Vai alla home di maisazi.com, il blog enogastronomico.

La padella a saltare in alluminio di Pardini
scritto da fradefra il 31.01.07

Sapete che ci piace sperimentare e dato che siamo sempre a caccia di nuovi strumenti di cottura, mi sono messo in mente di provare una nuova padella a saltare in alluminio. Sul Web italiano, purtroppo, non si trova molto e le padelle, in particolare, sono quasi sempre con l'antiaderente, che a me piace poco. Dopo qualche ora ho trovato il sito di Pardini S.r.l. L'azienda produce varie linee in alluminio ed io ho scelto quella che vedete in foto

Ho chiamato l'azienda ed il Dott. Massimo Cristofani s'è gentilmente prodigato per farmi avere il modello che vedete in foto. Si tratta di una padella a saltare in alluminio di generose dimensioni. Ha uno spessore di 5 mm che la rende indeformabile. Il manico è di acciaio, per garantire l'isolamento termico. Tre generosi rivetti lo collegano saldamente al corpo.

Lo strumento è essenziale, adatto ad un uso professionale nelle cucine dei ristoranti, ma anche a casa nostra da semplici appassionati.

Veniamo alla prova.
L'abbiamo pretrattarla come si fa abitualmente col pentolame in alluminio. Basta lavarla, asciugarla, scaldarla ed ungerla con pochissimo olio.
Le prove che volevamo fare, in prima battuta, erano sostanzialmente due: il salto e la pulizia.
Come esperimento, abbiamo fatto soffriggere i carciofi sottilissimi del ripieno di alcune crespelle. Vista la dimensione e lo spessore dello strumento, per far saltare il cibo dovete usare entrambe le mani o avere un minimo di forza. Avrei potuto prendere la dimensione leggermente inferiore, che oltre tutto sarebbe stata leggermente più bassa e con 4 mm di spessore. Avrei diminuito discretamente il peso. Ho scelto questa, invece, perché le padelle a saltare le preferisco grandi. Comunque, si riesce a far saltare perfettamente.

Sempre in relazione al salto, la leggera zigrinatura dell'interno non presenta ostacoli. Forse è la curvatura piuttosto ripida, semmai, a rendere necessario un colpo secco. Ad ogni modo, niente è volato in giro ed i fornelli sono rimasti perfettamente puliti. Il che, è un successo.

Il manico, di buona lunghezza, isola perfettamente e si dimostra solido, consentendo un buon controllo nelle operazioni di salto. La larghezza è giusta per la mia mano. La sensazione che ne riporto è corretta.

Passando all'aspetto della pulizia, mi aspettavo che la zigrinatura interna la complicasse un po'. Considerate che al soffritto iniziale è stata aggiunta la besciamella ed il tutto è rimasto lì un paio d'ore. La padella, invece, l'ho perfettamente pulita in cinque minuti cinque, con la spugna ruvida verde. Nessuna paglietta metallica. Perfetto, quindi.

Per ora sospendo, rimandando a prove ancora più dure nei prossimi giorni e ringraziando il Dott. Massimo Cristofani e l'azienda che ci ha concesso la padella per i nostri esperimenti

-------------------------------------
Pardini S.r.l. è in Via Giuseppe Carducci 37 a Lucca. Il numero di telefono è +39 (0583) 583046. Il sito è www.pardini-srl.com

Citazioni (Trackback)

Link da inserire nella lista dei TrackBack, se si cita questo articolo:

http://www.maisazi.com/cgi-bin/mt/mt-_trackk.cgi/540

Elenco degli articoli che citano questo:

» Parliamo delle pentole in alluminio su maisazi.com - emozioni in cucina
L'annuncio di una serie di articoli sugli strumenti di cottura in alluminio, a cominciare da una padella a saltare e proseguendo con casseruole, rostiere, ecc.
[Seguito]

Commenti

Io invece ho fatto delle esperienze meno piacevoli. Forse perché erano vecchie o l'alluminio era di qualità inferiore. Comunque le padelle di alluminio durante il lavaggio hanno lasciato sempre un minimo di resto mettalico nell'acqua residua. Il tale mi ha lasciato quell'impressione di averlo pure nel cibo.
Per la pulizia posso dire solo sia con l'acciao che con l'alluminio il problema di non poter togliere del tutto il "bruciato" si pone con l'eta, cioè con l'aumento dei graffi causa utilizzo esagerato di forchette ecc. che ne creano nel metallo.
Spesso la gente appena ci si accorge dei graffi cerca di usare mezzi più "violenti" per pulire tali graffi creandone ancora di più.Secondo me, i graffi non si possono evitare - con nessun tipo di padella.

Beh, forse dovrei fare un altro tentativo con alluminio.

Scritto da: Matidio | 31.01.07 09:45
---------------------------------------

Matidio, per pulire le pentole in alluminio esiste un prodotto Allumnet di cui parlavo in questo articolo su Come pulire le padelle in alluminio scritto qualche tempo fa.
Ci sono anche alcuni consigli della nonna che vanno altrettanto bene, però. Diciamo che quello è il sistema più semplice.

In relazione alla cessione di metallo da parte dell'alluminio, questa è tra le più basse. La Comunità Europea fissa un limite massimo giornaliero di 60 mg, l'alluminio ne cede 6. Il 10%, quindi. Direi che puoi andare più che tranquillo.

Per quanto riguarda la patina scura, che poi si trova nell'acqua del lavaggio, è ossido di alluminio che si forma con l'umidità, l'aria. Non solo non è tossica, ma addirittura non andrebbe rimossa, dato che protegge la pentola.

Per quanto riguarda l'età, io ho pentole in alluminio da anni. Se sono di buona qualità, sono eterne e la manutenzione resta semplice. Magari sono rigate e bruttine da vedersi, ma tecnicamente perfette e dalle performance al meglio.

