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Come pulire il tartufo
scritto da fradefra il 15.10.06

Vado a chiamare MarcoTuscany, che è la persona più indicata per rispondere alla domanda - Come pulire il tartufo?

Dato il costo e la delicatezza dei tartufi, infatti, non val la pena di improvvisare. Meglio avere indicazioni da chi se ne intende.

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Questo post è parte della rubrica "Tutto quello che avete sempre voluto sapere sull'enogastronomia, ma nessuno vi ha mai detto", che prevede, ogni week-end, la pubblicazione delle risposte alle domande che in settimana ci avete posto o che abbiamo ricavato dall'analisi delle chiavi che dai motori vi hanno condotto a questo blog.
Se avete altre domande, scrivete a fradefra@maisazi.com o copertina75@maisazi.com.

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Elenco degli articoli che citano questo:

» Il tartufo uno dei tesori della natura su maisazi.com - emozioni in cucina
Scopri il Tartufo. Perchè costa tanto ? Quali sono le ragioni del suo successo sulle tavole di tutto il mondo.
[Seguito]

Commenti

Certo, il tartufo è uno dei prodotti più pregiati e anche però più delicati e deperibili che la natura ci abbia mai offerto. In verità la delicatezza varia secondo le varietà di tartufi che andiamo ad esaminare, se abbiamo del tartufo nero estivo (gruppi Tuber aestivum e Tuber uncinatum) pur mantenendo una certa delicatezza, ci si può lavorare con una spazzolina a setole medio-dure per togliere i residui di terra, questo va fatto sotto il rubinetto con un piccolo flusso di acqua fredda fino a portare alla luce la sua bella scorza nera, a questo punto è pronto.
Per il tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum pico) il discorso cambia, qui siamo in presenza di una delicata fanciulla che va trattata con i guanti, la sua struttura molto delicata ci impone infatti di usare mille precauzioni per effettuare la pulizia che comunque va fatta.
Consiglio di usare uno spazzolino a setole medie, pulendo i residui sotto un piccolo flusso di acqua fredda, ma senza esagerare con la pressione per non rischiare di rovinarlo.
Quando la pulizia sarà completata asciugatelo delicatamente con un tovagliolo di stoffa, riponendolo in un involucro di carta gialla da alimentari o scottex, affinchè perda l'eccesso di umidità e si conservi più a lungo.
Per evitare che tutti gli alimenti contenuti dentro al frigorifero (specie quelli ad alta percentuale di proteine come formaggi, uova, carne, burro) vi assorbano inesorabilmente il penetrante odore del re tartufo, potete metterlo dentro un capiente barattolo di vetro a chiusura ermetica, naturalmente sempre avvolto dentro la carta, che andrà cambiata quando la troverete troppo umida.

Buon appetito, Gualtiero Santucci.

Scritto da:  MarcoTuscany   | 15.10.06 16:33
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Grazie Gualtiero :-)

Scritto da:  fradefra   | 15.10.06 18:20
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Da ristoratore che fa dei tartufi di S.Miniato un cavallo di battaglia , devo dire che Gualtiero Santucci è stato più che esaustivo, complimenti.Sul modo di lavorare il tartufo in cucina sono a vostra disposizione.

Scritto da:  emilio   | 16.10.06 11:11
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