fattura.

Scritto da:  fradefra   | 29.04.08 13:16
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Fabio, ho appena fatto una prova e ti confermo che se non ci si registra, non è chiesto il codice fiscale.

Va fatta una considerazione. Per il consumatore questa è una cosa positiva. Tu la vedi negativa perché ti poni dal lato del venditore, ma dall'altra parte della barricata è assolutamente positiva.

Scritto da:  fradefra   | 29.04.08 13:23
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Che non si richieda il codice fiscale, non vuol dire che NON siano in regola. Basta annotare le vendite nel registro dei corrispettivi.

La normativa prevede che a fronte di un acquisto ONLINE ci sia da parte dell'azienda la possbilità di non emettere nulla, salvo una sorta di ricevuta, non valida ai fini fiscali, e che la vendita venga annota nell'apposito registro giornalmente.

Ciao Angelo

Scritto da:  angelo di vino   | 29.04.08 19:06
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Per quanto riguarda Nonno Mario sul sito anch'io ho preferito non chiedere il C.F. per i motivi considerati da Fra, non mi occupo nè della logistica e tanto meno dell'amministrazione dell'azienda, ma credo che con uno scontrino fiscale si sia completamente in regola, o sbaglio?

Scritto da:  Daniele Gagliardi   | 02.05.08 18:03
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Per quanto riguarda, invece, il nostro e-commerce, abbiamo optato per richiedere il Codice Fiscale. Gli inserimenti non andati a buon fine causa CF sono pochissimi.

Scritto da:  Opera Magé - Prodotti Tipici   | 02.05.08 18:45
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Sarebbe interessante capire cosa farà Olio Carli nel suo prossimo sito.

Scritto da:  fradefra   | 03.05.08 07:02
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Come detto da Angelo e Daniele, la vendita può esser fatta anche per corrispettivi (sarebbe lo scontrino o relativo registro cartaceo se non si possiede una cassa). In questo caso non c'è l'obbligo di richiedere il codice fiscale all'utente.
Alcuni merchant inseriscono lo scontrino direttamente nel pacco.

Per Opera Magé: come fate a sapere quanti sono gli utenti che non acquistano perchè è richiesto l'inserimento del CF nello specifico? Avete qualche feedback in merito? Curiositùà e dato che potrebbe tornare utile. ;)

Scritto da:  Roberto Fumarola   | 05.05.08 14:04
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Roberto, un primo sistema consiste nell'attivare un "imbuto" coi sistemi di Web Analytics in corrispondenza della richiesta di codice fiscale (quando fattibile, in relazione al software impiegato). Si chiama abandonment rates.

Scritto da:  fradefra   | 06.05.08 07:15
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Detta alla brutta...
Se un utente scatena un errore nella compilazione del form, per esempio non compilando il CF o compilandolo "male", si salva questo dato e si monitorizza poi se quell'utente procede con l'ordine o abbandona. Scusate la non chiarezza... vado di corsa...

Scritto da:  Prodotti tipici - Opera Magé   | 06.05.08 11:10
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e gli utenti che vedono la richiesa del CF e decidono di non compilarlo nemmeno il forum?

una soluzione potrebbe essere quella di configurare gli strumenti di Analytics, anche se nemmeno in questo caso si saprebbe con precisione se ciò che ha fatto abbandonare la pagina sia stato il CF o qualsiasi altra richiesta come ad es. il numero di telefono...

Scritto da:  Daniele Gagliardi   | 11.05.08 01:53
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Infatti, Daniele, sono d'accordo con te. Con gli strumenti di Web Analytics l'unica sarebbe chiedere un campo alla volta, cosa impossibile per ovvie ragioni di "nervosismo" provocato.

L'osservazione diretta dell'utente, invece, ti consente di capire perché poi, quando abbandona, puoi chiedere a lui perché. Ovviamente così non si ricava l'incidenza, però si assoda il fenomeno.

Noi sappiamo per certo che avviene, perché lo riscontriamo. Ovviamente non possiamo dire quante volte avvenga.

Però... un sito che fa tre o quattro ordini al giorno (come tanti siti di ecommerce italiano), se ne perde anche solo uno, ha un degrado del 30%, 40%

Comunque, fosse anche solo il 5% (corrispondente ad un ordine perso 20, sarebbe enorme.

Scritto da:  fradefra   | 11.05.08 08:32
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