Già
alla fine del 2005 avevamo pensato a questa passeggiata che finalmente
siamo riusciti a fare. All'Ape S.r.l. di Gardin, la signora Lucia Cazzola
ci ha intrattenuto un paio d'ore parlandoci del miele, delle api
e dell'apicoltura. Purtroppo non abbiamo potuto vedere le arnie
(le api sono in letargo), ma ci siamo già accordati per una successiva
visita a giugno.
Iniziamo con un giro nei reparti. La prima cosa che mi colpisce è che il pavimento è tutto bagnato e le pulizie sembrano continue. Lucia mi spiega che l'igiene è fondamentale nel trattamento del miele e che le gocce cadute si rimuovono solo con acqua calda. Questo spiega l'attività continua degli addetti.
Mi
aspetto molte lavorazioni, ma la nostra ospite mi fa presente, invece,
che il miele non subisce molti trattamenti.
A primavera, quando le api si risvegliano dal letargo, negli alveari
vengono introdotte delle basi in cera che servono per guidare la costruzione
di quello che diverrà il deposito di miele. Tale base è
preparata dall'apicoltore per evitare una crescita incontrollata del
fuco, che sarebbe da cui poi l'estrazione del miele sarebbe difficile.
Le api costruiscono le cellette e poi le riempiono di miele, chiudendole
con uno strato di cera. Quando una buona percentuale di celle s'è
riempita, tutta la base viene estratta ed inviata nei laboratori.
In
laboratorio si toglie lo strato di cera che chiude le cellette, si estrae
il miele (smielatura) per centrifugazione e lo si filtra. I processi
avvengono alla temperatura sufficiente a tenerlo liquido, ma senza cuocerlo
(poco più di 40 gradi). Nell'alveare la temperatura è
di 38 gradi, grazie alle termoregolazione delle api stesse.
A questo punto si possono effettuare eventuali miscelazioni (blend)
per garantire al consumatore la costanza del gusto e dei profumi. Il
risultato finale viene conservato in magazzino in serbatoi o tank in
plastica, con le indicazioni necessarie. L'esterno di tutti i contenitori
viene lavato prima di iniziare le lavorazioni, per garantire il massimo
dell'igiene ed eventuali alterazioni del prodotto a causa della temperatura
o, peggio, contaminazioni batteriche.
Quando
è necessario, il miele viene confezionato in barattoli di vetro,
etichettato ed inscatolato. Per legge, su ogni confezione deve essere
indicato se si è usato qualche prodotto estero. Nella foto vedete
un miele semisolidificato. La solidificazione è un processo naturale
spesso non dipendente solo dalla temperatura, ma anche dalla varietà
del prodotto e non pregiudica in alcun modo la qualità dello
stesso.
Una volta acquistato, può essere conservato per moltissimo tempo,
essendo lui stesso un conservante. Lucia, ad ogni modo, consiglia che
sia consumato in tre o quattro anni per apprezzarlo al meglio. È
un errore conservarlo in frigorifero, come fanno molto. In realtà
andrebbe tenuto a temperatura ambiente al buio.
In ufficio, Lucia ci fornisce anche qualche informazione sul prodotto delle api che, per inciso, si spostano con un raggio di 3 chilometri sul territorio alla ricerca di fiori e piante (già, non solo fiori, ma anche foglie). Il concetto di miele biologico, quindi, è piuttosto vago, quindi.
Oltre all'Italia, produttrice delle ottime varietà all'acacia ed al castagno (è l'unica, per quest'ultimo), sono note la Spagna per l'erice, la Neo Zelanda per il pino e l'abete, la Francia, per la lavanda e la mimosa, il Canada per il trifoglio e la ex Jugoslavia per la salvia.
All'acquisto, va considerato che un buon miele deve costare tra i 4,5 e gli 8 euro, non deve essere umido o acido.
Prima di andarcene, non può mancare la classica domanda su quale sia la morte del miele, a cui Lucia risponde con "sulle fette biscottate o nello yogurt".
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L'Ape S.r.l. è in Via G. Matteotti 27 a Barbarano Vicentino,
in provincia di Vicenza. Il numero di telefono è +39 0444 795311.
Ringrazio Lucia Cazzola per le tante informazioni e per il tempo dedicatoci
e Giuseppe Balsamo che ci ha dato modo di incontrarla.
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