I
cachi (o kaki, in giapponese) sono ricchi di tannino, che conferisce loro quell'effetto astringente al palato che
ad alcuni da fastidio.
Una caratteristica interessante è che maturando il tannino tende ad ammorbidirsi (ben lo sanno gli amanti
del vino) e questo avviene anche se il frutto è stato raccolto. I cachi, infatti, sono un'eccezione alla
regola che vorrebbe che la frutta si mangiasse fresca.
Se li volete dolci, acquistateli ben maturi, controllando che la pelle sia tendente all'arancio intenso o rosso, quasi trasparente. Il frutto, seppur sodo, deve essere leggermente cedevole.
Se li avete acquistati un po' acerbi o ve li hanno regalati, disponeteli su una cassetta o su un cartone, ben distanziati tra loro, con delle mele interposte. Le mele, infatti, maturando liberano acetilene ed etilene, due gas che arricchiscono i cachi di zuccheri. Saranno più dolci, in sostanza. Il posto deve essere caldo, asciutto e se possibile buio.
Per consumarli, il modo più comodo è tagliarli in due e mangiarne la polpa interna con un cucchiaino.
Interessante, in rete, la ricetta della Crostata
di cachi vaniglia.
Tag: | cachi |
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