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Galà del Gusto a Canobbio sul lago Maggiore

scritto da copertina75

Anche quest'anno si terrà la manifestazione enogastronomica Galà del Gusto a Canobbio, sulle rive del Lago Maggiore. L'appuntamento è per il 30 e il 31 luglio prossimi.

L'anno scorso io e fradefra vi avevamo partecipato e ve ne avevamo scritto nel post Una serata al Galà del Gusto di Cannobio, Quest'anno, purtroppo, non credo che riusciremo ad andarci, il periodo corrisponde al nostro trasloco a Vicenza e penso che saremo piuttosto impegnati.

Esorto chi ne avesse voglia a farci un salto, perchè la manifestazione merita. Intanto il paesaggio è veramente incantevole. Si svolge nella piazza di Canobbio che sia affaccia direttamente sul lago e al tramonto è veramente uno spettacolo. Inoltre si possono degustare numerosi vini e specialità enogastronomiche delle zona. Mi viene in mente la torta al cioccolato dell'anno scorso. Meglio non pensarci ;-P

Gabriele Bava, ideatore della manifestazione, lo scorso anno ci diceva che avrebbe voluto, per l'anno successivo, una formula diversa: due giorni consecutivi, invece che separati da una settimana. Bene, siamo felici che sia riuscito nel suo intento e gli facciamo i nostri complimenti. In effetti la gestione e l'organizzazione, in questo modo, sono molto più semplici.

Maggiori informazioni sulla manifestazione le potete trovare direttamente sul sito www.galadelgusto.com.
Creatori e promotori dell'evento sono i proprietari di Casa Bava

Commenti

sono entrato in qs momento nel blog per scrivervi del galà del gusto e mi trovo come prima notizia quella del Galà.
Grazie copertina75, mi spiace che non ci possiamo vedere qs anno. Presenterò l'annata 2005 del nostro vino, che merita veramente.
Spero comunque che in qualche altra occasione ci si possa incontrare.
Buon trasloco e grazie della promozione.
a presto
Gabriele

Scritto da:  gabriele   | 04.07.07 18:59
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Peccato mi sarebbe piaciuto assaggiare la nuova annata. Magari veniamo a fare un giretto sul lago appena potremo.

