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Un week-end sulle colline marchigiane

scritto da fradefra

"Vi ho trovato un posto stupendo dove dormire" - mi dice Vanny e dato che volevamo mangiare il pesce, pensando di fermarci in qualche hotel sul mare, aggiunge - "guarda che in alcuni posti il pesce è freschissimo ed ottimamente cucinato anche in collina. Fidati."

Copertina75 ed io eravamo andati a Pesaro per alcuni accordi che avevamo da discutere con Vanny e Francesco, titolari di una piccola web agency. Ci saremmo fermati tutto il week-end, quindi avevamo chiesto di trovarci una sistemazione un po' carina.

Adesso ho un dubbio. Posso tentare di descrivervi quello che abbiamo trovato o pubblicarvi un centinaio di foto maldestramente (come al solito) scattate da me. In ogni caso, comunque, sarà difficile descrivervi la struttura.

Siamo ad una mezz'oretta d'auto da Pesaro, sulle colline che circondano Fano. Arriviamo in serata e non riesco a frenare la tentazione di fare qualche foto. Non siate troppo severi, sapete che mi occupo di marketing enogastronomici, non di fotografia

Il Symposium - Ristorante quattro stagioni, così si chiama il ristorante con camere, ci appare subito nella sua bellezza. In cima al cocuzzolo della collina, ha grandi spazi che con le tante luci rendono magica l'atmosfera circostante. Le ampie vetrate delle sale ed i lampioncini esterni formano un castello magico che ti avvolge e ti invoglia a restar fuori a chiacchierare. Infatti di foto ne faccio moltissime e prima di entrare una buona mezz'ora è già trascorsa.

Io e copertina75 ci guardiamo facendo già qualche programma. Quasi quasi mi spiace di non aver portato il costume (a parte che per come sono fatto io, non mi lascerei fermare da ciò), poi ovviamente il venticello leggero, ma comunque invernale, ci convince a desistere dalla pazza idea di buttarci nella piscina. Magari mia madre, svizzera ed abituata ai mari del nord, lo farebbe.
Già da marzo, invece, si potrebbe sicuramente godersi l'aperitivo serale in una delle numerose terrazze, alcune delle quali pergolate, con la bella vista di questo scorcio di colline marchigiane.

Entriamo e Vanny ci presenta Lucio Pompili, chef patron della struttura e artefice di questo progetto che dal 1985 sta trasformando piano piano questa parte di collina in un'oasi di relax e che alle 7 camere attuali e ristorante, presto vedrà aggiungersi altre venti camere, un centro fitness e quattro Bed & Breakfast.

Lucio è una persona estremamente attenta ai particolari (ha lavorato per molti anni in Svizzera e questo la dice lunga) e cura ogni dettaglio come se fosse il più importante. Ma procediamo con ordine.
Ci ritroviamo in salotto con Vanny e Francesco e qui chiediamo a Lucio se ci consente un giro negli spazi normalmente riservati delle cucine e delle cantine.

Gentilmente ci accompagna lui stesso, fornendoci una miriade di informazioni su tutto quello che vediamo. Il momento centrale è ovviamente quello nella cantina dei vini, dove abbiamo modo di verificare il grande patrimonio costituito da moltissime bottiglie di grandi case ed annate, sia italiane sia francesi. Trovo praticamente tutti i più importanti vini. Inutile che stia a farvi la lista, ci vorrebbe un intero elenco telefonico.

Nel salotto, invece, troviamo una bellissima collezione di Armagnac, un impianto HI-FI di design, un caminetto dal sapore antico ed una vetrina umidificatrice contenente una buona selezione di sigari. Il locale è strutturato in modo da consentire il fumo, infatti, senza disturbare gli ospiti che mangiano nelle altre sale. Posso anticiparvi che tenterò di convincere Lucio ad organizzare una serata a base di sigari e rum (a proposito, ho bevuto un ottimo Zacapa di 23 anni) quanto prima.

Ora di cena, ci spostiamo in sala. Lucio ci propone un menu degustazione delle principali portate del ristorante, accompagnato da quattro vini delle Marche. L'antipasto è formato da quattro belle presentazioni: un'ostrica fredda, un uovo cotto a bassa temperatura, una capasanta ed un cucchiaio di camparino. Ecco, qui ho l'unico piccolissimo appunto. Il bicchiere con l'ostrica, vista l'altezza, avrei preferito averlo al vertice alto a destra del quadrato di fronte a me. Un bicchiere alto vicino a me, quando altre terrine sono basse, mi lascia un senso di disordine.

Si passa al primo. Stavolta abbiamo quattro piattini che attirano già dalla presentazione. Il tartufo nero la fa da padrone, assieme a due varianti di pasta all'amatriciana. Lucio ci spiega che molti piatti nascono da sperimentazioni delle cucine del Symposium. Lui butta giù l'idea, i cuochi la sviluppano, viene proposta ai clienti per qualche settimana e se piace resta nel menu, diversamente non è più proposta.

Il secondo è un tris di selvaggina presentato su un unico piatto. Due anatre ed un tordo serviti con riduzioni, erbe profumate, arancia. La carne è cotta al punto giusto, il selvatico giustamente presente, ma senza eccedere, le riduzioni accompagnano senza coprire. Per l'estetica, la foto si commenta da sé.

