Ormai non è più un mistero che a me e fradefra piacciono i vini barricati. La barrique riesce a donare al vino quel profumo di spezie più o meno dolci che personalmente mi fanno amare ancor di più il vino. Fradefra vi aveva dato un assaggio nel post Significato barrique ed ora io vorrei approfondire l’argomento.
La barrique è una botticella di legno da 225 lt (nella zona Champagne è di 205 lt e in quella della Borgogna di 228) e i suoi più importanti produttori al mondo sono i francesi. Le migliori sono prodotte con il solo legno proveniente da quercie di rovere di Limousin, Tronçais, Allier, Never, Vosges in Francia, oppure di Slavonia. Per poter avere più elasticità possibile viene utilizzato solo il legno del tronco di piante che vanno dai 120 ai 240 anni. Inoltre anche l’America è un produttore di barrique, anche se meno pregiate.
Una curiosità storica. Mentre i popoli mediterranei, non disponendo di un territorio ricco di foreste, si specializzarono nella costruzione di anfore dove poter conservare il vino, i popoli continentali avendo come risorsa primaria il legno, realizzarono le prime barrique rudimentali composte da doghe tenute assieme da fasce di legno più fresco ed elastico. Fu solo quando scoprirono la possibilità di poter incurvare il legno attraverso il fuoco diretto che costruirono contenitori maggiormente capienti, di minor ingombro e soprattutto che potessero resistere alla pressione.
I vantaggi erano molti. L’elasticità del legno faceva in modo che il contenitore fosse resistente agli urti, il trasporto veniva migliorato in quanto era possibile far rotolare la botticella e infine, molto importante, il fatto che mentre il vino conservato nei contenitori in terra cotta diventava velocemente difettoso e doveva essere mescolato con spezie o miele per mascherarne i cattivi odori e sapori, quello conservato in legno oltre a non “andare a male”, assumeva degli odori particolari molto apprezzati. Da qui ebbe inizio il concetto di affinamento del vino.
Il processo per ottenere una barrique è piuttosto lungo e laborioso.
In una prima fase si ricavano delle tavole spaccando il legno (non segandolo), che vengono fatte stagionare all'aperto per un periodo variabile tra i 2 e i 4 anni, durante il quale la pioggia, il sole e il vento contribuiscono a portar via i tannini più amari, ad asciugare il legno dall'umidità naturale e ad affinare gusto e aroma al legno.
In una seconda fase le tavole vengono sagomate verso le estremità e incastrate tra loro seguendo un cerchio di metallo. In seguito viene inserito un secondo cerchio più grande e fatto scivolare vicino alla parte centrale.
La fase più critica e decisiva di tutto il processo è sicuramente la tostatura. In questa fase si accende un fuoco con trucioli di quercia e si posiziona la botte aperta sulle fiamme per 10-15 minuti. Il legno sprigiona i suoi aromi e profumi, divenendo inoltre più morbido, di modo che il mastro bottaio, con l'ausilio di un cavo d'acciaio azionato da un verricello, possa unire le altre estremità delle doghe con l’altro cerchio di metallo.
A questo punto, tra le doghe, in entrambe le estremità, si inserisce uno strato sottile di corteccia di canna palustre che, una volta bagnato con il liquido contenuto nella botte, le renderà più forti e impermeabili.
Infine alla barrique viene praticato il foro per la spina e, per verificare che non ci siano perdite, viene riempita di acqua bollente.
Il vino che è maturato nella barrique, in ogni caso, non è ancora pronto. Prima di essere consumato ha bisogno di un ulteriore affinamento di qualche mese in bottiglia.
Non è facile dire quanto sia lunga la vita di una barrique. Ci sono produttori che cambiano la barrique ad ogni annata, chi invece usa la barrique più volte.
C’è chi consiglia di utilizzare la barrique per al massimo 3 anni, chi invece ne prolunga la vita a 5. E’ nei primi 2 anni che avviene la maggior cessione di composti aromatici da cui derivano le note speziate e vanigliate. Negli anni successivi i composti aromatici scompaiono quasi del tutto, mentre si può contare su una buona capacità di ossigenazione.
Ci sarebbero ancora moltissime cose da dire riguardo alla barrique e ai vini che in essa vengono affinati, ma per ora mi fermo qui, dandovi appuntamento alla prossima puntata. 
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ohhhh, così finalmente anche io so cos'è la barrique :-D
ma l' importante è mettere solo il buon vino
nelle barriques
Sì Gigi hai proprio ragione, nelle barrique vanno solo vini buoni. Non come mi sono sentita dire una volta.... dei produttori mettono in barrique un annata non molto buona per correggere un pò i difetti. Che orrore! ;-)
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