Se
pensavate che il sale potesse essere solo bianco o al limite rosa, beh,
questo è di sicuro effetto. Si tratta del sale rosso delle
Hawaii , particolare sia per il colore sia per la sua origine.
Nel post Il sale, l'oro bianco dei secoli scorsi, vi avevo detto che avremmo iniziato questa serie sul sale, però ho voluto cominciare proprio con un sale che bianco non è. Nell'articolo Breve panoramica introduttiva al sale lo vedete presentao assieme agli altri di cui scriveremo nelle prossime settimane.
Oltre che in varie ricette, abbiamo voluto provare ogni sale in tre condizioni che ne evidenziassero alcuni aspetti. Ho scelto di salare un pomodoro, una fetta di Mozzarella di Bufala ed un pezzo di mela. Il pomodoro è sicuramente un uso classico del sale, in Italia ed ha una leggera acidità e parte liquida. La mozzarella, difficile campo di misura per il suo sapore leggermente dolce evidenzia bene le differenze sia di cristallizzazione, sia di sapore. La mela è un test un po' strano, ovviamente, ma l'ho voluto perché la leggera effervescenza che si forma sulla sua superficie è particolarissima.
Sulla mozzarella il sale rosso delle Hawaii non si scioglie, non diffondendosi oltre la superficie. I cristalli si sentono sotto i denti, con un leggero fastidio. La mozzarella risulta salata solo a tratti ed in modo non omogeneo. Direi che questo non è il suo uso migliore.Vorrei provarlo dopo averlo macinato.
Sul pomodoro i cristalli si sciolgono parzialmente salando in modo più regolare, anche se non come vorremmo. Ovviamente si perde un po' l'effetto estetico. In sostanza, gli stessi problemi riscontrati con la mozzarella, anche se in modo meno accentuato. Direi che è il risultato migliore di questa batteria di prove.
Sulla mela Renetta il sale hawaiiano non si scioglie proprio, dando un contrasto eccessivo e salando in modo non gradevole, secondo me.
Va
detto che questo sale, ricevuto alla conferenza stampa di presentazione
del SaltExpò, è in cristalli e quindi il suo impiego in
queste condizioni non è dei più favorevoli. I cristalli,
comunque, sono piccoli ma ben avvertibili, a tratti con leggero fastidio.
Meglio non abusarne.
La salinità è leggermente inferiore a quella del sale normale, ma in generale mi regolerei come per quest'ultimo, in termini di quantità.
Non usatelo per salare l'acqua della pasta, non captereste alcuna differenza
. Meglio, invece,
a crudo sugli alimenti.
Vi
anticipo la foto di una ricetta in cui, invece, l'ho usato con ottimi
risultati. Si tratta di un controfiletto con arancia e cornetti. Qui
il sale rosso ha fatto egregiamente il suo dovere.
Concludo riservandomi ulteriori prove appena mi arrivano alcuni macinini che sto aspettando. Penso, infatti, che i risultati migliori si possano avere usandolo nella sua versione più fine.

Tag: | sale marino | sale rosso delle Hawaii |
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