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I vini bianchi al corso di degustazione

scritto da copertina75

Siamo alla terza serata del corso di degustazione e ne mancano solo due. Un po’ mi dispiace che finisca, mi diverto e ogni sera imparo qualcosa in più.

La serata è dedicata ai vini bianchi fermi e io parto un po’ prevenuta, in quanto i vini bianchi non sono la mia passione. Ma ben presto mi devo ricredere, perché ve ne sono due che mi colpiscono in particolar modo per i loro aromi intensi e il gusto morbido e gradevole.

Il primo è l’ Alto Adige Sauvignon DOC Selectart Flora 2005, della Cantina Produttori Girlan/Cornaiano. Nasce da uve Sauvignon Blanc al 100%, vinificate in serbatoi di acciaio con il controllo della temperatura. Il vino tenuto per alcuni mesi in una grande botte di rovere, viene affinato brevemente in bottiglia prima della commercializzazione.
Si sente subito un odore diverso dagli altri vini degustati precedentemente. Il colore si presenta come un giallo paglierino con ancora alcune note verdognole. Io e fradefra sentiamo subito un forte odore di frutti tropicali, come licious, frutto della passione e maracuja. Fabrizio pone enfasi invece su note più erbacee come foglie di pomodoro, timo, menta, ortica, asparago selvatico e spinacio crudo. In questo vino non si sente per niente l’odore di pipì di gatto, tipico del Sauvignon. Che fortuna!
A bicchiere in movimento il vino mantiene le note di erba molto evidenti.
In bocca, anche se inizialmente tende ad essere un po’ acidulo, ben presto si apre in progressione, riempiendo la bocca con tutto il suo aroma.

Il secondo è il Vigneti Delle Dolomiti Bianco IGT Olivar 2004, dell'Azienda Agricola Cesconi. Nasce da uve Chardonnay, Pinot grigio e Pinot bianco. La fermentazione avviene in modo diverso per i 3 vini. Lo Chardonnay fermenta in barriques nuove, il Pinot bianco in acciaio e il Pinot gricio in barriques usate e legno grande. Avviene un affinamento di circa 8 mesi e dopo l’assemblamento, i vini imbottigliati rimangono in cantina 6 mesi prima di essere commercializzati. Il colore è un giallo paglierino con note dorate. Al naso si avvertono subito le note speziate date dal legno e poi la frutta matura come la mela golden, la banana, la pera , la pesca, il cedro e l’arancia candita. A bicchiere in movimento le note cambiano in frutta più acerba, siamo quindi in presenza di un vino in evoluzione. In bocca ci si accorge che è un vino con una buona struttura, simile ad un rosso. Fabrizio, a questo proposito, ci racconta che esperti degustatori hanno scambiato più di una volta questo vino per un rosso. Oltre alla frutta matura si sentono note tostate di caffè e tè. I tannini presenti sono morbidi e vi è una notevole lunghezza retrogustativa.

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Il corso De Gustando è stato organizzato da Enotime, di cui Fabrizio Penna è direttore.

Commenti

In effetti questi due vini sono piaciuti moltissimo anche a me.
Per i profumi tropicali, dato che Fabrizio sentiva tutt'altro, mi pareva d'essere io ad aver bevuto troppo. Per fortuna che poi lui ha risposto positivamente alla mia domanda sulla loro presenza.

Scritto da:  fradefra   | 17.10.06 14:23
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