Cronaca semiseria del primo giorno del corso di fotografia enogastronomica, visto dalla parte degli indisciplinati allievi, macchina fotografica alla mano e piatto con l'arrosto sul tavolo.
Intanto, se vi state chiedendo cosa sia un corso di fotografia enogastronomica,
vabbè, vuol dire che siete proprio tonti. Chiamasi corso di fotografia
enogastronomica quel corso pensato per fotografare mangiando e bevendo,
usando la bottiglia di Champagne come filtro verde, la candela come
flash e la tovaglia da tavola come piano di lavoro. Capito? 
Insomma, sto parlando del corso che vi ho anticipato nel post Maisazi a scuola di fotografia.
Perché cronaca semiseria? Beh, se ancora non l'avete capito, non siete solo tonti, ma anche peggio...
Inizio, insomma ![]()
Ho imparato tantissime cose, grazie a Gianluca, e la prima è
che il diaframma non è un anticoncezionale, come
ho sempre pensato
Non mi è chiaro, però, perché diaframmare
significhi ridurre il buco (oddio, buco?) e non ci sia qualcosa per
indicare l'allargamento...
Fico,
però, questo gergo.
Per voi che un corso non l'avete ancora seguito, diaframmando si chiude
il buco, cioè si allarga il campo a fuoco. Solo che non m'è
chiara la relazione tra la fotografia e l'agricoltura, dato che i campi
non si arano così, e poi i campi mica vogliamo incendiarli...
Boh ![]()
Poi abbiamo il tempo di esposizione al sole, che se ho capito bene brucia la pelle se stai troppo alla luce. Però mica c'avevo bisogno di un corso per saperlo, me lo diceva sempre anche mia nonna... vabbè.
Poi c'è il flash, che serve, ma che se non lo usi è
meglio, ma a volte lo devi usare per forza, ma anche lì sarebbe
meglio non usarlo. Che se sdiaframmi molto (questo termine l'ho
appena inventato io, come contrario del diaframmare) e alzi la sensibilità
(nelle baracchette che ce l'hanno) ed aumenti il tempo di presa della
luce (sì, insomma, l'esposizione), allora forse la foto ti viene
lo stesso, magari un po' mossa, se sei vecchio e decrepito e ti tremano
le ossa 
Poi c'è il cavalletto, che io ho sempre pensato si chiamasse
cavalluccio e avevo idea che stesse nel mare, boh. Invece non avevo
capito nulla. Il cavalletto, invece, è quello su cui si poggia
il quadro, intanto che lo fotografi, chiaro no? 
Altra cosa, abbiamo fatto tutto manualmente, senza robot che
facessero al posto nostro, senza calcolatori che impostassero tutto,
senza quegli automatismi che, diciamoci la verità, ti fanno la
foto e tu che gusto hai? Almeno così puoi sbagliare in santa
pace per un migliaio di volte, prima di vedere la prima foto decente

Per fortuna che esistono i programmi di fotoritocco 
... a parte che m'han detto che ci vogliono due lauree e tre corsi per
imparare ad usarli, quei programmi, che si fa prima ad imparare a fare
le foto ![]()
Alla prossima ![]()
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Elenco degli articoli che citano questo:
» Ultimo giorno corso di fotografia su maisazi.com - emozioni in cucinaBuon giorno, ho scoperto il vostro blog e mi sembra davvero interessante.
Volevo chiedere se fosse possibile inserire il link del mio sito.
Sto iniziando una nuova attività di organizzazione di piccoli o grandi (perchè no?) eventi privati e aziendali e ovviamente "sfrutterò" (he he he) le vostre risorse (ricette, come orgaizzare, abbinamento vini... ecc) come la bibbia!
Ma se potessi scrivervi anche per far conoscere un po' la mia attività non nascondo mi farebbe piacere!
Intanto vi ringrazio per tutto ciò che offrite e vi faccio i complimenti!
Si può parlarne :-)
Ti ho inviato una email.
Benvenuta sul blog :-)
Sto piangendo dalle risate :D
Meno male che non avete provato il banco ottico, la stampa con ingranditore, sviluppo/arresto/fissaggio o altri strani processi ancora più intrisi di tecnicismi :)
E' indetto un concorso di fotografia "SCATTOLEGGOMANGIO" nell'ambito della rassegna enogastronomica "De GustiBooks" che si terrà a Firenze dal 25 al 28 Ottobre.
Se siete interessati contattatemi al mio indirizzo di posta elettronica sandrinomiranda@libero.it è sarò lieto di farvi pervenire un comunicato con tutte le informazione circa il concorso.
Ciao
Alessandro
Grazie delle notizia, Alessandro e benvenuto.
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Creatività nella presentazione dei piatti del 10 maggio ad Orgiano (VI).
Non si tratta solo di un fatto estetico. La digestione, ad esempio, inizia già con la salivazione. La stimolazione visiva, quindi, è fondamentale. Un bel piatto, inoltre, predispone il buonumore dei bambini, facilita il ricordo del ristorante, ecc.