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Risotto al garofano

scritto da fradefra

Il secondo esperimento fatto coi fiori commestibili di Ascheri, il risotto al garofano. I petali di garofano hanno un sapore appena dolce, senza effetti astringenti come la rosa. Il fiore ha un leggero e gradevole profumo dolce che direi gli è caratteristico. Per valorizzare questa sensazione di dolcezza espressa sia nell'odore sia nel gusto, ho pensato ad un riso fatto in bianco, senza troppe aggiunte.
Volendo un piatto fine, ho scelto il riso Carnaroli, che ritengo una delle varietà migliori per i risotti delicati. Ho usato, comunque, una varietà che potete facilmente trovare in qualunque supermercato, il Riso Scotti. Nelle prossime settimane, proverò altri risi di cui vi scriverò.

Come per il riso nero alla rosa, ho usato pochi ingredienti, in modo da valutare meglio la base. Voi fate qualche esperimento aggiungendo un vostro tocco personale.

L'Azienda Agricola Ascheri, che mi ha fornito i fiori commestibili usati per le prove, è ad Albenga (SV), in Via del Cristo. Il numero di telefono è +39 0182 53127. Se volete maggiori informazioni, potete navigare il sito www.ascheri.it.

Ingredienti per due persone:

  • Una tazza di riso Carnaroli
  • 10 garofani commestibili
  • Cinque tazze di brodo vegetale
  • Olio extra vergine di oliva
  • Una noce di burro
  • Bicarbonato di sodio per lavare i garofani

Preparate un brodo vegetale secondo le usuali ricette.

Rosolate per pochissimi istanti nell'olio extravergine di oliva il riso. Aggiungete due o tre tazze di brodo, la noce di burro ed i petali di quattro garofani, dopo averli lavati con acqua e bicarbonato. Proseguite la cottura del riso seguendo le istruzioni. Nel mio caso, 18 minuti. Aggiungete poco per volta il brodo, tenendo un leggero bollore.

Disponete il riso nei piatti, aggiungendo due garofani come decorazione (anche questi lavati in acqua e bicarbonato e delicatamente asciugati). Completate spargendo sul piatto i petali dei due fiori rimasti.

Nota del cuoco
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La foto che vedete a sinistra è stata scattata per divertimento da mio figlio Lorenzo, a cui piacciono i contrasti. I due risi, il nero Venere alla rosa con il Carnaroli bianco al garofano.

Il riso l'ho rosolato leggermente con un olio extravergine poco acido e con profumo avvertibile, per allargare leggermente lo spettro odoroso del piatto. Ho usato la produzione 2006 dell' azienda agricola Dimino Luigi di Sciacca, di cui vi ho parlato nel post L'olio extravergine di oliva Dimino Luigi.

Al posto del Carnaroli, potete provare un riso Arborio o un Karnak.

Se aggiungete del Grana Padano, mettetene poco per non coprire il gusto ed il profumo del garofano.

Commenti

Mi è salita l'acquolina in bocca, sicuramente da provare!
Non conoscevo i fiori commestibili, complimenti a Fradefra per le novità che ci propone e per i suoi esperimenti culinari... nonché per averci presentato l'azienda agricola Ascheri, fornitrice dei petali di garofano.

Scritto da:  Calogero   | 15.11.06 02:05
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Grazie Calogero. Questo risotto, secondo me, ha la sua più interessante caratteristica nel fatto di prestarsi bene a successive modifiche da parte di chi lo voglia provare. Infatti più che come una ricetta definitiva, l'ho visto come un punto di partenza per successive sperimentazioni. Quindi spero che possa essere utile come "banco di lavoro".

Scritto da:  fradefra   | 15.11.06 06:42
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