Per dessert abbiamo due giri. Il primo è quello che Lucio chiama "dolce salato", lo vedete a sinistra, poi il dolce vero, a destra. Cioccolato in varie forme ed un gelato al basilico sono le parti principali. Avreste dovuto vedere la faccia di copertina75

Una piccola delusione, invece, è stata per lei il constatare che vari dolci erano a base di banana, che non mangia mai.

Degustare un vino a tavola mi piace poco, quindi ne abbiamo goduto il profumo, senza prendere appunti. Devo dirvi la verità, non so neppure il nome completo. Posso dirvi che questi vini marchigiani ci sono piaciuti tutti. Ognuno con le sue caratteristiche, mi ricordo particolarmente del Sangiovese Colli Pesaresi DOC Insieme 2003. Ciliegie mature, vaniglia, chiodo di garofano, fragola e l'immancabile magnolia dell'uva vinificata in purezza. Vino ancora in evoluzione, acido, di media persistenza, di corpo e complessivamente armonico ed equilibrato. Un vino che presto o tardi vorrei assaggiare con più calma.
Allo stesso modo, si ricorda il profumo del Rosso Conero, inizialmente selvaggio, che si è stemprato lentamente nel bicchiere giungendo dopo una mezz'ora ad un buon equilibrio olfattivo e gustativo. Un vino di carattere, anche questo da riassaggiare alla prima occasione.

Con un bicchiere di rum Zacapa Centenario invecchiato 23 anni, ci trasferiamo nel salottino a far due chiacchiere davanti al camino. Resisto alla tentazione di fumarmi un Partagas, dato che a copertina75 l'odore del fumo non piace. Ci raccontiamo qualche aneddoto, poi ci salutiamo.

La mattina ci alziamo con la vista che vedete. Descrivervi le colline non è semplice. Meglio farvele vedere. Decidiamo di fare una passeggiata nei dintorni per scattare qualche foto qua e là. Il balconcino ci consente di riprendere altre viste di cui vi pubblico alcune cose.

Davanti alla camera abbiamo la piscina, che stavolta vedete in versione diurna, di fianco c'è una terrazza dove speriamo, prima o poi, di riuscire a fare una colazione primaverile o estiva. Questo è un luogo di relax dove tutto contribuisce a far star bene gli ospiti. Non solo l'ottima cucina di Lucio, ma le colline, gli uccellini che al mattino ci hanno tenuto compagnia, la bella luce (che purtroppo in foto non si vede), l'assoluta calma di cui si gode per il fatto di essere a qualche chilometro dai centri abitati.

Intanto che ammiriamo il secondo pergolato attrezzato per aperitivi e colazioni, incontriamo Lucio che ci illustra tutto il progetto su alcuni ingrandimenti di foto scattate dall'alto. Dal 1985 ad oggi e poi la previsione futura. Un'operazione che vuol recuperare le antiche tradizioni agresti, con l'impiego di materiali ed essenze del luogo e l'integrazione coi piani di sviluppo territoriale. Piccole unità di coltivazione diversificate, per restituire alle colline le macchie di colore che le contraddistinguevano quando ogni agricoltore autonomamente decideva cosa produrre sul proprio terreno. Lucio si sofferma su un particolare che mi fa riflettere sulla sua attenzione per tutto. Testualmente: "così avremo fioriture tutto l'anno". Colori e profumi che si alternano in una festa senza fine.

Saliamo per la collina osservando la strada che si sta costruendo con pietra chiara del luogo e che a copertina75 ricorda la sua terra vicentina. Qui tutto è ancora in costruzione, ma si può già capire cosa si otterrà. Persino una cappella con fonte battesimale, per il giusto ritiro di chi vuole un momento di meditazione, è stata prevista dal progetto che la famiglia sta portando avanti da anni.

Due fontane sono già in funzione e conferiscono allegria alla contrada. Alcuni operai stanno lavorando, anche se è domenica, e Lucio fornisce qualche indicazione intanto che noi torniamo verso il ristorante.

Ancora qualche foto, due chiacchiere con Cristina, moglie di Lucio, qualche programma per il futuro, un saluto e si riparte. Ci spiace abbandonare questo luogo, ma purtroppo anche le cose belle prima o poi finiscono. Ci resta la consolazione di una rapida visita a Fano, di cui vi pubblico uno scorcio.

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Il Symposium - Ristorante quattro stagioni - è a Serrungarina (PU), Via Cartoceto 38, il numero di telefono è +39 0721 898320.
Il sito è www.symposium4stagioni.it

Commenti

Dvvero, davvero incantevole!
Allora Fra ci sposiamo lì? ;-)

Scritto da:  copertina75   | 08.03.07 13:45
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E le corriere? Bisognerà trovare qualcuno che ci faccia lo sconto comitiva :-)

Scritto da:  fradefra   | 08.03.07 13:47
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Bellisimo questo posto,mi avete fatto venir voglia di andarci, tanto per me non è lontanissomo (sono abruzzese)! Complimenti acora per questo sito/blog è davvero ricco di informazioni, ricette e posti belli che vale la pena andare a visitare!

Scritto da:  Agriturismo Abruzzo   | 11.12.08 00:25
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Ciao abruzzese, sono contento che i contenuti ti piacciano. Benvenuto sul blog.

Scritto da:  fradefra   | 11.12.08 06:37
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