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Le prove della casseruola conica Atlantis

scritto da fradefra

Dal giorno in cui vi ho presentato La casseruola conica Atlantis sono passati molti mesi nei quali ho provato questo stupendo strumento in tutti i contesti per cui è stata ideata e forse anche qualcuno in più.

Vi dico subito che mi sono trovato tra le mani un prodotto eccezionale per forma, materiali e finitura della lavorazione. Vi assicuro che maneggiarla è un'emozione. Complimenti ai suoi progettisti che in Demeyere hanno lavorato benissimo.

Anche se per i francesi la sauteuse sarebbe una casseruola a saltare, qui forse proprio il salto è l'unica cosa in cui ho individuato un limite. Trattandosi di un multistrato con l'acciaio tra i componenti, il suo peso non è proprio banale. Diciamo che si pone tra alluminio ed acciaio. Sicuramente non il massimo per saltare il cibo in cottura. Invece, grazie ai suoi alti bordi ed alla leggera curvatura da cui appunto il nome di conica, credo che il suo miglior utilizzo sia come casseruola a mantecare.

Qualche nota a carattere generale vorrei farla subito. Il manico s'è rivelato comodissimo nella presa, soprattutto quando si vuol scodellare le salsine. Le dimensioni disponibili sono 20, 22 e 24 cm. Scegliete la misura migliore a seconda dell'uso che pensate di fare dello strumento. Se pensate principalmente alle salse delicate, conviene la misura più piccola. Se la volete per il risotto, meglio quella più grande, che per inciso è quella che ho io.

Per le sorgenti di calore, potete scegliere i fornelli a gas, le piastre elettriche o ceramiche, l'induzione, gli infrarossi ed il forno. La versatilità è il suo forte. Il colore argenteo gli deriva dal rivestimento in Silvinox®, un materiale che aumenta la durata della lucentezza e ne consente il lavaggio in lavastoviglie (anche se io non lo faccio mai). La casseruola ha la garanzia di assenza totale di nichel e cromo.

Nella foto la vedete impiegata per la preparazione del pollo cotto nel mosto al cioccolato di Inari. La cottura era perfetta, anche se il colore è rimasto un po' pallido. Ciò non è dovuto alla casseruola, però, ma alla mia scelta di cuocere sui fornelli invece che nel forno, nel qual caso, comunque, sarebbe stato preferibile usare una rostiera. Il mio è stato più che altro un esperimento per verificare se il fondo della casseruola consentiva cotture con pochi grassi e devo dire che in questo ed in altre prove non ho mai avuto problemi.

Nella foto vedete quella che possiamo considerare il test più strong, la cottura del polpo senza liquidi. Alcuni vecchi conoscenti pugliesi mi hanno insegnato a cuocere il polpo senza alcun liquido salvo un mezzo cucchiaio d'acqua. Per farlo ho usato un coperchio comprato separatamente (quello che vedete non è il suo originale) che ho voluto in vetro per verificare come procedesse la cottura.

La prova è alquanto impegnativa perché è importante una buona conducibilità termica per non bruciare il polpo negli angoli e usare il fuoco al minimo. Questa cottura, inoltre, sporca molto la casseruola e la cosa mi interessava per verificare se lo strumento fosse semplice da pulire.

Devo dire che il 7-Ply®, un multistrato con doppia anima in alluminio, s'è comportato perfettamente, lasciando il polpo ben cotto e senza alcuna attaccatura. La pulizia è stata semplicissima. Un po' di aceto fatto scaldare per pochi minuti hanno riportato la casseruola al suo splendore.

Naturalmente non potevo non provare la casseruola nel suo uso più classico, da risottiera. Per far ciò ho preparato un risotto all'alloro, scegliendo un Carnaroli. Tutti gli appassionati di cucina sanno che il risotto necessità di uno strumento di cottura perfetto ed io, solitamente, uso una casseruola in rame stagnato. Ancor più che nella preparazione precedente, anche in questa serve una conducibilità termica alta, in modo da controllare perfettamente la temperatura ed evitare attaccature del riso e danneggiamenti del chicco.

Grazie al multistrato 7-Ply®, il risotto è perfettamente riuscito e grazie al suo bordo alto, la casseruola s'è rivelata perfetta per mantecare.

Dato che tutta la linea Atlantis è pensata da Demeyere anche in funzione delle sue caratteristiche estetiche, ho portato la sauteuse al Maisazi Food Event, dove l'ho impiegata per preparare la salsa alla panna fresca ed erbette.

Questo test è uno dei più importanti perché questo strumento nasce anche per la preparazione di salse delicate, quindi la prova non si poteva saltare. Beh, la salsa l'ho impiegata in abbinamento ad un filetto di branzino affumicato ed il risultato m'è parso ottimo. Anche gli ospiti dell'evento mi sono sembrati più che soddisfatti.

Nella foto mi vedete all'opera, nella cucina di Altopalato, proprio mentre giro la salsa. Anche qui le operazioni di pulizia sono state semplicissime.

A conclusione, uno strumento perfetto, questa casseruola, che può da sola fare il mestiere di vario pentolame giustificando così il suo costo leggermente alto, ma in linea con le sue caratteristiche hitech, da appassionati della cucina creativa.

Commenti

questa casseruola io l'ho presa in mano al Maisazi Food Event, è mi è piaciuta subito, perchè di peso consistente ma non eccessivo, per l'ottima impugnatura, e non per utlima l'estetica roiginale ed elegante. La vorrei avere!

Scritto da:  Francesca   | 20.06.07 12:16
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