Vai alla home di maisazi.com, il blog enogastronomico.

Il Valcalepio Rosso DOC Rosso di Luna 2001, di Monzio Compagnoni

scritto da fradefra

Stavo chiacchierando con Alessandro, gestore del'enoteca La Cantina. L'avevo conosciuto durante una cenetta che avevo fatto nel locale assieme a copertina75. Ve ne avevo scritto in Spuntino all'enoteca La Cantina perché il posto mi era piaciuto e perché oltre locale avevamo apprezzato i quadri di Giuditta, che ormai frequentiamo regolarmente. Del nostro continuo girovagare a caccia di ristoranti e prodotti, questa è una delle cose che ci piace di più. Il fatto che spesso troviamo persone, con le quali nascono rapporti che poi vanno anche oltre all'enogastronomia.

Alessandro mi parlava di un vino interessante e così, senza preamboli, me ne mette in mano una bottiglia. "Prova ad assaggiarlo" - mi dice. Eccomi qui, un assaggio non si rifiuta mai

Iniziamo con le presentazioni. Si tratta di un Valcalepio Rosso DOC Rosso di Luna 2001, dell'Azienda Agricola Monzio Compagnoni. Partiamo male perché onestamente i vini di quella zona non è che mi piacciano molto, di solito. Però, bando ai pregiudizi.

Stappando la bottiglia, mi riprometto di comprare un nuovo cavatappi. Quello che ho è un disastro. Il tappo, comunque, ha un buon odore e senza imperfezioni, anche se il vino sembra essere leggermente risalito. Il vino scende nel bicchiere con aspetto abbastanza consistente. Il colore è rosso granato carico. Di fianco vedete il vino nel calice che Caraiba ci ha fornito per i nostri assaggi e che vi abbiamo descritto in Il bicchiere da degustazione di Spiegelau.

Il profumo è intenso, di ciliegia scura e mirtillo, con un sentore erbaceo in lontananza che fa presagire i tannini. Inoltre sento del cuoio e della liquirizia appena accennata. La frutta è dolce e matura. In movimento il vino cambia, denotando un'evoluzione ancora in atto, cosa che mi sorprende un po', positivamente. Agitando, i frutti neri sono sostituiti da quelli rossi e da profumi floreali. Sparisce il cuoio. Compaiono una nespola ed una mora scura. Lo spettro odoroso, sia a vino fermo sia in movimento, è ampio e generoso.
Con copertina75 si accende una discussione perché lei sente una componente speziata che io percepisco appena. Discutiamo sul fatto che il vino sia o barricato o no, visto che le note speziate ci sono, ma secondo me non sono quelle evidenti di un barricato di un numero significativo di mesi. La cosa è strana perché su questo punto di solito siamo sempre d'accordo. Solo oggi, intanto che vi scrivo, leggo la scheda del vino sul sito di Monzio Compagnoni e chiarisco il mistero. Il vino è effettivamente stato in barrique per la fermentazione malolattica, ma poi è passato in acciaio e affinato in bottiglia. Avevamo ragione entrambi. La barrique c'era, ed aveva ragione copertina75 a sentirla, ma in uno stadio non finale, il che spiega perché la sentissi meno io. Mi piacciono questi confronti, perché si ha modo di crescere. Risolvendo i dubbi, si impara. A volte, indipendentemente dalla qualità percepita, i vini impegnano di più.

In bocca il vino è già al primo contatto sapido per i minerali, appena tanninico, caldo più di quello che i 13 gradi dichiarati non lo farebbero pensare. La ben avvertibile acidità è compensata dall'alcool e dai sali minerali, che ne attenuano l'effetto. Media la persistenza gustativa, concentrata più che altro sulle note amare dei tannini. Il retrogusto nasale sa di frutta rossa, come ciliege e ribes. Medio il corpo e la struttura, equilibrati in rapporto all'alcool ed all'acidità.

Nel complesso, il vino risulta abbastanza armonico, forse solo leggermente più sapido di quel che lo vorremmo.

Questo vino ci ha impegnati alquanto, per le sue molte sfaccettature. Un vino, quando ti impegna, è sempre apprezzabile. Copertina75 ed io amiamo quei vini che ti danno modo di confrontarti. È bello tenersi il bicchiere in mano per un'ora e discutere dei molti aspetti, seguendo l'evoluzione dei profumi e del gusto, dal momento in cui hai versato il primo goccio a quello in cui riponi la bottiglia. A questo proposito, c'è tornato utile il Salva vino di Swissmar, che Gioia della Casa ci ha fornito qualche tempo fa. Nei giorni successivi il vino era perfetto. Una buona indicazione è stata proprio quel leggerissimo sentore speziato che ci aveva fatto discutere, che si è mantenuto sino all'ultimo goccio bevuto, vari giorni dopo. Il compito di un buon salva vino, infatti, è proprio questo. Portare avanti il più possibile non i profumi ben presenti, ma quelli appena percepiti al primo assaggio.

Alessandro, per tornare a te, che dire? Grazie per questa interessantissima bottiglia ed arrivederci a presto .
Per tutti voi che leggete, se abitate nei dintorni di Milano, fate un giro alla Cantina, in via Vannucci 22. Se lo fate, non abbiate timore di presentarvi in modo esplicito e chiedere di Alessandro. Vedrete che le due chiacchiere saranno sicuramente piacevoli. Per quanto mi riguarda, invece, mi sono già prenotato a gennaio un giretto nella sua cantina

Commenti

Tanti auguri, a te e a Mariangela, per un 2007 ricco di saporite sorprese.

Scritto da:  Elisa   | 31.12.06 14:42
---------------------------------------

Grazie, Elisa, anche a te. Ciaoo.

Scritto da:  fradefra   | 01.01.07 13:00
---------------------------------------
Inserisci un commento

(non verrà visualizzata)



Scuola di cucina maisazi
Via Scortegagna 12 - 36045 - Lonigo (VI)
P. IVA IT03441480245

In evidenza

Il Corso per Executive Chef per chi vuol aumentare le probabilità di successo del proprio ristorante, il Percorso Cuoco: 3 giorni al mese distribuiti sull'arco di quasi un anno, il Corso Cuochi Mensile ed il Corso cuochi di 5 giorni, sono i nostri corsi di cucina professionale per chi vuole avvicinarsi alla ristorazione. 9 ore giornaliere per imparare le tecniche di questo lavoro, con una giacca professionale in dotazione.

Nel Calendario dei Corsi di Cucina trovate gli altri corsi per cuochi e serali per appassionati.

Iscriviti alla newsletter
Info sulla newsletter