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La barrique

scritto da copertina75

Ormai non è più un mistero che a me e fradefra piacciono i vini barricati. La barrique riesce a donare al vino quel profumo di spezie più o meno dolci che personalmente mi fanno amare ancor di più il vino. Fradefra vi aveva dato un assaggio nel post Significato barrique ed ora io vorrei approfondire l’argomento.

La barrique è una botticella di legno da 225 lt (nella zona Champagne è di 205 lt e in quella della Borgogna di 228) e i suoi più importanti produttori al mondo sono i francesi. Le migliori sono prodotte con il solo legno proveniente da quercie di rovere di Limousin, Tronçais, Allier, Never, Vosges in Francia, oppure di Slavonia. Per poter avere più elasticità possibile viene utilizzato solo il legno del tronco di piante che vanno dai 120 ai 240 anni. Inoltre anche l’America è un produttore di barrique, anche se meno pregiate.

Una curiosità storica. Mentre i popoli mediterranei, non disponendo di un territorio ricco di foreste, si specializzarono nella costruzione di anfore dove poter conservare il vino, i popoli continentali avendo come risorsa primaria il legno, realizzarono le prime barrique rudimentali composte da doghe tenute assieme da fasce di legno più fresco ed elastico. Fu solo quando scoprirono la possibilità di poter incurvare il legno attraverso il fuoco diretto che costruirono contenitori maggiormente capienti, di minor ingombro e soprattutto che potessero resistere alla pressione.

I vantaggi erano molti. L’elasticità del legno faceva in modo che il contenitore fosse resistente agli urti, il trasporto veniva migliorato in quanto era possibile far rotolare la botticella e infine, molto importante, il fatto che mentre il vino conservato nei contenitori in terra cotta diventava velocemente difettoso e doveva essere mescolato con spezie o miele per mascherarne i cattivi odori e sapori, quello conservato in legno oltre a non “andare a male”, assumeva degli odori particolari molto apprezzati. Da qui ebbe inizio il concetto di affinamento del vino.

Il processo per ottenere una barrique è piuttosto lungo e laborioso.

In una prima fase si ricavano delle tavole spaccando il legno (non segandolo), che vengono fatte stagionare all'aperto per un periodo variabile tra i 2 e i 4 anni, durante il quale la pioggia, il sole e il vento contribuiscono a portar via i tannini più amari, ad asciugare il legno dall'umidità naturale e ad affinare gusto e aroma al legno.

In una seconda fase le tavole vengono sagomate verso le estremità e incastrate tra loro seguendo un cerchio di metallo. In seguito viene inserito un secondo cerchio più grande e fatto scivolare vicino alla parte centrale.

La fase più critica e decisiva di tutto il processo è sicuramente la tostatura
. In questa fase si accende un fuoco con trucioli di quercia e si posiziona la botte aperta sulle fiamme per 10-15 minuti. Il legno sprigiona i suoi aromi e profumi, divenendo inoltre più morbido, di modo che il mastro bottaio, con l'ausilio di un cavo d'acciaio azionato da un verricello, possa unire le altre estremità delle doghe con l’altro cerchio di metallo.

A questo punto, tra le doghe, in entrambe le estremità, si inserisce uno strato sottile di corteccia di canna palustre che, una volta bagnato con il liquido contenuto nella botte, le renderà più forti e impermeabili.

Infine alla barrique viene praticato il foro per la spina e, per verificare che non ci siano perdite, viene riempita di acqua bollente.

Il vino che è maturato nella barrique, in ogni caso, non è ancora pronto. Prima di essere consumato ha bisogno di un ulteriore affinamento di qualche mese in bottiglia.

Non è facile dire quanto sia lunga la vita di una barrique. Ci sono produttori che cambiano la barrique ad ogni annata, chi invece usa la barrique più volte.
C’è chi consiglia di utilizzare la barrique per al massimo 3 anni, chi invece ne prolunga la vita a 5. E’ nei primi 2 anni che avviene la maggior cessione di composti aromatici da cui derivano le note speziate e vanigliate. Negli anni successivi i composti aromatici scompaiono quasi del tutto, mentre si può contare su una buona capacità di ossigenazione.

Ci sarebbero ancora moltissime cose da dire riguardo alla barrique e ai vini che in essa vengono affinati, ma per ora mi fermo qui, dandovi appuntamento alla prossima puntata.

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Commenti

ohhhh, così finalmente anche io so cos'è la barrique :-D

Scritto da:  fradefra   | 25.01.07 00:13
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ma l' importante è mettere solo il buon vino
nelle barriques

Scritto da:  gigi   | 25.01.07 13:20
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Sì Gigi hai proprio ragione, nelle barrique vanno solo vini buoni. Non come mi sono sentita dire una volta.... dei produttori mettono in barrique un annata non molto buona per correggere un pò i difetti. Che orrore! ;-)

Scritto da:  copertina75   | 25.01.07 15:06
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Copertina: ahimè, purtroppo chi ti ha confessato l'utilizzo di questa triste pratica dice la verità!
Queste cattive abitudini si sono sviluppate, guarda il caso, soprattutto negli USA...Per anni hanno creduto che mettere un vino in barrique bastasse per produrre un vino buono!
La cosa davvero triste è che i fatti hanno dato ragione a questi personaggi, avendo loro avuto grossi riscontri commerciali e, incredibile a dirsi, ma vero, anche l'apprezzamento di tanti "esperti" di settore.
Insomma: negli USA si è creata la moda, i pecoroni l'hanno seguita!
Meno male che i Maestri Francesi e Italiani hanno sapientemente dribblato questi obbrobri e hanno perseverato sulla vecchia e appagante strada del fare il BUON vino!

