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I° convegno nazionale sull’e-commerce

scritto da copertina75

Di ritorno dal I° Convegno Italiano sull’e-commerce organizzato da Aicel sabato scorso, intitolato “L’errore dell’e-commerce”, alcuni spunti e riflessioni.

Mi ha fatto piacere vedere una buona affluenza da parte di molti merchant, come vengono definiti in gergo, cioè i commercianti, che già vendono on-line o si stanno ora affacciando a questo mondo pensando ad un nuovo business.

Mentre tornavo a Milano, il convegno si è svolto a Desenzano, pensavo a come il commercio elettronico in Italia sia ancora agli esordi e quanto ancora si debba fare per far emergere una realtà che in altri paesi europei è già piuttosto consolidata (in Italia l’e-commerce è 1/6 rispetto alla Gran Bretagna).

Il commercio elettronico nel settore enogastronomico deve fare i conti con diversi blocchi psicologici iniziali da parte dei navigatori:


  • i prodotti sono “caldi”, cioè nell’acquisto di essi la componente emotiva e visiva è forte;

  • i prodotti sono materiali e non virtuali e spesso si vorrebbero consumare subito, mentre acquistandoli on-line occorre attendere alcuni giorni (sempre se con il corriere ci va bene :-P);

  • sfiducia nel pagamento con la Carte di Credito (fenomeno fortemente italiano);

  • aspetti culturali e in parte psicologici che portano a diffidare sempre da ciò che non conosciamo bene (anche questo molto italiano come atteggiamento).

A questo punto molti penseranno che iniziare a vendere on-line sia una follia. Ovviamente non è così, ma è sicuramente meglio porsi in modo più cauto rispetto a chi, e ce ne sono stati tanti e ancora vi sono, pensa che iniziare un attività di questo tipo sia una sciocchezza, un giocattolino, pensando per esempio di non avere nessun costo iniziale.

Tralasciando le attività iniziali di analisi e marketing che accomunano i due business, nel commercio on-line vi sono difficoltà in più, soprattutto date dal fatto che l’utente si trova solo davanti al sito senza alcun supporto. Cosa potrà portarlo a comprare o a decidere di non farlo? Nella ricerca che sto conducendo mi sto rendendo conto come siano molte le variabili in gioco e spesso differenti per ogni navigatore ma, sicuramente alcune cose sono fondamentali:


  • Grafica. Rappresenta il primo impatto sul potenziale cliente, come un negozio off-line carino oppure no. Qualche tempo fa ho scelto un parrucchiere perché da fuori mi aveva colpito l’arredamento del locale, mi dava l’idea di un ambiente giovanile e creativo!

  • Usabilità. Non ci si rende conto di quanti potenziali clienti si perdano perché il sito è difficile da navigare!

  • Trasparenza. Nella home page si dovrebbero mettere in evidenza tutte le informazioni che potrebbero non essere chiare al navigatore durante la navigazione. Anche le offerte in home page dovranno essere rispettate nelle successive pagine. Chiarezza anche nelle condizioni di vendita, nelle tipologie di pagamento.

  • Fiducia. Molti navigatori che vorrebbero acquistare on-line, ma poi non lo fanno, spesso si domandano “ora compro e poi se succede qualcosa a chi mi rivolgo?” È fondamentale dare un numero di telefono, non solo la mail o la form, meglio in home oltre che nei contatti, per rassicurare il cliente, almeno da questo punto di vista.

In sostanza di blocchi e reticenze da parte del navigatore ve ne sono molte e probabilmente solo il tempo necessario ad abituarsi ad una nuova tecnologia potrà consolidare questo nuovo business, ma i merchant hanno la possibilità di fare in modo che questo tempo si accorci. Per vendere on-line occorre una visione completa e l’umiltà nell’ascoltare i potenziali clienti che sono lì a un passo, senza essere spesso nemmeno osservati.

Commenti

Ciao Fra!
eccomi qui, dopoquella squisita mangiata alla Briciola :-)...unico sollievo è che la pelle non l'ho ancora persa, il che significa che tutto sommato, il cibo non era velenoso :-)

Ritornando a noi, l'incontro è stato molto interessante, e sopratutto per noi (che ci definiamo gente che bazzica nel settore...) abbiamo avuto modo di vedere e sentire molte altre persone che usano internet per vendere, ma tante volte non sanno nemmeno il come e il perchè di tante cose. Con questo non voglio sminuire nessuno, ma sentire alla tv che l'Italia con le tecnologie è indietro, non da e non darà mai la stessa sensazione di quando lo senti con le tue orecchie. Le note che hai indicato per migliorare le vendite sono esatte, ma credo (e qui parla l'Autoditatta che c'è in me) che a volte è proprio chi è del settore che sbaglia.

Ho sentito la risposta alla domanda di un povero commerciante che chiedeva in caso di restrutturazione del sito il rischio di perdere posizionamento ecc... La risposta è stata tragicamente disperata: ho guardato l'espressione dell'uomo dopo la risposta e era diventato leggermente pallido. Ok: sappiamo tutti che ci possono essere dei cali o dei problemi (in fondo...se a Googlino non piaci...non gli piaci e fine) ma è anche vero che ci sono dei modi conosciuti per evitare del tutto o il più possibile queste cose. Forse sono i così detti "espertissimi" che non danno le informazioni esatte. A vantaggio loro e a scapito prima degli e-commercianti e per amplificazione a tutti gli altri.

