“No, non ci penso assolutamente” – mi dice copertina75.
“Guarda che non si può bere tutto quel vino. Devi per forza sputarlo” – le rispondo io.
“Mi fa schifo la sputacchiera. Piuttosto m’ubriaco” – continua con una smorfia lei.
“Ma un assaggiatore DEVE sputare, mari!” – la canzono io.
Lei non risponde e di rimando, invece, mi guarda con il sorriso di chi pensa – “vedrai!”
Inizia così la serata della nostra prima lezione del corso di degustazione del vino che da ieri seguiamo e di cui vi avevo anticipato in A scuola di degustazione del vino, con copertina75 più preoccupata per il dover usare una sputacchiera, che non intimorita da nuove conoscenze da acquisire.
Siamo nel quartiere cinese di Milano, abbiamo appena finito di mangiare due cosette cinesi, la recensione del locale non ve la faccio, che non ne vale la pena, credetemi.
Entriamo all'Hotel Hermitage dove si terrà il corso e ci rendiamo subito conto che Enotime ha fatto le cose in grande. C’è un sacco di gente. All’ingresso salutiamo Elisabetta Fezzi, ormai diventata per me una lettura quotidiana, visto che ricevo la sua newsletter con la notizia enogastronomica del giorno.
Facciamo il nostro ingresso nella bella sala, ci guardiamo attorno, scegliamo due posti in prima fila. Disponiamo sul tavolo il set di 8 bicchieri che ci è stato consegnato e che costituisce il nostro corredo e cominciamo a leggere i due manualetti che accompagnano il corso. Come al solito, aveva ragione copertina75. Le sputacchiere non ci sono, per la sua felicità.
Finite le procedure di registrazione, arriva Fabrizio Penna, il coordinatore del corso e principale relatore, che ci presenta due rappresentanti della Fattoria Machiavelli e dell'azienda Banfi. Con la loro esperienza di produttori, risponderanno in serata a molte nostre domande, rendendo vivace il corso.
Fabrizio Penna è bravissimo. Il che, detto da uno che tiene corsi da 20 anni (come lui, per altro), non è poco. Buon oratore, con ottime capacità di attrazione dell’attenzione, riesce a tenere banco per 3 ore, nonostante le più di cento persone presenti.
Ci fornisce nozioni sui metodi di produzione, aneddoti e tecniche di degustazione.
“Qui non staremo a trovare i difetti” – ci dice – “ma a cercare la qualità.” Ci spiega che ha scelto da degustare solo vini fortemente rappresentavi, in positivo, della propria categoria e vitigno.
“Di vini scadenti e con difetti, avrete modo di berne sin troppi. Vorrei, invece, che memorizzaste questi campioni, che userete in futuro come termini di paragone.” – aggiunge.
In effetti, i vini scelti sono tutti ottimi e se qualcuno mi piace un po’ meno, è solo questione di gusti.
Fabrizio la sa lunga e sa come intrattenere piacevolmente il suo pubblico, fornendo, al tempo stesso, decine e decine di nuove nozioni. Valutazione del colore, profumo a bicchiere fermo, profumo a bicchiere mosso, primo approccio, struttura e retrogusto.
Roberta e Piera non sono da meno. Portano in aula la loro esperienza aziendale, rispondono a domande sulle etichette, sulle botti e molto altro.
Il corso si snoda lungo la serata che trascorre senza che nessuno se ne renda conto. Ogni degustazione è seguita da un momento di domanda e risposta. L’interazione è ottima, con Fabrizio che da molto spazio a chi vuol intervenire, secondo i canoni delle più moderne tecniche di formazione.
I vini degustati sono:
Alla prossima 
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Il corso De Gustando è stato organizzato da Enotime, di cui Fabrizio Penna è direttore.
Tag: | corso degustazione vino |
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Elenco degli articoli che citano questo:
» Corso degustazione vino a Milano – secondo giorno su maisazi.com - emozioni in cucina:-) :-)
divertentissimo il primo scambio di battute. Posso rassicurare copertina75 che per un degustatore professionista è una normalità utilizzare la sputacchiera. Diventa come uno strumento di tutti giorni proprio come il cavatappi.
Ad ogni modo a bere molto e vini diversi ci fa l'abitudine.
Comunque lo confesso, in un certo senso usare la sputtachiera mi sa tanto di offesa verso il produttore, e quindi quando posso NON la uso, con il passare del tempo e dell'affinamento della degustazione è necessario pocchissimo vino per verificare le doti di eccellenza, e a quel punto risulta più facile non usarla. :-)
Attendiamo il resoconto della secondo lezione
Angelo, io la penso come te. Anzi, non la uso proprio. Non dovendo fare il degustatore professionista (e non sarei capace, per altro), non sono impegnato a dover assaggiare decine di vini.
Piuttosto preferisco provarne meno, ed amen. Ieri, quegli otto, per esempio, non ci hanno dato alcun problema.
Siamo stati a Cannobio, ne abbiamo provato venti, anche qui senza problemi.
ah... come vi invidio, mi piacerebbe una roba del genere :D
Sì, io avevo ragione sulla sputacchiera, non effetti non c'enerano e ne sono stata molto contenta. Però ad onor del vero in parte anche fradefra aveva ragione, infatti alla fine un pò brilla lo ero. Forse non avevo mangiato a sufficenza o forse perchè due dei bicchieri mi erano piaciuti e li ho finiti con i formaggio che alla fine della serata ci hanno fatto assaggiare, non so...
Cmq la serata è stata veramente piacevole e Fabrizio è stato molto bravo ad intrattenerci tutti e 100!
Ho appena sentito Fabrizio. Per l'esattezza eravamo 145!
Per curiosità, quanto costa il corso?
Ciao massj, benvenuto sul blog. Potrai chiedere tutte le informazioni relative ai corsi scrivendo direttamente ad Enotime all'indirizzo info@enotime.it.
E se deciderai di iscriverti... buona degustazione e buon divertimo :-)
Scusatemi, ma non sono troppe 145 persone ad un corso??? di certo il docente non può seguire gli allievi e questa cosa mi frena non poco.. fatemi sapere! grazie.
Beh, Carla, non si trattava di un corso organizzato da noi, noi per una volta eravamo gli allievi.
Ovviamente è un bel numero, chiaramente il docente non seguiva gli allievi uno ad uno. Si trattava del classico esempio di docente che parla e allievi che ascoltano.
Ogni allievo aveva però i propri bicchieri ed il proprio vino, quindi seguiva degustando col docente. Poi c'era ampio spazio per domande.
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