Scritto da:  copertina75   | 04.07.07 19:12
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GALÀ DEL GUSTO 2007
Anche quest’anno si è tenuta a Cannobio, grazioso paese sul lago Verbano, il tradizionale Galà del Gusto, una manifestazione eno-gastronomica che ci dà la possibilità di assaggiare importanti vini e prodotti tipici alla presenza dei produttori. Organizzata dagli amici Gabriele Bava (enoteca Casa Bava - Cannobio) ed Eros Buratti (La casera – Verbania), la manifestazione si è svolta nelle serate di lunedì 30 e martedì 31 luglio nella pittoresca piazzetta sul lago davanti alla bellissima sede di Casa Bava. Il duro lavoro organizzativo è stato premiato da un gran successo di pubblico sempre più competente.
Sull’entusiasmo che ci ha dato la serata di lunedì, è nostra intenzione dare alcune suggestioni sui vini assaggiati iniziando dal padrone di casa Gabriele Bava che ci propone la sua nuova avventura enologica nel Monferrato; Bava-Lago. Con la vendemmia 2005 si è voluto celebrare la nascita di un assemblaggio barbera (in prevalenza) e cabernet sauvignon, un vino che giudichiamo di grande eleganza e finezza e, come dicono i francesi “gourmand”, cioè molto piacevole. L’ottima struttura è vellutata e ben equilibrata. Di seguito assaggiamo la versione 2004, un vino completamente diverso, poche bottiglie a base di cabernet sauvignon che consideriamo un’esperienza dovuta per raggiungere il livello dell’annata successiva, che rispecchia pienamente la finezza e l’eleganza della famiglia Bava. Complimenti Gabriele.
Di seguito alcuni appunti sugli altri assaggi:
Tenuta Argentiera è l’ultimo progetto del Marchese Piero Antinori. Sessanta ettari di vigne situati a Bolgheri e occupati da uve cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot e syrah, varietà d’origini francesi che, nel bolgherese raggiungono ottimi livelli qualitativi. L’azienda, sotto la sapiente guida di Stephane Derenancour, propone tre vini due Bolgheri rosso e un Bolgheri Superiore. In quest’occasione abbiamo l’opportunità di degustare i vini di punta, l’Argentiera 2004 e Villa Donoratico 2004, entrambi un assemblaggio dei due cabernets e di merlot in percentuali diverse. Evidenziano una struttura elegante con tannini vellutati e, grazie a una bella freschezza, ottima bevibilità. Frutto di un’accurata selezione l’Argentiera spicca per maggiore struttura ed equilibrio. Al raggiungimento dell’ideale equilibrio, le vigne, piantate nel 1999, saranno in grado di generare un vino di qualità assoluta.
Marco Parusso, riconosciuto produttore di Manforte d’Alba ci propone, in grandi formati, il suo Bussia 2003 frutto dell’unione di tre diversi crus del comune. Marco, con il tradizionale entusiasmo, riassume la sua filosofia di questo vino: finezza, equilibrio, bevibilità e digeribilità, caratteristiche perfettamente riscontrabili nel suo Barolo. Si evidenzia per un ottimo frutto e l’uso sapiente del legno, un vino capace si di durare nel tempo ma già godibile al momento.
Vicino a Marco troviamo Ermanno Accornero conosciuto esponente delle terre del Monferrato. Gran conoscitore del barbera, vitigno tradizionale del suo territorio, ci propone Bricco Battista vendemmia 2004, vino che ci offre un frutto denso e maturo, note di petali di rosa accompagnati da sfumature di cioccolata e fini spezie. Al gusto presenta ottima materia e morbidezza, una struttura tannica importante e fine, il tutto legato da una spiccata freschezza che ne caratterizza il lungo finale fruttato. Complimenti sinceri.
Il nome di Marco Porello lo avevamo incontrato solo sfogliando alcune riviste, la manifestazione ci ha dato la possibilità di conoscere alcuni dei suoi vini. Lavora nella zona di Canale in corrispondenza con la denominazione del Roero, una delle tre più importanti a base di Nebbiolo. La Barbera d’Alba 2006 è basata sulla semplicità, pulizia di frutto e gran bevibilità un vino quotidiano anche in rapporto al suo interessante prezzo (circa 8€). Il Roero Torretta 2005 (non ancora commercializzato) si presenta di colore scarico, ottime complessità e qualità, un vino di personalità che ci ha soddisfatto.
Elio Altare estende il proprio vigneto nella frazione dell’Annunziata, importante zona viticola di La Morra. Le proposte iniziano da un Dolcetto d’Alba 2006 appena imbottigliato caratterizzato da vinosità e fragranza, vino da consumare in tutta la sua freschezza nell’arco di 2-4 anni. L’annata 2006 ha portato nella zona forti grandinate, condizioni climatiche sfavorevoli che hanno portato a una declassazione del prestigioso “cru” Arborina. Il vino assaggiato (non ancora commercializzato) è incluso nella denominazione Langhe Nebbiolo. Malgrado sia frutto di una severa selezione delle migliori uve, presenta una struttura evidentemente inferiore rispetto alle abitudini; queste scelte confermano la serietà dell'azienda. In ogni caso c’è stata concessa l’opportunità di potere comprendere il valore di questo territorio assaggiando l’annata 2003, un vino di gran forza, personalità e potenziale, da dimenticare per vari anni in cantina.
