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Villa Pattono Monferrato DOC 2004

scritto da fradefra

Trovo simpatico che un produttore di vini, ne regali uno di un'altra azienda. M'è successo un paio di settimane fa, quando di ritorno da La Morra, il responsabile di un nostro cliente, produttore e distributore di vini, mi ha portato questa bottiglia, appunto non sua.

Il vino è un Villa Pattono Monferrato DOC 2004, prodotto dall'Azienda Agricola Villa Pattono di Costigliole D'Asti. Stiamo cucinando, copertina75 tira fuori due calici da degustazione. Apriamo la bottiglia.

Il tappo è in buone condizione, senza difetti. Le prime note indicano spezie e liquirizia.
Nel bicchiere, il vino scende fluido, senza produrre bollicine, con rumore appena avvertibile. Mi piacciono i vini pacati.
Il colore è rosso rubino carico, con sfumature violacee.
La prima impressione è positiva. Passiamo al naso.

L'odore è quello vinoso del mosto, una impressione netta, che immediatamente ci fa pensare alla gioventù.
Speziato, mi vengono in mente i chiodi di garofano, presenza di frutti rossi sotto spirito (poi leggerò che il vino ha 14 gradi). Di sottofondo, appena avvertibili, frutti neri e forse ancora quella liquirizia già sentita sul tappo.
Il legno è presente, ma non invadente.
Ruotando il bicchiere le spezie si attenuano ed emergono note floreali. Direi che il vino è chiaramente in evoluzione. Passiamo al gusto.

La gioventù del vino si fa sentire anche in bocca per una certa acidità e per i tannini che, seppur non sgraziati, sono ancora troppo presenti, rendendo il vino meno armonico di quanto potrebbe essere. Il vino è leggermente sapido. La struttura è quella che ci si aspetta da un vino proveniente da La Morra.
Il retrogusto sa di erbe amare, probabilmente per i tannini.
Buona la persistenza.

A conclusione, il vino mi pare una buona promessa, da seguire nel prossimo futuro. Al momento non lo berrei ancora, ma si vedono le possibilità di una buona armonia. Ingentilendosi i tannini per l'effetto di qualche anno, perdendo leggermente il profumo di mosto che per i miei gusti è eccessivo, il vino. Una buona acidità, struttura e tannini costituiscono un buon corredo per la sua evoluzione.

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Maggiori informazioni sull'azienda le trovate sul sito www.renatoratti.com di cui il figlio Pietro Ratti prosegue le attività.

Commenti

Un visitatore di cui ho cancellato il commento per errore, aveva chiesto come si capisse quando un vino è in evoluzione.
Avevo risposto che la cosa è ricavabile dal fatto che a bicchiere in movimento l'odore del vino cambia rispetto a ciò che si sente a bicchiere fermo.

Scritto da:  fradefra   | 11.11.06 18:41
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