Anche se le bollicine non erano il “piatto forte”, la quinta serata del corso è stata ugualmente spumeggiante. Franco Giocosa, enologo di Zonin e Marco De Bartoli, produttore di Marsala, ci hanno accompagnato insieme a Fabrizio nella degustazione dei vini dolci con grande competenza, passione ed ilarità. È stata la serata in cui mi sono divertita di più in assoluto.
Tra tutti i vini presenti quello che mi è piaciuto di più è stato il Recioto di Gambellara Doc Podere Il Giangio 2002 della Casa Vinicola Zonin. Potrei essere di parte, in quanto è della mia zona, ma credo che chiunque lo assaggi sarebbe d’accordo con me. Il vigneto si trova su colline di origine vulcaniche che, insieme ad un clima particolare, offrono un ambiente ideale per un vitigno antico come la Garganega. I grappoli vengono sistemati in locali adatti per l’appassimento, areati e secchi, per circa 4 mesi. La maturazione avviene in botti di rovere di Allier di 7 ettolitri e prima della commercializzazione si affina in bottiglia per almeno un anno.
Il colore è dorato carico con sfumature ramate. Al naso l’ampiezza olfattiva di questo vino offre molte note diverse. Sicuramente una forte presenza di frutta molto matura, candita e disidratata come albicocca o ananas. Si avvertono anche note di miele di tiglio e di agrumi. Il legno ha donato , senza diventare preponderate, delle note di vaniglia, frutta secca e spezie tipo lo zafferano. A bicchiere in movimento il vino si chiude e perde parte della sua ampiezza olfattiva, facendo capire di essere ancora in evoluzione.
Alla bocca la forte presenza di zucchero non disturba e non diventa stucchevole, l’acidità e la struttura riescono, infatti, a darle equilibrio. Infine vi è una buonissima lunghezza retrogustativa.
Un altro vino che ho trovato molto gradevole è il Salice Salentino Doc Aleatico 2001 dell'azienda vitivinicola Francesco Candido. La maturazione delle uve aleatico avviene in pianta, prima di essere raccolte e pigiadiaraspate, cioè eliminati i raspi con macchinari appositi e pigiate. Il mosto è fermentato in vasche con una macerazione sulle bucce di 6-7 giorni. Quando lo zucchero presente arriva a 80 g/l, la fermentazione viene bloccata e il vino matura per un anno e mezzo in botti di rovere da 5000 litri. L’affinamento in bottiglia, infine, è di circa un anno.
Il colore è un rosso granato con note aranciate. Al naso possiamo avvertire la pulizia e l’eleganza olfattiva di questo vino, che presenta note di frutti rossi maturi e sotto spirito, rosa, china, agrumi come il bergamotto e ciclamino. Il legno non ha disturbato l’equilibrio del vino, ma si inserisce bene donando note di spezie dolci come la cannella. A bicchiere in movimento non si avverte alcun cambiamento, il vino mantiene la sua finezza ed eleganza.
Alla bocca, seppur meno strutturato del Recioto di Gambellara, rimane fine e piacevole, confermando le sensazioni date dal naso. Questo vino l’ho assaggiato con una torta al cioccolato fondente e posso dire che è un connubio veramente azzeccato e molto piacevole.
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Devo dire che il Recioto di Gambellara, in una categoria di vini che ho sempre apprezzato, s'è rivelato uno dei migliori assaggi da quando bevo Recioto. Paragonabile ai grandi vini dolci francesi. Ottimo lavoro, quello di Franco Giacosa.
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Creatività nella presentazione dei piatti del 27 settembre 2008 ad Orgiano (VI).
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