La rivincita del territorio della Valpolicella è l’obiettivo della Tenuta Sant’Antonio, un’azienda famigliare gestita dai quattro fratelli Castagnedi. La tenuta si estende sulle colline di Mezzane di Sotto in località Monti Garbi, dove lavora vigneti ad alta densità tutti allevati con il sistema guyot, allevamento ideale per l’ottenimento di basse rese atte all’ottenimento d’uve d’alta qualità. La vasta gamma elaborata spazia tra tutte le tipologie classiche della Valpolicella e del Soave. Tiziano Castagnedi dapprima ci propone una particolarità della Valpolicella ottenuta con la tecnica del “Ripasso” (vendemmia 2003). Questo vino presenta una differenza rispetto alla versione tradizionale proposta, per la prima volta, dall’azienda Zenato. Nella versione originale le uve macerano durante la fermentazione con le vinacce utilizzate prima per l’Amarone, qui invece il vino resta sulle vinacce solo qualche giorno senza estrazioni, come dice Castagnedi “solo una leggera correzione”. Il vino presenta maggiore equilibrio olfattivo e gustativo, è di buona struttura e complessità. La Bandina 2003 è un piccolo Amarone, una Valpolicella Superiore dove una parte delle uve subiscono un leggero appassimento. Un vino di struttura e personalità, complessità ben bilanciate tra il frutto e l’uso del legno. L’Amarone Campo dei Gigli è il vero gioiello, un cru che si distingue per morbidezza, potenza, eleganza e personalità, mai pesante, dove la grande struttura e la spiccata acidità riescono perfettamente a sostenere il notevole volume alcolico. Il finale è lunghissimo e caratterizzato da gran fruttuosità e da una vena minerale. Entrambi sono segnati dalle condizioni climatiche dell’annata dove ha regnato un gran caldo, infatti le fermentazioni dell’Amarone sono iniziate nel mese di dicembre, invece che nel consueto mese di gennaio. L’entrata in bocca dei vini è marcata da un frutto dolce, ma mai stucchevole come riscontrato in altri Amaroni della stessa annata. Un grande produttore che merita attenzione.
I vini di Angelo Gaja non richiedono di aggettivi, infatti, è celebrato a livello mondiale come uno dei migliori produttori italiani in assoluto. La cantina originale fu fondata già nel 1859 a Barbaresco, proprietà, che si sono poi estese in Toscana nell’ultimo decennio (Montalcino e Castagneto Carducci). L’occasione ci porta ad assaggiare il Barbaresco 2004 e il Conteisa 2001. Il primo rappresenta l’assemblaggio d’uve provenienti da 14 vigneti situati nell’omonimo comune. È un vino di gran classe, forza ed eleganza, morbido, con tannini vellutati ed un’equilibrata freschezza; un vino già godibile in questo periodo, ma capace di durare vari decenni. Conteisa è un temine dialettale piemontese che indica la contesa che ebbe luogo tra i comuni di La Morra e Barolo per il possesso dell’area di Cererquio, zona di provenienza delle uve nebbiolo (92%) e barbera destinate a questo vino. Si presenta denso e pieno con ricordi di prugna e mora; al gusto ha gran vigore e, rispetto al precedente, una maggiore ruvidezza dei tannini, un vino d’ottima struttura da dimenticare vari anni in cantina prima del raggiungimento dell’ideale equilibrio.
A rappresentare il Canton Ticino è toccato ad una delle più prestigiose cantine, la Vinattieri Ticinesi. Sono rappresentati i tre diversi livelli di Merlot del Ticino: Roncaia 2005, Ligornetto 2004 ed il prestigioso Vinattieri 2004. Il Roncaia è uno delle prime espressioni della vendemmia 2005 che saranno presentate ufficialmente nel prossimo mese di settembre. Un vino di media struttura che in ogni caso presenta una buona piacevolezza. Il Ligornetto 2004 esprime una maggior struttura e densità, i tannini sono di buona fattura e accompagnati da una piacevole freschezza. Un vino godibile e di buona personalità. Il Vinattieri rappresenta da vari anni l’élite dei vini ticinesi. Un merlot di pregevole struttura e finezza capace di sostenere un invecchiamento di alcuni decenni. Un vino che non ha niente da invidiare ai migliori qui assaggiati.
Prima di terminare questa piacevole serata ci soffermiamo a degustare grappe dell’Antica Distilleria di Altavilla nel Monferrato dove, dal 1846, si producono ottimi distillati. La Grappa di Barbera Riserva 1992 è ottenuta da vinacce di barbera d’Asti e del Monferrato, corposa e robusta è invecchiata in botti di rovere, si abbina con sigari toscani e a cioccolata fondente. Grappa di Ruché Riserva 1994 è ottenuta dalla distillazione di vinacce dell’autoctono ruché è invecchiata in grandi botti di rovere Slavonia. Grappa di Malvasia Riserva 1996, da vinacce di malvasia di Catorzo, morbida dal gusto fruttato, è invecchiata in fusti di ciliegio. La degustazione termina con la Grappa Luigi II, un distillato di notevole spessore e complessità, frutto della distillazione di vinacce di barbera e nebbiolo con un invecchiamento in tre diversi tipi di rovere (francese, ungherese e americano). Un’interessante esperienza.

Scritto da:  nonsolodivino   | 04.08.07 12:56
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Grazie del completissimo report :-)
Purtroppo noi quest'anno eravamo impegnati e non siamo riusciti ad andare. Appuntamento alla prossima edizione o ad un prossimo evento che Gabriele dovesse organizzare.

Scritto da:  fradefra   | 05.08.07 23:38
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