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Finito il secondo corso di degustazione del vino

scritto da copertina75

E' giunto al termine anche il secondo corso di degustazione del vino organizzato da Enotime che io e fradefra abbiamo frequentato a Padova. Il tempo passa e fra pochissimo staremo tutti festeggiando Natale, mi sembra ieri di essere tornata dalle vacanze estive! Tra progetti, lavoro, divertimento e tanti viaggi per l'Italia il tempo sembra proprio volare. L'importante è cogliere un momento di gioia o di serenità in ogni giorno.

Tanti vini, un paio di lezioni perse, gli utili consigli di Fabrizio Penna, le storie appassionate e le esperienze dei produttori che ogni giorno sono in cantina accanto ai loro vini e la voglia di imparare e sperimentare sempre ben presente in me e fradefra. Direi un buon consuntivo anche per quest'anno!

Nelle ultime lezioni ho potuto assaggiare e apprezzare due vini bianchi che mi hanno colpito. Il primo è la Falanghina dei Campi Flegrei DOC 2006 della Cantina Grotta al Sole. Il produttore era l'ospite della serata e ci ha raccontato del suo vino, ma soprattutto del territorio dei Campi Flegrei così particolare. Lo ascoltavo veramente assorbita, devo dire che mi ha affascinato ancor prima di assaggiare il suo vino.

La Falanghina dei Campi Flegrei nasce in un terreno vulcanico davvero particolare, difatti i terreni derivano dal succedersi di continue eruzioni vulcaniche e adagiandosi su un complesso di crateri spenti, sono ricchi di tufi, ceneri e lapilli che conferiscono alle uve e ai vini sapori e aromi del tutto originali. La Falanghina, oggi come in passato, viene coltivata con il sistema alla putuelana, il quale prevede che le viti siano sostenute da un palo, detto in latino phalanx, da cui deriverebbe appunto il nome Falanghina.

Il vino che abbiamo assaggiato mi è piaciuto molto per l'ampiezza olfattiva che va dalle note fruttate di ananas, mela annurca, golden e renetta, pera e poi quelle di fiori come il corbezzolo e la ginestra. In bocca si presenta sapido e la nota acida è abbastanza presente, mentre la nota finale amarognola è data dal terreno vulcanico.

Mi colpisce infine la notevole lunghezza retrogustativa di questo vino che una volta in bocca non vuole andar via e continua ad accompagnare i miei sensi e la mia mente.

Nella stessa serata abbiamo degustato in anteprima il Collio Bianco DOC Zuani Zuani 2006 dell'azienda omonima Zuani. Il vino nasce da ben 4 uve differenti: Tocai friulano, Chardonnay, Sauvignon e Pinot grigio ripartite in modo proporzionale. La fermentazione è avvenuta in barrique e il vino è maturato per 9 mesi a contatto con i propri lieviti. Solo dopo è avvenuto l'assemblaggio dei 4 tipi di vino.

Anche questo vino è molto ampio olfattivamente parlando e il legno riesce ad integrarsi molto bene senza sovrastare le note fruttare e floreali ben presenti: pruga goccia d'oro, melone bianco, pera e biancospino. In bocca la struttura si avverte subito e in un attimo lascia spazio anche alla pienezza e alla rotondità di questo vino davvero interessante.

Nell'ultima lezione abbiamo appreso cosa sia l'agricoltura biodinamica e degustato alcuni vini fatti attraverso questo tipo di "filosofia". Sì filosofia, perchè solo chi riesce a sposare ed entrare in un ottica davvero particolare come questa credo che riesca ad apprezzarne la fatica e i risultati.

Innanzitutto la concimazione del terreno in agricoltura biodinamica avviene solo ed esclusivamente attraverso il "cumolo biodinamico": letame da mucche allevate senza antibiotici. Gli agricoltori usano come strumenti di coltivazione i ritmi della natura e dei preparati del tutto naturali come ad esempio il cornoletame e il cornosilice. Ciò che però contraddistingue e rende unico questo tipo di agricoltura è sicuramente il processo di miscelazione e dinamizzazione con acqua tiepida di sorgente, pozzo o piovana che viene sempre fatto prima di distribuire il preparato sul terreno.

I vini da agricoltura biodinamica non sono equilibrati come quelli provenienti da agricoltura tradizionale, ma occorre apprezzarne le differenti aratteristiche, anche se devo dire che io ho fatto davvero fatica ;-). Non sono riuscita ad apprezzarli, probabilmente non ho la conoscenza sufficiente per farlo. Di davvero particolare abbiamo assaggiato il Rkatsiteli Grand Cru Tsarapi 2005. Un vino maturato in anfore dal profumo molto strano che a fradefra è piaciuto molto.

La fine del corso non significa fine delle degustazioni. Andremo avanti con molti altri vini: buoni, particolari, magari con difetti o andati a male o ormai passati, tutto però servirà ad arricchire la nostra conoscenza, infilare sempre più cose nei cassettini della nostra memoria e cosa più importante servirà a divertirci, soli o compagnia non importa, quello che conta è farlo.

Commenti

Bello il fatto che tra me e copertina75, nella lezione sui vini biodinamici, non c'era alcun accordo. Ciò che piaceva a me non piaceva e lei e viceversa :D

Questi vini sono veramente particolari ed ognuno deve trovare la propria dimensione. A me piaceva moltissimo un vino vinificato in anfora, che ho trovato avere una stupenda tipicità. Andrò sicuramente ad assaggiarne degli altri.

Onore a Fabrizio, ancora una volta, per queste esperienze che sa dare ai propri allievi.

Scritto da:  fradefra   | 06.11.07 10:51
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