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Cous cous alle verdure
scritto da copertina75 il 28.07.06

Navigando per blog mi sono imbattuta per caso nel sito della COOP Firenze. Il concorso indetto dalla sezione soci Coop Firenze sud, “La ricetta raccontata”, mi è piaciuta molto e mi ha dato l’idea per la nostra ricetta del venerdì.

Si sentiva sudata e le vesti appiccicate addosso non le davano tregua. Ormai, però, ci era abituata. Erano passati molti anni da quando, dopo l’ultimo rifugio nelle dolci braccia della madre, aveva preso l’aereo che l’avrebbe portata in quel luogo caldo, umido ma soprattutto sconosciuto. Amava immensamente l’uomo per cui aveva fatto, per molti suoi vicini di casa, quella strana pazzia, ma non se n’era assolutamente pentita. I suoceri le volevano bene e l’avevano accolta come una figlia ma, non riuscivano a sostituire quella sensazione di calore e di protezione che solo sua madre le donava. In effetti, lasciarla era stata la cosa più dura di quel lungo viaggio. Dopo la morte del padre, lei e i suoi fratelli le erano stati molto vicini e il pensiero che loro non l'avrebbero mai lasciata sola, la faceva sentire molto meglio.

La sera ogni tanto si rifugiava nella sua camera a scrivere lettere alla madre o a leggere quelle poche che riusciva a ricevere da lei. La luna, che poteva ammirare dalla sua grande finestra, dominava la lingua del deserto e ogni volta le provocava lo stesso pensiero: “ mamma guarda proprio la stessa che guardo anch’io!” . L’idea la cullava per tutta la sera, fino al momento di addormentarsi, serena, tra le braccia del suo uomo.

La stavano chiamando, era ora di preparare il cous cous con le altre donne della famiglia. Aveva già fame, ma sapeva di dover aspettare il tramonto, era il periodo del Ramadàm. Si ricordava quando, nei primi mesi, tentando di fare le “palline” (le chiamava così!) aveva fatto molti pasticci. Lei, che non era mai stata in grado di fare neanche due uova al tegamino! Poi però, la pazienza delle donne marocchine l’aveva aiutata e ora il cous cous lo avrebbe potuto fare anche ad occhi chiusi.

Sua suocera stava già spruzzando con acqua salata i due tipi di semola, a grani piccoli e grani grossi, nella marafadda, recipiente a forma di tronco di cono. Ora sarebbe toccato a lei e a sua cognata lavorare la semola, imprimendo con la mano un movimento rotatorio fino ad ottenere dei piccoli agglomerati (le palline appunto!). In seguito, li avrebbero messi ad asciugare su un telo.

Mancava ancora un’ora al ritorno di suo marito e degli altri uomini, così decise di concedersi un bagno con la poca acqua che le era rimasta. Questo suo vizio, come lo chiamava sua suocera, era spesso motivo di litigio con le donne della famiglia, ma, ancor oggi, lavarsi poco era una cosa a cui non riusciva ad abituarsi.

Il rumore degli uomini, l’aveva svegliata dal sonno in cui era caduta dopo il bagno. Sua suocera stava accendendo il fuoco per la marga, una pentola piena d’acqua destinata a produrre il vapore per la cottura, mettendo sopra la cuscussiera, l’apposito utensile forato (una specie di colapasta) con dentro i granelli che si erano nel frattempo asciugati.

Presto avrebbero mangiato tutti assieme il cous cous con i pezzetti di agnello, uvetta, miele e molte spezie, condimento tipico delle zone nord del Marocco. La carne ed il resto del condimento sarebbero stati disposti al centro e la semola tutta attorno. L’agnello e il miele non le erano mai piaciuti e così si era abituata a mangiare il cous cous senza alcun condimento. In queste occasioni pensava a come lo avrebbe preparato lei, per la sua famiglia in Italia. Per esempio con le verdure.

Ingredienti per 4 persone:

- 300 gr di cous cous medio;

- 1 peperone rosso;

- 3 zucchine;

- 3 carote;

- 1 pomodoro;

- una lattina di ceci precotti;

- origano, sale, olio.


Tagliate a piccoli pezzi i peperoni e a rondelle le carote e le zucchine. In una padella, meglio se di rame, mettete l’olio e iniziate a cuocere i peperoni. Dopo circa 5 minuti aggiungetevi le carote e le zucchine. Mettete il coperchio sulla padella e continuate la cottura per circa mezz’ora. Intanto che aspettate, tagliate i pomodori in quattro parti e toglietene i semi. Passata la mezz’ora, aggiungeteli al resto, insieme ad una manciata di origano. Salate e cocete ancora per ca 10 minuti. A questo punto aggiungete i ceci e finite la cottura per altri 10 minuti. Intanto che aspettate, potete preparare il cous cous. Versate i grani in una casseruola bassa e larga, aggiungete 3 o 4 cucchiai di olio e amalgamate con una forchetta fino ad ottenere una buona sgranatura del cous cous. Aggiungete 400 ml di acqua salta bollente e lascite riposare per 8 minuti con il coperchio. Infine sgranate il cous cous con una forchetta di legno. Aggiungetelo al condimento ed il piatto è pronto.


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Elenco degli articoli che citano questo:

» 13 agosto - Grano con le verdure su maisazi.com - emozioni in cucina
Un piatto che abbiamo inventato per l'occasione io e copertina75. Sua l'idea del componente base, il grano in chicchi, mia la realizzazione. Buon appetito.
[Seguito]

» Ricette per un bar su maisazi.com - emozioni in cucina
Se un bar è interessato ad avere delle ricette appositamente create, può contattarci. Gliele prepareremo in cambio della sola esposizione di una nostra locandina.
[Seguito]

» Festa di laurea su maisazi.com - emozioni in cucina
La mia festa di laurea. preparativi, ricette, un buon vino e tanta allegria. Grazie a tutti quelli che hanno festeggiato con me un giorno importante.
[Seguito]

Commenti

Ancora una volta, per la rubrica Il menu del venerdì, ho chiesto a copertina75 di sostituirmi. Beh, devo dire, guardando il risultato, che quasi quasi la lascio fare sempre a lei :-)

Scritto da: fradefra | 28.07.06 06:59
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Grazie fradefra.... è stato un piacere ;-), mi sono molto divertita a fare questo post. Scrivere racconti mi piace molto!

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Perché il racconto? A che serve? Mi sembra solo un inutile perdita di tempo. Se la ricetta è interessante, non dovrebbe servire nient'altro.

Scritto da: marisa | 29.07.06 07:24
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@marisa
Non ho scritto il racconto pensando che la ricetta non fosse interessante di per sè. In questo blog ognuno esprime il mondo enogastrronomico come lo sente. E io in quel momento lo sentivo così!
Inoltre il nostro blog non vuole dare solo ricette o notizie e basta, ma anche emozioni. :-)

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