Tornando all'argomento, ero a conoscenza del fatto che la barrique della Borgogna fosse da 205 litri, non quella Champagne...Però magari ricordo male.

Credo che l'ideale sarebbe utilizzare la barrique non più di due7tre anni, anche se chiaramente la barrique cosiddetta "di primo passaggio" è sempre la soluzione migliore, soprattutto per vini di struttura sopraffina...in genere i produttori di vini più prestigiosi si attengono a questa regola non scritta.

Le barrique "usate" vengono poi spesso impiegate per l'invecchiamento di distillati, siano essi grappe o brandy...Altre volte, semplicemente, vengono rottamate.
Io ho una bordolese che utilizzo come tavolino di servizio nella mia taverna cantinata (o cantina tavernata che dir si voglia!! XD)

grazie per la lezione, comunque, bel lavoro!

Scritto da:  Juri   | 17.02.09 22:33
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Grazie Juri per il tuo contributo.

Putroppo non solo gli americani hanno portato questa brutta moda del vino super barricato, ma anche alcune case vinicole italiane hanno cominciato a pompare i vini per farli piacere al mercato d'oltre Oceano.

Come dici tu la barrique occorrerebbe usarla una volta sola, il problema è il costo. Le aziende tendono ad usarle più volte passandole da vini più pegiati ad altri meno pregiati per ammortizzarne appunto il costo.

A proposito, benvenuto sul blog :)

Scritto da:  copertina75   | 18.02.09 09:13
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produco in conto proprio 7/8 quintali di vino senza tante pretese, mi attizza l'idea di passarlo in barrique, una cantina vicino a me le vende dopo tre anni di uso.
mi consigliate a comprarne una per fare una prova?
e quanto tempo celo dovrei tenere dentro?
un grazie anticipato.
Ginski.

Scritto da:  ginski   | 31.10.09 23:51
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@Ginski
Premetto che non siamo produttori, però io se fossi in te una prima prova la farei con una barrique usata, per non spendere troppo.

Il tempo dipende da molti fattori e dal vino che vuoi ottenere, magari qualche produttore o enologo che ci legge potrà darti qualche informazione in più.

Scritto da:  copertina75   | 02.11.09 09:02
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certo che viene voglia di conoscere tutit i segreti del vino! grazie per avermi spiegato cos'e' labarrique..che alla fine..mi sa hce è la vecchia e cara botte :-)

Scritto da:  astemia di milano   | 10.01.10 13:15
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@astemia di milano
Siamo qui anche per questo ;) benvenuta sul blog :)

Scritto da:  copertina75   | 11.01.10 12:20
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Di recente c'è stata tra amici una discussione sull'opportunità di passare un vino (rosso, di corpo) barricato in decanter prima di servirlo in tavola. C'è chi afferma che il vino barricato non va in decanter, altri invece che proprio questi vini rossi corposi devono ossigenarsi. Chia ha ragione? Grazie di una risposta!
p.s. io bevo poco, ma scelgo con cura quello che bevo!

Scritto da:  fraben   | 13.01.10 14:23
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@fraben
La pratica di ossigenare un vino strutturato in decanter sta piano piano scomparendo perchè così facendo si perde l'evoluzione che il vino ha da appena aperto a nella sua vera essenza, che invece per molti è quello che pi di affascinante ci sia.

Se lo decanti e lo assaggi dopo alcune ore il vino sarà cercamente ottimo, ma ti sarai perso tutti i passaggi e quindi la sua evoluzione che è il modo in cui si apprezza il fatto che il vino sia un alimento vivo, seppur sia rimasto in bottiglia per molti anni, oltre che un arricchimento della conoscenza e dell'esperienza di ognuno.

Provare per credere... la prossima volta che apri una bottiglia di un vino strutturato versalo in grandi bicchieri e cerca di cogliere le differenze al naso e alla bocca della prima ora... non ti pentirai, te lo assicuro :)

Scritto da:  copertina75   | 13.01.10 17:19
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Faccio vino in casa da 40 anni, aiutavo mio padre ed ora viaggio da solo, aglianico del Vulture, se non conoscete un rosso corposo 12-13 gradi. Abbiamo avuto botti in rovere di slavonia, di produzione italiana, per anni, senza mai cambiarle, e comunque i caratteri del legno si sentivano anche dopo 20 anni di uso.
Ho preso da poco una barrique francese dismessa da una cantina, penso che comunque qualcosa del legno anche dopo tre anni si debba sentire, magari il vino lo terrò un pò di tempo in più.

Scritto da:  Piero   | 05.10.10 22:08
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Grazie Piero per la tua testimonianza e benvenuto sul blog :)

Scritto da:  copertina75   | 06.10.10 11:29
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grazie mille ma troppo difficile da leggere è troppo lungoooooooooooooo

Scritto da:  andrea lucchesi   | 09.03.13 09:39
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