Parere Tuo?

Ciao!


MattiaS

Scritto da:  Mattia Soragni   | 29.01.07 17:15
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Ciao Mattia, benvenuto sul blog, so che il parere di fra è sicuramente più autorevole, però visto che l'articolo l'ho scritto io :-P dico la mia. Spero che i commercianti on-line, anche quelli del settore enogastronomico si rimbocchini le maniche,perchè di lavoro da fare ce n'è ancora molto! Devono cominciare a pensare ai poveri utenti e a mettersi nei loro panni e così facendo i risultati per loro e poi anche per tutto il settore si vedranno presto.

Scritto da:  copertina75   | 29.01.07 18:10
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ops..scusa..avevo appena letto un articolo di fra..e mi è rimasto in mente lui...scusami tanto...

comunque, hai ragione. lavorando nel settore, vedo come molti dicono "va bene" solo perchè c'è una grafica bellissimissimissima, ma in allegato ci stanno tante di quelle frittate anche semplici semplici, che un utente, anche di medio livello (il che ritengo la mia esperienza in internet di medio livello) in difficoltà a compilare form o navigare in un sito. e diciamo che io non ho l'ostacolo della paura dei pagamenti on-line, in quanto conosco e so individuare i siti attendibili da quelli non attendibili (diciamo che sono quindi un utente di internet facilitato). ora provo ad immaginare chi oltre a tutte le difficoltà inizia ad avere dubbi sulla sicurezza dei mezzi di pagamento...

secondo me, noi che ce ne capiamo qualcosa, si dovrebbe fare scuola... prima di convincere la gente a pensare che sul nostro sito si è sicuri, dovremmo convincerli che in genereale si è sicuri. bastano poche informazioni messe bene, e la gente, alla fine, saprà ricompensare l'aiuto che abbiamo dato con un bell'acquisto... :-)

Scritto da:  Mattia Soragni   | 29.01.07 18:22
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Ottimo post, concordo su tutto. L'errore più grosso è progettare un sito e pensare che sia contemporaneamente bello e semplice e alle critiche sul processo di vendita rispondere "cavolo ma è a prova di deficente...", ma chi è il deficente? Chi da tutto per scontato o chi non riesce ad acquistare attraverso una procedura complicata.
Mi raccomando aspettiamo nuovi post sull'argomento.

Ciaooo:)

Scritto da:  F@bri   | 29.01.07 21:17
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Io credo che molti errori derivino da un metodo sbagliato nell'impostare il progetto.
Dato che molte aziende vedono come aspetto fondamentale di un sito di commercio elettronico la "nuova tecnologia internet", affidano tutta la conduzione ad un project manager spesso molto tecnico.

La gestione di un tale progetto, invece, dovrebbe essere di una persona a chiare caratteristiche aziendali, con buon background commerciale, marketing e fortemente orientato al cliente.

Molti e-shop, infatti, sono il chiaro risultato della modifica di software standard, fatti da persone che avendo una forte base tecnica ritengono che poi gli utenti debbano procedere allo stesso modo, magari imparando.

Così ci troviamo negozi virtuali con "Enter" o "Invio" per confermare le scelte, pezzi in inglese (come se tutti fossero obbligati a conoscerlo per comprare una marmellata), carrelli e casse (e va bene) con vicino l'about (che è, si mangia?) e tante altre cose simili.

Lasciamo poi perdere quel vizio di molti di non mettere IVA e spese di spedizioni se non alla cassa. Uno deve fare tutto il processo per sapere quanto pagherà. Prima ancora di iniziare ha già smesso. Come se tutti avessero tempo da perdere per far prove.

Chi realizza i siti di commercio elettronico, dato che impiega due minuti a metterne uno nel carrello e confermare alla cassa, non si rende conto che un acquisto ad un utente reale dura almeno 30 minuti.

Scritto da:  fradefra   | 30.01.07 07:59
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Se da una parte l'impostazione del progetto ecommerce oggi come oggi è affrontata in maniera parziale dai soli tecnici, è altrettanto importante evidenziare l'assenza pressochè totale di figure in grado di coordinare e affrontare con professionalità problematiche multidisciplinari all'interno di piccole (e a volte anche grandi) web agency.

I pochi professionisti in grado di offrire quotidianamente consulenza trasferendo le loro competenze al cliente, offrono servizi che raramente sono alla portata del piccolo imprenditore, se non sotto forma di corsi di formazione.

Scritto da:  Daniela Trifone   | 30.01.07 09:32
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Non posso che essere d'accordo con quanto scritto finora e in particolare:

1. la necessità di una attenta progettazione prima di avviare qualsiasi attività - sia commerciale sia privata - ... il titolo del convegno si riferiva proprio alla tendenza al passare subito alle vie di fatto senza far precedere una qualsivoglia fase di analisi

2. l'inadeguatezza del 'consulente medio' che spesso si spaccia in espertone anche su temi che conosce di striscio.

Scritto da:  Barbara Bonaventura   | 30.01.07 16:03
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Benvenuta Barbara.
Eh sì, ne fanno di danni certi consulenti...

Nel campo enogastronomico ne vediamo tante di cose improvvisate. Uno degli obiettivi del prossimo futuro dovrebbe proprio essere quello di fare cultura.

Scritto da:  fradefra   | 30.01.07 17:17
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