Ovviamente, se vuoi portare la pentola a tavola, meglio usare una pentola in rame stagnato o quelli di Demeyere in multistrato. Ne ho scritto nel post La casseruola conica di Demeyere.

Benvenuto sul nostro blog :-)

Scritto da: fradefra | 31.01.07 14:39
---------------------------------------

Ho visto una padella molto simile a casa di Dario, beh devo ammettere che proprio maneggevolissima non è, però con uno strumento del genere è molto più difficile lasciarsi scappare le pietanze durante il salto :)

---------------------------------------

In effetti, alle donne consiglierei una padella con spessore inferiore. Una quattro millimetri, se non addirittura una tre. Con tre millimetri, lo svantaggio è che alla lunga si potrebbe deformare, ma visto il costo, veramente basso, direi che una se ne frega ed ogni paio d'anni la cambia. Almeno si lavora più comodamente, però. Cosa molto più importante.

Usare le padelle giuste per il proprio corpo è fondamentale. Anche in cucina l'ergonomia è fondamentale, soprattutto se ci si sta molto.

Scritto da: fradefra | 05.02.07 06:04
---------------------------------------

Intanto complimenti per il blog: molto carino! Volevo esprimere il mio parere in merito... premetto che anche a me piace molto cucinare e provare strumenti e ricette nuove. Secondo me le pentole e i tegami in alluminio, soprattutto se di qualità (e spessore!), sono molto migliori rispetto alle padelle e pentole delle "classiche" batterie di acciaio. Per carità, l'acciaio è sicuramente super-resistente e super-igienico, ma la Cucina (quella con la C maiuscola) è anche (e soprattutto!) sensazione e sentimento. E poi basta seguire poche e semplici regole per fare dell'alluminio un impareggiabile alleato in cucina.
Io ho una padella Agnelli in rame stagnato che come cottura non ha eguali; poi ho padelle di alluminio (non molto spesso a dire il vero) con le quali mi trovo molto bene. Ora sono chiamato a decidere sul mio futuro culinario... nel senso che a giugno mi sposerò e con la mia dolce metà stiamo approntando la lsita di nozze. Cosa ci facciamo regalare??? Sono molto tentato dalla linea Academy Rame della Lagostina: si tratta di un triplo strato (esterno rame, centro alluminio, interno acciaio) che garantisce ottime prestazioni sfruttando al meglio il meglio di ciascuno dei tre materiali (scusate il gioco di parole). Però costano troppo :-( quindi credo che ripiegheremo sulla line Academy Fiveply sempre a triplo strato (acciaio-alluminio-acciaio). Qualcuno le conosce?
Un saluto e buona cucina a tutti! Giulio

Scritto da: Giulio | 20.02.07 12:03
---------------------------------------

Ciao Giulio, grazie per i tuoi complimenti.
Oltre alle pentole in alluminio e rame stagnato, ne abbiamo alcune in rame trimetallico (quello che citi in tre layer Rame/Alluminio/Acciaio.

Ovviamente rispetto al solo rame stagnato hanno una leggera perdita di performance. Si avvicinano molto all'alluminio, senza raggiungerlo. Di positivo hanno la facilità di manutenzione interna, anche se il rame esterno ogni tanto va pulito con sale ed aceto per togliere la patina di ossido.

Hanno un piccolo difetto, però, come tutte le pentole in acciaio. Puzzano quando le lavi. Chi usa solo l'acciaio non si accorge di questa cosa, finché non prova altri materiali. L'acciaio mentre lo si lava ed asciuga ha un odore che mi infastidisce parecchio. Niente di grave, ovviamente, perché poi da asciutto si riduce notevolmente. Un pochino appena appena resta, però.

Scritto da: fradefra | 20.02.07 12:39
---------------------------------------

Credevo di avere qualche spiegazione più essaustiva circa la pulizia delle pentolame in alluminio. In tal proposito devo dire che mi risulta che la pentole in alluminio non vanno assolutamente pulite con la retina o la spugna verde abrasiva, ma solo lavate con acqua fresca e sapone con una spugnetta morbida. Poi quando si cuoce il sugo di pomodoro , a fine cottura la pentola va lacata subito perche il pomodoro che resyaba lungo nella pentola ra corrode in quanto contiene acidi che attaccano l'alluminio, lasciado nel tempo dei piccoli bichetti neri dove si deposita la sostanz. Questo nel tempo può essere anche canceroso, e quindi la pentola va sostituita. Occhio!

Scritto da: Achille | 25.11.07 18:33
---------------------------------------

Ciao Achille, benvenuto.
Per la pulizia del pentolame in alluminio, abbiamo fatto un apposito articolo.

Per quanto riguarda la pulizia, sono stati proprio i produttori ad insegnarmi ad usare la spugna, lato verde, perché rimuove quel leggerissimo strato di ossido di alluminio, che seppur non nocivo ed addirittura protettivo, a molti non piace esteticamente.

Per quanto riguarda il sugo, non è solo quello a non dover essere lasciato nel recipiente di cottura. Casseruole e padelle non son fatte per conservare, ma per cuocere. Persino quelle di acciaio inox, devono sempre essere svuotate, una volta che la cottura sia finita.

Scritto da: fradefra | 26.11.07 09:39
---------------------------------------
Inserisci un commento

(non verrà visualizzata)



In evidenza

Corso uso degli strumenti di cottura e taglio del 7 giugno ad Orgiano (VI).

Vi insegneremo a scegliere ed usare al meglio il pentolame, in modo da far riuscire tutte le vostre ricette. Inoltre vedremo come impiegare in modo sicuro i coltelli, come sminuzzare, sfilettare il pesce e affilare.