Mi ha colpito la nuova campagna pubblicitaria del vino Freschello prodotto da Cielo e Terra, Gruppo Cantine Colli Berici. Sono stata sempre appassionata di comunicazione e pubblicità, soprattutto quando si tratta di ironia e coraggio.
L’azienda, che ha puntato per la prima volta su una campagna a livello nazionale, si può sicuramente dire che di ironia ne ha messa molta.
Con il pay-off “Si sposa con tutto” hanno voluto sottolineare la caratteristica principale del loro vino che può accompagnare qualsiasi tipo di piatto. Non si tratta, infatti, di un vino di qualità, con caratteristiche particolari o sofisticate, ma un vino che può soddisfare le esigenze di chi ha piacere di berne un bicchiere a pasto senza dover pensare troppo all’abbinamento. Direi un vino per tutti e per tutti i giorni. Una specie di passepartout.
Che dire? Complimenti all’azienda Cielo e Terra che ha saputo vedere giusto, secondo me, puntando direttamente al loro target di riferimento che è la grande distribuzione, e quindi a persone che non ricercano un vino prestigioso o con chissà quali sentori e profumi, ma che si porti facilmente a tavola.
E i complimenti vanno anche all’agenzia Cayenne, realizzatrice della campagna, che è in finale al New York Advertising Festival che, insieme a Cannes, rappresenta il più prestigioso premio internazionale del settore pubblicitario.
Mi chiedo se ci saranno altre aziende vinicole che seguiranno le orme di Cielo e Terra.
Ci sono molti vino che meriterebbero una buona promozione. Magari prima di partire con una campagna pubblicitaria, perché no, potrebbero realizzare una bella etichetta, attrattiva e stimolante.
Technorati tag: campagna pubblicitaria, vino
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Etichetta? uhm, come mai mi pare che mi fischino le orecchie?
Diciamo che finalmente qualcuno esce dai soli schemi, dai luoghi comuni nei quali sono spesso imprigionate le agenzie ma soprattutto le aziende.
Ricordo con piacere la prima volta che vidi il vino Anarkos dell'azienda vinicola Accademia dei Racemi di Manduria, in provincia di Taranto. Un vino, come da loro definito, "contro", di protesta. Da qui il nome Anarkos (anarchia) e l'etichetta nera con una A grande rossa con un tratto simile a quella che conosciamo del movimento anarchico.
Io invece, ta le pubblicità da evitare, direi quella stile "talk show" del Tav**nello(ho criptato il nome :P ), ove sembra assolutamente auspicabile l'utilizzo del Tetrapak per qualsiasi tipo di vino. Ma si può? "una posizione di assoluta leadership nella fascia dei € 3,00"... no comment (anche se questo già è un commento quindi no comment rappresenta un assurdo... proprio come la pubblicità di questo vino).
Preferivo la vecchia pubblicità con la musichetta stile mazurka emiliana... era più genuina.
Assolutamente d'accordo con Orlando. La pubblicità del Tav... non piace assolutamente anche a me, la commentavamo con fradefra poco tempo fà.
io credo che non sia bello usare la sofferenza di un animale per la pubblicità.. questo maialino presto verrà ucciso ma non importa a nessuno..
Ciao Silvia, benvenuta. In effetti, su questa pubblicità le critiche ci sono.
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