Sebbene in molte parti d’Italia è ancora viva la tradizione di comprare l’olio direttamente dal frantoio – ricordo da bambino che si attendeva con impazienza la prima “frangitura” per assaggiare, su una bella fetta di pane fresco, l’olio “nuovo” – l’art. 2 del Regolamento UE n. 1019/2002 ne vieta la vendita sfusa al consumatore finale. In pratica, l’olio deve essere commercializzato in contenitori etichettati di capacità massima non superiore ai 5 litri (anche se la questione è ancora sul tavolo di discussione, considerata la recente sentenza del Tar della Liguria che ripristina la vendita diretta in azienda e mantenendo valida la norma europea per quanto attiene le strutture commerciali aperte al pubblico).
Quindi, da parte nostra, ci permettiamo di suggerirvi alcuni accorgimenti quando vi trovate a comprare l’olio e, soprattutto, come leggere le etichette.
Primo suggerimento sempre valido. Tenete bene a mente i tre valori principali di un olio: genuinità, tipicità, alta qualità. Anche quando la marca è molto conosciuta o quando si compra direttamente dal contadino non date mai nulla per scontato. Falsificare la qualità di un olio non è un’attività molto difficile!
Quindi, fidatevi solo di aziende con provata correttezza commerciale e – qualora dovessero essere costretta a “tagliare” il proprio olio – che almeno lo dichiarino applicando prezzi più bassi rispetto ai propri listini tradizionali.
Attenzione, inoltre, all’andamento del raccolto. Capita in alcune stagioni di avere una resa molto bassa; per questo motivo, molte aziende comprano olio da altre regioni o – addirittura – da altre nazioni, presentando comunque sul mercato il proprio “olio tipico”, che tale però non lo è più.
Occhio all’etichetta! Come detto prima, occorre prestare attenzione alla tipicità dell’olio. In questo caso fidiamoci principalmente di olii DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Tipica).
Ricordate il post sull’olio mandorlato, in cui un mio amico (vabbè, sveliamo il segreto: l’amico era Francesco “fradefra”) mi chiese alcune informazioni sull’olio mentre era dinnanzi allo scaffale di un negozio? Bene, la domanda che pongo e a cui cercherò di dare una risposta è la seguente: “Come regolarsi di fronte a una vasta offerta di olio?”.
Oltre al giudizio del proprio gusto, che purtroppo uscirà solo dopo l’acquisto, rimane a nostra disposizione la lettura dell’etichetta e alcune informazioni “tra le righe” in essa contenute. Badate bene, un contadino di vecchia data vi dirà che l’olio non ha scadenza; ma se per la tradizione può essere vero, in realtà un buon olio dovrebbe avere una scadenza di 18 mesi dalla data di imbottigliamento. Nel caso di un olio DOP, tale indicazione è obbligatoria.
Attenzione inoltre alla categoria di olio che state acquistando. Ce ne sono quattro di categorie (ne parliamo in un altro post):
- olio vergine extra di oliva (meglio conosciuto come olio extravergine di oliva);
- olio vergine di oliva;
- olio di oliva;
- olio di sansa di oliva.
Vi siete mai chiesti perché in commercio si trova solo olio extravergine di oliva (più pregiato) e non olio vergine di oliva? Il motivo è semplice e a prima vista banale, ma per nulla da sottovalutare quando ci avviciniamo alla scelta di quale olio portare a casa.
L’olio vergine di oliva è utilizzato per miscelarlo con l’olio extravergine di oliva; ovvero si utilizza un olio di categoria superiore (l’extravergine, appunto) per “migliorare” e coprire i difetti e diluire l’acidità libera dell’olio di categoria inferiore, fino a graduare un “taglio” (ovvero un olio) che abbia i parametri stabiliti per l’extravergine (cfr. Extravergine, Slow Food Editore).
Assurdo, direte voi… tutto vero, vi rispondo io. Quindi, amici miei, non sempre dietro una bella etichetta, una raffinata bottiglia e un marchio noto si trova un buon olio.
Prima di tirare le conclusioni, vi rivolgo una domanda: voi, in base a cosa decidete di acquistare questo o quest’altro olio?
Technorati tag: olio
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Elenco degli articoli che citano questo:
» La classificazione dell’olio su maisazi.com - emozioni in cucinaTutto molto interessante ed approfitto per una domanda.
Che ne pensi delle due versioni? "Extra vergine" o Extravergine?
Vedo che ci sono produttori che definiscono il proprio prodotto con la prima o la seconda. Ce n'è una ufficiale?
La dicitura "ufficiale" è extravergine, anche se ormai le due vanno di pari passo. Io preferisco comunque la seconda, quindi "olio extravergine di oliva".
Many thanks! Io che faccio? continuo a scrivere post con una o l'altra! Prima o poi dovrò uniformarmi...
Vabbè, ci penso.
Eh eh eh, caro Francesco, dovresti saperlo meglio di me ;-)
Io, ribadisco, preferisco scrivere "olio extravergine". Per completezza di informazione, il termine tecnico ufficiale è "olio vergine extra di oliva", così come riportato nel post.
Ma ne parliamo meglio nel prossimo post sull'olio.
Saluti.
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Creatività nella presentazione dei piatti del 27 settembre 2008 ad Orgiano (VI).
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