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Metti una sera la "pecora in umido"

scritto da shiftzero

pecora.jpgMetti una serata in campagna in quel di Conversano, in provincia di Bari, il cielo è stellato e la luna a far giorno, temperatura appena sopra i 20°, la numerosa famiglia riunita, il forno a legna acceso già dal mattino e un amico macellaio che ci porta la carne di pecora. Sane risate e sorsi di vino rosso, va e vieni di persone dalla cucina intente a preparare la tavola in attesa della creazione culinaria di Raffaele, il capo famiglia e l’esperto in carne arrosto sul fuoco a legna.

Signore e signori, è di scena la pecora in umido.

Ore 8:30. Tutti svegli, oggi è una giornata speciale. Primo caffè, impegni da “prima-mattina-mi-sono-appena-svegliato” e in macchina direzione Conversano centro.

Ore 9:30. Colazione al Pashà, in piazza Castello. Cornetto, caffè e via. Si va dal fruttivendolo per la spesa della serata. Sedani, carote, patate e cipolle bianche. “Raffaele, ma cosa devi cucinare questa sera?” – chiede zia Rosaria. “Sorpresa”, risponde Raffaele.

Ore 11:00. Ancora qualche acquisto tra supermercati (bevande e “sopratavola” come di consueto) e negozietti nei vicoli e le solite soste per strada a salutare amici e conoscenti. Raffaele vive e lavora a Bari da 40 anni, ma è nato a Conversano e qui ha vissuto per 25 anni.

Ore 12:30. Raffaele e compagnia sono appena rientrati. Giusto il tempo di sistemare le cose e il Raffa è già padrone della cucina, con uno stuolo di donne al suo comando (moglie e nuora comprese). Finalmente si scopre il soggetto di questo bel film: stiamo preparando la “pecora in umido”, una specialità di Raffaele.

Ore 14:30. Sedano tagliuzzato a pezzettini, patate tagliate a fette circolari sottili, carote a rondelle e cipolle a a spicchi. Tutto rigorosamente in un vecchio tegame in terracotta. Ogni strato di verdure è alternato da strati di carne di pecora. Raffaele appare soddisfatto del lavoro sin qui svolto e si preoccupa già di quale vino – rigorosamente rosso – servire per questa sera. Ma è un problema che rimandiamo al pomeriggio.

Ore 14:45. È pronto il tegame con la carne di pecora e le verdure. Via, direzione forno a legna.

La pecora in umido deve cuocere a fuoco lento per quasi 5 ore, sui carboni. Abbiamo tempo. Ma non lasciamo mai la postazione. La pecora deve essere controllata continuamente.

Ore 15:30. Primo controllo. Tutto fila liscio.

Ore 17:15. Secondo controllo. Tutto bene. Ne approfittiamo per una partita a carte.

Ore 18:00. Terzo controllo. Il profumo già si sente e l’acquolina comincia a prendere piede.

Ore 20:00. Qui abbiamo già perso il conto dei controlli, che diventano via via più frequenti. Ormai il profumo ha invaso anche le camere da letto del piano inferiore della casa di Raffaele.

Ore 20:30. Cominciano ad arrivare i primi ospiti. Zio e zia, amici di vecchia data, cugini e parenti tutti.

Ore 21:10. Raffaele, dopo esser stato un perfetto padrone di casa nell’accogliere i suoi tanti ospiti per la serata, procede con l’ultimo controllo al suo capolavoro. Ci siamo. La pecora in umido è pronta. Si serva in tavola! Apriamo le bottiglie di vino rosso, un Tatù Primitivo del Tarantino delle cantine Vigne&Vini quando un caloroso applauso per Raffaele rompe il silenzio e apre le porte alla serata culinaria.

Vi abbiamo presentato “Metti una sera a cena con la pecora in umido”.


Commenti

Adesso ho capito dov'è finita la pecora gialla che molti anni fa perdemmo, io ed alcuni amici :-P

Scritto da:  fradefra   | 07.09.06 00:02
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Eh eh eh... bisogna stare attenti a dove si lasciano le cose :-)

E sabato sera si ripete! Siete tutti invitati.

Scritto da:  shiftzero   | 07.09.06 15:00
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