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La Barbera d'Asti DOC 2003 di Gianluigi Orsini

scritto da fradefra

Di Gianluigi Orsini vi ho già scritto varie volte, dall'epoca in cui ci siamo fatti le prime bevute assieme, al Ristorante Passone a Montevecchia. Una recensione vera e propria dei sui vini, però, ancora non l'avevo fatta. Eccomi qui, quindi, a rimediare, seppure con ritardo.

Si inizia con la sua produzione classica, la Barbera D'Asti DOC 2003, col supporto di copertina75 ed una intervista fatta a Gianluigi, che ci racconterà come produce questo vino che molti ristoranti hanno nella propria carta da molti anni.

Apriamo, dunque.
Il tappo non presenta difetti. Nessun odore. Qualcuno diceva, anni fa, "nessuna nuova, buona nuova", detto che ben si addice ai tappi.
Il colore è rosso rubino vivo, con qualche nota violacea osservata da copertina75.
Al naso rileviamo entrambi frutta nera. Potrebbe trattarsi di mirtilli o ribes. Si fa sentire l'alcool (sono 13,5 gradi) ed in lontananza un profumo floreale indistinto. In movimento, il vino si apre, scompare il leggero odore di erbe amare, date probabilmente dai tannini, aumenta il profumo di fiori, si avvicinano frutti come le more di gelso. Nel complesso, sembra di ravvisare un certo ammorbidimento dell'insieme odoroso, con note appena dolci.
Assaggiando, troviamo che i tannini sono in primo piano, anche se sopportabili. Buono il tenore di acidità, che equilibra in qualche modo l'effetto tannico. La struttura si sente, il corpo è presente. Ritengo che il vino acquisirà in armonia, con un altro anno di affinamento in bottiglia, anche se può già piacere così a chi ama una sorsata più viva e che pulisca.
La persistanza gustativa è buona.

Dovendolo scegliere per una carta dei vini, lo vedrei bene con formaggi stagionati, carni rosse alle brace o alla piastra e grigliate. Non mi stupirei, però, che un successivo assaggio, tra una paio d'anni, mi facesse collocare questa Barbera D'Asti affianco a carni più importanti.

Tra un sorso e l'altro, Gianluigi Orsini ci racconta che le uve sono raccolte dalle sue vigne nel comune di Agliano, vicinissimo a Nizza (Monferrato). Vietati i pesticidi, i diserbanti e gli insetticidi.
Il vino è stato fermentato in acciaio a temperatura controllata, quindi maturato per un anno ancora in acciaio. Prima di essere messo in commercio, in bottiglia è seguito un ultimo anno di affinamento.
In enoteca, il vino viene venduto a 12 euro circa. Sono state prodotte 5000 mila bottiglie.

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