A tavola, il galateo non prevede che si chieda al commensale vicino, se vuole assaggiare. Può sembrare strano, ma ognuno deve mangiare dal proprio piatto, senza offrire nulla.
Si può pensare che offrire un bocconcino prelibato sia una cortesia, in realtà non è così.
Chiedere a qualcuno se vuole assaggiare, infatti, potrebbe causare imbarazzo, in quanto la persona interpellata potrebbe non sapere come comportarsi, se accettare per non dare l’impressione del rifiuto o se non accettare, per non essere invadente.
Ribaltando le parti, allo stesso modo se qualcuno ci chiede se vogliamo assaggiare qualcosa di suo, con delicatezza, ma fermamente, diremo di no. Il galateo, infatti, non prevede che si chieda, ma neanche che si accetti.
Chi ha invitato all’assaggio, infatti, potrebbe averlo fatto solo credendo di essere cortese o per formalità (oltretutto sbagliando, come abbiamo appena scritto).
Oltre che con le necessità date dal convivere senza mai darsi reciprocamente imbarazzo, il galateo motiva tale strano meccanismo con il tentativo di evitare situazioni negative, purtroppo sin troppo frequenti. I chicchi di riso che cadono dalla forchetta, la goccia che dal cucchiaio finisce sulla camicia, il non saper che fare notando che l’altro si sta chiedendo se offrendogli il cucchiaino lo abbiamo messo prima in bocca o no, ecc.
Evitiamo. A pranzo, ognuno scelga per sé ciò che desidera e lo mangi, così come faranno gli altri.
Chiudo con una nota. Se siete a casa vostra, con la vostra ragazza, magari in un momento tête a tête, di questa regola, ed allo stesso modo di molte altre, fregatevene alla grande. Voi le chiederete se vuole un assaggio del vostro dolce e l’ammirerete amabilmente mentre lei lo gusta. 
Technorati tag: galateo a tavola
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Ogni volta che passo da qui imparo qualcosa di nuovo. Eheheh.
Caro fra, Galateo a parte..... prova ad avvicinarti al mio piatto!
@gina
Beh, hai detto una cosa che ci fa molto piacere. Grazie.
@emilio
Tranquillo, non ci provo :-)
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Creatività nella presentazione dei piatti del 27 settembre 2008 ad Orgiano (VI).
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